Da un po’ di giorni si comincia, molto velatamente, a parlare di una nuova riforma delle pensioni in sostituzione della odiata legge Fornero e puntualmente compaiono sui media dichiarazioni di esperti, istituzioni, enti, rappresentanti dell’UE sulla impossibilità a causa dei costi eccessivi di operare una rimodulazione della legge e realizzare una riforma strutturale e duratura. Le fa la Corte dei Conti, le fa l’Unione Europea, anche se quest’anno per la verità anche in seguito alla sospensione del patto di stabilità non si fa esplicito riferimento alla situazione previdenziale italiana e di questo bisognerebbe approfittare, le fanno sedicenti esperti economici nonché esimi giornalisti che lavorano in prestigiose testate.
Riforma Pensioni 2022 ultime novità: no all’aumento dell’età pensionabile
Leggo che non si può operare alcuna modifica alla rigidità imposta dalla legge Fornero, che vista la situazione attuale è impensabile operare una flessibilità in uscita, che permettere l’uscita dal mondo del lavoro dopo 41 anni di contributi costerebbe all’Erario dai 9 a 12 miliardi di € l’anno e che addirittura il Governo starebbe pensando a causa della crisi economica derivata dalla guerra in Ucraina ad un aumento dell’età pensionabile per mantenere in equilibrio il costo della previdenza in Italia.
Ebbene, sgombriamo subito il campo riguardo all’aumento dell’età pensionabile a partire dal 1/1/2023. Non ci sarà nessun aumento, non è all’ordine del giorno e mai il Governo si è espresso in questi termini. C’è, invece, a mio parere, la possibilità di intervenire sulla legge Fornero rendendola più “morbida” e consentendo una flessibilità in uscita liberando in questo modo centinaia di migliaia di posti di lavoro con successiva occupazione di giovani.
Bisogna cominciare a pensare in modo completamente diverso rispetto a come si è fatto finora. È necessario consentire l’accesso al pensionamento attuando una flessibilità massima. Stabilire un importo minimo di pensione sotto al quale non ci si può pensionare perché altrimenti si graverebbe sulle casse dello Stato sotto altre forme, e consentire il pensionamento con almeno 20 anni di contributi a partire dai 62 anni con una lieve penalizzazione e al tempo stesso incentivare chi vuole restare nel mondo del lavoro fino a 70 anni.
Permettere, inoltre, il pensionamento con 41 anni di contribuzione (quota 41) costerebbe molto meno dei 9/12 miliardi l’anno ipotizzati perché in realtà i lavoratori che arrivano a 41 anni di contribuiti sono sempre meno e stanno diminuendo progressivamente a causa della frammentazione del lavoro e del fatto che i giovani, purtroppo, accedono stabilmente al mondo del lavoro non prima dei 28/30 anni. Inoltre, in questi teorici conteggi, non viene mai considerato il fatto che trattandosi di un’opzione non tutti accetterebbero l’uscita e gradirebbero, invece, rimanere fino all’età della pensione di vecchiaia ora fissata a 67 anni.
Pensioni 2022-2023: serve riforma con uscita flessibile dai 62 ai 70 anni
Altre cose da fare sono l’eliminazione del pensionamento obbligatorio a 65 anni nel pubblico impiego a chi è già in possesso dei requisiti per la pensione anticipata e, al contrario di come è adesso, dare la possibilità a chi è uscito con le quote 100 o 102 di poter lavorare in altri ambiti versando contributi. Poiché all’attualità, infatti, il nostro sistema è a ripartizione il versamento di ulteriori contribuiti effettuato da qualsivoglia lavoratore sarebbe a favore di tutte le persone che sono già in pensione.
Tornando al modo diverso di ragionare in ambito previdenziale ritengo che bisognerebbe dare ad ogni lavoratore la possibilità di gestirsi autonomamente il proprio lavoro e la propria pensione. Gli unici paletti sarebbero i 20 anni di contribuzione, i 62 anni di età ed un importo sufficiente per non gravare poi sotto altre forme sulle casse dello Stato. Questo importo potrebbe essere per esempio fissato a 1,7 volte l’assegno sociale vale dire circa 780 €. Ottenuti questi requisiti permettere il pensionamento a tutti coloro che lo desiderassero, fissando il pensionamento ordinario a 66 anni e istituendo una penalizzazione dell’1,5% annua a partire dai 65 anni ed un analogo aumento dell’1,5% dal 67 ai 70 anni. Consentire a chi lo volesse di rimanere oltre l‘età pensionabile fino ad un massimo di 70 anni permetterebbe un doppio beneficio sia al lavoratore che incasserebbe di più sia all’Erario che ci guadagnerebbe pagando la pensione per meno anni.
L’istituzione di una amplissima possibilità di flessibilità dai 62 ai 70 anni sarebbe un modo per responsabilizzare il lavoratore e consentirgli di pianificare nel modo che preferisce l’attività lavorativa ed il momento in cui mettersi a riposo. Essendo arrivati ormai al 27esimo anno di sistema contributivo e quindi ad oltre 2/3 della vita lavorativa delle persone il tutto è attuabile ed il costo per lo Stato non sarebbe così spropositato come qualcuno vorrebbe far credere.

Caro Luigi,
nell’articolo io parlo sempre esclusivamente di libera scelta. L’uscita a 41 anni sarebbe senza alcuna penalizzazione. Dai 62 a 70 è una soluzione intelligente per sostenere davanti all’Esecutivo la sua sostenibilità. Ovviamente se una persona andasse dopo i 66 anni lo Stato ci guadagnerebbe ma compenserebbe i costi di chi invece andasse via dai 62 anni.
Saluti
La mia proposta è semplice; abolire la pensione e farci lavorare sino alla morte. In questo modo possiamo mantenere i nostri figli finché vivono e non serve creare altra occupazione. Perché preoccuparsi di creare nuovo lavoro, di mandarci in pensione per far posto ai nostri figli meglio continuare così. Propongo un nuovo Welfare, funerale pagato dall’azienda, in base all’anzianità carro con cavalli bianchi, bonus dentiera e pannolino, sedie a rotelle da scrivania., medico sempre presente in azienda per misurare la pressione e controllare il battito cardiaco, ecc. Inutile discutere, dei partiti non ti puoi fidare, dei sindacati nemmeno quindi non dobbiamo aspettarci nulla. Per finire seriamente io sono per la flessibilità in uscite ognuno decide se la pensione può bastare per vivere dignitosamente e così forse i nostri figli inizieranno a lavorare.
Mi pare ottima, iniziamo dai politici.
Caro Stefano la tua proposta e quindi diagnosi è perfetta .
Fino a metà eri andato bene poi hai iniziato a pretendere. A proposito, ci sono i soldi per tutte quelle cose perchè i tuoi contributi è appurato che sono serviti ad altri. Ho sentito anche che con il Pnrr faranno cimiteri in fondo alla discesa così per il funerale risparmiano sui cavalli. Finalmente il buonsenso e la lungimiranza politica!
Il silenzio dei sindacati ?appena la destra andrà al governo faranno scioperi tutti i giorni .allora si che faranno scioperi generali. Io dico flessibilità da 70 anni a 100 anni questa si che è flessibilità.
Spread in aumento, inflazione galoppante, stipendi e pensioni al palo, recessione all’orizzonte… altro che riforma della Legge Fornero! Aspettiamoci l’ennesima batosta a carico dei lavoratori nel silenzio assordante di partiti e sindacati e speriamo che non peggiorino ulteriormente i requisiti previsti dall’odiata legge in vigore. Intanto in Francia Melechon propone di abbassare l’età pensionabile a 60 anni (attualmente è a 62, un sogno da noi!) e fa il pieno di voti!!!
Al 99,9% concordo.
Lo 0,1% che manca lo riserverei a che in Francia il partito di Macron possa vincere il ballottaggio col risultato di un bel funerale generalizzato delle pensioni in tutta Europa.
Oggi in Italia ben vediamo quanto poco contino: il nome di chi sia a capo del governo, le riforme o il PNRR perché la realtà è quella di essere nelle mani di una finanza il cui unico desiderio è di appropriarsi dei beni degli Stati a prezzo di saldo.
E’ anche questo parte del costo della democrazia e del libero mercato che grava sulle spalle del lavoro.
Se penso poi che nel 2011 il debito pubblico era di quasi 800 milioni inferiore a quello attuale e che
alcuni ne danno le colpe a chi ha versato tasse e contributi per 40 anni e oltre …
Al 99,9% concordo. Lo 0,1% che manca lo riserverei a che in Francia il partito di Macron possa vincere il ballottaggio col risultato di un bel funerale generalizzato delle pensioni in tutta Europa. Oggi in Italia ben vediamo quanto poco contino: il nome di chi sia a capo del governo, le riforme o il PNRR perché la realtà è quella di essere nelle mani di una finanza il cui unico desiderio è di appropriarsi dei beni degli Stati a prezzo di saldo. E’ anche questo parte del costo della democrazia e del libero mercato che grava sulle spalle del lavoro. Se penso poi che nel 2011 il debito pubblico era di quasi 800 MILIARDI inferiore a quello attuale e che alcuni ne danno le colpe a chi ha versato tasse e contributi per 40 anni e oltre …
Proseguendo di questo passo, fra qualche anno ci sarà la rivoluzione anche in ITALIA.
Molte testate giornalistiche sono testate nucleari contro i lavoratori tutti esperti peccato che lo sono solo dal 2011 .draghi=monti=fornero+orlando+i giornalisti=niente riforma con il placido consenso dei sindacati in estinzione.
Ma c’è un professionista politico economista seduto in questo benedetto parlamento che sa fare di conto? Come è possibile che si voglia far credere che le spese per lo stato, rispetto a quota 41 ad esempio, possano essere così esorbitanti da non essere sostenibili? E perché c’è chi dice il contrario?
Io ho 63 anni e, quasi 34 anni di contributi
Il prossimo anno posso andare in pensione? Grazie mille per una vostra risposta.
Ma no visti i tempi che corrono conviene flessibilità da 78 ai 92
È troppo costosa!
Per quanto mi riguarda quota 41 sarebbe la cosa migliore senza limite di età, e poi sarebbe un ottima cosa far entrare i giovani nel mondo del lavoro,visto che la tecnologia va avanti e loro mo sembrano molto più svegli e capaci di noi attempati….grazie mille
Ho 61 a ottobre ne compio 62 lavoro da 42 a 1 mese io la Fornero la prendo tutta senza nessun beneficio se poi sono 40 che lavoro in pronto soccorso facendo le notti non mi viene riconosciuto nulla e poi ti prendono anche in giro dicentoti che se fai minimo 64 notti all’anno per 7 anni nei tuoi ultimi 10 anni lavorativi (gli altri di vede che non contano) ti tolgono un anno si ma non dicentoti che devi avere cmq minimo 67 anni una presa in giro questa e lo scoperta facendomi fare il conteggio in una Acli.
Lavoro quindi per 43 e 1 mese in un posto che usurante e ancora poco o perso 6 mesi per via del militare non potevo lavorare ma quei sei mesi per lo stato sono stato fermo non per me ma alla fine se volevo potevo recuperare solo i 7 GG passati a Taranto poi sono stato rinviato per terra e ho dovuto aspettare 6 mesi prima del congedo, grazie stato molte grazie scusate ma erano cose che dovevo dire magari non serve a nulla ma per lo meno mi sento preso per i fondelli di meno dai vari ministri da Salvini che con la quota cento a permesso a che aveva 62 e 38 di contributi di poter fare domanda io che ne avevo 40 di contributi ma 60 di età no altra presa in giro scusate per il mio sfogo
Carissimo Fabio, io sono nella tua stessa condizione 62 anni e 40 di contributi, per non parlare di 3 anni lavorativi senza contributi. Comunque la colpa è solo nostra che accettiamo tutto senza muovere una paglia, senza ribellarci a queste imposizioni assurde…In Francia i lavoratori per ottenere i loro giusti diritti per andare in pensione hanno fatto rivolte per 8 mesi fino a che non hanno ottenuto le loro richieste.Il nostro governo pensa solo ad accogliere mentre Noi italiani nella spazzatura, Noi che paghiamo i contributi. È ora di dire Bastaaaaa….Antonella
Stiamo ancora troppo bene!!!!!!🥳🥳🥳
Proposta Tridico unica percorribile per garantire equilibrio conti.
Ci possono far credere quello che vogliono ma noi siamo stanchi di essere presi per i fondelli, quando c’è un emergenza i soldi saltano fuori dal cappello come per magia mentre per le pensioni, quelle dei lavoratori, c’è sempre da sperare in una quota, perché i loro vitalizi e pensioni da poveracci non se li toccano, Ma che caspita di quota vogliono se dopo 41 anni ho sacrificato la mia vita, restituirmene una parte sarebbe sacrosanto.
Scusi sig. Marino ma non si può fare di un’erba un fascio perché questa è una cifra che potrebbe essere giusta con 20/25 anni di contributi ma certamente offensiva per chi come nel mio caso ho 39 anni a fine anno e 62 anni di età. Questa non è una Pensione anticipata ma una condanna alla povertà assoluta. Mi è arrivata (per adesso) in questo anno una bolletta del metano da 1000€ e due da 600€ oltre ai 150 e passa che arrivano ogni bimestre della luce. Un tagliando della macchina, l’assicurazione semestrale e spese normali per esami e visite mediche ed ecco che con tale cifra non mi potrei neanche permettere il lusso chiamiamolo così di mangiare. Ma con quale criterio lei ha fatto questo conteggio mi scusi e perché non dice che sarebbe appunto una proposta vergognosa? Ha mai provato lei a vivere con tale cifra al mese? Perché io si visto che gli ultimi6 anni ho avuto solamente lavori discontinui oltre a ritrovarmi sul groppone alcuno anni fatti con l’Enasarco come rappresentante e non cumulabili. Io conosco tante persone che come me hanno anche altri anni pagati con altre casse e nessuno parla mai seriamente di questo problema. Non considerando che quando si va in Pensione cominciano o sono cominciati gli acciacchi ogni tanto devi andare da qualche dott. Privato per curarti perché i nostri medici di famiglia oramai ci curano telefonicamente e via un centinaio di € ogni volta. La vita reale è un conto, chiamare una Pensione che ti da 780€ e’ un offesa. Ripeto ha provato a vivere con questa cifra nel mondo reale per giudicare? Aspetto una risposta. Potrei accettare
Solamente dopo aver visto tutti i Politici prendere la stessa Pensione che offrono a noi ma scritta e approvata in Parlamento come legge. Non so cosa ne pensano gli altri che scrivono e leggono in questo sito. Grazie redazione e specifico per non essere frainteso che non intendo offendere ne’ tantomeno sminuire l’operato del dott. Marino essendo la
Mia una chiara provocazione
Hai ragione Mog.
Una pensione da 750€ è una presa in giro non degna di un paese civile.
Caro Mog,
la tua è una provocazione ma mia invece è una affermazione da prendere in considerazione. Io non ho detto di prendere 780 euro di pensione. Ho affermato che la mia proposta prevede di non poter uscire come opzione prima del pensionamento ordinario se non sussistono requisiti di cui uno dei quali è una pensione di 780 per non dover poi chiedere sostegno allo stato. Ti assicuro poi che conosco più persone che vivono con una pensione ancora più bassa di questa cifra è questo è scandaloso.
Buonasera, chiedo, gentilmente al sindacato, se puo’ fare qualcosa per far si che il bonus 200 euro venga dato a tutti i disoccupati senza distinzioni di settori e tipologie, e non solo a quelli che percepiscono dis coll, naspi e reddito di cittadinanza, e ai poveri disoccupati di avanzata eta’ ma non ancora da pensione, che faticano a ritrovare lavoro e che non ricevono alcun tipo di sussidio non possono averne diritto anche questi poveracci che devono pur mangiare e vivere e forse hanno piu’ bisogno non avendo forme di sostentamento.
Vi ringrazio se potete fare qualcosa in merto con qualche emendamento in Parlamento x questa grave carenza nella legge.
Grazie e saluti
Mi auguro vivamente che passi la proposta Tridico, cioe’ la pensione in 2 tempi, la migliore in assoluto, che non penalizza e la piu’ sostenibile, come ha sostenuto lui stesso.
Speriamo bene, incrociamo le dita.!!!
Grazie e saluti.
MA PERCHE, perché NON si vuole CAPIRE che a 60 ANNI con 40 di contributi è PIÙ che Sufficiente??? SPAZIO ai giovani e VITA al sessantenne. QUOTA 100 è TOP. PERCHE questi che si DEFINISCONO politici NON PROVANO QUALCHE MESE IL VERO LAVORO con stipendi all ITA GGGLIANA??
Mi ripeto: QUOTA 103 strutturale a partire dai 62 anni. Sostenibile e semplice
Penso che fino a che gireranno i dinosauri rimarremo nel paleolitico e quindi niente pensioni. Quando uscirà dal governo Draghi e tutti i dinosauri come lui forse si ragionerà in modo concreto. Io penso che a prescindere dall’età chi ha versato molti anni di contributi es. ,40 ha il diritto di andare in pensione altro che penalizzazioni.Se non hanno i soldi li trovassero non è un problema di chi ha già versato tanto Eliminati gli sprechi.vitslizu pensioni a chi si siede una volta in parlamento evasione fiscale etc
Finalmente qualcuno che sembra aver chiaro come è la situazione speriamo che qualcuno si degni di ascoltarlo
Un lavoratore di 58 anni con 41 anni di contributi , forse posso essere un pochino stanco che dite ?
Come ragionamento tutto torna OK andrebbe approfondito …..L’IMPORTANTE sarebbe produrre un decreto con una commissione di esperti che man mano che si va avanti controlli che tutto questo che si è preventivato avvenga e qualora ce ne fosse bisogno correggere il tiro. Parlo di gente preparata,seria e non farabutti rompicoglioni ed è CHIARO CHE PER LAVORATORE NON CI DEVE ESSERE NESSUNA PENALIZZAZIONE….BASTA CON I SOTTERFUGI …PRATICAMENTE SI DOVREBBE ANDARE AVANTI A STEP MEDI….E COSA PIÙ IMPORTANTE SE CI DOVESSE ESSERE BISOGNO DI PICCOLI FONDI…QUESTI DOVREBBERO USCIRE FUORI DA ALTROVE NON DAL TAGLIO DELLE PENSIONI COME MALAMENTE PENSANO I DRAGHINI E GLI INCAPACI………….CHE NE DITE SE PARTIAMO DA UN PRIMO STEP CHE SEPARI IMMEDIATAMENTE LE CONTRIBUZIONI DALL’ASSISTENZIALISMO? VI PRUDE IL CULO E’? I SOLDI CI SONO USATELI BENE ANCHE PER FARE CAMBIAMENTI DI GIUSTIZIA …O MI SBAGLIO? INCAPACI DATEVI DA FARE ED I SOLDI PRENDETELI DALL’ EVASIONE FISCALE ,DALLA SOPPRESSIONE DI ENTI INUTILI (A COSA SERVONI I BENI AMBIENTALI) DAL REDDITO DI CITTADINANZA CHE COME CONCEPITO E SOLO UN ABORTO COME IL MOIMENTO 5 STELLE ….CONTROLLATE GLI APPALTI TRUCCATI ….NON SPRECATE I SOLDI IN OPERE INUTILI E MAI FINITE ….FATE LE PERSONE SERIE …AI COMANDI GENTE BUONA ONESTA E CAPACE…..
Vi assicuro che a 62 anni e dopo 40 lavorati in tipografia avendo respirato il piombo (anni 89/90), è molto faticiso ogni giorno alzarsi ed andare a produrre. Molto, ma milto faticoso. Nin c’è più energia e forza fisica, mentale e ti mancano gli obiettivi. Un saluto, Stefano
Antonella 60 impiegata stato 2 anni legge 104 la termino 2023 fino ad ora hora o 36 anni contributi speriamo che mi calcolani anni anni della legge 104,e vorrei andare in pensione sono stanca e ho dato molto allo stato,leggendo questo annuncio vorrei come ho letto che rimanga in questo modo di uscire dai 62 anni in poi,mettetevi d’accordo siamo 😫 di essere presi giro.Rispondetemi al piu’presto possibile grazie 11 giugno ore18.54.
Idee da valutare con cautela perché alcuni temi sono contrastanti tra loro.
In ogni caso vista la complessità delle proposte credo che x il 2023 non ci sia tempo e volontà di rendere operativa alcuna riforma.
Mi accontenterei della proroga quota 102.
Quello che proprio non sopporto è sentire proposte che prevedono sistema contributivo anche x chi a diritto al sistema misto e/o penalizzazioni per chi esce dai 62 ai 67 e con 41 di contributi……..ma vi sembrano pochi? Ma cosa si vuole dai lavoratori oltre 41 anni di lavoro?????
Occorre flessibilità ai lavoratori che per anni hanno svolto mansioni gravose e alla donna . Uscite anticipate e dare dignità di vita a riposo . Questi lavoratori invisibili meritano rispetto …
Credo fortemente che in tema di pensioni si deve guardare a chi per tanti anni ha svolto lavori gravosi e alla donna .. uscite anticipate e dignità a chi per anni è rimasto invisibile alla politica e al sindacato .
Io vorrei sapere, i sindacati esistono ancora?? Passa il tempo e tutto tace…
Per quanto riguarda la “mitica” riforma legge Fornero; a parole tutti la vogliono ma nei fatti nessuno si muove. Comunque, dopo i paletti di Draghi mi sembra di capire che l’unica riforma possibile è quella proposta da Tridico, dove almeno non ci sarebbero riduzioni tra contributivo e retributivo anche se in 2 tempi.
tutto molto interessante; è molto improbabile l’attuazione; puntano ad alzare sempre più l’età minima; ora è 64 anni con 38 di contributi; se va bene metteranno i 65 anni; abbiamo a che fare con le raccomandazioni dell’UE che ti dicono: tieni sotto controllo la spesa pubblica: altrimenti i soldi del pnrr te li scordi; e come dice il dott. Perfetto: ci sono le agenzie di rating che danno i giudizi; speriamo in bene saluti a lei e ai gestori del sito
E mi permetto dicendo che chiamare anticipata l’uscita con oltre 43 Anni di contributi,e scandaloso,,che tolgano almeno la Finestra dei 3 mesi, è il minimo per Persona che hanno lavorato così tanto.ce lo dovete dopo la carognata del 2010,chi ha orecchie intenda.
Disamina perfetta come sempre del Dott. Marino.
Come dimostrato con la sua proposta, allo stato costerebbe non le cifre esorbitati che si leggono, anzi, tutt’altro.
Sarebbe un volano importantissimo per far entrare schiere di giovani lavoratori, al posto di chi, per vari motivi, anziano lavoratore, non ce la fa più ed è demotivato, ma, incatenato al suo posto, perché requisiti in uscita troppo duri.
L’uscita flessibile con leggere penalizzazioni a partire dai 62 anni di età, deve essere un must, come la quota 41 per i precoci.
Ormai a 41 anni di contributi , in futuro, ci arriveranno in pochi , cominciando, i giovani, a lavorare sui 30 anni, e, soprattutto con il lavoro spezzatino presente al giorno d’oggi.
Perciò i costi reali, per la quota 41, non sono certamente i 9 miliardi che si leggono, ma sono molto meno.
E’ solo una volontà politica che non c’è a bloccare il tutto.
Bisogna altresì muoversi, perché il patto di stabilità concordato con l”UE, bloccato fino al 31/12/2023, da una buona opportunità per fare sta benedetta riforma.
Che cosa stanno aspettando le Organizzazioni Sindacali che arrivi la manna dal cielo? Tutti zitti zitti! Dai politici lo sappiamo che stanno aspettando le prossime elezioni politiche per usare il grimaldello delle pensioni per promesse da marinaio. Intanto a tutt’oggi di tutte queste ipotetiche riforme gli unici che ne parlano siamo noi poveri lavoratori che speriamo che ciò avvenga. Ci auto consoliamo per poter andare avanti agli arresti lavorativi.
Sig. Marino è quello che auspico per tutti i lavoratori italiani. Ha perfettamente inquadrato il problema e dato degli input chiari e precisi su come il governo dovrebbe operare per tranquillizzare e rende il futuro di noi lavoratori meno incerto, più stabile. I vincoli che l’Europa e il nostro governo impone non tengono conto di cosa significhi e di quanta importanza sia dare respiro e speranza agli italiani su un tema così sentito. La speranza è un motore che nessun economista oggi prende in considerazione. Le persone che nuovamente hanno fiducia, investono, reagiscono, ritrovano la forza di andare avanti. Io credo che forse sia l’unico che possa portare avanti lotta al livello politico oggi. Non vedo nessuno che si spinga come ha fatto lei a portare avanti proposte sagge anche in altri campi, tutti timorosi e incerti di scardinare un sistema che vediamo dove ci ha portato. I sindacati tutti dovrebbero appoggiarla e seguirla.
E scommetto pure con pensione contributiva, bella proposta fatta magari da chi ha usufruito di quota 100 alla faccia di chi aveva più contributi e per pochi mesi anagrafici non ce l’ha fatta. Perchè non fare come a San Marino quota 103: 40 di contributi e 63 anni anagrafici per chi si discosta da questi paletti un penalizzazione sull’ assegno. E’ una vera ingiustizia chi lavora di più non può andarsene! I 40 di un lavoratore che ha 63 anni valgono meno dei 38 di uno con 64?
Sig. Angela, Lei scrive: ” proposta fatta magari da chi ha usufruito di quota 100″. Tolga pure l’avverbio ” magari “. Per corretta informazione, il Sig. Marino, ha proprio beneficiato della quota 100 così come il Dott. Perfetto ed entrambi oggi parlano di sostenibilità dei conti che a sentir loro non c’era nel 2018, infatti si riporta che il debito pubblico è esploso proprio nel triennio 2019-2021 e che oggi propongono per i prossimi pensionati una “leggera” penalizzazione che guarda caso loro non hanno dovuto sborsare. Si lo so, sono il solito cattivello e magari un po stronzo a ricordarlo, ma è bene che i nostri lettori sappiano chi è che propone cosa. Il Dott. Perfetto, orgogliosamente, mi ha ricordato che si è pensionato con 65-41 alludendo che con quei requisiti ha raggiunto la quota 106. Vero, ha ragione, ma entrambi i numeri non fanno i requisiti Fornero e cioè i 67 della vecchiaia o i 43,1 dell'”anticipata”. In entrambi i casi si è risparmiato due anni di lavoro in più rispetto a chi è stato o è ancora soggetto alla legge che regola tutti gli altri lavoratori. La costituzione italiana è chiara e ricorda che Tutti i cittadini sono uguali davanti alla stessa legge. Così non è stato, qualcuno ha potuto scegliere e molti altri no ed è per questo che parlo sempre di ingiustizia.
Caro Franco Giuseppe,
sono stato in dubbio se rispondere o meno. Penso che tu sia andato un po’ oltre e che tu sia stato irrispettoso non riguardo a me, ma nei confronti delle decine di persone che giornalmente mi chiedono consigli a cui io, volentieri do delle risposte. Non mi sento assolutamente in colpa per essere andato in pensione con 42 anni e 1 mese di contributi anzi ne vado fiero dal momento che ho operato in un ambito difficile ed al servizio della collettività.
Per il resto non risponderò più ad attacchi personali ma continuerò, come ho sempre fatto, a scrivere , proporre ed a rispondere alle persone su un tema complicatissimo e che sconvolge la vita delle persone.
Con amicizia
Mauro Marino
Grazie Mauro per aver risposto nonostante tutto
Sig. Franco Giuseppe, mi sono spesso posto la domanda se a questo mondo la giustizia esiste.
Durante le mie riflessioni sul “senso della vita” ho trovato che la giustizia esiste, sempre, perché si esprime attraverso la sequenza di causa-effetto.
Se la sequenza di causa-effetto è molto lunga, non siamo in grado di risalire dall’effetto alla causa originaria che ha generato quell’effetto.
Quando non siamo in grado di individuare la causa, facciamo entrare in gioco delle cause “fittizie” che chiamiamo: fortuna, destino.
Un operaio compra un gratta e vinci e vince 5 milioni di euro. Diciamo che l’operaio è stato “fortunato”.
Un viaggiatore arriva in ritardo all’aeroporto e non riesce a prendere l’aereo, che durante il volo precipita. Diciamo che era “destino” che quel viaggiatore non morisse in un incidente aereo.
La mia domanda è: PERCHÈ quell’operaio ha vinto 5 milioni di euro? Dov’è la causa che ha determinato come effetto la vincita di 5 milioni di euro? (il fatto che abbia acquistato il biglietto non è la “causa” della vincita, ma il “mezzo” attraverso il quale la causa originaria produce il suo effetto).
La mia domanda è: PERCHÈ quel viaggiatore ha perso l’aereo? Dov’è la causa che ha impedito che quel viaggiatore morisse in un incidente aereo? (il fatto che sia arrivato in ritardo rispetto all’orario di partenza dell’aereo non è la “causa” del mancato imbarco, ma il “mezzo” attraverso il quale la causa originaria produce il suo effetto di mancato imbarco).
E così via. Perché c’è chi nasce in famiglie ricche e chi nasce invece in famiglie povere? Perché c’è chi nasce sano e c’è chi nasce malato? Perché c’è chi ha possibilità di scegliere e chi invece non ha possibilità di scegliere? Ognuno può dare la propria risposta, e le risposte saranno per lo più “fortuna”, “sfortuna”, “destino”, “volere di Dio”.
Non sono domande banali, perché, risalendo a ritroso la catena di causa-effetto si trova la risposta a qualsiasi domanda. Ma per fare simili indagini sul “senso della vita” occorre impegnarsi, eppure molto.
Nel caso di Quota 100 e Legge Fornero la domanda che lei, sig. Franco Giuseppe, dovrebbe porsi è la seguente: PERCHÉ alcune persone hanno potuto scegliere (avvantaggiandosi di Quota 100) ed altre no (e hanno dovuto sorbirsi per intero la Legge Fornero)?
Se lei non riuscirà a trovare la “giusta” risposta a questa domanda, non le rimane che una “ingiusta” risposta: ingiustizia.
Angela; mi stupisci; paragoni l’italia a San marino? è come paragonare un oceano ad un laghetto; non fare paragoni del genere; ho capito ma correggimi che sei nata nel 1960; parli di quota 102 con i 64 anni; è una vera ingiustizia; e allora? chi ha deciso? il dott. Perfetto o il dott. Marino? non credo proprio; Forse Draghi ? si ha deciso proprio lui? magari in questa fase i conti pubblici italiani sono sotto osservazione sempre per il famoso debito pubblico e quindi anche Draghi decide fino ad un certo punto; sono proposte; uno può essere d’accordo oppure no; uno si fa i calcoli e poi se gli conviene ne usufruisce altrimenti no; come ribadito in altri commenti magari avessi potuto usufruirne anch’io di quota 100; tantissimi adesso si stanno mangiando il fegato ma loro possono se hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2021; hai mai letto 100.000 gavette di ghiaccio? leggitelo; parla della spedizione italiana in Russia durante la 2° guerra mondiale; ad un certo punto ci fu una colonna che prese una direzione (nella steppa non c’erano cartelli) e un altra ne prese un altra; perchè? capitò; in una colonna tutti morirono; nell’altra molti morirono ma un certo numero si salvò; dei 100.000 italiani se ne salvarono 10.000; quelle sono vere tragedie; e mio padre (pace all’anima sua)nella mutilazione di una mano in albania fu fortunato; gli alpini della julia li mandarono tutti in russia; saluti a te e ai gestori del sito e fattene una ragione
Cara Angela,
la mia proposta parte da 62 anni ed è al momento l’età minima tra quelle proposte.
Cordiali saluti
Analisi sempre ottima e perfetta di Marino, peccato che nessuno tra i sindacalisti e politici ci ragioni sopra e dia il giusto peso ad una proposta fatta da chi ne capisce di previdenza e dinamiche sociali- io aggiungerei però che invece della pensione ordinaria a 66 anni, dovrebbe essere abbassata subito a 65 , vista l’aspettativa di vita diminuita con i 167 mila morti di covid, se non addirittura a 63 , vista la media europea di uscita che dimostra che in Italia siamo i peggiori in tal senso e non si capisce perchè dobbiamo essere richiamati dalla Ue, mentre gli altri paesi no e continuano a far uscire i lavoratori intorno ai 63 anni- poi penso che con i soldi risparmiati con la cessazione delle pensioni dei poveracci morti e con le risorse risparmiate con quota 100, ci sarebbero eccome i soldi per attuare subito questa proposta ed anche quella di Tridico che con la doppia uscita , darebbe una grande opportunità a chi non regge più il peso degli anni e lo stress da lavoro- per non parlare degli invalidi che hanno solo una miseria se escono con ape sociale, mentre dovrebbero uscire già a 63 anni e con 35 di contributi, senza perdere nulla e col misto riconosciuto. Stamani poi si è svegliato dal letargo il Ministro Orlando dicendo che bisogna attuare la flessibilità in uscita e riformare la Fornero- mi domando se stia scherzando o faccia sul serio, perchè a questo punto i Sindacati ora o mai più lo devono mettere all’angolo chiedendo a muso duro cosa vuole fare, visto che le trasmissioni si sono interrotte a febbraio, mentre noi povere vittime di questo Governo stiamo aspettando che facciano quello che è giusto fare, come dice Marino, per realizzare l’equità che ci meritiamo , dopo aver inseguito quota 100, quota 102, ape social, quota donna e via dicendo, senza riuscirci e sempre chiusi nelle gabbie in cui ci hanno costretto a stare per mantenere le pensioni dei fortunati precedenti- è ora di finirla una volta per sempre e dare una svolta a questa benedetta riforma, altrimenti ci rimane solo la piazza , facciamo i francesi per una volta almeno.
Dottor Marino le pongo due domande correlate la prima riguarda la forbice tra i sessantadue anni e i settanta a me sembra un’aberrazione per due motivi fisiologici in quanto le capacità umane di ognuno di noi a settanta anni non possono essere le stesse degli anni precedenti e questo agevolerebbe il governo in maniera esponenziale visto e considerato che gli anni in cui dovrà versare l’agognata pensione si ridurrebbero drasticamente mentre la correlazione citata riguarda i giovani è matematico che più le persone lavorano in età tardiva loro debbano aspettare davanti alla porta per poterli sostituire a me questo ragionamento non piace e stride enormemente con le famose frasi della signora che dà il nome alla legge quando afferma pensiamo ai giovani a me tutto ciò sembra un’incoerenza enorme oppure una sonora presa per i fondelli quale delle due secondo colui che ha scritto l’editoriale? Se il sottoscritto avesse il potere assoluto (estremizzando il concetto) di poter decidere la soluzione migliore penserebbe con qualche accorgimento di un’economista ovviamente ad un’età tra i sessantatrè e i sessantaquattro anni con il requisito di quarantuno anni di contribuzione per non gravare troppo sui famosi conti pubblici che continuano chissà perchè a pesare solo su di noi plebei e mai sui patrizi. Essendo voi giornalisti sopra le parti ( almeno mi auguro ) gradirei una risposta se possibile a questa mia analisi.