Pensioni anticipate 2021, ultime oggi 29 dicembre: quota 41 ormai sepolta?

Riforma pensioni 2021, boom di consensi per la proposta dei quota 41

Sui social e sul nostro sito non si parla altro da giorni, la legge di bilancio non ha prodotto moltissime novità in tema di riforma pensioni, se non qualche proroga che ormai era nell’aria da tempo, come quella di 1 solo anno per opzione donna e ape sociale. Una piacevole novità seppur dal risultato parziale é stata quella relativa alla riapertura della nona salvaguardia degli esodati, ma solo per 2400 esclusi dalle precedenti, e la parificazione tra part time verticale e orizzontale. Ma sembra essere completamente venuto meno ogni riferimento alla quota 41, l’uscita anticipata che permetterebbe, indipendentemente dall’età, di uscire avendo maturato 41 anni di contributi nel corso della propria vita lavorativa . Una misura tanto cara ai precoci e a quanti hanno iniziato a lavorare in giovanissima età, ma che ora sono rimasti esclusi sia da una misura ad hoc, la quota 41 senza se e senza ma, che andavano richiedendo da tempo, quanto dalla quota 100 che prevede di avere almeno 62 anni d’età per poter accEdere alla quiescenza. Molti precoci sono under 60 e dunque pur avendo i 38 anni di contributi necessari per la quota 100 non riusciranno nemmeno entro il 2021, data di scadenza della misura, a compiere i 62 anni richiesti. Le parole di Mauro D’Achille, amministratore del gruppo Lavoro e Pensioni: problemi e soluzioni, ben sintetizzano quanto verrà approvato con la legge di bilancio e chi resterà fuori, per l’ennesima volta. Tra i commenti rilasciati sotto al post anche quello di chi come Cristian Cuppi, noto nel gruppo precoci, ben manifesta l’amarezza dei quarantunisti.

Pensioni anticipate e legge di bilancio: beneficiari ed esclusi dalla riforma

Così D’Achille sulla sua pagina Facebook questa mattina sintetizza in 4 punti le principali novità, se di novità si vuol parlare, della legge di bilancio ed associa ad ogni punto la ratio insite nella misura stessa, ratio che potrebbe aprire ad un interessante confronto: “Con la scontata approvazione della legge di bilancio domani al Senato, in campo previdenziale le novità sono queste:

  1. Proroga di un anno per opzione donna (RATIO: se vuoi andare in pensione prima di quando ti spetterebbe, devi accettare una decurtazione dell’assegno)
  2. Proroga di un anno di Ape Social (RATIO: puoi andare in pensione prima, se appartieni ad una categoria fragile)
  3. Nona salvaguardia per alcuni esodati (RATIO (pungente nei confronti del Governo) le ragioni economiche vengono prima di quelle del diritto)
  4. Unica novità, parificazione tra part time verticale e orizzontale (RATIO: a parità di settimane lavorate corrisponda parità di settimane versate)

Poi procede con un’analisi generale: “C’è poco da girarci intorno e da fare ipotesi più o meno verosimili: la riforma delle pensioni che verrà discussa, approvata e applicata dal 2022 non può far altro che vertere su queste ratio: potrà andare in pensione anticipata rispetto alla Fornero chi si trova in stato di oggettiva fragilità (come da requisiti ape social). Tutti gli altri, potranno andarci soltanto se accettano una riduzione dell’assegno“. Cosa ci si potrà aspettare dunque post quota 100, nel 2022? Per D’Achille ben poco viste anche le oggettive difficoltà economiche e le scarse risorse a disposizione messe a dura prova dal contesto pandemico in atto.

Pensioni anticipate, quali misure dal 2022? Quota 41 sogno svanito

Così conclude D’Achille: “Ci sarà un ampliamento, spero corposo, in merito a lavoratori fragili e lavori gravosi. Forse, un bonus per le donne riconoscendo loro il lavoro di cura. Forse, una definitiva sanatoria per gli ulteriori residui esodati. Purtroppo la già fragile situazione economica è stata devastata dall’emergenza sanitaria. I fondi next generation dovranno essere gradualmente restituiti, e non potranno essere utilizzati per spese che non siano di carattere espansivo (checché se ne dica, hanno molte condizionalità in più rispetto al MES sanitario, e la spesa previdenziale non è espansiva).Non è pessimismo, ma la dura realtà.

Cristian Cuppi, lavoratore precoce, dalla sua approvando la lucida analisi di D’Achille sintetizza l’amarezza nonché ‘la resa’ interiore dei lavoratori precoci, che hanno ormai compreso, che purtroppo nulla verrà fatto in tempi brevi per loro: “Il tuo scritto è un riassunto, una disamina della realtà, inasprita, appunto, da una situazione economica ancora più fragile. Con la quota 100 di 2 anni fa avevo ben capito che si seppellivano le aspettative per precoci e 41unisti“.

Anche Luigi Metassi, fa notare come le parole di D’Achille siano “una lettura lucida ed obiettiva di quanto, nelle migliori ipotesi, ci potrà portare il Nuovo Anno in tema di pensioni”, per buona pace, ci viene da aggiungere sperando di sbagliarci, dei precoci e dei quarantunisti che difficilmente potranno sperare nella tanto desiderata quota 41.

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4 commenti su “Pensioni anticipate 2021, ultime oggi 29 dicembre: quota 41 ormai sepolta?

  1. Io non capisco come si possa continuare imperterriti a sostenere questa MACRO ingiustizia nei confronti di chi ha iniziato a versare contributi in giovane età , che dall’età di 15-16-17 anni non ha fatto altro che lavorare , che già da quella età non ha mai potuto permettersi più di 2 o i più fortunati 3 settimane di ferie estive perchè dovevamo rientrare in fabbrica a lavorare .Questi sono i PRECOCI ragazzini che hanno bruciato tutti gli anni migliori per il lavoro . Ora si devono sentir dire dopo 41 anni di sacrifici lavorativi che non ci sono più soldi o ancor peggio che hanno maggior diritto alla pensione chi ne ha lavorati solo 38…però posso andare se ho la “fortuna” di essere in Dialisi o in cura oncologica , se sono malato cronico o ho un genitore /moglie o figlio da curare e accudire e lasciamo perdere le BARZELLETTE sulle identificazioni dei lavori gravosi/usuranti.. Ma in che paese viviamo , io dico : è possibile che difronte a queste leggi oscene , inique e demenziali la Giustizia non possa intervenire vista la completa inefficienza e incapacità di qualsiasi classe politica che ci ha e che tutt’ora ci sta’ governando di legiferare in merito e che preferisce continuare imperterrita a condividere ed accettare queste MACRO ingiustizie , pur di non mettersi a lavorare per Risanare questi scempi legislativi??? A questa gente io direi : Sai non ci sono più soldi e quindi non ti posso pagare più lo stipendio….

  2. D’Achille, Metassi e altri, stanno semplicemente dicendo quello io commento da oltre un anno, con l’aggravante che quest’anno, complice la pandemia, è ancora peggio. Strano paese l’Italia, un paese in cui i propri cittadini osannano chi i problemi, le disparità, le ingiustizie li crea e poi critica e maledice chi quei problemi, quelle disparità, quelle ingiustizie le deve risanare. Così è successo nel 2011 con l’arrivo di Monti e della Fornero che si sono assunti la fastidiosa responsabilità di risanare i conti del devastante governo precedente, così sta succedendo adesso che critichiamo questo governo che in piena crisi sanitaria, dovrebbe riparare i danni pensionistici provocati da altri. Bisogna essere onesti con se stessi e ammettere che una nuova legge sulle pensioni, al momento attuale, è impensabile e soprattutto è impossibile una legge favorevole come la quota 100, una compravendita di voti a favore di qualcuno contro tutti gli altri lavoratori creando appunto quei problemi di difficile soluzione. Una vergogna tutta italiana di cui noi cittadini siamo responsabili votando alle elezioni dei saltimbanchi della politica che promettono miracoli. Che poi questi miracoli, in un periodo senza crisi economica e senza pandemia si siano trasformati in una miserrima quota 100 è quello che ci meritiamo.

  3. 41 anni di lavoro sono tantissimi e sempre meno ne potranno usufruire in futuro… E’una cattiveria bella e buona non volerla fare… I soldi li trovino dagli sprechi… Togliere provincie, accorpare comuni piccoli in comuni più grossi, centralizzare le spese sanitarie di tutta Italia e così via…
    Manca la volontà politica, e si attaccano a tutto… Basta!!!!!

    1. Ormai era chiaro:
      Ma che flessibilità o norme migliorative…che mi potevo aspettare?
      Ad oggi 60 anni, quasi 42 di contributi, non usurante(!!!!!), non rientrante nella schifosa quota 100,
      A 63 anni avrò quota 107/108 …
      Vogliamo battere tutti i record?: uscendo a 67 avrei la bellezza di quota 115…
      Ditemi se vi sembra normale

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