Pensioni anticipate 2021, ultime sul post quota 100: Intervista a Ghiselli (Cgil)

Pensioni anticipate 2021, ultimissime da Ghiselli sul post quota100: le proposte

Caldissimo resta il tema delle pensioni anticipate in vista del prossimo incontro tra sindacati e governo, sempre più i primi chiedono al Ministro Orlando di riaprire il tavolo di confronto sulle tematiche previdenziali al fine di non giungere impreparati dal 1 gennaio 2022 a scadenza della quota 100. Obiettivo primario condiviso da Cgil, Cisl e Uil é evitare lo scalone in uscita, che farebbe dall’oggi al domani aumentare di 5 anni la permanenza nel mondo del lavoro, dagli attuali 62 anni della quota 100 ai 67 della sempre vigente Riforma Fornero.

Abbiamo deciso di interfacciarci, viste le tante proposte apparse in questi ultime mesi, si pensi alla quota 92 di DelRio e alla discussione sulla Quota 102 di Brambilla, al Ddl 2855 a prima firma Durigon, la proposta da parte dei lavoratori di riconsiderare il Ddl 857di Damiano-Baretta-Gnecchi, con Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil. Eccovi quanto é emerso da questa interessante intervista in eslcusiva che ci é stata concessa.

Pensioni anticipate 2021: proposte Cgil collimano con altre?

Pensionipertutti: Che ne dice delle diverse proposte emerse in questa fase sulle pensioni? Collimano con le vostre?

Roberto Ghiselli: “Solo la proposta sindacale ha le caratteristiche di una riforma complessiva del sistema pensionistico che guarda alla prospettiva, partendo dalle attuali condizioni del mercato del lavoro e delle posizioni previdenziali delle persone. E la proposta sindacale va vista nel suo complesso e non a spicchi. Noi teniamo assieme la libertà di scelta delle persone con la flessibilità in uscita, cioè con la possibilità di andare in pensione dopo 62 anni di età o con 41 anni di contributi, il risarcimento a chi a fatto lavori più pesanti o di cura, o verso che donne costrette a carriere professionali penalizzanti, e la solidarietà verso i più deboli del mercato del lavoro, coloro che fanno lavori discontinui o poveri, fra cui purtroppo tanti giovani. Ci auguriamo che il Ministro Orlando apra al più presto il tavolo di confronto con il sindacato per poter trovare una soluzione che parta dal 2022, dopo Quota 100“.

Pensionipertutti: Ma Cazzola dice che con il contributivo chi andrà in pensione prima maturerà una pensione bassa?

Roberto Ghiselli: “Dare la possibilità di scegliere quando andare in pensione non significa imporre una cosa: saranno le persone a fare i loro conti e scegliere, e comunque questo non può essere l’alibi per costringere le persone ad andare in pensione a 67 o 70 anni, come è oggi e come peggio sarà in futuro. Sappiamo tutti che più si lavora più alta sarà la pensione, ma perché deve essere il mio amico Giuliano a decidere quando il valore della pensione è sufficiente per smettere di lavorare? Ognuno farà le sue valutazioni. Comunque anche per noi un limite minimo va posto, ma non oltre i 650 euro, per non essere poi a carico del sistema assistenziale. E per le situazioni più svantaggiate, a cui facevo riferimento prima, con la fiscalità generale dobbiamo sostenere il valore della pensioni più basse, non in maniera assistenziale ma comunque legata al percorso lavorativo.

Pensionipertutti: Ma con la vostra proposta nei prossimi anni avremo una fuga delle persone verso la pensione?

Roberto Ghiselli: Non è così. Qui veramente non si è capita fino in fondo la novità del sistema contributivo, che a differenza del retributivo lega il trattamento all’età in cui si va in pensione. Le persone fanno i loro conti, lo abbiamo visto con Quota 100, che comunque ancora agiva su coorti prevalentemente retributive: molti che avrebbero potuto farlo non sono andati in pensione, anche perché non è possibile il cumulo fra pensione e lavoro.

Pensioni anticipate 2021, Ddl 857 oggi riutilizzabile?

Pensionipertutti: E della proposta di legge 857 di Damiano e Gnecchi che ne pensa, è simile alla vostra? Andrebbe recuperata?

Roberto Ghiselli: “Lo è solo per la previsione dei 62 anni e i 41 di contributi. Per il resto no. Porre la soglia dei 35 anni di contributi per andare in pensione per noi è inaccettabile, taglierebbe fuori le donne e il lavoro discontinuo, pensiamo a interi settori come l’edilizia, il turismo, l’agricoltura. Ma taglia fuori soprattutto i giovani.

E poi quella proposta contiene delle penalizzazioni che noi non condividiamo. Comunque è una proposta concepita anni fa, nell’epoca del retributivo: credo che forse oggi gli stessi presentatori la formulerebbero in maniera diversa“.

Ringraziamo per il tempo dedicatoci Roberto Ghiselli e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

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4 commenti su “Pensioni anticipate 2021, ultime sul post quota 100: Intervista a Ghiselli (Cgil)

  1. l’opzione donna è troppo penalizzante.. occorre aumentare a tutti le pensioni inferiori ai 2000 euro netti ..

  2. OPZIONE DONNA VA RESA STRUTTURALE. IL DI ANNO IN ANNO CAUSA SOLO FORTE FONTE SI DI STRESS.GRAZIE E BUON LAVORO

  3. Cari sindacati non facciamo scherzi, già ci avete bastonato abbastanza a noi lavoratori precoci adesso volete anche farci andare in pensione con il sistema contributivo? Meno mane che ho smesso di darvi soldi per non avere niente in cambio.
    41 ANNI DI CONTRIBUTI PUNTO E BASTA.

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