Pensioni anticipate 2021, novità al 31 dicembre: 40 anni sono più che sufficienti

L’argomento pensioni anticipate resta uno dei più dibattuti tra i lavoratori che vorrebbero poter scegliere quando andare in pensione raggiunta una certa soglia anagrafica e contributiva, i nostri lettori invocano da tempo il Governo affinché metta in campo misure previdenziali che consentano un minimo di ‘libertà di scelta‘, anche a fronte di leggere penalizzazioni sull’assegno ultimo. La Legge di bilancio é stata approvata anche in Senato, ma al suo interno non vi sono quelle novità che molti dei nostri commentatori speravano, in primis restano delusi quanti hanno già alle spalle molti anni di contributi, i cosiddetti precoci o quarantunisti. Per loro non appare ancora nulla di rilevante e la quota 41 resta un sogno chiuso nel cassetto. Abbiamo dunque deciso di riportare un’ interessante disamina che il Sign Emilio, un assiduo commentatore, ha deciso di fare ripercorrendo in parte una sorta di excursus storico relativo alle leggi pensionistiche che si sono succedute dagli anni 90 in poi. Emilio aggiunge altresì differenti considerazioni personali, che però già sul nostro sito hanno raccolto l’appoggio e la condivisione di altri utenti, in estrema sintesi egli afferma che 40 anni di contributi siano più che sufficienti, indipendentemtne dall’età, per poter accedere alla quiescenza. E si chiede come sia possibile che nessun Governo, anche solo guardando i dati relativi all’aspettativa di vita, possa ancora essere titubante su tal fronte. Eccovi la sua disamina ed il punto al 31 dicembre 2020.

Pensioni anticipate 2021: 40 anni sono più che sufficienti, forse possono bastarne anche meno

Così Emilio: “Per andare in pensione 40 anni sono più che suffiicenti e alla luce dei fatti che ora esporrò possono bastarne anche meno.
Torniamo un attimo al 1992, prima che si cominciasse a sfornare una legge pensionistica all’anno, a quel tempo c’erano due modi di pensionarsi, o per “anzianità” contributiva ovvero dopo 35 anni di contributi oppure per “vecchiaia” a 55 anni se donna e 60 se uomo con almeno 15 anni di contributi versati. Da allora cominciarono ad essere messi pesantissimi sacrifici sulle spalle dei lavoratori, sia in termini economici (passaggio dal sistema retributivo al contributivo) sia in termini di tempo di vita sottratto.

Già questa doppia cattiveria non è spiegabile, o penalizzi in termini di tempo ma lasci invariato l’importo oppure tagli l’importo ma non modifichi i requisiti di accesso. Quanto è stato fatto grida vendetta, e non è nemmeno giustificabile dall’aumento della vita media delle persone.

Riforma pensioni, misure corrette? I dati Istat

Poi prosegue Emilio avvalorando le sue considerazoni partendo dai dati Istat: “Dai dati dell’ISTAT la popolazione italiana nel 1992 era composta da 27.553.963 uomini e 29.218.960 per un totale di 56.772.923 persone che avevano un’aspettativa di vita di 80,58 anni se donne e 73,989 se uomini per una media ponderata di 77,381 anni. Nel 2019 i dati forniti sempre dall’ISTAT ci dicono che gli italiani erano 29.050.096 e le italiane 30.591.392 per un totale di 59.641.488 con una vita media che ha raggiunto gli 81,134 anni per gli uomini e 85,419 per le donne che danno come media ponderata 83,332 anni cioè 5,951 anni in più.

Ebbene se fosse stato applicato strettamente questo criterio (che personalmente ritengo vada abolito senza se e senza ma) i requisiti a fine 2019 dovrebbero vedere (35+5,951) in 40,951 anni i contributi necessari per andare in pensione “anticipata” (adesso si chiama così perché anzianità sembrava brutto, mah) e non 42 anni e 10 mesi (quasi 2 anni in più del dovuto) e per quanto riguarda la vecchiaia salire a (55+5,951) a 60,951 per le donne e 65,951 per gli uomini“.

Pensioni anticipate 2021: i punti critici sulle scelte fatte

Inoltre prosegue critico: “Ci hanno anche raccontato che la mitica europa richiedeva che l’accesso alla pensione di vecchiaia dovesse essere equiparata tra maschi e femmine, et voilà, come un bel gioco di prestigio le età sono adesso di 67 anni molto oltre a quello che la vita media giustifichi. Tanto per cominciare non si capisce perché invece di unificare verso una media ponderata tra 60,951 e 65,951 cioè attorno a 63,386 anni si sia invece scelto di uniformare il dato delle donne a quello più elevato degli uomini, un’altra cattiveria inaudita e gratuita nei confronti delle signore che oltre a lavorare hanno spesso sulle spalle il peso della vita familiare.


Poi è arrivato il 2020 con un’epidemia di proporzioni globali che ha falcidiato una generazione di anziani tanto che l’istat ancor prima che l’anno finisse ha certificato che per la prima volta dal 1944 i morti hanno sfondato quota 700.000, cosa appunto che non succedeva da oltre 70 anni. Nel 2021 sappiamo che non ci sarà nessuna novità importante di riforma delle pensioni e quindi tutto è rimandato alla prossima legge di bilancio e al 2022. Ora in questi 2 anni non sappiamo di quanto si ridurrà l’aspettativa di vita ma sappiamo fin d’ora che si ridurrà, quindi anche i quasi 40,951 anni per la pensione anticipata sono troppi.

Riforma pensioni 2022: quali proposte per un sistema maggiormente equo?

Così Conclude Emilio pensando ad una riforma pensioni maggiormente equa se si partisse dai dati propone due opzioni una senza penalizzazione alcuna per chi raggiunga i 40 anni di contributi: “Giustizia vorrebbe che dal 2022, 40 anni di contributi o anche qualcosa meno siano sufficienti per lasciare il lavoro naturalmente senza penalizzazioni economiche visto che in questo caso si lascia sul tappeto 5 anni di vita.

Ed una che porti con sé la libertà di scelta di uscire prima a fronte di un ricalcolo dell’assegno interamente contributivo:Considerato i ristretti margini economici in cui operare ad oggi io ritengo che in aggiunta ai 40 anni si possa prevedere per chi su base volontaria accetta il ricalcolo interamente contributivo la possibilità di avere più flessibilità così come previsto dalle legge Dini che consentiva il pensionamento tra i 57 e i 65 anni a scelta del lavoratore“.

Cosa ne pensate delle considerazioni di Emilio, le condividete o meno? Fatecelo sapere nell’apposita sezione del sito alla voce commenti, saremo lieti di leggere le vostre considerazioni di fine anno e di aprire con voi un dibattito nell’anno nuovo. Nel mentre calorosi auguri dalla redazione di Pensionipertutti.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

6 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2021, novità al 31 dicembre: 40 anni sono più che sufficienti

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    11 Gennaio 2021 in 16:51
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    40/41 anni di contributi sono assolutamente sufficienti per poter andare in pensione

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    1 Gennaio 2021 in 17:42
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    Complimenti per le osservazioni, peccato che non saranno mai applicate.

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    1 Gennaio 2021 in 1:54
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    Ma speriamo veramente che qualcuno di questo governo legga queste considerazioni ,che i nostri governanti si facciano un esame di coscienza…

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    31 Dicembre 2020 in 10:31
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    Bravo Emilio,
    Non avevo letto le tue considerazioni ma sono assolutamente condivisibili!
    Sono supportate da dati oggettivi e veritieri, speriamo che governo e sindacati le leggano…
    Auguri di buon anno a tutti!

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    31 Dicembre 2020 in 10:05
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    Le riflessioni di Emilio sono condivisibili totalmente.
    Un po’ troppo intelligenti per una classe politica come quella Italiana che per la maggior parte non capisce ,visto il quoziente intellettivo, la piccola parte che ha un quoziente intellettivo normale è troppo impegnata a difendere i suoi privilegi a danno di quelli relativi alla collettività come le pensioni.
    Cordiali saluti e un grandissimo augurio di ritorno alla normalità per il 2021

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      1 Gennaio 2021 in 18:51
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      Ormai incomincio a fare fatica a tirare la cariola.In questo momento ho 54 anni e mezzo di eta e 39 anni e mezzo di contributi per colpa del covid e della solita classe politica ogni giorno e una fatica immensa andare al lavoro e vi posso garantire ( fate I conti dai dati e capite che ho iniziato a dare a 16 anni e sto continuando a dare oggi sempre continuativo) che e dura, quindi la parola lavoro come comando al cervello e al cuore inizia a essere rifiutato Forse l unica speranza e negl industriali. Come possibile investire miliardi su INDUSTRIA 4.
      0 e non investire parte dei soldi europei con un grosso cambio generazionale ed e per questo che confido in 40/41 anni di contributi deve essere un diritto umano . Buon 2021

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