Pensioni anticipate 2022-2023: intervista a Marino sulla proposta di una nuova riforma

Smart working intervista esclusiva ad Orietta Armiliato

Quest’oggi entriamo nel merito di una proposta di riforma previdenziale che sta avendo molto consenso sui social e che si pone come una valida alternativa alle ipotesi che sono sul tappeto per superare la Fornero e avere una nuova legge previdenziale a partire dal 1/1/2023. Abbiamo quindi contattato Mauro Marino esperto di economia e pensioni che gestisce un suo sito https://mauromarinoeconomiaepensioni.com che collabora con diverse testate specializzate on line di argomento previdenziale e che per Pensioni Per Tutti ogni sabato mattina pubblica un’Editoriale molto seguito dai nostri lettori.

Riforma Pensioni 2022- 2023, la proposta di Mauro Marino

PENSIONI PER TUTTI: Mauro, sappiamo che hai elaborato una nuova ipotesi di proposta previdenziale che potrebbe partire dal 1/1/2023. Ci puoi dire qualcosa di questa tua iniziativa?

MAURO MARINO: Per prima cosa devo spiegare come si è arrivati a questa ipotesi di proposta previdenziale. Come sapete sono diversi anni che mi interesso di politica previdenziale e sono anche molti gli anni che ritengo la legge Fornero non più idonea all’attuale situazione storico/economica. Penso che sia una legge troppo rigida e che necessita di una naturale flessibilità. Avevo quindi, già prima della pandemia, elaborato un progetto di nuova legge previdenziale che tenevo nel cassetto. Poi dopo i 164.000 decessi da covid che hanno causato una diminuzione di quasi due anni dell’aspettativa di vita, insieme ad un gruppo di amici anche loro con conoscenze economiche abbiamo elaborato una nuova proposta previdenziale che può partire dal 1/1/2023. Abbiamo creato un nuovo gruppo facebook denominato UNITI PER LA TUTELA DEL DIRITTO ALLA PENSIONE con l’acronimo UTP e stiamo portando avanti, con non poche difficoltà, questo nostro progetto. Ci tengo, quindi, a precisare che io sono solo il portavoce di questa iniziativa ma la costruzione del progetto è stata comune.

PENSIONI PER TUTTI: Mauro ci puoi evidenziare i punti salienti di questa proposta?

MAURO MARINO: Come dicevo prima ho letto molto attentamente i dati ISTAT relativi all’aspettativa di vita colpita dalla terribile pandemia che nel solo 2020 ha causato oltre 79.000 decessi di cui oltre l’85% erano pensionati. Ebbene questo terribile dato ha provocato in Italia una diminuzione dell’aspettativa di vita nel solo anno 2020 di ben 1,2 anni ma, considerando che nell’anno 2021 ci sono stati oltre 57.000 decessi e che nel 2022 siamo già oltre 28.000 con molta probabilità l’aspettativa di vita in Italia nei tre anni di covid scenderà di quasi due anni. A questo punto i numeri da raggiungere per l’accesso al pensionamento attualmente in vigore cioè i 67 anni di età la pensione di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi gli uomini, 41 anni e 10 mesi le donne oltre a tre mesi di finestre sono diventati anacronistici e impossibili da raggiungere. Noi proponiamo, pertanto, che l’età della pensione di vecchiaia scenda a 66 anni e che gli anni necessari per raggiungere il pensionamento anticipato scendano a 41 anni per tutti uomini e donne indipendentemente dall’età anagrafica e senza alcuna penalizzazione. Oltre naturalmente all’eliminazione dei tre mesi di finestra. Quindi per evitare incomprensioni se venisse accettata la nostra proposta si potrebbe accedere al pensionamento in due modi. Sia con 41 anni di contributi che con flessibilità a 62 anni.

PENSIONI PER TUTTI: Ma sembra che questa proposta, a grandi linee, sia analoga a quella presentata dalle organizzazioni sindacali?

MAURO MARINO: Assolutamente no perché noi prevediamo un accesso al pensionamento ordinario a 66 anni, uno in meno di quello previsto attualmente, e una flessibilità in uscita fin dai 62 anni con una lieve penalizzazione dell’1,5% annuo a partire dai 65 anni. A 65 anni penalizzazione dell’1,5%, a 64 anni del 3%, a 63 anni del 4,5% e a 62 anni penalizzazione massima del 6%, ma prevediamo anche un aumento per chi desidera rimanere al lavoro oltre i 66 anni con un aumento dell’1,5% annuo fino ad un massimo del 6% raggiungibile a 70 anni età in cui obbligatoriamente si deve andare in pensione. So che questo punto può sembrare controverso ma invece è molto interessante perché attuando questa opzione oltre l’età ordinaria prevista per il pensionamento il costo della riforma sarebbe molto più basso in quanto lo Stato pagherebbe assegni previdenziale per molti meno anni.

Pensioni anticipate 2022-2023: novità dalla proposta per giovani e donne

PENSIONI PER TUTTI: E per i giovani e le donne avete pensato a qualcosa di particolare?

MAURO MARFINO: In Italia siamo in crisi demografica da decenni. Basti pensare che nell’anno 2021 abbiamo registrato il dato più basso di nascite dall’unità d’Italia, da oltre 150 anni. Per combattere questo fenomeno abbiamo pensato per le donne ad un bonus di nove mesi per figlio fino ad un massimo di due da valere sia sulla pensione di vecchiaia che su quella anticipata. Riteniamo poi che Opzione Donna al pari dell’Ape Sociale debba diventare strutturale. Per i giovani che hanno carriere molto frammentate e discontinue e per chi svolge il lavoro di cura pensiamo ad un bonus di 6 mesi per ogni anno di lavoro da valere nei periodi non coperti da contributi. E’ necessario, inoltre, implementare la previdenza complementare attuando una detrazione del 50% di quanto versato e diminuire il costo del riscatto della laurea che all’attualità è improponibile.

PENSIONI PER TUTTI: E per i pensionati che sono la categoria più fragile?

MAURO MARINO: No tax area fino a 10.000 € di imponibile o detrazioni fiscali corrispondenti, abolizione delle add.li regionali e provinciali per redditi fino a 30.000 € di imponibile e dimezzamento per i redditi da 30.000 a 40.000 €.

PENSIONI PER TUTTI: Siamo però in un periodo economicamente terribile con una guerra al centro dell’Europa, costi energetici raddoppiati e un’inflazione al 7% come pensate che questa vostra proposta possa essere finanziata?

MAURO MARINO: Dai risparmi di “quota 100” e dagli oltre 164.000 decessi da covid fino al 2032 saranno recuperati oltre 20 miliardi di € sufficienti a finanziare questo progetto per una decina d’anni. Poi, successivamente, si avranno alcuni anni a disposizione per studiare tutti insieme un nuovo modello previdenziale che, magari, sia costituito da un doppio canale, una parte come adesso a ripartizione e una parte a capitalizzazione. Ma questo, ripeto, è un discorso di cui parleremo nei prossimi anni. Ci auguriamo, per il momento, un sostegno da parte di tutti i lavoratori, delle organizzazioni sindacali e dei politici a questa iniziativa per poter dare, finalmente, ai cittadini una legge previdenziale equa e strutturale.

Ringraziamo molto Mauro Marino per la sua disponibilità e per la chiarezza delle sue esposizioni e speriamo di averlo ancora con noi in un prossimo futuro.

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36 commenti su “Pensioni anticipate 2022-2023: intervista a Marino sulla proposta di una nuova riforma

  1. Caro Raffaele, sono prossima ai 41 anni di lavoro (novembre 2022) che diverranno 10 mesi + 3 di finestra – cioè 13 mesi in più- con pensione nel settembre del 2023, quando avrò compiuto 63anni di età – luglio 2023-. Personalmente aspetto la data prevista dalla pensione anticipata Fornero, almeno la cosa è certa e senza “penalizzazioni” (a parte la finestra mobile di 3 mesi). Non mi fido di quanto potrà accadere se nell’imminenza delle elezioni faranno qualcosa di poco chiaro che non soddisferà i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici ad una pensione equa e commisurata agli anni di lavoro, ma ci sarà solo la grancassa delle promesse elettorali. Un saluto. Lilli Reolon

  2. Ottima proposta dott. Marino. Mi pare che ci siano tutte le premesse per salvaguardare i conti INPS e per combattere le povertà. Il prblema ora è un altro, non lasciare che questa proposta rimanga ferma, ma che venga trasformata in un progetto da sottoporre alle commissioni e Ministeri di competenza. Bisogna dare alla stessa proposta la giusta visibilità attraverso le varie testate giornalistiche, i media ecc. ecc. Bisogna trovare qualche forza politica che capisca la bonta della stessa e che la voglia portare avanti.
    Infine aggiungo MAURO MARINO FOR PRESIDENT.

  3. La Vergogna e che chiamano 43 di lavoro pensione Anticipata,,che provino loro a timbrare ogni sacro Santo Giorno. Dovrebbero provare a lavorare Poi che parlino,i nostri politici sono dei” bacia Banchi”

  4. Sarebbe ora di fare delle scelte serie e diminuire l’eta pensionabile, la vita va goduta ed è giusto che dopo tanti anni di lavoro ci si goda un pò la vita già anche 65 anni sono troppi. Specialmente quelle del sud sono i più penalizzati perchè si comincia a lavorare più tardi e quindi non è giusto tenerla ancora a lavorare. Facciamo lavorare i giovani anzichè dare il reddito di cittadinanza

  5. Come già espresso precedentemente, sono d’accordo con la proposta Marino e anche con la complementare di Perfetto, con le seguenti aggiunte:

    – possibilità di copertura buchi contributivi antecedenti il 1996;
    – pensione anticipata per caregiver familiari in una forma che non sia una beffa come quella attuale, che prevede che il caregiver sia anche un precoce.

    Ma questa riforma deve essere fatta SUBITO, la situazione è molto grave, il malcontento popolare è fortissimo. Non servono misure ipocrite e demagogiche tipo 200 € una tantum, serve correggere politiche sociali inique che non appartengono a quel paese democratico che millantiamo di essere. Penso che aver imposto un allungamento così forte a una platea di lavoratori che si è trovata di colpo a dover lavorare un lustro in più, portando la pensione di anzianità a 67 anni e passando da 35/60 ai 43/67 è un abominio, fatto inoltre senza gradualità.
    E poi ci definiamo un paese democratico, ma per piacere, un paese dove, ricordo a tutti, si sono sospesi i diritti civili!
    Qui si fa macelleria sociale, attenzione però perché la situazione è molto brutta e sono seriamente preoccupata.
    Leggo mail che arrivano da tutta Italia: le ingiustizie e profonde disparità, il malaffare, la corruzione, un paese che fa acqua da tutte le parti, il malcontento generale, rischiano di fare da brace, soprattutto nel drammatico contesto internazionale nel quale ci troviamo…. Speriamo che politici, sindacati e classe dirigente si tolgano le pietre che hanno davanti agli occhi per tempo!
    Grazie

  6. va bene .Ma interessa in questo momento, al sig.draghi e i sindacati la guerra ,diceva un comico :Ho detto tutto.

  7. Proposta seria, equa e ragionevole; proprio per questo non verrà mai presa in considerazione dal drago e dai partiti! I risparmi di quota 100 e quelli conseguenti al drammatico decesso (per ora) di oltre 160000 persone in gran parte anziani causa Covid sono giù utilizzati per bonus a pioggia, reddito di cittadinanza, armi ecc. I lavoratori onesti da decenni sono considerati mucche da mungere con sempre meno diritti nel silenzio complice e assordante di partiti e sindacati incapaci di proporre una seria e feroce lotta all’evasione fiscale. L’unica speranza è che non venga modificata l’attuale indecente Legge Fornero perchè ogni cambiamento come avvenuto in passato si risolverebbe nell’ennesima ingiusta punizione per la maggior parte dei lavoratori

  8. “41 anni per tutti uomini e donne indipendentemente dall’età anagrafica e senza alcuna penalizzazioni con l’eliminazione dei tre mesi di finestra”
    MAGARI DOTTOR MARINO!
    CONDIVIDO TOTALMENTE ” 41 ANNI” !
    41 ANNI DI LAVORO E DI CONTRIBUTI SONO TANTISSIMI .. E SONO COMUNQUE 3 ANNI IN PIÙ RISPETTO AI 38 RICHIESTI FINO AD ORA!

    DOTTOR MARINO CI AIUTI, CI DIA UNA MANO, LE SAREMO GRATI A VITA !

    1. Buongiorno a tutti .Egregio Franco sono anni che parlano di quota 41 ,nel frattempo che loro casomai decidessero e per quello che ho stimato ,andro’ in pensione con 43 anni di servizio ,quindi con la Fornero .
      Speriamo che non cambiano i parametri ,con la scusa di abolirla , altrimenti sarebbe veramente tanto da sopportare ,doppia beffa .
      Buon Lavoro

  9. Farei provare ai signori del governo 40 di fabbrica e dopo gli farei decidere la legge sulle pensioni. Sarei curioso di sapere cosa decidono.

  10. La proposta in se è convincente, però ci sono un paio di cose che non mi convincono, la prima è se l’aspettativa di vita è scesa di due anni, perchè l’età pensionabile scende solo di un anno? Sembra un po quello che succede con i carburanti gli aumenti salgono di 10 e scendono di 1. E poi se Draghi ha messo la Fornero come consulente del Ministero del Lavoro, può mai lavorare per smantellare una riforma che lei stesso ha voluto versando tante lacrime…!!!. Conclusione: mentre il medico studia il paziente è morto.

  11. La proposta è certamente condivisibile, anche se ho dei seri dubbi venga presa in considerazione nell’ottica dominante politico/economica che mira a mandare tutti (quelli che non muoiono prima) in pensione il più tardi possibile (a prescindere da tutto).

    Attuare quanto indicato nella proposta, inoltre, sarebbe un buon punto di partenza per costruire, anno per anno, un sistema pensionistico futuro strutturato in modo da essere sostenibile economicamente, e programmabile, modulabile e finanziabile dal singolo lavoratore interessato.

    E poi basta con l’evocazione della paura delle “fughe” in massa dei lavoratori verso la pensione: le fughe ci sono state quando la gente sapeva che, per le riforme introdotte, o andava in pensione subito o poi doveva aspettare anni. Sai quanta gente sarebbe andata (e andrebbe) in pensione più tardi (anche di anni) rispetto al raggiungimento dei requisiti, sapendo di avere poi una pensione più alta, ma soprattutto sapendo di poter andare in pensione in qualsiasi momento?

  12. Innanzi tutto un grazie a tutto l’UTP che lavora per dare numeri di sostenibilità a quello che per molti di noi è solo alla meglio una intuizione. Un grazie anche a chi in questo sito tiene insieme la tumultuosità a volte irrazionale ed egocentrica di noi utenti mantenedo una linea anche partecipata di efficacia informativa complessiva unita alla evidenza di pregevoli contributi tecnici come il presente editoriale, certamente più pregevole della linea strategicamente tendenzionsa del Governo fatta di silenzi, rimandi. arrivi all’ultimo ecc.. Tornando alla proposta dell’UTP, come dice il WAL52, sarebbe un bel manifesto elettorale e se realizzato a mio avviso potrebbe anche invertire la sensibilità elettorale di molta cittadinanza italiana oggi nauseata da una politica che ad esempio riempie le piazze di fedelissimi e di saluti anacronistici che poi smentisce il giorno dopo e di un marketing politico inconsistente che i più hanno ben rilevato; i numeri dei sondaggi con cui opportunamente ci aggiornate lo mostrano.
    Dare i numeri, che in questo caso è assolvere ad una necessità positiva, rende il confronto stringente liberando il campo dalle pratiche già machiavelliche della edulcorazione positiva delle fregature, stile dei congeniali alle lobby, e fa si che i sogni siano sempre più vicino alla realtà.
    Draghi, e purtroppo non solo, non ci vuol sentire diceva giustamente qualcun altro? Intanto il suo ruolo tecnico va esercitato in accordo con tutti i principi della Costituzione e la sovranità, a meno di un golpe di fatto, deve appartenere al popolo e dal momento che vi è una via razionale per perseguire interessi diffusi e non la si persegue il golpe non sarà generale ma è. Poi non è infallibile perchè ad esempio ha elargito incrementi stipendiali alle cariche pubbliche per favorire una roboante utilizzazione dei fondi del PNRR. Già scrissi che era uno sbaglio tecnico enorme perchè anticipava l’incentivo rispetto al raggiungimento del risultato. E gli incentivi non si descrivono solo per entità e destinatari ma anche per le modalità ed i tempi di erogazione. Sbagliare i tempi vuol dire ottenere l’effetto contrario. Infatti giungono già notizie di fondi persi per carenza procedurale soprattutto nei piccoli comuni. Ma l’Italia è organizzata baronalmente, e quindi a scapito della competenza e della qualità del risultato, e male per cui 64 milioni di abitanti hanno bisogno di oltre 8000 comuni più regioni, province o simili e stato centrale e autority ecc. quando nel mondo si amministrano efficacemente città di oltre 20 milioni di abitanti con più efficenza e meno spesa (Tokyo ha 37 milioni di abitanti e 2,5 milioni di pendolari che la raggiungono ogni giorno e non ha comportamenti gestionali della cosa pubblica da paese assolutista con ad esempio azioni di polizia deplorevoli. Avrà i suoi difetti ma… abbiamo il coraggio di raccogliere gli stimoli positivi). Perforza poi non ci sono i soldi e non siolo per le pensioni!!!!!
    Quindi basta alle autorità alla Fornero che si avvalgono di curricula pesanti ma poi lamentano di essere richiamati alla precisione dei termini, scambiano i paper per studi definitivi ed inconfutabili e definiscono schizzinosi quelli a cui hanno contribuito a togliere prospettive. Basta con l’assolutismo e avanti con la razionalità che è alla base di questa proposta. Naturalmente auspico la nascita di simil UTP anche per Sanità, Istruzione, Giustizia, Pubblica Amministrazione, Natalità, Occupazione, Crescita ecc. tutti settori o aspetti in sofferenza e le cui sofferenze, data la natura sistemica della società, si riflettono tra l’altro anche sul nodo previdenziale ( mi si perdoni la concettualizzazione alla Kirchhoff, un fisico dell’800 le cui leggi sui circuiti elettrici sono a mio avviso una premessa culturale importante anche per la comprensione dei “circuiti”sociali).

    1. Sig. Stefano 1961, fa piacere incontrare di tanto in tanto, lungo la diserta via dell’umana conosc(i)enza chi, come lei, arriva ad intuire l’intima unità dell’universo conosciuto.

      Mi riferisco in particolare al suo riferimento ai princìpi di Kirchhoff e all’analogia tra circuiti elettrici e circuiti sociali.

      Ci fu un tempo lontano in cui mi avvicinai alla electroeconomics in cui la carica elettrica “Q” è assimilata alla quantità di beni “Q”, la corrente elettrica “i” al reddito “Y”, il voltaggio “V” al prezzo del bene “P”, la forza elettromotrice “EMF” alla forza lavoro impiegata “N”, e così via.

      L’economia ha trovato una notevole fonte di ispirazione nella fisica, soprattutto l’economista francese Léon Walras (riconosciuto come il Newton dell’economia) che considerava l’economia politica “una scienza del tutto simile alle scienze fisico-matematiche”. Il concetto economico di “equilibrio” è preso in prestito proprio dalla fisica.

      Su tali basi era mia intenzione sviluppare la econofisica (fusione tra economia e fisica) che differisce, però, dalla econofisica come viene riconosciuta oggi, la quale più che “fusione di economia e fisica” è l’applicazione di metodi matematici statistici della fisica all’economia finanziaria (mercati finanziari).

      In fisica non ho trovato un elemento “pensante”: l’elettrone e il fotone sono particelle elementari che non pensano (almeno, per quanto ne sappiamo oggi).

      Ho invece individuato nell’essere umano l’elemento pensante comune a economia e informatica, ed ho quindi fondato l’economatica, fusione di economia e informatica per “scoprire ciò che determina il volume dell’occupazione” (così si sarebbe espresso Keynes) ai tempi del digitale (tempi differenti dal quelli di Keynes).

      A mio avviso gli economisti tradizionali (ortodossi ed eterodossi) utilizzano la matematica più che per sostenere argomentazioni di natura scientifica e per sviluppare concetti nuovi (qualcosa di simile alla gravità intesa come curvatura dello spazio-tempo di Einstein), per fare calcoli e previsioni che non sempre (diciamo la verità) sono azzeccate. Sotto tale aspetto, concordo con l’economista Sergio Ricossa che gli economisti (tradizionali, mio inciso) sono al più degli ottimi contabili.

      Devo ammettere, sig. Stefano 1961, che il riferimento a Kirchhoff ci “azzecca” (così si sarebbe espresso Antonio Di Pietro) nelle sue considerazioni finali.

  13. I lavoratori italiani presi in giro dal 2011 da sindacati e politici ora si aggiungono anche gli esperti?

  14. Bravi Giovanni,
    impegnatevi anche voi. Noi ci stiamo mettendo l’anima e cominciamo ad avere anche alcuni riscontri dai politici. Solo se tutti di impegnano si potrà ottenere qualcosa.
    Grazie

  15. Sarebbe un bel manifesto elettorale; chissà che qualcuno lo copi! Però io credo che resterà uno dei tanti sogni che capitano solo quando si è addormentati e mai quando si sogna ad occhi aperti.

  16. Ottima proposta, solo un piccolo commento: se l’aspettativa di vita si è accorciata di quasi due anni perché l’età per la pensione di vecchiaia si dovrebbe ridurre di un solo anno (da 67 a 66)?
    La logica farebbe pensare ad una riduzione di due anni…
    Complimenti ai gestori del sito e un saluto a tutti!

  17. Sarebbe anche giusto rivedere i coefficienti di trasformazione xche’ appunto l’aspettativa di vita è scesa com’è sotto gli occhi di tutti e, secondo me, x fare le cose giuste applicare i valori dell’anno 2013 chiedo appunto conferma al dott. Mauro Marino essendo esperto di economia e pension che credo confermera’
    Ringrazio in anticipo x eventuale risposta e, naturalmente grazie al sito pensionipertutti che come sempre da’voce anche a noi “gente comune”

    1. Io dico :draghi=monti=fornero +orlando che ha sempre detto che la riforma pensioni non è la priorità di questo governo la somma non dà la riforma.si deve aspettare la destra al governo?

  18. proposta condivisibile al 100% ma resta sempre il problema che se non riprendono al più presto i colloqui tra le parti la sua proposta resterà nel cassetto ancora “aimè” x molto tempo
    grazie e saluti a tutti

  19. Per me proposta equa e sostenibile.
    E’ora che il governo ascolti la voce di tutti noi, rappresentati bene da Marino.
    Avanti così!

  20. Condivido la proposta del Dottor Marino,
    sensata e realizzabile. (con i dati fornitici
    Dal Dottor Marino i ministri che si occupano di economia e lavoro conoscendoli anche loro, dovrebbero far loro senza ma senza se tale proposta).

    1. Daccordissimo, i ministri competenti dovrebbero farla loro senza se e senza ma e visto che fanno il possibile per non farlo mi sorge il dubbio che non siano ministri 4.0, tanto per essere enigmatici ma non troppo non sono Wi-fi 😊😂👍.

  21. Questa di Marino è una proposta seria, logica e intelligente che andrebbe passata subito al Governo, Partiti e Sindacati- analisi giusta che costerebbe poco allo Stato e darebbe la possibilità di una via di uscita per chi non regge più il peso degli anni, ma dando la libertà a tutti di scegliere- con i miliardi risparmiati per i morti da covid e quota 100 , il Governo non può più mettere la testa sotto la sabbia e i Sindacati la devono smettere di girare i pollici- facessero propria la proposta di Marino e risolviamo subito questa benedetta riforma pensioni- il tempo è scaduto e non ci sono più scuse, un plauso a Marino, sosteniamolo e pronti anche a scendere in piazza- lo slogan deve essere ” tutta la vita la riforma Marino”

  22. Proposta certamente interessante e fattibile, io addirittura pensavo ai 65 anni come vecchiaia portandola così allo standard europeo attuale. L’articolo però mi ha fatto venire un pò di brividi al pensiero che la riforma Fornero dovrebbe cambiare solo perchè sono avvenuti fatti dolorosi come la pandemia che ha provocato decine di migliaia di morti tra i già pensionati. Il dubbio è: “Senza la pandemia quindi la legge Fornero era un’ottima legge ?” Tutto l’articolo verte sulla diminuzione dell’aspettativa di vita causa pandemia e se non fosse intervenuta questa, allora, quale scusa si doveva trovare per cambiare la Fornero ? Io capisco che la bassa denatalità e l’enorme ricorso alla automazione crea problemi al mondo del lavoro e alle risorse finanziarie dell’INPS, ma sembra quasi che per cambiare una legge dobbiamo ringraziare che sia venuto il Covid 19. Inoltre sarebbe bene chiarire una cosa: La pandemia sta contribuendo positivamente al flusso di cassa, la quota 100 invece è stata una spesa, inferiore alle aspettative , ma sempre di spesa si è trattato e non c’è nessun risparmio. Mi disgusta dirlo ma, la pandemia ha ripianato i soldi buttati per la quota.

    1. E’ una ottima proposta. E dovra’ essere considerata il perno di ogni eventuale riforma previdenziale. Non si possono mai piu’ fare riforme previdenziali clientelari come si sono fatte fino ad oggi. Chi ha lavorato una vita ha il diritto di riavere indietro tutti i suoi diritti. E soprattutto una vera riforma previdenziale deve essere collegata al mondo del lavoro. Cioe’ deve guardare al futuro e a coloro che verranno dopo di noi. Altrimenti sara’ la fine per tutti. Lo si vuol capire SI o NO.

  23. tutto molto interessante dott. Marino; il problema è che Draghi non ci sente da entrambe le orecchie sul nodo pensioni, i sindacati lasciamoli perdere, orlando come sopra; e i partiti adesso pensano a come fregare la gente l’anno prossimo in vista delle elezioni; saluti a lei e ai gestori del sito

  24. Mi sembra una proposta interessante che possa ricomprendere la necessità di salvaguardare i conti INPS e di combattere le povertà, soprattutto degli ultra60enni disoccupati. Dott. Marino, la esorto, non dimentichiamoci anche che deve essere superata l’inspiegabile discriminazione tra sistemi misti, INPS e Casse private obbligatorie, di tenore incostituzionale, in relazione alle pensioni anticipate. L’importante, adesso che siamo quasi tutti d’accordo, è formalizzare il progetto presso i Ministeri e le Commissioni interessate, oltre a coinvolgere le testate giornalistiche a livello nazionale.
    Mobilitiamoci, ognuno per la sua parte. La lamentela in una democrazia matura non basta.

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