In questi giorni sul fronte riforma pensioni sono tornati a farsi sentire i sindacati che hanno chiesto un incontro urgente col Governo in vista della prossima scadenza della quota 100, soprattutto per comprendere come evitare di finire nel ‘famigerato’ scalone dal 2022 in poi e per fare proposte relativamente alla flessibilità in uscita, dai 62 anni o con quota 41, alla pensione di garanzia per i giovani e alla valorizzazione del lavoro di cura per le donne.
In tale dibattito si inserisce anche il parere dell’esperto previdenziale il Dott Claudio Maria Perfetto, autore del libro ‘L’economista in camice‘, che sostiene che il Governo per prendere una decisione con buona probabilità terrà conto almeno di due aspetti: ridurre la spesa pensionistica, mantenere la spesa pensionistica sostenibile. Il Governo tenuto conto di questi aspetti potrebbe decidere di ripristinare in toto la Riforma Fornero, a detta del Dott Perfetto, invece, la Riforma Fornero andrebbe letteralmente invertita con una Nuova Riforma, che non si basi più sull’aumento del tasso di occupazione degli anziani, ma……nel dettaglio le sue considerazioni:
Pensioni anticipate 2021, di cosa terrà conto il Governo post quota 100?
Così il Dott Perfetto in un commento rilasciato sul nostro portale rispondendo ad alcuni altri lettori che sono intervenuti nel dibattito virtuale sulla nostra piattaforma: “Ci sono due aspetti di cui il Governo deve tenere conto: 1) ridurre la spesa pensionistica; 2) mantenere la spesa pensionistica sostenibile.
Sui soldi risparmiati di Quota 100 non è possibile fare affidamento. In linea di principio, entro il 31 dicembre 2021 tutti gli aventi diritto potrebbero aderire a Quota 100. Quindi, i risparmi ipotizzati si volatilizzerebbero in un battibaleno. Inoltre, occorre tenere conto che coloro che hanno maturato i diritti per Quota 100 entro il 31 dicembre 2021 potrebbero esercitare il loro diritto di andare in pensione con Quota 100 nel 2022, oppure nel 2023, oppure nel 2024, in base alla cosiddetta “cristallizzazione dei diritti acquisiti”. In definitiva, i “risparmi” di Quota 100 sono solo “ipotetici”.
Per quanto riguarda i soldi risparmiati per le pensioni dovuti ai decessi causati dal Covid, questi sì che sono risparmi reali. Tali risparmi potrebbero essere impiegati per finanziare nuove pensioni che andrebbero a “compensare” le pensioni mancanti dovute ai decessi. Ma la logica della contabilità impone al Governo di utilizzare tali risparmi per ridurre la spesa pensionistica, e non già per mantenerla ai livelli attuali. Attenzione! il Governo non ha la possibilità di scegliere come impiegare i risparmi derivanti dalle pensioni: è obbligato a fare ciò che farà!
L’obbligo deriva dagli impegni che il Governo si è assunto nei confronti dei Paesi partner europei, impegni che sono esplicitati con decisione nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in riferimento alle Raccomandazioni 2019 del Consiglio europeo (“si richiede di attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale e spesa pubblica favorevole alla crescita” – PNRR, #NEXTGENERATIONITALIA firmato da Mario Draghi, pagg. 25-26).
Pensioni anticipate 2021: come mantenere la spesa pensionistica ad un livello accessibile?
Poi prosegue Perfetto: “L’altro punto (il punto 2 prima accennato) è mantenere la spesa pensionistica a un livello sostenibile. Qui il problema è ben più difficile da risolvere.
Per mantenere la spesa pensionistica “strutturalmente sostenibile”, è necessario che le pensioni vengano pagate con i contributi dei lavoratori attivi. Ciò è problematico, se si pensa che da un lato i lavoratori attivi tendono a diminuire a causa delle poche nascite che ci sono all’anno, mentre i pensionati tendono a vivere sempre più a lungo (lasciamo da parte il Covid, che è un caso del tutto eccezionale). Con questo impianto di sistema previdenziale che si basa su elementi demografici, non c’è altra soluzione che: 1) riattivare il meccanismo automatico dell’aspettativa di vita; 2) allungare sempre di più il periodo di permanenza al lavoro.
In altre parole, la soluzione è la Riforma Fornero.
Ho analizzato le cose dal punto di vista del Governo. Il mio punto di vista è invece opposto. A mio avviso la Riforma Fornero va letteralmente invertita con una Nuova Riforma, che non si basi sull’aumento del tasso di occupazione degli anziani, ma sull’aumento del tasso di occupazione dei giovani, i soli che possono incrementare i nuovi consumi, la produzione e quindi l’occupazione“
Cosa ne pensate delle considerazioni del Dott Claudio Maria Perfetto? Si riuscirà a cambiare la Riforma Fornero, invertendone il principio attraverso una nuova riforma? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.
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La proposta più logica è quella di far andare in pensione i lavoratori a 62 anni senza penlizzazioni. Noi non siamo più in grado i stare dietro alle novità tecnologiche e i giovani sono alla disperata ricera di lavoro.
Quindi a eno che tutte le chiacchiere che in questi giorni i politici fanno non abbiano come unico scopo quello di prendere in giro i lavoratori, si tagiassero i vitalizzi e dessero la possibilità alle persone di avere una vita vivibile dopo la pensione.
Non fatevi illusioni, gente vi parlo da neo pensionato,gli assegni sono da fame, 44 anni di contributi, 1090 euro mensili, ho fatto un po’ di conti, e il sistema contributivo che mi ha fregato, 19 anni di versamenti col retributivo, altri 25 col contributivo, quindi sistema misto. Ma se i versamenti erano interamente col retributivo l’assegno era di 1570 euro, se invece era tutto contributivo sarebbe stato di soli 770 euro. Le pensioni quindi che i contributi partiranno dal 1996 in poi saranno calcolate interamente col sistema contributivo, difficilmente spereranno i 1000 euro, Fortuna mia sono un autonomo e posso continuare a lavorare, continuando lo stesso a pagare i contributi all,Inps, e credetemi di contributi in 44 anni ne ho già pagati veramente tanti ma tanti, vi auguro buona fortuna a tutti
.
Ho 61 anni e42 anni di contributi cosa devo aspettare 64 anni e 38 di contributi sindacati svegliatevi
Andiamo via da questo cesso di paese.
ORA PROPRIO BASTA ! VERGOGNATEVI ! NON PUÒ ESISTERE CHE SIANO DISTRIBUITI MILIARDI A PIOGGIA CON IL “REDDITO DI CITTADINANZA” E “ALTRI ASSISTENZIALISMI” PER GENTE CHE NON HA MAI VERSATO NULLA ALLO STATO E PER NOI DOPO AVER CONTRIBUITO ALLA CRESCITA DEL NOSTRO PAESE DOPO 41 ANNI DI MASSACRANTE LAVORO.. NULLA !!! ANZI SE HAI 60 ANNI E SEI DISOCCUPPATO ANCHE SE HAI GIÀ 41 ANNI DI VERSAMENTI LO STATO TI CHIEDE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO DI CONTRIBUTI VOLONTARI !!! CHE SCHIFO !!! C’È QUALCUNO CHE DICE QUALCOSA? I SINDACATI DOVE SONO ? I SINDACATI NON HANNO CAPITO CHE QUESTA È LA LORO ULTIMA POSSIBILITÀ !!! SE FALLISCONO QUESTA VOLTA È DEFINTIVAMENTE FINITA !!
Io non credo di scoprire l acqua calda ma se lasciassero tutto come è, e poi lasciare che ognuno possa decidere di andarci se vuole anticipare con minimo 41 di contributi o con 62 anni e 38 di contributi, con le penalizzazioni proposte da Tridico (contributivo fino ai 67 o fino ai 42 anni + 10 + 3 mesi e conguaglio al raggiungimento di quanto in vigore oggi) non sarebbe tutto più semplice e nessuno si sentirebbe danneggiato.
Ognuno si fa i propri conti se gli conviene va, se no resta al lavoro. Ho paura che la riforma non porti a nulla di migliorativo, solo più confusione e malcontenti.
Tutti sbagliano compreso lei riguardo la speranza di vita perché essa cambia continuamente infatti la stessa fornero la stima l’ha fatta sulle persone anziane di oggi che sono quelle andate in pensione con le beby pensioni non certo con 67 anni o con 43 di contributi (esperti di cosa?)
È giusto cio che dice ma credo che al governo qualcuno pensa e stima che tenendo a lungo al lavoro anziani si risparmi perché molti non la vedranno.sperano che moriamo prima.
Forse non avete ancora capito: ci state portando all’esasperazione.
Tradotto significa che possono nascere azioni incontrollati.
Scherzateci ancora.
ragazzi e ragazze: che folla oggi a Venezia; eravamo ben in 50; ops: mi sono confuso; eravamo ben in 15; op mi sono confuso; sapete in quanti eravamo: “””” 2″ mi avete capito: 2 persone; poi non lamentiamoci se fanno quello che vogliono; tanto hanno capito che protestiamo ma quando bisogna esserci…………………… io ho la coscienza a posto; speriamo domani in tantissimi nelle piazze d’italia forza ragazzi e ragazze
Voglio dire la mia anche se dopo tutti i commenti sembrerà impopolare ma va bene quota 101 o 102 ma per tutti … ma perché io 60 o 61 enne dovrei lavorare piu di 43 anni e vedere andare in.pensione chi ne ha fatti un pagati 38 o 39 scusate ma ballano 5 anni e non è uno scalone anche questo. La pensione di anzianità lo dice la parola è una cosa, e 65 anni mi sembrano più che sufficienti, ma l anticipata che già odiosa solo per il nome, deve essere uguale per tutti e legata ai soli anni di contributi pagati o se siete vuole associati agli anni di età ma la somma deve essere uguale x tutti.
Ragionamento perfetto del dr. Perfetto. Puntare sulla carriera pensionistica dei giovani per coprire i costi previdenziali dei pensionandi… Talmente semplice che, se verrà adottato dal Governo, consentirà un ricambio generazionale nel mondo del lavoro che è un passaggio obbligato per un futuro di opportunità per i giovani e di decorosa pensione per gli anziani… chissà…
Per rispondere al sig. Roberto Santagiuliana:
Non prendetevela con il burattino di turno .. ma con i burattinai ..
Buongiorno ,si continua giustamente /ingiustamente a parlare di quote ,il mio caso è che ad oggi ho 41 anni di lavoro e 60 anni di età ,gia’ con quota 100 non mi è stato possibile accedere alla pensione ,sostituendo quota 100 con 101 ,102 mi troverei a lavorare altri anni in piu’quindi non avrei nessun beneficio ,per me sarebbe meglio la fornero ,se si vogliono applicare questi parametri sarebbe opportuno considerare chi ha gia’ tanti anni di lavoro quindi una quota 41 per tutti a prescindere dall’eta’ e poi innestare le quote suddette per agevolare all’uscita le persone con meno anni lavorati ,chiaramente queste cose si sanno molto bene e non capisco perchè non si applicano ,per i soldi invece non credo che non si possono trovare .
Sono pienamente d’accordo con il suo post. 41 di contributi e non si può andare in pensione perché ho 61 anni. Si premiano chi ha maturato 38 anni. Non ho più parole
Ottima risposta. I miei complimenti
Quello che non capisco è perché non viene introdotta una flessibilità di uscita a seconda dei casi ed invece si vuole a tutti i costi scrivere delle regole pensionistiche universali-
Perchè non consentire ai lavoratori la possibilità di uscire dal mondo del lavoro andando in pensione con la sola quota contributiva con gli unici paletti d’aver versato almeno 38/40 anni di contributi e che l’assegno pensionistico sia di importo tale da non costringere poi lo stato ad assistere il neo pensionato.
Se un lavoratore va in pensione con i suoi contributi non ruba niente a nessuno si riprende indietro solo i suoi soldi versati e ovviamente rivalutati.
E’ chiaro che se un lavoratore decidere d’andare in pensione a 57 anni il SUO montante contributivo andrà diviso per gli anni che mancano per raggiungere quella che sarà l’aspettativa di vita elaborata dall’ISTAT. Ad esempio se la nuova aspettativa di vita sarà di 82 anni vorrà dire che i contribuiti andranno divisi per 25 anni (se decide d’andare in pensione a 57 anni). So benissimo che di questi casi non ce ne sono molti in Italia ma comunque è corretto introdurre questa possibilità che, ribadisco, non grava sulle spalle di nessuno –
Ivan te lo dico io il perchè; dopo 40 anni di lavoro con il solo contributivo vai in pensione con un importo molto vicino al RDC. Ti sembra giusto ?
Io vado in pensione tra poco con quota 100, con 42 anni di lavoro e 62 appena compiuti, non intendo rimanere di più al lavoro, ma dire che l’importo è vicino al RDC è un pò improprio, semmai prendi un pò meno del tuo attuale stipendio…
Si rende conto che con la sua proposta, chi ha lavorato di più e versato più contributi, prenderebbe un assegno di gran lunga inferiore rispetto ad un quota 100 che prende adesso un assegno misto, retributivo+contributivo ? Questa non sarebbe una piccola penalizzazione, ma una cattiveria bella e buona oltre che un furto megagalattico.
oggi a Venezia; ore 18 sede rai più siamo e meglio è; dai ragazzi, almeno avremo tentato
Salve scusate ma io vorrei una risposta dai politici perchè sento dire di continuare eventualmente la quota 100 oppure 101/102/103 e vorrei capire come possono ritenerla una cosa giusta.
Perchè devono costringere una persona a continuare a lavorare per mandare in pensione una persona che già ha lavorato meno di lui? Solo perchè quello che andrà in pensione ha avuto la sfortuna/fortuna di nascere un paio di anni prima e di iniziare a lavorare magari un paio di anni dopo?
Ma vi rendete conto dell’ingiustizia????
GRADIREI UNA SPIEGAZIONE
NON POSSIAMO ACCETTARE ALTRE RIFORME CHE 41 ANNI DI CONTRIBUTI O IN ALTERNATIVA (PER CHI NON RIESCE A RAGGIUNGERE I 41 ANNI DI CONTRIBUTI) 62 ANNI DI ETA’
A loro interessa solo togliere diritti a chi ha iniziato giovane a lavorare. Quota 100 (in assenza di addendi flessibili) lo ha già fatto, la riforma proposta da Tridico è ancora peggio. Se ci sono risorse scarse (ma anche questo andrebbe verificato, scomputando l’assistenza dalla previdenza), le penalizzazioni andrebbero ripartite fra tutti, invece di pensare a vantaggi esclusivi per chi ha versato meno.
Buongiorno
Il sistema di quota 100 ha delle falle, perchè non si capisce come a 62 anni e con 38 anni di contributi si sia in regola, mentre a 61 anni con 40 o 41 anni di contributi (quota 101-102) non si rientri nel sistema pur avendo due/tre anni di contribuzione in più
In un sistema a quote, gli addendi devono essere flessibili altrimenti si producono iniquità. Per fortuna Durigon ce lo siamo tolti dalle scatole.
Certo, ma entrambi gli addendi .. come mai rimane fissa sempre al rialzo l’ età ?
Lo scopo della quota 100 era quella di introdurre una regola che le persone, quasi non più in età di lavoro, 62 anni e sopra, andassero in pensione lasciando il posto ai giovani. Quindi, un lavoratore con 38 di contributi poteva andare, con una piccola decurtazione. E’ chiaro che, nel tuo caso, uno fa prima ad andare con la legge Fornero. Quota 100 aveva delle falle, ma comunque era sperimentale. Anche il reddito di cittadinanza ha delle falle. Benissimo, adesso vedremo cosa proporranno di “meglio” dopo la quota 100….e che falle avrà….Se hanno chiamato ancora al governo la Fornero, come consulente, vuol dire che non sanno: o che pesci pigliare, oppure nessuno vuole assumersi l’onere di dare il proprio nome ad una legge peggiore.
DOMANI 18 VI ASPETTIAMO IN MOLTE CITTA D’ITALIA PER UN SIT IN APPUNTO CONTRO IL RIPRISTINO DELLA LEGGE FORNERO ED IL RICAMBIO GENERAZIONALE!!VENITE ANCHE VOI GIOVANI A PERUGIA DOMANI ORE 10 DAVANTI PREFETTURA P.ZZA ITALIA!!!FORZA PIU SIAMO E PIU CONTIAMO….
Quota?41 x tutti sono gia’ tanti se nn la?accettano uniamoci è facciamo dimettere il governo .poi il ministro Orlando nn capuace un cazzo di lavoro
E’ difficile contestare l’esposizione del Dott. Perfetto quando dice che il governo deve tenere conto di due fattori: 1) Ridurre la spesa pensionistica, 2) Rendere sostenibile la spesa pensionistica. Questi saranno i capisaldi della prossima riforma …. se ci sarà una nuova riforma. Quello che invece vorrei capire io è, se la sostenibilità della spesa pensionistica deve essere una regola fissa del “Sistema Italia”, sempre e comunque, o dipende dai governi che si alternano in questo sciagurato paese. Mi spiego, per farla breve, partendo dagli ultimi 10 anni; Nel 2011 c’era la necessità di una revisione di spesa sulle pensioni causa crisi economica e finanziaria e per la sostenibilità nacque la legge Fornero, legge tutt’ora in vigore. Nel 2019 con un’ altro governo la sostenibilità della spesa pensionistica non è stata più prioritaria ed è nata la quota 100 che, come da ultimo report dell’INPS, allo stato attuale è costata 11,6 miliardi per accontentare 341.000 persone, ma che quando entrerà definitivamente a regime sarà costata in tutto 21 miliardi. In questo caso la sostenibilità e la riduzione della spesa pensionistica non è importato più di tanto. Adesso, con un nuovo governo, dopo solo tre anni, ritorna impellentemente il bisogno di una riduzione e la sostenibilità della spesa pensionistica. A me pare una follia. Capirete anche voi che se ci sono governi che risparmiano e altri che spendono e spandono, il Sistema Italia sulle pensioni non può reggere. Mi sono pensionato un anno fa con 62-43,2 ed ho subito sia la Fornero, quando c’era ancora la Sacconi-Brunetta che mi permetteva di pensionarmi con 60-41, sia la quota 100 che ha visto pensionarsi colleghi con meno anni di lavoro e di contributi, insomma ne ho viste di cotte e di crude. Oggi a mente fredda e ira scemata, devo ammettere che la Fornero, viste le altre assurde proposte avanzate , aveva il suo senso. Possiamo persino ammettere che ci eravamo abituati a quella legge e se proprio volevamo dare una spinta al ricambio generazionale, si poteva gradualmente abbassare tutti i requisiti, gradualmente, ma per tutti. Per chiudere e ricollegarmi all’articolo sul come modificare la Fornero credo che bisogna partire da regole uguali per tutti e che se l’anzianità è importante anche gli anni lavorati lo sono. Oggi con la quota 100 abbiamo 62enni a casa e 66enni al lavoro e chi con 38 anni di lavoro è a casa e chi con 42 è ancora al lavoro. Il Dott. Perfetto vuole invertire il tasso di occupazione dai vecchi ai giovani ? Sono d’accordissimo con lui, basta che non mi dica che se uno ha iniziato da giovanissimo, è normale per lui che debba lavorare molti anni di più, perchè questo sarebbe davvero ignobile.
Con tutto il rispetto per chi ha studiato e con i miei complimenti per il titolo conseguito, se uno si è riscattato la laurea ( 5 anni) e si è pensionato con i paletti minimi di quota 100, vuol dire che di lavoro effettivo, inteso come posto di lavoro, ne avrebbe esercitato 33. Se ha fatto anche il servizio di leva sono 32. C’è chi di lavoro effettivo, inteso come fabbrica, ne ha fatti 42 + 12 mesi di leva = 43 ( La Fornero ). Mi astengo sulla differenza dal lato economico e qualità della vita, negli anni, di una paga da operaio da quella di laureato. Chi ha conseguito una professionalità elevata è giusto che guadagni di più; giusto anche che si sia potuto riscattare il lavoro intellettuale operato sui libri, ma che gli vengano anche regalati fino a 5 anni di lavoro in meno con la quota 100 ….. francamente mi sembra troppo.
e di nuovo mi trovo talmente d’accordo che non ho nulla da aggiungere.
bravo franco giuseppe
trovo in questa tua disamina tantissime cose giuste e qualche cosa purtroppo ti sfugge: quello che vogliamo noi è purtroppo molto diverso da quello che vuole chi ci comanda; ad esempio: negli anni 90 , per avere voti, permettevano a 40enni (età non contributi) di andarsene in pensione; queste persone tuttora in alcuni casi non hanno neanche 70 anni; hanno iniziato con le quote e ricordo 35-57; poi sempre aumentate e, circa 15 anni fa, ragionandoci dicevo: se va da DIO 2021 in pensione, altrimenti 2022; poi è arrivata la legge Fornero e di colpo da quel bel numero : 40 si è passati a 42-43, nel 2019 con quota 100 hanno bloccato aspettativa di vita altrimenti avremmo 43anni e 6 mesi adesso; adesso ci dicono che 38 di contributi sono bastati quest’anno, l’anno prossimo non bastano 41 anni; è arrivata la pandemia; UE ti dice: vuoi i soldi, non toccare legge fornero altrimenti i soldi te li scordi; il debito pubblico italiano è in mano per 1 terzo agli stranieri; spese fisse: stipendi e pensioni: stipendi: non rinnovano i contratti; pensioni: sempre più tardi o ti erodi pensione integrativa: fanno quel c…zo che vogliono; e ieri a Venezia eravamo in 22222; ho scritto 5 volte 2 perchè eravamo in due; capito 2 persone solo; io il mio dovere ieri l’ho fatto ma ………………………….. non lamentiamoci poi ; beato te che sei in pensione, e te la sei veramente faticata; io devo ancora soffrire quest’anno ma mi consolo che qualche mio alunno mi dice: perchè va via, ci dispiace, è il ciclo della vita
Penso che dopo 40 anni di contributi versati tutti abbiano diritto di andare in pensione indipendentemente dall’eta’
Non è giusto che le sole generazioni degli anni 50 e 60 e i giovani paghino gli errori fatti in passato.
Io penso che 41 o 42 anni di contributi no siano un traguardo raggiungibile da tutti i lavoratori. Penso che la riforma Fornero sia ingiusta, ma proprio perchè 40 anni ed oltre di contributi non si raggiungono i 67 anni sono praticamente gli unici che garantiscono. Per me dai 60 anni in poi chi vuole con almeno 20 di contributi possa andare in pensione ed essere retribuiti fin da subito. Opzione donna è discriminatoria e limitatissima nei confronti di tutte le altre donne che non rientrano in quel maledettissimo anno di apertura. Inoltre se il paese deve crescere e garantire spazio ai giovani le persone devono poter uscire dal mondo del lavoro. Purtroppo la considerazione dei lavoratori è scarsa e le chiacchiere stanno a zero.
SCUSATE DIMENTICAVO
volevo aggiungere che ho iniziato a lavorare a 14 anni ed ho già 40 anni di contributi REALMENTE VERSATI nelle casse INPS dal 1981.
Non sono un parassita o percepisce il reddito di cittadinanza.
Scusate lo sfogo, ma quando ce vò, ce vò.
Buona sera a tutti,
sono alcuni mesi che non scrivo, ma leggo i Vs. commenti sul portale.
Mi rendo conto che una ricetta per tutti non possa esserci, in quanto ogni la voratore o lavoratrice chi per età anagrafica o per età contributiva sono diversi tra loro, ma un punto di incontro si possa trovare.
I ns. politici, leggendo i vari e diversi commenti, ne approfittano per prolungare tempi e modi di intervenire e modificare la legge previdenziale.
Se non erro all’inizio degli anni 2000/2002 si andava in pensione con 35 anni CONTRIBUTIVI e la pensione veniva elargita sul calcolo dell’ultimo quinquennio lavorativo con il sistema completamente RETRIBUTIVO.
Poi dal 2002 fino al 2011 bastavano 40 anni di contributi versati per accedere alla pensione, elargita sempre con il sistema RETRIBUTIVO.
Dal 2011 è arrivata la fatidica Legge Fornero, detta legge del Menga che chi ce là nel c..o se lo tenga la quale ha completamente stravolto il sistema pensionistico, in soli 15/18 anni l’aspettativa di vita ad oggi è aumentata di BEN 8 ANNI, si signori 8 anni, ringraziando il cielo che fino al 31.12.2026 MOMENTANEMENTE l’aspettativa di vita è congelata in quanto “”bastano”” 43 anni ed 1 mese (42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra).
Lo sapete quale è il problema che mi fa ARRABBIARE, è che negli anni 70/80 avevano preparato un buon minestrone, con tutta la verdura, un ottimo brodo e pasta, e chi ne mangiava, in quanto molto nutriente, si saziava non avendo bisogno di ricercare altro.
Successivamente aggiungi un posto a tavola, e aggiungi e aggiungi ed al minestrone hanno aggiunto SOLO ACQUA senza aggiungere alimenti nutrienti, ne verdura, ne brodo, ne pasta, e chi ne magia non si sazia OBBLIGANDOLO alla ricerca di qualcosa d’altro da mangiare se vuoi sopravvivere.
Voglio solo consigliare a tutti i politici, sindacati e parti sociali, che i lavoratori/trici sono esasperati, è come costruire una piramide con le carte, basta che ne cada una e a catena tutte le altre la seguono.
Gli ingegneri quando calcolano una struttura, verificano quel dato denominato PUNTO DI NON RITORNO oltre al quale la struttura diventa instabile e crolla.
ATTENZIONE che la situazione è reale e palpabile tra i lavoratori, non andate oltre altrimenti crolla tutto, vediamo di ricucire i buoni rapporti di vicinato altrimenti …………………. ci arrabbiamo.
Buona notte
Sempre più convinto che il governo sono anni che mette in atto la politica LO IMPONE L EUROPA.Balle perché e noi tutti ne siamo a conoscenza quante cose in Italia non vanno bene vedi evasioni fiscali vedi corruzione vedi furberie e tanti altro.Se l Europa farebbe quello che tutti dicono non imporrebbe la legge utilizzata da Robin Hood al contrario RUBARE AI POVERI PER DARE SI RICCHI. Finiamola di prendere per il culo la gente io personalmente sono stufo di questo paese.Grazia al cielo c e il PDMI
Tutti parlano politici dottori , ma vorrei vedere l’oro dopo 40 anni di fabbrica con le articolazioni usurate e nello stesso tempo dolorose se non cambiano idea. Purtroppo siamo il bancomat dello stato.
Quasi tutti quelli che sono contro quota 100 sono andati in pensione prima di 60 anni.
A 62 ao massimo 63 anni penso si abbia il diritto alla pensione che ricordo è. Un diritto e non una concessione e che percepiremo in base ai contributi versati.
Mi auguro che questa volta i sindacati siano ascoltati e non siano condiscendenti con soluzioni al ribasso. Hanno trovato decine di miliardi di euro per andare in hafganistan, Libano ecc. E non ci sono pochi euro per le pensioni.
Grazie
Marcello
Sig. Marcello, mi permetto di dirle che ha scritto una stupidata. Quelli che sono andati prima dei 60 anni sono lavoratori che avevano usufruito della legge Sacconi-Brunetta nel lontano 2010-2011 . Dopo di allora è esistita solo la Fornero, che ha permesso il pensionamento con 41 anni di contributi con meno di 60 anni solo ai famosi precocissimi con determinate caratteristiche, quindi non a tutti i precoci. Infatti io sono uno di quei precocissimi senza requisiti particolari di lavoro disagiato e mi sono sorbito la Fornero tutta e fino in fondo. Chi critica oggi la quota 100 sono lavoratori che sono stati tagliati fuori sia dalla Fornero che dalla quota 100 pur avendo sulle spalle più anni di lavoro e più contributi versati. E’ grave cadere in questi errori. Mi permetto di correggervi solo perchè non vorrei fosse fatta cattiva informazione. Con rispetto.
Ottima risposta. I miei complimenti
Le modifiche alla Fornero vanno fatte per anticipare le possibilità di accesso al pensionamento senza alcuna penalizzazione per tutti a partire da chi ha i contributi versati: questo vuol dire aumento dei costi per l’inps: se non si vuole fare questo, allora meglio la Fornero e chi n’ebbe n’ebbe. Basta giochetti tipo dare a Tizio togliendo a Caio, o dare da una parte togliendo dall’altra!
Ridateci i contributi versati!
Parlare di Pensioni Anticipata dopo 40 anni alle spalle ,,sono cose di un altro mondo quando mai da ora in avanti si lavorerà tanto cosi ,parlano di Pensione persone sedute su poltrone in pelle giacca e cravatta mani incrociate perfettamente curate ma come si fa… Vivete e lasciateci vivere anche noi .
Vorrei solo aggiungere ai tanti commenti di tanti lavoratori che hanno raggiunto la meritata pensione con 42 anni e 10 mesi, ma è proprio indispensabile mandenere anche questa odiosa finestra?
Con quei tre mesi di finestra che non ti pagano a meno che non prosegui fino a 43,1, devono rifarsi parzialmente dei soldi spesi per la quota 100.
È stata una “porcata”, mi si passi il termine, ideata da Durigon per finanziare quota 100, assieme all’altra magnifica pensata della perequazione delle pensioni. Talmente ingiusta che personalmente, di convinzioni federaliste, da quell’anno non ho più rinnovato la tessera in Lega. Mi è molto dispiaciuto, ma anche recentemente su altri temi trovo conferma a questa mia disaffezione (vaccini, green pass, nucleare…)
Non mi addentro nelle scelte politiche di ognuno, cerco sempre di rimanere sul discorso in atto e sull’argomento da commentare. Una cosa però la posso dire sulle pensioni: O si fanno leggi eque e giuste per tutti o prima o poi si cade tutti. La Grecia insegna: L’assegno delle pensioni è stato ridotto del 30% anche a chi era già in pensione. Quando il paese fallisce il diritto acquisito non esiste più.
I discorsi del dottor Perfetto reggono e a meno che il governo abbia lavorato in segreto come fossero dei carbonari pensando, mi auguro, alla logica del “dentro i giovani fuori gli anziani”; al momento mi atterrei a ipotizzare un futuro pensionistico più in linea alla logica di un banchiere, a qualcosa di simile a quanto esistente nel mondo finanziario, es. a quello dei fondi pensione.
Per questo pongo a confronto il “metodo INPS o primo pilastro” a metodi propri di “secondo o terzo pilastro ad ora di tipo integrativi”, in cui vedo che la “PIENA PENSIONE” si matura solo a CONCLUSIONE dell’intera vita lavorativa. Dove i contributi versati sottostanno sempre all’ETA’ dalla quale è permesso il pensionamento; età che al 2021, coincidere di fatto con i 67 anni propri della nostra Legge Fornero.
Contributi non cumulati in “conti personali del singolo lavoratore” ma usati comunque per pagare la pensione di chi ha nel frattempo maturato il diritto e dove gli “eccessi di cassa” fluiscono in fondi fiduciari utilizzati per disabili, figli o coniuge del lavoratore deceduto ecc.
Nulla di personale a nome del singolo lavoratore il quale è, automaticamente, adeguato alla speranza di vita perché il riferimento è la sua data di nascita, senza differenza tra i sessi.
Certo è permesso il pensionamento anticipato all’età di 62 anni, una scelta libera, un PASS per dirla coi tempi, che comporta penalizzazioni nell’ordine dello 0,5% per ogni mese di anticipo sull’età dei 67 oltre a un blocco temporaneo al reimpiego, come nel caso di quota 100.
Sistemi che sembrano in parte sovrapporsi al nostro attuale, ma cui le dominanti sono quelle che da mesi ci agitano.
1) Vincolante è solo l’ETA’ del pensionamento.
2) Gli anticipi sono fortemente penalizzanti.
3) Rilevante è il rapporto tra QUANTI VERSANO e QUANTI PRELEVANO (il rapporto ideale è di 3 che versano e 1 che preleva), impensabile si direbbe nel “mondo digitale”.
4) Apprezzabile è il metodo in quanto ragiona per PREVIDENZA, e limita l’ASSISTENZA ai partecipanti e ai loro familiari, non all’intero universo.
5) L’assegno rimane legato al reddito reale che si è percepito, trimestre dopo trimestre, nell’intera vita lavorativa e all’età alla quale si accede alla pensione.
Concludendo, in un mondo in cui non solo in Italia, alcuni già pensano di passare dal reddito di cittadinanza a quello universale per tutti e noi restiamo, al momento, in “vigile attesa” dei prossimi accadimenti, non saprei se diremo che:
La montagna ha partorito un topolino;
Di fatto è rimasta la legge Fornero;
Hanno gettato le basi per uno stravolgimento futuro, intestandolo al mondo dei giovani e dei lavori saltuari.
Nel dubbio è bene ricordare che: chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova.
Dopo 40 anni pensione anticipata? Anticipata da cosa?
Che ci restituiscano tutto quello che abbiamo versato con gli interessi legali.
Poi mi arrangio io!!
Mi sento braccata!
Io non ho speranze!…
Ho 59 anni e sfortunatamente ho solo 21 anni di contributi…
Non ho nessunissima possibilità di andare in pensione prima dei 67 anni e quando arriverò, se arriverò a quell’età, sicuramente si andrà in pensione a 68!
Sono invalida al 67%, ma non posso nemmeno usufruire dell’APE SOCIAL a 62 anni, perché ci vuole 62 anni e 30 di contributi!
Idem per opzione donna!
È colpa mia se ho avuto la sfortuna di non trovare lavoro prima???
Avrei voluto eccome cominciare a guadagnare da giovane!!!
Io sono stanca, malata e per il lavoro che faccio, sono tecnico informatico nella scuola, non faccio in tempo ad imparare aggiornamenti, che ne escono di nuovi, perché la tecnologia corre velocemente e mi ritrovo sempre a dover studiare e la mia mente non è più tanto elastica come quella di un giovane!!!
Mi si farà diventare inevitabilmente lo zimbello degli studenti!…
MA NESSUNO PARLA DI QUESTE SITUAZIONI!!!…
PER UNA VOLTA VORREI CERCARE DI CAPIRE MEGLIO…
“Ci sono due aspetti di cui il Governo deve tenere conto: 1) ridurre la spesa pensionistica; 2) mantenere la spesa pensionistica sostenibile.
– Per il primo punto penso che si possa fare in diversi modi:
a) ricalcolando tutte le pensioni e riducendole la dove non c’è una giusta relazione tra quanto versato e quanto percepito.
b) concedere la pensione solo dopo 40 anni di contributi
c) Non concedere la pensione a chi non ne ha diritto.
d) fissare un tetto massimo di pensione nel pubblico pari a 4 volte lo stipendio di un operaio.
per il secondo punto va da se che se si sitema da solo se attuate le proposte del punto 1.
oltre a un doveroso ricambio generazionale, a casa i vecchi al lavoro i giovani.
Pensione agli invalidi?ma qualcuno del governo ha mai controllato cosa bisogna avere per aver 74 punti di invalidita?ho 60 anni e sono costretta a lavorare in fabbrica con grossi problemi alla spina dorsale…quindi sotto al centro dolori ….e i nostri ragazzi a spasso…..VERGOGNA!
Il ragionamento del Dott. Perfetto non fa una grinza. Lo sforzo occupazionale dovrebbe essere rivolto ai giovani, ma per fare questo ci vorrebbero politici decenti (non serve illuminati) con lo sguardo rivolto al bene futuro. Questi invece si limitano ai cinici conti della serva e pensano che un vecchio che lavora e un giovane a carico della famiglia (o con il RdC) costano meno di un vecchio in pensione e un giovane al lavoro.
Se poi leggiamo le parole del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia e creare i margini per altra spesa sociale” capiamo bene come si preferisca dare l’elemosina ai nuovi poveri, piuttosto che farli lavorare e mandare in pensione chi ha già dato tanto. L’obiettivo è quello di spremere i vecchi fino all’ultima goccia di sangue e di impoverire e controllare meglio le future generazioni.
Uscita flessibile per tutti!
Politica di recupero evasione fiscale!
NO; non sono d’accordo con signor Perfetto ,la riforma fornero ha rovinato migliaia di persone che dovrebbero già essere in pensione ha prolungato di 7 anni la pensione normale quindi non si deve neanche parlare di quel meccanismo.
Salve, ad oggi ho maturato 42 anni e 3 mesi di servizio continuativo ma non rientro in quota 100 perche’ faccio 62 anni a marzo 2022 e quota 100 è scaduta.
Premesso che le donne che sono entrate con me a lavoro, sono andate tutte in pensione con la fornero perchè ela pensione per loro è un anno prima.
Va a finire che con quota 100 non posso, con la fornero neanche e ci faro’ le ragnatele a lavoro.
Aumento dell’occupazione dei giovani e liberare gli anziani, è anche la logica che lo impone.
Per quanto concerne le coperture dove vogliono le trovano… Certo…. dove vogliono!
Buongiorno,
Continuare a parlare di pensione anticipata dopo avere trascorso 40 anni sulle scene lavorative e un età di 62 anni, lo vedo veramente oltraggioso nei confronti di chi appartiene a questa categoria di futuri pensionati.
Ci siamo dimenticati tutti coloro andati in pensione con 15 anni, poi con 19 anni e di queste persone ancora “giovani” noi stiamo pagando le pensioni.
Certamente è stato un malcostume perpetrato nei confronti delle generazioni attuali che si sentono dire “pensione anticipata” dopo aver lavorato 40 anni.
Gli sprechi di allora e anche di oggi, i privilegi di allora e anche quelli di oggi, non devono prevalere sui diritti acquisiti da parte di una generazione che ha già dato del suo e attende che lo Stato compia il dovere di concedere il diritto di pensione a coloro che hanno guadagnato con sudore la cosiddetta “pensione anticipata”.
Bruno, è incredibile come le tue parole semplici e di grande onestà ai ns governanti non gli passano neppure per l’ anticamera del cervello.
Sono un lavoratore che ha iniziato nell’ottobre 1982 nato nel 1965 quindi precroce, parlano di mandarti in pensione a 64 anni.
Io a con tale età avrei 46 anni di contributi vi sembra giusto andare IN PENSIONE 12 IN PIÙ DI MIO PADRE
SALUTI GRAZIE
dott. perfetto ministro; lui ne capisce molto di più ad esempio di Orlando; il problema è il ricatto dell’UE all’italia; vuoi i soldi del ricovery plan; piena attuazione della legge Fornero; siamo nella merda più totale; io domani a Venezia, tantissimi spero nelle altre piazze; almeno avremmo tentato …………………
Io penso che bisogna mettere un tetto flessibile e un limite di anni, perchè ci sono diversità di lavori e di fisico dei lavoratori. Poi lotta all’evasione fiscale con pene molto ma molto pesanti ai trasgressori. Basterebbe il recupero dell’evasione per stare tutti bene….ma non lo faranno mai perchè sono tutti di loro. Alzare gli stipendi di tutti, cosa diamo due soldi ai giovani e un soldo ai vecchi ? Ci affamano, questa è la verità. Si arricchiscono sempre i soliti, con l’avvento delle macchine non c’è stato un miglioramento … sempre 8 ore ti devi fare.
Il Dott. perfetto ha ragione, per invertire la tendenza occorre mettere da parte subito gli anziani, ed in contemporanea dare lavoro subito ai giovani, così aumenteranno le nascite, aumenteranno i consumi, aumenteranno le richieste di case ecc. non tenerli sul divano. Poi mi allarma un filetto dove l’Europa ci impone di tenere i vecchi al l’avrò e destinare le spese pensionistiche verso la spesa sociale, se si alludono ALL’ASSISTENSIALISMO COME REDDITO CITTADINANZA ECC, SIAMO SULLA VIA SBAGLIATA. Quindi mi convinto sempre di più che uscire da questa Europa sia un bene