Nella importantissima partita che si sta giocando sul fronte delle pensioni in questi mesi in relazione ad una nuova riforma previdenziale sembra che uno dei protagonisti più attesi e che è sempre stato presente negli ultimi cinquant’anni sia in quest’occasione completamente assente. Sto parlando del sindacato. Fino a non molti anni fa i sindacati rappresentavano i lavoratori e le loro istanze, poi con il passare del tempo sono cambiati. Hanno voluto essere interlocutori privilegiati nello scenario politico e si sono sempre più infiltrati nelle realtà economiche del paese. Risiedono, per esempio, nei consigli di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS e dell’INAIL, nonché in alcuni CdA di Enti Pubblici e sono presenti anche nei Fondi Pensione di diverse categorie. Gestiscono CAF, organizzano convegni, corsi per concorsi pubblici e grazie alla loro rete di avvocati rappresentano in giudizio i lavoratori in occasione di controversie sul lavoro. Assolutamente cose importanti ma stanno perdendo il contatto reale con i lavoratori ed i loro problemi.
Pensioni anticipate 2021 ultime: i sindacati dove sono?
Approssimandosi sempre più velocemente la scadenza di quota 100 e il prepotente ritorno della pessima legge Fornero dopo molti tentennamenti i sindacati il 4 maggio in diretta sui canali social hanno finalmente presentato una proposta unitaria di nuova legge previdenziale. L’introduzione di una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età; il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, del lavoro di cura e delle donne; l’offerta di una prospettiva previdenziale anche ai più giovani attraverso l’introduzione di una pensione di garanzia; la tutela del potere d’acquisto dei pensionati e il rilancio della previdenza complementare.
Tra le ipotesi che sono sul tappeto, quella di Alberto Brambilla di quota 102, (64 anni di età sommati a 38 anni di contributi) o quella del presidente dell’INPS Tridico di un assegno previdenziale calcolato fino a 62/63 anni col sistema contributivo e poi a 67 anni con la parte di retributivo, sicuramente la proposta sindacale appare come la più organica, la più equa e la più strutturale. Poi però? Nulla! Hanno richiesto a più riprese di essere ricevuti dal Ministro Orlando per l’inizio delle trattative ma si sono limitati a quello, non hanno organizzato alcuna manifestazione che coinvolgesse i lavoratori. Da troppo tempo aspettano solamente la convocazione senza fare nulla.
Pensioni anticipate 2021 ultime novità: manifestazione a Roma il 24 giugno
Per fortuna che si sono i gruppi facebook. Nati spontaneamente, crescono sempre più e rappresentano i cittadini, i loro reali problemi, i loro dubbi e le loro perplessità. Sono cioè veramente a contatto con le persone e fanno quello che i politici e i sindacati dovrebbero fare da tempo. Essere partecipi dei problemi del popolo e cercare di risolverli.
Soprattutto riguardo all’argomento pensioni ci sono due gruppi in particolare DOPO QUOTA 100 e QUOTA 100 NOI DEL 1960, che sono molto propositivi e forniscono informazioni reali e corrette. Sono riusciti con moltissima testardaggine ad organizzare per il 24 giugno 2021 dalle 9.30 alle 13.30 in Piazza Montecitorio a Roma (davanti alla Camera dei deputati) un sit-in di protesta per sensibilizzare il mondo politico sul problema delle pensioni che tanto fa stare in apprensione i cittadini. E successivamente hanno intenzione di organizzare una grande manifestazione a settembre sempre nella capitale per portare avanti le istanze dei lavoratori. I due punti principali della proposta per una nuova legge previdenziale che vada a sostituire l’odiosa legge Fornero a partire dal 1 gennaio 2022 sono i 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica o in alternativa 62 anni di età per poter andare in pensione.
Hanno anche creato una mail: 41o62pensioni@gmail.com dove tutti possono chiedere informazioni inerenti questo argomento. Iniziative concrete di reale contatto con i problemi dei lavoratori. Essere stati i primi, e finora gli unici a muoversi riuscendo a coinvolgere migliaia di persone è solamente da apprezzare e bisogna soltanto ringraziare questi gruppi e chi li rappresenta perché sono persone che senza avere alcun compenso e spendendo molto del loro tempo libero interpretano e cercano di risolvere i problemi dei lavoratori.
E i sindacati? Al momento buio totale. Speriamo solamente che dopo questa iniziativa dei gruppi facebook del sit-in del 24 giugno a Roma, finalmente si sensibilizzino anche loro dando giusto supporto e sostegno ad una iniziativa assolutamente giusta e condivisibile e che tanto interessa i cittadini italiani.

Facciamoci forza da soli, i sindacati sono un partito politico ammanicato con il potere
mi mancava quello che ha detto la corte dei conti : quota 41 bocciata, troppo onerosa; e tutta quella gente che prende pensioni da 40 anni e oltre? e i miliardi ogni anno di evasione fiscale? e i grandi patrimoni? e i risparmi sulle pensioni di chi, purtroppo, è morto causa covid? e i risparmi dovuti al numero di persone andate in pensione con la quota 100 molto inferiori al potenziale previsto? ma costoro sanno fare i calcoli oppure no?
Splendido articolo che rappresenta fedelmente la situazione dei sindacati in Italia. Hanno replicato esattamente quello che accade per molti che fanno politica. La garanzia e l’ interesse per una poltrona redditizia e duratura senza interessarsi di chi li elegge e di chi effettivamente paga i loro stipendi; peccato.
Per me valida quota 62 con sistema Tridico per non pesare troppo su debito pubblico, troppo costosa quota 41 .Si ad opzione donna.
Si all’ aiuto per anticipo pensionistico per lavoratori precoci, per mamme lavoratrici, caregiver etc
Buona serata
Cosa sperare nei Sindacati? Finora sono riusciti solo a bocciare lo Scivolo Brunetta: Bravi! Se tanto mi dà tanto….
Miriam
Non meravigliatevi se i sindacati non ci sono non ci sono stati nel2011 col governo monti e fanno passo con draghi.hanno cose più importanti a cui pensare?
Esatto! I sindacati latitano, stanno perdendo tempo prezioso, e la poca fiducia rimasta in loro, da noi lavoratori ; meno male che esiste Facebook….. anche se io non ho quel social, approvo in pieno le iniziative che hanno messo in piedi!
Bisogna lottare per i nostri diritti!