Pensioni anticipate 2021: l’intervista su quota 100, le risposte ai dubbi

Quest’oggi vogliamo rispondere ad alcuni dei quesiti più frequenti che hanno posto i lettori sul nostro sito e che andiamo a porre al nostro esperto di previdenza Mauro Marino che collabora con diverse testate on line e che gestisce un suo sito https://mauromarinoeconomiaepensioni.com/ che parla di questi argomenti. Affrontiamo in particolare tre dei quesiti più frequenti che riguardano la famosa legge di quota 100.

Ultime novità Pensioni anticipate: quanto tempo dopo quota 100 arriva il TFS?

PENSIONI PER TUTTI: La prima domanda è quella che sta più assillando migliaia di persone dal momento che si avvicina la scadenza di quota 100. La famosa cristallizzazione del diritto varrà anche oltre la scadenza della legge che sarà appunto il 31/12/2021?

MAURO MARINO: Questo è un quesito che mi viene posto continuamente da tutte quelle persone che pur raggiungendo i requisiti per il pensionamento entro il 31/12/2021 per loro motivi non possono o non vogliono fare domanda entro il termine di conclusione della legge e cioè entro il 31/12/2021. Ebbene come riportato dall’art. 14 del DL 4/2019 convertito nelle Legge 28 marzo 2019, n. 26

Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 può’ essere esercitato anche successivamente alla predetta data, ferme restando le disposizioni del presente articolo. Il requisito di età’ anagrafica di cui al presente comma, non è adeguato agli incrementi alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.”

Quindi tutte le persone che raggiungono la famosa quota 100 (38 anni di contributi oltre ai 62 anni di età) entro il 31/12/2021 per effetto della “cristallizzazione del diritto” non è necessario che facciano domanda di pensionamento entro il 31/12/2021, ma hanno la possibilità di fare la domanda e quindi di andare in pensione quando lo desiderano anche negli anni successivi. E’ importante dare queste informazioni perché la mia casella di posta elettronica mauromarinoeconomiaepensioni@gmail.com è spesso piena di quesiti di persone che hanno questo dubbio. Addirittura alcuni mi hanno riferito che l’INPS (evidentemente a voce) ha detto loro che potranno andare in pensione solamente se la norma sarà finanziata. Cosa assolutamente assurda, tra l’altro non scritta da nessuna parte, dal momento che stiamo parlando di una Legge dello Stato confermata dalla circolare dell’INPS n.11 dell’anno 2019.

PENSIONI PER TUTTI: Altra domanda che riguarda però’ solamente i dipendenti del pubblico impiego. Andando in pensione con quota 100 dopo quanto tempo percepiranno il loro TFS?

MAURO MARINO: Come riportato dall’art. 23 del predetto DL 4/2019 convertito nelle Legge 28 marzo 2019, n. 26: “I lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché il personale degli enti pubblici di ricerca, cui è liquidata la pensione quota 100 ai sensi dell’articolo 14, conseguono il riconoscimento dell’indennità di fine servizio comunque denominata al momento in cui tale diritto maturerebbe a seguito del raggiungimento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, ai sensi dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, tenuto anche conto di quanto disposto dal comma 12 del medesimo articolo relativamente agli adeguamenti dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.(2)

I lavoratori pubblici pertanto che aderiscono a quota 100 percepiranno il TFS Trattamento di Fine Servizio al momento in cui tale diritto maturerebbe a seguito del raggiungimento di accesso del sistema pensionistico. Questo vale sia per la pensione anticipata che per la pensione di vecchiaia. Quindi gli anni fino al raggiungimento dei requisiti fissati dalla Legge Fornero in pratica vengono congelati. Si percepirà cioè il TFS nel momento in cui si sarebbe usciti dal mondo del lavoro con i requisiti previsti dalla Legge Fornero. Quindi 24 Mesi +3 mesi per la pensione anticipata. E 12 mesi + 3 mesi per la pensione di vecchiaia. Facendo un esempio se un lavoratore esce dal mondo del lavoro con quota 100 e possiede 40 anni di contributi dovrà attendere fino a 43 anni e un mese se uomo o 42 anni e un mese se donna e successivamente deve aggiungere altri 27 mesi (24 mesi + 3 mesi). Altro esempio se una persona esce dal mondo del lavoro con quota 100 a 66 anni di età dovrà attendere 12 mesi a cui dovrà aggiungere altri 12 mesi + 3 mesi.

Pensioni anticipate 2021: quota 100 penalizzante?

PENSIONI PER TUTTI: La terza domanda che hanno poste diverse persone e questa: quando vado al patronato per fare domanda di quota 100 la prima cosa che mi dicono è: “Guardi che se va in pensione con quota 100 e guadagna anche un solo euro, per quell’anno le viene tolta la pensione”.

MAURO MARINO: Il modo come viene detto è un po’ crudo ma la sostanza è in parte esatta. Infatti l’Art. 14 comma 3 della sopra citata legge recita ”La pensione quota 100 non è’ cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui. Effettivamente come indica il comma 3 dell’art. 14 la legge proprio per evitare che le persone escano dal mondo del lavoro con quota 100 e poi cerchino un altro lavoro non consentendo il ricambio che era nello “spirito” della legge, non dà la possibilità di effettuare alcun lavoro dipendente od autonomo ma solamente lavoro autonomo occasionale nel limite appunto di 5.000 € l’anno fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

Per capire cosa si intende per lavoro autonomo occasionale si intende che la prestazione non deve essere svolta all’interno di una azienda o nell’ambito lavorativo del committente ed inoltre l’attività svolta deve essere sporadica. In questo caso non è necessario possedere una partita IVA ma è sufficiente rilasciare una ricevuta da parte del lavoratore applicando la ritenuta d’acconto del 20%. Al raggiungimento dell’età della pensione di vecchiaia poi qualsiasi pensionato, se lo desidera, potrà possedere redditi da lavoro dipendente o da lavoro autonomo senza alcuna limitazione.

Ringraziamo moltissimo Mauro Marino per la sua disponibilità e per la chiarezza delle sue esposizioni sempre attente e precise e speriamo di averlo ancora con noi in un futuro prossimo.

5 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2021: l’intervista su quota 100, le risposte ai dubbi

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    14 Dicembre 2020 in 17:23
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    Bravo Sig. Paolo, bel commento sono d’accordo con lei.
    Io mi sono solamente limitato a spiegare cosa è contenuto nella legge, a dare qualche chiarimento alle persone che gentilmente me lo hanno chiesto.
    Io non sono assolutamente d’accordo con questa legge e se lei avesse letto altri miei articoli se ne renderebbe perfettamente conto.
    Ma da buon cittadino italiano, che rispetta le Istituzioni e le leggi della Repubblica, se esiste una legge cerco di rispettarla, leggerla attentamente e magari aiutare qualcuno nella comprensione.

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    13 Dicembre 2020 in 11:29
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    Scrivo per un mio caro amico.
    Dopo tanti anni di lavoro in Poste Spa, mi licenzio con Accordo Incentivato.
    Chiedevo se al primo Gennaio 2021 da Disoccupato posso chiedere la Naspi?
    Grazie per l’informazione.

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    • Erica Venditti
      14 Dicembre 2020 in 15:41
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      Provi a contattare via messanger il dott Domenico Cosentino, già presidente di patronato.

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      14 Dicembre 2020 in 17:58
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      Credo che Marino abbia dimenticato, a proposito del tfs, la possibilita’ di ottenere, molto prima, un anticipazione di 45.000 euro

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    12 Dicembre 2020 in 19:45
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    Ancora nessun commento…il sabato e la domenica molti pensionandi pensano ad altro ( e questo li disunisce, anche per lotte future).
    Quota 100, sempre quota 100, la maledetta quota 100 che a un anno dalla morte, continua a far parlare di se’. Ingiusta: perché invece di aiutare solo disoccupati anziani e involontari manda in pensione con soli 38 anni (che me ne frega che loro hanno 62 di età, io ne ho 60 con già 41,5 di contributi e continuerò a lavorare).E molti beneficiari non sono disoccupati, ma persone che se lo possono permettere.
    Elettorale: pensate a quanti, felici del regalo inaspettato, hanno votato per chi la ha proposta.
    Assurda: voi ditemi quali altre leggi pensionistiche degli ultimi 40 anni garantivano la cristallizzazione di un diritto, con lo spiacevole equivoco per cui una legge morta produrrà effetti anche successivamente alla sua morte.
    Cari esperti e sindacalisti mi sono forse perso qualcosa? Quali diritti cristallizzati potrei rivendicare nelle leggi Dini, Fornero e altre? Potevo essere in pensione e nessuno me l’ha detto?
    E intendiamoci: non è invidia la mia. È che siamo di fronte a una legge ingiusta, che ha creato sperequazioni e ha fatto perdere tempo per vere riforme.
    Scorrettezza per scorrettezza potrebbe succedere che io dovrò lavorare quasi altri due anni con accanto un 62enne con 38 di contributi (ad oggi quasi quattro meno di me) che passa tutto il tempo a leggere il giornale avendo costui maturato e cristallizzato il suo diritto alla pensione (quindi praticamente inutile, illicenziabile e maturante ulteriori contributi). Oltre a pagare la pensione anche ai quota 100, dovrò sorbirmi anche il lavoro che lui non farà?
    Basta! Parliamo del futuro, del vero futuro. Magari subito dal 2021: stiamo invecchiando al lavoro! Sequestrati, obsoleti, con figli senza futuro e non per colpa nostra, come vogliono farci credere…

    .

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