Pensioni anticipate 2022 l’editoriale: Draghi ha accontentato l’UE con quota 102 e 104

La situazione riguardo alla nuova legge previdenziale sulle pensioni anticipate si sta sboccando ma non nella direzione voluta dai partiti e dai sindacati. Dopo mesi di indifferenza soprattutto da parte del governo e di tutti i partiti che hanno pensato a tutto meno che alla legge sulle pensioni che interessa milioni di lavoratori e invocata molto blandamente dalle OO.SS. che in sei mesi non hanno fatto una dico una manifestazione in cui si parlasse solo di pensioni si pretende in pochi giorni di risolvere una problematica complessa ma di cui si sapeva la necessità di intervenire da subito visto che la legge era triennale e su di cui si poteva discutere almeno un anno fa.

Ultime novità Pensioni anticipate 2022: Draghi accontenta l’europa

Probabilmente tutti in cuor loro pensavano sotto sotto che non parlandone e facendo finta che il problema non esistesse si sarebbe arrivati alla fine dell’anno e “all’italiana” prorogare almeno di un anno “quota 100” rimandando il problema a tempi migliori, magari dopo le elezioni politiche con la scusa che con più tempo a disposizione si sarebbero affrontate tutte le problematiche che comporta una legge così complessa e che impatta così fortemente sulla vita di milioni di italiani. Forti del detto “nulla è più duraturo di una cosa provvisoria” ci si è pacificamente tranquillizzati sicuri anche del fatto che la pandemia con gli enormi danni che ha causato avrebbe ammorbidito l’Unione Europea nei confronti dell’Italia in ambito previdenziale.

Questo discorso poteva, forse, valere per il Conte 2 ma non per il governo Draghi. Nel momento in cui il potentissimo ex Capo della BCE è stato chiamato per l’assoluta incompetenza della nostra classe politica a risolvere i problemi dell’Italia dilaniata dalle solite contrapposizioni tra tifoserie tipiche degli stadi nostrani era ovvio che il Drago avrebbe portato avanti le sue idee in ambito economico/finanziario concordate con Bruxelles. Draghi, cioè, prima di accettare l’incarico ha avuto contatti telefonici con i leader europei più rappresentativi Merkel e Macron in primis e con i vertici della BCE e del FMI assicurando tutti che avrebbe rispettato il sistema previsto dall’Europa e anche che essendo da sempre contrario a “quota 100” sarebbe tornato gradualmente alla legge Fornero molto gradita all’Europa.

Draghi ha ascoltato tutti, Salvini addirittura lo vede quasi una volta alla settimana, ha incontrato i sindacati, ha ascoltato le proposte della Commissione Lavoro della Camera, ha esaminato la relazione della Commissione presieduta da Damiano sui lavori gravosi ed usuranti ed ha fatto fare al Ministro Franco un proposta a quote assolutamente insoddisfacente 102 (64 anni di età + 38 di contributi) per l’anno 2022 e quota 104 (66 di età + 38 di contributi) per l’anno 2023. La questione delle quote l’abbiamo affrontata parecchie volte in occasione della quota 100 che era iniqua perché creava differenze tra lavoratori favorendo solamente chi azzeccava l’ambo secco 38 + 62, è stata scelta in modo maggioritario dai lavoratori pubblici di genere maschile che hanno avuto carriere continue e ben remunerate e soprattutto non ha creato quel ricambio generazionale che avrebbe dovuto avere. Nelle intenzioni dei fautori della legge il rapporto tra assunti e cessati avrebbe dovuto essere di 3 a 1 in realtà ci si è fermati allo 06%.

Pensioni anticipate 2022: quota 102 penalizza i nati nel 1960

E adesso che si fa? Si ripropongono le quote? Dopo le proteste della Lega e per non far “arrabbiare i sindacati “concede la quota 102 (38 + 64) ma solo per un anno il 2022 e mette d’accordo tutti.

I sindacati a cui propone sin dall’inizio del 2022 una serie di incontri per modificare la legge Fornero (perché allora non l’ha fatto sei mesi fa?) concede al PD l’Opzione Donna e una parziale estensione dell’Ape Sociale con aggiunta di pochi ulteriori lavori gravosi e alla Lega che faceva dell’argomento pensioni il suo cavallo di battaglia concede quota 102 per un solo anno, oltre a fantomatici 600 milioni in tre anni per venire incontro a piccole imprese per non possono usufruire dei contratti d’espansione con possibilità d’uscita ai lavoratori a 62 anni. Inoltre, fa capire alla Lega che accetterà il prestigioso ruolo di Capo dello Stato, consentendo a Salvini di sperare in nuove elezioni e a chi le vincerà di modificare completamente nell’anno 2023 la legge Fornero.

Niente da dire, un’operazione di politica economica eccellente. Sistema partiti e sindacato in Italia e offre all’Europa quello che aveva garantito, la chiusura di quota 100 e l’innalzamento di ben due anni a 64 anni di età della quota per l’accesso al pensionamento con buona pace dei nati nell’anno 1960 che persa magari per pochi giorni quota 100, pur avendo magari oltre 41 anni di contribuzione non potranno uscire dal mondo del lavoro nell’anno 2022 perché non avranno i 64 anni richiesti.

26 commenti su “Pensioni anticipate 2022 l’editoriale: Draghi ha accontentato l’UE con quota 102 e 104

  1. Draghi ha preso una pensione da 14.000 euro lordi a 59 anni.

    E ci dice che noi dobbiamo andare a 67 anni e piu’.

    Abbia almeno il pudore di rinunciare alla pensione!!!

    Se questi sono i migliori, figuriamoci gli altri.

    Io non andro’ piu’ a votare.

    Domenico

  2. Salvini dice di essere contento di aver evitato la riforma fornero…. ma per noi del 1960 non la evitiamo lui pensa che andremmo a votare per lui prometendoci che nel 2024 tratera pure per noi penso che ci rimarrà molto meno non frega più a nessuno……..

  3. Per equità cadendo ancora sulle quote bastava partire a farle 102-103 sommando anni+contributi ,ma l’evidente ritardo a cui si è arrivati a trattare la questione pensioni credo sia il segnale per cui sia i sindacati che timidamente portavano avanti proposte 62 anni 41 per tutti sia la lega faremo barricate fino al possibile rinnovo di quota 100 al di là degli slogan erano già rassegnati a finire così.Certamente trattare milioni di persone che hanno lavorato anni o che sono in difficoltà per la situazione economica senza la possibilità di pianificare il futuro in questo modo solo per fare tornare calcoli o per convenienza del momento fa capire come mai molta gente non va a votare e che la maggioranza delle persone è delusa perché sembra che gran parte dei politici sia lontana dai problemi reali .

  4. Questa riforma pensioni é una maglialata peggio della fornero e Dini chi resta fuori siamo noi precocissimi io ho iniziato a 14 anni e 10 mesi ho 52 anni e 38 di contributi sono falegname lavoro gravoso ho il 67%di invalidità e 104 personale in situazione di gravità comma 3 articolo e nn posso uscire con quota 41 sono stremato pieno di dolori é una vergogna I lavori gravosi per i precocissimi e precoci vanno aggiunti a quota 41 sennò dobbiamo lavorare 42 anni e 10 mesi é legge fornero draghi partiti politici ma chi volete prendere per il culo vergognatevi

  5. Speravo che venisse adottata la proposta Tridico, prima Monti adesso Draghi sono i tecnici che fanno politica e non i partiti ormai del tutto ininfluenti per non parlare dei sindacati inesistenti. Basta non andrò mai più a votare.

  6. Mi sembra proprio una analisi ben fatta. Come faranno i sindacati a non rivelarsi, con chi staranno? Da che parte?

  7. Solito governo tecnico che predilige la macelleria sociale…
    La politica ha fallito, per l:ennesima volta, dimostrando la loro totale incapacità!
    Per loro mero calcolo opportunistico hanno permesso questo schifo!
    Questi hanno in mano il nostro futuro solo per colpa nostra, che non lottiamo più su nulla, ma siamo proni ai poteri forti e fatalisti

  8. I sindacati mi sa che non riusciranno nemmeno a far togliere la finestra dei tre mesi per far si che siano realmente 42 e 10 e non 43 e 1 mese. Ci sarebbe da ridere ma purtroppo c’è da piangere. Ma ha ancora senso pagare una tessera sindacale?

  9. Il governo Draghi, sostenuto direttamente o indirettamente da tutti i partiti, paga una cambiale di credibilità all’ UE e alla BCE, per avere i soldi del Pnrr (i cui costi, nessuno lo dice, saranno ovviamente a carico dei contribuenti). Quindi risulta inevitabile che il sistema pensionistico venga riportato nei termini che piacciono alle istituzioni europee.
    Il problema è che con quota 100 è stato aperto il vaso di Pandora: mentre la riforma Fornero ci aveva visto tutti rassegnati all’ineluttabile infame destino del ritardato e ridotto pensionamento (spacciato per “anticipato!), con quota 100 abbiamo scoperto che non era tutto così ineluttabile!
    E così, anche un po’ nella misura ad ognuno congeniale, abbiamo visto nelle varie proposte il possibile riconoscimento dei nostri diritti.
    Non sarà cosi. Si tornerà in pieno a quanto previsto dalla Riforma Fornero (speriamo senza peggioramenti), con qualche elemosina elettorale spacciata per misura di equità. Il resto andrà avanti nei termini dell’aumento dell’età di pensionamento e della diminuzione dell’importo della pensione, con la motivazione che i giovani in futuro non avranno una pensione adeguata.
    Ma con tutti i meccanismi economici, del lavoro, previdenziali, assistenziali e fiscali attualmente in uso, i giovani non potranno comunque avere una pensione adeguata.
    Quando ho iniziato a lavorare, il lavoro era a tempo indeterminato (e i giovani disoccupati probabilmente erano molti meno di quelli attuali), e con i contributi versati si pagavano le pensioni di quelli che erano andati in pensione con 35 anni di contributi.
    Poi, nel corso deglianni, sono state cambiate le norme pensionistiche aumentando gli anni di contributi necessari, gli anni di età e diminuendo l’importo delle pensioni; giusto per non farci mancare niente, sono stati diminuiti gli adeguamenti dei salari all’inflazione ed è stata adottata una serie di norme volte all’estrema precarizzazione del lavoro dipendente.
    Risultato: la percentuale dei giovani disoccupati (oltre che dei neet), è enorme;
    la percentuale dei disoccupati non più giovani è alta;
    i salari italiani sono tra i più bassi dei paesi G7;
    il peso della fiscalità italiana è tra le più alte d’ Europa;
    Perché i giovani possano avere una pensione adeguata in futuro bisogna: impedire il ricorso al lavoro precario (è sufficiente fare in modo che un lavoratore precario costi il doppio di uno a tempo indetrminato), aumentare i salari (come mai l’Italia è uno dei soli 6 paesi della UE che non ha un salario minimo?), aumentare i contributi in qualsiasi forma (obbligatoria o volontaria), defiscalizzare i contributi e le pensioni, favorire (ulterormente rispetto alle norme attuali) il pensionamento dei più anziani a fronte di assunzione di giovani (se assumi a tempo indeterminato un giovane – che ti costerebbe di meno -, favorisco il scivolamento in pensione di un’anziano – che adesso ti costa di più – );
    last but not least, dividere immediatamente la previdenza dall’assistenza.

  10. Non è draghi il colpevole ma la “sinistra” italiana (la metto tra virgolette perchè sinistra oramai non è più) che se ne frega altamente delle classi meno abbienti, tanto con 15mila e passa euro al mese cosa vuoi che gliene freghi.

  11. Che c’è da dire ci sarebbe da fare una rivoluzione, ma non siamo in Francia, noi siamo un popolo che non vede al di fuori del proprio orticello e che con fatica si è costruito ciò che quasi ogni uno di noi possiede, una casa , una Famiglia e che arrivato ad una certa età non si sente di mandare all’aria tutto anche se c’è ne sarebbe la ragione.
    Lasciamo Draghi a governare l’Italia e mandiamo a lavorare i nostri politici ,tanto chi comanda è l’Europa e non ci servono i passacarte, inoltre sapete che risparmio in danaro avremmo. La gente è stanca è sempre meno propensa ad andare a votare politici che predicano bene e una volta raggiunto lo scopo, si adattano alla corrente che tira.

  12. Draghi ha soddisfatto l’Europa? Mi pare logico visto che l’Europa l’ha messo in quella posizione spalleggiata dal Capo dello Stato e dai partiti di sinistra che si sono rivelati ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, contro il loro stesso popolo che dicono di difendere.
    Un risultato deludente per molti ma io direi perfino imbarazzante per la politica italiana. No ci si stupisca poi dell’incremento del popolo degli astensionisti: votare è inutile.
    Q.V.D.

  13. Sembra che, anche se per un anno, siano stati accontentati i percettori del reddito di cittadinanza di opzione donna e ape sociale ; ma i partiti, i sindacati ed il governo si sono dimenticati dei disoccupati ultrasessantenni che purtroppo per lavori discontinui non hanno i contributi richiesti. Quindi o gli date la pensione a 63 anni con 20 anni di contributi senza paletti o gli date un lavoro. Senza soldi non si vive.

  14. Che finisca in fretta questa legislatura sciagurata; ci ricordiamo chi siede in Parlamento dopo aver vinto le ultime elezioni politiche? La loro campagna elettorale era pro o contro l’Europa di Draghi? Cialtroni, approfittatori, voltagabbana, pagliacci, sono solo quattro appellativi tra i più benevoli con cui li posso descrivere! Qualche speranza per una flessibilità sull’ età pensionabile si avrà solo con l’inizio della prossima legislatura perché per farsi votare rinnegheranno il passato! Ma ciò non avverrà prima di fine anno prossimo perché almeno ad agosto ci devono arrivare per garantirsi il vitalizio.

  15. alla fine era quello che si poteva pensare; Il Ministro Orlando che dormiva o peggio; i sindacati a parole si arrabbiavano ma poi non facevano nulla; i partiti tutti preoccupati prima delle elezioni comunali nelle grandi città, poi sull’elezione del capo dello stato; Letta pensava alla sua candidatura al parlamento; e alla fine chi pensava ai lavoratori e ai disoccupati? UU beneamato CAZZO di nessuno; e l’UE? sempre il famoso ricatto; vuoi i soldi del Ricovery plan? non toccare le pensioni tanto la legge Fornero esiste; e gli “INCULATI DEL 1960? NOI NUOVAMENTE INCULATI; MENO MALE CHE C’E’la RITA ; E ADESSO, TRA 1 ANNO VADO IN PENSIONE e mi devo erodere la pensione integrativa; bella prospettiva saluti ai gestori del sito

  16. Buongiorno a tutti.Paradossalmente mi devo augurare che nel 2023 non modifichino la legge Fornero , o che non vanno a toccare i 42 anni e 10 mesi con la scusa di eliminare la Fornero.Facendo questo gioco lo metteranno a quel servizio ancora una volta a tutti.
    Buon lavoro.

  17. Questi politici e questi sindacati parlano parlano per cuota 41 in base l’eta’ anagrafica pero’ non concludono nulla !! E’ la mettono in cul…. A chi lavora… Fate come che non vado piu’ a votare da anni tempo sprecato ,per i sindacati se e’ così che fanno i diritti di chi lavora
    I dovrebbero scomparire!!!!

  18. Il sistema INPS contributivo è in attivo. Col contributivo sarebbe giusto che ognuno andasse in pensione in maniera facoltativa. Basta creare discriminazioni che accontentano gli uni a discapito di altri!
    Le pensioni Baby e d’ oro che non scaturiscono dal contributivo devono essere coperte dall’Erario. Tutti devono essere uguali per rispettare la Costituzione che viene regolarmente calpestata. Il vero problema è la povertà che avanza e che può essere, in parte evitata, con le pensioni anticipate contributive. E a basso costo.

  19. Aspettavo con trepidazione gli articoli del Sig. Marino e del Dott. Perfetto per leggere cosa avrebbero scritto, ben sapendo comunque che quello che prospettavo da oltre due anni a questa parte, si sarebbe verificato allo scadere della quota 100. Con grande rammarico, avevo ragione su tutta la linea a criticare la quota 100, ed è finita come mi aspettavo. Voglio raccontarvi una storiella emblematica: Oggi ho intenzione di andare in una concessionaria auto per comprare una Ferrari. So che i miei risparmi possono garantirmi la copertura delle rate per tre anni, dopo non so che cosa farò, come pagherò e come onorerò l’impegno. Poco male, al massimo se la riprenderanno e ci avrò rimesso qualche migliaio di euro. In politica queste scelte si fanno con i soldi dei contribuenti ed i partiti non ci rimettono nulla. Questo è quello che è accaduto con la nascita della quota 100. Ho sempre affermato che la quota, oltre che essere iniqua e ingiusta, non era strutturale ed è stata estremamente costosa. Al Sig. Carlo Q, che aveva obbiettato e negato la spesa di circa 20 miliardi per accontentare 350.000 persone, chiedo: Ha visto la puntata di martedi di Porta a porta ? Ha visto su repubblica tv il video sulla verità di quota 100 quanto è costata e cosa ha prodotto ? Io, oltre che le dichiarazioni di Tridico, Damiano e giornali come Affari e Finanza del Sole24 ore, citavo fonti certe, mentre Lei si aggrappava a suoi ipotetici conti. Oggi non possiamo prendercela con i partiti o con i sindacati se la Fornero è sempre presente; Dobbiamo prendercela con chi ha inventato il sistema quote, sistema che con la vecchia Sacconi Brunetta non esisteva e nemmeno con la Fornero. Con le precedenti leggi erano sempre separate e distinte la vecchiaia e l’anticipata. Su questo sito, chi applaudiva alla quota 100, oggi beffardamente piange le stesse lacrime di coccodrillo della Signora, ammettendo con gravissimo ritardo quello che era chiaro sin da subito. Voi non immaginate nemmeno quanto male mi faccia avere avuto ragione. Amici e colleghi lavoratori, a tutti i nati dal 60 in poi, pur non essendone coinvolto personalmente ho sempre combattuto la quota 100 sin dal mio primo commento, comprendo la vostra ennesima delusione.

  20. Sono uno dei fortunati nati nel 1960 e con 41 anni di contributi. Ho visto colleghi nell’ultimo anno andare in pensione con 38 di contributi e colleghe con 35 anni di contributi solo perchè avevano l’età giusta mentre per me non è stato possibile per pochi mesi nonostante i 41 anni di contributi. Ovviamente al loro posto non è stato assunto nessuno e io che ho quasi 62 anni, stanco e con problemi di salute ora sto svolgendo anche le loro mansioni. Sono un dipendente pubblico, non ho mai fatto un giorno di mutua (quando ero malato usavo i giorni di ferie per stare a casa tanto a causa della carenza di personale non sono mai riuscito a consumare tutti i giorni di ferie previsti dal contratto e le farie non godute non venivano retribuite) e per questo vengo punito con l’abolizione di quota 100 e l’introduzone di quota 102 (ci vuole una bella faccia tosta a chiamarla così, chiamiamola quota 64) a cui potrò accedere solo quando compirò 64 anni, cioè quando non cirà più perche durerà solo un anno. Il prossimo anno verrà abolita anche la possibilità di andare in pensione con 43 anni e un mese (sono pronto a scommettere qualunqua cifra che accadrà, nel silenzio più assordante di politici e sindacalisti che applauderanno come sta già accadendo ai tagli di Draghi e occorrerà attendere i 67. Basterà chiamare i tagli con nomi accattivanti come il Salva Italia di Monti/Fornero e il giochetto è fatto). Intanto l’aspettativa di vita si è ridotta di un anno e mezzo e continua a ridursi causa pandemia ma non ho sentito un solo politico o un solo sidacalista dire questa verità oggettiva.

  21. I nati nell’anno 1960 non potranno uscire dal mondo del lavoro nell’anno 2022 perché non avranno i 64 anni richiesti dalla quota 102 e nemmeno nel 2023 con quota 104 perchè avremo 64 anni d’età invece dei 66 anni richiesti come requisito anagrafico.
    Quindi di cosa stiamo parlando. Altro che scalone.
    I nati 1960 anche per pochi giorni dovranno lavorare altri 5 anni e più.
    Sinceramente non ho parole. Spero solo nella giustizia divina.

  22. Ai tempi delle B.R. non si sarebbe permesso il sig DRAGO (Luigi XVI) con la sua cara complice sig FORNERA (Maria Antonietta) . Se eravamo FRANCESI con le PALLE quadrate , che gli fanno scintille sulla neve quando si arrabbiano, volevo vedere come si permettevano . Come mai l’EUROPA (le BANCHE dell’ Europa) che è stata accontentata non ci adegua gli stipendi . L’unione europea è una grossa fregatura .
    L’Unione di Stati dovrebbe essere assoluta su tutto , una bandiera , un presidente , un esercito etc.

  23. Il commento ve lo do io, dovete dare voce alla rabbia delle persone che nel 2022 raggiungono la famosa quota 100 e non puo piu andare in pensione, in particolare le donne!

  24. Sono d’accordo! I nati dal 1960 in poi non hanno potuto fruire della quota 100 avendo magari più anni di contributi rispetto ai 38!
    Oggi si ritrovano ad essere completamente tagliati fuori perché la quota 102 innalza solo l’età lasciando invariati i contributi!!!!! Una vera e propria “genialata ” da parte dell’intero governo nei confronti dei lavoratori che non sono trattati tutti allo stesso modo!!!!!

  25. Estendere l’utilizzo del fondo Pmi a tutte le aziende (anche quelle che non hanno aderito al contratto di espansione) per uno/due anni potrebbe essere una soluzione “giusta” per dare gradualità al ritorno alla Fornero.
    Altrimenti tutti i proclami sull’evitare lo “scalone” sono stati aria fritta…

  26. Il burocrate ha colpito purtroppo.
    Chi non lo conosceva adesso sa con chi ha a che fare .
    Non speriamo nel futuro, si lavorerà fino a 70 anni perché così ha deciso l’ Europa del burocrate
    Forse ma dico forse ci concederà flessibilità a 66 anni non prima
    Speriamo di togliercelo di torno alle prossime elezioni

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