Pensioni anticipate 2021, ultimissime Damiano su Ape sociale ed edili

Le ultime novità sulle pensioni anticipate al 13 settembre 2020 giungono dalle recenti considerazioni di Cesare Damiano, già ministro del lavoro e membro del cda Inail, che porta nuovamente alla luce la criticità relativa all’impossibilità di accedere anticipatamente alla pensione da parte dei lavoratori edili. Categoria particolarmente fragile che spesso, pur svolgendo un mestiere gravoso, fatica a raggiungere gli anni contributivi necessari alla quiescenza anticipata avendo un percorso lavorativo discontinuo ed intermittente. Per Damiano permettere a questi lavoratori, soggetti per giunta più di altri ad infortuni gravi sul lavoro, di poter accedere ad esempio all’Ape sociale, attraverso una misura ad hoc che porti gli anni di contributi necessari da 36 a 30, o ad inserirli nell’elenco dei lavori usuranti é un obiettivo sacrosanto e troppo a lungo rimandato. Ecco le sue parole che sanno anche di appello in vista della prossima riforma delle pensioni e dell’avvio della commissione istituzionale sui lavori gravosi.

Pensioni anticipate 2020, le parole di Damiano sui lavoratori edili

Così Cesare Damiano, nella sua ultima nota stampa: “Riconoscere ai lavoratori dell’edilizia la possibilita’ di accedere, veramente e concretamente, alla pensione anticipata, e’ un obiettivo sacrosanto che va portato a compimento”.

Il già ministro del Lavoro, membro del cda Inail, aggiunge a tal riguardo, ribadendo che la questione sollevata non é certamente nuova, ma anzi i lavoratori edili aspettano da tempo qualcuno si renda effettivamente conto delle loro precarie e complesse condizioni lavorative: “È da anni che la questione e’ stata posta nel dibattito parlamentare, ma mai risolta. Adesso e’ in discussione alla Commissione Lavoro della Camera”. Poi passa ad illustrare quali potrebbero essere le soluzioni ‘ad hoc’ per consetnire a questa specifica categoria di lavoratori di accedere alla pensione anticipata.

Pensioni anticipate, ultime: 2 soluzioni idonee per i lavoratori edili

Poi l’onorevole spiega come l’attuale misura Ape sociale non sia per loro una soluzione, in quanto difficilmente questi lavoratori riescono ad arrivare agli anni contributivi richiesti dalla misura, che li taglia dunque inevitabilmente fuori: “L’accesso all’APE sociale, per il lavoratore edile, e’ il piu’ delle volte inaccessibile per via dei 36 anni di contributi richiesti. Infatti, il lavoro nei cantieri, essendo caratterizzato da discontinuita’, non consente alla maggior parte di questi lavoratori di raggiungere questo traguardo.

Ecco allora per Cesare Damiano, quali potrebbero essere le soluzioni al fine di aiutare nel raggiungere questo diritto sacrosanto: “Le soluzioni possono essere due: l’inserimento nell’elenco dei lavori usuranti, che consente di andare in pensione con le vecchie Quote del 2007 del secondo Governo Prodi; oppure, l‘abbassamento da 36 a 30 degli anni richiesti dall’APE sociale. Questi lavoratori, occorre ricordarlo, sono tra i piu’ soggetti agli infortuni sul lavoro”.

Cosa ne pensate delle parole dell’onorevole Cesare Damiano? Siete dei lavoratori edili o conoscete qualcuno che svolge questo mestiere e fatica, effettivamente per le peculiarità della mansioen svolta, a raggiungere la pensione anticipata? Nel caso lasciateci, nella sezione commenti del sito, la vostra preziosa testimonianza che, certamente, ci aiuterà ad inquadrare meglio la questione anche attraverso ‘storie di vita’.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

7 pensieri riguardo “Pensioni anticipate 2021, ultimissime Damiano su Ape sociale ed edili

  • Avatar
    20 Dicembre 2020 in 22:05
    Permalink

    In merito alla pensione anticipata ritengo che ogni contribuente superati i 60 anni d’età e con almeno 20 anni di contributi possa decidere quando andare in pensione. Quindi condivido, come qualcuno ha già proposto, ” flessibilità in uscita a partire dai 62 anni d’età ed un minimo di 20 anni di contributi “.

    Rispondi
  • Avatar
    15 Dicembre 2020 in 9:03
    Permalink

    La pensione anticipata DEVE ESSERE UNA SCELTA PER OGNI COMPARTO DI LAVORO.
    L’età di partenza dalla quale si può scendere se si vuole distinguere lavori più o meno gravosi è già stata studiata e scritta !
    Il rapporto Istat del 2019 riporta chiaro che nel 2018 gli anni da vivere in buona salute sono stabili a 58,5 anni di età !! NON 62, 64 o 67.

    Rispondi
    • Avatar
      9 Gennaio 2021 in 18:34
      Permalink

      D’accordissimo ,eventuali mancanze dei datori di lavoro (contributi non versati soprattutto dai parenti con mancanza addirittura del libretto del lavoro a persone che non potevano neanche minimamente sapere certe cose) quando si doveva ringraziare chi a loro giudizio ti insegnava un lavoro, adesso devono pagare ancora ed aspettare piu’ a lungo l’uscita dal lavoro, pensiamo anche a loro non a quelli che percepiscono il reddito di cittadinanza ma a quelli che hanno un genitore da seguire con legge 104 e problemi a livello di stress emotivo molto alto x le volte che sovente devono chiamare l’ambulanza a soccorrere la persona anziana che non ti concede un attimo di tregua e passa momenti di tristezza che a volte si trasformano in euforia a 58,5 anni di eta’ con 36 anni di contributi lavorando in linea in azienda con piu’ di 1000 persone sarebbe veramente opportuno concedere la pensione con quota 92

      Rispondi
  • Avatar
    13 Dicembre 2020 in 18:56
    Permalink

    Meglio tardi che mai.
    Per un ex ministro del lavoro membro del cda INAIL, la conoscenza del mondo del lavoro dovrebbe essere scontata. Considerata poi la provenienza politica…
    Ok a norme giustamente più favorevoli per gli edili (i miei ricordi adolescenziali di manovale al nero confermano il carattere usurante).
    Ma pensarci un po’ prima non era possibile?
    Quando si avevano in mano le leve?
    È forse solo senso di colpa risvegliarsi ora, o anticipato calcolo elettorale (non si sa mai un rimpasto di governo, o anche odore di elezioni…)
    Fosse così (e io lo penso!) , perché non prospettare pensionamenti agevolati ai produttori di piadina, ai cercatori d’oro o di radicchio selvatico,ai lanciatori di frisbee, ai giocolieri su trampoli…?
    Una vera riforma pensionistica non parte da promesse sulle eccezioni. Stabilisce norme generali possibilmente migliorative valide per tutti, e da lì parte per individuare le eccezioni.
    C’è del marcio in Danimarca!

    Rispondi
  • Avatar
    13 Dicembre 2020 in 18:35
    Permalink

    Ecco qui batto convintamente le mani al Presidente Damiano. Queste sono le proposte da portare avanti (non sono un edile!). Ma ancora di più: si spenda per gli esodati (non lo sono), i precoci (non lo sono), per le donne (dal nickname si capisce che non lo sono) e per i giovani (per ovvi motivi non lo sono). Per il resto non propini ricette per superare lo scalone dopo il 2021 come quelle già proposte.
    Il problema però è un altro: non tanto se lo seguirà il governo o il parlamento, quanto se lo ascolta almeno il suo partito! Già dal 2012 la storia ha detto altro. Auguro davvero che sia seguito almeno per le proposte di cui sopra (che ripeto non mi riguardano). Ma ho i miei dubbi.
    Forza Presidente, spero che per una volta possa far centro

    Rispondi
  • Avatar
    13 Dicembre 2020 in 14:42
    Permalink

    Buogiorno dottoressa Venditti.
    Sono Giuseppe, pensionato di 92 anni, dichiarato disabile con verbale della Commissione Medica per l’Accertamento dell’invalidità civile, delle condizioni visive e della sordità ( ai sensi dell’ art. 20 della legge 3 agosto 2009 n° 102) con il seguente esito:
    Invalido ultra sessantacinquenne con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (L. 508/88) Data decorrenza 5/7/2017.
    Dalla data di ricezione della prima liquidazione dell’indennità di accompagnamento cioè dall’aprile 2018 ho visto sospendere le ricariche della mia Social Card, ho visto respinte la mia istanza per il reddito d’inclusione, quelle per il reddito di cittadinanza e di emergenza con l’unica comunicazione da parte del servizio INPS risponde con l’incredibile dichiarazione: Benefici non dovuti perchè beneficiario dell’indennità di accompagnamento, quale reddito cumulabile con l’assegno sociale della moglie,ottantaseienne convivente e la pensione della Cassa Geometri dell’importo annuale di €. 8.300. Dopo tale dichiarazione inviatami dal servizio INPS risponde, nella realtà che l’indennità di accompagnamento viene erogata indipendentemente dall’età e dal reddito e che esente da Irpef,, A fronte di tale dichiarazione sono rimasto letteralmente incredulo e sconcertato!
    Quando poi, ho appreso la notizia dell’approvazione della legge per l’aumento delle pensioni di invalidità ho sperato nella certezza che finalmente fosse giunto il momento dell’adeguamento della mia indennità di accompagnamento, assolutamente insufficiente per assolvere alle necessità sanitarie mie e di mia moglie, poi nell’assegno di ottobre, nè in quelli di novembre e dicembre ho riscontrato un benchè minimo segnale di riconoscimento al mio diritto al detto adeguamento. A seguito di tale sconcertante realtà ho inviato al servizio INPS risponde un quesito con il quale ho chiesto per quale motivo, essendo meritevole della relativa provvidenza per effetto delle condizioni reddituali del mio nucleo familiare, non mi è stato riconosciuta la dovuta maggiorazione, mi ho ricevuto una mail firmata da un funzionario INPS con la seguente dichiarazione: << In riferimento alla Sua nota , si fa presente che la concessione della maggiorazione si provvede prima a vedere i redditi personali e se questi superano i limiti il diritto viene meno. Se il reddito personale è inferiore agli 8.000,00 euro si aggiungono quelli del coniuge. Si fa presente ai redditi personali ai aggiunge anche il reddito della pensione dell'invalidità civile.
    Dopo tale impegnativa responsabile e grave affermazione contenuta nel documento firmato dal funzionario INPS, in mio possesso, Le chiedo cortesemente cosa posso fare per ottenere quanto nel mio diritto.
    La ringrazio per l'attenzione che potrà riservare a questo mio quesito e nel porgerle i miei
    saluti Le invio i miei cordiali uguri per le prossime festività natalizie

    Rispondi
    • Erica Venditti
      14 Dicembre 2020 in 18:36
      Permalink

      Scriva su messamger al Dott Domenico Cosentino, faccia pure il mio nome. Ricopi anche solo quanto scritto a me. Mi faccia poi sapere e complimenti per la capacità di linguaggio data la sua età, non é certamente da tutti. Cordiali saluti e buone feste

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *