Pensioni anticipate 2022 l’editoriale: I sindacati devono alzare la posta

Lo sciopero generale proclamato da CGIL e UIL è andato molto bene. L’alta partecipazione dei lavoratori soprattutto tra i metalmeccanici e la massiccia presenza nelle cinque piazze italiane ha dimostrato una volta di più che quando il sindacato vuole riesce a mobilitare le piazze. Pur senza la presenza della CISL, nonostante le critiche di alcuni partiti e il silenzio di altri le OO.SS. hanno saputo organizzare manifestazioni molto partecipate dove la proposta si è unita alla protesta ma sempre nell’ambito della legalità e senza mai trascendere in scene di violenza.

Pensioni anticipate 2022: i sindacati hanno sbagliato i tempi?

Detto questo, rimango sempre più convinto che siano stati sbagliati i tempi e siano stati troppi gli argomenti messi sul tappeto. La determinazione che le OO.SS. hanno avuto in questa occasione, ed in particolare Bombardieri, che al cognome belligerante unisce anche intelligenza ed ironia da vero leader, è che è stato il vero artefice dello sciopero generale, è stata tale che se si fossero mossi mesi prima avrebbero ottenuto molto di più rispetto ad una manifestazione svolta a dieci giorni dall’approvazione della legge di bilancio.

I sindacati dopo aver tergiversato per troppi mesi si sono resi conto dello scollamento che si era creato con i lavoratori e sono stati quasi costretti, per non perdere la faccia, ad organizzare questa mobilitazione. Se avessero proclamato manifestazioni capillari a sostegno di una vera riforma previdenziale in sostituzione della legge Fornero e chiesto a gran voce interventi per un fisco più equo con un forte rilancio alla lotta all’evasione fiscale già a settembre, a cui fosse seguito uno sciopero generale in ottobre magari replicato a novembre, sicuramente si sarebbero posti nei confronti del governo in maniera diversa. Aver barattato la lotta per la difesa dei posti di lavoro in cambio di visibilità politica si è rivelato un errore.

Pensioni anticipate 2022: nuova occasione con la convocazione dei sindacati da parte del Governo

In ambito previdenziale ora si presenta una grande occasione. La convocazione del 20 dicembre p.v. in cui la triplice andrà unita deve essere l’occasione per ottenere già quest’anno alcuni cambiamenti rispetto al testo elaborato dal governo come un ampliamento ai lavoratori precoci dell’Ape Sociale nonché, sempre in quest’ambito l’abbassamento da 36 a 30 anni dei contributi necessari per i lavoratori edili. Inoltre, si dovrà entrare immediatamente nella discussione di una nuova riforma previdenziale da concludere nei primi mesi del 2022.

Non è una novità che Draghi aspiri a diventare Presidente della Repubblica e non è escluso che dopo la faticosissima approvazione della legge di bilancio, che sarà approvata, come al solito, con la fiducia e praticamente senza confronto parlamentare, SuperMario nei primi mesi del 2022 si dimetta. E’ necessario, pertanto, firmare già dei preaccordi che diano certezza ai lavoratori. Mantenimento del sistema misto e sua naturale conclusione nel 2035, pensione di garanzia per i giovani, 41 anni di contributi oppure flessibilità a partire dai 62 anni, riconoscimento previdenziale del lavoro di cura e delle donne e implementazione della previdenza complementare.

Su queste basi si potrà entrare nel merito della difficilissima trattativa per le pensioni dove la UE, l’OCSE, il FMI, la BCE evidenziano, a torto, le disfunzioni ed il costo eccessivo del sistema previdenziale italiano. Il 2022 dovrà, sarebbe veramente ora, essere l’anno della separazione tra previdenza e assistenza in questo modo si metterà finalmente nero su bianco che il costo della previdenza in Italia non è del 15,4% del PIL ma è meno del 13% perfettamente in linea con gli altri Paesi dell’UE.

18 commenti su “Pensioni anticipate 2022 l’editoriale: I sindacati devono alzare la posta

  1. Dott. Marino,
    perfettamente d’accordo con lei:
    “Mantenimento del sistema misto e sua naturale conclusione nel 2035, pensione di garanzia per i giovani, 41 anni di contributi oppure flessibilità a partire dai 62 anni, riconoscimento previdenziale del lavoro di cura e delle donne e implementazione della previdenza complementare.”
    Aggiungerei solo che l’Opzione Donna (minimo 58 anni di età e almeno 35 anni di contributi netti) venga estesa a tutti: chi si ritrova disoccupato a tarda età (e non per propria scelta…), dovrebbe poter accedere alla pensione a prescindere dal genere.

  2. Quindi si continua a parlare di allargamento delle mansioni usuranti per ape sociale, per chi invece non ha l’età per richiedere l’ape sociale ma ha versato 41 anni di contributi? mi pare di capire un bel calcio neo didietro?

  3. Sono mesi che tento inutilmente di convincere tutti che il sistema delle quote,100,41,82, e altri numeri buoni solo per il lotto è iniquo e premia alcuni in luogo di altri, beffando la Costituzione. E Maramao a tutte le casse private obbligatorie che non potranno mai andare in pensione anticipata. Mi sembra di predicare nel deserto. E se qualcuno avesse da dire, vorrei ricordagli che sui principi, nel caso, costituzionali, non si può discutere.
    Si può parlare solo di opinioni.
    Difficile capirlo? Vorrei avere la solidarietà di almeno un giornalista o partecipante al forum.
    I nostri ricchi e pasciuti governanti si nutrono e ridono delle nostre divisioni. Le cose devono essere uguali per tutti, salvo lavori usuranti e poche eccezioni. C’è la farò?

  4. Leggendo i vari commenti si nota che il governo vuole creare una generazione di Pensionati Poveri ,ma è mai possibile che in questo (Meraviglioso) Paese,invece di premiare chi ha dato, invece viene a suol dire Punire.Ma perché esiste questo metodo tra la Politica , perché chi fa il proprio Dovere viene punito .Ma quando mai la Politica cambierà , dopo tanti anni di lavoro,lasciateci vivere anche noi…

  5. Buongiorno a tutti. Da qualche parte ho letto : ” dal 2023 i numeri magici saranno 41 e 62 e si applicherà per le anticipate il contributivo puro, questo per rendere più equo il sistema”. Dico , le persone che attualmente tengono questi numeri? Inoltre perdere 300/ 400 euro al mese su un assegno di 1300/ 1400 di pensione, se tutto va bene, me lo chiamano sistema equo? Ma che cavolo state facendo per non dire parolacce? Volete istigare la gente? Inoltre per questa questione si impiega tutto questo tempo? Si inizia il 20 Dicembre per finire in primavera? Probabilmente sino io che non sto bene .
    Buon Lavoro e Auguri a tutti.

  6. Appena si parla di pensioni ecco che cazzola fornero boeri e compagnia rispuntano a rompere i coglioni avanti con gli scioperi .

  7. Scusate ma gli invalidi devono rientrare tutti nella quota 41 nn solo quelli con 74%io sono precocissimo ho 104 personale in situazione di gravità comma 3 articolo 3. 67%di invalidità stò sempre male e nn rientro in quota 41 assurdo ineccepibile

  8. Sul fatto che lo sciopero sia tardivo lo condivido. l’IRPEF è pagata nel suo 70% dai lavoratori dipendenti e nel 29% dai pensionati insieme il 99% quindi dell’intera tassa italiana. Questo è grave ma ancora più grave è il fatto che non è l’unica tassa perché ci sono migliaia ormai di balzelli che rendono la vita di queste 2 categorie affannosa in Italia.

  9. Si é proprio l’ora di alzare la posta al così detto super Mario dei poteri forti. Ora le OO.SS devono tener duro e portare a casa dei lavoratori 41 per tutti flessibilità a partire dai 62 anni, una seria lotta alla mastodontica evasione fiscale perché il prelievo fiscale é per lo più a carico dei lavoratori e pensionati.

  10. Perfettamente d’accordo, troppo tardi si sono mossi ma il 20 hanno la forza e la potenza di mettere al muro Draghi che dovrà cedere almeno concedendo da subito la flessibilità a 62 anni con la proposta Tridico o Damiano- così facendo farebbe un gesto importante prima di andare al Quirinale- se non scendono a patti che si vada avanti con scioperi e altro- non bisogna dare tregua ne al governo ne ai partiti… tutti inaffidabili e ipocriti.

  11. Condivido, la mobilitazione è stata fatta in ritardo e un sindacato che si è in parte sfilato dalla lotta non favorisce certo il traguardo per la riforma a 62 anni di età o con 41 di lavoro. Io per giunta a fine 2022 per soli tre giorni di età non rientro in quota 102. Ma di che riforme stiamo parlando, sveglia perché siamo stanchi.

  12. vedremo cosa ne uscirà il 20 dicembre; il nodo cruciale è il mantenimento della parte retributiva per gli anni fino al 1995; altrimenti saranno ca………………………………….amari; dobbiamo essere fiduciosi? c’è un proverbio: chi vive sperando muore disperato saluti ai gestori del sito

  13. Io auspico veramente in una separazione fra previdenza e assistenza e che non venga toccato il sistema retributivo e misto per chi lo ha maturato. Si dice sempre che i diritti acquisiti non si possono toccare ….. si ….. ma quelli degli altri ….. si abbassassero allora anche le pensioni più alte, le pensioni d’oro, e non scordiamoci chi è andato in pensione con 15 anni 6 mesi e 1 giorno con il retributivo: vergognoso e osceno!!! Poi magari hanno continuato a lavorare in nero per tutta la vita!!!
    41 anni di contributi sono più che sufficienti E NON CON IL CONTRIBUTIVO!

  14. Complimenti a Mauro Marino per il suo editoriale che fotografa la situazione e individua le reali possibilità di trattativa che restano in campo.
    Io aggiungerei che l’assenza di tutti i partiti con l’eccezione di Sinistra Italiana in una piazza così bella, nutrita e motivata dovrebbe far tremare i politici che siedono nell’attuale parlamento.

  15. Condivido anche se, pur in ritardo si è partiti bene. Bisogna continuare e a questa idea di mobilitazione permanente si devono abituare i lavoratori. Ha sicuramente un costo ma è una penalizzazione produttiva a differenza di quelle che ci vogliono imporre INPS, Govrno, OCSE ecc.. Avanti con i dati numerici che sono elementi indiscutibili che mostrano dove sta il manico del coltello. Non possiamo fidarci di organismi che di concerto fanno valutazioni su dati gonfiati facendo paragoni tra entità contabili disomogenea.

  16. Apprezzo gli articoli di Marino e quasi sempre condivido gli argomenti ma questa volta si è dimenticato dei precoci !!!! La nuova lista elaborata da Damiano deve essere estesa anche ai precoci !!! Un lavoro usurante lo è sempre indipendente dall’età pensionabile !! Credo sia ingiusto e anticostituzionale applicarlo all’Ape social con 36 anni di lavoro e non a quota 41!!! Altro argomento e mantenere sino alla scadenza calcolo pensionistico con il sistema misto !!!!
    Per quanto riguarda la riflessione sui tempi dei sindacati allo sciopero generale e alla miriade di richieste condivido in toto la riflessione di Marino !!!

  17. Non c’è più sordo di chi non vuol sentire.
    Adesso, nel confronto di lunedì, i sindacati facciano valere le loro tesi, facendosi anche forza dal successo dello sciopero di Giovedì; attenzione a non barattare il misto fino a naturale scadenza.
    Per il 2022 i giochi sono fatti, ma per il 2023 deve partire una vera riforma pensionistica e non un surrogato della Fornero.
    Le carte in tavola, alla mia generazione, l’hanno cambiata più volte, e sempre in modo peggiorativo, anche basta!

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