Pensioni anticipate 2022, l’editoriale: eliminare l’aspettativa di vita

I dati comunicati dall’ISTAT questa settimana relativamente all’anno 2021 per quando riguarda nascite e decessi evidenzia un fenomeno gravissimo su cui i nostri governanti devono immediatamente intervenire. Per la prima volta dall’unità d’Italia vale a dire dal 1861 nell’anno appena passato i nuovi nati sono stati meno di 400.000, per l’esattezza 399.431 in ulteriore diminuzione del 1,3% rispetto al record precedente dell’anno 2020. I decessi invece sono stati circa 709.000 leggermente inferiori di circa 37.000 rispetto al dato record registrato nell’anno 2020 quando se erano registrati oltre 746.000. In pratica in nemmeno due anni si è avuto un disavanzo tra nascite e decessi di oltre 600.000 persone, è come se due grandi città come Firenze e Bologna scomparissero di colpo.

Pensioni anticipate ultime novità oggi 19 marzo 2022

Ovviamente, ma non solo, su questo dato molto negativo ha influito la pandemia che ancora non è del tutto scomparsa. In termini assoluti questa ha causato complessivamente fino ad oggi circa 157.000 decessi. Di questi circa 77.000 si sono avuti nell’anno in cui il virus ha colpito più duramente vale a dire nel 2020. Ma anche l’anno 2021 è stato molto pesante con 59.000 decessi certificati da virus. Purtroppo, anche se stentiamo ad ammetterlo perché vogliamo dimenticarci al più presto del covid, anche l’anno corrente sta causando molte perdite se è vero che in appena due mesi e mezzo ha già causato oltre 21.000 decessi che diminuiscono giornalmente ma non come avevamo sperato che avvenisse.

Ancora i dati ufficiali relativi all’aspettativa di vita per l’anno 2021 non sono stati resi noti ma con questi numeri non ci vuole molto ad affermare che se nell’anno 2020 l’aspettativa di vita è diminuita di ben 1,2 anni e si è assestata nel 2020 a 82 anni (79,7 gli uomini e 84,4 le donne) nel 2021 sarà di poco inferiore ad un anno e nel 2022 probabilmente di 6/8 mesi. Questo per effetto, anche, dell’abbandono dei controlli sulle altre patologie a causa del personale sanitario impegnato quasi al 100% sulla lotta al covid.

Questo determinerà, e non ci vuole Einstein per capirlo, che nei tre anni nefasti di pandemia molto probabilmente l’aspettativa di vita in Italia scenderà di quasi 3 anni e porterà la vita media nel Belpaese a circa 80 anni. Se così fosse, in pratica, sarebbe come se tutto quello che si guadagnato negli ultimi 30/40 anni in aspettativa di vita e che ha avuto un impatto sostanziale nell’ultima legge previdenziale, fosse stato buttato all’aria in soli tre anni di pandemia.

Ultime news Pensioni anticipate 2022: abolire l’aspettativa di vita

Entrando nel merito del tema previdenziale, che è quello che ci interessa particolarmente, è del tutto evidente che l’aumento dell’aspettativa di vita agganciato all’età pensionabile, elemento cardine della legge Fornero, sia completamente naufragato. L’iniquità della legge su questo punto è evidente dal momento che era stato previsto l’aumento degli anni di lavoro per effetto dell’aumento dell’aspettativa di vita ma non una diminuzione degli anni di lavoro in caso di diminuzione.

Ora se la vita media che si può aspettare un bimbo alla nascita nell’anno 2022 sarà inferiore agli ottanta anni bisognerà tenerne assolutamente conto nella nuova legge previdenziale che si deve affrontare in questo travagliatissimo 2022 dove è necessario riprendere immediatamente gli incontri governo/sindacati che sono fermi da oltre un mese.

Se il nostro sistema previdenziale è improntato in modo che, secondo calcoli attuariali, per reggersi autonomamente deve erogare una pensione per 20/25 anni e la vita media si è ridotta sotto gli ottanta anni di età è del tutto evidente che per una forma di giustizia sociale deve diminuire necessariamente l’età di accesso alla pensione.

Quindi, modificare almeno di un anno l’età di accesso alla pensione di vecchiaia diminuendola da 67 anni a 66 anni e contestualmente consentire l’uscita a 41 anni di contributi per tutti uomini e donne indipendentemente dall’età anagrafica e senza alcuna penalizzazione, nonché eliminare le finestre e l’aspettativa di vita legata alla previdenza sono atti doverosi per restituire ai cittadini italiani un po’ di quella giustizia normativa e sociale che è stata, negli ultimi anni, a loro strappata.

30 commenti su “Pensioni anticipate 2022, l’editoriale: eliminare l’aspettativa di vita

  1. Fai i conti male. Vedi che quello che vale è anche il quantum. La tua pensione sarà molto più alta di quella con 20/25 anni di contributi quindi alla fine è la stessa cosa e considera anche l’eventuale reversibilità.

  2. Per aggiungere qualcosa agli argomenti vorrei porre una domanda alla redazione.

    Il quesito riguarda i coefficienti di trasformazione nei diversi anni, numeri con i quali si calcola l’assegno di pensione per la parte che è considerata contributiva.
    Poiché queste aliquote (che io sappia), vengono stabilite nell’arco di bienni e quelle attualmente in vigore sono valide per l’anno 2021-2022.
    Essendo, suppongo, questi coefficienti determinati in parte dall’andamento economico, sebbene lo siano in modo preponderante legati all’età e alle sue frazioni in mesi dell’aspirante pensionato.
    Alla luce dell’andamento di questi due ultimi anni ( crisi, covid, inflazione), ha un senso che una persona la quale maturi in diritto a pensionarsi ad esempio nei mesi terminali dell’anno in corso (ottobre, novembre o dicembre) la posticipi affinché la data della sua percezione sia da gennaio 2023 e dunque non nuovi coefficienti.

    Grazie

  3. La speranza di vita si è abbassata di oltre un anno e mezzo perché le pensioni non vengono adeguate ? Anche questa come per la benzina è diventata un “accisa acquisita” ?

    Poi con tutte le persone morte di covid, il 90% erano pensionati e quei soldi che l’INPS risparmia dove vanno a finire? Penso che sia disonesto e vergognoso che a pagare dobbiamo essere sempre e solo noi chiedendoci di lavorare oltre i 41 anni, per farci una pensione da fame, e nel frattempo dare il reddito di cittadinanza a persone “nullafacenti”, erogando assistenzialismi a destra e a manca !

    Ma i sindacati dove sono finiti ? Cosa stanno facendo per “la promessa” QUOTA 41 senza penalizzazioni ?!! Sinceramente imbarazzante !

  4. Ecco questa è la situazione giusta per dire che se uno a 60 anni d età e 20-25 anni di contributi versati be scusa puoi anche aspettare qualche altro anno.
    Ciò non può succedere con chi magari a 60 anni a versato 41-42 anni di contributi e deve ancora aspettare.
    Questo per un semplice calcolo riportandomi a quanto scritto oggi
    SI MUORE TUTTI A 80 ANNI
    60 + 20-25 ANNI DI CONTRIBUTI HO QUASI RIPRESO TUTTO DI QUANTO VERSATO
    60 + 41-42 ANNI DI CONTRIBUTI HO QUASI LASCIATO ALLO STATO IL 50% DI QUANTO VERSATO

    Quindi sindacato e politici poche ciance come solito e partiamo con 41 e poi via via si sistema il resto

  5. RIPETO 712 DIPENDENTI PER il quirinale a disposizione del presidente 900 ONOREVOLI CHE NON FANNO UN KAISER
    1700 giornalisti RAI strapagati. E poi non vado avanti E TU PRECOCE SPERI ANCORA…… MA SE SMETTI DI LAVORARE CHI LI MANTIENE TUTTI….

  6. Ma il tempo per fare la riforma del catasto l’anno trovato! Perchè non fissano più incontri con i sindacati per riformare e superare la legge Fornero? Quando s’incontreranno Draghi, Oralndo e i sindacati?

  7. Fin quando ci sarà un governo tecnico, non si risolverà nulla. La nefasta legge Fornero potrà essere risolta strutturalmente solo se c’è volontà politica, cosa che in questo manca. Il governo attuale non ha nessuna necessità di risolvere il problema ed i sindacati da soli non hanno la forza di sollecitare una soluzione. Alla fine, come al solito il problema rimane a noi lavoratori costretti a spaccarci la schiena fi o a tarda età.

  8. Se guardo alle pensioni per poi sentire che: solo a causa della crisi del 2008 il debito dei partecipanti al G7 di cui facciamo parte era salito di 18mila miliardi per un totale di 140.000 miliardi. Mi domando: quanto sarà salito questo benedetto debito dopo il Covid e quanto salirà per la crisi Ucraina.
    E pensare che sono cifre di solo debito!
    Ho la vaga impressione che la “bombetta nucleare” possa arrivare da questa economia fatta di carta e non di lavoro.

  9. Gli enti di previdenza integrativa pagano la RITA (pensione integrativa o rendita mensile) dai 67 anni, tenendo conto del capitale, esborsi e coefficienti vari. Se uno va in pensione a 60 immagino che prenda meno.
    Ovviamente se uno fa una polizza vita, paga tanto se è in età matura, poco se giovane.
    Pretendere che a tutti venga pagata la stessa pensione non sta in piedi. Oltre a tutto sarebbe una doppia discriminazione, perché sotto i 60 si è ragionevolmente ancora in grado di lavorare. Io a 64 non più (ahimè).
    Ma come si fa solo ad immaginare che, dato un certo capitale, venga pagata una rendita indipendentemente dagli anni del godimento ?(boh)

  10. Buongiorno sono d’accordo sul contenuto dell’articolo,. Importante che i sindacati
    negli incontri con il governo riescano a fare si che questo avvenga.

  11. Sono d’accordo che va diminuita l’età pensionabile in relazione all’aspettativa di vita.
    Non credo che però sia giusto penalizzare chi studia e comincia a lavorare più tardi.
    C’è chi ha cominciato a lavorare a 14 anni, chi a 16, chi a 22 come me dopo il militare e chi dopo la laurea. L’ età è importante per determinare l’assegno pensionistico. Un signore di nome Alessandro mi criticava perché lui desiderava andare in pensione a 57 anni con 43 di contributi. Ok! Però si sappia che ragionevolmente gli pagheremo la pensione per 23 anni, ragionando sugli 80.
    E per chi è laureato gli pagheremo la pensione per molti anni di meno. Io non penso a me che sto nella media, ma qui ognuno pensa per sé.
    Gli elementi economici e finanziari sono importanti. Poi non è vero che chi ha studiato guadagna di più. I diplomati non contano più niente e i laureati devono scappare all’estero per campare. Che ognuno vada in pensione quando vuole se la legge lo permette, ma inseriamo dei coefficienti a seconda dell’età anagrafica. La Giustizia non deve essere a senso unico e bisogna inserire criteri privatistici per salvaguardare INPS. E insisto equiparare le Casse private obbligatorie.
    Buona domenica a tutti.

    1. Ed è proprio così ,si fissa una quota uguale per tutti,41 anni e un’età di 62,così non si penalizza nessuno, chi ha fatto l’università andrà in pensione un po’ più tardi rispetto a chi invece ha cominciato a lavorare a 16 anni.
      Dubito che però ne tengano in considerazione, ciò che faranno è già stato deciso ed ora stanno solo prendendo tempo.

  12. Ancora? Ma quale aspettavi di vita, bisogna subito fare immediatamente la Nuova riforma facendo andare tutti in Pensione a 62 anni, al limite con una piccolissima penalizzazione, con 30 anni di contributi ed abolendo l’odioso minimale di 2,8 o di 1,5. Bastaaaaaa, non c’è la facciamo più!

  13. Fantastico !!!! Condivido in toto tutto il ragionamento…se fosse così tra 16 mesi sarei in pensione dopo 41 anni di cui 36 a ciclo continuo …con 5 anni da precoce e 26 da lavoro usurante !!!! Mi sembra un bel curriculum !!! Ma i nostri politici come minimo lasceranno la Fornero senza unificare la nuova lista gravosi a quota 41 e punteranno ad una flessibilità in uscita con enormi penalizzazioni !!!

  14. Vogliamo andare in pensione a 62 anni perché l’ aspettativa di vita non si è abbassata …… è crollata. Ho 61 e quanti amici e conoscenti coetanei sto accompagnando al cimitero!!!!!! Dateci la pensione prima che sia troppo tardi, noi i contributi li abbiamo versati e possiamo andare in pensione. Che fine hanno fatto tutti i soldi delle pensioni di tutta la gente che è morta di covid o altro? Gente che non è riuscita neanche a fare in tempo a vedere la pensione. Mandateci in pensione e fate lavorare i giovani che sono scappati tutti dalle loro famiglie e città di origine per non morire di fame.

  15. Trovo più che giusto che con i 41 anni di contributi a qualsiasi età si vada in pensione, ma non mi sembra giusto che la donna sia sempre penalizzata visto che è più debole dell’uomo e anche pagata meno. Penso che per una donna già 40 anni siano più che sufficienti. Grazie

  16. Certo sarebbe giustissimo restituire gli anni in base alla speranza di vita ,ma ho dei dubbi che lo facciano , questi sono dittatori , sono solo capaci a chiederci soldi!

  17. Se la vita media risulta nel 2022 sotto gli 80 anni, e le pensioni non possono essere pagate per più di 20/25 anni e la matematica non è un opinione vuol dire che l’accesso per la pensione deve essere per tutti tra i 55/60 anni. Tutto il resto è truffa ai danni dei lavoratori.

  18. E’ sempre più evidente che i lavoratori soprattutto quelli più vicini alla pensione sono vittime di una grande ingiustizia nella più completa indifferenza di partiti e sindacati. Il Drago e i poteri forti che lo sostengono sanno essere forti e feroci con i deboli (e i lavoratori in questo momento lo sono non avendo più alcuna rappresentanza nelle istituzioni) ma teneri agnellini con i forti. L’età pensionabile dal 2023 verrà innalzata e le pensioni saranno ridotte nel loro importo causa modalità di calcolo con sistema tutto contributivo e inflazione galoppante. Però le risorse per aumentare le spese militari, per i bonus a pioggia e per mantenere i privilegi (vedi le pensioni di alcune categorie/caste come i miltari ecc) non mancheranno mai!

  19. Dopo i dati che ci ha così bene illustrato come non si può essere d’accordo? Sono dati oggettivi, perché allora appoggiano così fortemente la Legge Fornero. Evviva la democrazia.

  20. Noi lettori in odore di pensione continuiamo a valutare tra le proposte quella che si possa adattare alla propria situazione. Nell’editoriale si focalizza l’attenzione sull’aspettativa di vita post pandemia e mi sembra che non ci sia niente da eccepire perchè fondata su dati palesi. Poi a livello individuale come si può non essere d’accordo con chi lavora da più di 40 anni e vuole fermarsi anche perchè gli stipendi sono fermi e il potere d’acquisto è sempre minore. D’altra parte c’è chi ha avuto una carriera contributiva meno lineare e ha un’età avanzata, 64 – 65 o 66 anni e non ha i famosi 38 anni di contributi per qualche anno o addirittura per qualche mese e per stanchezza fisica ritiene di avere il diritto di poter scegliere se ritirarsi o continuare. Non credo che i sindacati riusciranno a strappare un accordo che preveda l’età di pensionamento inferiore a quella della media europea (circa 64 anni), anche perché non abbiamo le conoscenze e almeno per me le competenze per valutare il bilancio dello Stato. Si è scelto il più competente, almeno così dicono, tecnico della gestione economica, gli abbiamo dato il tempo, ora faccia il suo lavoro, decida insieme ai suoi collaboratori ascoltando le parti sociali e ci faccia sapere. Abbiamo il diritto di conoscere l’età e le modalità di pensionamento (in un paese civile un lavoratore dovrebbe saperle almeno 5 anni prima). Inoltre equità (altro articolo del dott. Marino) e maggiore uniformità dei tanti sistemi, per particolari lavori si può anticipare di 1 – 2 anni rispetto alla norma (eccezioni particolari solo per malattia) ma non è accettabile che per consentire a qualcuno di andare in pensione prima dei 60 anni ci devono essere altri che per mantenere la media devono restare a lavoro dopo i 66 anni. Infine smettiamola con questi “diritti acquisiti” e chi è andato in pensione negli anni passati prima dei 60 anni o addirittura prima dei 50, contribuisca in percentuale sulla pensione percepita (se supera una determinata cifra) al bilancio sociale.

  21. dott. Marino, il ragionamento non fa una grinza; purtroppo abbiamo a che fare con dei politici……………………………………………………..la parola evito di scriverla; oltretutto gli uomini vivono circa 4 anni meno delle donne; quindi dai 42 anni e 10 mesi diciamo che l’ideale sarebbe 41 anni; cosa fare allora? pensare alla salute, sperare di campare 100 anni e sperare di veder schiattare ………………………..; saluti a lei, ai papà, a tutti i giuseppe e anche ai gestori del sito

  22. Dottor Marino la sua disamina è corretta ma guardiamoci negli occhi ( in modo figurativo) sia io che lei sappiamo e ce lo siamo già detti che qualora il governo intervenga sarà solo per peggiorare ulteriormente la peggior legge degli ultimi trent’anni dopo il prelievo Amato sui conti correnti. Popolo di farisei riscriviamo i libri di storia perché per essere cattivi non ci si deve solo vestire di nero e far bere olio di ricino lo si può fare in modo più subdolo in camicia e cravatta non elargendo nulla ai plebei e spartire la ricchezza tra i Patrizi in questo caso chi dovrebbe governare questo paese ma non è in grado perché messo li non certo per merito ma per potenti calci nel sedere. Dottor Marino è dai tempi della lupa che le verità sono sempre state scomode. Cosa ne pensa dove sto sbagliando…

  23. Premetto che i partiti e sindacati per primo dovrebbero tutelare tutti gli invalidi io ho 3 anni di contributi prima dei 18 anni 104 personale in situazione di gravità comma 3 articolo 3 67%di invalidità e nn rientro in quota 41 vergognoso gli invalidi dal 60%in su tutti dovrebbero andare in pensione prima con una aritmia 7 discopatie tra sacrale e cervicale dal 74 che sono invalido io ancora nn ho preso un centesimo dallo stato la casa l’ho fatta da me e tutto il resto sono 38 emmezza che lavoro come falegname é gravoso ma il signor draghi la lista dei nuovi gravosi la inserita solo in ape social scandaloso da persona incapace io chiedo di tutelare almeno tutti gli invalidi perché dal 67%al 74 %i dolori sono gli stessi alcuni anno il 73%e devono lavorare 2 anni in più vergognoso solo in Italia queste descriminazioni io nn c’è la faccio più ho dolori mi toccherà concordare per la naspi e pagare i mesi restanti veramente vergognoso lo stato con sindacati e partiti siete degli incompetenti

  24. Completamente d’accordo con l’analisi fatta, quindi è inutile che il Governo continui a prenderci per i fondelli e faccia quello che è giusto fare- come si aumenta , cosi va abbassata l’età pensionabile per ristabilire i termini dell’aspettativa di vita, non è corretto aumentarla e mai diminuirla con tutte le morti che ci sono state in questo biennio- purtroppo abbiamo a che fare con personaggi politici e non che non fanno altro che fare orecchie da mercanti e non fanno il loro dovere, scherzando purtroppo sulla pelle di noi lavoratori- si sta discutendo e approvando in Parlamento di tutto e di più, quindi se non si prendono in mano le redini della questione previdenziale adesso , è perchè non vogliono farlo, aspettando che prima o poi lo faccia un’altro- basta con queste furberie, scendiamo in piazza e ostacoliamo questo scempio, prima che sia troppo tardi.

  25. Vorrei anche aggiungere alle considerazioni, che condivido pienamente, che i coefficienti di trasformazione del montante legati all’età sono rimasti invariati, in poche parole lo Stato sta risparmiando cifre enormi che non ho la competenza di quantificare ma che sicuramente superano i 10 miliardi. In questo quadro il Governo fa melina cercando di ignorare la problematica previdenziale per fare sempre di cassa sulla vita dei pensionati/pensionandi. Una sola parola può sintetizzare il mio pensiero: VERGOGNA!

  26. Trovo assolutamente, giusto ciò che riportate.L’aspettativa di vita si è abbassata , inoltre ,causa pandemia, tantissimi si sono dovuti licenziare, quindi mi sembra doveroso che lo stato provveda mandando in pensione chi ha più di 62anni anni, con i propri contributi!! BASTA PANNICELLI CALDI DI VARI BONUS DISPENDIOSI E INUTILI..SI SA CHE CON PIÙ DI 60ANNI NON TROVI LAVORO E QUINDI CONDANNI PER7 ANNI LA GENTE A MORIRE.FATE CHE GLI ITALIANI RITROVINO L’ORGOGLIO DI APPARTENERE AD UN PAESE CIVILE!!

  27. Buongiorno.
    Sottoscrivo in pieno.
    Come donna lavoratrice con figli nipoti marito invalido ritengo che la politica abbia approfittato di noi e delle nostre forze da molti anni a questa parte.
    Auspico quindi un veloce ravvedimento da parte dei nostri governanti che non si trasformi in ricatto (leggi opzione donna che ci costringe ad uscire con una pensione da fame ).
    Saluti e ringrazio.

  28. 2 anni in meno circa, di aspettativa di vita, ed il governo non vuole fare nulla, se non penalizzare ulteriormente i lavoratori pensionandi!
    Un paese di quaquaraqua!
    Governati da tecnici che il popolo non ha mai votato, liberi di fare quello che i politici non vogliono fare.
    A casa tutti!

  29. Parole parole e nient’altro che parole…… I governi di pensioni non ci interessano…. Noi i 41 unisti. Serviamo solo x far cassa….. Che siate maledetti. Parassiti che non siete altro…… E poi ci venite a chiedere il voto….. Andate a fare in culo👅🍑…………

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