Pensioni anticipate 2021, Tridico: dividerla in 2 quote, 62/63 anni e 67

Pensioni Tridico 2020

L’addio a quota 100 resta il punto di discussione da cui partire se si parla di riforma pensioni e proposte di uscita anticipata, l’ultima é quella del Presidente Inps, Pasquale Tridico, che viste le prime reazioni a caldo sarà destinata a far discutere ancore per diverso tempo. Tridico ha infatti proposto di dividere la pensione in due quota, una sarebbe usufruibile dai 62/63 anni, con penalizzazione, l’altra dai 67 quando verrebbe meno la penalità precedente. Vediamo di fare chiarezza.

Pensioni, la proposta di Tridico la divide in due: come funziona?

L’ultimo intervento in tema di riforma pensioni é quello di Tridico, Presidente Inps, che prendendo la parola al convegno ‘Pensioni, 30 anni di riforme’ , ha parlato di modifiche che dovrebbero introdurre una flessibilità strutturale collegata però al ricalcolo dell’assegno con metodo contributivo.

Per Tridico si potrebbe dunque ipotizzare una quota A di pensione concessa quando il lavoratore compie 62/63 anni calcolata solo su base contributiva, una quota B, invece, verrà ricevuta dal pensionato al compimento dei 67 anni la pensione che andrà a cumularsi a quella contributiva già ottenuta che sarà invece derivante dalla quota restributiva. Per il Presidente dell’Inps dunque l’uscita anticipata dovrebbe essere elegata ad un ricalcolo dell’assegno ultimo su base contributiva questo sarebbe, a suo dire, l’unico modo per la tenuta delle casse statali. Andrebebro però introdotte delle agevolazioni per chi fa lavori usuranti. La proposta sarebbe un mix tra pensione contributiva e retributiva.

Pensioni anticipate 2021, Tridico: un mix tra pensione contributiva e retributiva.

L’anticipo pensionistico proposto da Tridico, come riporta Il Sole 24 Ore, per la parte contributiva si potrebbe dare 62-63 anni, mentre per il resto, la parte restributiva, la si potrebbe ottenere dai 67 anni in poi.

Tra le altre proposte esposte in sede di convegno ‘Pensioni, 30 anni di riforme’, anche quello di richiedere un anno in meno di contributi per ogni figlio e un anno in meno ogni 10 anni di lavori gravosi ed usuranti. A suo dire bisognerebbe altresì abbassare a 2.5 il coefficiente oggi a 2.8 rispetto alla pensione minima con 64 anni di età. Occorre altresì rafforzare l’Ape sociale e pensare, ha aggiunto, ad una misura specifica per i lavoratori fragili nel periodo post pandemico, una sorta di ‘pensionamento anticipato sperimentale‘, che, data la platea non eccessivamente alta, avrebbe costi minori rispetto alla quota 100. A suo avviso andrebbe poi rilanciato l’utilizzo del contratto di espasione anche alle aziende con meno di 250 lavoratori.

Per Tridico é necessario pensare a strumenti tali da introdurre un regime di ‘flessibilità strutturale del pensionamento, collegata al metodo contributivo‘, andrebbe altresì riconsiderato l’incremento dell’aspettativa di vita a seconda dei lavori svolti.

Voi cosa ne pensate dell’idea che prevedrebbe un anticipo pensionistico per la parte contributiva dai 62/63 anni, mentre la restante parte retributiva solo dai 67 anni in poi?Fatecelo sapere nellìapposita sezione commenti del sito

24 commenti su “Pensioni anticipate 2021, Tridico: dividerla in 2 quote, 62/63 anni e 67

  1. Ancora con questa storua dei 62 o 63 anni minimi….??
    Allora obblighiamo le aziende ad assumere disoccupati in età avanzata!!!
    E dando anche ritmi e mansioni ADEGUATE e in base all età stessa…!!!

  2. Tridico è sulla strada giusta, flessibilità in uscita per tutti (occupati e disoccupati )a partire da 63 anni ma con almeno 20 anni di contributi. Ognuno deve poter scegliere come e quando utilizzare i contributi versati.

  3. ribadisco: giusto sarebbe quota 100 senza limiti d’età; io tra qualche mese sarei in pensione e giusto oggi compio 61 anni; come minimo dovrò aspettare 1 anno; e giusto?

  4. ma di cosa parliamo? guardate che 102 è buona se si danno varie opzioni. 62 e 40, 63 e 39, 64 e 38; lasciando la scelta; se invece si obbliga ad es. 64 e 38 chi come me la raggiunge a 62 anni è un’inc….lata; e il calcolo della pensione non può essere contributivo seconda inc… ata

  5. Solo chi sa fare solo freddi conti può fare una proposta del genere. A mettere in fila tanti numeretti riesce a tutti,caro Tridico,ma qui non è solo una questione di numeri,qui si tratta di persone,del lavoro,(questo sconosciuto per lei),di sacrifici di una vita,di diritto a un trattamento pensionistico dignitoso per chi ha 41 e più anni di contributi pagati con il sudore (altro sconosciuto per lei). Basta arrampicarsi sugli specchi,fuori i soldi e quota 41 per tutti senza se e ma.

  6. Quota 41 ovviamente senza penalizzazione per tutti quelli che hanno raggiunto questo requisito…e facciamola finita……

  7. Evviva il pensiero libero!
    Ma io inizio ad nutrire il dubbio, vuoi che ci sia in giro qualche variante che ha uno strano effetto collaterale che la scienza non ha ancora compreso: colpisce solo chi lavora.
    Il signor Tridico, se ben comprendo, propone che qualora ci verrà concesso, bontà sua, di pensionarsi a 62/63 anni con il sistema misto, la parte di calcolo dell’assegno, quella retributiva, maturata per gli anni lavorati ma non solo prima del 95, sia sospesa e ricalcolata come contributiva.
    Giunti alla veneranda età dei nostri 67 anni, forse Lui rifarà il calcolo e, bontà Sua, ci concederà quanto per 5 anni sottratto.
    Io direi al signor Tridico:
    Sta proponendo per caso una specie di “contributo di solidarietà” a tutti coloro che dal primo gennaio andranno, forse, in pensione.
    Ovvero, facciamo un esempio: a una pensione lorda di 1.800 euro (dopo 42 anni totalmente versati) ne vuole decurtare almeno 300 mensili per 5 anni!
    Io credo che sarebbe bene che il DOTTORE pensi a produrre i conti relativi alla separazione tra assistenza e pensioni per fornirli, diciamo tra una settima, al governo. Questo è il suo compito impellente.
    In relazione all’effetto che pare colpire tra i lavoratori, suppongo sostenitori di Tridico all’INPS, vorrei chiarire che in questo paese di Guelfi e di Ghibellini, di Rossi di Gialli di Bianchi di Verdi e via dicendo, le riforme (pensioni comprese) non le hai mai fatte Babbo Natale ma, anche se ormai sempre meno, persone e partiti che ciascuno di noi sostiene e vota.
    Cosa possiamo fare, al momento poco. Aspettare gli venti? Però ricordiamo che subire è un po’ come morire.

  8. Io richiederei anche un anno in meno per chi ha usufruito della L. 104 per curare gli anziani della famiglia, mi sembra più che doveroso e come sempre è toccato a noi donne.

  9. Proposta interessante che condivido ma mi chiedo nell’attuale contesto politico-economico quanto conti il parere del presidente dell’INPS.

  10. Io rimango per quota 41 per tutti e basta, fare un calcolo dignitoso, non è possibile accontentarsi sempre di quello che decidono loro.

  11. E siamo nuovamente al ridicolo. Chi è andato con la quota 100 ha avuto immediatamente la pensione calcolata con la sua parte retributiva e quella contributiva. Quindi i prossimi pensionati con 62 anni dovranno accontentarsi di avere solo il contributivo in attesa del compimento dei 67 anni per avere anche il retributivo con una perdita economica rilevante. Se soldi nelle casse dello stato e dell’INPS sono pochi sarà forse perchè vengono emanate leggi assurde come la quota 100 ?

  12. Vorrei vedere Tridico se il suo stipendio lo dividessimo in due quote cosa penserebbe.
    Un’altro scienziato che non si rende conto di cosa dice.
    Ma è possibile che per le pensioni si attaccano alle pulci, quando una marea di soldi viene dispersa in cose inutili (appalti, corruzione, acquisti inutili, accoglienza, ecc. ecc.) Ma perchè non gli si da un monito a questa gentaglia.

  13. Io oh 62anni e oh 16anni di contributi e sono invalido 80per centomi si aspetta la penzione si o no e come devo fare per essere informato?

  14. E’ un’idea ingiusta. Privare lavoratori che hanno lavorato tutta una vita duramente ( e ovviamente non mi riferisco solo ai lavori gravosi) dei diritti acquisiti attraverso il sistema misto ( e che avevano già dovuto rinunciare al sistema interamente retributivo!) alla veneranda età di 62-64 anni ( a cui con Quota 100 sono stati pensionati senza penalizzazioni fino ad un mese prima!) sarebbe un’ iniquità insopportabile! Nel resto d’Europa ( in Francia si va a 62 anni!) si va NORMALMENTE in pensione a quell’età senza alcuna pretestuosa detrazione.
    La stortura è tirare in ballo nuovamente 67 anni! Per chi ha lavorato senza risparmiarsi è una proposta folle!
    Non è giusto, inoltre, fare sconti di un anno per ogni figlio, visto che, durante tutta la loro carriera, i lavoratori con figli hanno già fruito di innumerevoli vantaggi che li hanno fatto progredire nella carriera con trasferimenti nella città di residenza e lunghi periodi di assenza giustificata, mentre i senza-figli continuavano a viaggiare a spese proprie e della propria salute per sedi disagiate e in situazioni fortemente stressanti e usuranti!
    Giulia Varesi

  15. È un’idea, pero’ io trovo che si vada sempre a premiare chi a 62 anni non ha molti contributi,mentre non si vuole pensare a quelli che hanno iniziato a lavorare a 19/20 anni (cosa frequente negli anni 80) e a quell’età hanno oltre 40 anni di contributi e si vedrebbero decurtata la pensione (anche se solo per 5 anni). È ovvio che sarebbero costretti ad aspettare la Fornero anticipata lavorando ancora (come nel mio caso) almeno per un anno ancora.

    1. Anche secondo me potrebbe essere un’ idea, semprechè il calcolo contributivo della pensione temporanea non tenga conto solo dei contributi versati dal 1996 in poi ma anche di quelli versati prima per poi aggiungere solo il plus che scaturisce dal ricalcolo retibutivo per gli anni ante 1996.
      Per ovviare alla disparità verso i soggetti con più anni di contributi si potrebbe adottare lo stesso meccanismo dai 38 anni (37 per le donne) di contributi con sola quota contributiva e rabbocco di quella contributiva al raggiungimento dei 42 e 10 mesi (41 e 10 mesi per le donne) allineandosi così pressochè al divario di tempo che c’è tra 62 e 67 anni.

    2. Non si va a premiare queste persone che hanno meno contributi, forse nell’arco della vita saranno stati licenziati, avranno avuto il compito di curare i figli ecc..
      ogni persona ha il suo percorso di vita.

    3. Non credo che si possa considerare un “premio” ricevere la pensione calcolata solo con il metodo contributivo fino ai 67 anni. Di fatto si fa riferimento ai contributi effettivamente versati dal lavoratore.
      Chi ha iniziato a lavorare a 19/20 anni, a 62 anni avrà maturato 42/43 anni di contributi utili per accedere alla pensione anticipata che viene calcolata tenendo in considerazione anche la quota retributiva.
      Quindi Attilio bisogna anche tener presente che ci sono situazioni molto diverse dalla tua e non tutti hanno la possibilità di vedersi accreditati tanti anni di contributi.

    1. Filippo,
      a me non sembra né equa né giusta. Chi ha cominciato a lavorare prima ha diritto di uscire dopo aver raggiunto un certo numero di anni di contributi, chi ha cominciato dopo uscirà dopo. Direi piuttosto quota 102 senza limiti minimi di età.

    2. 102 cosa? sempre penalizzante per le donne che non hanno tutti questi contributi, basta pensare a chi ha avuto il beneficio di quota 100, la maggior parte solo uomini, le donne sempre più penalizzate.

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