Negli ultimi giorni siamo entrati nel vivo della discussione sulle pensioni anticipate per il 2022 e vi abbiamo fornito in un nostro articolo il parere di esponenti politici su come superare riforma fornero una volta che la quota 100 sarà andata in scadenza. In molti lettori ci hanno scritto su questi temi in risposta all’articolo e oggi gli diamo voce in questa carrellata di opinioni e commenti.
Ultime novità Pensioni anticipate 2022: la voce dei lettori
Francesco ci dice: “Se non si separa la previdenza dall’assistenza non se ne esce più, con buona pace per le nuove generazioni che entreranno nel mondo del lavoro sempre più tardi. In questo modo veramente non ci saranno paletti. Io pago per 30 o 35 anni di contributi formo la mia pensione se perdo il lavoro o mi voglio ritirare prima per qualsiasi motivo percepisco la pensione veramente per i contributi che ho versato così non ci saranno problemi . La parte assistenziale dovrà essere supportata da tutti e non dai soliti noti. Solo cosi ci potrebbe essere un ricambio generazionale”.
Giuseppe rilancia la proposta di Tridico: “La flessibilità, quella vera, è presente solo nella proposta formulata dal Presidente INPS Tridico. Età anagrafica di uscita: 62/63 anni. Minimo contributivo: 20 anni. Non dimentichiamoci che siamo in una situazione finanziaria critica, con un rapporto debito/PIL pari al 160%, e che quindi sarà dura sperare di percepire la pensione completa a 62/63anni. Quindi ben venga la proposta di Tridico che, non è un obbligo ma una opzione. Coloro che riterranno la pensione (solo la quota contributiva) insufficiente, potranno continuare a lavorare. Tutti gli altri , p.e. lavoratori con carriere discontinue, disoccupati, espulsi dal mondo del lavoro dopo i 55 anni, troverebbero grande giovamento da questa proposta”.
Paolo ci racconta la sua esperienza: “Premetto che non sono un politico ma uno che di pensioni e di leggi mi informo da almeno 30 anni e adesso ne ho fatti 61 a maggio; io credo che l’anno prossimo andrai in pensione con la legge fornero con i 42 anni e 10 mesi; e , per chi dice che almeno la legge fornero era giusta per tutti, sappi che se non interveniva la quota 100 che ha bloccato l’anzianità a 42 anni e 10 mesi ora , 2021, ce ne volevano 43 anni e 6 mesi e si parlava che nel 2022 ce ne volevano 43 anni e 9 mesi tanto per chiarire; questa la situazione attuale ma poi? Sarà così? bella domanda, in fatto di porcate i signori politici sono molto esperti quindi? magari ti dicono che siccome sei giovane ti penalizzano?”.
Pensioni anticipate 2022: quota 101 e donne penalizzate
Mauro scrive: “Buongiorno, ho letto i vari post cercando di mettermi nei panni di altri lavoratori chi più anziano chi con tanti contributi chi donna chi svolge lavori usuranti chi fragile e chi più ne ha più ne metta. Non ci può essere una Riforma che accontenti tutti ma se ci fosse una quota 101 con scaglioni semestrali esempio 58+43 58,6 + 42,6 con l odiosa finestra dei tre mesi per tutti i lavoratori e una quota 100 medesime condizioni solo per usuranti e fragili e un bonus donna di x mesi in meno per ogni figlio, per tutti però con il contributivo fino ai 65 di età e poi con il misto, si accontenterebbe una gran parte della platea. E forse allo Stato non costerebbe nemmeno piu di tanto visto che gli under 60 andrebbero con una simil Fornero e gli over con una quota 101 ma decurtata come proposta da Tridico”.
Monica infine solleva il problema del lavoro delle donne: “Senza fare voli pindarici su quali siano i “lavori gravosi” mi pare che le donne siano comunque sempre penalizzate. Nel corso della nostra vita sin da giovani dobbiamo far conciliare lavoro con maternità e famiglia. Quando si diventa “diversamente giovani” e i figli sono cresciuti, ci sono i genitori da accudire che diventano i nuovi figli e…tutto questo sempre lavorando dentro e fuori casa. Mi chiedo, cosa si aspetta a pensare ad una politica pensionistica che prenda in considerazione questi aspetti.”
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Premesso che sono uno degli iellati del 1960 che avrebbero maturato i requisiti per quota 100 nel 2022, mi pare di capire che, al di là della proposta del presidente Tridico, le uniche possibilità di una qualche flessibilità sono riservate a coloro che saranno classificati nell’ambito dei lavori “usuranti”. Quindi uno come me, che nel 2022 avrà lavorato ininterrottamente da 38 sempre nella azienda, prima nel CED e poi in ufficio con l’avvento dell’informatica distribuita, sarà considerato uno “fortunato” e con un lavoro non usurante e quindi condannato ad arrivare quasi a 68 anni con 43 anni e mezzo di servizio. Ora, osservando il dovuto rispetto nei confronti di chi ha avuto una vita lavorativa travagliata e frammentaria, mi chiedo perché chi ha pagato sempre completamente i propri contributi, iniziando a lavorare a 24 anni perché ha studiato, deve essere penalizzato. Il concetto di lavoro usurante è molto aleatorio e non può essere facilmente classificato, perché i parametri possono avere dei coefficienti molto variabili a seconda delle funzioni di responsabilità. Il fatto che il sottoscritto lavori all’80% in digitale non implica automaticamente che svolga una attività non usurante. Quando quest’ultima ti manda il cervello “in pappa” per lo stress continuo, ti ammazza la vista con una miopia che peggiora sempre di più, con l’impossibilità di fare delle ferie decenti a causa delle piccole dimensioni dell’azienda e quindi della endemica mancanza di rincalzi (e con uno stipendio niente di che…), sfido chiunque a dimostrare che non sia usurante.
Io penso che soprattutto le donne che hanno un minimo contributivo di almeno 20 anni debbano avere la possibilità di andare in pensione non dopo i 65 anni…..con una pensione adeguata poichè ritengo che dopo una vita di lavoro non si può vivere una vecchiaia con pensioni sotto i mille euro. E’ una vergogna lasciare i giovani a casa con i redditi di cittadinanza e gli ultra sessantenni con pensioni da fame senza tener conto delle spese che affrontano gli anziani.
Se i politici prendono il vitalizio noi abbiamo diritto ad una pensione quando siamo ancora “giovani ” quindi max 62 anni con i contributi posseduti , il resto è truffa ai nostri danni ! Non esiste la parola penalizzazioni quella si usa per chi commette reati !
Nei lavori usuranti ci sono quasi tutti. Bidelli bah, maestri , macellai ,ecc ecc. Ma i fisioterapisti li avete dimenticati? Secondo voi questo non e lavoro usurante? Lavoriamo tutto l anno . Non abbiamo stipendi che ci arrivano in estate a Natale a Pasqua nei ponti se non chiediamo ferie.Siamo a braccetto con ernie discali , aticolazioni devastate, tendiniti e non siamo nell elenco. Ma vi sembra giusto?
A mio avviso una cosa equa può essere
42 anni di contributi o 63 anni di età
Tutte queste proposte politici economisti e ci metto anche i lavoratori nasce da una semplice formula che grazie ai padri fondatori esiste da ormai 50 anni.Si va in pensione solo e unicamente per i contributi versati (prima 35 poi 36 poi 40 poi 41 e 10 mesi)
Oggi bla bla bla con centinaia di formula ad persona e qui mi fermo.41 di contributi vai in pensione.Non hai 41 di contributi vediamo cosa passa il convento
La proposta di Tridico vale se l’età è di 62 anni e se la pensione viene reintegrata con il giusto importo dovuto al momento del raggiungimento dei contributi previsti dalla Legge Fornero, ossia 41 e 10 mesi, e non solo ai 67 anni. Ogni mese di lavoro pesa tantissimo a chi ha più di 60 anni e già 40 anni di contributi…..il fatto è che se ti mancano 2 anni di contributi devi subire una pensione derubata fino ai 67????
bella la proposta tridico; è una mezza carognata in quanto ti danno la parte contributiva a 63 anni, la retributiva a 67 anni; e neanche una mezza carognata ci concedono a noi del 1960 ; così chi 2 opportunità (i nati nel 1959); chi 2 inculate e carognate (noi del 1960); con che persone di m……da abbiamo a che fare?
In pensione dopo 40 anni di contributi, perché l’operaio deve andare in pensione dopo anni e anni di lavoro , e fare il politico , o chi guadagna soldi a carriole dopo 5 anni di mandato gli spettano più di quello che un operaio ti fa dopo 42 anni e 10 mesi più 3 mesi per incominciare da vero pensionato!!?quale peccato a commesso l’operaio , dal politico che lo bastona sempre forse sarebbe meglio non lavorare più, così si arriva tutti insieme allo sfascio totale
Io dico che noi poveri cristi che abbiamo perso la nostra gioventù x lavoro, e che abbiamo versato tanti soldi , e ci stanno umiliando sempre di più,
I commenti non devono a niente, se il governo non cambia del tutto noi poveri cristi .
Saremo i loro servi
Per il cero operai ci vuole un assegno unico dopo i 42 anni e 10 mesi l’assegno deve essere almeno di 1450/1500€ mensili netti no lordi , perché c’è gente che lavora lavora e si come sotto le ditte private i contributi non sono come quelli dei politici , o chissà quale categorie ricche , il povero lavoratore , si trova a percepire dopo 43 anni di lavoro una pensione da fame, stringi la cinghia da giovane quando trovi un lavoro , e continuerai a stringere la cinghia quando avrai la pensione, aggiustatele queste cose ingiuste, parlate di cose che vanno bene solo ai furbi ma chi dà nella vita la prende sempre nel culo
sono del parere che la proposta di tridico sia da perseguire…. aggiunta a l ape s. con l ampliamento delle categorie…
Proposta tridico la migliore
Se non mi sbaglio, e vorrei una conferma da chi lo sà con certezza, la finestra dei tre mesi è stata introdotta con quota 100. Il minimo che si deve fare per la fornero è togliere questa finestra, dato che quota 100 non la rinnovano.
Ad essere onesti anche l’ aspettativa di vita si è abbassata e quindi anche qui il minino è ritoccare la fornero a 42 anni e non 42 e 10 mesi. Questo è davvero il minimo da fare mantenendo i criteri dell’ EU. E’ possibile che almeno una parola su questo non esce dalle bocche del governo e/o dal ministro del lavoro di sinistra ?
Confermo, la finestra dei tre mesi è stata aggiunta con il decreto 4/2019 e quindi se non rinnovano il decreto anche la finistra deve decadere. Scommettiamo che ci fottono anche stavolta ?
Ciao Roberto, premetto che la soluzione più equa sarebbe poter andare in pensione con 41 anni di contributi o in alternativa al raggiungimento di 62 anni di età e 35 anni di contributi, sono d’accordo con te quanto meno di abolire i 3 mesi di finestra e equiparare l’uscita per tutti a 41 e 10 mesi.
perfettamente d’accordo
nessuno ne ha MAI parlato
Ho 64 anni e 35 anni di contribuzione con sistema misto. Lavoro nel pubblico al computer e uso per 6 ore il mause soffro fra le altre malattie di rizoartrosi marcata alla mano dx e sx le infiltrazioni al cortisone 3 (40 euro ciascuna) si possono effettuare ogni 6 mesi e dopo 2 mesi il dolore ritorna. Mi è stata riconosciuta una invalidita del 35%. Io non ce la faccio più, con i nuovi provvedimenti, vi chiedo se c’è una possibilità che io possa andare in pensione. Grazie. Cordiali saluti.
Rachela, se può servire, sappi che circa 15 anni fa (avevo 46 anni) a causa del mouse ho avuto il problema al polso e una epicondilite al gomito per la quale sono state necessarie le infiltrazioni di cortisone. Ho risolto completamente il problema con la corretta ergonomia di utilizzo, ovvero poltroncina adeguata con bracciolo all’altezza giusta dove posare il gomito (ad angolo retto) e tappetino del mouse con poggiapolso imbottito alla stessa altezza del bracciolo. In sostanza non tenendo avambraccio e polso sospesi almeno i problemi fisici si possono risolvere…
Per la pensione invece sono sconfortato, avrei maturato i requisiti per quota 100 nel 2022…
Unica possibilità, ripeto UNICA, proposta Tridico.