Siamo oramai allo schuss finale per quanto riguarda le pensioni. Uso volutamente un termine sportivo in particolare sciistico per indicare come siamo entrati nel vivo della contesa che riguarda la nuova legge pensionistica e siamo nel tratto di pista più ripido quello che deciderà il vincitore. Certamente in questo caso non si tratterà di una persona che vincerà e altre che perderanno. In questa occasione a vincere o a perdere ci saranno i lavoratori, i giovani, le donne e le loro aspettative.
Ultime novità oggi 22 maggio: nelle prossime settimane si gioca il futuro delle Pensioni
Ci si appresta, infatti, nelle prossime caldissime settimane, ad affrontare e sperabilmente risolvere uno dei nodi più difficili da sciogliere su un tema che interessa moltissimo gli italiani, quello di una nuova legge previdenziale. Ovviamente ci sono molte aspettative da parte di tutti gli interessati ma anche molti dubbi e pochissime certezze. Una delle pochissime certezze è rappresentata, ormai appare evidente a tutti, dalla fine di quota 100 alla fine dell’anno. Senza entrare nel merito di chi è a favore o contro questa misura che comunque ha rappresentato un’opportunità per diverse centinaia di migliaia di lavoratori che giustamente ne hanno approfittato, si è trattato di una legge a scadenza.
E proprio in questa anomalia esiste la carenza di una norma che ovviamente non poteva essere strutturale e che avrebbe avvantaggiato solamente alcune categorie e solamente per un tempo limitato. Ma oramai anche i fautori di questa norma, in particolare la Lega, l’hanno abbandonata e sicuramente tra sei mesi andrà in soffitta. Esorto, pertanto, chi ne ha ancora l’opportunità di prendere questo ultimo autobus che porterà all’agognata pensione perché comunque, ritengo, che qualsiasi altra norma voterà il Parlamento sarà sicuramente meno vantaggiosa di quota 100. L’altra certezza che abbiamo è che si ha pochissimo tempo per operare scelte sensate ed eque perché la riproposizione della legge Fornero, peraltro mai abolita, incombe come un macigno.
E finalmente il Ministro competente in tema di previdenza Andrea Orlando in un contesto istituzionale, e non in un talkshow, ma durante un Question Time alla Camera dei Deputati ha affermato che le due commissioni nominate dall’ex Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo nel mese di gennaio 2021 con rappresentanti di Ministero del Lavoro, MEF, Ministero della Salute, ISTAT, INPS, INAIL, Confindustria, Confcommercio, Confagricoltura, Cooperative, CNA, CGIL, CISL, UIL, UGL e CONFSAL. relative alla classificazione e comparazione della spesa pubblica per finalità previdenziali ed assistenziali la prima ed alla gravosità dei lavori in relazione all’età anagrafica ed alle condizioni ambientali dei lavori la seconda, che erano state sospese durante la crisi di governo, hanno ripreso attivamente a riunirsi dal mese di aprile ed entro giugno porteranno a termine i lavori.
Sono conclusioni importantissime quelle relative alle due commissioni perché la prima certificherà che la spesa pensionistica pura in Italia è nell’ordine del 12% del PIL e non del 17% in quanto attualmente gravata anche dalla spesa assistenziale e quindi è perfettamente in linea con gli altri paesi europei e la seconda perché in base al tipo di lavoro ed alle condizioni ambientali in cui il lavoro stesso viene esercitato porterà delle agevolazioni contributive.
Pensioni anticipate 2021 news oggi: le affermazioni di Orlando
Il Ministro Orlando ha affermato che questo era un lavoro propedeutico ed imprescindibile di approfondimento e quindi presumibilmente in giugno saranno convocate le parti sociali per l’inizio della trattativa. Ma molto interessanti sono le affermazioni che ha fatto successivamente sempre durante il Question Time alla Camera dei Deputati “le proposte di intervento non possono più’ essere di carattere sperimentale o transitorio ma dovranno essere orientate in termini di sostenibilità ed equità e di una prospettiva di lungo periodo. Dovranno cioè avere carattere strutturale”.
Tutto bene dunque. Non proprio. E’ già molto importante che il Ministro abbia affermato quello che diciamo da tempo. In primis la separazione tra previdenza ed assistenza per presentarsi in Europa e dimostrare che in Italia in ambito previdenziale si spende meno ad esempio di Germania e Francia e poi avere il coraggio di votare una legge di ampio respiro, strutturale, che dia risposte a tutti i cittadini. Sicuramente l’Europa non vorrà sostanziali modifiche rispetto alla legge Fornero e chiederà solamente piccoli interventi di maquillage.
Le affermazioni di Orlando in Parlamento sono inequivocabili ma bisognerà vedere se nelle prossime settimane oltre alle parole seguiranno i fatti e vedremo se il Governo vorrà fare quel salto in avanti per esempio dando la possibilità di lasciare il mondo del lavoro con 41 anni di contributi o in alternativa operando una flessibilità in uscita a 62 anni di età e dando ai giovani, alle donne e a chi svolge lavori usuranti delle agevolazioni che una paese civile e moderno dovrebbe avere.

Among non Hispanic whites, common causes of visual impairment are cataract 42 taking lasix but still swelling In does coffee raise blood sugar in diabetics 2004, lasix and low blood sugar additional funding of 30 million was provided for another year
rispondo a paolo c.; avevamo diritto ad andare entrambi quest’anno in pensione; purtroppo hanno fatto quota 100 con il minimo d’età e ci fottono entrambi; mi sa che tu comunque l’anno prossimo riesci se fanno quota 41, io difficile ; tutti a roma ma incazzati
a me quello che mi fa girare i co…oni è che quest’anno bastano 62 e 38 per andare in pensione; chi ha avuto la sfiga di nascere nel 1960 come me e che ha già raggiunto la quota 100 a metà febbraio forse non gli basteranno 62 e 40 per andarci l’anno prossimo; questo non è giusto; svegliamoci tutti a roma ma incazzati
E io, nato nel 1960 come te che finisco quota 102 e da giugno entro in quota 103?
Ok 41 ma bisogna avere 60 anni se no non è sostenibile.
SALVATORE – Ma se un povero cristo ha iniziato a lavorare a 15 anni perchè lo vuoi far lavorare 45 anni?? (a 60 anni ne avra maturati 45 di lavoro). Anche lui deve potersene andare dopo 41 anni di contributi o c’è l’hai con lui??
Veramente l’Italia è sotto accusa per discriminazione con sentenza dalla corte giustizia europea perché e l’unico paese in Europa che discrimina gli uomini facendoli lavorare un anno in più delle donne per ottenere la pensione di anzianità..proprio da questa sentenza durigon della lega ha preso spunto per chiedere 41 anni per tutti…
Ormai il mondo, almeno in Italia, pare andare a rovescio.
Momento Covid a parte, constato che l’idea dei governanti odierni pare essere quella di impedire, a chi ha 40 anni e più di effettivo lavoro e versamenti, di pensare alla pensione e lo fanno anche prospettando la possibile prossima cancellazione del contributivo misto.
Nel contempo, reddito di cittadinanza in ordine sparso con facoltà per alcuni di rifiutare eventuali proposte di impiego che vengono loro indicate.
Permane il fatto che ogni partito e ora anche i movimenti continuino imperterriti nelle politiche in cui si è prodighi con idee e aiuti economici al proprio elettorato o verso chi si cerca di attrarre.
I soldi ci sono, con tutti i morti per COVID-19 le casse INPS sono in attivo. Formicò i è stato condannato e gli viene riconosciuto il vitalizio. Un paese ingiusto con i deboli ed i lavoratori che hanno perso ogni tutela.
È inutile quota 41 non la faranno mai. Troppi soldi a sentir loro. Invece di prendere i soldi dove ci sono questi ladroni prosciugano sempre lo stesso pozzo. Le pensioni dei lavoratori e pensionati. Ci sono soldi per qualsiasi cosa in Italia persino per i monopattini per le pensioni mai. Vergognatevi dittatori soprattutto quelli di sinistra sindacati compresi.
non è giustificato che chi non ha mai lavorato percepisca il reddito di cittadinanza e chi ha già maturato 38 anni di contributi non riesce ad uscire dal mondo del lavoro considerando il fatto che ci sono molti lavoratori già che si sono malati e con patologie che non rientrano in nessuna normativa previdenziale.
pertanto bisogna correre con tutte queste commissioni che non finiscono mai di definire il niente.
Se si continua a parlare di scivolo è perché non si ha intenzione di fare la riforma che i sindacati chiedono o sbaglio?
Era ora che i sindacati si svegliassero speriamo che siano determinati ad andare avanti e tutelino i lavoratori erano anni che dormivano.
Buongiorno a tutti, non trovano il denaro per i nuovi e futuri pensionandi, ora dimostro come viene impiegato il DENARO ITALIANO?
1) Notizia di ieri, non avevano il requisito della residenza in Italia da almeno 10 anni di cui di almeno due in maniera continuativa, 177 migranti della tendopoli di San Ferdinando, nelle campagne della Piana di Gioia Tauro, sono stati denunciati dai carabinieri per illecita percezione del reddito di cittadinanza. Un caso unico in Europa – esclude infatti dal beneficio previsto per le persone in difficoltà economica chi non sia residente nel nostro Paese da un decennio.
2) ALITALIA i casi sono due o quella dei ministri dei Trasporti e dello Sviluppo economico, Paola De Micheli e Stefano Patuanelli, è un’intuizione lucidissima ed eccezionalmente preveggente, oppure abbiamo buttato altri tre miliardi di euro per Alitalia. Sì, perché come anticipato all’interno del Decreto Rilancio da 55 miliardi il governo ha deciso di stanziare ben 3 miliardi di euro per “la costituzione di una nuova società (newco) interamente controllata dal Tesoro o da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta, per la quale il ministero dell’Economia può partecipare con complessivi 3 miliardi per il 2020. Col decreto sostegno-bis arriva una nuova stampella per Alitalia in amministrazione straordinaria, mentre viene posticipata la dote del Tesoro per la newco Ita.
L’art. 24 (Rifinanziamento Fondo per il sostegno alle grandi imprese e misure per la continuità del trasporto aereo di linea di passeggeri) prevede per l’anno 2021, la concessione di un finanziamento di 100 milioni di euro a titolo oneroso, regolato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto col Ministero dell’Economia.
3) la vicenda dei fratelli Bianchi dell’omicidio di Willy per i quali complessivamente le famiglie degli accusati avrebbero percepito 30 mila euro?
4) Catania, un esercito di mafiosi con il reddito di cittadinanza: 76 denunciati;
5) Reddito di cittadinanza alla ‘ndrangheta: oltre 500mila euro di sussidi per 101 boss del Reggino;
6) Il vaccino ReiThera, nello specifico, degli 81 milioni promessi a gennaio da Invitalia, il cui A.D. è l’ex commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri. Di questi 41 erano a fondo perduto e 40 sotto forma di prestito. La Regione Lazio ha stanziato 5 milioni, il Cnr 3 milioni, mentre l’azienda ha messo sul tavolo 12 milioni. Ma dove sono finiti? il vaccino a che punto è?
7) L’evasione fiscale vale 300 miliardi di euro? Lo ha detto Lugi Di Maio ospite a Di Martedì. Sarebbe una cifra enorme, quasi il 16% del Prodotto interno lordo nazionale;
ECC. ECC. ECC. NON voglio aggiungere altro……………….
Vogliamo capire che l’Italia è il paese delle banane, DEI FURBI, dei parassiti, tutto si basa su un’autocertificazione, NON c’è uno STATO, non c’è controllo da parte delle istituzioni, più raggiri lo Stato dimostrando di avere meno o niente rispetto altri, più sei tutelato ed aiutato. Più sei onesto e versi quanto dovuto meno sei tutelato perché sei ritenuto RICCO!!!!!!!! Ma che Italia è questa. Funziona tutto al CONTRARIO
ANCORA NON CI SIAMO,AVETE SUPERATO OGNI LIMITE,A RIGUARDO DOVRESTE VERGOGNARVI DI AVER BOCCIATO IN SENATO EMENDAMENTO PER OPERATORI SOCIO SANITARI,NON CI CONSIDERATE …..IL NOSTRO LAVOROPER DI PIU NON VIENE INSERITO NELLE ATTIVITA GRAVOSE,GLI O.SS NELLE RSA HANNO PROBLEMI SIA DI CARATTERE FISICO CHESTRESS A LIVELO PSICO FISICO,INOLTRE IN QUESTA MALEDETTE PANDEMIA DOPO ESSERCI SOBBARCATI DI TURNI E STRATURNI DI LAVORO ALCUNI DI NOI …SONO PASSATI A MIGLIOR VITA…ALTRI FORTUNATAMENTE HANNO CONTRATTO IL VIRUS,MA CON IMPEGNO E,, MOLTA FATICA SONO RIENTRATI AL LORO POSTO DI LAVORO,GRAZIE DELLA VOSTRA PLATEALE E BEFFARDA RICONOSCENZA.distinti saluti
41 anni per tutti senza penalizzazioni
Considerando che qualsiasi altra norma che voterà il Parlamento sarà sicuramente meno vantaggiosa di quota 100, ritengo che per non creare troppe disuguaglianze occorra : flessibilità per tutti (occupati e
disoccupati ) a partire da 62 anni ma con almeno 20 anni di contributi.
Un disoccupato sessantenne non troverà più un lavoro ed ha necessità di soldi per poter vivere, quindi:
OGNUNO DEVE POTER SCEGLIERE COME E QUANDO POTER UTILIZZARE I CONTRIBUTI VERSATI.
Esatto io ho 37 anni di contributi 59 anni.non rientro più nel mondo del.lavoro, non Arriverò mai ai 41 anni di contributi. Devo morire prima? Io li ho versati i contributi. Voglio la mia pensione. L’uscita flessibile a 62 anni sarenne l’ideale. 3 anni. Tiro la corda e ci arrivo a 62 a i. Di più non ce la faccio
dico alcune cose: i soldi per fare un altro anno quota 100 ci sono; la pandemia ha abbassato l’aspettativa di vita quindi continuare con i 42 anni e 10 mesi è essere disonesti; i 62 anni sembrano un’età ragionevole; se uno vuole rimanere a lavorare dopo beato lui ma c’è chi non ne può più; penalizzazioni:
siamo già stati penalizzati dalla legge del 1995 quindi basta; il problema è che Orlando di pensioni e di lavoro reale non ne capisce nulla ; speriamo che qualcuno che abbia veramente faticato gli apra gli occhi
Per una volta non trovo motivo di confrontarmi e criticare l’articolo del Sig. Marino. Non so se sono io che mi sono ammorbidito o è Lui che ha capito che la quota 100 è stata una perdita di tempo di tre anni per una vera ed equa riforma che ha sfacciatamente favorito qualcuno a scapito di chi meritava maggiore considerazione ed è costata uno sproposito senza risolvere nulla, infatti siamo punto e a capo.
Vorrei spezzare una lancia per una categoria di donne che dalla vita hanno subito altre amarezze. Saranno casi limitati ma conoscendo una coppia in queste condizioni mi va di parlarne.
Si parla tanto di donne con figli ma mai di donne che figli non ne hanno potuto avere per vari motivi tra cui infertilità o impossibilità pratica. L’infertilità ha provocato grosse delusioni e un’amarezza senza fine che a qualcuna ha portato persino forti depressioni e lunghi periodi di inattività. Ci sono poi quei casi di giovani donne che si sono trovate catapultate in un vortice di gravi malattie familiari. I propri genitori hanno entrambi avuto molto precocemente l’alzaimer e la cirrosi epatica. Questa povera e giovane donna si è trovata a chiedere il part-time per accudire e seguire i propri genitori, dilapidando i risparmi di una vita e non riuscendo a costruirsi una vita sociale e di coppia. Non ha avuto praticamente tempo per pensare ad avere un figlio e oggi è il suo rammarico più grande ma non ha più l’età per averlo. Cosa gli diciamo oggi a questa donna ? Non hai avuto figli quindi devi lavorare di più ?
Le donne devono poter andare in pensione molto prima degli uomini, lo Stato glielo deve !
Signor franco Giuseppe,
concordo perfettamente con il suo ultimo pensiero:
“LE DONNE, TUTTE LE DONNE, A PRESCINDERE DALLA TIPOLOGIA DI LAVORO SVOLTO, DEVONO POTER ANDARE IN PENSIONE PRIMA DEGLI UOMINI”,
a partire da una età anagrafica adeguata (ad es. 60,62 anni), senza penalizzazioni di alcun genere:
recepiranno una pensione a seconda dei contributi versati…
Concordo in pieno