Pensioni anticipate 2021: dove stanno sbagliando i sindacati nel dialogo col Governo?

intervista esclusiva

La diatriba sull’incontro tenutosi tra Governo e sindacati il 27 luglio scorso continua a tenere banco specie sui social, ma anche tra esperti e parti sociali. In molti si interrogano su quale potrebbe essere il post quota 100, quali misure potrebbero vedere la luce e soprattutto come potrebbero agire i sindacati per ottenere qualcosa nella ‘trattativa’ col Governo. Il Dott. Claudio Maria Perfetto, autore del libro ‘L’Economista in camice’ dalla sua ha approfondito la questione attraverso un elaborato dagli spunti interessanti in cui affronta le problematiche di cui sopra, ve lo riproponiamo nella convinzione possa essere motivo di riflessione tra i nostri lettori e magari porti ad un confronto con le parti sociali stesse.

Riforma pensioni 2021: strada senza via d’uscita, i sindacati in cosa stanno sbagliando?

Così Perfetto:Ho l’impressione che i Sindacati si stiano muovendo su una strada senza via di uscita e per di più in salita. E’ una strada senza via di uscita perché c’è la frana dei conti pubblici che blocca qualsiasi uscita con Quota 41 o con 62 anni di età. E’ anche in salita perché anziché seguire la traccia della Riforma Fornero segue quella dello scalone da evitare nel passaggio dai 62 ai 67 anni di età.

La strada da seguire dovrebbe essere quella di allargare le maglie della Riforma Fornero, giacché questa è considerata l’unica riforma previdenziale sostenibile per le casse dello stato, difficile venga eliminata, allora la soluzione migliore potrebbe essere quella di apportare modifiche sensate ed eque, così facendo si aprirebbe un dialogo costruttive con l’esecutivo. In effetti questo sarebbe già un percorso in discesa perché parlerebbe lo stesso linguaggio del Governo. Se i Sindacati riuscissero anche ad immaginare come rimuovere la frana dei conti pubblici ecco che si troverebbero a percorrere una via in discesa con l’uscita non più sbarrata.

Ci sono due modi per rimuovere la frana dei conti pubblici, due modi da attivare contemporaneamente: 1) non ridurre le tasse, ovvero l’Irpef (se le tasse venissero ridotte, lo Stato avrebbe minore gettito e le famiglie risparmierebbero ancora di più e le maggiori entrate famigliari non si tradurrebbero in consumi); 2) puntare su una soluzione che incrementi il Pil in modo che il gettito fiscale sia maggiore.

I Sindacati si aspettano che sia il Governo a dare loro delle risposte in merito al fisco e alle pensioni; ma sarebbe preferibile che fossero anche loro propositivi su questi due fronti. 

Riforma pensioni 2021, Perfetto d’accordo con Confsal: serve sistema innovativo, ma cosa si intende per innovativo?

Poi prosegue Perfetto, trovandosi in accordo con le parole del segretario generale della Confsal Margiotta: “Mi trovo d’accordo con Margiotta della Confsal quando osserva che “serve un sistema previdenziale innovativo”. Tutto sta proprio nell’individuare l’aspetto “innovativo”.

Per me il primo aspetto innovativo consiste nell’allargare le maglie della Riforma Fornero prendendo in considerazione anche i contributi da far versare alle tecnologie digitali. Questo rimuoverebbe a monte il problema delle pensioni in quanto controbilancerebbe il basso tasso di natalità. In altre parole, si agisce sul rapporto “attivi/pensionati”.

Il secondo aspetto innovativo consiste nel trovare la soluzione per aumentare il Pil in modo da agire sull’altro indicatore che è il rapporto “spesa pensionistica/Pil”. Tale azione deve prendere in considerazione la produttività (che sia dell’uomo o della tecnologia poco importa). Occorre in sostanza stimolare la crescita, perché altrimenti anche se ci sono sufficienti contributi per pagare le pensioni, tuttavia se il Pil non cresce non è possibile pagare nuove pensioni perché il secondo indicatore (“spesa pensionistica/Pil) non permetterebbe di far crescere la spesa pensionistica.

In conclusione spiega Perfetto, per semplificare il più possibile il suo ragionamento e renderlo accessibile anche ai non addetti ai lavori “In altre parole, sto dicendo che anche qualora si riuscisse a recuperare i 20 miliardi annui dall’evasione contributiva, è vero che ci sarebbero i soldi per finanziare le nuove pensioni (Quota 41 indipendentemente dall’età, per esempio) ma se il Pil non cresce il rapporto “spesa pensionistica/Pil” aumenta. E questo non viene accettato. Per fare aumentare il Pil occorre stimolare i nuovi consumi, quelli dei giovani che attualmente sono disoccupati. Perciò i Sindacati dovrebbero puntare anche sull’occupazione e non solo sulle pensioni”. Questo appunto ci pare in linea con quanto oggettivamente da sempre sostiene la Fornero. Vediamo in sostanza la proposta del Dott. Perfetto affinché i giovani disoccupati trovino occupazione e gli anziani possano andare in quiescenza.

Pensioni anticipate 2021, puntare sull’occupazione e non solo sulle pensioni

Per occupare i giovani disoccupati occorre fare andare in pensione i lavoratori anziani. E qui ci sono due modi per farlo:

  • 1) si potrebbe per un paio di anni operare in deficit per pagare le nuove pensioni fino a quando il nuovo sistema produttivo (più giovani e meno anziani) entrerà a regime; oppure  si potrebbe
  • 2) utilizzare la moneta digitale di Stato in modo da finanziare le nuove pensioni applicando la patrimoniale ai beni immobili dello Stato (porti, monumenti, quadri, palazzi, piazze,…), ovvero rendendo liquido il patrimonio dello Stato (il patrimonio dello Stato resterebbe in mani italiane, ovvero allo Stato e non sarebbe più vendibile a investitori esteri)”

Voi a tal riguardo cosa ne pensate? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito

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44 commenti su “Pensioni anticipate 2021: dove stanno sbagliando i sindacati nel dialogo col Governo?

  1. Buongiorno io credo che prima bisogna toccare a monte pensioni privilegiate pensioni d oro vitalizi rendite finanziarie no profit la cagata mostruosa del reddito di cittadinanza….poi rifare i conti dello stato tutte le spese rimborsate alla fine esce il pil italiano piu alto d Europa allora 41 anni di contributi con il sistema retributivo li avremmo tutti io ho 60 anni e 41 e 4 mesi di lavoro continuo in ospedale per me 41 anni di contributi o 62 anni di età al massimo sono tanti anche perché dopo i 60 anni non si è giovani e non si può pretendere che si faccia come quando eravamo nel pieno delle forze fisico mentali quindi concludo si levano tutti i privilegi dall alto ma scendere in piazza no le bastonate dalla polizia non le voglio prendere perché finirebbe così…..

  2. Penso che questi professoroni che parlano parlano non sanno cosa vuol dire lavorare in fabbrica ad una catena per 41anni io farei provare a loro cosa vuol dire cosi capirebbero che l aspettativa di vita non si puo applicare a tutti nella stessa misura perche i lavori non sino uguali e quindi nemmeno l
    usura fisica

  3. Carissimi lettori. Lo so che non interessa a nessuno, forse, perché siamo pochi. Ex dipendenti di aziende fallite. Nel mio caso il 2017) Con 39 / 40 di contributi ( comprensivi si 2 anni di naspi) 60/61 anni di età , monoredditi, senza sussidio dal 1 agosto 2019 ( isee alto causa tfr) i ns.sindacati , amministratori, legislatori non hanno nessuno interesse e/o compassione per tutti i soggetti che abbiamo questi requisiti. Il patronato è con le mani legate. La risposta che danno è sempre la stessa, non possiamo fare niente, sperando che nasca qualcosa che possono legiferare forse una salvaguardia per poter farvi andare in pensione .
    Quando? Ormai siamo all’estremo della povertà.
    È una vergogna , un ex lavoratore con questi requisiti dopo tanti anni di lavoro entrare nella fascia della povertà. Bisogna aspettare l’ape social ( se rimarrà) 63 anni per chi riuscirà a vivere. Non so cosa altro aggiungere.

  4. Ampliare l’Ape Sociale da 63 anni appunto per almeno i prossimi 5 anni pagando logicamente in base ai contributi versati ( minimo 20 anni secondo me ), considerando soprattutto vista l’età avanzata per il lavoro ( dei 63 anni appunto ), in modo particolare coloro che da almeno 5/6/7 anni non hanno più avuto un lavoro a tempo indeterminato ma lavorato con contratti a termine o peggio ancora come la maggior parte a questo tipo di età, non hanno lavorato affatto.
    Ecco ritengo basilare permettere a queste persone di avere uno stipendio non tagliato troppo logicamente per poter vivere, ripeto Vivere e non morire di fame o costretti a finire i risparmi di una vita per chi ne ha, oppure ipotecare case e vendere tutto quello che gli è possibile per non entrare a far parte di quei nuovi poveri alla faccia di coloro che non pagano e non hanno mai pagato le tasse e spendono e spandono a destra e manca.
    Ecco io credo che in una società Civile come Dovrebbe essere la nostra NON si debba voler togliere per forza i soldi a chi li ha guadagnati onestamente e magari pagato regolarmente i propri dipendenti solamente per il fatto che sono ricchi, ma a quei FARABUTTI che giornalmente Truffano lo Stato e NOI. Facciamo una bella Lotta SOCIALE contro tutti questi Maledetti EVASORI FISCALI che ogni Anno non pagano oltre 100 Miliardi di Tasse che sono Tre Finanziarie ogni anno, logicamente non credo che sia possibile Beccarli tutti ma se si assumono persone Pagate dallo Stato Solamente ed Unicamentre per Trovare gli Evasori con tutti i mezzi tecnologici che ci sono oggi a disposizione non si può recuperare un 10/20% di Evasori all’anno? Io non ci credo diamo dei premi a chi li scova e vedrete quanti ne saltano fuori, stiamo parlando di 10/20 Miliardi all’anno che basterebbero e avanzerebbero per le Pensioni e magari una parte anche per aiuti in altri settori basilari dello stato come gli Ospedali o altro.
    Ecco io credo che facendo una cosa del genere ma fatta Seriamente si aiuterebbero i Pensionati, lo Stato e il settore Ospedaliero ad aggiornarsi con nuovi dipendenti, attrezzature o qualsiasi altra cosa indispensabile per il perfetto funzionamento degli stessi.
    Cosa ne pensate?

  5. Vorrei chiedere a tutti gli economisti perché la legge fornero vale solo per noi lavoratori mentre per i politici no ? Non sono persone come noi ? Ecco parlate di queste disuguaglianze ogni tanto grazie.

  6. Secondo me sarebbe giusto per due anni pensione con 41 anni di contributi fra 2 anni se costa troppo toglierla come hai fatto con quota 100 in modo che anche i giovani possono trovare lavoro e non stare a casa con reddito di cittadinanza anche perché non tutti sono obbligati ad aderire a quota 41 magari uno lavora due anni in più e prendere qualcosa in più

  7. Io credo che i sindacati si stanno muovendo bene, forse non hanno grinta, polso. Fossi io al sig. Draghi gli farei vedere ai giorni d’oggi chi va più a prendere lavoro al disotto dei 25 anni, una minima parte, io parlo per il pubblico impiego. E poi perché un laureato si deve riscattare la laurea, se non vuoi studiare vai a lavorare. Tanto chi va all’università lavora in nero e sapete benissimo il perché , così non ha reddito e non paga le tasse universitarie. Insomma al sig. Draghi ditegli che chi va al lavoro a 20 anni anagrafici arrivando a 60 sempre anagrafici compie 40 di contributi.
    Chi va a 21 a 61 sempre 40, a 25 di età quando arriva a 65 ha fatto sempre 40 anni di contributi. Cortesemente a sto governo fategli sto conto elementare.

  8. Ho quasi 65 anni con 38 anni di contributi cassa geometri. Riterrei giusta una pensione per tutti a 65 anni con un minimo di 35 anni di contributi. Da considerare anche la proposta del presidente dell’Inps con uscita a 65 anni e parte della pensione minima e saldo pensione intera a 67.
    Raffaelo

  9. Buongiorno non si può affrontare una riforma pensionistica senza considerare tutta la società nel suo insieme . Amalgamare una popolazione intera con regole drastiche come quelle introdotte dalla legge Fornero senza adottare misure a sostegno dei diversi ruoli ha avuto ricadute pesanti sulle famiglie e generato situazioni di criticità . Abbiamo enti pubblici gestiti da personale non in grado di usare le nuove tecnologie, ragazzi disoccupati o mal pagati e donne che sono minate dal punto di vista contributivo ogni volta che mettono al mondo un figlio e nessuna sensibilità al loro prezioso ruolo all’interno delle famiglie. Riformare si può e si deve ma con maggiore attenzione a questi temi

  10. il problema è che avranno fatto i calcoli e avranno visto che tantissima gente è vicina ai 41 anni di contributi; poi qualche funzionario dell’UE avrà ingoiato il rospo con la quota 100 italiana e adesso la fa pagare in particolare a noi del 1960; poi abbiamo la Fornero e Draghi che sono i classici personaggi che non hanno la minima idea della vita reale dei lavoratori; poi c’è tridico che fa proposte discrete ma neanche dai 62 anni, ma dai 63 tanto per incularci 2 volte noi del 1960 ; concludendo: stendiamo un velo pietoso sui nostri governanti, sindacati etc

    1. I calcoli li stanno facendo da diversi anni, e i conti non tornano, non possono tornare, perchè da un lato vogliono mantenere i loro privilegi, illogici, antieconomici e dall’altro continuano a sperperare. Pertanto l’unica cosa che sanno fare da un ventennio a questa parte è alzare le tasse e/o aumentare gli anni di lavoro ritardando la pensione. Ovviamente tutto questo vale solo per la plebe. le iniquità che osservi da diverso tempo legate alla tua classe 60 valgono anche per il ’61 ’62 ecc. Per tutti quei ragazzi del babyboom che hanno iniziato a lavorare a 14 anni e che, se va bene, andranno in pensione con 43 anni e 1 mese.

  11. Sinceramente credo che i posti di lavoro per i giovani siano ormai ridotti al minimo….o si adattano ad essere sottopagati o difficilmente troveranno lavoro stabile e duraturo, non devono più esistere gli appalti dei subappalti dei subappaltatori che subbapaltavano tuo nonno

  12. Quello che ho scritto nel precedente commento e per dire ai sindacati che bisogna farsi sentire e non vendersi come stanno facendo da oltre vent’anni a questa parte e costringere sempre noi operai ad abbassarci i pantaloni inoltre volevo ricordare che la costituzione dice che l’Italia è una repubblica basata sul lavoro ma i nostri figli possono sottoscrivere queste parole ??? Ai posteri l’ardua sentenza

  13. Non ci sono parole da dire ma fatti da mettere in pratica ognuno di noi lavoratori ha diritto di andare in pensione a 60 massimo 62 anni percepire la pensione in base ai contributi versati cioè con 40 / 45 anni di lavoro indipendente se regolare o no senza rubare niente a nessuno perché l’eventuale pensione sarebbe calcolata sui contributi versati e non sul lavoro nero che in determinate circostanze siamo stati costretti ad accettare- apro parentesi ( a dispetto di politici che si permettono di decidere la nostra vita per poi aumentare il loro stipendio senza rinunciare ai vitalizi onerosi con soli due anni di mandato perché non danno l’esempio perché non si diminuiscono lo stipendio è rinunciano al vitalizio ) chiudo parentesi – per potersi godere qualche anno di riposo in tranquillità prima che gli acciacchi si facciano sentire e non riuscire più a fare niente e allo stesso tempo liberare posti di lavoro – apro parentesi ( in cui molti di noi sono considerati un peso che abbassano la produttività aziendale) chiudo parentesi – e permettere ai propri figli di potersi costruire un futuro senza dipendere da noi

  14. A 64 anni si deve andare in pensione mi sembra il minimo , con il sistema misto,naturalmente , ognuno con i contributi che ha maturato.QUESTA È LA GIUSTA PROPOSTA CHE DEVONO FARE I SINDACATI. Oppure partime per i 63 enni affiancati da un giovane fino a 67 e poi la pensione.

  15. Io dico solo questo vogliamo mettere dei paletti bene, 60 anni 38anni di contributi ha 62 anni 36 anni ha 64 anni chiunque Basta che abbia maturato 20 anni di contributi, oppure chi a maturaro 41 anni può andare in pensione a qualsiasi età.

  16. Gli ultrasessantenni disoccupati da vari anni ormai non troveranno più un lavoro e quindi è necessario
    che vadano in pensione al compimento di 63 anni anche con il minimo di 20 anni di contributi.

  17. Provate a immaginare come possa sentirsi chi si trova nelle mie condizioni sono nato il primo gennaio del 1960 Ho compiuto 41 anni di servizio fine giugno 2021 vi sembra normale che visto che quota 100 terminerà il 31 dicembre io per 24 ore debba aspettare minimo altri 2 anni e 10 mesi e immaginate se avessi avuto 38 anni di servizio avrei dovuto aspettare 5 anni!! Avete fatto di questa società un giocare a bingo una lotteria dove conta soltanto il caso o la fortuna ma di sicuro non vi è traccia di giustizia!!

  18. Ancora si continua con superficialità ( non credo in malafede) a considerarle la spesa previdenziale nel complessivo (vedi commento del dott. Perfetto) senza evidenziare che la spesa per le pensioni comprende una parte assistenziale, quasi il 50%) e un’altra parte comprende le trattenute IRPEFF.(che rappresenta un giro conto per lo Stato) In altri paesi europei non c’è o è molto ridotto.Ma il confronto non tengono conto di questa diversità!!
    Perché altrimenti si scopre che il costo italiano delle pensioni rispetto al PIL è più basso degli altri paesi europei . Quindi siamo onesti! questo sistema non centra nulla o meglio non deve entrare il discorso sostenibilità!! Dividiamo assistenza e previdenza e togliamo nel calcolo le trattenute IRPEF!!

    1. Credo che le pensioni siano state istituite per permettere di condurre una vita decorosa( non continuare a fare la bella vita) quanto si conclude il percorso lavorativo. L’ aliquota contributiva, se non erro, e uguale per tutti, non come l”irpef che e progressiva. Quindi necessita un equilibrio tra pensioni minime e massime

  19. Proporrei una sola modifica alla Legge Fornero, abolire l’adeguamento della speranza di vita. In aggiunta userei la previdenza supplementare per chi vuole uscire anticipatamente, svincolandola dalla data di pensionamento.

  20. Sento proposte per 62 63 65 67 anni e 20 anni di contributi … ma i 60 enni con 42 anni dicontributi cosa devono fare per andare in pensione lavorare 44 anni precedenza a chi ha portato i soldini allo Stato fino ad oggi la oensione deve essere una questione di tanto ho dato tanto prendo, senza età anagrafica.

  21. Direi che i sindacati hanno fatto molto è anni che dicono di dividere i costi Inps dal sistema pensionistico e quello degli ammortizzatori sociali Inps è stato usato come una banca x ammortizzatori sociali e cassa integrazione che vá pagata con altri soldi non commi soldi di cui versa per la pensione è un problema politico di cambiare le regole e cosa si chiede al sindacato ???? Pure il lavoro di Confindustria e politico e della guardia di finanza per recuperare il gettito che manca ….il sindacato a fatto fin troppo sono gli altri che devono fare !!!?

  22. NON PUÒ ESISTERE CHE SIANO DISTRIBUITI MILIARDI A PIOGGIA CON IL “REDDITO DI CITTADINANZA” PER GENTE CHE NON HA MAI VERSATO NULLA ALLO STATO E PER NOI DOPO AVER CONTRIBUITO ALLA CRESCITA DEL NOSTRO PAESE DOPO 41 ANNI DI MASSACRANTE LAVORO.. NULLA !!!
    ANZI SE HAI 60 ANNI E SEI DISOCCUPPATO ANCHE SE HAI GIÀ 41 ANNI DI VERSAMENTI LO STATO TI CHIEDE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO DI CONTRIBUTI VOLONTARI !!! VERGOGNA!!! C’È QUALCUNO CHE DICE QUALCOSA? I SINDACATI DOVE SONO ? I SINDACATI NON HANNO CAPITO CHE QUESTA È LA LORO ULTIMA POSSIBILITÀ !!! SE FALLISCONO QUESTA VOLTA È DEFINTIVAMENTE FINITA !!!

  23. Lasciamo che paghino i soliti noti, anzi ,tassiamoli di più in modo che la smettano di risparmiare .

  24. Fare muro contro muro non serve a nulla, esistono due questioni entrambe di estrema importanza. La prima è senz’altro che un lavoratore che ha lavorato e versato contributi per 41 anni ha il diritto sacrosanto di andare in pensione e godersi un pò di meritato riposo e dedicarsi a tempi pieno la famiglia. La seconda è che comunque si deve tenere conto del debito pubblico e dei conti del bilancio. Soluzione per nulla facile ma a questo devono pensarci le figure governative che stanno proprio per risolvere questi problemi sociali e economici.
    Nel mio piccolo e modesto parere si potrebbe partire da due punti, uno quello di adottare una politica d’inserimento al lavoro dei tanti giovani disoccupati, in pratica più posti di lavoro e incrementare il cambio generazionale. Più occupazione migliora sicuramente anche il PIL. Un’altra squisitamente amministrativa occorre separare dal bilancio il costo previdenziale da quello assistenziale.
    Forse ho proposto cose inesatte, ma credo che come base di discussione questi due punti possano trovare un dialogo tra le parti e facilitare un piano risolutivo.
    41 anni di lavoro e contributi versati devono dare insidacabilmente il diritto alla pensione.

  25. …. la mia proposta, ricalca quanto é già stato ventilato: far pagare un dazio alle innovazioni tecnologiche che tolgono di fatto posti di lavoro. Cioé per ogni marchingegno/macchinario che chiunque, sia esso ditta/azienda/datore di lavoro pubblico-privato, implementa a sostituzione del singolo lavoratore dovrebbe versare all’INPS i relativi contributi pensionistici che avrebbe versato se avesse dovuto pagare il lavoratore che la macchina ha sostituito. Stop. Semplice no? ….. Non capisco perché non si vigliano fare le cose con un ‘po’ di intelligenza: altro che buco delle casse dell’INPS si ripianerebbe! Quanto riserve in più ci sarebbero da utilizzare per le poverissime pensioni che si prospettano ai giovani!!!!!

  26. tutte belle parole ma alla fine: noi del 1960 inculati 2 volte; unione europea sappiamo cosa dice: non toccare la fornero; sindacati: aspettano l’illuminazione divina e intanto tante parole e zero fatti; proposta tridico: dai 62 anni e ognuno farà i propri conti e poi deciderà se gli conviene

  27. Buongiorno, io non vorrei valutare l’operato dei sindacati riguardo le richieste da proporre al governo vorrei solamente che venisse fatta una riforma pensionistica che fosse equa per tutti!!! Invece che nel tempo si sono aperte tante finestre che hanno dato il privilegio di lasciare il lavoro a coloro che non avevano ancora versato i contributi necessari per la pensione anticipata ( 42 anni e 10 mesi se uomini e 41 e 10 mesi se donne) mentre per chi ha avuto la fortuna/sfortuna di iniziare a lavorare prima dei 19 anni ( lavoratori precoci) se li dovranno lavorare fino all’ultimo giorno a meno che non facciano parte di alcune categorie ( anche stavolta si sono fatte disuguaglianze) e questo perché lo stato non trova la copertura economica ( ridicolo perché questi lavoratori hanno e continuano a versare i contributi). Il governo purtroppo sta facendo pagare da un decennio ai lavoratori gli sbagli che i governi precedenti hanno commesso per 40 anni con i vari prepensionamenti, baby pensioni ecc. E purtroppo hanno sbagliato anche ultimamente regalando denaro pubblico a gente che non ha mai versato un euro ( reddito di cittadinanza…!!!) si parla di 13 miliardi di euro e dove li hanno trovato qui denari? E non vengano a dirmi che chi li percepisce è gente che non trova lavoro poiché leggiamo ovunque di aziende che cercano personale e non lo trovano e guardando chi lavora nei campi vediamo gente straniera che viene in Italia per guadagnarsi un pezzo di pane. Fino a qualche decennio fa erano tutti italiani che svolgevano qui lavori. Quindi concludo dicendo: fate lavorare tutti sino ad un massimo di 40 anni( che sono già sufficienti) altrimenti fissare l’età a 65 per gli uomini e 60 per le donne come era una volta con un minimo di 25 di contributi punto e basta, salvo per le pensioni di invalidità logicamente. Basta creare divisioni, lavoratori di serie A e lavoratori di serie B fate una riforma che sia equa per tutti!!!! E chiederei ai nostri politici di venire a provare a farsi 43 anni di fabbrica alzandosi tutte le mattine alle 8.00 e tornandosene alla sera alle 19.00 per poi dedicare le ore rimanenti ai figli, ai genitori anziani, alle faccende domestiche ecc. senza avere tutti i privilegi che loro hanno per vedere se riescono a reggere fisicamente sino all’agognata pensione e mentre si sta’ pranzando sentir dire alla TV di gente che è stata scoperta che percepiva indebitamente il reddito di cittadinanza di 700 o 800 euro e utilizzava quel denaro per vacanze, comprare droga e altro quando la pensione del misero operaio, che la sign.ra Fornero ha trattenuto al lavoro 43 anni, sarà a malapena di 1000 o 1200 euro. Credo che quel povero lavoratore non sarà contento di destinare 13.000 euro di denaro pubblico a persone che fa queste scelte. Ringrazio chi leggerà questo mio sfogo e che si ritroverà in linea con le mie idee. Chiedo ai sindacati, se possibile, di far recuperare ai lavoratori un po’ di dignità perché da un decennio a questa parte ci sentiamo presi in giro. Grazie di cuore.

  28. Salve, sono del ’60 (quindi vero e proprio babyboomers!!). Sono tra i derelitti sfiorati dalla quota 100!!! Vorrei sapere chi é che dice che non ha funzionato poiché é stata richiesta da ‘solo’ 270.000 arcispremuti???? Anzi, meglio é stata data possibilità a qualcuno gravando molto meno di quanto previsto sulle casse INPS!!!! E veniamo alla mia proposta….

  29. Dove stanno sbagliando i sindacati nel dialogo col Governo? RETORICA – La risposta è insita nella domanda: NEL DIALOGO.
    E’giunto il momento del fare bisogna mobilitarsi immediatamente e non smettere fino a quando si ottengono i risultati. Ricordate “LOTTA DURA SENZA PAURA” – dove sono finiti quegli anni? Cosa fa oggi il sindacato?
    Possibile che non si scenda in piazza, abbiamo già perso un treno – quello che ha consentito la riforma Fornero come la conosciamo, ora bisogna scendere in piazza e chedere a gran voce di modificarla. Bisogna portare la pensione a 40 anni.
    Nient’altro!!

    1. Sì hai ragione abbiamo già perso un treno e temo che se non ci mobilitiamo e se non scendiamo in piazza a protestare il prossimo treno sarà quello che ci mette sotto 🤔🙄🤕

  30. Io ho iniziato a lavorare da meccanico motorista a 14 anni e ora che ne ho 45 e da 6 anni sono amputato di gamba ! Al pensiero che devo lavorare fino a 67 anni mi viene male … Considerando che non ho mancato nemmeno un giorno di pagare i contributi , a parte l’anno di infortunio in itinere con suddetta amputazione!

  31. Ritengo che sarebbe giusto a partire da un minimo stabilito di anni di contribuzione, io penso 30, che ognuno se ne potesse andare se vuole percependo ovviamente la pensione in base agli anni che ha fatto

  32. Invito i disoccupati ultrasessantenni a scrivere costantemente proponendo di poter andare in pensione a 63 anni anche con il minimo di 20 anni di contributi e senza vincoli di date e importi. Ogni persona riscuoterà sulla base dei contributi versati. Purtroppo il lavoro non lo troveremo più e qualsiasi importo
    può andar bene. Quindi o ci fanno lavorare o ci danno la pensione in quanto senza soldi non si vive.

  33. Penso che ci siano ragioni ottime nel relatore dell’articolo. Un ampliamento della fornero potrebbe essere abbassare a 2,0 il coefficiente per la pensione a 64 anni e 20 di contributi. Anche la proposta del presidente del Inps, parte a 64 anni e completa a 67 mi sembra degna di attenzione. Ritengo le richieste dei sindacati non perseguibili.

    1. Sì amigo e come mi rispondi che io per un giorno non posso usufruire di quota 100 in quanto mi trovo con 41 anni e 6 mesi di anzianità e 62 anni anagrafici li compio il primo gennaio del 2022 che soluzione mi dai visto che per 24 ore dovrei aspettare altri 2 anni 10 mesi

  34. Gentile Dott.ssa Venditti, cosa vuole che si possa rispondere all’egregio Dott. Perfetto. Ci si muove su piani paralleli che non si incontreranno mai. Allora nello scorso giugno (e non ripropongo lo scambio di commenti che sono intercorsi tra Lui e me su questo sito per non tediare tutti gli avventori) fui appellato dal Dott. Perfetto come “Illuso”. Risposi dicendo che ero onorato della sua attenzione ad un mio commento ma che (non certo per puntiglio che sarebbe veramente stupido da parte mia) non mi ritenevo un illuso (avevo usato il termine disilluso) riguardo quello che c’era da aspettarsi post quota 100 dal 2022 in poi. Il tempo forse mi sta dando ragione (purtroppo) ma la questione che ho sollevato più volte su questo sito sta emergendo, sempre con discorsi alquanto “dico non dico” dei vari esperti (politici, studiosi, presidenti dell’INPS, sindacalisti che vanno a tavoli per “prendere un caffè”) che propongono quotidianamente soluzioni alquanto strumentali (nel senso di questa è la proposta – conveniente o non conveniente – sta a voi plebe accettarla o meno ma non dite che non vi è stato offerto uno strumento!). Non elenco per carità di patria le varie e “senzazionali” soluzioni di cui sono pieni i media . Allora, torno a segnalare quello che è il vero problema: Babyboomers (tra cui io del 1960) siete troppi, con troppi anni di servizio (i fortunati), non potete pretendere che vi si paghi la pensione fin quando non state in fin di vita. Generazioni dal 1980 ad almeno 1990: avete studiato? avete studiato cose inutili. La rivoluzione digitale richiede competenze che non avete, quindi nel migliore dei casi accontentatevi di (per i più fortunati) di lavori precari, saltuari, senza copertura di alcun tipo. Se non avete studiato, praticate la solita inscalfibile pratica di questo paese: sviluppate l’arte di arrangiarsi: lavori in nero, tutto contante, non tracciato. Sicuro niente previdenza, ma intanto si possono presentare Isee a zero, si può tentare di avere servizi pubblici a zero ecc. ecc.
    Bellissima l’idea della moneta digitale. Solo una domanda: andate a ramengo le generazioni sopra descritte (babyboomers e nati dal 1980 ad almeno al 1990) quando potrà mai entrare in vigore e sprigionare la panacea a tutti i problemi di cui si parla? Nel frattempo, con tutte queste tesi di accademia stimabilissime, il 2022 è alle porte. Ci sarà il coraggio di dire le cose come stanno senza aspettare altri incontri farsa tra sindacati/governo/politici?
    Per quanto ne pensi il gentile Dott. Perfetto, non sono illuso ma tremendamente oggettivo e mi piacerebbe per una volta di essere trattato da persona tale che senza tanti giri di parole non ha paura di sentirsi dire una verità che sembra abbastanza palese…..ma non si capisce perchè non si può/vuole dire
    Cordiali saluti

    1. Premetto che mi trovo nella medesima situazione (di “maledizione”) : nato a gennaio 1960, questo anno ho 40 anni di contribuzione; non potrò accedere a quota 100, sebbene al 31-12-20 sia di fatto già a quota 101 (40+61) ed alla fine del prossimo addirittura quota 103 (41+62).
      Parole sacrosante, ma, perdoni l’intrusione, forse troppo poco incisive. Ho letto più volte gli interventi del Dr. Perfetto evidentemente schierato verso un’area politica che, sebbene risulti costantemente “spodestata”, perdente ed in palese discesa di consensi in tutte le ultime elezioni, continua pervicacemente la sua permanenza (ergo fastidiosa e strumentale presenza) nei vari governi.
      Ho letto anche una sua proposta sulle pensioni: MEGLIO NON COMMENTARLA.
      Continuare a sostenere che non ci sarebbero risorse per far accedere alla meritata pensione chi, come nel mio caso ma in tanti altri casi, si trova in una stra-meritata condizione di accesso, è semplicemente assurdo e risibile: semmai ci fosse da ridere.
      Separare la previdenza dall’assistenza farebbe emergere troppi “altarini” e quindi scomodo, ma nei confronti dell’Europa (alla quale con questo meccanismo dichiariamo scioccamente un’incidenza del welfare di ben oltre il 16-17%), avremmo sicuramente uno strumento adeguato per far accettare una proposta di pensionamento più equa ed adeguata, ma evidentemente, essendo “sudditi” della stessa, non ci è consentito.
      Un ricambio generazionale “mirato”, sia nella PA che nel privato, sarebbe un positivo volano di eccezionale portata, ma non lo capiscono o non lo vogliono capire.
      Per far “ripartire il paese” (come dicono loro che si riempono la bocca di questa frase), NULLA di più positivo ci sarebbe di questa condizione. Solo per mero esempio, i consumi subirebbero inevitabilmente un’ascesa, il paese avrebbe ben diversi stimoli anche verso un ritorno alla creazione di nuove attività, seppur piccole, ma che sarebbero di grande aiuto, che oggi in queste condizioni di incertezza nessuno si avventura. NO, INVECE CONTINUIAMO A PAGARE IL REDDITO DI CITTADINANZA. Siamo un popolo di sciocchi.
      Un cordiale saluto ad Antonio60; non vorrei dirlo, ma credo che subiremo ancora angherie da tutta questa classe politica e da chi gli ruota intorno.

      1. Forse non ha comnpreso che Perfetto non é in politica, ma semplicemente un esperto in materia e come tale ha la possibilità di scrivere ediotoriali per noi. Perché dar sempre giato alle trombe per nulla?

        1. La Legge Fornero ė già vecchia non tiene conto del futuro, la maggior parte dei giovani attuali non rientreranno mai alle condizioni previste, in sintesi a fronte di carriere discontinue e magari salari/stipendi modesti potranno poi fare la fame dai 67/70 al raggiungimento della pensione di vecchiaia. AVREBBERO MOLTE RAGIONI A PRETENDERE DI TENERE PER SE I CONTRIBUTI VERSATI PER GESTIRE AUTONOMAMENTE IL MONTANTE IN DENARO PER IL LORO FUTURO, con il vantaggio che tale importo non sarebbe decurtato dalle somme sottratte per l’assistenza. Concludendo la discutibile gestione delle somme destinate alle pensioni fatte nel passato, ricadono sui lavoratori attuali e sui loro figli.

      2. Sig. Carlo, premetto che mi sono trovato nella seguente situazione (di “benedizione”): nato a febbraio 1956, ho maturato 41 anni di contribuzione ed ho potuto accedere a quota 100 di fatto già a quota 106 (41+65). Sono appartenuto a quella fascia di lavoratori con stipendio medio-alto che mi ha consentito di poter andare in pensione anche rinunciando a 200 euro nette al mese (ma percependo due anni e mezzo prima la pensione).

        Le assicuro che non appartengo ad alcuno schieramento politico. Ho troppo rispetto per la “politica” (che opera per il benessere della società) per potermi schierare con un partito (che opera per il benessere proprio a scapito del benessere della società).

        Se ha letto qualche mia proposta sulle pensioni che le è sembrata incommentabile, ebbene sia libero di esprimere la sua critica. Io seguo la verità, e la verità non ha mai paura delle critiche.

        Chi continua a sostenere (come lei) l’opportunità di separare la previdenza dall’assistenza è fuori pista in quanto: Previdenza=Assistenza+Pensioni.

        In altre parole, l’assistenza non può essere separata dalla previdenza in quanto è una sua componente fondamentale.

        Forse chi afferma di dover separare la previdenza dall’assistenza vorrebbe invece affermare che occorre separare la spesa assistenziale (infortunio, malattia, invalidità, disoccupazione involontaria, reddito di cittadinanza, ecc.) dalla spesa pensionistica (pensione di vecchiaia, pensione di anzianità, Opzione Donna, Ape sociale, ecc.). Ma questo di fatto avviene già, leggendo i bilanci dell’INPS. Tanto è vero che vengono forniti dati numerici relativi alla spesa pensionistica e alla spesa assistenziale: relativamente all’anno 2020, l’INPS ha erogato un importo complessivo di 212,9 miliardi di euro di cui 190,0 miliardi sostenuti per la spesa pensionistica e 22,9 miliardi per la spesa assistenziale.

        Per la Corte dei conti, invece, la spesa previdenziale totale nell’anno 2020 è stata di 340,6 miliardi. (tale spesa previdenziale comprende la spesa pensionistica più la spesa assistenziale).

        Dai dati presentati dall’INPS emerge una forte discrepanza tra i 212,9 miliardi di euro erogati in pensioni più assistenza nel 2020 e i 340 miliardi di spesa previdenziale nel 2020 di cui parla la Corte dei conti. Non sono entrato nei dettagli per comprendere tale discrepanza.

        Per quanto riguarda le risorse da destinare alle pensioni, di fatto le risorse non ci sono, anche volendo recuperare i 100 miliardi annui di evasione fiscale.

        Infatti, nel sistema pensionistico oggi in vigore, che è a ripartizione, le pensioni vengono pagate con i contributi dei lavoratori attivi. In altre parole, la cassa dell’INPS per il pagamento delle pensioni è sempre vuota, in quanto i lavoratori depositano i soldi in termini di contributi e i pensionati li prelevano in termini di pensioni.

        Come vede, sig. Carlo, in quella cassa per le pensioni i soldi dell’evasione fiscale non entrano, e quindi non servono per finanziare le pensioni.

        Servirebbe, invece, recuperare l’evasione contributiva, che si aggira intorno ai 20 miliardi annui. Questo sì che servirebbe a pagare nuove pensioni, perché ci sarebbero più contributi cui poter attingere, più soldi per finanziare soprattutto Quota 41 senza limiti di età, Opzione Donna senza penalizzazione, e tante altre modalità di pensione. Il perché lo Stato abbia difficoltà a recuperare i soldi dall’evasione contributiva, questo proprio non saprei dirglielo.

        Per quanto riguarda il ricambio generazionale cui lei accenna, questo è proprio l’obiettivo che si prefigge la mia proposta sulle pensioni che lei giudica incommentabile.

        La ripresa dei consumi cui lei accenna può essere avviata solo attraverso il ricambio generazionale.

        Il ricambio generazionale è la premessa sui cui si dovrebbe fondare la nuova riforma previdenziale. Ma questo non accadrà, perché i vari esperti di previdenza sono ancorati al basso tasso di natalità che non consente di mantenere in “equilibrio” (così si esprimono gli economisti) il sistema pensionistico (fondato sul rapporto attivi/pensionati).

        Per questo rimarrà in vigore la Riforma Fornero (che lo ripetiamo per l’ennesima volta è rimasta sempre in vigore dal 2012 ad oggi). Forse, la Riforma Fornero verrà rivista allargandone leggermente le maglie. Di più non si potrà proprio fare, con il modo corrente di pensare, ovvero (riprendendo una frase scritta nel suo libro dal Prof. Cazzola) andando avanti verso il futuro (economia digitale) con la testa rivolta all’indietro verso il passato (economia tradizionale).

  35. Il titolo è già una sentenza ….si tratta di vedere dove sbagliano i sindacati … il governo non parla quindi non sbaglia!

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