Pensioni anticipate 2021, l’editoriale oggi 19 agosto: che guazzabuglio per Draghi

Riforma Pensioni, l'editoriale di Cazzola

Dopo i pochi giorni di riposo agostani il Governo, tra le mille incombenze, dovrà anche affrontare due problemi che anche se di natura diversa sono in qualche modo collegati. Stiamo parlando della riforma degli ammortizzatori sociali e della nuova riforma previdenziale. Sono collegati perché entrambi gli istituti rappresentano un costo per l’Erario e saranno quindi inseriti e finanziati nella prossima legge di bilancio che deve essere approvata entro il 31 dicembre 2021.

Ultime novità Pensioni anticipate 2021: tra ammortizzatori e post quota 100

Riguardo al problema degli ammortizzatori sociali ci sarebbe già un’intesa di massima tra governo, sindacati ed imprese, ma il problema sarebbe il costo. La bozza prevedrebbe un percorso graduale per le aziende che non hanno pagato contributi per gli ammortizzatori in modo che queste non siano gravate di costi eccessivi. Questi ammortizzatori sarebbero validi anche per subordinati e lavoratori a domicilio, nonché, ovviamente, anche per gli autonomi. La cassa integrazione verrebbe estesa anche ad aziende fino a cinque dipendenti per una durata massima di 13 settimane ed il massimale per tutte le categorie sarebbe di 1.199 € lorde al mese. Quindi una bella proposta ma con un costo che per l’Erario potrebbe lievitare fino ad otto miliardi di €, motivo per il quale il Ministro dell’Economia Franco ha rimandato il tutto alla legge di bilancio sperando di trovare i fondi.

Medesimo discorso si può fare per le pensioni anticipate in sostituzione di quota 100 che scade a fine anno. Anche qui c’è la necessità di trovare i fondi per sovvenzionare la nuova legge. Come tutti sappiamo ci sono al momento tre diverse ipotesi sul tappeto. Quota 41 di contribuzione o in alternativa 62 anni di età proposta dai sindacati confederali, Quota 102 (38 anni di contributi sommati ad almeno 64 anni di età calcolati, però integralmente col sistema contributivo) ed infine la proposta del Presidente dell’INPS Tridico di poter accedere al pensionamento calcolando l’assegno col metodo contributivo a 63 anni di età e ricalcolarlo all’età di 67 anni anche con la parte di retributivo. I costi secondo calcoli effettuati dallo stesso INPS sarebbero a cominciare dal 2022 fino ad arrivare al 2029 da 4,3 a 9,2 miliardi di € la prima, da 1,2 a 4,7 miliardi di € la seconda e da 500 milioni a 2,4 miliardi di € la terza. 

Si potranno recuperare i fondi del risparmio di quota 100 nonché i minori costi che ha avuto l’INPS dai, purtroppo, numerosissimi decessi causati dal covid, nonché il miliardo e mezzo risparmiato a causa dell’interruzione voluta da Draghi sul cashback, ma basterà?

Pensioni anticipate 2021 ultime notizie: tra Governo e sindacati

Motivo per il quale il governo prima di esprimersi vuole verificare l’aumento del PIL sfruttando al massimo il turismo estivo e aspettare i dati del terzo trimestre, i cui dati si avranno nel mese di ottobre, per vedere quanti denari destinare a questi due importantissimi aspetti. Ma entro la fine di settembre bisogna anche presentare al parlamento il NADEF (la nota di aggiornamento al DEF) dove bisogna indicare i costi e le coperture per il prossimo anno. Per cui si può ben capire in che caos contabile ci si troverà in ottobre.

A livello politico poi il caos è ancora maggiore con la Lega di Salvini che, dopo aver fatto aleggiare un possibile rinnovo di quota 100 che non sarà realizzato, annuncia che il Sottosegretario all’Economia Durigon, nell’occhio del ciclone a causa di una proposta di intitolazione di un parco a Latina al fratello di Mussolini con il rischio di subire una mozione di sfiducia individuale, sta mettendo a punto una proposta di nuova riforma previdenziale che sarà presentata nel mese di ottobre.

I sindacati, infine, che da parte loro, aspettano di vedere come andranno i sitin organizzati dai gruppi facebook uniti il 18 settembre in molte città italiane per poi, eventualmente, organizzare uno sciopero generale in ottobre/novembre. Ma non sarà troppo tardi?

35 commenti su “Pensioni anticipate 2021, l’editoriale oggi 19 agosto: che guazzabuglio per Draghi

  1. Secondo me è una truffa bella e buona . Quando ho iniziato a lavorare avevo 15 anni ora ne ho 61 ma due società non mi hanno versato i contributi . Allora ho iniziato a lavorare sapendo che dopo 35 anni di versamenti contribuitivi sarei andato in pensione come mio padre a suo tempo . Se solo avessi immaginato che l’assurda amministrazione di questo paese poteva cambiare le ‘ carte in tavola’ allungato l’età pensionabile me ne sarei andato in paese dove la pensione magari è privata o comunque più vantaggiosa . Ai bei tempi sono state date pensioni a soggetti che non hanno mai versato un contributo e molte persone che ora sono in pensione da 40 anni se ne sono andate con 19 anni 6 mesi ed 1 giorno . Un governo deve essere lungimirante e fare manovre prima che la situazione sfugga di mano come è accaduto ora . Pessimi politici , pessima amministrazione del paese . Il debito pubblico si è portato dai 30000 euro ai 45000 pro capite nel giro di dieci anni invece di ridursi , le pensioni tra un pò le daranno agli ultra ottantenni solo se accompagnati dai genitori . Tutto questo è solo frutto dell’incompetenza di chi ci ha governato dagli anni 70 in poi senza distinzione di colore politico . Sono 46 anni che lavoro e se mi va bene percepirò la pensione calcolata sul retributivo fra due anni ….. alla faccia della Fornero che va a comprare le scarpe con otto uomini di scorta e due auto blindate nonchè ai uno dei nostri ex presidenti ex comunista che per le vacanze ha prenotato una suite da 500 euro al giorno a nostre spese. I politici del nord Europa viaggiano con i voli di linea non hanno scorta e prenotano un hotel al massimo decente ( vedi visita della ministra della Danimarca) . Non hanno i lacchè che prendono 4000 euro al mese per portare i cappuccini in parlamento , auto di servizio , sconti su tutto se non gratis . La realtà è che a quei signori lassù degli italiani non gli interessa nulla l’importante è dire ciò che la gente vuole sentire in modo da alzare il rating delle preferenze . Una volta accaparrata la poltrona poi fanno l’esatto contrario di quello che hanno promesso ovviamente dando la colpa al governo precedente …..

  2. Per non ripetere sempre le stesse cose ho letto il commento di massimo 61 e mor 65 e do 10 di voto al loro commento

  3. È ora di mettere fine alla schiavitu in questo paese di politici papponi.professori del cazzo e sindacalisti venduti non dico niente dei giornalisti perché già lo sanno.

  4. il 18 settembre è il giorno chiave; bisogna farsi sentire, come ci si organizza perchè non bastano 2 -3 posti, non occorrono nemmeno 20 posti; fate sapere per tempo

  5. Bisogna rivedere quindi correggere la legge Fornero . Estendere i lavori usuranti e riconoscerli in automatico senza che il lavoratore deve dimostrare alcunché. Quindi obbligare le aziende nel momento in cui versano i contributi .di dichiarare …che tipo di lavoro svolgano i propri lavoratori nelle aziende e che mansione hanno. Se svolgono lavoro a turno se sono a contatto con qualsiasi agente chimico..chi lavora nelle fabbriche chi in logistica chi nel terziario e svolge anche li lavoro usurante Etc….etc.. Quindi chi ha lavorato per 41 anni a prescindere dall’età deve andare in pensione chi non li raggiunge con i contributi va con l’età 62 anni sono sufficienti. Si deve avere un ricambio generazionale. Ormai si inizia a lavorare a 30 anni ..sono mosche bianche chi inizia a 22 anni o a 19 anni e poter versare per 41 anni continuativi di contributi. È giunto il momento di dividere la previdenza dall’assistenza. Poi si vede se si è in difetto o no..È una vergogna che 2021 ancora non ci sia una unica cabina di regia, che sappia cosa fare e metta delle regole certe che non si cambino in corsa illudendo migliaia di lavoratori…

  6. rispondo a duilio: certo che è semplice ma ci sono dei problemi: l’unione europea che ti dà i soldi se non tocchi le pensioni così torna la fornero sia fisicamente che come legge; è molto più facile bastonare le persone per bene che i delinquenti e questo Draghi lo sa molto bene; i sindacati: come ha detto qualcuno pensano a fare l’occhiolino al governo che li sovvenziona per le pratiche come patronati; morale della favola. 18 settembre è il nostro giorno: solo a roma? sembra veramente poco; non occorrono tanti posti ma almeno qualche posto in più ci vuole

  7. Ma cari politici cari sindacati I fragili nn sono solo gli invalidi e gli immuni depressi sono pure io che ho 38 di contributi ho iniziato a lavorare a 15 ho il 67%di invalidità e 104 personale la platea di quota 41 va allargata a me e quelli come me che abbiamo patologie degenerative svegliatevi gli invalidi sono tutti a partire almeno dal 50%

  8. HO 60 ANNI DI ETÀ SONO DISOCCUPATO E HO GIÀ 41 ANNI DI LAVORO E DI CONTRIBUTI.

    POCO TEMPO FA MI È STATO DETTO CHE ERO “TROPPO GIOVANE” PER ACCEDERE ALLA PENSIONE E CHE SE NON VOLEVO PERDERE TUTTO E FINIRE AD ATTENDERE LA PENSIONE DI VECCHIAIA A FINE 2029.. A FINE 2029 !!!!??? (.. E VIVENDO COME ?) L’UNICA POSSIBILITÀ “CERTA” CHE “LO STATO” MI PROPONEVA ERA QUELLA DI PAGARE DEI CONTRIBUTI VOLONTARI PER INSEGUIRE LA PENSIONE “ANTICIPATA” DELLA SIGNORA FORNERO. HO CHIESTO QUANTO FOSSE QUESTA CIFRA DA PAGARE. MI È STATO DETTO 130000 EURO !!!
    60 DI ETÀ, 41 ANNI DI LAVORO, DISOCCUPATO E CENTOTRENTAMILA EURO DA PAGAREEEEE !!! COME SI PUÒ DEFINIRE UNA COSA DEL GENERE ? COME SI FA A VIVERE ? TUTTO CIÒ APPARTIENE AL MONDO DEI DISONESTI, DEGLI AGUZZINI, DEGLI USURAI, DEI LADRI !!! IN UN PAESE CIVILE TUTTO CIÒ NON DOVREBBE ESISTERE PERCHÈ È OSCENO E INDECENTE !!! C’È FORSE QUALCHE POLITICO O QUALCHE SINDACALISTA CHE DICE QUALCOSA???!!! CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI CHI È DISOCCUPATO DA ANNI DEVE AVERE DIRITTO ALLA PENSIONE ! .. E NON DI MORIRE DISSANGUATO !

  9. Tutto si parla,ma la fame la facciamo noi invalidi civili con 280€ al mese,con malattia croniche e poi ci dicono di rispettare le leggi del covid fare i vaccini fare il coprifuoco e noi no arriviamo a fine mese, cioè le pensioni di invalidità si dipende dalla patologia,io o 44 anni o lavorato in nero da piccolo mio padre mi a mandato a lavorare o fatto di tutto andavo a raccogliere i pomodori e mi svegliavo alle 4 di mattina con un po’di pane e termos con l’acqua,il caldo torrido negli anni 90 no so come o fatto, adesso mi trovo con una malattia che no si toglie mai fino alla morte,no pensate a tutti solo a quei che anno il 100% perché loro la portoni avanti noi no spero che il governo Draghi si mette una mano sulla coscienza, buona giornata

  10. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Si vive nella speranza di qualche illuminazione e nella certezza di qualcosa di certamente penalizzante. La notizia peggiore però è l’impegno di Durigon a presentare una nuova proposta per ottobre. Se tanto mi dà tanto …… sarà nuovamente iniqua, ingiusta, acchiappa-voti e costosa ma soprattutto inutile perchè la Fornero sopravviverà per i più.
    Notizia di ieri del Corriere della sera: Come avevo anticipato io, “la quota 100 ( ed io aggiungo OD ) è stata utilizzata maggiormente da persone con il reddito medio-alto”, il che vuol dire “da chi se lo poteva permettere di perdere qualcosa avendo altre entrate”. Gli altri, i più poveri, hanno preferito continuare non potendo familiarmente ed economicamente permetterselo.

  11. Dato che è già stato deciso dall’oligarchia che ci governa che dal 2022 torna la Fornero il consiglio regionale del Lazio ha approvato un aumento delle pensioni di 500 euro per i consiglieri regionali che hanno fatto anche gli eurodeputati. Aumento pagato da chi continua a lavorare.
    L’unica soluzione sarebbe fondare il movimento dei MAI PENSIONATI siamo una marea …
    A parte le battute ho altre proposte oltre a quelle indicate in un commento precedente
    1) Abolizione delle trattenute previdenziali direttamente dalla busta paga
    2) Stop delle trattenute previdenziali dopo 40 anni di contribuzione. Tali trattenute devono essere messe direttamente nella busta paga del lavoratore con tassazione agevolata. E’ l’unica soluzione per fare in modo che se dobbiamo continuare a lavorare non continuino a rubarci i soldi …

  12. Quando ho iniziato si andava con i 35……. Non ci ho mai pensato ho sempre continuato a lavorare, adesso anni di contributi ne ho 40…… e mi attacco al tram perché una truppa di economisti (esperti ben pagati) ha deciso che l’unica strada percorribile è continuare a mungere sempre dai soliti. Forse pensano che infondo se questi idioti (NOI) non si sono mai lamentati ed hanno sempre lavorato e versato, NON hanno proprio capito nulla, nemmeno vedendo come e quanto gli costa mantenere politici ed esperti vari. Io SONO UN Po’ STUFO, non mi sembra di aver fatto tutto sto male nella vita per meritarmi un trattamento del genere. Oltre ai tanti e vari sprechi di denaro pubblico, fatti negli anni dai vari “cervelloni”, non riesco proprio ad accettare che gente in galera, persone mai esistite per il fisco, abbiano avuto modo di fare richiesta del R.d.C. Che per altro si sta rivelando un incentivo al lavoro nero, Si perché se gli si propone un lavoro in regola con i libretti, molti lo rifiutano. Direi GRANDE risultato dei “cervelloni”. Personalmente ho la percezione di una sorta di “accordo” tra stato e criminalità ai danni delle persone oneste, perché certe situazioni altrimenti NON si spiegherebbero! Io NON mi VERGOGNO di essere ITALIANO, purtroppo mi VERGOGNO di chi sta’ calpestando questa Nazione e tutte le persone per bene che ci vivono.

    1. Un lavoro in regola trova una fila di persone pronte, se invece per lavoro in regola ti riferisci ai 35 euro per cameriere tempo di lavoro dalle 17 alle 03 del mattino allora evviva il reddito di cittadinanza.

  13. Vorrei chiamare in causa anche i datori di lavoro, ma siete sicuri di voler continuare a pagare lo stipendio a persone che hanno più di 40 anni di lavoro sulle spalle,che hanno sputato sangue ed adesso si sentono presi in giro? Siete sicuri che queste persone continuino ancora,vuoi per capacita,vuoi per stanchezza,vuoi perchè si sono rotti i co…ni a dare il massimo come hanno fatto fino ad adesso?
    Siete sicuri che queste persone un domani che magari approvano la riforma Tridico non stiano a casa per malattia od altri acciacchi magari per mesi fino al raggiungimento di 63 anni di età?
    Io se fossi in voi ci penserei e farei 2 chiacchiere con i sindacati e con il governo, magari conviene anche a voi che uno dopo 41 anni di duro lavoro se ne possa andare in pensione.

    1. Agli imprenditori non gliene frega nulla dei dipendenti la chiamano ristrutturazione aziendale, il governo gli da dei soldi ed i sindacati firmano gli accordi per licenziare fra bandiere rosse, verdi ,blu e visi preoccupate, ma con l’assunzione in qualche lega. I lavoratori ci cascano sempre e continuano a votarli.

  14. Una domanda ai sindacati che vorrei rispondessero, ma rispondono solo alle domande che gli fanno comodo, perchè non hanno organizzato loro uno sciopero prima del 18 Settembre invece di aspettare che la gente si organizzasse per conto suo e vedere cosa succede?
    Non è forse il loro lavoro per cui vengono pagati profumatamente?
    Carissimi Landini,Bombardieri,Sbarra etc… cortesemente mi rispondete?

  15. lo ribadisco: a noi del 1960 ce l’hanno messa nel beneamato c……. ; io ho già quota 101 pochi giorni fa; quanti anni dobbiamo aspettare; e la proposta tridico: dai 63, come dire: chi è nato nel 1959 tripla opportunità; chi è nato nel 1960 …………………………… sono stufo che ci governino simili persone chiaroooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

  16. Condivido quanto già scritto: pensione anticipata a 63 anni per coloro che hanno raggiunto i 20 anni di contributi e senza paletti. Ognuno potrà valutare la propria convenienza in quanto riscuoterà sulla base dei contributi versati. Tale pensione dovrà riguardare i disoccupati e gli occupati che però dovranno cessare qualsiasi attività come previsto con quota 100″ . La suddetta pensione anticipata migliorerà la vita economica e sociale di molte famiglie che stanno precipitando nella povertà e consentirà un eventuale ricalcolo a 67 anni come proposto da Tridico.

  17. Riprendo il mio parere del 16 u.s. per ribadire che a conti fatti l’Inps con quota 100 ha risparmiato molti soldi previsti per il triennio2019/2021, e quindi perchè non prorogare quota 100????? e lasciare la scelta di questa possibilità ai lavoratori????? a me pare una soluzione ovvia e positiva.

  18. TROPPO TARDI………….. I SINDACATI dovevano muoversi per tempo..Inutile aspettare di vedere i risultati del sit-in devono mobilitare tutte le provincie italiane come si faceva 40 anni fa, e non ci si smuove fino a quando non arrivano i risultati. Dopo 40 anni la gente che lavora ne ha fin sopra i capelli di sopprusi e prese per i fondelli. i versamenti sono stati fatti ogni singolo mese, le tasse le abbiamo pagate ogni singola goccia, ora vogliamo riscuotere ciò che ci spetta.

  19. TROPPO TARDI………….. I SINDACATI dovevano muoversi per tempo..Inutile aspettare di vedere i risultati del sit-it devono mobilitare tutte le provincie italiane come si faceva 40 anni fa, e non ci si smuove fino a quando non arrivano i risultati. Dopo 40 anni la gente che lavora ne ha fin sopra i capelli di sopprusi e prese per i fondelli. i versamenti sono stati fatti ogni singolo mese, le tasse le abbiamo pagate ogni singola goccia, ora vogliamo riscuotere ciò che ci spetta.

  20. Una volta che prelevano i soldi dalla busta paga senza chiederceli, il giochetto e’ fatto… tutto il resto sono chiacchere . Purtroppo se non si cambia questa forma di estorsione e’ difficile avere metodi per “convincerli”.

  21. Dovrebbero essere i politici a fare quello che vuole la maggioranza della popolazione ,invece è la popolazione a dover fare quello che vogliono i politici ,oltretutto li paghiamo noi ,è scandaloso vergognatevi !! È ora di scendere in piazza con o senza sindacati ,perche anche loro stanno facendo politica oltretutto sporca !41 anni di lavoro sono gia troppi bastano !!!!

    1. Il problema è che devono fare ciò che i m a f i o s i vogliono e la gente per bene se la prende in quel posto, tanto essendo per BENE NON sono un PROBLEMA. Mentre gli altri lo sono eccome, altrimenti non si sarebbero inventati R.d.C.

  22. 1) Sul fatto che ognuno vorrebbe un sistema pensionistico su misura, sono pienamente d’accordo.
    2) Che poi il concetto di equità cambi molto a seconda di chi lo esprime, mi pare evidente.
    3) Certo che non mi pare equo che chi ha contribuzione piena debba pagare per tutti.
    4) Personalmente raggiungo i 41 e 62 contemporaneamente (così col punto 3 confermo i punti 1 e 2).
    5) Il 18 settembre vedrò di esserci, anche se da troppi anni non credo più all’efficacia di queste cose.
    6) Poi aspetterò di vedere quali saranno i provvedimenti in tema di pensioni e, sulla base di questi orienterò il voto alle elezioni politiche.
    Anche contro natura.
    Non sono il solo.
    7) Non so cos’altro fare

  23. Ho capito dovrò uscire a 43 e 1 mese come vuole sua maestà Europa hanno già detto che va benissimo la Fornero … Malefici Burocrati …siamo la generazione che lavorerà più in assoluto Vergognoso…

  24. Alla fine per i precoci non ci sarà nulla perché chi ha lavorato 41 anni anche prima dei 19 anni di età se come nel mio caso anche lavorando in fabbrica non rientro in certi vincoli mi tocca lavorare 43 e un mese e credetemi in fabbrica per un operaio sono esageratamente troppi. Sindacati proponete almeno per chi ha iniziato prima dei 19 anni almeno ogni 20 anni un anno in meno .

  25. PACE CONTRIBUTIVA ESTESA A TUTTI PER UN MASSIMO DI 5 ANNI DI CONTRIBUTI DA RISCATTARE A PARTIRE DAL 01/01/1980.
    POSSIBILITA’ DI SCELTA DI POTER ANDARE IN PENSIONE AL RAGGIUNGIMENTO DELL’ETA’ ANAGRAFICA DI 62 ANNI E CON UN MINIMO DI CONTRIBUTI
    CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI POSSIBILITA’ DI SCELTA DI ANDARE IN PENSIONE A PRESCINDERE DALL’ETA’ ANAGRAFICA.
    TRATTAMENTO PRIVILEGIATO PER LE SOLE DONNE PER ACCEDERE ALLA PENSIONE SIA IN TERMINI DI ETA’ ANAGRAFICA CHE DI CONTRIBUTI.
    QUESTI SONO A MIO PARERE I PUNTI FERMI INDEROGABILI PER LA PROSSIMA RIFORMA PENSIONISTICA

  26. Se leggo e poi pongo casualmente a confronto tra loro, alcune delle proposte ne vedo alcune talmente illogiche da risultare stucchevoli; qualcuno mi spieghi come il sindacato non sarebbe in difficoltà solo nel leggerle.
    A chi troverebbe giusto pensionarsi con l’ultimo stipendio.
    A chi ritiene sia equo andate in pensione quando si vuole.
    Ai molti che a fatica raggiungono 15 anni di contributi.
    A chi vorrebbe cancellare la parte retributiva in quanto lui non la possiede.
    A chi si lamenta di non potersi pensionare a causa di anni con buchi contributivi.
    Ad altri che si sono impegnati e già con meno di 60 anni possono vantarne oltre 43 di contributi.
    Troppe differenze da soddisfare che negano lo stesso concetto ormai abusato di equità davanti al diritto di pensionarsi.
    Tra le cause vi è che se nei paesi europei più evoluti del nostro, la persona residente ma fiscalmente sconosciuta, viene contattata e invitata a chiarire cosa fa e come vive.
    In Italia il paradosso è tale per cui si riesce perfino a restare sconosciuti fino al giorno in cui si chiede allo Stato la pensione sociale.
    Troppa disoccupazione, insufficiente ricambio generazionale e soprattutto i molti che lavorano in nero e non versano contributi comportano continui adattamenti peggiorativi nelle regole in fatto di importi e di tempi di accesso.
    Se il mondo ragiona riferendosi al PIL, volenti o nolenti, si è costretti all’interno di un perimetro logico che sconfessa chi propone un futuro basato sul liberi tutti e in fatto di pensioni, con sempre meno denari che entrano dai contributi e i molti che escono per pensioni e per altro dalle casse dell’INPS, saremo sempre più obbligati a subire Leggi Fornero e anche di peggio.
    Se per molti l’avvento di quota 100 ha generato scompiglio, ora nei commenti serpeggia il timore di un velato tentativo di soppressione della anticipata per favorire una uscita allargata a partire dai 63 anni.
    Niente di peggio che passare dai (62-38) ai (63-20); dall’era dei 100 a quella dei saltafila o di furbetti forse tra i rimasti a lungo sconosciuti al fisco sia per contributi sia per imposte mai versate?
    Sessantatre anni in cui concentrare persone con 45 di contributi e altri di soli 20 per poi, tra i due, penalizzare economicamente chi realmente nella vita ha sudato?
    Cornuti e mazziati i lavoratori onesti da più di 40 anni è il bell’insegnamento che certe proposte suggeriscono.
    Gioco forza deve essere che chi col lavoro sente di aver sostenuto il PIL reclami il diritto di precedenza su altri che per vari motivi, non ne sono stati capaci, o non lo hanno volutamente fare.
    Se è ricorrente la retorica su Baby pensionati e politici, va ricordato che tra il 2012 e il 2018, molti lavoratori, loro malgrado, hanno già dovuto attenersi alle regole Fornero tuttora vigenti. Quale sarebbe l’equità nel tempo delle regole, se costoro sono stati costretti a lavorare almeno fino a poter rivendicare l’accesso alla anticipata se non a quella di vecchiaia?
    Quale equità per le donne che hanno accettato l’opzione a loro riservata con almeno 60 anni e ora si propone a chi ne ha maturato solo 20 anni si uscire ben prima dei 67 richiesti?
    In questo frangente temporale di fine anno sarà necessaria molta forza sindacale per evitare che la commedia non peggiori ulteriormente la condizione pensionistica di chi possa definirsi un “vero lavoratore”, di chi vive la fabbrica da più di 40 anni.
    Innanzitutto dovrà valere da ora in poi il concetto del “mai più regali” in fatto di pensioni, resti il solo adeguamento all’inflazione di un assegno calcolato in base ai propri contributi e valido per tutti; niente più lavori in nero, e se a qualcuno fosse permesso di uscire prima da questo mondo di fatica e qualora poi l’assegno spettante non dovesse bastare: si attacca …!
    Che ciascuno di noi continui a mettersi in fila in attesa che arrivi il suo turno, l’importante è che la regola sia valida per tutti, a partire da chi con pochi contributi sia costretto ad attendere il treno dei 67.
    Assurdo in questo momento è il solo pensare, che chi fosse in grado di accedere alla quiescenza con i 42,1 o il 43,1 venga costretto, dall’ultimo arrivato, ad attendere i 63 anni per poi pensionarsi con la sola quota contributiva.

  27. Buongiorno ribadisco quello che ho già scritto più volte, è già troppo tardi adesso figuriamoci ad Ottobre.
    Il governo non aspetta altro, dirà che ormai è tardi per fare una riforma delle pensioni e quindi non faranno niente, i sindacati (d’accordo con i loro amici politici) diranno che hanno fatto il possibile ma a questo punto dobbiamo aspettare il 2022 per una riforma delle pensioni e con i ns. soldi andranno a cena insieme.
    Il solito teatrino che spero il 18 settembre verrà distrutto nel vero senso della parola dai sit-it

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