Pensioni anticipate 2021, prepensionamento fascia 55-64 anni: con quali risorse?

Riforma pensioni 2021, Uil proposte al Governo

Oggi come anticipato nei due articoli precedenti che hanno avuto molto seguito e che potete rileggere cliccando su: ‘Riforma pensioni 2021, i sindacati cosa devono fare per avere Q41 e il via dai 62 anni?’ e ‘Riforma pensioni 2021, ultime: ok uscita anticipata tra i 55-64 anni’, pubblichiamo la terza parte del lungo ed elaborato discorso del Dott. Claudio Maria Perfetto che quest’oggi ‘svela’ quale sarebbe la soluzione per poter finanziare le nuove pensioni senza dover pesare sulla spesa pubblica.

Nello specifico sarebbe la ‘moneta di Stato complementare’ la soluzione al problema pensioni, che diventa soluzione al problema lavoro, che a sua volta diventa soluzione al problema della crescita economica che, ricorda Perfetto, come afferma lo stesso Governo: “è la partita chiave per il nostro Paese”. Vi lasciamo alle sue considerazioni, certi che anche queste potranno non solo completare il quadro definito precedentemente, ma stimolare il dibattito ed il confronto costruttivo sul capitolo previdenziale. Ringraziamo nel mentre il Dott. Perfetto per fornirci sempre spunti di riflessione interessanti:

Riforma pensioni 2021, ecco la chiave per favorire il pensionamento nella fascia 55-64 anni

Per favorire il pensionamento dei lavoratori nella fascia 55-64 anni non è necessario progettare una nuova Riforma pensioni che superi la Riforma Fornero (sia perché il Governo intende mantenerla, sia perché non c’è tempo materiale per farlo). Sarà invece sufficiente ripristinare l’Anticipo Pensionistico volontario (APE volontaria) — una misura entrata in vigore nel 2017 in via sperimentale e rimasta fino alla fine del 2019 — migliorandola, abbassando il requisito minimo di età da 63 anni a 55 anni, senza penalizzazioni, ed erogata mediante autofinanziamento dello Stato (in tal modo le nuove pensioni non aggraverebbero la sostenibilità del debito pubblico. Inoltre, come mostra l’esperienza di Quota 100, non ci sarebbe una fuga dal lavoro, perché ci sarebbero certezza dell’uscita e la rassicurante libertà di scegliere se restare al lavoro o lasciarlo).

Lo Stato potrebbe autofinanziarsi “liquidando” (cioè trasformando in liquidità) i propri immobili (palazzi, terreni, spiagge, porti,…) il cui valore complessivo si aggira intorno ai 340 miliardi di euro (il Governo già ricorre alla vendita di immobili per ridurre il debito pubblico. Ora si tratterebbe di “vendere” gli immobili dello Stato allo Stato stesso — ipotecandoli, rendendoli non più vendibili — per finanziare le nuove pensioni).

Affinché il patrimonio immobiliare dello Stato rimanga in Italia, è necessario che la liquidità sia in una valuta circolante solo in Italia e non all’estero. In pratica, si tratterebbe di una moneta nazionale circolante in Italia parallelamente all’euro. Si tratterebbe di una moneta digitale (non una criptovaluta come il bitcoin, ma una moneta scritturale di tipo identico a quello che le banche utilizzano per erogare mutui e prestiti). La moneta digitale di Stato, gestita dallo Stato, verrebbe utilizzata per il pagamento delle tasse e, pertanto, avrebbe corso legale (chiunque avrebbe l’obbligo di accettarla come forma di pagamento). Le pensioni (ma anche gli stipendi) verrebbero pagati metà in euro e metà in moneta digitale di Stato. In moneta digitale verrebbero versati parte dei contributi dei lavoratori, ma anche i contributi degli automi (robot, androidi, umanoidi, comunque li si voglia chiamare). La moneta digitale di Stato non verrebbe “creata dal nulla” (come avviene con l’euro e con le altre valute mondiali) né si accrescerebbe mediante il meccanismo degli interessi, ma si espanderebbe con l’espandersi delle risorse reali (terreni, macchinari, lavoro). Non verrebbe scambiata sui mercati valutari, non esporrebbe la nazione a fluttuazioni economiche pericolose (come nel 1992)”.  

Riforma pensioni 2021, la soluzione per pagarle: la moneta di stato complementare?

“Una moneta di Stato parallela all’euro viene proposta da più parti. Il vice presidente emerito della Corte Costituzionale prof. Paolo Maddalena, per esempio, propone a Draghi di “far ricorso alla creazione di una moneta parallela all’euro, con corso legale limitato all’ambito nazionale“, affermando che “l’emissione di una moneta parallela, limitando il suo corso legale all’ambito nazionale, è perfettamente legittima”.   

Un’idea molto simile a quella della moneta di Stato è stata lanciata dall’M5S attraverso la presentazione in data 20 novembre 2019 del DDL 1619 dal titolo “Istituzione dei certificati di compensazione fiscale in forma dematerializzata” a prima firma di Elio Lannutti. Nel DDL 1619 si legge che “I CCF sono definibili come una «moneta fiscale»: una moneta complementare, priva di corso legale, basata su sconti fiscali differiti, relativi a imposte non ancora maturate. I CCF sarebbero in grado di creare la liquidità di cui il sistema economico è stato privato in anni di politiche di austerity. E più avanti nel DDL 1619 si legge: “Al pari del Sardex, i CCF potrebbero circolare molto fluidamente in presenza di un circuito commerciale a livello nazionale al quale sarebbero chiamate ad aderire le grandi imprese pubbliche (ad esempio Eni, Enel, Ferrovie dello Stato, Poste ecc.), oltre alle imprese di settori che innescano importanti scambi come l’edilizia. Sarebbe il modo di creare un ampio sistema di accettazione degli sconti fiscali che, prima di arrivare a scadenza, potrebbero funzionare come un mezzo di pagamento complementare all’euro su base volontaria. L’espressione «su base volontaria» non è casuale, anzi, è molto sostanziale e definisce la sostenibilità giuridica della proposta, senza la necessità di rotture costituzionali o giuridiche, neanche su scala europea”.  

Una “moneta di Stato complementare” potrebbe essere dunque la soluzione per finanziare (anche) le nuove pensioni senza gravare sulla spesa pubblica, fornendo al tempo stesso la soluzione al problema lavoro e favorendo la crescita economica dell’Italia nel rispetto degli accordi con i Paesi partner dell’eurozona“.

Cosa ne pensate delle considerazioni del Dott Perfetto, le condividete o meno? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito, ricordiamo, invece, a chiunque volesse riprendere parte dell’elaborato o dei precedenti che, trattandosi di esclusive, é tenuto a citare la fonte.

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27 commenti su “Pensioni anticipate 2021, prepensionamento fascia 55-64 anni: con quali risorse?

  1. trovo le tesi esposte alquanto bizzarre (cerco di essere delicato): monete parallele???
    Ma la frase piu’ “curiosa” e’: “La moneta digitale di Stato non verrebbe “creata dal nulla” (come avviene con l’euro e con le altre valute mondiali)”. Questa si che e’ buona. Tempo che il proponente nulla capisca di politica monetaria, macroeconomia e finanza
    Se si vogliono trovare risorse addizionali, invece che affidarsi a pittoresche proposte occorre fare tre cose che in italia nessuno fa: UNO: abbattere l’evasione DUE: abbattere gli sprechi e gli sperperi TRE: incentivare innovazione e produttivita’

    1. Temo che Sign Mauro dovrebbe quanto meno leggersi il libro ‘L’economista in Camice’ del dott Perfetto prima di permettersi di uscire con esternazioni del tipo: ‘Temo che il proponente nulla capisca di politica monetaria, macroeconomia e finanza’, così giusto per evitare intili figuracce!

    2. Sig. Mauro, contrariamente a quanto si possa pensare, apprezzo le sue parole. Quanto più feroci sono le critiche al mio pensiero, tanto più il mio pensiero ne esce rafforzato. La forza del mio pensiero non è tanto nelle parole che lo esprimono, quanto nei modelli matematici che lo sostengono. Chi vuole confutare il mio pensiero può farlo. Ma deve farlo in termini matematici.

      Per quanto riguarda la creazione del denaro dal nulla, l’idea non è proprio mia, ma dell’economista John Kenneth Galbraith. Lo spiega nel suo libro intitolato “Soldi. Conoscere le logiche del denaro per capire la grande crisi” (ed. BUR Rizzoli, 2017)”. A pag. 24 del Capitolo intitolato “Le banche” Galbraith afferma: “Il processo mediante il quale le banche creano denaro è talmente semplice che si fa fatica a crederlo”. Non voglio privarla del piacere, sig. Mauro, di leggere il libro di Galbraith per scoprire veramente come si crea il denaro.

      Ancora per quanto riguarda la creazione del denaro dal nulla, potrebbe leggere, sig. Mauro, il libro dell’economista greco Yanis Varoufakis (ministro dell’economia nel Governo Tsipras) intitolato “È l’economia che cambia il mondo. Quando la disuguaglianza mette a rischio il nostro futuro” (ed. Rizzoli, 2015). A pag. 65 Varoufakis illustra la scena in cui il negoziante Michalis va in banca a chiedere un prestito di 500.000 euro con cui pagare un produttore della macchina dei telai, e scrive: “Domanda: dove prende il banchiere la somma per prestarla, gravata da un certo interesse, a Michalis? La risposta «Il banchiere prenderà quei soldi dal nulla»”. Infatti, una volta che Michalis ha ricevuto dal banchiere in prestito 500.000 euro, così scrive Varoufakuis: “Subito pagherà il produttore della macchina dei telai, trasferendogli sul conto quei 500.000 euro, e così si sarà creata «dal nulla» una somma di 500.000 euro”. Anche qui, sig. Mauro, non voglio privarla del piacere di leggere il libro di Varoufakis.

      Lei teme che io “nulla capisca di politica monetaria, macroeconomia, e finanza”. Il suo timore è fondato, per quanto riguarda la finanza: è vero, io proprio non capisco come si possano scommettere i soldi della gente (lavoratori, famiglie, risparmiatori, pensionati) giocando in borsa. È per questo che la mia attenzione è rivolta prevalentemente all’economia reale (pane, lavoro, famiglie, imprese) piuttosto che all’economia finanziaria (azioni, obbligazioni, derivati, cripto-valute). È per questo che la mia attenzione è rivolta alla macroeconomia dello Stato (che deve avere come obiettivo l’abbattimento della disoccupazione), è per questo che la mia attenzione è rivolta alla politica monetaria da affidare allo Stato per supportare la sua politica di occupazione, affinché lo Stato non debba prendere in prestito dalla Banca un foglio di carta che per produrlo sarà costato alla Banca 10 centesimi mentre per restituirlo lo Stato dovrà sborsare 100 euro (questo solo perché su quel foglio di carta è scritto il numero “100”). La Banca Centrale ha come obiettivo il controllo dell’inflazione, non la riduzione della disoccupazione (che è l’obiettivo, invece, dello Stato). Ad ogni modo a creare la moneta non è tanto la Banca Centrale (che al massimo potrà creare il 10% della moneta in circolazione), ma sono le banche commerciali (quelle che erogano mutui e prestiti) a creare per il 90% la moneta “dal nulla” attraverso una semplice scrittura su un registro (per questo si parla di “moneta scritturale”).

      Vede, sig. Mauro, ammesso e non concesso (nel senso che se anche fosse possibile non lo farei mai) io mi presentassi al tavolo per un confronto dove siedono anche Lagarde della Bce, Visco di Banca d’Italia, Draghi Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, e dicessi loro “Se si vogliono trovare risorse addizionali, invece che affidarsi a pittoresche proposte occorre fare tre cose che in italia nessuno fa: UNO: abbattere l’evasione DUE: abbattere gli sprechi e gli sperperi TRE: incentivare innovazione e produttivita’”, beh, non credo proprio che siano disponibili a lasciarmi proseguire oltre nel mio discorso. Queste cose loro le sanno già.

      Ad ogni modo, sig. Mauro, mi lasci dire che non basta dire COSA fare, ma anche COME fare.

      UNO. Per abbattere l’evasione fiscale è necessario che tutte le transazioni a carattere monetario vengano registrate: con la moneta digitale ciò è possibile farlo (infatti, la Cina utilizzerà lo yuan digitale soprattutto per eliminare l’evasione fiscale).

      DUE. Per abbattere gli sprechi e gli sperperi è necessario che le risorse (reali e monetarie) vengano utilizzate in maniera ottimale (in genere su questo agisce il fattore “prezzo”, che è il modo per razionare le risorse cosiddette “scarse” ovvero non disponibili in quantità tale da poter soddisfare l’illimitata quantità di bisogni e desideri umani). C’è da aggiungere che se ciò potesse realmente essere fatto, non staremmo ancora qui a parlarne. Durante i miei 40 anni di lavoro ho trovato sempre sprechi di risorse: umane e finanziarie. Pertanto, ritengo che un minimo spreco di risorse debba essere in qualche modo tollerato dalla nostra società (proprio come viene tollerato un livello minimo di disoccupazione).

      TRE. Per incentivare innovazione e produttività è necessario che avvenga lo swap (ovvero la sostituzione del tipo: fuori uno e dentro un altro) tra la generazione (55-64) anni e la generazione (25-34) anni.

      Il come rendere finanziariamente possibile lo swap generazionale, ovvero la sostituzione generazionale, ovvero il ricambio generazionale, è sintetizzato nell’articolo che lei avrà certamente letto.

      Una piccolissima nota su di me: sono l’unico nella storia di trecento anni di economia ad avere reso l’economia una scienza sperimentale chiamandola “economatica” (fusione di economia e informatica. Aggiungo che in tutta la storia dell’umanità, a partire da Adamo ed Eva, solo due persone sono riuscite a fondere due discipline tra loro: Luigi Fantappiè che ha fuso Fisica e Biologia e Claudio Maria Perfetto che ha fuso Economia e Informatica).

  2. Ho una idea migliore dopo tanti anni di lavoro ci diano i nostri soldi poi l’inps si faccia da parte se non gestisce bene i soldi dei lavoratori,basta mangiare dateci i nostri soldi stronziiiiii.

  3. La sua idea non mi piace per niente mi piacerebbe soltanto avere la pensione in vita dopo tanti anni di lavoro purtroppo in italia tra reddito di cittadinanza vitalizi e baby pensioni le si danno solo a chi il lavoro non sa cosa sia.

    1. Sig. Bruno, le posso dire che se la mia idea non dovesse realizzarsi (e certamente questo le farebbe piacere) le posso garantire sin d’ora che l’idea che ha in mente il Governo le piacerà molto di meno. Ma molto, moooolto di meno.

      1. Egregio dottor Perfetto credo che chi formula risponde perplesse nel merito della sua proposta riguardo la moneta digitale italiana non lo faccia per partito preso o perché non ci veda qualcosa di interessante. Il fatto è che noi comuni mortali che fatichiamo a interloquire su questi argomenti, siamo consci però della divisione e della litigiosità della politica Italiana; sappiamo che alla fine, messi da parte regali e regalini, prevarrà il pensiero del “Sistema” ovvero delle nazioni dominanti in Europa (Grecia docet).
        Il fatto poi che il governo Italiano sia al momento retto dal dottor Draghi, un uomo preparato, ma che per definizione è parte del “Sistema”, lascerà pochissimo spazio alle richieste dei lavoratori in fatto di pensioni e nessuno alle ipotesi di moneta digitale come da Lei sostenuta.
        Concordo con Lei quando rispondendo nel merito della sua proposta afferma che: “le posso garantire sin d’ora che l’idea che ha in mente il Governo le piacerà molto di meno” e forse anche questo giustifica quanto sosteneva il dottor Stiglitz ovvero: l’Euro sarà l’inizio del fallimento Europeo.
        Perché se dalla sua introduzione il nostro paese è andato male la colpa poteva essere nostra, ma se poi crisi e pandemie mostrano che anche altri paesi faticano, le regole dettate dal “Sistema” forse sono in parte da rivedere.

  4. Ho letto finalmente il resoconto su come finanziare queste benedette pensioni: non credo che l’europa ci permetta di fare una cosa del genere, ricordo cosa successe quando furono proposti i mini bond da spendere solo in Italia. Cosa diversa sarebbe intervenire sugli sprechi della PA (come espresso in un mio commento precedente) che ci costano circa 200 miliardi all’anno, e sull’evasione 100/110 miliardi all’anno (sono solo stime ma fatte da persone che en capiscono più di me). Recuperando “solo” il 30% di queste somme avremmo le cifre che ci permetterebbero di agire sulle pensioni, sanità ecc ecc. Purtroppo i nostri politici non hanno idea di come rientrare di questi soldi (e sono buono), i sindacati se ne fregano. Vedrete che dal 01/01/2022 torneremo alla Fornero, mettiamoci il cuore in pace.

      1. Si lo so, quota 100 era solo per pochi fortunati come dice Emilio. Purtroppo l’europa (scritto minuscolo volutamente) ci tiene in scacco sia sul fronte pensioni che su altro. Poi fa lo stesso se esistono paradisi fiscali, dumping salariale ecc ecc. Ribadisco che se ci fosse la volontà politica (che non esiste) di affrontare quanto detto sopra nel mio commento, e ci fossero dei sindacati degni di questo nome, forse non saremmo qui tutti a disquisire di pensioni, età pensionabile fornero ecc ecc.
        Questo è il mio modesto pensiero.

    1. Tornare alla Fornero!? Perchè quando mai ce ne eravamo andati!? Quota 100 isola felice per pochi fortunati che ne hanno potuto/voluto approfittare.

  5. Sig. Franco Giuseppe, è sempre davvero molto difficile spiegarsi. Perché è molto difficile esprimersi in termini semplici (questo è un problema che ce l’ha chi parla, non chi ascolta).

    Quando affermo di “vendere il patrimonio dello Stato allo Stato” non intendo certamente l’ingegnosa idea di Totò (che ammiro per la sua napoletaneità verace, insuperabile al mondo).

    Intendo che il patrimonio dello Stato venga ipotecato, e pertanto non più vendibile ad alcun potenziale acquirente al fine di ridurre il debito pubblico.

    L’alternativa alla vendita del patrimonio dello Stato? Ebbene, è una patrimoniale applicata ai beni delle famiglie e delle imprese.

    Lo Stato per quanto possa essere gestito da “politici arraffoni”, da politici “farabutti e avidi” (sue parole) è pur sempre lo Stato in cui viviamo, in cui cresciamo, in cui alleviamo i nostri figli, in cui vediamo morire i nostri genitori.

    Se in questo stesso Stato non nutriamo fiducia, non ci rimane che vivere una vita piena di dubbi che ci priva persino della speranza di poter, un giorno, cambiare tutto ciò.

  6. Giusto, cosi, per non essere egoista e pretenzioso nei confronti di chi ci amministra proporrei di iniziare ad utilizzare il sistema della moneta elettronica parallela per il pagamento di stipendi, vitalizzi, redditi di cittadinanza. Poi con lo stesso sistema pagare l’eccedenza delle pensioni che superano i duemila euro ed eventualmente tra qualche decennio, con la calma con cui vengono date le risposte al “POPOLO” si potrebbe pensare di estenderla a tutti……. Magari ci rimettermo, ma uno sforzo per voi, io lo farei!

  7. Approvo lo stimolare i Governo alla ricerca di soluzioni economiche che possano dare maggiori risorse al prepensionamento, ci mancherebbe, ma bisogna anche tenere presente che chi chiede un diritto alla pensione, dopo aver lavorato e “versato” contributi nelle casse dell’INPS per 40/41 anni debba essere sacrosanto e non discutibile. Ricordo che in Italia, si paga il Reddito di cittadinanza, soldi versati a chi non ne avrebbe titolo (almeno in base ai contributi versati) e poi andiamo a scoprire che ci sono galeotti, delinquenti etc… che ne usufruiscono…. Oltretutto è ridicolo quello che si legge oggi, che i lavoratori stagionali, non sono reperibili in quanto meglio retribuiti dal Reddito ????? Classica incongruenza all’Italiana….. Tuteliamo chi ha versato i contributi e come tali, se ben gestiti nel tempo, dovrebbero essere disponibili quando servono.
    Grazie

  8. Invece di inventare soluzioni cervellotiche, perché non si dicono le cose come stanno: con quota 100 ci sono stati risparmi in quanto molti non hanno adeirito.purtroppo con il covid sono morti molti anziani e i contributi di queste persone? Poi il recovery, i soldi ci sono ma non per le pensioni….che si deve fare?

    1. Vede, sig.ra Rosa, non si tratta di inventare soluzioni cervellotiche. Si tratta di scoprire soluzioni che mettano d’accordo erogazione delle pensioni senza pesare sul debito pubblico, inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, senza rompere gli equilibri con l’Europa.

      Temo proprio che argomentazioni come “risparmi con Quota 100”, “risparmi sulle pensioni non erogate a causa di morti di Covid” non vengano recepite dal Consiglio europeo di Michel, dalla Commissione europea di von der Leyen, dalla Banca Centrale Europea di Lagarde.

      Per confrontarsi con Istituzioni europee, con il Governo Italiano, con la Banca d’Italia, con gli economisti italiani, con i partiti e con i sindacati, occorre portare argomentazioni (cosa e come fare), non argomenti (Quota 100 e morti di covid).

  9. interessante il discorso; non mi è chiaro cosa intenda per moneta digitale di stato; io sono più terra-terra; se può essere più chiaro la ringrazio; comunque alla fine i colossi, che hanno potere, delegano a chi ha meno potere; costoro, a loro volta, delegano ai pori cristi; e i pori cristi alla fine muoiono perchè non possono più delegare a nessuno e sopportano tutto il peso sulle loro spalle; alla fine però come in una telenovela ” anche i ricchi piangono” e muoiono

    1. Anche io Paolo non ho capito perfettamente, d’altronde ho solo la terza media, però penso che per moneta parallela si intenda una specie di card o bancomat sui quali lo Stato verserebbe una parte di stipendio, una parte di pensione, una parte di debiti che lo Stato ha verso i suoi creditori per lavori e forniture da parte di privati. Questa card verrebbe poi utilizzata dai cittadini per i pagamenti verso lo Stato di tasse e quant’altro lo Stato deve riscuotere nel corso dell’anno, una specie di giroconto. Si possono pagare multe, tasse di registro, acconti irpef etc. etc. L’unica cosa che non capisco è la liquidità che si avrebbe dal vendere spiagge e porti e tanto altro a meno che non si intenda una liquidità fittizia, cioè non reale, non carta moneta. Lo Stato che vende allo Stato cosa fa ? Si fa il prezzo da solo ? Fa un bond o nuovi titoli di stato per acquistare roba già sua ? Qualcosa mi sfugge.

      1. Ha compreso bene il mio pensiero, sig. Franco Giuseppe, sul come utilizzare la moneta digitale. Questa moneta esiste solo all’interno del computer, non la si può toccare, non può essere estratta tramite una macchina erogatrice di moneta (ATM bancomat) come si fa con i contanti in banconote. Utilizzare la moneta digitale è come acquistare un libro su Amazon attraverso un click (se, per esempio, Amazon già conosce il numero della sua carta di credito).

        La moneta digitale di Stato non è una moneta per così dire “senza copertura immediata” ( ovvero a credito, cioè i soldi potrebbero anche non essere sul conto) ma è una moneta “con copertura immediata” (ovvero a debito, cioè i soldi devono già essere sul conto).

        La moneta digitale di Stato, per avere copertura immediata, deve trovare già riscontro con qualcosa di reale (esempio, un palazzo). Il patrimonio immobiliare dello Stato è valutato intorno ai 340 miliardi di euro. Quanto vale, per esempio, Palazzo Chigi? Avrà certamente un valore. Diciamo 700 milioni di euro (incluso tutto quanto è all’interno). Dunque, si ipoteca Palazzo Chigi (e non lo si può più né vendere e nè trasformare in liquidità) e si ottengono 700 milioni di “lire digitali” equivalenti a 700 milioni di “euro digitali” con cui pagare lo Stato paga le pensioni.

        Questo meccanismo serve innanzitutto per finanziare le nuove pensioni, che altrimenti non potrebbero essere finanziate senza pesare sulla spesa pubblica (insomma, è come se una famiglia non potendo fare spese con il proprio stipendio ricorre alla vendita dei propri gioielli).

        Una volta che entra in gioco la nuova forza lavoro da parte dei giovani, le pensioni potranno essere pagate non più attingendo alla “liquidità” dei beni immobili ma ai contributi (digitali) versati dai lavoratori.

    2. Sig. Paolo, tutti gli italiani e gli europei familiarizzeranno con la moneta digitale quando verrà emesso l’euro digitale della BCE che circolerà parallelamente all’euro in banconote cartacee (probabilmente entro il 2022). Si parlerà quindi di moneta digitale bancaria, gestita dalla Banca Centrale Europea.

      Per fare un esempio molto semplice, lei già utilizza la moneta digitale: lo fa quando paga con bancomat o con la carta prepagata bancaria, o con la carta PostePay. Si può anche chiamarla moneta elettronica, se questo termine le è più familiare.

      La moneta digitale di cui parlo io è una sorta di “euro digitale” che anziché essere gestito dalla Banca Centrale Europea verrebbe gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti italiana. Per lei in termini di stipendio o di pensione non cambia proprio nulla. Dovrebbe invece avere due accessi a due conti differenti: uno presso la banca se lo preferisce (alla quale deve pagare commissioni) e uno presso lo Stato, presso le Poste (al quale non dovrà pagare nulla). La possibilità di gestire i due conti correnti da un unico punto di accesso verrebbe garantita dalle tecnologie informatiche.

  10. No… non sono d’accordo sulla,moneta virtuale valida solo in ambito Nazionale. Se per qualsiasi motivo mi necessita o voglio trasferirmi all’estero, questa metà di pensione in moneta virtuale che fine fa?

    1. Sig.ra Mirella Rotondi, si rassicuri. Se per qualsiasi motivo lei avrà necessità di trasferirsi all’estero, non potrebbe portare con sé la valuta digitale destinata a circolare solo in Italia. Pertanto, se avrà residenza all’estero, la sua pensione le verrebbe versata interamente in valuta euro. La moneta digitale nazionale deve facilitare la vita degli italiani. Non renderla più complicata di quanto non lo sia già.

      1. Scusi dottor Perfetto, vada un poco oltre nel ragionamento.
        Ci esponga il progetto ipotizzandolo, se possibile, dal punto di vista Europeo; ovvero se ogni stato creasse la propria moneta digitale personalizzata valida e circolante solo nel singolo stato ma garantita, come lei sostiene, non sul nulla come avviene ora con le banche centrali, ma attraverso vincoli ipotecari di patrimoni nazionali, non cedibili, quali quello immobiliare e non solo (forse l’Italia potrebbe, a garanzia della propria moneta digitale, risultare tra le più ricche).
        Cosa cambierebbe per la “popolazione europea e per gli scambi tra i singoli stati”, e per la attuale moneta comune, l’Euro, che a detta di non pochi ha creato a taluni stati tanti problemi.

        1. Bene, sig.ra Wal, vado un poco oltre il mio ragionamento.

          Punto 1: a livello europeo l’economista Stiglitz suggerisce di utilizzare un “euro flessibile”, ovvero ciascun Paese (o gruppi di Paesi) adotterebbe un proprio euro. L’idea di Stiglitz si fonda sul fatto che l’euro come moneta unica può funzionare solo se i Paesi sono omogenei tra loro. I Paesi dell’eurozona non sono omogenei tra loro. Si pensi, per esempio, al confronto tra la Germania e l’Italia. La Germania ha un debito pubblico di gran lunga inferiore a quello italiano che le consente di sostenere maggiori spese sia in termini di investimenti pubblici che di assistenza sociale. Queste cose l’Italia non può farlo.

          Punto 2: anche accettando l’idea di Stiglitz, ci vorrebbe un tempo molto lungo prima che i Paesi dell’eurozona possano giungere ad un comune accordo su quanto propone Stiglitz.

          Punto3: la Lituania appartiene all’eurozona e quindi adotta l’euro. Al tempo stesso ha lanciato il 23 luglio 2020 una propria moneta digitale chiamata LBCoin che, per non creare subbuglio nell’eurozona, viene identificata come una “moneta da collezione”.

          Punto 4: l’Estonia appartiene all’eurozona e quindi adotta l’euro. Aveva in animo nel 2017 di lanciare la propria moneta digitale su ampia scala, attirandosi le ire di Draghi, allora presidente della BCE. Quindi l’Estonia ridimensionò il suo progetto ed espresse l’intenzione di utilizzare l’estcoin solo all’interno della propria nazione per i cosiddetti “residenti digitali” (anche lei, sig.ra Wal, se lo volesse, potrebbe richiedere la residenza digitale in Estonia e utilizzare l’estcoin). La motivazione espressa dall’Estonia è che vuole testare la tecnologia blockchain (la stessa che adotta la criptovaluta bitcoin).

          Punto 5: L’Italia ha i suoi problemi, ed è bene che guardi nel proprio territorio, senza pensare a cosa potrebbero fare gli altri Stati. Tali problemi sono molto più gravi (a mio avviso, si intende) di quanto gli italiani possano riuscire a immaginare e di quanto il Governo possa affermare. Per affrontare problemi di tale portata (impoverimento di milioni di famiglie, disoccupazione su larga scala soprattutto su quella giovanile, anziani al lavoro inadeguati a sostenere la transizione tecnologica, precarietà diffusa in ambito lavorativo) aggravati da una situazione politico economica allarmante (partiti litigiosi, scollamento tra Governo e Sindacati, elevato debito pubblico, Pubblica Amministrazione deludente, Governi che non durano oltre due anni) è necessario un radicale cambiamento di rotta.

          Punto 6: il cambiamento di rotta che si richiede all’Italia deve innanzitutto evitare che l’Italia entri in rotta di collisione con l’Europa. Pertanto, l’Italia deve raggiungere la propria stabilità interna nel rispetto dei vincoli europei, attenendosi scrupolosamente al Patto di Stabilità e di Crescita (sebbene tale patto sia stato sospeso fino alla fine del 2022).

          Punto 7: lo inserisco qui per lei, sig.ra Wal, per consentirle di farle prendere un po’ di respiro. Lo consideri un intermezzo. Trovo che ci sia un contraddizione intrinseca nei piani di Governo: cosa vuol dire che la partita chiave per il nostro Paese si gioca sulla crescita economica quando il Patto di Stabilità e di Crescita (che serve proprio per la crescita economica) è stato sospeso? Nulla di grave, sig.ra Wal, è solo un intermezzo, un pensiero laterale.

          Punto 8: l’Italia deve camminare con le proprie gambe, con le proprie risorse, senza aiuti dall’esterno, dall’Europa, senza prestiti europei. Per fare investimenti lo Stato può agire solo in due modi: aumentare le tasse, oppure chiedere prestiti. Se lo Stato non aumenta le tasse oggi e chiede invece prestiti, vorrà dire che sarà domani che lo Stato aumenterà le tasse.

          Punto 9: è qui che si inserisce il mio pensiero della moneta digitale di Stato complementare all’euro. E mi riallaccio con quanto riportato in questo articolo. Attingere in primis al proprio patrimonio immobiliare per finanziare le nuove pensioni, mandare la fascia (la coorte) (55-64) in pensione, sostituirla con coorti più giovani, in modo tale che si avvierà un circolo virtuoso consumi- investimenti-produzione-occupazione tale per cui si potranno sostenere in maniera endogena le pensioni future (ovvero, senza più ricorrere a risorse esogene come il patrimonio dello Stato).

          Punto 10: mi fermo qua e non vado oltre, per non tediarla ulteriormente ed anche perché l’ora è oramai già tarda.

  11. Attendevo con curiosità la terza e ultima parte della lunga esamina sulle pensioni da parte del Dott. Perfetto e l’argomento sulla sostenibilità e dove trovare la liquidità.
    Ora, avendo letto il tutto, posso dare la mia risposta : Ricordo a tutti che siamo in Italia. Se davvero fossimo in grado di creare una moneta parallela che crei liquidita, con i politici arraffoni che abbiamo, la prima liquidità verrebbe accaparrata da costoro con un aumento vertiginoso dei loro emolumenti e a seguire dalle nostre tre mafie che vanno a braccetto con i suddetti. Penserete mica davvero che li possano usare per le pensioni !!!! SIGNORI !!!! Abbiamo dei politici che spiagge e porti li venderebbero volentieri a privati se ci fosse la possibilità e un ritorno economico per loro stessi, ALTRO CHE PENSIONI !!!! Lo Stato che vende allo Stato, dove lo Stato istituzionale è quello furbo che vende i suoi tesori e proprietà e l’altro Stato quello scemo, che saremmo noi cittadini tutti, lavoratori, pensionati, SIAMO NOI LO STATO, già proprietari di suddette proprietà sarebbe l’acquirente. Ecco, l’immagine più appropriata è Totò che vende il “NOSTRO” Colosseo, ” I NOSTRI porti”, “LE NOSTRE spiagge”. Accettiamo che lo Stato li dia in concessione dietro pagamento, ma che diamo questa enorme somma della moneta parallela ai nostri politici che più farabutti e avidi non si sono mai visti a qualsiasi latitudine, questo proprio NO !!! Lo dobbiamo al futuro dei nostri figli e al futuro della nostra povera e maltrattata Italia.
    Domanda: ” Chi affiderebbe la liquidità della moneta parallela alla nostra classe politica ? “

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