Pensioni anticipate 2021, Cgil: inaccettabile uscita a 64 anni+ 36 con contributivo

Pensioni ultimissime oggi: serve alfabetizzazione sociale

Non si placa il dibattito sulle pensioni, nello specifico a far scaldare ancor più gli animi la relazione di Tridico, Presidente Inps, relativamente al comparto pensioni. Un commento a caldo sul XX Rapporto Annuale INPS, illustrato nella mattinata di ieri dal presidente dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, giunge da Ghiselli, segretario confederale della Cgil, che nel suo ultimo comunicato stampa, ha fatto notare come per la CGIL la Relazione di Tridico confermi l’urgenza di un tavolo di confronto col Governo sul tema pensioni, anche Uil e Cisl concordano.

Pensioni anticipate 2021: La relazione dell’Inps conferma la necessità di riaprire un tavolo di confronto tra Governo e sindacati

Di questo ne sono certi anche Proietti, segretario confederale della Uil, e Ignazio Ganga, segretario confederale della Cisl, con cui nell’ultimo periodo abbiamo avuto modo di confrontarci attraverso interviste in esclusiva, per poter arrivare a risposte concrete su un tema tanto sensibile, come quello della previdenza, specie in vista dello scadere della quota 100, é necessario più che mai riaprire un tavolo di confronto tra Governo e sindacati.

Cgil, Cisl e Uil non hanno solo manifestato in piazza lo scorso 26 giugno, ma anche esposto più volte le proprie proposte per arrivare ad una riforma equa e strutturale relativamente alla prossima riforma delle pensioni, tra le misure cardine, quelle maggiormente condivide dai lavoratori, anche la quota 41 e l’uscita dai 62 anni d’età con 20 anni di contributi. Il XX Rapporto Annuale INPS illustrato dal presidente dell’Istituto nazionale della previdenza sociale Pasquale Tridico, fa emergere ancor più a detta di Roberto Ghiselli come l’esecutivo non sembri aver consapevolezza che “se non arrivassero risposte concrete su un tema così sensibile, sarà inevitabile una incisiva mobilitazione dei lavoratori’. Per questo, spiega: “La relazione del presidente dell’INPS a nostro avviso conferma quanto sia urgente aprire un tavolo di confronto fra Governo e sindacati sulle pensioni e quanto sia grave non averlo ancora fatto“. Anche perché, aggiunge il segretario confederale della Cgil, le ipotesi avanzate dall’INPS relativamente all’uscita anticipata con ricalcolo contributivo o in due tempi sono molto lontane da quelle avanzate dalla piattaforma sindacale.

Pensioni anticipate 2021: proposte Tridico inaccettabili

Nell’ultima nota stampa ripresa da Adnkronos il dirigente sindacale Ghiselli, specifica parlando della relazione INPS: ”I temi evidenziati sono rilevanti, come la flessibilità in uscita, il riconoscimento dei lavori gravosi, la solidarietà intergenerazionale, il fatto che la spesa pensionistica italiana netta è inferiore a quella dichiarata a livello comunitario. E anche gli effetti della pandemia sulla speranza di vita e sulla spesa previdenziale vanno adeguatamente considerati”.

Nello specifico relativamente alle proposte avanzate da Tridico che hanno scosso gli animi dei nostri lettori che a lungo hanno commentato, anche Ghiselli ha sottolineato come siano totalmente distanti dalla piattaforma sindacale: ”Le ipotesi di riforma analizzate dall’Istituto sono molto distanti dalla piattaforma sindacale. Per noi – spiega – sarebbe inaccettabile un’uscita a 64 anni con 36 anni di contributi e con il ricalcolo contributivo, o la liquidazione a 62 anni della sola pensione maturata nel regime contributivo

Poi in chiusura un ulteriore invito al confronto per capire se le proposte avanzate dal Presidente Inps stiano incontrando il parere favorevole del Governo o se questo sia maggiormente in linea con le richieste dei sindacati e dunque i desiderata dei lavoratori: “Ma sugli interventi da adottare sulle pensioni, anche in vista della scadenza di Quota 100, vorremmo sapere cosa pensa il governo”.

Non resta che sperare che il Governo fissi una data di incontro con i sindacati affinché il cantiere previdenziale prenda davvero il via, i lavoratori hanno oggi più che mai, dato anche l’incertezza economica e lavorativa che la pandemia ha creato, necessità di sapere dal 2022 quale possibilità di uscita dal lavoro sarà loro concessa.

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41 commenti su “Pensioni anticipate 2021, Cgil: inaccettabile uscita a 64 anni+ 36 con contributivo

  1. mi rivolgo a Emilio; hai parlato dei 63 anni; io avevo sentito dei 62; è l’ultima quella dei 63 anni? se invece dei 67 anni fosse al compimento dei 42 anni e 10 mesi sembrerebbe più ragionevole ma forse è troppo dispendiosa? speriamo; non credo che tanti aderiranno ma se non c’è di meglio?

  2. È pensare che fino a pochi anni fa 40 anni di servizio era il tetto massimo, mentre adesso non è più neanche la soglia minima: ecco le “conquiste” sindacali in Italia! (della serie “regresso incivile”). Mi fa ridere che “Quota 41” la chiamano “pensione anticipata”: anticipata rispetto a che? Rispetto alla morte?
    I DISOCCUPATI ULTRASESSANTENNI CHE NON TROVERANNO PIU’ UN LAVORO E CHE HANNO 41 ANNI DI CONTRIBUTI IN UNO STATO CIVILE DEVONO AVERE IL DIRITTO ALLA PENSIONE E DI RICEVERE I PROPRI SOLDI INDIETRO SENZA PENALIZZAZIONI !!!
    ATTENZIONE NON SCHERZIAMO CON IL FUOCO !!! SIAMO ESASPERATI E LA PAZIENZA È FINITA!!!

  3. E’ sicuramente inaccettabile ogni proposta ma anche ogni realtà come “Opzione donna” in cui si chiede a persone che hanno versato contributi per 35 – 36 anni con pieno diritto al calcolo del sistema misto di rinunciare a quest’ultimo solo per essere autorizzati ad andare in pensione. Questa condizione è ricattevole in quanto verrebbe accettata solo dalle persone che hanno bisogno per vicissitudini familiari di malattia o di assistenza e che quindi non possono più continuare a lavorare e sono in vicolo chiuso.
    questo come ho detto non lo ritengo giusto per opzione donna a cui si può ricorrere anche a 58 anni di età tanto più mi sembra assurdo a 64 anni di età.
    Detto questo, quindi, non posso che ritenere più accettabile la proposta di Tridico, se proprio se ne deve fare una questione di soldi, almeno lui dice stante le attuali soglie di pensionamento di vecchiaia e, voglio interpretarla in modo più estensivo, di anzianità (chiamiamola così) se si vuole anticipare l’età a 62 per la vecchiaia e gli anni contributivi a 41 per il periodo di anticipo dalle rispettive soglie attuali la pensione liquidiamola con il sistema contributivo per poi completare con il surplus derivante dal sistema misto al raggiungimento delle soglie Fornero.
    Per riprendere il discorso di wal52, io penso che il ragionamento non possa avere senso se non risultasse così congegnato:
    dai 62 o dai 41 la pensione verrebbe calcolata con il sistema contributivo prendendo in considerazione il montante derivante dai viersamenti effettuati nell’arco di tutta la tua vita lavorativa. poi quando si arriva alle soglie “Fornero” ti viene liquidata la maggirazione derivante dal ricalcolo della tua pensione con il sistema misto quindi verosimilmente quel 30 – 35% per cento in più che corrisponde a quanto adesso percepisce in meno chi opta per il contributivo per es. nell’opzione donna.

    1. Buongiorno.
      Bene, Lei ha individuato che la trattenuta sarebbe solo del 30-35% sull’intero ammontare considerato però nella interezza come contributivo e non come letteralmente uno potrebbe intendere dalle parole virgolettate.
      Le sembra comunque poco?
      Pensi e la raffronti a chi ha “subito il contributo di solidarietà” e faccia una proporzione della percentuale applicata sugli importi.
      Mi corregga se sbaglio: tra 100.000 euro e 130.000 trattenuta del 15%.
      Per avvicinare quella che Lei ha indicato, si deve giungere allo scaglione tra 200.000 e 350.000 euro, 30%.
      Qualcuno rischierebbe lo scaglione superiore.
      Lei vede PROGRESSIVITA come da COSTITUZIONE o solo il fare cassa e scoraggiare i grandi numeri?
      Aggiungo, visto che ci lamentavamo di quota 100, pensi a chi sarà liquidato il 31 dicembre 2021 e chi dal 1gennaio 2022 si vedesse liquidato con questa proposta (CORNUTO/A e MAZZIATO/A)).
      Continuare su queste basi dove le regole cambiano in una notte e non per tutti ma solo per taluni per me non funziona.
      Mi confermi inoltre se con Tridico, di fatto morirà per “soli” 6 o 7 anni la anticipata Fornero che molti raggiungono prima o a 60 anni e se poi il (furto) continuerà applicandovi pure la speranza di vita.

      Questo mi convince perché non solo LA PROPOSTA non vada subita, ma se perpetrata si dovrebbe lottare chiamando la piazza sia per una questione puramente di economica ( soldi rubati) sia per chiedere la rimozione del proponente.

      Concludendo devo ammettere: VIVA LA FORNERO!

      Grazie

      Saluti MARC

  4. Da qualche parte ho letto che Tridico ha presentato alla camera il rapporto annuale INPS, dal quale emerge che i più poveri (leggi i lavoratori con basso profilo ossia i più tartassati) finanziano le pensioni dei più ricchi. Questa affermazione nasce dalla constatazione che chi ha un reddito più basso vive meno e quindi percepisce la pensione per meno tempo, a differenza di chi ha un reddito da lavoro più alto e un’aspettativa di vita più lunga.

    Mi permetto di sottolineare che l’affermazione di Tridico è vera quanto ovvia e risaputa. Non ci vuole molto a capire che ad esempio per ogni politico che va in pensione dopo pochi anni di versamenti servono i contributi di molti operai per coprire tale pensione. E questo vale anche per gli stipendi dei dirigenti pubblici ecc. ecc.
    Ma non solo, è evidente che se costringi una persona a lavorare 43 anni prima di dargli la pensione, questa vivrà meno di un politico che ha lavorato si e no 5 anni o di un dirigente pubblico che ne ha lavorati 30 (sempre che si possa chiamare lavoro).
    Il presidente dell’Inps promette: “Questo aspetto deve cambiare”, ma la forbice negli anni si è allargata sempre di più.
    Benissimo….. e come intende farlo?? Forse tenendo le persone al lavoro fino a 64 anni e non CONCEDENDO la pensione a che ha già 40 anni di versamenti perchè troppo oneroso per le casse dell’INPS?

  5. Non capisco perchè Tridico (ed altri) si sforzino di trovare soluzioni alternative a quota 41. Forse perchè ritengono che sia troppo onerosa per l’INPS, onerosa rispetto a che cosa?. Anzichè campare scuse e cercare soluzioni alternative, abbiate il coraggio di dire la verità e di ammettere le vostre colpe/responsabilità.
    – Diciamo la verità: chi ha versato per 40 anni ha diritto ad una pensione dignitosa da subito.
    – Responsabilità: bisogna saper riconoscere ed ammettere i propri errori e non far ricadere le responsabilità su altri… Se le risorse dell’INPS sono state spese male, non è certo colpa di chi ha versato per 40 anni, ma di chi ha amministrato quei soldi, ed è su di loro che devono ricadere le responsabilità non sui lavoratori. Iniziamo a far economia all’inps tagliando immediatamente tutti gli stipendi che superano i 3000 euro mese, come è giusto che sia (immagino che Tridico e compagnia bella non siano d’accordo) eliminiamo tutti i premi che ogni hanno vengono elargiti e proviamo a far funzionare la macchina burocratica come nel privato – dove chi sbaglia paga, – e dove c’è sempre un responsabile che risponde in prima persona.
    Ai sindacati dico semplicemente che è giunto il momento della verità, bisogna che si diano una mossa e che svelino da che parte stanno. E’ ora di finirla con il teatrino della politica. Qui bisogna ritrovare quello spirito che ci ha contraddistinto negli anni CALDI del lontano 68/72 “LOTTA DURA SENZA PAURA” – rivendichiamo quanto ci spetta, non nascondiamo la testa sotto la sabbia. Mi aspetto un autunno CALDISSIMO!!!!!

  6. La legge tornerò è stata fatta nel 2011 in un momento di crisi adesso questa crisi non finisce mai . Sono morti molti vecchi a causa pandemia e non co sono e mai ci saranno i soldi per i pensionati. Basta facciamo come la Francia si ritorni ai 35 anni di contributi . La vita dopo i 60 cambia ma in peggio, quindi dopo aver dato il nostro contributo al paese ,devono dare spazio ai giovani che stanno a casa fino ai 30 anni e più. Per me che 60 anni e 36 anni di contributi sono pronto a dare battaglia. Si deve mettere un limite a 62 anni e senza guardare i contributi.

  7. Siamo un paese a sovranità limitata.Le scelte economiche sono fatte altrove (chiedere a Gentiloni Sassoli etc..)

  8. E’ vergognoso quello che sta succedendo….. Mi (e vi) chiedo se il dott. Pasquale Tridico ha mai lavorato seriamente nella sua vita. E quando dico seriamente intendo alle dipendenze di un datore di lavoro privato, non nel pubblico – conosciamo tutti la grande differenza. Oggi ricopre un ruolo importantissimo (merito dei 5 stelle) e può decidere sulla vita di migliaia di lavoratori, ma hai noi non ha sperimentato di persona cosa significa lavorare e questo per me è un grande limite.
    E quindi mi (vi) pongo queste domande:
    1) Perché il dott. Pasquale si sforza di trovare nuove formule alternative alla richiesta dei Lavoratori e Sindacati sintetizzata in 41 anni di contributi o 62 anni. Qual è la vera ragione? Forse deve risparmiare per compensare gli innumerevoli emolumenti elargiti alla classe dirigente INPS?
    – Possibile che nessuno degli intervistati “luminari, professori, economisti, e chi più titoli ha ne metta” dica a gran voce che con 40 anni di versamenti si ha diritto alla pensione immediata. Sarà forse perché comunque loro non sono soggetti a queste norme?

    – Dopo 40 anni di contributi è giusto, logico e naturale che una persona possa ritirarsi e ricevere una pensione decorosa in base a quanto versato? – Perché in Italia non succede??
    E non mi si dica che non ci sono soldi o che sarebbe troppo costoso per lo stato, poiché una cosa è certa i 40 anni di versamenti sono stati fatti e quindi il diritto è più che legittimo. Semmai c’è da verificare, controllare e punire coloro i quali hanno speso male tali contributi. E’ a loro che dobbiamo chiedere quanto mal speso.

    – Perchè i Sindacati rimangono in attesa di una convocazione (che non arriva mai) quando potrebbero iniziare una incisiva mobilitazione atta a ottenere quanto legittimamente richiesto (41 anni bastano e avanzano). FORZA, CORAGGIO, PRENDIAMO IN MANO LA SITUAZIONE E GUADAGNIAMOCI LA PAGNOTTA.
    – Perché nessun partito al governo si fa carico di portare avanti queste legittime richieste? Di cosa hanno paura?
    – Perché nessuno ci dice esattamente quanto costa o quanto sono costate queste scelte bizzarre: reddito di cittadinanza – Navigator. Tanto paghiamo sempre noi poveri lavoratori ultra 60 enni e con oltre 40 anni di lavoro. Possibile che chi ha condiviso queste scelte non debba pagare di persona (visto i lauti compensi percepiti)
    – Mi si permetta un ultima considerazione sono stufo di essere preso per il c..o e stanco di pagare per altri, è ora di finirla con le ingiustizie.

  9. Ho riletto meglio con amici parte del pensiero virgolettato del dottor Tridico e le parole mi lascino perplesso.

    “Andare in pensione dai 62-63 anni solo con la quota che si è maturata dal punto di vista contributivo. Il lavoratore uscirebbe dunque con l’assegno calcolato con il contributivo e aspetterebbe i 67 anni per ottenere l’altra quota che è quella retribuitva”

    I sostenitori della proposta mi chiariscano il senso matematico della frase:

    Si sta proponendo un Opzione Uomo da 62/63 a 67 anni e quindi in continuità anche per le donne che avessero deciso di non avvalersi di opzione donna.
    Oppure il pensiero è così “mefistofelico” da sostenere che dai 62 anni si intenda pagare un assegno equivalente al solo montante contributivo maturato (ovvero per 4 o 5 anni coloro che avessero tra i 15/17 anni di retributivo ( maturati prima del 1996) non se li vedrebbero calcolati nemmeno come componente contributiva).
    Ci concederebbe di fatto per un tempo di 4 o 5 anni una pensione contributiva, dopo che hai versato per 43 anni di lavoro, ma calcolata su (43-17 = 26) anni di versamenti.

    Sono ansioso di sapere se ridere o piangere e mi fermo qui.

  10. Il titolo dell’articolo dice: cgil inaccettabile uscita a 64 + 36… per me è inaccettabile che ci siano persone al lavoro dopo che hanno versato per 40 anni o più i contributi. Chi ha lavorato così a lungo dovrebbe essere già in pensione. È altresì inaccettabile che chi avrebbe dovuto difendere questo diritto non abbia fatto nulla finora per ottenerlo, si tratta di semplice civiltà.

    1. Io credo che dopo 41 anni di lavoro,non deve esserci la possibilità,di pensionarsi,ma il vero sacrosanto diritto a esserlo.

  11. Elezioni legittime prima possibile ,basta questa volgare persecuzione sui più Deboli che amarezza di classe politica…

  12. E’ vergognoso quello che sta succedendo…..questa proposta di Tridico dei 64 anni e 36 di contributi con calcolo contributivo equivale ad una vera e propria macelleria sociale- perchè mai lavoratori come me che a 64 anni col sistema misto vorrebbero uscire dal mondo del lavoro, ci debbano perdere col ricalcolo contributivo che penalizzerebbe oltre misura- sempre di quota 100 si tratta e non vedo perchè con l’attuale quota 100 viene considerato anche il periodo retributivo ante 1996 e ciò verrebbe cancellato con questa assurda proposta se appoggiata dal Governo- quello che non si comprende è perchè i Sindacati continuano ad aspettare la convocazione che non arriva mai, quando sarebbe il caso, di fronte a queste oscene proposte, di dare il via ad una mobilitazione tosta senza guardare in faccia nessuno, per farsi sentire e per mettere all’angolo non solo il Governo ma tutti i partiti che sembrano del tutto indifferenti alla bomba sociale che sta per esplodere, se non si pongono ostacoli al ritorno dello scalone , con l’approvazione immediata di una equa flessibilità in uscita a 62 anni senza penalizzazioni- siamo stufi di queste tarantelle che inaspriscono gli animi di chi ha lavorato una vita ed alla fine deve assistere a questo scempio con l’obbligo di dover continuare a lavorare per mantenere anche e soprattutto le solide pensioni di chi ha avuto la fortuna di conquistarla in tempi migliori.

  13. La pensione la vogliamo da vivi ! Non avanziamo pretese, ma rivendichiamo un diritto sacrosanto.
    62 anni di età e/o 41anni di contribuzione sono una vita spesa lavorando.

  14. Solo Formigoni ha sottratto alle casse dello stato 70 milioni di euro (e mi fermo qui!). Se sommiamo questo importo a tutte le ruberie degli altri politici, e non faccio la lista perchè lo spazio a disposizione sarebbe poco, verrebbe fuori un importo pari ad una valangata di miliardi di euro. Credo che avremmo potuto mandare in pensione le persone a 60 anni d’età, come sarebbe equo, senza creare alcun danno ai bilanci dello stato. Ma già, Tridico, la Corte Dei Conti, superMario……….che ne sanno loro!

    1. Vede, sig. Lucio, lei può anche essere nel giusto, ma quello che lei crede non ha alcuna importanza per Tridico, Corte dei Conti e superMario.

      Non ha alcuna importanza perché quello che lei sa e quello che lei crede lo sanno e lo credono anche loro (mi sento di poterglielo assicurare).

      Il punto non è “staremmo tutti meglio SE nessuno rubasse”.

      Il punto è: “COME stare tutti meglio anche SE c’è gente che ruba”.

      Quello che Tridico, Corte dei Conti e superMario cercano di fare è di individuare proprio quel “COME” (almeno, questo è quello che io credo. Ma potrei sbagliarmi).

  15. Continuiamo a tirare l’acqua ognuno al proprio mulino. Non capite o fate finta di non capire che qualsiasi proposta che non abbia sostenibilità economica è solo fiato sprecato. Sappiamo tutti che maggiori entrate fiscali con una seria lotta all’evasione o la diminuzione di sprechi arricchirebbe le casse dello Stato ma in economia non funziona così: le somme devono essere certe ed esigibili le aspirazioni contano nulla. La proposta Tridico dell’uscita a 63 anni con il contributivo e a 67 con anche la parte retributiva, essendo la più economica è realisticamente l’unica via praticabile e meriterebbe a mio avviso il pieno appoggio di lavoratori e sindacati.

    1. Sig. Emilio, concordo pienamente con lei. Il suo è un commento composto, sintetico, obiettivo.

      Lei dice “qualsiasi proposta che non abbia sostenibilità economica è solo fiato sprecato”. Ha obiettivamente ragione.

      Lei afferma: “le somme devono essere certe ed esigibili le aspirazioni contano nulla”. Sostengo la sua affermazione.

      Lei sostiene “La proposta Tridico dell’uscita a 63 anni con il contributivo e a 67 con anche la parte retributiva, essendo la più economica è realisticamente l’unica via praticabile e meriterebbe a mio avviso il pieno appoggio di lavoratori e sindacati.” Condivido la sua valutazione sulla proposta di Tridico (in attesa che ne emerga una migliore).

    2. Falso.
      Il rapporto spesa per pensioni sostenute da contributi e quello per assistenza, ormai evidenziato sia nel sito che dallo stesso dottor Tridico, la smentiscono.

      “D’estate mentre io lavoravo tu cosa facevi? … Cantavo! … Allora adesso balla”.
      Questa è la metafora della fiaba di Esopo la Cicala e la Formica. Nel percorso che è la vita bisogna essere PREVIDENTI (lavorare) per poi, un giorno, pretendere PREVIDENZA (pensioni).
      Capita la morale?

      Lei vorrebbe distribuire a tutti medaglie di cartone, anche chi la ha almeno meritata di ferro non dico d’oro.

      Chi verserà entro il 2026 per i 42,1/43,1 anni di contributi deve prendere quanto le regole fissate non ieri dal dottor Tridico e sostenute dai suoi Fans, ma quanto previsto dal 1995 e poi, seppur peggiorate, nel 2011 dalla Fornero.

      Non si tratta di essere nel paese dei BALOCCHI ma nemmeno in uno dei FARLOCCHI o della banda Bassotti.

    3. Ma va a cagher, tu devi essere il classico llazzarone ignorante nullafacente che scarichi le problematiche che attanagliano moltissimi LAVORATORI italiani, quelli che si alzano alla mattina alle cinque, perché turnisti, non a mezzogiorno, ma tu l’hai mai vista una fabbrica, l’hai mai vissuta? SI PARLA SE SI HA COGNIZIONE DI CAUSA ALTRIMENTI SI TACE. DAMASCO BONSI SINDACALISTA FIOM

    4. Sig. Emilio si vergogni x ciò che ha scritto!!! È evidente che Lei non sa cosa significhi a 60 anni con 42 anni di contributi essere ancora costretto a lavorare magari in alta quota sotto il sole cocente con il piccone e la pala ! Mi sembra parecchio confuso oppure è in malafede ….scambiare x aspirazione la rivendicazione di un diritto sacrosanto!! SI VERGOGNI !

  16. Nessuno ha mai proposto o avanzata l’idea dell’assegno “flessibile” che invece secondo il mio parere potrebbe (il condizionale è d’obbligo) permettere una uscita anticipata e contemporaneamente salvare i conti dell’INPS.
    L’idea è questa: erogare un assegno “consistente”, nel senso che l’importo sia quello maturato secondo età e contributi (ma anche in regime misto). Questo assegno iniziale dovrebbe essere erogato per un certo numero di anni (10?), dopo di che l’assegno si riduce progressivamente.
    Diciamoci la verità: i soldi servono quando si è ancora attivi e si hanno obiettivi concreti, quando si arriva a 80 anni con sanità e molti altri servizi gratuiti, ricevere un assegno consistente e di fatto per buona parte non mirato alla spesa, è un inutile esborso da parte dello Stato.
    Certo, vedere ridotte le proprie entrate non è piacevole, ma sapendolo per tempo ci si può efficacemente difendere con assegni integrativi e investimenti mirati. Stante la situazione economica e sociale del Paese e soprattutto le prospettive non certo rosee di crescita economica, è necessario a mio avviso prendere atto che non è possibile mantenere l’attuale “erogazione cieca” da parte di INPS e di fatto da parte di tutti i contribuenti.

    Mi piacerebbe che Pensionipertutti aprisse e discutesse un simile tema.

    1. NO!
      Mi spiace contraddirti.
      Un semplice esempio: hai provato a informarti sulle rette di un “Ricovero” qualora nella vita servisse a un operario o a un impiegato di basso profilo economico? Magari a qualcuno che se fortunato e con oltre 40 anni di fabbrica riceva un massimo di 1.200 euro netti al mese di contributiva! Come si concilierebbe questo bisogno con la tua idea ?
      Purtroppo a parer mio la nostra società non è pronta per certi discorsi anzi, aggiungo che pur essendo lontanissimo, anni luce dal pensiero “Grillino”, e del suo fondatore un eventuale “reddito universale” come da lui sollecitato, non quello attuale di cittadinanza, da elargire dalla nascita e per tutta la vitta a tutte le persone povere e ricche (fattibilissimo in teoria) credo sia ben lungi ma spero non impossibile in un non troppo lontano futuro realizzare.
      Forse questa sarebbe la strada?
      Saluti

  17. Aspetterei ovviamente una conferma ufficiale .. ma -sembra- che Draghi e i suoi abbiano “BOCCIATO” (in via definitiva) Quota 41 !!

  18. Troppe parole, troppe posizioni diverse e personali….così ci dividiamo e non mettiamo a fuoco l’obiettivo per cui lottare.
    Tanto più che il governo e il sindacato sembrano latitare.
    Mi dite il vostro parere sulla mia proposta?
    “È consentita l’uscita dal lavoro, ed il conseguente collocamento in pensione, al compimento del 62^ anno di età e/o al raggiungimento di 41 anni di versamenti contributivi. Il trattamento economico dovrà essere calcolato col sistema misto, secondo le attuali normative e senza penalizzazioni.

    In conformità agli art 1, 35,36,37,38 della Costituzione è altresì previsto il collocamento in pensione dei cittadini con oltre 58 anni di età, disoccupati di lungo periodo, ovvero è previsto l’obbligo dello Stato di ricollocare i medesimi in lavori socialmente utili, con retribuzioni e contributi relativi, fino al raggiungimento delle condizioni di cui al primo comma del presente decreto”.
    Su questo testo vorrei un giudizio onesto(con correzioni eventuali).
    Paolo: 61 anni × 41.8 di contributi (quota 102 ad oggi)
    Ancora al lavoro.

  19. Buongiorno, 41 anni di contributi e’ quanto basta e avanza , secondo me.
    A questi Sigg.ri politici al governo noi diamo il voto, si proprio noi li mettiamo li, e loro fanno i propri interessi e non i nostri .
    E’ solo questione di giustizia e non ci devono fare dei favori, ma stanno li’ per lavorare bene, e se questo non avverra’ , accadra’ che le persone perderanno fiducia e se ci sara’ sfiducia nei loro confronti le persone non andranno piu’ a votare, a discapito della pace sociale, che perderemo per loro colpe.
    saluto e ringrazio dello spazio dedicato.
    Massimo

  20. I disoccupati di lungo corso ultrasessantenni devono poter andare in pensione a 63 anni anche con il minimo di 20 anni di contributi , in quanto il lavoro non lo troveranno più. L’importo della pensione sarà
    calcolato sulla base dei contributi versati. Non si può aspettare i 67/68 anni.

  21. Quota 41 DEVE essere approvata e senza penalizzazzioni ! Ancora di piu’ per noi precoci che a 15 anni gia’ lavoravamo!!! Abbiamo lavorato da BAMBINI abbiamo versato, adesso ci diano almeno l’uscita a 41 anni !!

    1. Per la verità, signor Osvaldo, per i lavoratori precoci già oggi bastano 60 anni e 35 di contributi.
      Forse Lei si riferisce ai troppi vincoli che permettono di accedere e questo effettivamente è vero: troppi vincoli, alcuni dei quali francamente vessatori.

  22. Sciascia suddivideva il genere umano in: Uomini, Mezz’uomini, Ominicchi, (scusate il termine) Pigliainculo e Quaquaraquà.
    Una immagine molto verosimile anche ai giorni nostri, forse più di quando la propose, seppur per altri versi e molti anni or sono in un suo romanzo.

    Faccio una estrema sintesi di due solo di loro per chiarire i nostri comportamenti.
    Per quanto vediamo da parte di personaggi che ogni giorno ci raccontano la loro proposta, o per alcuni che la ritardano o la discuteranno in autunno suppongo con altri, magari scontrandosi sui problemi e sui di temi che qui, ogni giorno, accenniamo in fatto di lavoro e di pensioni, se vi siano tra loro: Uomini, Quaquaraquà, Mezz’uomini o Ominicchi, lascio decidere a Voi, forse avrete tempo e ragioni per farlo.

    Gli Uomini, (anche le donne aggiungo) sono e saranno coloro che difendono realmente i loro ideali, i loro diritti e quelli degli altri, sapendo che oltre ai diritti esistono i doveri.

    I Pigliainculo sono i tanti rassegnati, i perdenti per loro natura, sono quelli grazie alla cui arrendevolezza si rende facile il solo concepire l’esistenza dei vincitori anche se privi di merito e di ragione.

    Qui mi fermo ma è bene che ciascuno di noi sappia riconoscersi e riconoscevi gli altri, in particolare i nostri “figliastri” coloro che ciascuno di noi ha eletto con il proprio voto e coloro che gli eletti poi hanno collocano nelle posizioni di comando.

  23. Ah Ah Ah Ah !!! A 64 anni avrò versato 45 anni di contributi !! E magari contributivo fino ai 67 !!
    Ah Ah Ah che spasso !!!!

  24. Le proposte dei sindacati che io condivido, dovrebbero essere solo l’inizio di una riforma molto più profonda. Lo stato deve investire nei cittadini non in borsa. Come si fa a pensare di allungare l’età pensionabile senza riflettere sulle conseguenze di lavoratori ormai vecchi che inevitabilmente gravano sulla previdenza e i costi aziendali, del lavoro ai giovani dovuto ai posti liberati. E non dimentichiamo che queste leggi sono state emanate da governi illegittimi che dovevano occuparsi solo di fare una legge elettorale, tra l’altro mai fatta.
    Credo che siamo stati presi in giro per troppo tempo e che è giunto il momento di rimettere le cose a posto.

  25. Se aspettiamo sindacati e governo……….. la relazione parla di 4,3 miliardi di spesa in più per quota 41 nell’immediato, e 9,5 in un decennio. Ribadisco e ripeto: 300 miliardi l’ANNO di soldi buttati via in inefficienze e sprechi dello stato, più l’evasione. Vogliamo fare qualcosa per recuperare un pò di questi soldi? Solo recuperandone il 10% (cioè 30 miliardi e non i sembra uno sforzo da sfinire le istituzioni) ci sarebbero secondo voi i soldi per finanziare quota 41? Lascio a voi i commenti.

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