Le ultime novità sulle pensioni anticipate e sulle decisioni del Governo in merito allo scivolo proposto da Brunetta per gli statali é intervenuto attraverso alcune considerazioni di pregio, che apriranno di certo ad un piacevole confronto con i nostri lettori, il Dott. Claudio Maria Perfetto, autore del testo ‘L’Economista in camice‘ ed esperto previdenziale.
Perfetto ha fatto notare come il Governo, nonostante stia glissando sul versante previdenziale e non abbia ancora fissato un incontro con i sindacati per discutere del post quota 100, in realtà abbia tutto già molto chiaro. E per comprendere le reali intenzioni dell’esecutivo, suggerisce l’attento Perfetto, sarebbe sufficiente, dice: “Leggere le pagine 120 e 121 del DEF”, le sue parole:
Pensioni anticipate 2021, Perfetto: le decisioni del Governo espresse nel DEF
Così Perfetto: “Ho preso visione del DEF (Documento di Economia e Finanza) relativo all’anno 2021 presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco. È un documento di 165 pagine scaricabile dai seguenti siti internet http://www.mef.gov.it, http://www.dt.tesoro.it, http://www.rgs.mef.gov.it. Per sapere quale sarà la direzione del Governo attuale in materia pensionistica è sufficiente leggere le pagine 120 e 121.
Si legge nel DEF: “La componente di spesa più rilevante rimane quella pensionistica. A partire dal 2013, in presenza di un andamento di crescita più favorevole e della graduale prosecuzione del processo di innalzamento dei requisiti minimi di accesso al pensionamento, il rapporto fra spesa pensionistica e PIL decresce per circa un quinquennio fino a raggiungere il 15,2 per cento nel 2018”.
Poi Perfetto, conclude il primo appunto rilanciato fornendo una sua interpretazione, che temiamo non sia così distante dalla realtà: Mia interpretazione: “Bravi Monti e Fornero per aver posto un freno alla spesa pensionistica“.
Riforma pensioni 2021: cosa accadrà post quota 100? il Def già lo dice?
Poi prosegue riportando un altro passaggio cardine del DEF: “Si legge nel DEF: “Negli anni 2019-2022 la spesa pensionistica in rapporto al PIL aumenta con un picco in corrispondenza del 2020. Il rapporto cresce significativamente a causa della forte contrazione dell’attività economica dovuto all’impatto dell’emergenza sanitaria che ha colpito l’Italia a partire da febbraio dello scorso anno. Tuttavia, tale andamento è significativamente condizionato dall’applicazione delle misure in ambito previdenziale contenute nel Decreto Legge n. 4/2019 (c.d. Quota 100). Infatti, tali misure determinano un incremento del numero di pensioni in rapporto al numero di occupati poiché favoriscono il pensionamento anticipato. A partire dal 2023, si assiste ad un triennio di sostanziale stabilità dell’incidenza della spesa pensionistica in rapporto al PIL”.
Segue la sua interpretazione al passaggio che, un pò alla volta, porta anche i neofiti in campo previdenziale a comprendere, passando dal burocratichese al linguaggio comune, le intenzioni del Governo non ancora espresse pubblicamente. Mia interpretazione: “Conte, Salvini e Di Maio hanno fatto aumentare la spesa pensionistica. Ma ora il Governo riporterà la spesa pensionistica nuovamente sotto controllo“.
Continuando nel suo ragionamento lineare ed estremamente interessante che porta quasi al completamento di un puzzle a cui si aggiungono informazione dopo informazione nuovi pezzi, Perfetto aggiunge: Si legge nel DEF: “Dal 2026, la spesa è stimata tornare a crescere raggiungendo il picco del 17,4 per cento del PIL nel 2036. La spesa rimane su livelli superiori al 17 per cento del PIL fino al 2045. Nella fase finale del periodo di previsione, la spesa pensionistica si riduce rapidamente attestandosi al 13,9 per cento del PIL nel 2060 e al 13,4 per cento del PIL nel 2070“.
L’ultima interpretazione svela purtroppo un quadro poco ottimistico relativamente alle possibili intenzioni sottaciute dal Governo, ecco l’ultima interpretazione di Perfetto: “L’attuale Governo non farà nulla sulle pensioni nell’immediato; non farà nulla fino a quando la spesa pensionistica non si assesterà al livello più basso possibile, ovvero al 13,4 per cento del PIL. Ciò avverrà nel 2070“.
Pensioni anticipate 2021, conclusioni Perfetto: Sulle pensioni il Governo non ha intenzioni di discutere
Riportiamo le conclusioni di Perfetto circa lo scivolo per gli statali proposto da Brunetta, che pare poi già essere stato bocciato e addirittura negato con una nota stampa dalla Ministero della Pubblica Amministrazione. Così Perfetto in cocnlusione del suo elaborato, redatto in esclusiva per noi:
Mie conclusioni:
A) Les jeux sont faits, rien ne va plus. Sulle pensioni il Governo non ha intenzioni di discutere, e pertanto la proposta di Brunetta viene respinta.
B) Personalmente sono favorevole allo scivolo proposto da Brunetta riguardo a “un meccanismo volontario di incentivi all’esodo di persone vicine all’età pensionabile e con professionalità non adeguate a cogliere l’innovazione tecnologica o non più motivate a rimanere nel settore pubblico”.
Bisogna pensare a cosa accadrà nel triennio 2022-2024. Mi meraviglio del “keynesiano” Draghi. Non ricorda ciò che disse Keynes? Non è consapevole del fatto che nel lungo periodo (2070) saremo tutti morti?“.
Ringraziamo il sempre attento Dott. Perfetto per questa interessante analisi a partire dal DEF sul possibile ‘ingessato’ post quota 100, voi cosa ne pensate del futuro previdenziale così ‘disegnato’, troppo negativo o purtroppo realistico?
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Leggo un po’ di “ingenuità” nei vari commenti sui quali sono perfettamente d’accordo. L’ingenuità consiste nel fatto che i lavoratori dipendenti ed a cascata i pensionati sono l’unica fonte sicura per le entrate dello stato, che tradotto sarebbe il bilancio. Con quei soldi si creano rendite di voti, regalandoli a mafiosi, ventenni sul divano, evasori, e varie categorie di parassiti che nulla danno ma che tutto prendono. Non so quanti ne sono informati ma lo “stato” ha dei crediti irriscossi per la misera cifra di 900 Miliardi circa. A fronte di queste “perle”, si spiega quanto da me esposto sopra. Infine, finchè non separeranno la previdenza dall’assistenza sarà sempre notte fonda, e chissà perchè sono tutti contrari…
Regalare il reddito di cittadinanza ai giovani, prolungare la cassa integrazione e tenere incatenati al lavoro i sessantenni in questo momento storico così difficile per l’Italia è criminale. Il suo effetto sarà un ulteriore aggravamento della crisi. Bisogna liberare dai vecchi i posti di lavoro e sostituirli con i giovani altrimenti non si andrà avanti.
Siamo il paese con la percentuale di disoccupazione più alta di tutto l’occidente industrializzato. Soprattutto tra i giovani, tra i 25 -35 anni. Una produttività in termini di pil da terzo mondo. Un sistema assistenzialistico ed una spesa sanitaria corrente da paura, con il più alto tasso di evasione fiscale, che sfiora i 150 miliardi/anno. Paghiamo per il debito pubblico 50-60 miliardi / anno solo di interessi sul debito che non scenderà prima di 150 anni. Il lavoro non c’è ed i nostri giovani (quelli più coraggiosi) vanno all’estero a lavorare. Siamo una società vecchia con il più basso tasso di digitalizzazione in tutta Europa. Le aziende licenzieranno circa 900mila persone tra il 2021 e 2022. Con una politica welfare inesistente per i giovani e per le
Imprese. La natalità è in crollo verticale, fra 20 anni i giovani di oggi saranno disoccupati ed i nuovi nati saranno sempre meno. Ora con questo quadro economico finanziario come si può pensare che a qualcuno interessino le esigenze di chi vuole andare in pensione a 62 con 38 anni di contributi. Chi ha il lavoro se lo tenga stretto e pensi che è un privilegiato ad averlo anche se da 40 anni. 40 anni di cattiva politica ci hanno portato qui. Gli errori si pagano e purtroppo quegli errori di una classe politica dirigente degli ultimi 40 anni li paghiamo oggi tutti con gli interessi. Il cappio è sempre più stretto. Credo nei giovani e nel saper fare degli italiani volenterosi. I nostri bisnonni e nonni hanno costruito strade autostrade ponti che percorriamo ancora oggi tutti i giorni e che nessuno mantiene. Facciamo diventare i nostri figli e nipoti persone con dignità con un lavoro e con le prospettive di crearsi una famiglia. Le pensioni le pagheranno loro e saranno ben contenti di farlo sapendo che quando toccherà a loro avranno la prospettiva di prenderla quella pensione.
Quota 102 per tutti
anni 64 e 38 di contributi oppure
anni 63 e 39 di contributi oppure
anni 62 e 40 di contributi oppure
anni 61 e 41 di contributi oppure
anni 60 e 42 di contributi
STOP
in futuro i casi a partire dl fondo saranno sempre meno e quindi si bilancia con l’aumento delle aspettative di vita e balle del genere (che sono delle medie, magari io muoio dopo un anno di pensione ….)
Uno schema così non ci pensa nessuno?
I nostri vecchi che, “saltavano i fossi per la lunga” sono andati in pensione a 35 anni al massimo e molti altri anche con meno anni di contributi.
Dopo circa 40 anni basta lavorare se no aboliamo pian piano le pensione e lasciateci in mano i contributi che ce li gestiamo noi.
Egr. Sig. Claudio, forse Lei non si rende conto che c’è gente e sarà sempre più numerosa che ha cominciato ad avere contribuzione alla soglia dei 30 anni, specialmente al sud. Cosa vuole che se ne faccia della possibilità di andare in pensione con minimo 38 anni di contributi. A meno che Lei non abbia dimenticato di aggiungere una possibilità di uscita legata anche all’anzianità anagrafica (io direi 63 anni).
Andiamo a Roma per il sit-in organizzato da Gianni il 24/06/2021 so che può costare anche 200,00 euro una sola giornata tra treno e ristoro ma penso che ne valga la pena.
Poi + avanti se non ci ascoltano organizzeremo una guerra contro tutti ma proprio tutti i politici e sindacalisti sempre a Roma con l’ intento di entrare nei palazzi del potere ( tipo qualche mese fa in America)
Se non lo facciamo per l ‘ennesima volta siamo un paese composta da lavoratori caproni (io compreso)
qualcuno continua a ripetere che la quota 100 è stata ingiusta, certo; se fosse stata pura io l’anno scorso non sarei andato in pensione; con 61 e 39 praticamente sarei già in pensione visto che ho appena compiuto 61 anni; hanno messo la regoletta da figli di p….tana del minimo ai 62 tanto per fottere la gente; e così chissà quando riuscirò ad andare visto che la tolgono
Non è possibile credere che , per chi come il sottoscritto per pochi giorni (nato primi di gennaio 1960) non riesce andare in pensione pur avendo 62 anni e 40 anni di servizio prossimo anno, non sia preventivabile una gradualità che permette di non essere penalizzato ulteriormente…così con quota 100, con la stessa età e meno anni di servizio, sono già in pensione e con ” quota 102″ si continua a lavorare.
Il problema è somare previdenza ed assistenza, ma vogliono questo per obbedire all’europa e dimostrare a tutti noi che la spesa pensionistica è troppo alta, cosa falsa.
Buon giorno Stefano, quello che dici, probabilmente, è arci vero.
Credo che però non potranno taroccare i dati.
Per cui purtroppo dobbiamo pazientare fino a che non usciranno i numeri.
Se veramente sarà come aveva verbalmente accennato in dottor Tridico, ovvero che le pensioni pesano per il 12 % e il resto è assistenza, allora chi giustamente ha versato contributi avrà almeno il diritto di reclamare qualche diritto in più di altri che si lamentano dal divano nella attesa che appaia un lavoro gradito.
Non illudiamoci anche che accettino 41 anni di versamenti (tanti) a qualsiasi età per il “liberi tutti!
Il punto critico è proprio questo, vorranno impedire pensionamenti almeno prima dei 63 anni, oppure proporranno il totalmente contributivo (Opzione Uomo).
Penso sia meglio per i molti con tanti contributi, concentrarsi sulla anticipata ordinaria e fare in modo che questa (almeno per chi lavora ancora) sia un limite invalicabile sia per questo sia per qualsiasi altro futuro governo.
L’Europa non esiste; di fatto tra europei non riusciamo nemmeno a comprenderci visto che a differenza degli USA ci sono tanti stati quanto tante lingue. L’Europa è un mero sistema finanziario e i più indebitati ne pagheranno le conseguenze non solo a livello pensionistico.
Ma perchè tutti i contrari alle proposte dei sindacati, i vari esperti, i burocrati di tutti quegli enti controllori che sfornano verità lontane , non si licenziano aprono partita IVA iniziano una piccola attività e assumono 2, 3 sessantenni per altri 7 anni di lavoro pagandoli ovviamente un 30% in più di un giovane.
Siete bravissimi a fare conti e previsioni e sarete sicuramente dei bravi imprenditori anche con un team di sessantenni pronti al cambiamento che voi stessi chiedete e prevedete .
Perché i politici non danno anche a noi lavoratori il vitalizio cosî non vendiamo il nostro voto?
Tutti in gamba a fare gli esperti economisti con il “di dietro” degli altri. La “mia interpretazione” è che il problema del PIL è legato maggiormente al costo del “mantenimento” di buona parte di politici ed esperti vari, fino a che ci sarà gente che percepisce mensilmente cifre che Italiani per bene non guadagnano in un anno il NOSTRO (non il vostro) debito continuerà ad aumentare. Io non sono in grado di fare un previsione di ciò che sarà tra 40/49 anni, ma ho la certezza che le previsioni da vostri illustri colleghi 40 anni fa non erano veritiere, solo che con il tempo non ci si ricorda più e probabilmente non lo saranno quelle di adesso per i prossimi 40 o forse anche meno. Io da contribuente mi sento nel giusto a rivendicare il mio pensionamento dopo 40/41 anni di lavoro e contributi versati, anche perché quando iniziai a lavorare a sedici anni le “previsioni” erano di andare in pensione con 35 di contributi, quindi ho il timore che tutte le parole che spendete oggi per il futuro pensionistico dei i giovani siano “aria fritta” in sostanza state togliendo a noi adesso per non dare a loro dopo!
Speriamo che questo governo vada a casa di sua volontà o ci penseremo noi .
Posso solo pensare che qualora si concretizzasse la previsione del dottor Perfetto, ovvero che prima dei 67 anni non ci sarà trippa per gatti, le prossime elezioni potrebbero riservare non poche sorprese.
Caro sig. Wal, perchè Lei conosce qualche partito che ha a cuore gli interessi dei pensionati/pensionandi?
Purtroppo no.
Saluti
MOLTO D’ACCORDO ….. soprattutto alla luce di tutti i denari spesi inutilmente
durante la pandemia.
Perchè si parla di aumento di spesa pensionistica (tra l’altro facendo un grosso errore nel sommare previdenza e assistenza!) e non si parla del grandissimo aumento di spesa corrente durante la pandemia per cose inutili e ….?
Gli italiani meritano risposte più adeguate quindi il rispetto del diritto alla pensione in tempi più umani.
è realistico ma non tiene conto di una variabile importante : la capacità di reazione delle persone interessate al quadro prospettato.
se questa non ci sarà, avrà avuto ragione Perfetto.
se ci sarà, rimane tutto da vedere.
tradotto, dipende da noi, non da Draghi o da Perfetto.
Purtroppo sono della stessa idea… questo governo sta in silenzio perché non ha intenzione di migliorare il sistema pensionistico a favore dei lavoratori… quindi non c’è soluzione…o rassegnazione…o gilè gialli…
Aumentata la spesa pensionistica nel 2019-2022. Ma come ? Non c’era stato un risparmio con la quota 100 ? Dipende sempre da cosa si intende risparmio. Se dal mio conto in banca prevedo di fare uscire 1000 euro per una spesa ma alla fine ne spendo solo 500, non ho risparmiato 500 euro, perchè ho comunque sostenuto una spesa seppur minore. Il mio conto in banca è diminuito di 500 euro. A cosa è servita questa spesa ? Volevo comprare una Ferrari nuova spendendo 100 ma alla fine ho comprato una Simca usata così ho risparmiato. Se qualcuno continua a sostenere di aver risparmiato nonostante abbia sostenuto comunque una spesa ….. gli auguro un buon viaggio sulla Simca.
Questo mio esempio un po’ stupido ma significativo, è per spiegare cosa è stata per la spesa pensionistica italiana la quota 100. Questa norma è costata meno del previsto, è vero, ma comunque svariati miliardi, miliardi che comunque sono usciti dalle casse dell’INPS per far viaggiare qualcuno sul Ferrari mentre tutti gli altri aspettano ancora di poter salire ….. sulla Simca. E questo, caro Sig. Perfetto non è certificato da me, ma dal governo in carica.
Chiudo affermando che finchè si approveranno norme inique, divisive, incoerenti come la quota 100 il futuro previdenziale potrà solo peggiorare.
purtroppo il discorso è chiarissimo; non faranno nulla, così ritornerà la legge fornero con i 67 anni o i 42 anni e 10 mesi; così chi ha avuto la sfiga come me di nascere nel 1960 avrà minimo 3 anni in più di lavoro sempre che uno non muoia prima; alla fine tutti finiremo in quel luogo di pace, io con la coscienza pulita , altri con la coscienza di aver ucciso persone; tanta salute ai caporioni
Voglio sperare che una nuova riforma pensionistica, non faccia differenziazioni tra pubblico e privato (stiamo ancora pagando le vergognose baby pensioni del pubblico”)
Una buona riforma è dare la flessibilità alle Donne “pubblico e privato” di uscire prima dal lavoro, le più penalizzate dalla riforma Fornero.