Pensioni anticipate 2021 l’editoriale: corte dei conti e l’Europa complicano la strada

Riforma Pensioni, l'editoriale di Cazzola

E’ stato da poco pubblicato il “Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica” da parte della Corte dei Conti. Di questo corposo documento una parte è riservata alla spesa per la previdenza. Dal rapporto emerge una sacrosanta verità. E’ pur vero che la crescita previdenziale in Italia nell’anno 2020 ha portato l’incidenza sul PIL al 17,1% rispetto 15,4% dell’anno precedente ma sostanzialmente il costo relativo alle sole pensioni non è aumentato.

Pensioni anticipate ultime noivtà: la Corte dei conti mette i paletti

l grosso dello sforamento è dovuto alla pandemia che ha fatto lievitare enormemente la spesa previdenziale a causa dell’aumento vertiginoso della cassa integrazione nonché dei ristori alle categorie che sono state costrette a tenere chiuse le loro attività. Entrando nello specifico della spesa pensionistica il piccolo incremento rispetto all’anno precedente secondo la Corte dei Conti è dovuto a “quota 100” e al blocco dell’adeguamento della speranza di vita dell’anzianità contributiva per l’accesso alla pensione anticipata. Quota 100 al 31/1/2021 ha avuto 278.000 domande accolte prevalentemente riferibili a lavoratori maschi del settore privato. Non hanno inciso particolarmente i due istituti di Opzione Donna e Ape Sociale che hanno avuto rispettivamente 16.300 e 10.800 domande accolte.

La Corte dei Conti però si spinge oltre e dopo aver analizzato analiticamente i costi dà anche alcune indicazioni. Dopo aver confermato che “quota 100” deve essere superata, parla di flessibilità in uscita. Parte dal presupposto che già oggi per chi ha cominciato a lavorare dall’anno 1996 bastano 64 anni di età e 20 anni di contributi oltre ad un importo pari a 2,8 volte l’assegno sociale per poter andare in pensione. Propone in sostanza di cominciare a pensare ad un pensionamento che possa arrivare a 64 per tutti e, per evitare problemi di equità di trattamento, auspica di applicare il calcolo contributivo. In sostanza tutto questo ragionamento per alla fine proporre sì il pensionamento a 64 anni di età ma applicando il metodo contributivo per tutti.

Pensioni anticipate oggi 12 giugno 2021, l’editoriale: La Commissione Europea rincara la dose

Anche la Commissione Europea ci mette del suo. Tramite un alto funzionario fa sapere che “l’Italia, assieme a Cipro e Grecia continua a registrare squilibri eccessivi, legati all’elevato debito pubblico e all’elevata quota di crediti deteriorati, per questo motivo il Belpaese dovrebbe limitare la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale ma anche aumentare gli investimenti, pur proseguendo una politica di bilancio prudente”. In Conferenza stampa poi il Vicepresidente Vladis Dombrovski prosegue “l’intera attività economica dovrebbe tornare al livello di pre-crisi entro quest’anno e ci aspettiamo che tutte le economie degli stati membri torneranno ai livelli di pre-crisi entro la fine dell’anno prossimo quando tornerà il patto di stabilità”.

Anche qui giri di parole per dire che l’Italia deve limitare le spese correnti e incrementare la “spending review, critica senza mezze misure “quota 100” che ha determinato un aumento della spesa pensionistica dell’0,4% annuo, e prevede che tale spessa negli anni possa aumentare vertiginosamente fino ad arrivare al 18% del PIL nell’anno 2036.

Insomma, non è ancora terminata la pandemia che in Italia ha causato oltre 126.000 decessi, abbiamo avuto un calo dell’aspettativa di vita che è scesa di 1 anno e 5 mesi, si sono registrati oltre 1.000.000 di posti di lavoro persi, ma sembra che tutto questo sia stato solo una brutta parentesi e tutto possa tornare come prima. Si torna nuovamente, immediatamente, al patto di stabilità, l’Italia torna ad essere nell’occhio del ciclone per quando riguarda la spesa previdenziale. Insomma uno scenario per niente positivo. Il governo che chiaramente prende tempo con l’unico intendimento di arrivare all’autunno inoltrato per inserire solamente qualche piccolo correttivo nella legge di bilancio e i sindacati con la loro bellissima e organica proposta che aspettano “sine die” di essere convocati.

L’auspicio è che i sindacati abbandonino questo torpore e che organizzino una grande manifestazione nazionale sulle pensioni per sensibilizzare il governo e le istituzioni sulla assoluta necessità di avere una nuova legge previdenziale adeguata alle esigenze dei cittadini.

11 commenti su “Pensioni anticipate 2021 l’editoriale: corte dei conti e l’Europa complicano la strada

  1. Siamo stati gli unici in Europa che quando ci hanno chiesto il costo della Previdenza l’abbiamo fornito unificato all’assistenza !!! Ed a oggi Fornero & C. continuano a fare i conteggi su quei dati , Fornero che ha creato una categoria unica al mondo gli ESODATI , giustificandosi che erano solo qualche migliaio, ad oggi con tutti i vari condoni sono 200.000. Ci sono ancora 550000 baby pensionati che da 40 anni prendono la pensione con 14 anni di contributi, e a noi dicono che 41 sono pochi !!!! Se negli ultimi 40 anni abbiamo versato contributi x pagare le baby pensioni , non possono chiederci di lavorare all’infinito x i loro errori . Sono stati risparmiati fondi su quota 100, purtroppo sono state risparmiate le pensioni di 100000 pensionati morti da covid, e di conseguenza la speranza di vita di più di un anno. E ancora mancano fondi !!! Queste persone che dovranno ” decidere” il futuro pensionistico di noi tutti dove erano 40 anni fa quando noi lavoravamo ? Facevano le elementari !! E oggi ci dicono che abbiamo lavorato troppo poco ?!! Quando si sente la notizia di morte sul lavoro di un ultra 55 enne non pensano che succede perchè l’attenzione e concentrazione va scemando con l’età ? Se fosse vero che mancano i fondi x quota 41 ( ?! ) perchè il bilancio della difesa è di 28 miliardi in continuo aumento , perchè abbiamo prenotato 90 F35 ? Alitalia quanti miliardi è costata e costa? I salvataggi delle varie banche quanto è costato ? SPERO SOLO CHE MANIFESTANDO TUTTI UNITI POSSIAMO OTTENERE QUALCOSA, IL RESTO è ARIA FRITTA

  2. Quando noi del sessanta eravamo giovanotti se ne fregavano del nostro futuro e mandavano in pensione cani e porci con neanche 20 anni di contributi… Oggi che toccherebbe a noi non bastano 41 anni. Insomma i cornuti e mazziati siamo noi con la benedizione di Europa, governo e sindacati che, statene certi, caleranno le braghe come nel 2011.

  3. dico 2 parole a Marco; attualmente nessun politico è credibile; Salvini tanto si è battuto per quota 100, adesso non ne parla di pensioni; la Meloni ne parla ma poco ; li aspettiamo tutti sui fatti, delle parole ne abbiamo le palle piene; ultima cosa: il problema è che non hanno la minima idea di cosa voglia dire lavorare e faticare i vari sindacalisti, Draghi, gentiloni, Brunetta, Orlando, Dombroskis (unione Europea), Meloni etc

  4. Buongiorno siamo alle solite se la prendono con le pensioni ,ma scusate tutti i soldi che versiamo dove vanno a finire non e possibile sempre penalizzare i più deboli ma Che Paese e questo io non capisco…. Vergognoso

  5. corte dei conti, unione europea, sembra che non conoscano la matematica; sembra che, quando i loro docenti insegnavano a fare di conto, dormivano o erano assenti; vediamo di aiutarli: l’aspettativa di vita è calata di più di 1 anno: cosa fanno: mantengono i 42 anni e 10 mesi; cosa propongono’ 64 anni con il metodo contributivo? pazzesco; allora ci sarà gente con i 38 con il sistema misto e chi raggiunge i 64 anni con il contributivo? Ci sono o ci fanno? in qualsiasi situazione abbiamo il pudore di dimettersi; siamo in mano a queste persone? riguardo i sindacati stendiamo un velo pietoso; draghi: come sopra

  6. Non aspettatevi NIENTE dai sindacati, a favore dei lavoratori ricordatevi che le più nefandezze nel mondo del lavoro, fornero in primis le hanno sottoscritte o assecondate LORO insieme ai meravigliosi politici che si dichiaravano appartenenti al mondo della sinistra…… CHE VERGOGNA! poi ci meravigliamo dell’ascesa della lega di salvini e della Meloni…. Gli unici rappresentanti rimasti del mondo dei lavoratori, e vedrete che ancora una volta saranno loro a risolvere questo RIDICOLO e INESISTENTE NON PROBLEMA della riforma della pensione.. La commissione Europea prima di sparare sentenze, guardi con quanti contributi e a quale prezzo si accede alla pensione rispetto al resto d’Europa…… Parifichiamo il tutto e sicuramente non ci saranno più critiche dai lavoratori Italiani altro che 1200/1300 €al mese dopo 42 /43 anni di lavoro e contributi versati!!!

  7. Penso che una persona che abbia versato 41 anni di contributi abbia il DIRITTO sacrosanto di poter andare in pensione! Spero che i sindacati non mollino… Che cosa c’entra la cassa integrazione con le pensioni? I contributi versati sono nostri….

  8. La riforma delle pensioni non deve essere il bancomat del governo, e/o comunque dell’europa. L’aspettativa di vita è bruscamente calata, non ci sono altre scuse, per non fare una riforma delle pensioni, come richiesto dai sindacati.

  9. Inutile commentare. Tanto per quanto lavorano al governo e lo stipendio che prendono cosa vuoi che interessi dei problemi degli operai e lavoratori in genere.
    Anche io se prendessi 10.000 euro al mese non mi farei problemi soprattutto lavorando poco.
    Che se li spendano tutti in medicine questo è il mio augurio x la riforma delle pensioni.

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