Pensioni anticipate 2021, ultime: Ecco come si può superare la Riforma Fornero

intervista esclusiva

Il dibattito sulla riforma pensioni e sulle possibili misure che permettano l’uscita anticipata post quota 100 é all’ordine del giorno sui social, per questa ragione abbiamo deciso di pubblicare l’elaborato del Dott Claudio Maria Perfetto, esperto previdenziale ormai noto sul nostro portale, che ben si inserisce in questo contesto in cui i lavoratori cercano di comprendere quale potrebbe essere da gennaio 2022 il loro futuro previdenziale.

Egli ha proposto un contributo relativamente al superamento della Legge Fornero, la quale si fonda principalmente su un paradigma: ‘poiché si vive sempre più a lungo e le nascite sono sempre meno, sempre meno lavoratori ci saranno a mantenere un numero sempre maggiore di pensionati‘ ed é proprio questo paradgima, che a detta del Dott Perfetto, va cambiato se si vuole superare la Legge Fornero e assicurare la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale. Ecco come:

Riforma pensioni, ecco come superare la Legge Fornero

La Riforma Fornero si fonda sul seguente paradigma: poiché si vive sempre più a lungo e le nascite sono sempre meno, sempre meno lavoratori ci saranno a mantenere un numero sempre maggiore di pensionati.

La conseguenza è che col tempo il sistema previdenziale diventerebbe insostenibile sotto il profilo finanziario perché non ci sarebbero contributi di lavoratori attivi sufficienti per pagare le pensioni.

Per assicurare la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale, si rende necessario rimanere al lavoro per un periodo di tempo più lungo, oppure ritirarsi dal lavoro con un taglio della pensione.

Se si accetta il paradigma sul quale la Riforma Fornero si fonda, vanno accettare di conseguenza le azioni correttive che la Riforma Fornero introduce a tutela della sostenibilità del sistema previdenziale. In altre parole, per cambiare la Riforma Fornero occorre cambiare il paradigma sul quale la Riforma Fornero si fonda.

Riforma Fornero: per superarla va cambiato il paradigma su cui si fonda

Il paradigma è un quadro teorico generale di riferimento, un modello per studiare e spiegare i fenomeni condiviso da una comunità scientifica. I paradigmi possono cambiare nel tempo. Un cambio di paradigma, per esempio, c’è stato nel passaggio dal sistema geocentrico tolemaico (in cui la Terra è al centro dell’universo e tutti gli altri corpi celesti, incluso il Sole, le ruotano attorno) al sistema eliocentrico copernicano (in cui il Sole è al centro del sistema solare con i pianeti, compresa la Terra, in moto intorno ad esso). Un altro cambio di paradigma c’è stato nel passaggio dalla fisica newtoniana (centrata sui concetti di spazio e tempo assoluti) alla fisica einsteniana (centrata sui concetti di spazio e tempo relativi).

Nel diciottesimo secolo andò diffondendosi il paradigma malthusiano (dal nome dell’economista britannico Thomas Malthus che lo elaborò) che può essere descritto in questi termini: poiché la popolazione aumenta più velocemente della quantità di cibo sufficiente ad alimentarla, ci sarà sempre meno quantità di alimenti a disposizione della popolazione.

La conclusione cui arriva Malthus è che, in assenza di un metodo di controllo delle nascite, la crescita demografica genererebbe povertà. Ma ciò che è interessante notare è che, sostituendo i termini “popolazione”, “cibo” e “alimenti” rispettivamente con i termini “pensionati”, “nascite” e “lavoratori”, il paradigma malthusiano si rivela essere proprio il paradigma su cui si fonda la Riforma Fornero.

Il paradigma malthusiano è stato superato quando il progresso tecnologico ha fatto il suo ingresso nel settore primario: una quota decrescente della forza lavoro è riuscita a produrre alimenti più che sufficienti per una popolazione in continua crescita. Orbene, la Riforma Fornero potrebbe essere superata inserendo l’apporto tecnologico all’interno (piuttosto che all’esterno) del paradigma malthusiano che la sostiene.

Ne deriverebbe che: una quota decrescente di lavoratori attivi potrebbe riuscire a mantenere una popolazione di pensionati in continua crescita se si aggiungessero ai contributi dei lavoratori attivi i contributi derivanti dall’impiego della tecnologia (casse automatiche nei supermercati, ATM bancomat, servizi digitali – home banking, home insurance, booking online, teleconferenza, teledidattica,…).

Con la possibilità di incrementare i contributi facendoli versare anche alla tecnologia, la carenza delle nascite e, di conseguenza, la carenza di lavoratori attivi non sarebbero più un problema. Non vi sarebbe insufficienza di contributi con i quali pagare le pensioni e, pertanto, verrebbe a cadere la necessità di rimanere al lavoro per un periodo di tempo più lungo, oppure di ridurre l’importo pensionistico. Il ricambio generazionale diventerebbe una condizione naturale, i giovani potrebbero contare su un reddito da lavoro (piuttosto che di cittadinanza), permettersi di formarsi una famiglia e avere dei figli, ponendo quindi rimedio alla mancanza delle nascite: quella mancanza di nascite che, se per Malthus era una soluzione auspicabile, per Fornero è un problema da risolvere“.

Ringraziamo come sempre il Dott Claudio Maria Perfetto per gli originali e sempre interessanti spunti di riflessione, dal canto vostro cosa ne pensate delle sue considerazioni?

36 commenti su “Pensioni anticipate 2021, ultime: Ecco come si può superare la Riforma Fornero

  1. I sindacati non fanno per niente gli interessi dei lavoratori, nella situazione in cui ci troviamo la proposta Tridico è assolutamente accettabile, però i sindacati preferisco anzi farci crepare sul posto di lavoro (è meglio un asino vivo che un asino morto) prendere qualcosa in meno ma vivere 2 – 3 anni in più, meditate.

  2. io sono sicuro che il presidente dell’inps Tridico si è sbagliato nel proporre i 63 anni come età per accedere alla parte contributiva della pensione e i 67 per quella completa e adesso spiego il perchè; parliamo di anni di nascita: la quota 100 ha permesso ai nati nel 1957, 1958,1959 di andare in pensione (sempre avendo 38 di contributi); noi del 1960 ce la siamo presa nel culo pur avendo anche la quota e anche oltre (tra meno di 1 mese ho 101); e cosa fa adesso. ci rifotte una seconda volta; come dire che chi è nato nel 1959 avrebbe una nuova opportunità e noi del 1960 neanche una; sono sicuro che si è sbagliato altrimenti sarebbe un gran……………………………………………………….. capitoooooooooooooooooooooooooo

  3. L’errore è stato fatto in passato con le baby pensioni ed ora è difficile recuperare.
    Ho conosciuto un signore ,che con i suoi 85 anni ,è messo fisicamente meglio di me, e mi dice Valter io è da 35 anni che sono in pensione! Be io 35 anni di pensione non riuscirò mai a godermeli. Ed ecco perché si allunga l’aspettetiva di vita e noi “giovani”sessantenni ne abbiamo ancora da lavorare.
    Le teorie sono molto belle e in alcuni casi applicabili e risolutive, ma quando a casa mia ho un eccesso di spesa stringo il rubinetto invece qui si usano i nostri soldi con sproposito e a pagare sono sempre i lavoratori onesti.

    1. Repetita iuvant.
      Alle Baby pensioni, inferiori a tre volte il minimo, l’Inps propone la quattordicesima e comunque da sempre godono dell’adeguamento ISTAT completo.
      Se volessero penalizzare coloro che da oltre 30 anni le percepiscono avendo versato per solo 15/20 anni i contributi potrebbero farlo, ma preferiscono penalizzare le attuali, quelle che da 40 e più anni di versamenti contributivi.

  4. Finalmente uno che parla la lingua che capisco con senso logico……BRAVO
    fino ad oggi le cose erano in un certo modo …ma ormai i lavoratori non rimpiazzano i pensionati anzi….quindi si deve cambiare paradigma…..Aggiungo , visto che qualcuno ha già lavorato 40 anni….TROVATE I SOLDI PER QUESTI……..Gli altri si accontenteranno di redditi cittadinanza & affini vale a dire chi ha 30 anni di contributi e 65 di età non potrebbe spiegarci come ha fatto a vivere per 35 anni senza fare un TUBO? poi si potà dargli qualcosa MA CHI HA PAGATO CON IL SUDORE 40 o piu di contributi deve essere mandato in pensione subito| ..piuttosto Fermiamo i redditi ai politici ai CEO e a tutti quelli che prendono piu di 5mila € mese netti…che mi sembra già una bella paga.

  5. se qualcuno mi può rispondere ringrazio; non mi è chiara la proposta tridico sull’età nella quale partirebbe la parte contributiva. i 62 anni o i 63 anni; in alcuni scritti compare 62, in altri 63; sulla seconda è chiarissimo: 67 anni;

  6. Condivido appieno..certo che si può è il governo che è incapace..anzi se ne frega!! si riducano gli stipendi si combatti la grande evasione parliamo di 100 miliardi di Euro .è i soldi dei poveretti morti x il covid?…ma x favore!!!..è tutte le nostre tasse? pensionati tartassati..vergogna!!!…dobbiamo mobilitarsi tutti assieme..questa è la verità..

  7. Salve vorrei dire due cose semplici,la prima e’ dare la pensione a 41 anni di contributi penso che bastino, ( anche se ne ho maturati 42 anni ma per l’inps ne servono altri 10 mesi) ,poi l’altra cosa è dando la pensione a chi l’ ha maturata, potrebbero dare lavoro a chi percepisce il reddito di cittadinanza ,visto che si lamentavano dicendo che il lavoro non si trova perche’ la colpa era nostra (che ancora lavoravamo).Speriamo si decidano a fare la riforma nel modo giusto e al piu’ presto.

  8. Lasciare la quota 100 come ulteriore opzione oltre a ape social opzione donna ecc. anche in considerazione che sull assegn pensionistico si vengono a perdere sui 200€ si vuole togliere per una questione di principio scelta politica imfatti molti non hanno scelto di andare conquota 100 e allore perche’ tanto schiamazzo se in fin dei conti converrebbe alloStato?

  9. Sempre interessanti le proposte del Dottor Perfetto.
    Da sempre idee innovative che i nostri sindacalisti e, sopratutto politici, dovrebbero cogliere.

    Detto questo, dopo 41 anni di contributi, e/o con 62 anni di età, il lavoratore dovrebbe poter sciegliere di uscire dal mondo del lavoro ed andare in pensione!
    Io ho iniziato a lavorare a 20 anni dopo le superiori, adesso ne ho 59 e comprensivo dell’anno di naia, ne ho quasi 39 fatti.

    Ho avuto la fortuna di fare il lavoro per cui avevo studiato e mi è sempre piaciuto; sono consulente informatico, ma adesso ne ho veramente piene le balle di lavorare, anche perchè, non solo mi mancano le energie necessarie, ma c’è stato un imbarbarimento, nel mondo del lavoro, in questi ultimi anni, veramente drammatico.

    Cosa tieni prigionieri del lavoro noi vecchi ed i giovani a casa con il reddito di cittadinanza!!!
    Assurdo!

  10. l’introduzione sempre più massiccia delle macchine nei processi produttivi, non necessariamente soltanto in fabbrica, anzi … probabilmente ancora di più nel terziario, ha comportato una riduzione dei costi di produzione che sono andati tutti ad incrementare gli utili dell’impresa, sia in termini diretti, che indiretti favorendo una maggiore competitività e di conseguenza un aumento nuovamente degli utili diretti.
    non risulta che tali incrementi di utili si siano in qualche modo riversati, neanche parzialmente, nella tasche dei lavoratori, per cui trovo che l’analisi del dott. Perfetto sia corretta: bisogna fare in modo che le sempre meno persone attive rimangano in numero sufficiente a pagare il maggiore numero di persone ritirate dal lavoro … e ciò può avvenire aumentando la quota contributiva a carico dell’impresa.

    Dura la vedo … molto dura.

  11. Mi scusi Dott. Perfetto, ma questi contributi in Italia si chiamano tasse……………………….. o mi sbaglio?

    1. Sig. Giovanni, ci sono i contributi, le imposte e le tasse.

      I “contributi” vengono versati dai lavoratori attivi a enti previdenziali (es. INPS) e servono per finanziare le pensioni.

      Le “imposte” vengono versate dai lavoratori attivi e dai pensionati al fisco (Agenzia delle Entrate) e servono per finanziare servizi generali che sono a carico dello Stato (sanità, istruzione, difesa). Imposte sono l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) e l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto).

      Le imposte sono pagate ovviamente anche dalle imprese (es. IRES: Imposta sul Reddito delle Società).

      Le “tasse” servono invece per pagare servizi specifici. È il caso, per esempio, della TARI (TAssa sui RIfiuti).

      Il pagamento delle imposte è obbligatorio e vi fa riferimento l’Articolo 53 della Costituzione:

      “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

      1. Lo spunto riflessivo è interessante e condivido il pensiero che la conseguenza del calo dei lavoratori debba essere ripagato dalla tecnologia che ha consentito e consente enormi guadagni a fronte di pochi o messun posto di lavoro. Io immaginavo una tassa proporzionale al rapporto ricavi/posti di lavoro. Più il rapporto è alto, più tasse paghi, che vanno destinate a coprire la spesa pensionistica.

        1. Condivido appieno..certo che si può è il governo che è incapace..anzi se ne frega!! si riducano gli stipendi si combatti la grande evasione parliamo di 100 miliardi di Euro .è i soldi dei poveretti morti x il covid?…ma x favore!!!..è tutte le nostre tasse? pensionati tartassati..vergogna!!!…dobbiamo mobilitarsi tutti assieme..questa è la verità..

  12. E’ una bugia che la vita media aumenta
    2020 dati ISTAT la vita medi è diminuita di 1.5 anno c.a e nel 2021 diminuira’ largo circa di oltre 1 anno…poi vedremo.
    Inoltre per un amico le persone anziane deceduta avevano 3 patologie per il 90 % dei casi…
    Ma di cosa stiamo parlando?

  13. Sarebbe un’idea, se non fosse che i costi dei contributi delle aziende che usano la tecnologia verrebbero inevitabilmente girati agli utenti finali, cioè noi.

    1. Lei ha perfettamente ragione, sig. Francesco. Ci sarebbe da attendersi che le aziende trasferirebbero i maggiori costi di produzione sui loro prodotti, proprio come farebbero se i Sindacati richiedessero l’aumento dei salari dei lavoratori.

      Ma proprio qui sta il punto sul quale la tecnologia digitale ci induce a riflettere: poiché con la tecnologia digitale non abbiamo più a che vedere con macchine tipo “trattore da campo” ma con macchine guidate da software “intelligenti” orientate a raggiungere in maniera autonoma ma programmata determinati obiettivi, occorre trattare la tecnologia alla stregua della forza lavoro (e non più come capitale fisico). Si potrebbe in tal caso anche pensare ad un effetto sostituzione: se non si vuole far pagare i contributi alla tecnologia, allora si aumentino i salari dei lavoratori! Aumentando i salari dei lavoratori, aumenterebbero di conseguenza i contributi che i lavoratori verserebbero.

      La chiave di volta sono i contributi, che compaiono sia sul fronte lavoro che sul fronte delle pensioni: poiché i contributi vengono depositati dai lavoratori e prelevati dai pensionati (così funziona il nostro sistema a ripartizione), si rende necessario sviluppare una visione unitaria del mondo lavorativo e discutere allo stesso tavolo (e non su tavoli separati) sia la Riforma Pensioni che la Riforma Lavoro.

  14. Ma quali erano le persone che aiutavano ancora di più i figli ad andare a lavorare nel periodo del Covid-19 in particolare? …….. guarda caso i nonni, chi aiuta i figli che non hanno un lavoro e si vorrebbero creare una famiglia a riuscire a sopravvivere? …. I nonni.
    Chiedete voi in giro al piccolo artigiano che sia elettricista, un idraulico o altro qua l’è in assoluto la categoria che paga Sempre i lavori fatti?……guarda caso i Nonni ma Pensionati. Sono gli unici affidabili totalmente al giorno di oggi perché sono gli unici che fanno le cose semplicemente quando le Possono e non quando Vogliono farle.
    Ecco si parla sempre di aiutare l’Economia e vogliamo impedire alle persone che potrebbero fare questo di spingere la spesa interna facendo ripartire semplicemente perché chi ha diciamo da 62 anni in poi, soprattutto senza lavoro di andare in pensione?
    A me sembra che il sig. Perfetto abbia fatto una valutazione logica e sostenibile a dimostrazione che se si vogliono fare veramente, soprattutto le cose importanti si fanno. Facciamola finita con tutti questi mega esperti che continuano a dire che così no, in quell’altro modo no? C’è un cavolo di problema, RISOLVIAMO e basta. Facciamo andare anche Politici o quant’altro in pensione con il nostro stesso criterio.
    Usiamo i 500 milioni circa avanzati da quota 100 o i miliardi circa 10/11 avanzati o che avanzeranno per il mancato pagamento per tutte le persone anziane morte per il Covid-19. E i soldi che non vengono pagati ma che l’Imps ha già in cassa pagati da persone che muoiono prima di andare in pensione o subito dopo? Creiamo un fondo con questi soldi e vedrete quanti sono quelli da poter usare per mandare in pensione le persone che hanno diciamo da 62 anni in poi o 40/41 anni di marche pagare e diamo il lavoro ai giovani che andrebbero al posto loro.grande Perfetto grazie per i consigli che ci dai

  15. Credo che una riforma adeguata per tutti (Lavoratori e Parte Pubblica) è andare in pensione con un minimo di età di anni 62 e avere almeno 40/41 anni di contributi (una quota 102/103 per tutti). Sarebbe come la vecchia norma 57 anni di età con 35,6 anni di contributi. Poi si potrebbero aggiungere per particolari situazioni un pensionamento anticipato.

  16. Ottima intuizione da professionista preparato… a differenza di altri che hanno trovato la soluzione più semplice ma dannosa per tante persone…. tanto nel …tante persone.. soprattutto..lei la professoressa non ci sarà mai… tanto meno ci saranno i suoi figli.
    Facile risolvere così i problemi.

  17. Ottimo lavoro di ricerca e risoluzione del Dott. Claudio Maria Perfetto. Quando si vuole si trovano le soluzioni ma come sempre il problema rimane sempre lo stesso: saranno disposti a mollare il malloppo del guadagno i soliti ignoti ingordi? È questo il vero problema! Ma pongo la mia fiducia nella formula del Dott. Perfetto che trovi larga adesione per la sua conseguente applicazione. (P.S.: nella nomenclatura delle tecnologie ci inserirei proprio tutte, comprese quelle che sono utilizzate nelle industrie che hanno sostituito posti di lavoro)

  18. Bellissimo ragionamento.
    Il problema è: chi sono i “padroni della Tecnologia”.
    Risposta semplicistica: gli stati e i ricchi/ricchissimi imprenditori privati!
    Chi sarà tassato alla fine se lo stato siamo noi?
    Taglieremo per caso la lunghezza degli Yacht dei ricchissimi, o daremo al popolo solo le biciclette per pedalare.
    Churchill :
    “Io affermo che quando una nazione tenta di tassare se stessa per raggiungere la prosperità è come se un uomo si mettesse in piedi dentro un secchio e cercasse di sollevarsi per il manico.”

    1. churchill , se è vero che la disse, disse una grnade boiata.
      innanzitutto bisogna prima definire “prosperità” … perchè per me 2000 euro al mese pro-capite sono prosperità e per un altro potrebbero essere ciò che spende in caviale e champagne in una sera.
      secondariamente, qui non si tratta di tassare chi prospero non è, ma chi è lo è, ed in misura tanto maggiore quanto maggiore è la sua prosperità,
      ed usando il ricavato re-distribuendolo fra i non prosperi … in termini di servizi, di welfare e perchè no, anche di stipendi più vicini ai 2000 al mese.

      1. Più che la frase, ammesso che sia vera e del ministro inglese, mi soffermerei sul fatto di comprendere data la discussione: chi sono i “padroni della tecnologia” (gli imprenditori?, gli Stati? le unioni di stati ? le lobby? altri non meglio conosciuti in grado di ricattare perfino gli stati?) e come sia possibile “tassarli” evitando che le girino poi a noi o peggio.
        Io credo che se fossero solo gli Stati sapremmo almeno con chi prendersela perché i rappresentanti li eleggiamo noi, quindi potremmo decidere ad esempio se ci aggrada un mondo pervaso dal socialismo, dal liberalismo o altro.
        Ma gli Stati sono molti e spesso in guerra economica tra loro.
        Se fossero, come lo sono, anche gli imprenditori sarebbe un poco più difficile; quello brianzolo magari lo incontriamo tutti i giorni al Bar, quando ci sentiamo dire che siamo stati acquistati da una multinazionale la conosciamo se blasonata, già quando ci parlano di Fondi, di Private equity o altri la trovo dura perché, di fatto, non li vediamo nemmeno in fabbrica e il liquidatore una volta fatto il lavoro sporco sparisce in attesa del prossimo.
        Ormai scopriamo questi “mondi finanziari” da un giorno all’altro solo perché dalla sera alla mattina chiudono le fabbriche, ora lo fanno anche grazie alla tecnologia di una Mail e la scusa è sempre perché altrove costa molto meno.
        Leggevo che lo stipendio di un operaio in una società cinese in grado di produrre apparecchiature ad elevata tecnologia nel campo della video sorveglianza percepiva un equivalente di 150 euro mensili.
        Hai voglia a pensare di tassare la tecnologia fintanto che esisterà nel mondo il dumping salariale, quando tutti su internet cerchiamo quello che costa meno perché il mondo è diviso tra chi produce a basso costo e chi nelle società avanzate la vuole “signorile e di massa” fino a che poi si scopre che il posto di lavoro è svanito.
        Io non la vedo semplice come parrebbe esposta dal bellissimo ragionamento del Dottor Perfetto.
        Penso che la globalizzazione abbia reso gli Stati più deboli e poiché domina la finanza sarà difficile spuntarla per il bene di tutti.
        Ovviamente mi auguro di sbagliare ma credo che le tasse tecnologiche in assenza di uno “Stato Globale” e di un ”Gran Reset generale” non possono risolvere il problema, viviamo ancora in un mondo legato alle bombe e alle guerre e chi mangia caviale, a me non piace, esiste e temo esiterà per molto ancora.
        Con simpatia e nel piacere di una discussione la saluto.

  19. Ma i politici i baby pensionati chi percepisce pure quella dei nonni come eredità tutto questo vi sembra equo?
    Andare in pensione a quasi 68 anni vi sembra equo?
    Nazione fallita che non genera lavoro e foraggia solo Confinfustria.

  20. Avevo pensato la stessa cosa (ed io non sono né un economista né il genio della lampada). Basta vedere le cose con intelligenza! Chi é che non consente al lavoratore di versare i contributi all’INPS? Le macchine che hanno sostituito il lavoratore!!! Quindi é sufficiente fare versare a chi sfrutta tali macchine il pari importo contributivo che avrebbe versato il lavoratore sostituito appunto da tali macchine!!!!!!! Logico no????

  21. L’errore di base è che i ns. contributi non devono servire a pagare le pensioni di oggi ma devono servire a pagare le ns. di pensioni. Invece servono a pagare i vitalizi e le megapensioni di questi maledetti politici. Perché non iniziate voi a cambiare i vs.stratosferici privilegi ed allora vedrete che ci saranno i soldi anche per le ns. pensioni. MALEDETTI CHE NON SIETE ALTRO SPERO CHE TUTTI I SOLDI CHE PRENDETE VI SERVANO IN MEDICINE ED OSPEDALI.

  22. Premetto che per 7 mesi non posso usufruire di quota 100.
    Per cui prorogare quota cento senza penalizzazioni ….. promuovere quota 41 xché 41 anni di lavoro SONO UNA VITA !!!
    Separare la previdenza dall’assistenza
    Assumere assumere assumere per poter pagare le pensioni del futuro

  23. Si vive sempre più a lungo????? State scherzando???? Non bastavano tumori, infarti fulminanti….,…. anche tra i giovanissimi , ci si è messa pure la pandemia. Tantissimi morti e tantissime pensioni che l’ Inps non paga. Non parliamo poi di tutte le pensioni per accompagnamento! La vita si era allungata per la generazione dei novantenne ma noi 50/ 60 siamo in parecchi che la pensione non la vedremo dopo aver pagato contributi per tantissimi anni. L’ importante sono le vostre pensioni quelli dei dirigenti, dei politici . Vogliamo parlare dei vitalizi. È una vergogna assoluta. Chissà come mai ci sono sempre meno nascite! Dove sta il lavoro? La gente muore di fame. Se qualcuno lavora, lavora in nero, sfruttato e mal pagato. Lavorano solo i vecchi. I giovani quando si potranno fare una famiglia, un futuro? I sindacati dove sono? Pensano solo ai loro stipendi e alle loro future pensioni. Se non posso andare in pensione, io come tanti altri, è perché quando ero giovane per lavorare ho dovuto farlo senza contributi e per quattro soldi. Vergogna!

  24. Io penso che proprio trattandosi di aspettativa di vita che per ovvi motivi ” La Pandemia ” non è andava avanti ma si è fermata a 65 anni. Adesso che comunque uno prima poteva con 66 anni di anticipare la pensione di vecchiaia o comunque 66 e 3 mesi anticipasse la pensione sempre di vecchiaia ,nessun Avvocato possa studiare se ci sono i presupposti per un ricorso al riconoscimento anticipo di vecchiaia visto che le aspettative di vita non è cresciuta visto la che la pandemia covd- 20 è fermo a 65 anni?Grazie.

  25. Le macchine che hanno sostituito gli uomini nel processo produttivo non prendono la pensione ma potrebbero pagare la contribuzione, mettendo il sistema in equilibrio.
    Anzi chi usa le macchine al posto degli uomini dovrebbe contribuire ancora di più.

  26. fateci andare in pensione, liberiamo posti per le nuove generazioni; così avranno un lavoro stabile, potranno pensare al futuro, faranno una famiglia, le nascite aumenteranno e così ci saranno più persone che potranno sostenere le nostre pensioni, semplice no…………………………. ci vuole tanto a capirlo…………………….

    1. Ehhh! Caro amico (scusa se ti do del Tu) non hai capito il PARADIGMA….. Pensa che sono andati a scomodare addirittura il sistema geocentrico tolemaico, il sistema eliocentrico copernicano, addirittura la fisica newtoniana e la fisica einsteniana e ultimo ma non ultimo Thomas Malthus.
      Praticamente lunghi discorsi su fenomeni di un quadro TEORICO, per imbrogliare le carte per nascondere che in realtà loro sono piu’ preoccupati di NOI, perchè se non ci fanno lavorare fino alla morte, secondo Te chi paga le loro pensioni? Altro che pensare al futuro dei Giovani, alla Donne ecc….

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