Pensioni anticipate 2021, proroga opzione donna e DdL Zan: le ultimissime ipotesi

Opzione Donna e pensioni

Il tema delle pensioni anticipate post quota 100 continua a tener banco, in questi giorni si è anche spesso parlato di proroga opzione donna e di eventuali vantaggi e svantaggi per Stato e lavoratrici. Sulla questione è intervenuto anche il Dott. Francesco Provinciali, già giudice minorile e dirigente ispettivo del Miur, che ha voluto fare una riflessione che lega l’eventuale proroga dell’opzione donna ed il DDl Zan, considerazioni, egli dice affatto fantascientifiche, che potrebbero non essere state prese in considerazione. Cosa lega dunque un eventuale riforma pensioni al femminile che contempli la proroga dell’opzione donna ed il Ddl Zan? Il suo editoriale in esclusiva per il nostro sito.

Pensioni anticipate 2021, Ddl Zan e proroga opzione donna: conflitto di genere?

Così Pronvinciali: “Che non sappia la destra ciò che fa la sinistra non riguarda solo le nostre mani.

Anche in politica l’aforisma trova frequente dispiego: anzi le contraddizioni spesso si giocano in casa, da ambo le parti. La sinistra si ingarbuglia e si incarta da sola dal centro a sinistra e l’orchestrina della destra si allunga e si accorcia come una fisarmonica ad ampio mantice, dal centro a destra.

E’ di questi giorni la notizia di una ripresa in considerazione del tema pensionistico, il Presidente Draghi è pressato da richieste di revisioni ma la sua ben nota perspicacia gli permette di arrivare da solo a capire che, mutatis mutandis, tra ruota della storia che gira, corsi e ricorsi, evidenze economiche e contingenze epocali ….niente al mondo dura per sempre, fosse anche la più limata e architettata riforma delle pensioni.

Come ricorda Giuliano Cazzola – un vero esperto del settore- in una intervista a “pensionipertutti” del 22/7 u.s. …”il Decreto salva Italia del 2011 conteneva una riforma approvata da una maggioranza di due terzi dei parlamentari in ambedue le Camere, considerata ottima da tutti gli osservatori internazionali, difesa dalla U.E. , che non ha prodotto nessuno degli effetti devastanti di cui è accusata, tanto che l’Italia è diventata il Paese dell’anticipo, poiché il numero delle pensioni anticipate supera di circa due milioni quello dei trattamenti di vecchiaia”.

Da parte sua il magazine “Sussidiario.net” del 13/8, partendo dall’analisi di Patrizia Del Pidio su Orizzontescuola.it, e considerando gli scenari per il post-quota 100, avanza quello di una possibile proroga biennale per l’APE sociale – accennando ad una ventilata estensione del range dei beneficiari che includa “il pensionamento anticipato anche alle categorie definite fragili” ma non solo: nell’agenda politica del Governo prenderebbe sempre più consistenza l’ipotesi di un prolungamento dell’opzione donna che da un lato consentirebbe alle beneficiarie di continuare ad avvalersi dell’anticipo pensionistico mentre dall’altra, sulla base dei dati forniti dal Tesoro, non costituirebbe un aggravio per le casse dello Stato a motivo della compensazione determinata dal ricalcolo interamente contributivo.

Su Vanity Fair del 12 agosto questa evenienza viene confermata in tutta la sua postulata attesa: “uno dei problemi da affrontare è però sicuramente la situazione femminile, per cui al momento è presente la misura di Opzione Donna, un sistema che prevede il prepensionamento per la componente femminile della popolazione, che garantisce l’accesso in anticipo alla pensione sia per le lavoratrici autonome che per quelle dipendenti. Si tratta di una misura che prevede che le donne, con 35 anni di contribuzione, possano interrompere il lavoro e accedere alla pensione già a 58 anni, per le lavoratrici dipendenti, e 59 per le autonome. Una delle ipotesi sul tappeto è quella di dare a questo intervento una fisionomia quasi strutturale”.

Questa conferma è attesa come parte della possibile riforma prevista per l’autunno, insieme alla “quota 41” che sostituirebbe “quota 100”, ovvero la possibilità di lasciare il lavoro al compimento del 41° anno di servizio, indipendentemente dall’età anagrafica. Oggettivamente tutto è legato al peso che questi ritocchi avranno sulla bilancia governativa degli eventuali aggiustamenti da fare, tenuto conto degli altri temi caldi: gestione della pandemia, ipotesi del 3° vaccino, green pass, lezioni in presenza, blocco dei licenziamenti, reddito di cittadinanza, ius soli, recovery plan, DDL Zan.  Per citare i più dibattuti.

Pensioni anticipate 2021, rischio DDl Zan: opzione donna sarà considerata sessista?

Sempre che il DDL ZAN non definisca “sessista” questa scelta accondiscendente verso il mondo del lavoro al femminile. Detta così può sembrare una sciocchezza ma in realtà mette a nudo la vulnerabilità e il pericolo di interpretare alla lettera il “coming out “che il DDL Zan postula e sostiene.

Perché – come accaduto in altri ambiti della vita civile e dello sport – se passa la linea dell’identità sessuale “percepita” come prevalente rispetto a quella data da madre natura (espressione forse anch’essa discriminante nella definizione del genere femminile della natura) potrebbero verificarsi dei casi di traslazione di genere per beneficiare di questa opzione, attualmente definita “donna”. Uomini che diventano donne all’anagrafe.

Secondo VF una analisi sul tema delle pensioni “al femminile” mette anche  in rilievo il fatto che le stesse siano ‘sempre’ inferiori a quelle degli uomini. Un’incongruenza che si stima in una minusvalenza media di 498 euro mensili. Questo potrebbe di converso dissuadere aspiranti pensionandi uomini a percepirsi e dichiararsi al femminile per usufruire dell’opzione donna ma potrebbe ispirare qualcuna che si “sente uomo” ad un improvviso cambio di genere opposto.

Chi spinge per una celere approvazione del DDL Zan come se fosse l’ombelico dell’universo esistenziale, dovrebbe riflettere su queste eventualità che non sono fantascientifiche ma fanno parte delle possibili derive innescabili dal testo attuale del disegno di legge”

Dalla nostra chiediamo ai nostri lettori cosa ne pensino delle riflessioni di Provinciali e rivogliamo la stessa domanda anche ad Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, Comitato donna opzione social, e al Prof Giuliano Cazzola, nella speranza accolgano il nostro invito e rendano il dibattito ancor più interessante.

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15 commenti su “Pensioni anticipate 2021, proroga opzione donna e DdL Zan: le ultimissime ipotesi

  1. La riforma pensionistica Fornero è la peggiore confronto agli altri stati europei. Francia, Germania hanno flessibilità di uscita in pensione e percepiscono assegni più alti. Per cui c’è lo chiede l’Europa, ma sempre a noi?

  2. Concordo in pieno, siamo esseri umani e non robot, ognuno con la propria individualità ed i propri problemi. Ridurre tutto ad un unico schema basato sull’ “essere perfetto” rappresenta solo una presa in giro per il popolo dei lavoratori.

  3. Aboliremo finalmente la schiavitù in questo paese di politici padroni finirà la dittatura dei potenti.e del governo.

  4. Occupatevi di chi ha legge 68 e disoccupata iscritta centro x l’impiego dal 2016e tutto ora senza reddito e single con 20di contributi e 61 anni quindi nessuno vuole assumere x troppe patologie anche non riconosciute x invalidità

  5. Paolo parole sante ,penso che 40 anni in fabbrica siano gia tanti ,è ora che ci facciamo sentire ,tutti in piazza magari anche senza sindacati perche non ho capito da che parte stanno .

  6. Sono un dipendente pubblico ho 39 anni di contributi e 62 anni di età,contribuzione mista,quindi rientro tra i possibili beneficiari di quota 100, siccome dal momento del beneficio alla prima finestra utile si deve attendere ulteriori 6 mesi quindi gli anni maturati non sono 39 ma 40 e tre mesi ,qualcuno mi sa dire se mi conviene aderire a quota 100 oppure attendere il periodo previsto? E cosa perdo mensilmente ?
    Grazie

  7. Si parla di pensione anticipata come un regalo. Fino all’anno 2021 l’anticipata (come termine pensionistico) è una pensione che si raggiunge per gli uomini con 42 e 10 mesi di contributi versati prescindendo dall’età anagrafica e per le donne 41 anni e 10 mesi prescindendo dall’età anagrafica.
    Si parla ,secondo il governo, di anticipata mettendo in risalto solo l’età anagrafica. Portando a 41 anni di contributi versati e mettendo un limite di età anagrafica quale beneficio sta dando ai cittadini? Nessuno

  8. Quote qua, quote la,,opzione di qua opzione di la, gravoso, e altre cazzate , abbiamo pagato una vita per prendere briciole, e se casomai ci arrivi all”età pensionabile, lo definirei sistema ponzi

  9. Chiamarla pebsione anticipata, dopo 41 anni e ha dir poco vergognoso e, quelle vs. cari ns governanti, Come le chiamate, che dopo solo 5 anni, andate con lautissime pensioni?…rapine autorizzare?????

  10. G.mo Dottore sono d’accordo su tutto . Mi perdoni se Le faccio una domanda: è possibile che un padre di famiglia (ce ne saremo forse un piccolo numero e quindi non siamo presi in considerazione) ex lavoratore dipendente ,licenziati , causa fallimento Aziendale nel luglio 2017, oggi , con 40 anni circa di contributi ( comprensivi di due anni di naspi) oggi, 61 anni di età, monoredditi, senza sussidio da luglio 2019 (isee alto causa liquidazione tfr) ad eccezione del rem, non trovano nessuna soluzione per mandarci in pensione per quello che abbiamo maturato? Non possiamo accedere a quota 100 perché non abbiamo l’età, non prendiamo sussidio causa il tfr ) stiamo arrivando alla fame . I soldi el tfr conservati per figli o per eventuali cure stanno per finire, cosa bisogna fare aspettare a 63 anni per l’ape social? Se riusciamo a sopravvivere. Non ho altro da aggiungere, faccia Lei le sue valutazioni. Mi affido a Lei , se può dare dei consigli a chi di competenza per risolvere i casi di questi soggetti che abbiamo questi requisiti. Grazie e buon lavoro. Franco Polito – Catanzaro- 339 4004216

  11. In Italia ci sono soldi per tutto e per tutti. Solo le pensioni mettono in crisi l’intero sistema. Io ho lavorato e versato per 41 anni i contributi per cui ora passo giustamente a riscuotere la mia pensione. Questi parassiti che vivono alle spalle dei lavoratori onesti devono capire cosa vuol dire stare 41 anni al lavoro. Dividete previdenza da assistenza diminuite i vostri infiniti e interminabili privilegi e vedrete che i soldi per i soldi ci saranno anche per le pensioni.

  12. Ho perso il lavoro a 53 anni con 32 anni di contributi, oggi ho 56 anni e sto pagando per arrivare a 35 anni di contributi per usufruire di opzione donna non me ne frega niente di uomini che vogliono diventare donne e viceversa io voglio solo che proroghino opzione donna!

  13. certo, qualcuno dice che non ha , la legge Fornero, prodotto effetti devastanti; il parlamento l’ha votato perchè rischiavano di perdere il loro vitalizio i signori onorevoli, all’europa piacque moltissimo perchè sistemava i con ti italiani per un decennio, si arrivò a 42 anni in brevissimo e se non fosse intervenuta la quota 100 si andava ben oltre i 43 anni di contributi per gli uomini con la prospettiva di quasi 44; gli studi sul corpo umano sono migliorati ma l’uomo è ancora di carne ed ossa, non di ferro e d’acciaio; e più il mostro degli esodati; chi dice che la legge Fornero è stata una buona cosa mente sapendo di mentire, certo è stata buona per i poteri forti, gli industriali che non gli par vero di tenere la gente a lavorare per 45 anni, sfruttarli e quando gli fa comodo delocalizzare nei paesi dell’est o da altre parti e quindi licenziare; le balle andatele a contare da un’altra parte, ma come ha detto un signore: bastonare la gente per bene, tanto sono per bene; fare quello che vogliono i delinquenti perchè sono delinquenti

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