In un elaborato ricco di spunti di riflessioni prodotto su Formiche.net, titolato: ‘Tutta colpa delle pensioni. La denatalità spiegata da Cazzola’ il giusvalorista nonché esperto previdenziale il Professore Giuliano Cazzola ha espresso una sua opinione molto marcata relativamente a quella che sarebbe la causa della denatalità in Italia: le pensioni, appunto. Irresponsabile, dunque, in questo contesto pensare ancora ad abbassare l’età pensionabile.
Insomma egli sostiene che il nostro modello sociale sia assolutamente distorto, in quanto i nonni ed i padri hanno rubato e rubano tutt’oggi il futuro ai figli ed ai nipoti. Questa frase ci ricorda molto da vicino quello che da anni ribadisce la Professoressa Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro, che ha sempre sostenuto che riforme pensioni scellerate e misure eccessivamente costose graveranno sulle spalle dei giovani, che dovranno pagarne il prezzo più caro. Per il Prof Cazzola la questione é ancora più grave, in quanto si é addirittura smesso di fare figli, perché? “La politica, dice, ha consapevolmente sacrificato il sostegno alla famiglia per finanziare il sistema pensionistico”. Il suo pensiero:
Pensioni 2021, causa della denatalità: politiche della famiglia sacrificate sull’altare delle pensioni
Il ragionamento del Prof Cazzola parte dalla soddisfazione manifestata da Papa Francesco per la trasformazione in legge, finalmente anche in Italia, di un assegno definito unico e universale per ogni figlio che nasce. Il papa, intervenendo dopo Draghi nel corso degli Stati Generali sulla natalità, pare abbia fatto intendere tra le righe che questo potrebbe rappresentare il cambio di passo di una politica che si é finalmente resa conto dei propri errori e delle proprie mancanze nei confronti dei bisogni concreti delle famiglie e dunque l’assegno unico rappresenti un pò l’avvio, seppur con notevole ritardo, di riforme sociali che mettano al centro figli e famiglie. Perché egli ha detto, quasi come monito: “Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro, ma se le famiglie ripartono, tutto riparte” .
Da queste considerazioni hanno preso il via le riflessioni, puntuali e corroborate dai dati, di Giuliano Cazzola che ha rimarcato “quanto le politiche per la famiglia, in Italia siano state sacrificate sull’altare sacrilego delle pensioni. E poi ha aggiunto ” peraltro di fronte a queste prospettive demografiche (per l’anno in corso di annuncia un ulteriore calo, sotto la soglia dei 400mila nati e di conseguenza é in vista la conferma di un saldo demografico negativo che neppure l’apporto dell’immigrazione riesce più a contenere) é da irresponsabili pensare di abbassare l’età media di pensionamento. Al sostegno dei figli e della famiglia, precisa aggiungendo dati, il welfare all’italiana dedica circa il 4% dell’interaspesa sosciale che é la metà di quelal media europea.
Natalità vs pensioni: Spoliazione di risorse dalle politiche famigliari a quelle pensionistiche
In termini di Pil, spiega Cazzola, alla maternità e ai figli é dedicato circa l’1% che é un 1/17° di quanto é destinato alle pensioni. Dal 1995 ad oggi vi é stata una vera e propria spoliazione di risorse dalle politiche famigliari a quelle pensionistiche. Poi ricorda, facendo un excursus storico interessante: “Negli anni 60 sia pure in un contesto demografico profondamente diverso dall’attuale , era pressoché corrispondente la quella delle pensioni la spesa per assegni famigliari”. Poi la “riforma del sistema pensonistico attuata dalla legge Dini-Treu nel 1995, stabilì una ricollocazione di contributi a favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (Fpld) la cui aliquota contributiva , dal 1 gennaio 1996, passo di colpo dal 27.5 al 32.7%. Ma per non aumentare il costo del lavoro, spiega affranto, la legge operò, ad oneri invariati, una ristrutturazione della contribuzione sociale”
Nello specifico, spiega: ” Come documentò la Cei in un saggio pubblicato da Laterza, dal 1996 al 2010 la riallocazione di risorse destinatr alla famiglia, in senso lato, ha finanziato il sistema pensionistico per un ammontare che, a prezzi 2008, mobilitò e trasferi un volume finanziato pari a circa 120 miliardi di euro”.
Ma non basta, chiosa in conclusione il Prof Cazzola nel suo elaborato scritto per Formiche.net, “perché all’interno della Gestione prestazioni temporanee dell’Inps (che eroga le prestazioni previdenziali in quanto non pensionistiche), la voce – nonostante la riduzione dell’aliquota – continua ad incassare dai datori di lavoro circa un miliardo in più di quanto spende: l’avanzo viene riversato, nella logica del bilancio unitario dell’Inps, nel calderone delle gestioni pensionistiche e delle altre prestazioni. Ed è questo, tuttavia, solo il punto terminale di una politica che ha consapevolmente sacrificato il sostegno alla famiglia per finanziare il sistema pensionistico.” Pensione, quanti misfatti in tuo nome!“
Voi cosa ne pensate delle sue considerazioni sulla denatalità e sulla spesa pensionistica? Ritenete abbia ragione quando afferma che: ” peraltro di fronte a queste prospettive demografiche é da irresponsabili pensare di abbassare l’età media di pensionamento“? D’altronde é pur evidente che se vi saranno pochi giovani da inserire nel mercato del lavoro, chi pagherà la pensione a quanti usciranno anzitempo? Fateci sapere come sempre la vostra opinione nell’apposita sezione commenti.

Lavoratori e Pensioni: se con conti alla mano hai raggiunto i contributi necessari, se hai lavorato e fatto la tua parte e se sei nato con il boom delle nascite decennio 1955/1965 é ora di andare in pensione, goditela te la sei meritata, a 70 devi smettere di lavorare definitivamente. Facciano solo volontariato gratuito se non sopportano la vita casalinga. Idem arcaici dirigenti/politici/professori, etc che continuano a bloccare la sedia e a limitare l’ingresso dei giovani laureati freschi esperti pieni di titoli che spesso si accontentano di lavori precari. Politici e professori che continuano a limitare le scelte di una nuova generazione quarantenne in un mondo nascite quasi a zero che per scelte politiche e sindacali errate e di grave spreco si è capovolto. Ad una certa età si smette e 62 è una buona età per tutti per dare una mano in famiglia. I giovani ambiscono ad un mondo migliore ma gli viene permesso dallo Stato? Orlando e Draghi faranno la mossa giusta mandando a casa chi ha almeno 38/41 o 62 di età e con pensioni minime dai 1000 in su? Salari rapportati al titolo di studio con solida libera professione o lavoro a tempo indeterminato in aziende solide? Con necessaria separazione Inps contributivo e assistenza? Basta tociare l’assistenza dalla previdenza versata. Spero in una spesa è una scelta economica sane e lotta all’evasione. Lo spero altrimenti saranno ancora soldi spesi male. Spero in OD per le donne nate nel boom economico come primo salvagente che hanno lavorato e assistito familiari in un welfare italiano inesistente a pagamento spesso privato. La scelta di molte di fare un figlio solo è stata quella di aver seguito familiari anziani e costi di assistenza. Ma che ne sanno certi professori!
Bng, a chi lavora (fortunato).. per alcuni. Ma dopo 41 anni di contribuzione vorrebbe andare meritatamente in pensione! Vorresti dargli torto, se chiede semplicemente quello che ha versato? Un calcolo misto, per ciò che è. Nn credo sia corretto da parte di politici, sindacalisti, esperti della finanza…continuare ad ”arrampicarsi sugli specchi” e prendere tempo sulla questione pensionistica in Italia, per una EUROPA….??!! 41 anni di contribuzione nn sono pochi! Nn voglio fare alcun commento per il resto…grazie!
Affermare di essere “esperto” e “professore” e dire cose come queste mi sembra un’antitesi delle più marchiane. Liberiamo posti di lavoro e pensione a chi ha 41 anni e più di contributi sudati e guadagnati,e meno “esperti” che parlano a vanvera.
Il professore è tornato alla carica ed è riuscito ancora una volta a mescolare le carte. Ciò che il professore non capisce (o fa finta di non capire) è che dopo 40 anni di lavoro le persone hanno il diritto di ritirarsi e di godersi una meritata pensione. Non mi pare sia difficile da capire ne tantomeno da accettare (se non ora 40 anni quando??). E non mi si dica che non ci sono i soldi, 40 anni di versamenti sono stati fatti le persone hanno diritto a ricevere quanto spettante…. Se serve riduciamo immediatamente le pensioni dei politici o i loro stipendi del 50%. Sono stanco di sentire sentenziari illustri professori, politici, statisti, tutte persone che nella loro vita non hanno mai lavorato e che vogliono far credere che bisogna lavorare fino alla morte (ovviamente per sostenere i loro privilegi).
Al professore vorrei chiedere una cosa: mi spiega con parole semplice come mai le compagnie di assicurazione ci fanno i soldi con 40 anni di versamenti, mentre lo stato è sempre in perdita?? Abbia pazienza ma una risposta me la deve dare.
il sig. cazzola è un’ esperto? benissimo; la sua opinione è importante? benissimo; di uno che dice che bisogna lavorare fino a 67 anni le cose sono 2 : o non capisce nulla del lavoro reale o ne capisce e allora è molto peggio; se poi , perchè ci sono, c’è gente che dice: se mi fermo, muoio e continuano a lavorare a 70 anni e oltre beati loro ….. ma mi preoccupano
Il sign Cazzola da quanti anni è che percepisce la pensione?.. e di certo non ci è andato con il sistema contributivo o con dei tagli!
Io ho incominciato a lavorare alla fine del 1980 all’età di appena 19 anni e quindi per lo Stato non sono considerato “un precoce”! Nessuno tiene in considerazione chi come me è in questa posizione. Ora sento proposte di una pensione a 41 anni tutto con il CONTRIBUTIVO! Ma stiamo scherzando! Per noi l’unica salvezza possibile e “decente” è quella di quota 41 CON IL SISTEMA MISTO SENZA PENALIZZAZIONI!!! ALTRIMENTI QUALSIASI ALTRA “COSA” SARÀ UN VERO E PROPRIO DISSANGUAMENTO, UN FURTO, UNA PURA FOLLIA!!!
SINDACATI BATTETE UN COLPO SE CI SIETE! SVEGLIATEVI!
Una volta erano i giovani a lavorare per la pensione dei vecchi…
Adesso andiamo controcorrente…vogliono che siano i vecchi stessi a lavorare e versare contributi per i nuovi giovani…
Rideremo o piangeremo?
Fanno tante statistiche sui costi previdenziali, ma una sola statistica non la prendono mai in considerazione, quanti lavoratori nel 2022 e anni a seguire fino al termine della Legge Fornero, hanno 62 anni o 41 di contributi versati?
Irresponsabile invece è mandare l Italia alla rovina mantenendo anziani al lavoro con costi elevati rispetto ai risultati e giovani a casa o saltuari nel lavoro.
Questa è la vera irresponsabilità.
Certo, tutti ci auguriamo che i nostri giovani siano svegli, preparati e soprattutto che abbiano desiderio di lavorare.
Io so di anziani che lavorano molto ma molto più di alcuni giovani (certo non tutti) a cui si paragonano quando arrivano neoassunti in fabbrica.
So di anziani che con 40 anni e passa di fabbrica non si sono mai assentati dal posto di lavoro per malattia (fortuna o attaccamento al proprio dovere? non so), ma anche di nuove forze, che al primo starnuto, corrono dal dottore per mettersi in malattia, oppure che rifiutano il lavoro proposto con le più svariate motivazioni.
Quindi direi improprio asserire che mantenere gli anziani sul posto di lavoro corrisponda alla rovina dell’Italia, direi che è giusto favorire a 60/62 anni il ricambio generazionale nel mondo del lavoro di persone molto capaci ma ormai stanche; trasferendo la loro esperienza a quei giovani che manifestino interesse e passione sia per il proprio lavoro sia nei confronti della propria società.
che “brutta” persona, purtroppo conosco molti professori universitari ordinari ed associati nonché i famosi “baroni” sono letteralmente incollati alle poltrone, fuori da ogni contesto di vita reale e sfruttano tutto lo sfruttabile, alla luce di quello che ho visto non mi meraviglio che il “Professore” continui a dare fiato alla bocca senza contenuti, cosa pensa che non saranno più soldi per lui??? Finché continuano a cercarlo ed intervistarlo, lui sparerà sempre a zero, inutile dire che è amico della Professa Fornero e Dottor Monti e la Confindustria ecc… allora di cosa ci meravigliamo, basterebbe ignorarlo, “lontano dagli occhi lontano dal cuore”….che l’oblio lo accolga!
Che cosa identificherebbe il professore con una ‘Brutta persona’? mi perdoni? La vogliamo smettere con i giudizi relativi alla persona, manco la conosce!! Possibile che non ci si possa attenere al piano delle opinioni, moltissimi non la pensano come me in tanti ambiti, ma non per questo diventano delle ‘brutte persone’ ai miei occhi! Al più restano persone con cui confrontarmi proprio perché hanno un parere diverso dal mio, morirei di noia trovassi tutti in linea con quanto dico.
Sono basito professor Cazzola. Lei parla di natalità in decrescita, di sostegno alla famiglia, di non pesare sul futuro dei giovani e sostiene politiche che fanno di tutto per tenere i giovani disoccupati, disincentivarli a mettere al mondo figli (come dar loro torto?), per creare tensioni generazionali in famiglia (altro che sostegno!).
Le politiche che Lei sostiene a parere mio poteranno solo tensioni sociali, nuova povertà e ulteriori disuguaglianze.
Spero proprio che le Sue restino solo prediche nel deserto.
Tutti a Roma con o senza i Sindacati ma solamente se non ci appoggiano, 62 anni di di età con un minimo di 20 anni di contributi o 41 anni e 50 per i politici visto le FURBATE continue che fanno usandoci quotidianamente pur di prendere un voto, così chi andrà a fare il Politico siamo certi che lo farà perché ci tiene e non perché gli conviene e basta .
O decidono al massimo entro giugno di approvare una nuova legge con i nuovi requisiti o come ha scritto un signore ieri Tessere dei Sindacali strappate e votare il o i Partiti che saranno dalla Nostra parte altrimenti come noi TUTTI A CASA
Per fare figli i giovani hanno bisogno di un lavoro fisso.. eliminare il lavoro interinale e nonni in pensione che aiutano con i nipoti è necessità prioritaria… non servono a niente i SOSTEGNI… serve LAVORO… 35 /40 anni di lavoro sono sufficienti…63 anni tutti in pensione… con pensione da 700 € minimo a 2000€ massimo per tutti POLITICI compresi…
Ancora lui,il professore . Non capisce che dopo i sessant’anni, o quaranta anni di servizio, si è stanchi e la terza età bisogna godersela compresa la meritata pensione? Lui non ha nessun titolo per dire che l’età pensionabile non si deve abbassare . Se ha proprio voglia di lavorare, che continui, nessuno glielo impedisce .
Li porterei tutti in un campo con una zappa e li farei lavorare 10 ore al giorno sotto il sole.
Solo così possono capire il significato del lavoro.
È facile parlare così.
Il ricco non ha mai creduto il povero.
La denalita’ ?
Ma scusate non ci hanno detto sempre che gli immigrati sono la ricchezza di questo paese,
in quanto questi sarebbero stati in grado di sopperire le natalita’ .
Ma chi prendete in giro.
Per favore non mi interessano le opinioni di questo Cazzola e company
A noi sì perché é un esperto, poi non tutto ciò che pubblichiamo deve essere in linea con il vostro pensiero ci mancherebbe, ma si può anche leggere per avere una visione a 360° senza dover ‘censurare’ nessuno. Solo così può nascere un confronto costruttivo, ma solo se nel pieno rispetto reciproco.
Concordo con il fatto che si debba avere una visione a 360° e un richiamo al rispetto reciproco. Prendo atto e concordo che il sito non censura nessuno.
Purtroppo gli animi mi pare si stiano scaldando; colpa del momento? (Covid, chiusure, licenziamenti, immigrazione, disparità con chi ha il posto garantito ecc. a cui aggiungiamo: “lo chiede l’Europa” e chissà a breve un colpetto allo Spread) e ora, a tutto questo, stiamo sommando il tema delle pensioni e il timore d’interventi pesanti non lascia tranquillo nessuno.
L’onnipresenza, non l’onniscienza del Dottor Cazzola che qui, come giusto, difende la sua posizione
al pari di Fornero, per non tralasciare il sonnacchioso ministro del lavoro e i sindacati tutti, indispongono i molti e rischiano a breve di farsi sfuggire di mano la situazione. Prova ne è il contenuto dei sondaggi di oggi che conferma il continuo aumento dell’unico partito di opposizione; più di un segnale per coloro che ci stanno governando.
Cazzola dovrebbe parlare di pensioni, cioe’ di chi ha lavorato e versato i contributi.
Lo stato deve intervenire per tutte le altre esigenze sociali, attraverso le tasse, o altro… non attraverso i contributi versati dai lavoratori all’ Inps
Avevo deciso di non parlare più del prof. Cazzola e delle sue idee, almeno fino a quando non avesse pubblicato il suo reddito mensile, derivante da cosa, e da quali e quante pensioni, vitalizi…(si dice 2?). Come minimo avrà lavorato 42 + 42 anni, più una decina di finestre…certo avrà anche mangiato doppio…(e si vede)
Ora i pensionati devono anche sentirsi in colpa per la denatalità. Gli suggerisco che sono anche un peso per la spesa ospedaliera, contribuiscono ad affollare le strade, rallentando chi deve produrre, camminano lenti sui marciapiedi intralciano…per tutto questo, ed altro gli suggerisco di proporre il lavoro fino a 75/80 anni, con un limite massimo di contributi riconosciuti. O, nemmeno troppo per assurdo, perche’ non pensare a una nuova eugenetica?…lui però in pensione c’è, (dopo quanti anni?). Perché non ci delizia poi con una biografia che tocca sindacati, partiti vari, di qua e di là…Avremmo molto da imparare su come si fa a vivere lavorando bene. Non 43/43/44 anni in fabbrica, ospedale, cave di marmo, edilizia,…lavori che ci rendono noiosi, monotoni, lamentosi, noi che pretendiamo di abbassare l’età per la pensione. Forza! Silenzio e lavorare di più! Tanto i progetti di riforma li fanno altri più esperti di noi.
Paolo
60,5 età + 41,5 contributi
Mensile netto 1900 €
Ancora al lavoro!
P.s.: prof., ha letto da qualche decennio a questa parte qualche nuova teoria economica? Tipo MMT o altre?
Cerchiamo tutti di essere meno noiosi.
La pubblico solo perché non mi piace censurare i commenti, almeno quelli che non contengono proprio parolacce assurde, Lì perdonatemi ma finiscono nel cestino ‘senza passare dal via’ e non é censura e questione di buona educazione, ma dissento soprattutto dalla sua prima frase. Non mi pare che le persone che commentano sul sito e nememno i vari politici che ho avuto il piacere di intervistare mi abbiano dovuto fornire, per esprimere la propria idea o le loro proposte in ambito previdemziale, il cedolino della pensione o il loro reddito mensile.
Buongiorno io dico questo la Professoressa Fornero ha rovinato l’esistenza a migliaia di lavoratori non ci sarà anche un altro Professore a rovinarvi .Ma che Paese sta diventando questo dove e l’uguaglianza dove sta il diritto … allora che ci dica esiste solo il dovere per noi Lavoratori….e voi fate come vi pare…Bravi.
A prescindere da quel che dice L uno o L altro esperto qui non si tratta di disquisire sull età pensionabile ma sul fatto che dopo 41 anni di contributi c è poco da discutere…. si deve andare in pensione e poter godere del meritato riposo insieme alla propria famiglia o ai propri cari.
Circa la possibilità di andare a 62 anni ormai si sa tanto versi tanto avrai …. diamo pertanto la possibilità di poter scegliere ai lavoratori con almeno 20 anni di contributi di poter andar via , di contro lo Stato risparmierebbe pure nel pagare meno. In aggiunta per i quota 41 non certo si può dire dove lo Stato andrebbe a prendere i soldi ….. 42 anni di contributi penso che siano più che sufficienti, a dispetto delle vecchie pensioni Che anni sono state erogate con il versamento di soli 14 anni 6 mesi o 19 anni e sei mesi
Buongiorno, oggi per formare una famiglia cosa costa:affitto di un’appartamento,luce ,gas ed utenze varie
Spese pper alimentazione ed altro,poi tenetere conto dei servizi per la famiglia ed intendo figli che si fatica ad avere,flessibilità per le donne orario di lavoro, e voglio soffermarmi a queste considerazioni per le natalità.
I costi del reddito di cittadinanza dove li prendono i soldi e rendono inattive le persone,pensate uno che prende 750 euro ,perchédovrebbe andare a lavorare pt 24 ore che il suo stipendio si aggirerebbe sulla stessa cifra,perché non si propone più prestazioni a pt che aiuterebbe le aziende ad avere più flessibile il lavoro e creare maggiormente posti di lavoro e contribuirebbe più reddito.
Chiudo dicendo al professor Cazzola che no stiamo chiedendo di andare in pensione prima della legge Dini che forse da sindacalista negli anni indietro ha consentito alle pensioni baby.
Noi chiediamo 41 anni di contributi ho il limite di età a62 anni.
Per caso si chiede la luna???..
R
……..Insomma egli sostiene che il nostro modello sociale sia assolutamente distorto, in quanto i nonni ed i padri hanno rubato e rubano tutt’oggi il futuro ai figli ed ai nipoti. Quando sento questa frase mi imbufalisco. Ma pensate veramente di farci fessi?? Quando siamo partiti con il sistema pensionistico è ovvio che le persone anziane e/o meno anziane non avessero versato a sufficienza per avere la pensione. Ed è stato giusto pagargli la pensione. Ma è sbagliato considerare tali costi sul sistema previdenziale, vanno addebitati sull’assistenza. Del resto se non pagavi la pensione come li mantenevi? AL PROFESSORE E AI VARI LUMINARI CHE INTERVENGONO SUL SISTEMA PENSIONISTICO DICO, E INSISTO NEL SOSTENERE, CHE 40 ANNI DI CONTRIBUTI BASTANO E AVANZANO PER AVERE DIRITTO AD UNA DECOROSA PENSIONE da subito indipendentemente dall’eta del lavoratore. Le assicurazioni ci fanno i soldi con questo sistema, ma lo stato pare ne perda (e dov’è la novità?). Qualcuno mi spiega dove vengono addebitate le pensioni dei politici? e soprattutto perchè sono mescolate con i contributi dei lavoratori onesti.
Giuliano Cazzola ha rimarcato “quanto le politiche per la famiglia, in Italia siano state sacrificate sull’altare sacrilego delle pensioni. …. Ma siamo sicuri che si trattase delle pensioni dei Lavoratori onesti quelli che vantano + di 35 anni di contributi e non già quelle dei politici e compagnia bella o quelle dei statali che con 19 anni e poco più andavano in pensione…
Caro Giuliano, 40 anni di contributi BASTANO E AVANZANO, calcoli alla mano dimostrami il contrario.
Tutti a Roma.? Gli italiani sono bravi a chiacchierare, ma quando è il momento di mobilitarsi fanno i crumiri. Lasciamo decidere ai padroni che con la politica ci va a mangiare. D’altronde ogni popolo ha il governo che si merita.
A me pare esattamente il contrario di quanto affermato dal professore!
Lavorano i 60enni ed i giovani a casa!
Proprio lungimirante!
Ma mi faccia il piacere!
Concordo … la denatalità è proprio dovuta al fatto che al lavoro ci sono gli anziani e non i giovani che quindi non possono permettersi di fare figli … Lasciamo i posti di lavoro ai giovani più produttivi e innovativi
Politiche della famiglia sacrificate sull’altare della famiglia. Adesso il rischio enorme da parte del Sig. Cazzola è quello di prendere in giro tutti i lavoratori dipendenti. Io direi che politiche che non hanno mai guardato più in là del proprio naso o delle imminenti campagne elettorali hanno sacrificato le famiglie in cambio di voti. Quando un lavoratore ha lavorato 41 anni continuamente, penso che non gli si possa imputare che ha rubato il pane ai figli. Cosa ci dice Cazzola quindi sulle iniquità pensionistiche dei signori deputati?
Come dice già il suo cognome, il “PROFESSORE” le stà sparando grosse, forse pensa che dando qualcosa per ogni figlio i giovani inizieranno a farne? Sinceramente se fossi un giovane preferirei avere un lavoro fisso prima di fare un figlio e non un sostegno, come pretendete che i giovani facciano figli se non sanno neanche se domani il datore di lavoro gli rinnoverà il contratto oppure no. Questo grazie anche ai sindacati che hanno permesso tutto questo. Forse se i genitori sono in pensione riescono a dargli una mano altrimenti sarà sempre peggio