Pensioni anticipate 2021, chi può usufruire della proroga di opzione donna?

Pensioni anticipate 2021: dubbi su requisiti e domanda per opzione donna al 2021

Le ultime novità sulle pensioni anticipate 2021 e nello specifico su opzione donna giungono dall’amministratrice del Comitato Opzione donna, Orietta Armiliato, che ha scritto un lungo e dettagliato post su facebook al fine di rispondere ai tanti messaggi di informazione che le vengono mandati in privato. La fondatrice del CODS si dice un po’ basita dal fatto che si trovi costretta a ripetere per l’ennesima volta quali requisiti occorrano per poter accedere alla proroga della misura nel 2021 così come ancora non siano chiare le modalità per presentare la domanda. Il lungo post ha dunque questa finalità chiarire chi potrà accedere alla misura prorogata nella legge di bilancio per tutto il 2021. Eccovi le sue precisazioni.

Pensioni anticipate 2021: chi può accedere all’opzione donna? Quali i requisiti necessari?

Così l’amministratrice del sito come incipit: “Purtroppo, sia da quanto leggo proprio su questa pagina anche e soprattutto nelle ultime ore, sia dalle richieste che inviate (copiose…) via messaggio privato, devo prendere atto che ancora non vi sono chiari i meccanismi che determinano la possibilità di usufruire della misura dell’Opzione Donna, così come non avete ancora contezza degli obbligati passaggi che debbono essere compiuti prima di poter veder erogato il vostro assegno di pensione. Pertanto, ri-ri-ri-ri-ri-ri- ri pubblico nella seguente dettagliata nota, i termini e la procedura necessaria, al fine dipoter usufruire di questa tipologia di pensione che, approvata dall’ultima Legge di Bilancio, é ancora inserita nel nostro ordinamento giuridico previdenziale. NOTA INFORMATIVA Possono dunque accedere a codesta misura:

  • Coloro che al 31.12.2020 hanno compiuto 58 anni se lavoratrici private e del pubblico impiego e 59 anni se autonome
  • **Coloro che hanno maturato entro il 31.12.2020 35 anni di contribuzione, ovvero 1820 settimane effettive cioè al netto dei contributi figurativi (quelli per malattia e disoccupazione non concorrono al raggiungimento del requisito ovvero 1820 settimane ma, quanto versato in quei periodi concorre a determinare il montante contributivo su cui si calcola la pensione mentre invece contano sia per l’uno sia per l’altro scopo, quelli da mobilità o cassa integrazione nonché quelli relativi al periodo di maternità.)
  • Si devono attendere ulteriori 12 e 18 mesi rispettivamente per le lavoratrici del settore privato/pubblico e per le autonome, a partire dal raggiungimento dei requisiti suddetti, per ricevere la prima erogazione dell’assegno pensionistico.
  • Ai fini del conseguimento della pensione è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma

Poi specifica Armiliato riferendosi al secondo punto, sempre attenta ad ogni singolo dettaglio: **Quest’eccezione, relativa alla validità dei contributi figurativi per malattia e disoccupazione, non è stabilita dalla legge che ha introdotto l’opzione donna, la Legge 243/2004, ma è una precisazione contenuta, sulla base della Legge 335/1995 (Legge Dini), nella circolare Inps n. 44/1996

Pensioni anticipate 2021, Opzione donna, come presentare la domanda?

  • La domanda di pensione può essere inoltrata all’INPS un paio di mesi prima oppure appena sia esaurito il periodo di attesa determinato dalla finestra
  • Durante il periodo di attesa (12/18 mesi) comunemente chiamato finestra, è consentito continuare a lavorare
  • La finestra si chiude al raggiungimento di ambedue i requisiti e si riapre dopo 12/18mesi
  • Il metodo di calcolo dell’assegno mensile di pensione applicato é quello contributivo che determina, rispetto al calcolo retributivo e/o misto vigenti per altre forme pensionistiche, una differenza media attestata intorno al 35%
  • È negata la facoltà di cumulo gratuito dei contributi versati in casse previdenziali diverse da Ago che ne liquida la prestazione tuttavia, é possibile cumulare quanto versato a mezzo di ricongiunzione onerosa
  • Nulla osta, dopo il pensionamento con questa misura, di riprendere a lavorare senza che ne sia sospesa l’erogazione mensile
  • Una volta ottenuto il beneficio della quiescenza con OD, tale beneficio non si esaurisce poiché Il diritto alla pensione è un diritto soggettivo pubblico riconosciuto a tutti i lavoratori e garantito dalla Costituzione secondo la formula contenuta nell’art. 38, secondo comma.

Ci auguriamo dunque tutto ora sia più chiaro per le donne che intendono fare domanda per usufruire della proroga al 2021 dell’opzione donna, se avete altri dubbi, anche se le linee guida ci sembrano davvero molto esaustive, come é nello stile di Orietta Armiliato, scriveteci pure quanto non vi é chiaro nella sezione commenti.

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