C’era molta attesa, forse anche troppa, sull’incontro governo-sindacati di martedì scorso in merito alla riforma previdenziale inserita nel disegno di legge di bilancio 2022 ma al termine della riunione durata oltre due ore alla presenza oltre che di Draghi e dei segretari generali di CGIL, CISL, UIL, Landini, Sbarra e Bombardieri anche dei Ministri Franco, Orlando e Brunetta si può ben dire che “la montagna ha partorito un topolino”.
Ultime oggi 20 novembre sulle Pensioni anticipate: l’editoriale
Non si capisce se sono i sindacati ad essere troppo accondiscendenti o se è Mario Draghi ad essere molto convincente, forse con dei retroscena che noi non conosciamo, fatto sta che l’incontro sbandierato come decisivo nella importantissima partita che si sta giocando sulla pelle degli italiani sul tema previdenziale si è risolto sostanzialmente in un nulla di fatto, o meglio Draghi, come al solito, ha portato a casa il risultato che si prefiggeva e che in questo caso era scongiurare uno sciopero generale a ridosso del Natale.
Ha promesso che già a dicembre sarebbero iniziati i colloqui per una riforma previdenziale e che qualche intervento (minimale) potrà anche essere inserito nella legge di bilancio 2022, ma ha sostanzialmente affermato che si entrerà nel vivo della discussione all’inizio del prossimo anno per inserire l’eventuale impianto della legge nel DEF che sarà presentato alle Camere nella primavera del 2022. Esattamente quello che aveva già affermato alcune settimane fa asserendo che l’anno 2022 sarà un anno sostanzialmente di transizione e che la riforma strutturale che tutti aspettano potrà essere operativa dal 2023.
Ha elencato alle OO.SS. quello che è stato fatto in questa legge di bilancio con la conferma anche per il 2022 di Opzione Donna, l’estensione delle categorie di mestieri che possono accedere all’Ape Sociale, l’estensione dei contratti di espansione anche ad aziende con 50 unità di personale e l’istituzione di un fondo di 550 milioni in tre anni per consentire l’accesso al pensionamento ai sessantaduenni di piccole aziende in crisi. A suo parere è stato messo molto in questa legge di bilancio, secondo lui si è venuti incontro alle richieste delle OO.SS. ma, in realtà, niente uscita con 41 anni di contributi, niente flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età, niente per i precoci, niente per i giovani, pochissimo per le donne e la ciliegina sulla torta di quota 102 (64+38) dove in un solo giorno dal 31/12/2021 al 1/1/2022 aumenta di ben due anni l’età per l’accesso al pensionamento e dove nessuno, né i partiti né i sindacati, hanno fatto troppa obiezione.
Pensioni anticipate 2022 ultime news: Draghi va verso il contributivo?
Quello che Draghi ha sempre affermato è la volontà dell’esecutivo di percorrere velocemente la strada che porta al sistema contributivo in modo che il sistema previdenziale sia il più in equilibrio possibile proponendo dal 2023 “opzione tutti” vale a dire l’uscita a 62 anni di età sommati ad almeno 20 anni di contributi ma al pari di opzione donna con l’obbligo di accettare il conteggio dell’assegno previdenziale calcolato con il sistema contributivo.
In realtà non c’è solamente questa ipotesi sul tappeto da discutere nel 2022. Esiste anche la proposta Tridico, che non gode i favori del Governo di un pensionamento a due velocità la prima a 62 anni di età calcolata col contributivo e poi a 67 anni percepire anche la parte di retributivo a cui si aggiunge una sorta di quota 104 proposta dalla Lega (63 anni età + 41 di contributi) per giungere poi, dopo due/tre anni, a 41 anni per tutti che è poi la proposta anche delle OO.SS..
Quindi già a dicembre incominceranno i primi incontri tecnici poi nel 2022 si entrerà nel vivo della questione. Draghi ha fatto sapere che sarà lui a condurre le trattative ma la partita nel 2022 è tutta da giocare. Non è una novità che Draghi aspiri a diventare il nuovo Presidente della Repubblica nel cui caso mancando l’autorevole guida di Super Mario difficilmente l’eventuale nuovo Presidente del Consiglio sarebbe in grado di tenere la maggioranza unita e, facilmente, si andrebbe alle elezioni anticipate con conseguenze imprevedibili anche in ambito previdenziale.
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La maggior parte delle morti sul lavoro ed infortuni sono da attribuire alla fornero ne ê la causa piu determinante eppure ê ancora presente questa purtroppo ê oggi la politica italiana .
GENTILI SINDACALISTI :
MA PENSATE CHE QUALCUNO VI SEGUA E ABBIA ANCORA FIDUCIA IN VOI ??? STATE RECITANDO UN COPIONE NON PIÙ CREDIBILE, MA CON CHE FACCIA ? È UNA VITA CHE DITE CHE APRITE DEI “TAVOLI” ! È UNA VITA CHE CI STATE PRENDENDO IN GIRO CON LA PROMESSA DEI “41 ANNI” SENZA PALETTI E LIMITI DI ETÀ !!!!! RECITANDO IL SOLITO TEATRINO DA MESTIERANTI .. PAVENTANDO “TERRIBILI” MOBILITAZIONI !!! PER ARRIVARE A CHE COSA ??? ALLA GRANDE CONQUISTA .. FORSE DI UNA “QUOTA 41” O A UNA QUALSIASI ALTRA QUOTA TUTTA CON IL CONTRIBUTIVO E ALLA “SUPER APE SOCIALE” A 63 ANNI ??? ECCOLA LA VOSTRA GRANDE CONQUISTA : “DIAMO LA LIBERTÀ AL LAVORATORE DI SCEGLIERE”. CHE TRADUCENDO VUOL DIRE : DIAMO LA LIBERTÀ AL LAVORATORE .. CHE HA INIZIATO A LAVORARE “NEI PRIMI ANNI 80” .. DI POTER SCEGLIERE UNA PENSIONE CHE SFIORA LO STROZZINAGGIO, IL FURTO, VERGOGNOSAMENTE DECURTATA E DA FAME ! LASCIANDOGLI PERÒ L’ALTERNATIVA DI POTER CONTINUARE A LAVORARE “FINO ALLO SFINIMENTO” AVVICINANDO “MORTE” E .. FORSE PENSIONE DI VECCHIAIA ! COMPLIMENTI SINCERI, BRAVI, BRAVISSIMI !!! NELLA VITA NON C’È COSA PEGGIORE DELL’ IPOCRISIA E DELLA FALSITÀ DELLE PERSONE .. DEL NON MANTENIMENTO DELLE PROMESSE E SOPRATTUTTO DELLA PAROLA DATA ! MI DISPIACE, RIPETO MA NON SIETE PIÙ CREDIBILI !!!! LASCIATECI PER FAVORE L’ ANTICIPATA DELLA FORNERO COSÌ COM’È ! DA PARTE DI MIGLIAIA E MIGLIAIA DI LAVORATORI, DI CERTO MAI PIÙ UNA TESSERA, MAI PIÙ UN APPOGGIO ! SINCERAMENTE CHE IMMENSA TRISTEZZA, CHE DELUSIONE .. CHE SCHIFO !
Può andar bene che l’anno 2022 sarà un anno sostanzialmente di transizione ma almeno per le donne disoccupate con almeno 20 anni di contributi ritengo sia giusto dare la pensione a 63 anni senza paletti di importi a partire dal 1° gennaio 2022. Qualsiasi importo maturato con i nostri contributi può andar bene.
Classe 1960, 41 anni e 6 mesi di contributi tutti fatti in fabbrica sono over 60 ,quindi anziano,e mi viene consigliato di vaccinarmi, ma x andare in pensione sono ancora un giovanotto e quindi devo ancora lavorare molto….ma non sentite odore di contraddizione? E allora forza…che moriremo giovani
In questi giorni i nostri politici stano accordandosi trasversalmente riguardo le loro pensioni!
Tutto questo mentre, ai tecnici, lasciano il compito di demolire le nostre per poi demolire anche quelle in essere.
Suggerirei pertanto di tralasciare commenti supplichevoli, non perdete tempo nello scrivere “pensierini” in un libro dei sogni.
Concentriamoci affinché il sindacato si faccia almeno portavoce nel pretendere che: le regole scritte in fatto di pensioni per chi fa politica siano le stesse che vengono imposte a noi.
Che tutti versino i propri contributi in INPS.
Che sia vietato cumulare versamenti figurativi posti a carico della comunità, in concomitanza di versamenti contributivi conseguenti ad una attività politica.
Basta l’avere diritto individualmente a doppie o triple pensioni acquisite grazie a un giorno, a un mese, a una legislatura o per tutta la vita nella politica nazionale, regionale, comunale o Europea.
Basta!!!…
Ormai consci del fatto che i sindacati, purtroppo, non avranno la forza necessaria per tutelare le pensioni dei lavoratori; trovino almeno la forza per impegnarsi affinché le regole imposte ai lavoratori siano estese anche ai politici.
“Qui gladio ferit, gladio perit”.
Ricordiamoci che, se lo vorremo, potremo tentare di regolare i conti quando sarà il momento del VOTO.
E’ 2 giorni che non pubblicate commenti e spesso li tagliate senza giustificato motivo.
Perché?
Grazie
Venanzio
perché capita il weekend che non siamo presenti.. ogni tanto ci riposiamo anche noi..
Ormai siamo alla frutta, i sindacati non sanno che pesci pigliare e confondendosi per cercare di accontentare tutti non accontentono nessuno, anzi peggiorano la situazione. L’unico modo per uscire da questo stallo è separare assistenza da previdenza , poi si vedono i veri numeri della previdenza e dopo ci si siede con calma e si fa qualcosa di equo per tutti..
mi era sfuggita una parte dell’articolo e chiedo scusa; non c’è limite all’indecenza; quindi nel 2022 si discute; nello stesso anno elezione del presidente della repubblica; gli onorevoli, per essere previdenti, anche se la legislatura non viene completata il loro vitalizio è salvo; quota 102 attiva con i 64 anni; poi ridurre tutto a 62-63 anni ma solo contributivo; oppure 67 anni o 42 anni e 10 mesi; la proposta tridico il governo non è d’accordo perchè a 67 anni ti devono dare la parte retributiva e non vorrebbero darti nemmeno quella; morale finale: ………………………………………………………. non ne vale minimamente la pena; tanto alla fine tutti moriremo , loro compresi; chi con la coscienza apposto, chi ……………………………….. saluti ai gestori del sito
Per il presidente Draghi si va verso il contributivo ma non può non tenere conto che c’è molta gente che ha prestato servizio prima del 1995 e che ha acquisito il diritto di avere valutato quel servizio con il retributivo e quindi rientrante nel sistema misto!
Devono essere 20 anni per tutti. Altrimenti i più vecchi come me restano esclusi.
Dipendente dal nov. 1992. Paradossale e iniquo. Oltre a tutto io ho anche 12 anni di Cassa privata obbligatoria dal 1980 che non conta nulla. Povera Costituzione!
Ho 60 anni, più di 40di contributi versati.sono stato licenziato a luglio 2021 e sono riuscito a trovarmi una nuova impresa edile, nonostante il duro lavoro non ho voluto sfruttare la naspi .
Concordo su tutto, l’atteggiamento dei sindacalisti è stato imbarazzante e penso che chi sa quali misteri nasconde la mancanza totale di reazione- era già tutto scritto? Hanno predicato bene e razzolato male…. dopo tanti proclami hanno lasciato vincere Draghi senza opporre resistenza- e chi potrà più avere fiducia nel Sindacato ora ? Ormai abbiamo tutti capito che tra Sindacati e partiti ormai non ci sono più speranze e nessun beneficio ci verrà concesso- si passerà al contributivo senza se e senza ma tra l’indifferenza totale… la bomba sociale non scoppierà perché a differenza dei francesi siamo divisi e poco combattivi- basterebbe scendere in piazza uniti ad oltranza …. solo così si manda il banchiere al Quirinale e tanti saluti….. ma poi chi verrà?
Buonasera a tutti .Leggendo sopra :”niente uscita con 41 anni di contributi, niente flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età, niente per i precoci, niente per i giovani, pochissimo per le donne e la ciliegina sulla torta di quota 102 (64+38) dove in un solo giorno dal 31/12/2021 al 1/1/2022 aumenta di ben due anni l’età per l’accesso al pensionamento e dove nessuno, né i partiti né i sindacati, hanno fatto troppa obiezione,Draghi ha sempre affermato è la volontà dell’esecutivo di percorrere velocemente la strada che porta al sistema contributivo”.Ma scusate ,a questo punto andiamocene tutti a casa , in tutto questo non c’è niente per il Lavoratore che gli consente un futuro tranquillo e degno dopo tanti anni di sacrifici .Ma che vogliamo fare??Ma il sindacato??Ma i Politici ??Scusate ma se qua non si controbatte niente e fanno tutto quello che dicono , mi dite ,perchè tutto questo non è una novità ,le intenzioni erano già note .Quindi?che vogliamo fare altra macelleria sociale?Guardatevi bene nello specchio tutti quanti ,passatevi la mano sulla coscienza e MUOVETEVI !!
Buon Lavoro
Se lei aspetta che un politico abbia una coscienza individuale o collettiva che sia, dorma sonni tranquilli. Quando uno ha compiuto 62 anni lasciateli decidere cosa fare. Pensioni anticipate troppo basse? Si perché con l’RDC a 500 EUR. Si diventa cittadini monegaschi? Ce ne vogliono almeno 500.000. Non mi ricordo chi disse che una risata ci seppellirà.
Siamo l unico paese occidentale che non è in grado di gestire il fisco in maniera equa e quindi le risorse per lo stato sociale devono per forza uscire dai 20 milioni di lavoratori e pensionati che pagano tutto sino all ultimo centesimo. Proviamo ad entrare nella civiltà oppure togliamoci dalla Europa ed entriamo in Africa che probabilmente ci è pou affine.
Assistiamo al consueta dinamica “made in Italy”: CHI PUO’ NON VUOLE .. e CHI VUOLE NON PUO’ ..
Del resto, ci sono tutte le premesse affinche’ cio’ avvenga: La solita MANCANZA DI REGOLE (contrattuali) -a monte- che non hanno disciplinano gli eventi a valle ..
O meglio … “LE REGOLE” ci sono … ma vengono (all’occorrenza) fabbricate e modificate -a valle- a immagine e somiglianza della casta ..
W l’Italia e il popolo italiota!
Saluti
Io la vedo così: Ai tempi della Fornero si parlava di un risparmio per l’INPS di circa 20 miliardi annui, esattamente la spesa che costerà la quota 100 nel suo complesso. L’anno di transizione sembra tanto un tentativo di recuperare questa cifra e a pagarla saranno tutti quei milioni di lavoratori con più anni di lavoro e più versamenti che ne sono rimasti esclusi. Quell’idiota che ha inventato il sistema quote bisognerebbe prenderlo a legnate. Morale: Per favorire qualcuno si puniscono tutti gli altri che dopo aver mancato la quota 100 per pochi giorni o mesi non rientreranno nemmeno nella quota 102 per pochi giorni o mesi.
Il sistema delle quote è ingiusto per sua natura tecnica. O si va verso un sistema flessibile e uguale per tutti, o si creeranno sempre ingiustizie.
capiscimi bene; tu parli dell’idiota che ha costruito le quote; le quote ci sono da una vita e chi è che le costruisce: il politico di turno che vuole inc…. are la gente,; senza andare lontano nel tempo: 35 e 57 anni; poi è aumentata; poi è arrivata la legge fornero che ha piazzato 42 anni e 3 mesi; senza la quota 100 adesso avremmo 43 anni e 6 mesi circa; alla fine sono solo scelte politiche; io so solo che avevo diritto ad andare in pensione quest’anno avendo a oggi 101 e 6 mesi ma sono del 1960; dovrò erodermi la pensione integrativa; adesso pare che si stia esagerando in continuazione; l’obiettivo qual’è: farti lavorare il più possibile, licenziarti se non gli servi più, farti fare la fame, meglio se muoriamo così risparmiano sulle pensioni, magari tutto contributivo; siamo in mano a ……………………………………..mi hai capito
Prima di tutto grazie e complimenti per il suo editoriale. In merito agli argomenti trattati ritengo che Draghi faccia molto bene il suo lavoro e che i sindacati si lascino intimorire e non siano convincenti .
Speriamo che con il prossimo incontro riescano ad aiutare almeno i disoccupati ultrasessantenni che non hanno sussidi. Un disoccupato di 63 anni senza soldi non può vivere ed ha i soliti problemi di coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza. Quindi utilizziamo una parte dei soldi RDC per aiutare anche i disoccupati dal 1° gennaio 2022.
Per quelli come noi, l’unica ancora di salvezza è, per momento l’RDC. Poca roba ma ci evita la strada.
Io penso che Draghi non cederà certo sul contributivo.
La cosa su cui deve puntare il sindacato è che la flessibilità in uscita preveda che non si possano superare certi parametri di penalizzazione.
Devono essere fissati dei paletti, la perdita sulla pensione non può essere del 30%
I grandi economisti e i giornali, continuano a sbandierare che la quota 100 è servita solo per i redditi medio alti.
Invece il contributivo puro e l’opzione donna chi la può prendere se non i redditi medio alti ?
Di questo nessuno parla, solo la quota 100 viene demonizzata.
E’ tutta questione politica come sempre
Bisognerebbe capire, ragionando da ingenui, da che parte stanno i sindacati. Mi riferisco in particolare sulla ostentata accondiscendenza verso una soluzione per il contributivo per tutti che oltre a generare una platea di futuri pensionati ridotti all’indigenza appare del tutto ingiusta, basti pensare che decadrebbe, ope legis, qualsiasi distinzione tra chi si ritrova attualmente nel sistema misto e quelli che invece sono già nel tutto contributivo. Purtroppo in Italia non si appoggiano le proposte che non provengono da se stessi, appare paradossole che un burocrate (il presidente dell’INPS) abbia fatto una proposta di sistema previdenziale più favorevole ai lavoratori di non quella che sembra (mi auguro di sbagliarmi) accettare il sindacato. Storia recente insegna che molti sindacalisti fanno il passo in politica, lecito per carità, ma non in culo dei lavoratori!
Siamo alle solite! Si buttano denari per tutti, siano MPS o Alitalia, ma per i pensionati e pensionati, NIENTE. Una vergogna scontata.
E rimandare tutto al 2023, anno delle elezioni, vuol dire “benedire” la Fornero. Non ho altro da aggiungere, pensando ai tanti che sono morti per difendere questa falsa democrazia.