Pensionipertutti: Nei giorni scorsi si è tenuta l’audizione alla Commissione lavoro della Camera di Cgil, Cisl e Uil sulle 9 proposte di legge sulle pensioni. Cosa emerge rispetto alla piattaforma unitaria che contiene le vostre indicazioni di merito al Governo sulla tematica previdenziale?
Domenico Proietti: “E’ evidente che il numero di proposte di legge presentate alla Camera ed al Senato in questi anni è prova di quanto il tema previdenziale sia sentito nel nostro Paese. Una prova ulteriore di come le rigidità introdotte abbiano generato iniquità sociali.
È ormai chiaro a tutti che il sistema previdenziale italiano ha bisogno di una riforma organica e lungimirante volta a riportare al centro il valore sociale delle pensioni. Non è più accettabili che la previdenza, che le pensioni degli italiani siano viste solo come un costo da tagliare.
Pensionipertutti: Affinché si agisca in modo corretto in tal senso occorre dunque, se ho compreso bene le sue parole, un cambio di prospettiva, come dovrebbero essere intese le pensioni allora?
Domenico Proietti: “Esattamente, Le pensioni sono garanzia di un sistema democratico che riconosce la giusta quiescenza a chi ha lavorato per decenni nel corso della sua vita, ma se vogliamo seguire cinicamente il filone econometrico, sono un investimento per lo Stato.
Pensioni povere si traducono in pensionati poveri, che la collettività dovrà sostenere, ma soprattutto lavoratori costretti a restare al lavoro fino ad un’età elevata sono maggiormente esposti a rischio di infortuni, malattie professionali e rischio di invalidità generando costi per lo Stato, sintesi estrema di una visione, come detto, cinica”.
Pensioni anticipate 2021: quota 41, uscita dai 62 anni, valorizzazione lavoro di cura, priorità?
Pensionipertutti: Quali dovrebbero essere oggi le priorità da tenere in considerazione se si intende davvero arrivare ad una riforma organica e strutturale del sistema previdenziale?
Domenico Proietti: “Rimettere equità e solidarietà al centro del sistema previdenziale deve diventare una priorità. Bisogna innanzitutto reintrodurre una piena e vera flessibilità di accesso alla pensione intorno ai 62 anni e parallelamente con il solo requisito contributivo di 41 anni a prescindere dall’età anagrafica. Ma come UIL siamo fortemente contrari a qualsiasi misura che preveda una qualsivoglia forma di penalizzazione o ricalcolo per i lavoratori e le lavoratrici.
Come sottolineato anche nei PdL presentati, l’attuale sistema non valorizza efficacemente il lavoro di cura e la maternità. Riteniamo che si debbano predisporre misure che riconoscano un maggior valore sociale e, quindi, previdenziale con interventi che oltre a consentire un accesso anticipato alla pensione tutelino anche il livello reddituale”.
Pensioni anticipate 2021, Proietti sui gravosi: I lavori non sono tutti uguali, giusto partire da qui
Pensionipertutti: I lavori però non sono tutti uguali, ad affermarlo anche e sempre più lo studio della Commissione istituzionale sui lavori gravosi, Presieduta dall’ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano, dunque quale potrebbe essere una soluzione in termini di uscita anticipata che tenga conto anche di questo aspetto?
Domenico Proietti: “ Giusta osservazione la flessibilità in uscita deve porre ora come punto fermo proprio l’assunto che i lavori non sono tutti uguali. Bisogna assolutamente valorizzare il buon lavoro fatto dalla Commissione istituzionale per l’individuazione della gravosità delle diverse mansioni. Il lavoro svolto è di notevole importanza e si deve porre alla base di un intervento che riconosca usura e gravosità delle professioni varando criteri di accesso differenziati con meccanismi che, soprattutto nel contributivo, non penalizzino i lavoratori.
Flessibilità che non potrà prescindere da un intervento anche sul sistema contributivo con il superamento degli attuali vincoli che rendono molto difficile l’accesso al pensionamento poiché condizionano il diritto alla pensione al raggiungimento di determinati importi soglia dell’assegno (1,5 e 2,8 volte l’assegno sociale). Questi paletti, nel sistema contributivo hanno il solo effetto di penalizzare proprio le categorie più fragili che, invece, meriterebbero maggior tutela. Anche per questo crediamo che sia necessario prevedere un meccanismo che garantisca future pensioni adeguate per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996.
Pensionipertutti: Cosa si potrebbe fare allora, visto che tutti parlano di equità, per avviare un percorso di riforma che riporti l’equilibrio sociale al centro del sistema?
Domenico Proietti: “Per la UIL è, poi, necessario intervenire per restituire potere di acquisto alle pensioni in essere garantendo la piena indicizzazione. Ad oggi sono 10 anni che l’indicizzazione è stata bloccata e depotenziata con effetti negativi per il reddito disponibile di milioni di italiani. Chiediamo che venga operato un potenziamento della 14° mensilità ed una estensione della platea dei beneficiari che arrivi a comprendere anche i pensionati con redditi pari a 3 volte il minimo.
Un complesso di misure che deve essere affrontato con la giusta lungimiranza e organicità, perché i nostri cittadini meritano certezza e tranquillità soprattutto su un tema, come quello previdenziale, che per sua natura si deve fondare sulla stabilità delle norme.
Per la UIL è il momento di agire abbandonando le logiche volte solamente a fare cassa, solo così si potrà avviare un percorso di riforma che riporti l’equilibrio sociale al centro del sistema”.
Ringraziamo per il tempo dedicatoci il Segretario confederale della Uil Domenico Proietti e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte del suo intervento che é tenuto a citare la fonte, trattandosi di un’intervista esclusiva.

MOBILITAZIONI PER LA RIFORMA PENSIONI.
Scusate ma non capisco per quale motivo il sindacato si mobilità per diverse questioni ma per le pensioni non si fa nulla. Sono anni che da questo orecchio non ci sente. Si si vedono molte richieste sulla carta ma alla fine nessuna mobilitazione, nessuna concretezza. Non è forse il momento di darsi una mossa.
O vogliamo aspettare nuovamente la solita risposta del governo, “non abbiamo tempo per una riforma organica” e intanto gli anni passano….
E ora di andare in pensione con 41 anni di contributi e dare un lavoro sicuro a chi lavora sotto agenzia sfruttati
Daniela, 62anni di età invalidità 80% legge 104 comma3′ 33 anni di contributi elevabili a 35 coni figurativi ? E ora amnalata,con diabete, come posdo andare in pensione?
Grazie in anticipo
Io credo sia giusto che con 41 anni di contributi senza minimo anagrafico o 62 etá con almeno 35 anni di contributi si possa andare in pensione! Spero solo che i sindacato facciano il loro dovere e una volta ogni tanto stiano dalla parte dei lavoratori. 41 contributi o 62 anni è un sistema che accontenta tutti… i precoci come me e i ritardatari come tanti altri ( per questioni di studio o carriere discontinue)… di soldi ce ne sono anche se draghi e compagnia varia x convenienza ci dicono di no!
62 anni è il giusto compromesso
Infermiera da 39 anni e mezzo. 58 anni di età. Un anno e mezzo,l ultimo,che vale x sette…..da sempre lavoro su 3 turni ..variabili,secondo necessità aziendale…moglie,madre,figlia…non ce la si fa più…
Concordo appieno con Proietti! Punto fermo 41 anni di contributi senza vincoli anagrafici e senza penalizzazioni, bastano e avanzano. Poi se si vuol venire incontro ai precoci, ai lavori usuranti a chi ha carriere discontinue , alle mamme, ben vengano. Ma il perno deve essere 41 anni o l’età. .. Anche chi ha iniziato a entro i 19 anni è da ritenersi un precoce senza dover avere almeno 12 mesi di contributi, altrimenti andiamo a 18 anni…
E giusto dare il dovuto ,ai lavoratori che hanno 41 di contributi ,e fare spazio x le nuove leve
Ok x i gravosi, ma un Lavoratore trasfertista da 20 anni all”estero non è gravoso? con 42 a ni di contributi
Credo che la legge del lavoro usurante sia una pagliacciata una persona che ha lavorato 10 in galleria e poi gli ultimi anni a cambiato lavoro perché non riusciva più a fare quel lavoro quella persona non fa più parte del lavoro usurante perché guardare gli ultimi 7 anni
Salve io ho fatto la domanda ma nessuna risposta ho 41 anni contributi lavoro precoce e usurante ho diritto grazie sono nato nel 1965
Aoutate i cargiver ad avere una pensione anticipata. Come si fa a lavorare se si ha una persona da accudire? Aiutateci, siamo i più bisognosi a livello sociale, psicologico ed economico
Precocità, 41 anni a prescindere da età anagrafica, non c’è più tempo da perdere, basta parole, sono un classe 1965, miei conoscenti che lavoravano nelle forze dell’ordine classe 1966 sono già in pensione da un anno, scivoli, contro scivoli, con 35 anni hanno già risolto, ma questa è equità?
Buonasera,
Ho maturato i 42 anni e 10 mesi di contribuzione come lavoratore autonomo non posso andare in pensione perché dovrei smettere di lavorare come se la mia pensione fosse sufficiente a
Pagare le tasse o la luce e gas e mantenere tre figli, chiedo a Draghi possiamo avere una riforma pensionistica decente dove la pensione possa garantire una vecchiaia decente senza far morire gli anziani lavorando? La signora Fornero ha mai preso un cacciavite in mano per fare un qualsiasi lavoro su una scaletta, anche alta solo un metro?Dovrebbe essere condannata per omicidio plurimo volontario.
Il Ministro Orlando fa il Ministro o il dipendente ministeriale, vuole assumersi le sue responsabilità facendo una riforma Chiara senza eccessi.La pensione deve essere una garanzia non un privilegio .
Buonasera a tutti .E’ l’unica soluzione valida.
Parlano di lavoro usurante , sono andato dal patronato e mi a detto dopo i 63 anni va in vigore, faccio il saldatore da 39 anni e a detto che non mi tocca è usurante o no, è un bluff
giusto 2 giorni fa è arrivata la notizia della chiusura delle domande per il 2022 (per andare in pensione) al 31 ottobre; quali i requisiti: 67 anni, 42 anni e 10 mesi, ape sociale, quota 100 (per quelli del 59, per noi inculati del 1960 niente) e la rita (tanto non vedi un cazzo per 5 anni) e ti erodi pensione integrativa; di solito le domande erano a dicembre, hanno anticipato tutto; speriamo che sia diverso per gli altri ma la vedi dura saluto ai gestori del sito
Io mi chiamo Marina, ho 37 anni di lavoro e 61 di età, spero che i sindacati optino x un’uscita dai 62 oppure con 41 anni di lavoro a prescindere dall’età anagrafica, anche se non condivido che sia equo x le donne avere una diminuzione di 10 mesi e x gli uomini 1 anno e 10 mesi. Un saluto
Sarebbe giusto andare in pensione con 41 anni in prospettiva anche alla speranza di goderla per alcuni anni dopo aver versato un sacco un sacco di contributi specialmente per i lavori usuranti
Andare in pensione a 41 anni è il massimo, basta lavorare e dare spazio ai giovani
Ma se mettono solo limiti di età passerà il concetto che lavorare 50 , 40 o 20 anni di contributi cambi poco…
Al traguardo conterà arrivare e non versare?
41 per tutti!!! Quanti di chi decide sulle nostre teste conoscono quante tribolazioni affronta un lavoratore in 40 anni in una fabbrica, in officina , su un camion o su un cantiere? Quanti giovani a aspettare il ricambio generazionale raggiungeranno 40 anni di lavoro? Facciamo le cose giuste una volta per tutte! Grazie
Sono andato al patronato per il conteggio della pensione e mi esce fuori che ci vado a marzo del 2023,dopo 43 anni e mezzo circa,a 62 anni quasi, con riconoscimento di malattia professionale all8%,ma qua si va alla follia vera e propria.
Tutto giusto, purtroppo ormai è troppo tardi. Come ho già scritto tante volte, loro volevano arrivare a questo punto e ci sono riusciti. Adesso faranno solamente qualche aggiustamento e noi lavoratori precoci lo prenderemo sempre in quel posto. Grazie sindacati
Perché non fate qualcosa per quelle persone che fanno lavori usurati come in Campania sotto le serre al caldo è freddo che purtroppo hanno le ossa rotte è piene di dolori ma con 20anni di contributi è per voi non possono andare in pensione perché non hanno raggiunto l’età pensionistico mi dite come devono fare per vivere
Condivido in pieno quanto scrive Pietro62 , aggiungo che in una situazione di “dopoguerra” il rilancio del paese non può essere fatto dsi sessantenni..mettete i giovani a lavorare e dategli paghe giuste e dignitose vedrete che decolleranno produttività e natalità.
Inutile farsi illusioni, questi pensano solo a difendere le loro pensioni (politici, Sindacati, manager pubblici ecc.) premono per eliminare il retributivo così possono dividersi e mangiare un pezzo di torta più grande. Una commissione per individuare i lavori gravosi, con che esperienza? A 60anni nel privato tutti i lavori sono gravosi. Purtroppo chiunque si siede su quelle poltrone viene contagiato dalla cupidigia, cattiveria, megalomania, onnipotenza e menefreghismo. In più sono difesi da gente armata pronta a sparare bene addestrata e allenata a offendere i cittadini, non c’è speranza l’unica certezza è la morte. Capite, guardatevi totò in “un turco napoletano” dice più o meno:”siamo d’accordo don pasquale: mille lire al mese vitto alloggio imbiancatura e stiratura”
Sono autonomo ho 63, 64 a gennaio, 41 anni e 4 mesi di contributi, 75% di invalidità e non posso andare in pensione, mia moglie con 4 figli 38 anni di contributi 61 di età idem, penso che il segretario Uil abbia ragione!!
Buonasera a tutti ritengo che chi ha raggiunto 41 anni di Contributi abbia tutto il Diritto di andare in Pensione, anche perché è un contribuente che come minimo ha 60 anni.
Questo comporterebbe di conseguenza lasciare il posto di lavoro magari proprio al Figlio o la Figlia dello stesso Pensionato/a.
Che magari è a casa a prende il Reddito di Cittadinanza.
Buona serata a tutti, Luciano.
Io 63 anni voglio la mia pensione domani non mi inporta quanto almeno la minima vivo fuori dal paese da 8 anni tanto non trovavo lavoro e come autista di tir non me.la sentivo piu quindi che sono 8 anni che vivo con il mio quando lo stato mi aiutera’??? Lo voglio vedere. So che tra dipendente e autonomo non ho gli anni.ma da 21 avanti non mi sono mai fermato e prima lavoravo nella stagione estiva dall’eta di 13 anni allora sino a quando mi fate aspettare e poi levate le pensioni sopra i 2000 euro al mese e vedrete che i conti ritornano tutti tanto nessuno di 60 anni puo spendere di piu per vivere !!!
Pensione da 62 anni con 30 o 32 /33 anni di contributi basta guardare le mamme e papà e le singol non fanno sacrifici niente bonus noi siamo merde giusto po’ non parliamo di quali che hanno 41 e alcuni anche 42 e stiamo a discutere se devono andare in pensione lma, stiamo scherzando governo ladro
Non capisco come mai le guardie giurate non sono state incluse nei lavori gravosi
Dopo 40 anni che pago la tessera sindacale mi aspetto almeno un minimo di comprensione e aiuto. Comprensione perchè da circa un ventenio ho visto invecchiare il sindacato perdere la retta via e diventare poco a poco un erogatore si servizi a favore degli associati -ci si è dimenticati la strada maestra per cui è stato costituito perdendo di vista l’obiettivo primario.
Aiuto perchè è parte del suo DNA sono decenni che il sindacato non scende in piazza e non si schiera seriamente dalla parte die lavoratori salvaguardando i nostri diritti. 2 esempi : eliminazione dell’art. 18 – accettazione passiva della legge Fornero.
E’ giunta l’ora di dimostrare ai lavoratori che c’è ancora bisogno del sindacato e che è ancora a fianco dei lavoratori, se perdete anche questa occasione sicuramente verrete abbandonati e sarete paragonati ad un consulente fiscale perdendo la vera essenza che contradistingue un SINDACATO.
A voi sindacalisti l’onere e l’onore di dimostrare di cosa siete ancora capaci.
Buongiorno . Sono x i 41 anni di contributi versati a prescindere dall’ eta’ . quando lavori da un privato x 41 anni e’ sicuramente gravoso….altro che categorie e altre stupidaggini….grazie
SIGNOR PROIETTI .. EQUITÀ, SOLIDARIETÀ, SOSTENIBILITÀ !
SINCERAMENTE BASTAAAAA ! ORA PROPRIO BASTA ! NON PUÒ ESISTERE CHE SIANO DISTRIBUITI MILIARDI A PIOGGIA CON IL “REDDITO DI CITTADINANZA” E “ALTRI ASSISTENZIALISMI” PER GENTE CHE NON HA MAI VERSATO NULLA ALLO STATO E PER NOI DOPO AVER CONTRIBUITO ALLA CRESCITA DEL NOSTRO PAESE DOPO 41 ANNI DI MASSACRANTE LAVORO.. NULLA !!! ANZI SE HAI 60 ANNI E SEI DISOCCUPPATO ANCHE SE HAI GIÀ 41 ANNI DI VERSAMENTI LO STATO TI CHIEDE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO DI CONTRIBUTI VOLONTARI !!! MA CHE SCHIFO È !!! C’È QUALCUNO CHE DICE QUALCOSA? DOPO 41 ANNI DI LAVORO E DI CONTRIBUTI TI DEVONO ESSERE RESTITUITI I TUOI SOLDI SENZA PENALIZZAZIONI. ALTRO CHE TUTTO CON IL CONTRIBUTIVO!!! ALTRIMENTI DIVENTA FURTO DIVENTA USURA ! SIAMO STANCHI ED ESASPERATI ! POI C’È UNA COMMISSIONE DEL GOVERNO CHE DICONO STIA LAVORANDO PER RESTITUIRTI “2 CECI” CON LA “SUPER APE SOCIAL” ?!!.. CON LA SPERANZA CHE NEL FRATTEMPO TU.. SEMPRE PIÙ VECCHIO POSSA MORIRE ?!!! SIGNOR PROIETTI, MA I SINDACATI DOVE SONO ? EQUITÀ.. SOLIDARIETÀ.. SOSTENIBILITÀ ECC… ECC… CERTO CERTO! SIAMO ORMAI A METÀ OTTOBRE E I SINDACATI NON HANNO CAPITO CHE QUESTA È LA LORO ULTIMA POSSIBILITÀ !!! SE FALLISCONO QUESTA VOLTA È DEFINTIVAMENTE FINITA !!
Io ho 63anni 32 di contributi sono disoccupata cosa devo fare?
Dopo aver lavorato per 41anni sentire sempre i soliti gurú dire che siamo il male assoluto fa venire voglia di votare i populisti.
Vorrei una proposta sensata da lor signori.
E giusto che una persona che ha lavorato 41anni vada in pensione
Credo ormai sia chiaro quello che è GIUSTO, ONESTO ED EQUO per i lavoratori giovani e meno giovani.
Lo leggiamo da mesi sulle proposte più che condivisibili del sindacato.
62 anni e NON UN MESE DI PIU’ …o 41 sono la base. Per i gravosi si deve scendere ulteriormente. Ora agite
A 62 anni sono d’accordo perché la quota 41 va bene x gli statali non x i privati parlo in particolare x gli edili che fai 50 anni di lavoro x trovartene 30 che ti versano il minimo o niente grazie anche alla complicità dello stato che in molti settori del privato da la possibilità di pagarti a partaime ma ti fanno lavorare 12 ore come si fa a raggiungere la quota 41 così
SE NON ORA QUANDO?
Ci sono tutte le premesse per accogliere positivamente la richiesta dei sindacati di ridurre gli anni di contributi necessari per accedere alla pensione E PORTARLI A 41 senza penalizzazioni.
– Abbiamo un governo tecnico stabile guidato da Draghi, che ha l’appoggio di quasi tutti i partiti politici e in Europa è una garanzia.
– Abbiamo un PIL che galoppa e stando alle statistiche va meglio delle PREVISIONI.
– La stabilità di questo governo porterà nuova linfa al mercato e questo trend durerà per almeno altri 2 anni.
– Le aspettative di vita si sono ridotte di circa 2 anni.
– Sulla spesa pensioni ci sarà un notevole risparmio per via delle persone morte per covid.
– La disoccupazione è ancora molto alta, quindi la si può ridurre con un ricambio generazionale mandando in pensione chi ha già dato.
– Si metterebbe fine ad una grande ingiustizia – quella di far lavorare alcune generazioni per troppi anni rispetto a tutti gli altri lavoratori.
SE NON ORA QUANDO?
Bravo Pietro!
Sono d’accordo su ogni singola riga scritta!
Tutto giusto però purtroppo il tempo stringe e non si arriva ad una quadra!
Bisogna mobilitarsi per tempo sotto la vostra egida…
Perché dopo davanti al fatto compiuto é troppo tardi!