Pensioni anticipate 2021, le idee di Damiano e Gnecchi al Governo Draghi

Pensioni ultimissime oggi: serve alfabetizzazione sociale

Le ultime novità sulle pensioni anticipate 2021 arrivano da un articolo pubblicato su Left in data 12 febbraio da Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e presidente dell’Associazione Lavoro & Welfare, e da Marialuisa Gnecchi, vice presidente dell’Inps, ove enunciano le loro idee sull’ anticipo pensionistico. Elencando misure che darebbero il via, se attuate dal neo Governo Draghi, ad una riforma pensioni ormai ritenuta necessaria. Vediamo in dettaglio quanto sostengono.

Pensioni anticipate, idee al Governo Draghi: una riforma necessaria

L’ultimo report Inail, che presenta i dati aggiornati al 31/12/2021 evidenzia come i contagi da Covid denunciati all’istituto siano stati pari a 131.090, tra le categorie più colpite quella di tecnici della salute, in cui sono occupate prevalentemente donne. L’impatto della pandemia ha messo in luce come esistano nuove professioni meritevoli di tutela in quanto a forte rischio, ecco perché la proposta di Damiano e Gnecchi parte tenendo in conto il nuovo contesto, e avendo un’unica certezza, ossia che al 31/12/2021 la quota 100 scadrà. ecco perché sempre più, evidenziano, si rende necessario rendere non solo strutturale l’Ape sociale, ma allargare le categorie che potrebbero rientrarvi.

Il criterio guida, sottolineano con determinazione, “é quello di rendere strutturale la flessibilità nel sistema pensionistico, superando le rigidità anacronistiche introdotte dalla legge Monti-Fornero. Avere una previdenza flessibile é il massimo della modernità, anche per il fatto che stiamo entrando progressivamente nel sistema contributivo, che completerà il suo ciclo, iniziato nel 1996, tra poco più di dieci anni“. In secondo luogo, spiegano, si rende assolutamente necessario collegare la flessibilità alle differenti aspetattive di vita, i mestieri non hanno lo stesso impatto sulla vita di una persona, un operaio tendenzialmente vivrà meno a lungo di un professore, proprio peR la tipologia di lavoro svolta nell’arco della propria vita. AspeTti questi, ci tengono a precisare Damiano e Gnecchi, che devono essere tenuti in considerazione se si vuole seriamente mettere mano alal riforma previdenziale.

Pensioni anticipate 2021, come procedere per rendere flessibile il sistema?

Le proposte al GovernoDraghi, sono dunque precise e puntuali, tra queste:

  • Rendere strutturale l’Ape sociale, consentendo a chi svolge mestieri gravosi di poter accedere alla quiescenza a partire dai 63 anni d’età in un range compreso tra 30 e i 36 anni di contributi, permettendo di andare in pensione con 30 anni di contributi non solo i disoccupati, ma anche quanti lavorano nel campo dell’edilizia, che purtroppo hanno carriere molto discontinue. Inoltre allargare la platea di quanti potrebbero beneficiare dell’ape sociale, introducendo, ad esempio, quelle categorie che sono state maggiormente esposte al rischio pandemico.
  • Cosi’ facendo ci sarebbe un sistema, spiegano, che permetetrebbe un anticipo per più categorie: i precoci, con 41 anni di contributi, opzione donna, la normativa dei lavori usuranti (che mantengono ancora il sistema di quote del 2007 Prodi-Damiano), e appunto l’Ape sociale ‘aggiornata’ che aggiungerebbe più categorie, l’isopensione e il contratto di Espansione. Tutti questi, ad eccezione dell’opzione donna, possono usufruire dei suddetti anticipi pensionistici senza alcuna penalità.
  • Si potrebbe poi pensare, sostengono, a quanti non rientrano in tale categorie perché svolgono mestieri di concetto o intellettuali, che però gradirebbe lasciare anzitempo il lavoro, per loro si potrebbe ipotizzare un’uscita a 63 anni con 36 di contributi a fronte di una penalizzazione sulla parte retributiva del 2-3% per ogni anno di anticipo rispetto agli attuali 67 richiesti dalla Monti-Fornero. Questa proposta per sommi capi riorda quelal già presentata nel 2013 nota come Ddl 857.

Poi in chiusura dell’articolo vi é una sorta di appello al Governo Draghi affinché includa nel suo programma una riorganizzazione del sistema previdenziale che punti ad essere anche di supporto alle difficoltà economiche che la pandemia sta riversando su imprese e lavoratori. Un buon sistema previdenziale che punti alla flessibilità potrebbe certamente essere d’aiuto, fanno notare Damiano e Gnecchi, soprattutto in questo momento delicato che il nostro Paese di trova ad affrontare. Anche perché resta fondamentale, sostengono, “tutelare i lavoratori più fragili dai rischi collegati lla gravosità e pericolosità della mansione e dal rischio di subire un licenziamento senza accesso immediato alla pensione. Un nuovo dramma esosati non possiamo permettercelo”.

Cosa ne pensate delle considerazioni dell’onorevole Damiano e della Vice presidene Inps? Le condividete o pensate tra le misure proposte manchi ancora qualcosa per poter parlare di una’vera’ riforma delle pensioni? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.

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20 commenti su “Pensioni anticipate 2021, le idee di Damiano e Gnecchi al Governo Draghi

  1. Va bene quota 41, meglio quota 40, va bene la legge dell’ex ministro Damiano, va bene quota 92, va bene la “pensione attiva”.
    Il lavoratore deciderà quale sarà per lui l’opportunità migliore.
    Libertà di versare i contributi da riscatto anche ai lavoratori assunti prima del 1996, “pace contributiva” per tutti.

  2. Lume
    Sono una sig 62 anni, cittadina italiana da 24 anni lavoro interotamente, covid mi ha licenziato da un anno, ho anche 25 anni di lavoro in un altro paese non europeo, come si risolve il nostro problema, perché non possiamo avere niente dalle tasche dei cittadini italiani, ma il nostro versamento INPS dove va finire????

  3. 41 anni deve essere la regola di fondamento dopo ripeto dopo si pensa al resto quota 41 deve essere uguale a quello che un volta erano I 35 anni di contributi

  4. Saluti, faccio il mio esempio :
    al 31/12 prorogano quota 100 ? Sono in pensione dopo 10 giorni con i paletti attuali
    al 31/12 decidono quota 101 senza paletti ? Sono in pensione
    al 31/12 decidono quota 102 senza paletti ? Sono in pensione
    al 31/12 decidono quota 103 senza paletti ? Sono in pensione
    al 31/12 decidono quota 41 ? Sono in pensione
    al 31/12 decidono quota 41 e 6 mesi ? Sono in pensione
    al 31/12 decidono quota 42 ? Sono in pensione
    Scommettete che al 1/1/2022 NON sarò in pensione ?

  5. C’e’ poco da dire, 40 anni di versamenti devono bastare per andare in pensione senza alcuna penalizzazione. Iniziamo da qui. Poi possiamo ragionare sul come anticipare un eventuale fuori uscita per coloro che non raggiungeranno mai i 40 anni di contributi, oppure per coloro che sono in difficolta’, ma PRIMA mettiamo un paletto 40 anni son già troppi.
    Grazie

  6. L’unica proposta che ritengo interessante è al momento il disegno di legge 2855 depositato alla camera l’11 gennaio 2021 dall’onorevole Claudio Durigon che prevede la quota 41 per tutti. Speriamo diventi legge presto.

  7. Pessima idea non bisogna creare un sistema dove per andare in pensione bisogna essere penalizzati.
    I contributi sono stati versati non bisogna andare a ribasso io ritengo che pensione è un diritto acquisito e non deve essere penalizzati altrimenti ci creerebbe un esercito di poveri sempre a carico dello stato

  8. Ogni proposta concreta e migliorativa sul tema dell’anticipo pensionistico è ben accolta, ma bisogna fare attenzione che non siano favoriti alcuni soggetti a spese di altre categorie sociali.

  9. 41 anni di contributi versati sono fin troppi, specialmente per quelli che hanno iniziato a lavorare a 15 anni ! Per cui 41 per tutti senza se e senza ma ! Per tutti indipendentemente dall’età e dal lavoro che svolge !

  10. Io vorrei sapere noi che abbiamo quasi 42 anni di contributi lavorati in cantiere e in fabbrica nessuno ne parla vorrei sapere perché mi potete dare una risposta grazie

  11. La soluzione di tutti i problemi è e rimane una proroga della quota 100 almeno per 1 anno.
    Le riforme vanno studiate con calma e non c’è tempo, anche se bisogna incominciare a metterci le mani in maniera seria ed al fine di evitare per la fretta di avere leggi impopolari ed ingiuste.
    Bene Salvini che vuole prorogare. Gli altri devono seguire lo stesso esempio.

  12. Salve, credo che le proposte di Damiani siano giuste.Ma senza una appropriata riforma del welfare le cose non possono avere riscontro….non vi pare??GRAZIE.

  13. Parlerei di 65 anni non 67, poi permetterei uscita dal lavoro a 62 anni con 36 di contributi. Opzione donna e ape sociale entrambe strutturali . Grazie

  14. APE SOCIAL ANCHE A DONNE CHE HANNO DOVUTO DARE LE DIMISSIONI DAL LAVORO PER MOTIVI FAMILIARI OGGI ESCLUSE DA APE SOCIAL PERCHÈ NON HANNO POTUTO USUFRUIRE DEGLI AIUTI STATALI ( NASPI)

    1. L’ape social per i disoccupati di lungo corso che non hanno usufruito della naspi, doveva essere già inserita nella legge di bilancio????? Che fine ha fatto la proposta? Gli over sessantenni disoccupati per vari motivi non troveranno più lavoro, questa è una certezza. Manca a loro anche il supporto della famiglia messa in crisi dal virus…… ???

  15. Preferisco la proposta Durigon con massimo 41 anni ovviamente con la possibilità di anticipare fino a 4 o 5 anni la flessibilità ed età di accesso a 62 anni.Inoltre implementazione effettiva del contratto di espansione per tutte le grandi aziende!

  16. Buongiorno!
    Personalmente penso che sarebbe giusto eliminare il requisito dei 12 mesi prima dei 19 anni di età per poter accedere al pensionamento come lavoratore precoce. Non vedo perché una persona che lavora da 40/41anni svolgendo un lavoro gravoso, non può usufruire del precoce per questo paletto a mio avviso ingiusto.
    Ripristinare 41 anni di contributi e eliminare le aspettative di vita per il lavoro usurante e gravoso. Che aspettative di vita può avere un lavoratore che svolge tali mestieri!?
    Grazie!

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