Pensioni anticipate 2021 ultime novità: gli interventi in LdB superano la riforma Fornero?

Riforma pensioni 2021, ultime Catalfo: sarà pronta per giugno 2021

Con l’ultima legge di bilancio approvata, non è stata fatta una vera e propria riforma delle pensioni, ma sono stati rinnovati alcuni canali di uscita anticipata dal mondo del lavoro, soprattutto tramite scivoli che accompagnano alla pensione vera e propria. Anche per il 2021 si registra l’ulteriore proroga di opzione donna e l’estensione di un altro anno dell’ Ape sociale. Inoltre è stata prolungata la vita anche del contratto di espansione, contestualmente rinnovato per quanto concerne lo scivolo di cinque anni che accompagna i lavoratori più anziani alla pensione, ora accessibile da parte di aziende con almeno 250 dipendenti (invece dei precedenti mille), mentre per un altro triennio, quindi fino al 2023, l’isopensione avrà una durata massima di sette anni.

Pensioni anticipate 2021, nessuna riforma strutturale effettuata: cosa succederà a quota 100?

E poi per tutto il 2021 è ovviamente presente l’ultimo anno di quota 100, quantomeno con le caratteristiche attuali, che consentono di andare in pensione con almeno 62 anni di età e 38 di contributi. L’anno prossimo il requisito anagrafico potrebbe essere portato a 64 anni, un valore molto vicino all’età media, 63,8 anni, di chi ha utilizzato quota 100 nel 2019, quindi, nei fatti, quota 102. Il requisito anagrafico di 64 anni peraltro coinciderebbe con l’età minima richiesta per la pensione anticipata di chi è soggetto interamente al sistema contributivo.

Infine, c’è la nona salvaguardia a favore degli esodati, a quattro anni di distanza dalla precedente, decisa per mandare in pensione con le regole ante riforma 2012 un massimo di 2.400 persone (a fronte di oltre 400mila pensionamenti di vecchiaia/anticipata effettuati all’anno).

Pensioni anticipate 2021: in legge di bilancio si ammorbidisce la riforma Fornero

Dunque, a fronte di requisiti invariati dal 2019 e almeno fino al 2021 per tutti i tipi di pensionamento (fino al 2026 per alcuni, secondo quanto stabilito dal decreto legge 4/2019) gli interventi previdenziali contenuti nella legge di Bilancio 2021 vanno tutti nella direzione di continuare ad ammorbidire gli effetti della riforma di fine 2011. Misure comunque provvisorie che non portano a un vero e proprio superamento della riforma ma a una gestione della stessa anno per anno.

Per la stessa logica è stata rinviata la decisione sulla revisione del meccanismo di adeguamento dell’importo degli assegni previdenziali all’inflazione. Anche in questo caso il sistema di calcolo, in vigore dal 2012 seppur con qualche successivo ritocco, seppur ritenuto da più parti troppo severo, non è stato sostituito. ANcora una volta quindi si nota come non vi siano riforme strutturali in cantiere ma si proceda con misure di anno in anno.

Infine, va ricordato che per molti lavoratori (soprattutto i più giovani) sarà necessario investire in previdenza complementare, perché la pensione probabilmente non sarà sufficiente per mantenere un livello di vita adeguato a causa di una pensione che sarà percepita tramite il sistema contributivo puro. L’adeguatezza della pensione sarà uno dei temi rilevanti del futuro, perché tra stipendi bassi, lavoro discontinuo e possibili cadute (già avvenute due volte negli ultimi 12 anni) del prodotto interno lordo, a cui è agganciata la rivalutazione dei contributi versati, gli assegni previdenziali dei lavoratori soggetti al sistema di calcolo interamente contributivo rischiano di essere troppo bassi e al momento non vi sono soluzioni in arrivo dal Governo. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito a fine articolo, aspettiamo il vostro parere!

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