Pensioni anticipate 2021, quota 100 e post: quali misure adottare dal 2022?

Pensioni anticipate, le considerazioni di Perfetto su Quota 100 e post

La questione relativa alla pensione anticipata continua a far discutere, in molti si domandano preoccupati cosa ne sarà dal 2022 in poi allo scadere della sperimentazione e soprattutto iniziano a farsi i primi bilanci: la quota 100 é stato davvero un flop? Per comprendere quali misure bisognerebbe adottare post quota 100 e soprattutto per cogliere un’analisi puntuale su quello che é stata la sperimentazione che va concludendosi, ci siamo interfacciati con il Dott Claudio Maria Perfetto, esperto previdenziale ed autore del libro L’economista in camice edito da Aracne nel 2019, già noto sul nostro sito, che é tornato gentilmente a prestarsi a questo interessante confronto data l’importanza del tema.

Pensioni anticipate 2021, le considerazioni su quota 100 e possibili misure dal 2022 in poi: le considerazioni di Perfetto

Quota 100: la pensione anticipata che consente ai lavoratori con 62 anni di età anagrafica e con 38 anni di contribuzione di andare in pensione 5 anni prima, senza attendere il compimento dei 67 anni richiesti per la pensione di vecchiaia; una misura temporanea, sperimentale, triennale che scadrà il 31 dicembre 2021. Quota 100, una misura che viene ritenuta un flop, perché a due anni dalla sua attuazione vi ha acceduto solo un terzo dei lavoratori aventi diritto.

Vogliamo sentire la testimonianza di chi ha vissuto l’esperienza di Quota 100? La testimonianza che propongo al lettore è la mia.

Percepisco la pensione anticipata Quota 100 dall’1 gennaio 2021, avendo maturato 65 anni di età anagrafica e 41 anni di contribuzione. Se fossi andato in pensione a 67 anni, avrei maturato 200 euro netti in più al mese, ma ho scelto di rinunciare ai 200 euro e di andare in pensione due anni prima, perché la pensione che mi viene erogata mi è più che sufficiente per vivere dignitosamente.     

Ho domandato a una persona a me assai vicina perché non usufruisse anche lei della Quota 100, avendo 63 anni di età e 38 anni di contribuzione. Mi ha risposto che il suo stipendio non è tanto alto e che se fosse andata in pensione con Quota 100 avrebbe percepito una pensione non soddisfacente. Per lei 200 euro netti in più al mese fa una differenza significativa.

Conclusione: a Quota 100 ha aderito chi aveva uno stipendio alto, mentre chi ha uno stipendio basso preferisce rinviare il proprio pensionamento quanto più possibile in là nel tempo per incrementare il montante contributivo e percepire così una pensione più alta. Tale conclusione è non solo il frutto di un ragionamento, ma anche un fatto che ho potuto accertare di persona, ed è in linea con quanto il Prof. Giuliano Cazzola ha riportato nell’intervista rilasciata a Erica Venditti su Pensionipertutti il 24/02/2021: “L’indagine della Corte dei Conti sui trattamenti erogati a tale titolo nel 2019 ha dato i seguenti risultati: l’età anagrafica si è attestata in media attorno ai 64 anni e l’anzianità contributiva intorno ai 41 anni”.

Constatare che gli aderenti a Quota 100 siano stati solo un terzo degli aventi diritto non significa che Quota 100 sia un flop: significa invece che due terzi degli aventi diritto percepisce un salario così basso da rinunciare a scegliere tale opzione di pensionamento anticipato (a meno che non si sia proprio costretti).

Pensioni 2021, Perfetto: Quota 100 conferma ciò che noi tutti sapevamo già: i salari sono bassi.    

Salari bassi aumentano la propensione al risparmio (in base a una relazione economica scoperta da me), che riduce la propensione al consumo: il moltiplicatore degli investimenti diminuisce e, come gli economisti sanno bene, il Pil si riduce. Se aggiungiamo che la diminuzione dei consumi riduce la produzione e di conseguenza gli investimenti, allora il Pil si riduce ulteriormente. E un Pil basso con un debito pubblico alto (e in continua crescita) pone un freno alla spesa pubblica e quindi all’erogazione delle pensioni.      

Cosa fare allora per aumentare il Pil? Aumentare i salari (riducendo il cuneo fiscale a favore dei lavoratori). Questo è il suggerimento post pandemia che mi sentirei di dare al neo Ministro del Lavoro Andrea Orlando.

Quali solo le misure da adottare, invece, allo scadere di Quota 100? Una misura molto semplice: lasciare andare in pensione chiunque lo desideri, senza paletti (cioè senza vincoli di età anagrafica e di anni di contribuzione) e senza penalità. Ognuno si farà i propri conti e deciderà se gli converrà o meno andare in pensione (proprio come chi ha scelto di aderire o meno a Quota 100; tale comportamento dei lavoratori è forse il risultato più importante della sperimentazione di Quota 100). Questa è la misura post Quota 100 che mi sentirei di raccomandare al Ministro del Lavoro Andrea Orlando (il modo per attuarla lo esporrò in un articolo successivo).  

Ma ci sono altre “Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea” di cui il Governo Draghi dovrà necessariamente tenere conto: “La spesa dell’Italia per le pensioni… è tra le più elevate dell’Unione”, osserva il Consiglio, che “raccomanda”, pertanto, di “limitare l’aumento della spesa per le pensioni”.    

Ringraziamo per l’elaborato ricco di spunti di riflessione il Dott Perfetto e vi invitiamo come sempre a rilasciarci un vostro commento nellìapposita sezione del sito.

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6 commenti su “Pensioni anticipate 2021, quota 100 e post: quali misure adottare dal 2022?

  1. Si, è giusto calcolare le pensioni col contributivo … tutte … comprese quelle in essere … tutte ma proprio tutte, tutte e nessuna esclusa mi raccomando. Perfetto!

  2. Che si prolunghi quota 100 seppur con decurtazione : questo il motivo per cui tanti non sono andati in pensione

  3. Bisogna far decidere a tutti I lavoratori le uscite dal lavoro con una pensione dignitosa, I lavori non sono Tutti uguali vi sono lavori usurati sia fisici Che mentali forza per una Vera pensione….

  4. Certo che “questa Europa” ultimamente ne ha combinate di cotte e di crude.
    Bisogna, urgentemente, separare i conti tra pensioni e assistenza.
    Dall’articolo mi pare di capire che quota 100 non sia stata così tanto un disastro; dove sta, a mio parere, il lato positivo: sta nel fatto che ciascuno di noi fatti quatto conti potrà decidere.
    Se è ovvio che chi aveva un basso reddito da lavoro tenderà a restare sul posto, al contrario i percettori di redditi più elevati potrebbero lasciarlo.
    Mi solleva l’animo sapere che sarà loro impedito di fare sia il pensionato sia l’occupato, spero a lungo.

    1. Direi che hai ragione in pieno Wal.
      Purtroppo siamo molto lontani dall’avere una vera democrazia compiuta, decisa da votazioni libere e servita da politici adeguati e soprattutto leali al loro mandato.
      Per questo caleranno ancora molte scuri sul diritto al pensionamento, nonostante l’esosità dei contributi versati per oltre quaranta anni, l’aspettativa di vita calcolata “alla viva il parroco” e l’utilizzo dei fondi pensionistici a scopo assistenziale e politico.

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