Pensioni anticipate 2021, Uil: Superare la Fornero, via con quota 41 o dai 62 anni

The Italian Times ha coinvolto in una bella ed articolata intervista Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, e Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil pensionati, chiedendo loro cosa ne pensano del post quota 100, quali misure dovrebbero essere messe in campo al fine di superare la Fornero ed arrivare preparati alla scadenza della misura sperimentale attualmente vigente.

Vi riportiamo qui i tratti salienti dell’intervista in cui emerge chiaramente come per la Uil sia necessario superare la Riforma Fornero passando per un’uscita anticipata dai 62 anni con 20 anni di contributi o per la quota 41 indipendentemente dall’età anagrafica. Le loro parole, in sintesi

Pensioni anticipate, Barbagallo e Proietti (Uil): necessario superare la Riforma Fornero

La riforma Fornero dicono Barbagallo e Proietti va assolutamente superata in quanto é contraddistinta da una rigidità eccessiva. Inoltre non può, sostengono, essere considerata una riforma ma una gigantesca operazione di cassa ai danni dei lavoratori e dei pensionati. Proprio nella speranza che il Ministro del Lavoro Orlando opti per convocare i sindacati quanto prima, Cgil, Cisl e Uil , attraverso una piattaforma unitaria, hanno stilato alcuni punti cardine da cui dovrebbe partire una vera e nuova riforma delle pensioni. Tra questi emerge la necessità di reintrodurre una flessibilità in uscita dai 62 anni, garantire un futuro previdenziale a donne e giovani, tutelare il potere di acquisto dei pensionati in essere , ridurre la pressione fiscale.

Tra gli interventi che andrebbero messi in campo da subito vi sono, a detta di Uil e Uilp, una flessibilità in uscita più diffusa a partire dai 62 anni d’età, che permetterebbe di riallineare inoltre l’età pensionabile a quella degli altri paesi europei, o l’uscita con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica. Poi bisognerebbe ricordare, da qui l’importanza della commissione sui lavori gravosi, che non tutti i mestieri sono uguali e che le aspettative di vita a seconda dei lavori possono cambiare. Per quanto concerne le donne invece é necessario, spiegano Proietti e Brabagallo, riconoscere loro la specifictà del lavoro di cura , anche e soprattutto per poter ridurre il differenziale retributivo e contributivo in età lavorativa e di conseguenza quello pensionistico in età adulta. Si dovrà altresì pensare ad un meccanismo che tuteli le pensioni dei giovani e di tutti coloro che sono alle prese con i lavori discontinui che nonn permettono di ambire ad una pensione dignitosa.

Riforma pensioni 2021, la proposta di Tridico: estemporanea e fuori dalla realtà

Barbagallo e Proietti si sono detti completamente contrari alla proposta di pensione anticipata in due step pensata dal Presidente Inps Tridico, una dai 62 anni con contributivo, e l’altra dai 67 anni a cui si aggiungerebbe la parte retributiva, la proposta, insistono, é estemporanea e fuori dalla realtà, in quanto portrebbe certamente ad importi troppo bassi, insufficienti, e dunque non sarebbe in grado di rispondere ai reali bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici, che intendono, sì, poter uscire anzitempo dal mondo del lavoro, ma vorrebbero poter avere una pensione almeno dignitosa.

Un’attenzione particolare, fanno notare, andrebbe certamente riservata alle donne che sono state maggiormente colpite dalle ultime riforma previdenziali, negli ultimi anni hanno dovuto sottostare anche ad un innalzamento brusco dell’età pensionabile di circa 7 anni. Questo non ha però comportato una diminuzione del loro carico domestico, anzi. Proprio per questo la Uil, in linea con Cgil e Cisl, propone un riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio e la valorizzazione ai fini pensionistici del lavoro di cura delle dinne nei confronti di anziani e disabili.

Concordate con le proposte della Uil e con le considerazioni di Proietti e Barbagallo, la via d’uscita é superare la Riforma Fornero consentendo l’accesso alla quiescenza con 62 anni d’età o 41 di contributi? fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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27 commenti su “Pensioni anticipate 2021, Uil: Superare la Fornero, via con quota 41 o dai 62 anni”

  1. Basta giocare sulla pelle dei lavoratori, finché a decidere saranno i professoroni con le loro due o tre pensioni noi staremo a rincorrere la pensione. Abolire la riforma Fornero e lasciare decidere ai lavoratori se andare in pensione a 62 anni oppure con 41 anni. Il COVID-19 ha riempito le casse dell’INPS.

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  2. Sicurezza sul lavoro, basta vittime. Ma anche l’età dei lavoratori c’entra e come!!!!! 41 anni poi fisicamente e mentalmente non si regge più, aumentano le percentuali di malati e infortunati sul lavoro e questa è insicurezza sul lavoro

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  3. Dai sindacati belle parole ma restono solo chiacchere andiamo tutti a roma .questo è un paese di malaffare e come si dice il pesce puzza dalla testa politici corrotti e affaristi sindacalisti venduti ai padroni mafia professori cattivi consiglieri che paese è mai questo?

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  4. Ho quasi 64 anni …prima in Cig poi naspi ancora per qualche altro mese dall’inizio della pandemia con 400 euro al mese. Vorrei sapere dal Presidente dell’Inps come arrivare a 67 anni?

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    • Anche io ho una situazione simile alla tua , purtroppo non riscuoto nessuna indennità in quanto disoccupato da lungo tempo. Quindi bisogna che ci facciano andare in pensione prima dei 67 anni.
      Speriamo che qualche sindacalista, politico o Tridico comincino ad aiutare anche i disoccupati ultrasessantenni .

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  5. Quota 41 o 62 anni mi sembrerebbe la scelta adeguata e L’INPS che non mi venga a raccontare la solita storia che i soldi non ci sono, anche perché con tutti i pensionati che sono morti di covid (purtroppo) quanti milioni di euro ha risparmiato? E quindi i soldi ci sono!!!!

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  6. Io finché non vedo scritta la legge non ci credo, ci sono troppi soldi in ballo e per i nostri politici conta solo quello, non le nostre difficoltà quotidiane. Si inventeranno altri paletti da mettere se si raggiungeranno i 41 anni e la spunterà ancora una volta la nostra amata Professoressa.

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  7. Superare la legge Fornero?
    Solo chiacchiere, prendono solo del tempo.
    Forse non abbiamo ancora capito che vogliono farci “morire di lavoro”.
    I nostri professoroni, politici e scienziati improvvisati in materia previdenziale, non fanno altro che aumentarci l’età anagrafica, abbassando nel contempo l’età contributiva, esattamente mettendo in atto le regole che vanno bene per loro.

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  8. Io condivido pienamente con chi ha proposto i 62/64 anni per poter accedere alla pensione senza penalizzazioni o in alternativa ad una penalizzazione con un tetto del 2% ma questa solo sino al raggiungimento dei 67 anni.
    O 41 anni di contributi di contributi con 60 di età anagrafica.

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  9. Lo volete capire che ci vogliono mandare con 41 anni tutti con il CONTRIBUTIVO !!! Non sento nessuno dire nulla !!! SVEGLIATEVI E FATEVI FARE DUE CONTI !!! TUTTO CON IL CONTRIBUTIVO PER CHI HA INIZIATO A LAVORARE NEGLI ANNI 80 VORREBBE DIRE ANDARE A PRENDERE UNA PENSIONE CHE È LA METÀ, IL 50% DELLO STIPENDIO CHE SI PRENDE ORA !!!
    41 PUÒ ESISTERE SOLO CON IL CALCOLO MISTO !!! 41 PUÒ ESISTERE SOLO CON IL CALCOLO MISTO !!! ALTRIMENTI SAREBBE UN FURTO UNA VERGOGNA !!! PER NOI CHE LAVORIAMO DA 40 ANNI UNA PROPOSTA INACETTABILE !!! FATEVI SENTIRE : OK 41 ANNI MA SENZA PENALIZZAZIONI E CON IL CALCOLO MISTO !!!!!!!!!!

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    • Bravo Franco.
      Chi scrive commenti dal contenuto quali: va bene accettiamo qualche taglio, ok a una riduzione fino a 67 anni, in fin dei conti dobbiamo accettare un innalzamento di avanti di date o del montante dei versamenti, ecc. ecc. Ci ragiono su e mi sovviene un tantino che ci sia qualcuno che già si gode la pensione, di qualcuno, fortunatamente più giovane, che sta lavorando solo da dopo il 1996 … oppure perchè no! di … chiamiamoli intralci (troll) al comune sentire dei lavoratori.
      Per capirci, ditemi voi se è normale che in una trattativa il cliente parteggi per il fornitore; talvolta
      accade (perdonatemi l’immagine) che ci sia un calar le braghe già prima di trattare.

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  10. 41 anni di lavoro sono a mio parere più che sufficienti per avere la pensione, a qualsiasi età vengano raggiunti. Peccato non sia stata resa strutturale Quota 100 !

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  11. ormai la proposta dei sindacati è arcinota; che però si sveglino; di questo passo arriveremo a gennaio con nulla;” sveglia, sveglia” state giocando con la pelle della gente; ma alla fine tutti, me compreso , finiremo in quel luogo di pace, ma io avrò la coscienza pulita, loro no

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  12. 62 anni di età per la pensione, sono più che giusti. A quella età il fisico e la mente hanno dato tutto quello che possono, a prescindere dal tipo di lavoro. Pretendere di far lavorare oltre, significa semplicemente cercare un espediente per mandare le persone in pensione il più tardi possibile.

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  13. Basta con le chiacchiere, devono imporre al governo di sedersi e discutere,sembra che tutte le parti prendano tempo per non fare nulla.
    62 anni con i contributi maturati è un’uscita più che sufficiente, tanto le aziende non considerano più il lavoratore anzi lo fanno sentire un peso.
    41 anni di contributi e un traguardo che sarà possibile a pochi lavoratori fortunati,come ho detto in altre occasioni non sembra che si stia chiedendo la luna e bisogna smettere di dire che si gravera’ il sistema pensionistico.
    Concludo senza fare la guerra dei poveri ma smettiamo di dare il r.d.c.e creiamo un futuro di lavoro sicuro per le nuove generazioni.
    Naturalmente senza togliere nulla co le penalizzazioni che saranno già pensioni basse forse al limite della sopravvivenza.

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  14. 62 anni di età flessibile va bene.
    Ad esempio uno come me che ho già 41 anni di lavoro 59 anni e riconosciuto 35 per lavori in gioventù non coperti da contributi diventa difficile facendo un lavoro usurante. Altrimenti mi ritroverò a lavorare 47 anni per avere la pensione.
    Non mi sembra normale.
    Errori miei ma a 20 anni chi va a controllare i contributi!!!! Mi hanno fregato ma non per colpa mia. Sono un infermiere che fa più di 80 notti all’anno. Povero me.

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    • Anche a me, da ragazza, non sono stati caricati alcuni mesi di contributi, e l’ho scoperto molto più avanti ! Per fortuna si tratta solo di 7-8 mesi, ma ora che sono vicinissima alla pensione, mi sarebbero stati utili, perchè a 63 anni non ce la facevo davvero più (sono OSS dal 2001)

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  15. Il decorso del tempo è fenomeno fisico, con riflessi esistenziali, psicologici nonché filosofici.
    Ma il “decorso del tempo ” è anche un un’istituto giuridico e, come tale, produce effetti sulle nostre vite. In particolare (il 31.12.2021 è vicino): più il tempo passa, più i lavoratori saranno costretti ad accettare la “Fornero ” o altre forme di pensionamento ancora peggiori (opzione donna si avvicina al furto).
    In mezza giornata invece, si potrebbe approvare un decreto che recita: “Libertà pensionistica facoltativa da 62 anni ………Dove nella “Fornero ” c’è scritto 41 e 10 mesi e/o 42 e 10 mesi LEGGASI 41.Calcolo misto senza penalizzazioni”.
    Questo grande sforzo di emanazione legislativa per dimostrare fatti e non parole. Vediamo chi è d’accordo, e soprattutto chi è contrario.
    Dopo di ciò, dal giorno dopo, parlamento, governo, parti sociali, il famoso Tridico con il suo salto della rana un po’ contributivo poi retributivo, e altri esperti( tutti non passeranno alla storia!), avranno tempo per elaborare una riforma generale. Tutti saranno responsabilizzati a fare qualcosa e non più a perdere tempo.
    P.s: per Vittorio e Carlo Q.
    D’accordo con voi, ma non colpevolizzatevi troppo. Io, classe 1960, ho iniziato a manifestare nel 1974 e , negli ultimi decenni in modo molto critico col sindacato e la “sinistra” e la loro conversione al liberismo (nessuno si era accorto che “flessibilità ” non era altro che PRECARIETÀ e impossibilità di progettare una vita).
    Dove sono finiti i nostri sogni di giustizia, pace e benessere? Io ho quasi 42 di contributi, ma i nostri figli….?

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    • Parole sagge signor Paolo, parole che fanno male (o almeno dovrebbero far male ad una classe dirigente e politica affarista e arruffona).
      Ma il decreto “libera tutti” che Lei auspica non si farà perché mamma Europa non vuole e l’asse PD-Draghi ubbidisce (lasciamo perdere i grillini che è meglio).

      Amen.

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    • I nostri figli?
      I nostri figli sono e saranno sempre più sostituiti … lo sappiamo tutti ma va bene così.
      Io ne ho avuti due.
      E già nel periodo universitario osservavo alcune differenze.
      Quando trascorrevano i 3 o 4 mesi di praticantato richiesto dal programma di studio nel bel paese, nella migliore delle ipotesi ti offrivano il caffè.
      Il periodo di Erasmus e i mesi di praticantato trascorsi all’estero, hanno chiarito a me ma soprattutto a loro le differenze: in Germania il periodo veniva retribuito (770 euro mensili) e in Svizzera (addirittura 2.500 Franchi).
      Non vorrei sbagliare, non ci giurerei, ma forse avevano anche i contributi, (questo visto che in Italia si perdono, non si trovano, o non si hanno).
      Risultato … conseguita la Laurea (ahimè per il genitore) ma fortuna per loro, il posto di lavoro non poteva che materializzarsi in quei luoghi.

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  16. OK per l’accesso alla quiescenza con 62 anni d’età o 41 di contributi ma devono pensare anche ai disoccupati ultrasessantenni che non troveranno più un lavoro. Andare in pensione a 62 anni con 20 di contributi, per un disoccupato, sarà una buona opportunità anche se l’importo della pensione non lo soddisfa.

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  17. Condivido pienamente altrimenti le generazioni più giovani dove sbattono la testa x vivere degnamente e con l’orgoglio crearsi una famiglia

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