Pensioni anticipate 2021, intervista a Proietti: Post quota 100, due le vie d’uscita

Riforma pensioni Proietti, esclusiva sui lavori gravosi

Continua ad interessare il dibattito post quota 100 e a far discutere il silenzio del Governo relativamente al comparto pensioni, anche i sindacati sono scesi in piazza lo scorso 26 giugno per difendere i diritti dei lavoratori italiani e per chiedere di non procastinare ulteriormente l’avvio del tavolo di confrontro col Ministro del Lavoro Orlando. Sulla delicata questione ci siamo interfacciati con il segretario confederale della UIl, Domenico Proietti,che ringraziamo per averci concesso questa dettagliata intervista.

Pensioni anticipate 2021, l’intervista esclusiva a Domenico Proietti

Pensionipertutti: Il Ministro Orlando continua purtroppo a non fissare una data per l’avvio del tavolo tra Governo e sindacati e lo scadere della quota 100 è sempre più vicino, per questa ragione siete scesi in piazza lo scorso 26 giugno? cosa vi era al centro delle vostre rivendicazioni?

Domenico Proietti: Lo scorso 26 giugno UIL, Cisl e Cgil sono tornate in piazza per difendere i diritti dei lavoratori italiani. Al centro delle nostre rivendicazioni c’è l’avvio di un tavolo di confronto sul tema previdenziale. Non è più procrastinabile l’avvio del tavolo tra Governo e sindacati sulle pensioni.

Pensionipertutti: Di cosa ha bisogno, a suo avviso, ora più che mai il nostro sistema previdenziale?

Domenico Proietti: Il nostro sistema ha bisogno di flessibilità, si devono superare le attuali rigidità che di fatto penalizzano milioni di lavoratori e lavoratrici italiane. L’esperienza di quota 100, che sta per giungere al termine, ci lascia due importanti lezioni. La prima è come sia quanto mai necessario prevedere modalità di accesso alla pensione anticipate rispetto alle attuali regole, la seconda che la flessibilità, come spesso sostenuto da noi non è un sinonimo di esodo di lavoratori. Infatti, della platea inizialmente stimata, solo meno della metà dei lavoratori hanno deciso di utilizzare lo strumento.

Pensionipertutti: Quindi concretamente quali misure proponete per il post quota 100?

Domenico Proietti: Crediamo quindi che vada reintrodotto nel sistema un meccanismo che consenta l’uscita dal lavoro intorno ai 62, in media con quanto avviene a livello europeo, senza paletti e senza penalizzazioni. Va inoltre ridotto il requisito richiesto per l’accesso alla pensione di anzianità fissandola a 41 anni di lavoro.

Un importante contributo al confronto dovrà arrivare dalle due commissioni istituzionali, fortemente volute dai sindacati, che hanno i delicati compiti di valutare la diversa gravosità delle mansioni e di distinguere contabilmente la spesa assistenziale da quella previdenziale.

Pensionipertutti: Cosa vi aspettate emerga dal lavoro delle due commissioni o cosa sta già emergendo che avvalora le vostre richieste al Governo?

Domenico Proietti: I lavori della commissione gravosi procedono nella giusta direzione e già a fine luglio un rapporto preliminare potrà essere presentato al Ministro del Lavoro. I presupposti alla base del lavoro di questa commissione sono quelli di individuare analizzando i dati disponibili con strumenti scientifici nuove categorie di mansioni usuranti e gravose per le quali gli attuali requisiti previdenziali risultano essere troppo elevati e non rispondenti alle reali esigenze dei lavoratori. Per noi questo lavoro è propedeutico all’introduzione di strumenti di flessibilità, anche potenziando l’attuale normativa, che consenta ai lavoratori ed alle lavoratrici di accedere alla pensione partendo dal principio che i lavori non sono tutti uguali e che quindi non si può imporre un requisito di accesso unico a tutti.

Più complesso il lavoro della commissione che ha, invece, il compito di distinguere la voce di spesa previdenziale da quella assistenziale. Da una parte l’oggettiva difficoltà di districarsi tra norme che negli anni si sono stratificate dall’altra la poca volontà di alcuni componenti della commissione di procedere a fare chiarezza stanno rallentando i lavori della commissione.

Pensioni anticipate 2021, Proietti: Necessario dividere assistenza e previdenza

Pensionipertutti: Perché è così importante per poter procedere ad una ‘vera’ riforma delle pensioni dividere la spesa assistenziale da quella previdenziale?

Domenico Proietti: Crediamo che separare contabilmente assistenza e previdenza non sia solo una questione di bilancio ma un atto dovuto propedeutico ad ogni intervento sul sistema della pensioni. In Italia al momento abbiamo almeno 3 diversi modi di contabilizzare la spesa pensionistica. Questi strumenti di misurazione utilizzano criteri simili ma non identici il che porta a differenti risultati con l’effetto che non abbiamo un dato che sia ufficiale ed univoco di quale sia il reale costo delle pensioni in Italia. Le diverse misurazioni sono determinate dai diversi “usi” che ne fanno gli enti, al contempo riteniamo che sia necessario che il Governo si doti di una misura ritenuta ufficiale che partendo dal lavoro della commissione possa porre fine alle numerose speculazioni alle quali sono sottoposti i dati.

Il sistema previdenziale è complesso ed articolato tanto quanto lo è il mercato del lavoro, per questo serve lungimiranza e programmazione.

Pensionipertutti: E allora cosa consiglia in estrema sintesi al Governo affinché si metta in campo questa opera di programmazione?

Domenico Proietti: “I problemi vanno affrontati per tempo ed è necessario agire con decisione. Occorre lungimiranza , quella che deve portare il Governo ad introdurre fin da subito un meccanismo che tuteli le pensioni dei giovani, garantendo loro un futuro assegno pensionistico adeguato. Bisogna, poi, agire per colmare ogni disparità di genere ancora presente nel sistema, valorizzando il lavoro di cura ai fini previdenziali e con misure che riconoscano l’importante valore della maternità.

L’insieme di queste misure dovrà essere al centro della discussione tra Governo e sindacati, perché dopo anni di tagli e blocchi delle rivalutazioni operati solo per fare cassa è ora il momento di agire per dare al sistema piena equità ed equilibrio sociale“.

Ringraziamo il Segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, per questa intervista in esclusiva e per il tempo dedicatoci, ricordiamo altresì a chi volesse utilizzare le dichiarazioni qui espresse che é necessario citare la fonte.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

23 commenti su “Pensioni anticipate 2021, intervista a Proietti: Post quota 100, due le vie d’uscita

  1. Caro Ministro Orlando, visti i tempi con cui affronti i compiti che ti sono stati affidati, credo che faresti meglio a dimetterti, Non sei certo all’altezza delle aspettative dei lavoratori e sicuramente non sei la persona adatta a ricoprire quel ruolo. Qui ci sono un sacco di lavoratori stanchi, che hanno già lavorato per oltre 40 anni e che meritano una risposta. Vogliono e Devono sapere se dal 2022 si possono ritirare con 40 anni di contributi. E lei cosa fa? Incarica delle commissioni per prendere tempo e tirare a campare?
    Non pensa che quste persone hanno diritto ad una risposta, e che si aspettano da lei un intervento atto ad avere risposte certe? Avranno pure maturato il diritto alla pensione dopo 40 anni di versamenti o sbaglio??

  2. Ancora con questa storia dei lavori usuranti, ma lo vogliamo capire che per chi si alza la mattina per andare a lavorare, tutti i lavori sono usuranti e magari lo è di più proprio quello per il quale molti pensano che si va in quel determinato ufficio o l’insegnante la mattina si alza per andare in vacanza e potrei fare altri esempi.
    E’ tutta una scusa per farci crepare a tutti, mentre loro si beano dei loro stipendi delle loro pensioni, creandosi un bacino elettorale fatto di chi percepisce redditi di cittadinanza e di chi sta già beatamente in pensione. E poi trovano la scusa che bisogna pensare ai giovani.

  3. Salve,
    scusate e’ gia’ la terza volta che pubblico un mio pensiero e non lo vedo per la terza volta..
    eppure non scrivo malissimo e sono educato, posso sapere per quale motivo non vengono pubblicati i miei pensieri riguardo l’anticipo pensionistico??

  4. Caro Ministro Orlando carca di darti una mossa per quanto riguarda la pensione degli Italiani ricordati che siamo noi operai in tutti campi a tirare avanti la baracca e ha pagare i vostri stipendi alti, bisogna fare una legge giusta io direi che a 62 anni
    è giusto che una persona che ha lavorato fino a quella età abbia diritto di andare in pensione è senza penalizzazione.
    Poi non lamentatevi se alle elezioni la gente non vi vota, cercate di fare presto
    Ricordati Sing. Ministro che se fai una buona legge tutti gli operai vi voteranno senz’altro alle prossime elezioni..

  5. Compiro 65 anni a dicembre e ho già maturato 36 di contributi, lavoro nella scuola e penso che a questa età non si abbia più la pazienza di stare dietro a ragazzini svogliati e a genitori e dirigenti troppi esigenti. Non sarebbe il caso di concludere questa parentesi lavorativa e goderci il meritato riposo?

  6. Spiace ancora una volta ascoltare un mucchio di parole e di proclami dai sindacati che ormai rappresentano solo se stessi. È ora di finirla con il teatrino della politica.
    Adesso è giunta l’ora di pretendere che vengano ho riconosciuti pari diritti di trattamento come avviene negli altri paesi diversamente questa è l’Europa dei furbi.
    Adesso è ora che il governo si impegni e riconosca il diritto alla pensione quando si ha una età anagrafica di almeno 62 anni o quando si siano raggiunti 41 anni di contributi versati. Riguardo le penalizzazioni siamo da sempre i più penalizzati e pertanto governo e partiti i soldi li cerchino altrove ( evasione, speculazioni finanziarie trasferimento sedi nei cosiddetti paradisi fiscali ) insomma basta con la privatizzazione degli utili e la socializzazione delle perdite.

  7. Previdenza e assistenza vanno resi trasparenti, formalmente separate; basta continuare con le fette di salame sugli occhi dei lavoratori per nascondere la reale situazione.

    L’INPS conosce più che bene i suoi conti e le cause che ne fanno apparire fuori controllo il sistema pensionistico ma, forse scientemente, sembra lasciare il pretesto all’Europa per giungere a tagli e riforme aggiuntive alla già pesante Legge Fornero.

    Pretesto che certamente non è imputabile alle uscite per pensioni dei molti che ancora possono vantare un elevato numero di reali contributi versati.
    Ora che anche quota cento volge al termine e che probabilmente resteranno le sole regole dettate dalla Fornero, le pensioni finanche coperte da 42,1/43,1 anni di contributi versati non vanno in alcun modo toccate.
    Il solo fatto che si pensi non siano in linea con il resto d’Europa, dopo che sono frutto di un lungo prelievo al 33% sul lordo percepito, a differenza del solo 19% tedesco, è una eresia.

    Ben sappiamo che i problemi al sistema sono causati dai mille rivoli assistenziali ormai fuori controllo, di cui l’ultimo è il RdC; reddito sostenuto da un presidente che lancia messaggi tendenti a liquidare il sistema contributivo misto.

    Parafrasando la dottoressa Fornero “chi paga il conto?”
    “Welfare state” si! “Società parassitaria di massa” no!

    Credo non basti un “Habemus Tridico” e le sue idee già largamente bocciate dal sindacato! Basta pensare di ridurre gli importi di ha versato ben oltre 40 anni di contributi!

    Ripensando alle lotte sindacali dei nostri padri … mi sento di dire: “Si nos coleos haberemus”.

  8. Cosa vuol dire intorno a 62 anni? 62 deve essere un punto fermo affinché chi non ha potuto optare per quota 100 possa uscire dal mondo del lavoro. Io dovrei pagare 17.470.00 euro per riscattare un anno di laurea. Dovrò rinunciare a quota 100 ma ho già 62 anni.

  9. Grazie a voi riusciamo ad avere delle informazioni.
    Concordo con i sindacati, a 62 anni si deve poter andare in pensione.
    I politici facciano presto a dare risposte e ad abrogare l attuale legge altrimenti troveranno delle sorprese alle prossime elezioni.
    Saluti

  10. Sono una fisioterapista ed in più domiciliare. Ho 58 anni ed ho tendiniti e due ernie lombari per il lavoro che svolgo. Non potrei lavorare assolutamente fino a 67 anni. Spero di essere inclusa nei lavori usuranti. Oltre al danno fisico c è anche quello psicologico. Abbiamo a che fare con malati gravissimi (demenze senili, sclerosi multiple, sla ecc) e lavoriamo con letti bassi, disagi familiari ecc ecc.

  11. No, la proroga di quota 100 xché iniqua, lascia fuori i lavoratori precoci e le Donne con carriere discontinue x i figli, le risorse disponibili devono servire ad abbassare la scellerata soglia dei 67/68anni, penalizzante x tutti ma soprattutto x le Donne che con contributi insufficienti sono loro ad uscire x ultime dal mondo del lavoro.

  12. Ho 63 anni e 37 di contributi. Ho fatto 100 ma non ho centrato la porta. A febbraii 2022 faccio 38 anni e 64 anni. Cioè 102. Ma ho lo spettro della Fornero. Chi è più fortunato e più giovane va in pensione e io che non ho centrato la porta per pochi giorni me ne vado in pensione da decrepito. Ma secondo voi è equo, ma è normale, ma è giusto

    1. Infatti quota 100 senza paletti era la cosa più giusta. Ma le cose semplici sono sempre le più difficile da attuare . Adesso voglio vedere come si metterà con tutti questi licenziamenti selvaggi e a chi l’hanno prossimo compiranno 62 anni e con 40 anni di contributi. Mah !!!

  13. OK per l’introduzione di un meccanismo che consenta l’uscita dal lavoro intorno ai 62 ma coloro che a 62 hanno già perso il lavoro e non lo ritroveranno quando potranno andare in pensione ?

  14. Dico solo ai signori politici, ma come mai non si riducono le loro pensioni d’oro, in cambio di farla prendere nel C…. Ai lavoratori che si fanno un c… X 42 anni x poi percepire poco più di 1000€ al mese, e loro invece ognuno intorno ai 10.000 € al mese, e sensato tutto questo? E questa l’Italia?? Bello parlare forte quando non toccano le loro tasche

  15. Sinceramente non capisco:
    Avete voluto (anche voi sindacati) i FONDI PENSIONE COMPLEMENTARI (ovvero privati)? – ok!
    Stanno funzionando? – ok!
    Volete – con piena ragione – la separazione tra PREVIDENZA e ASSISTENZA? – ok!
    E allora si chieda al popolo italiano – con un referendum – di poter scegliere a chi destistare i “propri contributi previdenziali” :
    SE FARLI CADERE – ANCORA – MESE DOPO MESE … DECENNIO DOPO DECENNIO … nelle casse INPS o destinarli – TUTTI – nel fondo complementare gia’ scelto (o da scegliere).
    Ovviamente … il denaro gia’ versato nel serbatoio statale ci venga LIQUIDATO con gli interessi !!!
    Dopo di che … Si tratterebbe di “copiare” quello che gia’ avviene in altri paesi democratici dove si va a mettere “NERO SU BIANCO” in che anno andro’ in pensione e con quale proiezione retributiva …
    Per chi se lo fosse dimenticato, anche il Regno Unito di Inghilterra ha deciso anni fa di procedere in questo modo!
    O forse in Italia preferiamo ancora sentirci dire che la pensione e’ una “CONCESSIONE” e non “DIRITTO SACROSANTO” (costruito con il nostro denaro?)
    P.S.: Per quanto riguarda le pensioni sociali o tipologie assimilabili nelle quali non si e’ potuto raggiungere il tetto minimo dei contributi, si proceda (come disse Dini anni fa) utilizzando la fiscalita’ generale …
    Saluti

  16. Ma x chi ha più di 35 anni di contributi e ha una pensione da invalido oltre il 74% essendo anche disoccupato,non si potrebbe mandarlo in pensione?

  17. sono anni che tentano di separare assistenza e previdenza e non ci riescono; ci riescono in 2-3 mesi compresi luglio e agosto? chi volete prendere per il c……..; e i lavori gravosi: rapporto preliminare entro fine luglio? da quanti mesi lavorano? chi volete prendere per il c…..? svegliatevi, mentre voi dormite o peggio la gente muore perchè non ce la fa più; quota 100 1 altro anno così avete più tempo e non avete scuse; ma tanto voi le scuse le trovate sempre; svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa branco di c……………………………………………………

  18. Quota 102 con 38 contributi,senza penalizzazioni. Quindi dai 64 anni in poi. Equa e sostenibile,altrimenti meglio bruciare il Parlamento. Il brigante

    1. Scusa, mi sfugge il senso di equità, hai pensato che a 64 anni di età ci saranno persone con 48 anni di contributi versati? farebbe qualcosa come quota 112 🙁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su