Sulla questione pensioni anticipate con Quota 102 si continua a dibattere, abbiamo sentito il segretario confederale della Uil Proietti, Il Segretario confederale della Cgil Ghiselli, il Professor Cazzola, ognuno di loro ha dato una lettura diversa relativamente alla scelta del Governo Draghi per il post quota 100.
Sulla questione abbiamo deciso di interfacciarci anche con Il Dott Claudio Maria Perfetto, esperto previdenziale ed economista, che ci ha fornito questo preciso e dettagliato elaborato sulla nuova misura verso cui ha optato l’esecutivo per il 2022, una norma dice che, osservando i dati ‘ non fa altro che soddisfare la richiesta che viene dai lavoratori” , vediamo il perché. Le sue parole:
Pensioni anticipate 2021: La Quota 102? ‘Soddisfa la richiesta che viene dai lavoratori’
“Sì a Quota 102, perché ci restituisce la fotografia del consuntivo di Quota 100, che ci dice che l’età media di pensionamento è stata di 64 anni e qualche mese: noi facendo Quota 102 non facciamo altro che soddisfare la richiesta che viene dai lavoratori”. Lo dice Alberto Brambilla, economista e presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, in una intervista rilasciata ad Adnkronos/Labitalia (21 ottobre 2021).
Ancora ad Adnkronos/Labitalia, l’economista Alberto Brambilla esprime un altro suo pensiero: “Il Governo ha fatto questo ragionamento: ‘Finisce Quota 100 e la sostituiamo con un po’ di flessibilità’. Ma siccome non possiamo fare la flessibilità in uscita a partire dai 62 anni perchè è troppo, facciamo da 64 anni. E mi pare la soluzione più equa, perché 64 anni di età con 38 di contributivi, potrebbe essere la soluzione definitiva al problema della flessibilità in uscita, lasciando fissi e non più adeguati 42 anni e 10 mesi”.
Sempre ad Adnkronos/Labitalia, Brambilla identifica almeno tre problemi di fondo della Riforma Fornero: mancanza di flessibilità in uscita, adeguamento dell’anzianità contributiva all’aspettativa di vita, i giovani sono trattati male (“potranno sì andare in pensione, ma dovranno avere 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale come entità della prestazione e lo avranno poche persone, purtroppo” – afferma Brambilla).
L’analisi e le osservazioni dell’economista Alberto Brambilla si fondano su numeri (non a caso ci sono 107 numeri su 1199 parole rilasciate ad Adnkronos/Labitalia): sembra quindi di dover dare proprio ragione all’economista Sergio Ricossa quando afferma: “L’economista? Al massimo, un buon contabile!”
In Italia c’è assai bisogno di buoni contabili, e quindi ben vengano le analisi, argomentazioni, proposte di economisti del rango di Alberto Brambilla e, soprattutto, della Corte dei Conti (la magistratura contabile).
Pensioni anticipate 2021, servono buoni economisti e buoni contabili
Ma accanto ai buoni contabili abbiamo bisogno anche di ottimi economisti. Anzi, di eccellenti economisti, perché dovranno trovare soluzioni per le pensioni e per il lavoro di livello pari a quelle che nel 1936 furono trovate per il lavoro da John Maynard Keynes (considerato l’Einstein dell’Economia).
Nominando Keynes, il pensiero corre subito al “keynesiano” Mario Draghi. Ma sarebbe bene frenare la corsa di questo pensiero perché sino ad oggi non si è mai visto un monetarista (quale Mario Draghi è) che sia anche keynesiano (un monetarista-keynesiano suonerebbe un po’ come Fiat-Mercedes, una combinazione automobilistica ad oggi inesistente). Ma i tempi cambiano, e quindi ciò che ieri poteva essere del tutto impossibile, oggi può apparire soltanto improbabile, e domani divenire probabilmente certo.
Che cosa dovrebbe fare questo novello Keynes ai nostri tempi per il lavoro e per le pensioni? A suo tempo, Keynes volle indagare sulla cause della disoccupazione, volle, cioè (sue parole) “scoprire ciò che determina il volume dell’occupazione”, dal momento che le caratteristiche della teoria economica classica “non sono quelle della società economica nella quale viviamo” (la società economica del 1936).
Il nuovo Keynes dovrebbe scoprire ciò che determina il volume dell’occupazione oggi: se l’intervento dello Stato sul lato degli investimenti non è sufficiente, come si può intervenire sul lato di nuovi consumi (l’altra componente della domanda aggregata) in modo da stimolare la produzione e quindi l’occupazione?
Il nuovo Keynes dovrebbe indagare sulle cause dell’allungamento dell’età pensionabile: se le poche nascite ne sono la causa principale, con quale altro mezzo le si potrebbe compensare? Il nuovo Keynes, in sintesi, dovrebbe fornire soluzioni per lavoro e pensioni che l’attuale teoria economica non è in grado di dare perché le sue caratteristiche non sono in linea con quelle della società attuale.
In attesa del nuovo Keynes, quali sono le prospettive concrete per le pensioni? Ebbene, tutto cambierà affinché nulla cambi: ieri c’era Quota 100, ma si andava in pensione a 64 anni (a tutti gli effetti, una Quota 102); domani si andrà in pensione a 64 anni, con Quota 102 (a tutti gli effetti, una Quota 100 effettiva). C’è da sperare che, invece di attendere il nuovo Keynes, non si debba aspettare Godot per andare in pensione“
Ci permettiamo di fare per i nostri lettori solo una precisazione post intervento di Perfetto, affinché tutti colgano la sua ‘frecciatina’ finale riferita al comparto previdenziale, il riferimento all’opera Teatrale é divenuto ai giorni nostri un modo di dire…aspettare Godot é un’espressione che si usa per indicare una situazione in cui si continua ad aspettare all’infinito qualcosa che appare sempre vicina, imminente, senza fare nulla affinché si smuova realmente. La celebre frase dell’opera teatrale di Samuel Beckett, una delle più importanti del Novecento, riferita proprio al Sign Godot era: ‘ Oggi non verrà, ma verrà domani’, e nel mentre i due uomini che l’attendono, sebbene si lamentino, non riescono a fare altro che ‘restare lì, ancorati alla panchina, in attesa che Godot si faccia finallmente vedere’. Il dubbio forse tra le righe e che i cittadini aspettino, scrivano sui social, si lamentino, ma in fin dei conti continuino a rincorrere la pensione senza poter fare granché se non aspettare che prima o poi arrivi la misura più in linea con i propri desiderata.
Ringraziamo il Dott Claudio Maria Perfetto per le sue considerazioni sulla quota 102 e vi chiediamo: le condividete, vi sentite rappresentati dalla scelta fatta dal Governo e dunque da quest’uscita dai 64 anni d’età e 38 di contributi? Chi volesse riprendere parte dell’elaborato é tenuto a citare la fonte.
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ha ragione letta basta con le quote!
pensione dopo un tot di anni di lavoro ( una volta erano 40 ricordate?!)
quota 102 (64+38) per uno che ha fatto università è magari ha riscattato la laurea (anche gratis come qualcuno propone adesso?!) ti porta a 64 anni.
ma uno che non ha studiato a 64 anni ci arriva con 43 anni di lavoro o più ( Fornero anticipata?)…. e quindi non cambia nulla se non per i laureati che in teoria hanno fatto una carriera più brillante, economicamente vantaggiosa e meno faticosa pe ril tipo di lavoro che il titolo di studio fornisce……
quindi quota 102 con 38 anni di lavoro non cambia nulla…. una presa in giro!
Luca
No so più che dire. Ci si continua a dimenticare degli ultrasessantenni disoccupati. La vera priorità non è mandare in pensione prima chi ha il lavoro. Col contributivo si può mandare tutti in pensione a 63/64 anni. Indipendentemente dall’ età contributiva. Dicono tutti gli “espertoni” che non si può fare. Perché costa poco? Perché le pensioni sarebbero basse? Sarei grato se potessi decidere io cosa fare dei miei contributi! A Milano si dice ” piuttost che niente piuttost”. Quota 102 è una presa in giro che costa molto, sistema in pochi, crea disparità e non risolve il problema della povertà. Certo pensare che un Europa governata da ricchi burocrati, risolva il problema della povertà,😂
No, non mi sento assolutamente rappresentato da quota 102, considerando che il 41 + 62, escluso a priori, (e per me coincidenti) fa 103, quindi più di 102; 64 + 38 diventa 64 + 43 = 107 (i 42 e 10 mesi, anche senza la finestra, cambiano ben poco).
Quindi tutte le spiegazioni, calcoli, considerazioni prese di posizione, ecc. messe in campo fino ad ora in favore di quota 102 o altri meccanismi che devono elargire soldi a tutti meno che a quelli che li hanno messi, non valgono un’emerita cicca, soprattutto se arrivano da esperti o super esperti.
L’unica cosa sensata è ridare indietro ad ognuno tutti i contributi versati in modo che si possa arrangiare da solo, privatizzare l’inps e prelevare i soldi per pagare le pensioni in essere dalla fiscalità generale (irpef, irpeg, iva ed accise).
Tutto il resto è solo aria fritta!
I politici ed il governo si devono interessare anche dei disoccupati ultrasessantenni, o ci date un lavoro o ci date la pensione a 63 anni come era nei programmi. Ogni disoccupato deve poter scegliere se andare in pensione a 63 anni con il minimo di 20 anni di contributi senza paletti di date e importi garantendo che
non svolgerà nessun lavoro.
Bravo! Insistiamo che forse la ragione prevarrà! Siamo ancora in pochi però a pensare di poter disporre dei nostri soldi!
Le pensioni d’ oro e baby ci hanno distrutto.
nutro sempre grande rispetto e noto competenza elevata del dott. Perfetto; il problema è però molto semplice: si, è vero che l’età media degli usciti da quota 100 è attorno ai 64 anni; io ho visto colleghi andare a 62 anni, qualcuno a 63, altri a 64 anni e altri a 65 anni; questo perchè quando è uscita la norma nel 2019 i nati nel 1955 prima non potevano andarci; qualcuno ha atteso il passaggio di fascia di stipendio , qualcuno si è fatto convincere dai sindacati a rimanere a lavorare per avere più pensione ; io, nato nel 1960 scrissi, in un commento sulla mia agenda personale, la seguente frase: la prossima volta tocca a me visto che vanno in pensione i nati nel 1957, 1958, 1959; e invece? si sperava in una proroga per un anno di quota 100; si sperava in 101-102 che non era nemmeno brutta solo che dissi: se alzano l’età mi fregano, se alzano i contributi no; purtroppo hanno alzato l’età e così mi hanno fregato; ma poi è uscito il discorso della RITA ad agosto e ho cominciato ad informarmi e poi, facendo semplici calcoli (io i calcoli sulle pensioni li faccio da 30 anni, figurati se non li faccio adesso) ho detto: posso permettermelo? rischio poco o rischio tanto? il rischio c’è ma non ne posso più per cui la domanda l’ho fatta; riepilogando: se alzavano solamente i contributi era meglio; combinazione perfetta: quota 101 con 62 e 39 o 63 e 38; ma hanno voluto fare una cattiveria; pazienza; ringrazio sempre il dott. Perfetto che ci chiarisce le situazioni dall’alto della sua competenza; il dott. Brambilla ha sempre parlato di 64 anni da anni e alla fine è stato accontentato ma le mie opinioni divergono dalle sue; grazie alla dott. ssa Venditti e al dott. Rodinò che ci permettono di sfogarci e saluti ai gestori del sito
Siamo sempre noi 2 i gestori del sito :-). Salve Paolo
Non ho mai letto o visto l’opera teatrale di Samuel Beckett, ( me ne rammarico), ma ricordo a tal proposito la canzone del cantautore Claudio Lolli sull’attesa del personaggio da parte di un cittadino qualunque. Se paragoniamo l’attesa di Godot all’attesa della pensione, una delle frasi che la canzone riporta è: ” Sono invecchiato aspettando Godot, ho sepolto mio padre aspettando Godot, ho cresciuto i miei figli aspettando Godot ……” e ancora: ” Questa sera sono un vecchio di settant’anni, solo e malato in mezzo ad una strada e dopo tanta vita più pazienza non ho, non voglio più aspettare Godot”. E’ chiaro che nell’opera come nella canzone, si aspetta qualcosa o qualcuno che cambi il corso delle cose e anche il corso della vita. Sig. Perfetto, parafrasando il personaggio con la pensione, si può dire che mentre qualcuno sta ancora aspettando il suo Godot, altri invece lo hanno visto arrivare in netto anticipo? Sempre dalla canzone: ” Nei prati verdi della mia infanzia, in quei luoghi azzurri di cieli e aquiloni, nei giorni sereni che non rivedrò, io stavo già aspettando Godot.” Purtroppo i precoci la loro infanzia l’ hanno passata sotto tetti grigi di uffici e fabbriche, hanno perso centinaia di giorni sereni e azzurri, nessun aquilone volava sulle loro teste, solo polvere e sudore. Io ho iniziato a lavorare a 16 anni, ma in pensione ci sono andati quelli che avevano iniziato a 24. A noi non ci salverebbe nemmeno la venuta del Messia a portare un pò di giustizia divina. E’ sempre un piacere leggere i suoi post.
Franco Giuseppe, anch’io ricordo il brano di Lolli in più ho anche visto a teatro l’ opera con Tino Buazzelli. Questo la dice lunga sulla nostra età e su i contributi versati (personalmente controllato oggi 2197 settimane all’ 8/21..). una sola parola V E R G O G N A
Grazie dell’ emozione del ricordo ..
e un Grazie ai gestori del sito per la loro trasparenza e mediazione.
Aspettando Godot, tutti quelli che hanno cominciato a lavorare a 16 ci sono andati a 59 con il massimo della pensione, mentre alcuni che hanno cominciato a 24 ci sono andati a 62 con pensione ridotta. Simpatico il suo intervento, che purtroppo non porta a nulla se non corredato da una soluzione che accontenti tutti, ma dubito sia in grado di darla. Saluti cordiali.
Certamente questo è un discorso che non fa una grinza, tipo il silenzio degli innocenti,
Noi comuni mortali ,non estremisti ,non abbiamo altro sfogo che manifestare sui social la nostra rabbia per ciò che i nostri amati politici ci confezionano anno dopo anno prendendoci per i fondelli. Sanno. benissimo di aver a che fare con gente avanti con l’eta Che non se la sente di lottare e i giovani, non sentono ancora il bisogno di farlo, quindi il gioco è fatto.
Ma ,se vado in banca a chiedere un prestito e dico che pago quando arriva Godot, me lo danno?
Ho sentito che l inps gli tocca assorbire l inpgi…
La cassa previdenziale dei giornalisti…
Ma è vera questa cosa ??????!!!!?????
E a noi ci ripetono che non ci sono soldi…!!!!!
Signore e signori…io non ho piu parole…
Buonasera
prima di tutto il sig. Brambilla è da mo che la prende la pensione ed anche bella alta
seconda cosa quota 100 ed adesso quota 102 sono le leggi più ingiuste che un governo può emettere (spiegato migliaia di volte una persona che ha lavorato 42 anni non va in pensione mentre ci va una che ha lavorato 38 anni),
terza cosa come pretendono che ci siano nuove occupazioni se i vecchi sono costretti a lavorare?
Quarta cosa i consumi non aumenteranno mai se i giovani non hanno lavoro oppure hanno un lavoro saltuario oppure contratti a 4 ore e poi sono costretti a lavorarne 8 (non ditemi che non è vero perchè lo sanno tutti)
Quinta cosa, finche ci saranno megastipendi stipendi e vitalizi per questi politici non ci saranno mai i soldi per i poveri lavoratori, i soldi che versiamo noi servono in maggior parte a pagare i loro stipendi e vitalizi perchè all’atto pratico loro non versano un euro di contributi ed a mio parere dovrebbero andare in pensione con la minima
l’unica cosa sui cui sono d’accordo è “aspettare Godot” che è quello che stà facendo il governo in accordo con i sindacati
Ho quasi 62 anni e quasi 42 anni di contributi quindi sono fuori da quota 100 per pochissimo e da quota 102. Dovrò aspettare di avere 43 anni e un mese di contribuzione vivendo ogni giorno nell’angoscia che ci tolgano anche questa possibilità (quando sento parlare di riforma delle pensioni mi vengono i brividi: sono stato punito dalla riforma Dini, poi da quella Fornero/Monti e ora da quella Draghi/Salvini/PD) Ho visto colleghi farmi marameo ed andare in pensione con 38 anni di contributi solo perchè nati qualche settimana prima di me; finirà che la copla del mio inseguire invano la pensione non è delle finte quote 100 e 102 (per favore chiamatele per quello che sono, quota 62 e ora quota 64, per pochi fortunati) ma…..dei miei genitori!
Non andrò mai più a votare, tanto come vediamo, è completamente inutile. Quando la casta sarà eletta da pochissimi cittadini i nostri amati politici saranno finalmente deleggittimati!
Un grazie alla Redazione per l’opportunità di questo prezioso spazio di libertà di espressione.
Condivido, in quanto sono nella stessa situazione, compresa l’amarezza … è già la terza fregatura, e ci rimane solo da sperare che non arrivi la quarta, se metteranno in discussione anche i 42 a e 10m (+3m).
Draghi fa il suo mestiere, è coerente con quello che ha sempre fatto (anche se non sono d’accordo sul tema delle pensioni), Salvini invece no, e tutta la Lega con Lui e… mi astengo da ulteriori commenti. Del PD neanche a parlarne… non è certo più (da tempo) il “partito dei lavoratori”.
Buonasera a tutti. Il nodo resta sempre lo stesso.Qualsiasi riforma si vuole fare deve essere fatta dopo aver mandato in pensione chi ha all’attivo molti anni di contributi.Se si considerano con quota 102 , 38 anni di contributi e 64 di età, ora, un lavoratore che ha 41/ 42 anni di contributi , se si mantenesse questa quota, a 64 anni con quanti anni di contributi si ritrova?Ma scusate un buon economista dovrebbe essere un buon matematico , sono sicuro che i conti li sanno fare e anche molto bene.Quindi??
Vogliamo prenderci ancora in giro?Il disegno è chiaro di cosa vogliono fare e dove portarci .Tra poco diranno che la Fornero era ingiusta ,lo è sicuramente, ma lo si farà esclusivamente per peggiorare la cosa e virtualmente salvare la faccia a qualcuno. La cosa che mi preoccupa è che nessuno dico nessuno, sta facendo qualcosa per tutelare i lavoratori, le persone ,mi auguro che tutto questo non ci porti a brutti momenti, mi auguro che si passino la mano sulla coscienza ‘come si suol dire.
Buon Lavoro
Certo che sono tutti fantastici a rigirare la frittata..ora si vorrebbe sentir dire che questa proposta è una quota 100 ..anzi meglio!
Non c’è scusante ad un Governo che per 8 mesi non fa nulla per arrivare ad una proposta seria e concreta, ad un confronto con tempi ragionevoli con i sindacati, e arriva a 2 giorni dal documento di proposta a dettare questa regola che oltretutto è per l’ennesima volta una doppia presa in giro perchè non vale neppure i 3 anni di quota 100 !
Ma daii come si fa a sperare che la maggior parte dei lavoratori siano contenti di una cosa del genere.
Non è assolutamente una flessibilità, non viene incontro alle aspettative dei lavoratori, non tiene conto di chi ha alle spalle più di 40 anni di lavoro , penalizza le donne in modo pazzesco, è solo un modo per contingentare perfettamente un numero ben preciso e molto piccolo di lavoratori ad accedere alla pensione nei prossimi 2 anni..poi si lascerà come sempre la questione ad altri che verranno.
Dimenticavo; come sempre l’equità non entra proprio nella testa , e i soliti comparti andranno sempre con le vecchie regole di privilegiati, ovverossia 57 anni di età o 62 anni di età o 41 anni di lavoro. Complimenti !
Delusione massima..ma era prevedibile come prevedibile sarà il risultato per il Paese nel mantenere altri 2 , 3 anni le persone anziane nel lavoro.