Sta facendo discutere moltissimo la frase del Prof. Pissarides, Premio Nobel dell’Economia nel 2010 per i suoi studi sul mercato del lavoro, che relativamente alla riforma delle pensioni ha recentemente affermato che: “Sessantadue anni è troppo presto adesso, che cosa fai dopo se vai in pensione a quell’età? Probabilmente cerchi un altro lavoro! Ormai si è in ottime condizioni di salute almeno fino a 70 anni”. In realtà la frase pronunciata dal premio Nobel nel corso di un’intervista fatta da Rosaria Amato per ‘La Repubblica‘ è stata pubblicata in data 3 giugno ed era già stata notata da un nostro lettore, Pietro che l’aveva postata sul portale, portandola poi all’attenzione del nostro esperto previdenziale il Dott. Perfetto che, dalla sua, aveva poi intavolato una sorta di scambio diretto di opinioni non solo con il Sign Pietro ma anche e soprattutto con il professor Pissarides, facendogli notare la sua contrarietà ad alcune considerazioni fatte proprio nel corso dell’intervista.
Tra queste anche l’avversione verso la frase relativa alla pensione, per il Dott. Claudio Maria Perfetto che scrive volutamente in maiuscolo per dare enfasi al suo pensiero infatti: “IL PUNTO È CHE I SESSANTENNI DEVONO LASCIARE IL POSTO AI TRENTRENNI PER SOSTENERE CONSUMI, PRODUZIONE E OCCUPAZIONE! OCCUPAZIONE! prof. Pissarides!” Di seguito la brillante disamina del nostro esperto che seppur scritta in data 7 giugno sotto forma di commento oggi non poteva che assumere modalità di articolo, dato che le sue considerazioni si sposano perfettamente con il dibattito che si è innescato in differenti articoli di giornale.
Pensioni 2023, Perfetto Vs Pissarides: dobbiamo avere paura dei robot?
Così Perfetto: “Sig. Pietro, incuriosito da quanto lei ci ha esposto, sono andato a leggermi l’articolo che ci ha segnalato e che si intitola: “Ai lavoratori italiani servirebbe il salario minimo. E le aziende devono formare di più”, pubblicato su La Repubblica a firma di Rosaria Amato in data 3 giugno 2022
L’articolo di fatto è un’intervista all’economista Christopher Pissarides, Premio Nobel dell’Economia nel 2010 per i suoi studi sul mercato del lavoro. Ci sono alcuni punti sui quali non sono d’accordo con il Nobel Pissarides.
Alla domanda “Dobbiamo davvero avere paura dei robot?”, Pissarides risponde “ no”, perché anche se i robot dovessero sostituire il 47% dei lavoratori “non è detto che questo sia conveniente dal punto di vista economico”. Pissarides riporta il caso dell’India affermando che “ci sono Paesi, come l’India, in cui il costo del lavoro è inferiore a quello dell’automazione”.
Per me è ovvio che in India la monodopera umana potrebbe essere meno costosa della manodopera robotica, se la tecnologia robotica viene importata e pagata in dollari americani, e se il rapporto di cambio Rupia/Dollaro (INR/USD) è di (appena) 0,01287 (in data 07/06/2022, ore 11:20). La manodopera in India ha costi bassissimi, ed è proprio per questo che una grossa banca italiana si avvale del lavoro di programmatori indiani ubicati in India e operanti da remoto (in “smart working”, come ci siamo oramai abituai a dire oggi). In Italia, invece, il costo del lavoro è relativamente alto, e questo potrebbe giocare a favore dell’impiego della manodopera robotica. Se anche in Italia la tecnologia robotica viene importata, e se il rapporto di cambio Euro/Dollaro (EUR/USD) è di 1,06839 (in data 07/06/2022, ore 11:24), è molto probabile che sia più conveniente sostituire un umano con un robot.
Ma non è tanto questo il punto in cui mi trovo in disaccordo con Pissarides.
Uno dei punti in cui mi trovo in disaccordo con Pissarides è quando egli afferma che i robot “ci sostituiranno per i lavori più noiosi e ripetitivi, ma non per quelli che richiedono interazione tra persone, o per quelli in cui bisogna prendere le decisioni”. DAVVERO? Ne è proprio convinto, Prof. Pissarides?
Ma Prof. Pissarides, lei dove si trovava nel 2020 durante i lockdown? Non ha visto per televisione i robot-infermieri che prendevano la temperatura ai contagiati da Covid? Non è questa interazione robot-persone? Prof. Pissarides, lei si trovava giorni fa a Torino al Festival Internazionale dell’Economia di Torino. Non è andato a far visita all’Ospedale Mauriziano di Torino dove si trova il robot-farmacista che lavora H24 e non sbaglia mai e che con un ordine dai reparti dell’ospedale cerca la scatola e la confeziona, interagendo quindi necessariamente con il personale dell’ospedale? Inoltre, Prof. Pissarides, non ha mai visitato un Centro di Elaborazione Dati gestito interamente da computer mainframe, robot che montano e smontano nastri, automi software come l’operatore automatico che interagisce con l’operatore umano, e lo schedulatore automatico che interagisce con lo schedulatore umano, tutti gestiti dal Software System Resources Manager che persegue determinati obiettivi di produzione e quindi DECIDE CHI far lavorare, COME farlo lavorare e QUANDO farlo lavorare? Prof. Pissarides, I COMPUTER MAINFRAME IBM PERSEGUONO OBIETTIVI DI PRODUZIONE, E QUINDI PRENDONO DECISIONI SU COME RAGGIUNGERE TALI OBIETTIVI!
Pensioni anticipate 2022, Pissarides: Ormai si è in ottime condizioni di salute fino ai 70 anni
Il Prof. Pissarides afferma: “Sessantadue anni è troppo presto adesso, che cosa fai dopo se vai in pensione a quell’età? Probabilmente cerchi un altro lavoro! Ormai si è in ottime condizioni di salute almeno fino a 70 anni”.
Prof. Pissraides, NON È QUESTO IL PUNTO! NON SONO LE CONDIZIONI DI SALUTE IL PUNTO! IL PUNTO È CHE I SESSANTENNI DEVONO LASCIARE IL POSTO AI TRENTRENNI PER SOSTENERE CONSUMI, PRODUZIONE E OCCUPAZIONE! OCCUPAZIONE! prof. Pissarides!
Lei, prof. Pissarides, ricorderà la battuta secondo la quale si dice che “si è in recessione quando gli ALTRI perdono il lavoro, mentre si è in depressione quando SEI TU a perdere il lavoro”. Ebbene, diciamo così: “gli altri perdono il lavoro a causa dell’automazione che sostituisce il dipendente che diventa disoccupato; tu perderai il lavoro a causa della disintermediazione fisica per la quale il tuo cliente sostituisce te dipendente, che diventerai disoccupato”.
Prof. Pissarides, lei sa bene quanto me come è nato il self-service. Mi permetta di rinfrescarle la memoria. La distribuzione self-service è stata inventata negli Stati Uniti d’America negli anni Trenta, quando, in presenza di una severa crisi economica, le imprese di servizi si trovarono nell’impossibilità di equilibrare il loro conto economico a causa dell’incidenza crescente del costo del lavoro. Si pensò, quindi, di far lavorare il cliente.
Al giorno d’oggi, con il passaggio dai “SERVIZI ANALOGICI” (erogati da personale di contatto come il cameriere umano del ristorante) ai “SERVIZI DIGITALI” (di tipo self-service, senza personale di contatto, che è stato fisicamente disintermediato da applicazioni software), la sostituzione cliente/dipendente si estenderà a macchia d’olio, e tutti i dipendenti delle aziende potrebbero essere sostituiti dai clienti. Si verrebbe a creare una enorme massa di disoccupati. QUESTA SI CHIAMA DEPRESSIONE ECONOMICA.
Poi tornando a riferirsi al commento lasciato dal Sig. Pietro che aveva segnalato l’intervista, Perfetto chiude: “La pelle d’oca non dovrebbe affatto venirle per aver letto il pensiero di Christopher Pissarides, che mi sento di assimilare a delle banalità (pur riconoscendo e rispettando l’autorevolezza di un Premio Nobel per l’economia, ovvero per l’economia tradizionale).
La pelle d’oca, sig. Pietro, dovrebbe venirle per il fatto che nessuno ha ancora capito che cosa ci aspetta dietro l’angolo, nel voltare dalla ECONOMIA TRADIZIONALE (mercati tradizionali che il Prof. Pissarides conoscerà molto bene) verso l’ECONOMA DIGITALE (mercati digitali che il Prof. Pissarides e altri Premi Nobel di economia come lui non conoscono affatto).”
Cosa ne pensate delle considerazioni del Prof Pissarides e di quelle del Dott.Perfetto? Fatecelo sapere, se vi va, nell’apposita sezione commenti del sito.
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Aggiungo un altro commento: si parla tanto di diritti uguali per tutti, ma allora perchè i baby pensionati dello stato, che hanno lavorato 14 anni 6 mesi e 1 giorno, si godono un’ottima pensione per 40/50 anni? noi a 110 anni non saremo certo in salute come i baby pensionati che oggi hanno 80 anni e fanno il giro del mondo ogni due anni!
Vogliamo anche noi goderci una BUONA pensione (la moglie del mio ex titolare con 14 anni 6 mesi e un giorno andò in pensione nel 1984 e prende 900 euro al mese da allora, ovviamente ha fatto di tutto colf badante cameriera tutto in nero) e per almeno 30/40 anni.
Non siamo tutti uguali?
Qualche anno di pensione vorrei godermelo in salute, d’altra parte c’è gente che è andata in pensione a 38 anni, oggi ne ha 80 e sta benissimo, dopo una vita di successivo lavoro in nero. Magari mandiamo in pensione la gente a 62 anni, permettiamo loro di lavorare IN REGOLA, così da arrotondare con altri contributi il raggiunto diritto ad una pensione ovviamente da fame. Tu, Stato, dammi la pensione a 62 anni, poi ogni anno, se ho lavorato, me la aumenti in base a quanto ho versato, e mi consenti, se lo voglio, di lavorare fino a quando ne ho voglia e forza. Oggi a 59 anni avrei bisogno di occuparmi di mia madre invalida, magari quando lei non ci sarà più (e se fossi già in pensione) potrei trovarmi un lavoro (part-time, stagionale….e aggiungerei contributi versati).
Che ne pensate?
Pubblicate questo
non pubblichiamo insulti e post non civili
Credo che Pissaridis alludesse a lavori intellettuali mediamente poco logoranti e abbastanza gratificanti, ma professioni così sono in percentuale poche. Inoltre va detto che alla comunità conviene avere lavoratori integri e motivati per rendere i servizii e non anziani e logori
Premesso che al professore darei un’altro nobel (quello delle idiozie) e che sono d’accordo x giustizia sociale a quota 41 pura e flessibilita’ a 62 anni, mi viene da sorridere quando negli interventi si dice “largo ai giovani” e “ricambio generazionale”. Ora,io lavoro nel settore edile e il mio datore di lavoro assumerebbe anche giovani con contratto regolare ma non ne trova. Abbiamo anche squadre di Romeni e Albanesi e anche i giovani di quei paesi non ci pensano proprio a fare i muratori. La verita’ e’ che i ragazzi non vogliono fare lavori non solo usuranti ma neanche manuali. Io non ho figli ma chiedo a chi interviene nel sito giustamente lamentandosi per lo stress e la fatica dei propri lavori se farebbero lavorare i loro figli al posto loro una volta andati in pensione….Io scommetto di no,quindi va bene tutto ma non mi parlate di ricambio generazionale. Saluti agli ottimi gestori del sito.
A 62 anni e in pensione, mi cerco un nuovo lavoro.
E certo, credici pure.
Ma chi glielo ha dato il Nobel a ‘sto genio de noantri ?
Io non vorrei andare in pensione quando sono moribondo ma quando sono in salute per coltivare i miei hobby e aiutare i miei famigliari. Poi visto che ormai il calcolo é contributivo vorrei decidere io quando andarci, in base a quanto ammonta l’assegno mensile che, seppur basso, verrà aumentato dalla pensione integrativa che mi sono fatto. In sostanza, ognuno dovrebbe fare i propri conti e poter decidere quando smettere.
Salve a tutti !!
Condivido pienamente i commenti che ho letto e le risposte del Dr. PERFETTO che sposo tutto tondo!!
Potrei aggiungere solo questo : hanno fatto tante quote e vogliono continuare a farle e allora perché non inserire per il 2023 QUOTA 41 per consentire a chi ha versato e duramente lavorato per 41 anni di godersi una dignitosa e meritata pensione e fare LARGO AI GIOVANI!!
mi fa pena il ns. Mr. Nobel perché per me nella sua vita ha avuto forse SOLO Il lavoro di grandissima soddisfazione MA Niente altro che conti veramente tanto : es figli, nipoti e magari impegni sociali e umani che ti riempiono il cuore ❤️ e un po meno la mente “eccelsa” che ti fa fare certe affermazioni, dal mio punto di vista esecrabili !!!!
Nota : spesso scrivo e vedo il mio commento in moderazione ma quasi mai pubblicato : mi piacerebbe sapere il perché!!
Grazie
Buonasera a tutti .Egregia Margherita ,da premettere che se fosse possibile non ci darebbero neanche un centesimo,per loro manco a dirlo .Fatta questa premessa io credo che una delle ragioni per cui non fanno quota 41 è la seguente ,a furia di rimandare ,consapevolmente quindi studiato a tavolino ,i 41 unisti ,raggiungeranno i requisiti della Fornero ,io per esempio se facessero quota 41 adesso mi servirebbe poco, proprio perchè ho quasi raggiunto quel parametro previsto dalla Fornero .La scusa dei soldi poi è la piu’ grande offesa alla nostra intelligenza ,perche’ hanno dimostrato piu’ volte che quando vogliono i soldi escono come il coniglio dal cilindro del prestigiatore .Non voglio aggiungere altro perche’ sono una persona educata ,ma non fessa , ma ci sarebbe veramente da perdere la pazienza .
Buon Lavoro
Già a 70 anni è molto se è viva il 50% di una data classe di età. Poi in salute è una parola grossa. Vada a consultare le statistiche ufficiali specifiche prima di parlare. Speravo che il Nobel fosse in capo ad un maggiore equilibrio e ponderazione valutativa.
Età o contributi cosa è meglio
Es. Prendiamo un automobile dove gli anni di vita dell’ auto stanno all età del lavoratore e i Km percorsi stanno ai contributi
15=65
30000 km= 30 anni di contributi
5=58
400000 Km= 41 anni di contributi
Domanda al professore che onestamente senza offesa non sapevo che esisteva.
Milano Palermo con quale preferisce avventurarsi in questo viaggio di oltre 1200 km con almeno 14 ore di viaggio.La domanda è rivolta anche a gli altri illustri professori.
Fausto ti rispondo io perchè i prof non hanno il coraggio.
In aereo, con i soldi del contribuente (già 41 di contributi).
Anche se così fosse bisogna andare in pensione quando non sié più in.salute così dopo una vita di lavoro questo cervellone di professore ci manderebbero in pensione senza le condizioni per poter godere almeno qualche anno in salute
Adesso si capisce che perché l Italia é
diventata la barzelletta del mondo con queste menti non andiamo da nessuna parte forse é meglio che diventino un po più umili e pensino non solo a se stessi
si vergogni di quello che dicono
Esatto voglio vedere in RSA come si fa a lavorare fino a 70 anno. Saremo ricoverati insieme ai nonni e magari moriamo prima noi no?
Certo, caro prof. Pissarides, per un premio Nobel come lei arrivare a 70 anni a lavorare, deve essere una bazzeccola. Però, abbandoni la sua posizione cattedratica e vada a lavorare in fabbrica, oppure a fare i turni all’ospedale. Vedrà che la passerà la voglia di dire simili idiozie. Cosa ha fatto nella sua vita “lavorativa”? Il nulla, le persone come lei sono fuori dalla realtà, per questo si permettono di pontificare. È da mettere sullo stesso piano di chi dichiara una guerra e poi se ne sta in retrovia. E qui mi fermo. Grazie comunque.
Prof. Pissarides, Premio Nobel se stai zitto ci guadagni o sei anche tu in cerca di visibilità mediatica?
Troppo facile sentenziare senza aver provato almeno un giorno a lavorare. Ci descriva una sua giornata lavorativa, prof. genio Pissarides. Saluti.
E quindi posso andare in pensione solo quando non ho più la salute? Ho 63 anni e ne ho pieni gli zebedei , ho voglia di andare a pescare, al cinema, al teatro, a visitare musei, avrei un sacco di cose da fare e perché no magari iscrivermi a qualche facoltà Universitaria, ma ora non a 70 anni
Io manderei il prof. su un ponteggio sotto il sole di luglio, per qualche giorno. CAMBIEREBBE SUBITO IDEA.
Buongiorno a tutti. Egregio Carlo ,oltre al ponteggio farei fare a molti di loro anche l’elettricista di turno in un finissaggio Tessile e magari un bel problema durante un turno di notte su qualche macchina di candeggio. Sono Sicuro che tutte queste persone così sportive non hanno mai lavorato. Personalmente rispetto tutte le posizioni di “Lavoro” ,inteso anche come lo studio, ma dopo 40/43 anni non devono rompere le scatole con considerazioni stupide.
Buon lavoro
Refusi: ..delle baby pensioni….(…) .. a un certo Borges
Si chiede il Nobel cosa faremo in pensione a 62 anni? Molto semplice. Faremo, dopo 40 anni di lavoro funzionale a soddisfare la produzione e lo sviluppo, quello che hanno fatto e fanno da decenni i fortunati della baby pensioni. Certo che quelli del Nobel ci prendono alla grande. Per fortuna che a certo Borges non l’hanno dato.
Basta rinvii, a 63 anni si deve poter andare in pensione. Basta scuse, COVID , Ucraina, ecc. Tutte scuse. Vogliamo un governo politico , ci dicano cosa vogliono fare ed andiamo a votare. I soldi per andare in pensione sono i nostri. Basta
63??? 60 e 40 di contributi PIÙ che SUFFICIENTI. LARGO ai giovano CHE HANNO VOGLIA, anche se oggi SEMBRA SEMPRE PIÙ DIFFICILE… 60Anni se si è in forma si può continuare MA X SCELTA PERSONALE, e 40Anni di CONTRIBUTI SONO PIÙ CHE SUFFICIENTI.
Buongiorno a tutti. Il parere di questo signore non merita nessun commento per tanto che squallido e destabilizzante per la società. Tanto ho commentato per il rispetto dei Lavoratori tutti e dei Sig. Del Sito .
Buon Lavoro
Probabilmente non conoscendo i rudimenti dell’economia non siamo in grado di contrastare idee che non porranno mai in equilibrio il diritto tra popoli diversi.
Altro che parlare di cambio dollaro-rupia, di costo orario di un robot e di quello di un lavoratore indiano in Smart Working sfruttato da qualche grossa banca italiana.
E’ solo e sempre un lucrare sul lavoro mentre poi accade che queste banche non siano neppure in grado di tutelare il risparmio nazionale depositato.
Per il tempo in cui parliamo del dottor Pissarides, dell’avere paura o meno dei Robot, negli USA già si affittano “braccia Robotiche” al costo di 8 dollari ora, il 50% del costo orario di una persona.
A mio parere è solo un articolare parole senza dire chiaramente che stiamo vivendo le contraddizioni nefaste del GLOBALISMO, di una pratica in contrato col concetto stesso di democrazia di cui ne è stata prova evidente in anni recenti la crisi del Debito Sovrano.
E mentre tutti quotidianamente siamo spinti a impegnarci Il TFR per una pensione in mano al mercato libero (il secondo pilastro) sempre più in difficoltà a garantire rendimenti sicuri, lasciamo che ci distruggano il primo di pilastro, quello fondamentale perché nelle mani dello Stato.
Via lo Stato … purché ben amministrato!
Ops … VIVA lo Stato purché ben amministrato!
Lavoratori non avremo più acciacchi saremo in salute fino a 70 anni e oltre un professore ha trovato l’elisir della eterna giovinezza aspettiamo che ci sveli il segreto .o forse lui vive su un altro pianeta se cosi fosse dovremmo trasferirci da lui.
Appunto in salute fino a 70,andando in pensione dopo aver lavorato per 41 anni, si potrà godere di qualche anno di pensione, diversamente resterà si è lavorato per niente, mandate le persone in pensione e lasciate posto alle nuove generazioni, che non trovano lavoro, già gravati dalla pandemia, sono in difficoltà
Lavorare è sudare lei prof. ha mai sudato?non mi riferisco alle giornate afose di estate ma lavorando.?
Il professorino sta parlando dei suoi simili e dei politici?certo 62 sono pochi a questa età non avete ancora iniziato a lavorare.
Ecco l’alieno che vive si un altro pianeta e ignora ciò che succede sulla terra vada a vedere quanti storpi lavorano ancora dopo i 60 anni.certo chi come lei non ha mai lavorato può andare in pensione anche a 90 anni.
È questa la ricetta giusta, Marino da tempo ne parla ma nessuno si ferma a riflettere sulla questione impostata brillantemente per realizzare la flessibilità più equa possibile- Sindacati e Governanti, non fate finta di non capire e smettetela di girare la testa dall’altra parte- convocate Marino e fatevi spiegare tutto altrimenti qua non ne usciamo e se non si decide ora sono cavoli amari- convocate anche Tridico che ne sa più di voi,perché se non passa la proposta MARINO, per noi lavoratori ultrasessantenni che non arriveremo mai ai 41 e oltre, va benissimo la doppia uscita, la Fornero è alle porte e va eliminata,altrimenti in piazza ad oltranza.
Un altro genio che non ha mai lavorato,economista di cosa ,il somaro è molto più colto,ci sono lavori che a 60 anni di età ti portano dritti al cimitero,quando questi obsoleti parassiti parlano di alzare l’età pensionabile sono tutti quei parassiti che non hanno mai lavorato quei parassiti di politici italiani e europei di merda.
Questo genio vive in un altro pianeta e assurdo quello che dici .è meglio che va a fare un altro impegno dopo 60 anni la gente è stremata figuriamo ci a 70 anni ogni giorno viene uno e racconta la sua e una cosa vergognosa.
Mi dispiace che il Professore non abbia hobbies a cui dedicarsi dopo la lunga fase lavorativa. Io non conosco il termine “noia” e vorrei avere gli ultimi anni di vita attiva per potermi finalmente godere i miei momenti di creatività e libertà. Dopo 40 anni di lavoro una persona ha il diritto di godersi i suoi sacrifici come meglio crede. Se il Professore identifica la sua professione come hobby beh tanto meglio per lui che può continuare a lavorare anche fino ad 80 anni. Ma sarebbe solo una eccezione e non ha il diritto di tirare conclusioni generali
Rispondo molto volentieri al dott. Marino che è purtroppo una delle poche persone Esperte in materia ( al contrario di me che scrivo con i nervi talvolta che mi fanno irritare molti saccenti che in realtà non avendo mai lavorato veramente non hanno secondo me la più pallida idea di cosa stiamo parlando quando trattano l’argomento Pensione), e che vive nel mondo reale e che sa quello che dice. Mi ha risposto ieri peraltro sul discorso di andare in Pensione con 780€ dicendomi che conosce persone che vivono con meno. Io avevo mia madre che dopo aver lavorato per oltre 35 anni e dopo aver pagato (in lire) circa 20 milioni per parificate le marche da contadina con le altre per avere la bellezza di 560 mila lire diPensione al mese perciò mi creda so bene di cosa si tratta ed è proprio per questo che mi ritengo talvolta offeso quando sento parlare di lavoro o di una giusta Pensione persone che non sanno cosa voglia dire nella realtà, perlomeno secondo me, come ho già scritto vorrei vedere loro vivere con cotanti denari. Tante grazie ai gestori del sito e al dott. Marino
62 anni per la pensione NON È TROPPO PRESTO! Che tutti siano in salute fino a 70 anni lo dice il prof. Pissaridis: a 60 anni continuo a fare visite e analisi per vari acciacchi (a scapito delle ore di lavoro), e ci sono un mucchio di persone che conosco nelle stesse condizioni!
Bisogna lasciare la facoltà di accedere alla pensione prima di quanto è in vigore adesso, con incremento costante della rata pensionistica più tardi si sceglie di pensionarsi. Sai quanti di quelli a cui si riferisce il prof. Pissaridis continuerebbero a lavorare fino a schiattare pur di prendere un po’ di euro in più?
La stragrande maggioranza di quelli che vogliono andare in pensione prima non lo fanno per fare un altro lavoro – ve lo posso garantire!
Una domanda: ma il prof. Pissaridis, vista l’età, sarà mica in pensione? Nel caso non continuerà mica a lavorare, spero: altrimenti che parli per sé, e non per gli altri!
Un altro fenomeno che nn ha mai lavorato cipriota inglese
cosa c’entra con l Italia… Come dicono , la madre dei Cretini e sempre in cinta….
Caro prof. Pissarides c’è veramente poco da ridere…, come è facile parlare delle cose e del lavoro degli altri quando, e di questo sono sicuro quando non si ha la benché minima idea di cosa si parla e solamente per questo bisognerebbe avere la decenza di stare zitti e muti. E attenzione non lo dico per offendere nessuno ma è un dato di fatto che tale signore non ha la benché minima idea di cosa voglia o possa dire state a 62 anni sopra un tetto a fare il muratore, o come me a fare il turnista e maneggiare e cambiare per otto ore tavelloni di un metro o due, fare l’infermiere/era per anche un giorno e mezzo senza riposo e potrei dirne altri mille e si’ tale signore non ha la benché minima idea di quello di cui sta parlando. La teoria è una cosa la realtà è un’altra e purtroppo sto vedendo che ultimamente purtroppo parla della vita e della Pensione degli altri senza averne la conoscenza. Che provino per qualche anno a fare veri lavori e forse dopo potrebbero e dico potrebbero essere in grado di farlo. Purtroppo ricordo una volta in governo mi sembra Berlusconi ma questo non importa che il ministro della famiglia era un signore di circa 70 anni che non aveva mai avuto una famiglia e questa è la dimostrazione provata di come in Italia vengano fatte molte scelte se non la maggior parte, da persone che secondo il mio modesto parere dovrebbero diciamo fare altro. Grazie ai gestori del sito, avrei voglia di sentire cosa ne pensano gli altri che qui scrivono come me, grazie
Ecco un altro fenomeno… ma non gli viene in mente a sto nobel de noantri che dopo i 60 anni una persona ha anche diritto a godersi gli ultimi spicci di vita senza dover continuare a correre come un dannato e avere finalmente un po di tempo per se e la propria famiglia? Chi si annoia continui pure a lavorare, ma questo non può essere una scelta obbligata per tutti. Forse il nobel teorizza un lavoro ideale, quando invece spesso sono lavori stressanti, malapagati o di mer…a.
E qui mi fermo prima di perdere il controllo…
Hai proprio ragione tipi come questo fanno perdere il controllo.
certo, basta non conoscere i ritmi e le condizioni di lavoro di lavoro in fabbriche o cantieri.
semplicemente vorrei vedere il suo posto di lavoro, illustre professore !!
Poi ne parliamo.
ma mi chiedo io ragiona con la testa sto scienziato il problema non è andare in pensione ma la troppa differenza sociale tra chi guadagna cifre da capogiro e non si priva di niente ed è agevolato in tutto e per tutto e chi invece lavora tutta una vita e poi viene ricompensato dopo aver sempre svolto il suo dovere di cittadino onesto e coretto con una pensione da miseria e un vero scandalo sociale informatevi quanto guadagna il grande premio Nobel dell’economia nel 2010
Condivido quanto esposto dal Dott. Perfetto, e mi appassiona soprattutto il commento di Mauro Marino, ma la verità mia personale alimentata senza dubbio anche da un “piccolo sano egoismo” è che io come tanti altri siamo stanchi, e vorremmo goderci quel poco tempo che ci rimane, dedicarlo ai nipoti.
E’ un classico esempio della “supremazia di colti”.
Mi verrebbe da chiedere: su quali dati basa il suo pensiero (da NOBEL) esimio professore, quali prove porta a loro conferma.
Se il suo pensiero fosse scientifico allora, poiché esso funziona per falsificazione, potremmo portarle molti settantenni a dimostrazione del suo errore.
Qualora invece si riferisse alla sola sua categoria o ad affini , a persone che potrebbero lavorare d’ingegno fino e oltre 80 anni, personalmente non e cosa di mio interesse purché non decidiate, come tutti noi, di voler ritirare l’assegno pensionistico prima dei 65 anni.
Occorrerebbe per correttezza completare il ragionamento di Pissarides che ha affermato che dopo i 62 anni di età si dovrebbe lavorare part time e percepire già parte della pensione in modo da avere a disposizione più tempo libero! Purtroppo gli economisti e i politici di casa nostra hanno esultato ascoltando la prima parte del suo ragionamento perchè sognano che in Italia la gente (non loro) lavori fino a 70 anni ovviamente mantenendo carichi di lavoro e ritmi da trentenne censurando totalmente la seconda parte del ragionamento!
Immaginavo che ci fosse dell’altro oltre all’affermazione “nuda e cruda” di Pissarides.
La precisazione da lei riportata in parte attenua la superficialità/presunzione che gli avevo attribuito a patto che tale flessibilità si concepisca come una libera scelta. Perché con la speranza di vita di 82 anni, il concetto di tenere d’imperio tutti “legati” fino a 70 anni è semplicemente mostruoso.
conosco persone che stanno benissimo al lavoro; addirittura non smetterebbero mai perchè è la loro ragione di vita; soffrono a non lavorare, e poi gli altri che hanno sofferto a sufficienza e non vedono l’ora di smettere, appartengo al 2° gruppo; ringrazio il dott. Perfetto: ha colto nel segno in questo articolo; saluti ai gestori del sito
Sono assolutamente d’accordo, conosco tanta gente per cui andare in pensione significa smettere di esistere; a questi si potrebbe consentire di continuare fino ai famigerati 70 anni. Per tanti altri non è così; quando “fuori” si ha una vita che si è costretti a trascurare per il lavoro, come nel mio caso, l’aver visto la luce in fondo al tunnel ha acceso delle speranze che miseramente si stanno spegnendo con l’asticella che inesorabilmente si sposta sempre più in avanti. Spero, ad esempio, che siano farneticanti quelle ipotesi che circolano riguardo a quote sempre crescenti che per ogni anno che passa vedono l’età minima aumentare sempre di più, parlo della quota 103 con 65 anni e la successiva 104 con 66. Fermo restando che andare con la Fornero per me (sono del ’60) corrisponderebbe a una quota 110!!!
non sono farneticazioni caro giuseppe D; siamo entrambi del 1960; quota 100 con i 62 anni; poi quota 102 con i 64 anni; secondo te si accontentano di 64 anni? è probabile che dicano : quota 103 con i 65 anni oppure legge fornero; oppure anche se vuoi andare prima tutto contributivo; oppure proposta tridico: 63 o 64 anni (ancora non sappiano), parte contributiva e a 67 anni la retributiva; cosa faranno lo vedremo nei prossimi mesi tanto fanno in tempo a fare tutto a dicembre quindi tra 6 mesi; saluti a te e ai gestori del sito
L’asticella che si alza un attimo prima di superarla… una situazione da incubo. Saluti a te e a Erika Venditti che gestisce questo sito che reputo uno dei pochi seri e non improntati alla caccia di click speculando su un problema così serio.
SICURAMENTE QUOTA 100 ERA TOP. 60ANNI è 40 di CONTRIBUTI SONO PIÙ CHE SUFFICIENTI. X CHI VUOLE CONTINUARE LIBERA SCELTA. se dopo i 50 perdi il lavoro sei SOLO UN POVERO “PEZZENTE” in cerca di elemosina. FORSE è più FACILE vincere la lotteria che TROVARE UN OCCUPAZIONE SERIA PUR “ACCONTENTANDOSI dell ELEMOSINA Mensile
Si continua a tenere sempre e solo conto dell’età anagrafica e mai degli anni che si sono lavorati e come si sono lavorati. Io rimango sempre dell’idea che, per un senso di civiltà, dopo un determinato numero di anni di contributi versati, uno debba poter scegliere in tutta autonomia se uscire dal lavoro o continuare. Ma non succederà mai.
Abbiamo scoperto che anche gli idioti possono ambire a un premio Nobel credo non ci sia altro da aggiungere c’è un limite per tutto si chiama DECENZA
I professori stanno seduti ad insegnare come rovinare i cittadini che devono essere sfruttati per pagare i professori.
E’ più o meno quello che ho scritto tempo fa: Nel 1960 come popolazione mondiale eravamo 3 miliardi di persone e dopo solo 60 anni siamo già 7,8 miliardi. Nei decenni 60-70-80 era abbastanza facile trovare lavoro perchè si era meno persone e non c’era ancora troppa automazione. Ma nel prossimo futuro con più persone e meno fabbisogno di manodopera cosa farà questa massa sempre crescente di esseri umani ? Il Dott. Perfetto ha spiegato tutto in maniera altamente professionale, io da uomo da marciapiede.
Credo che il Dott. Perfetto abbia centrato in pieno la replica al Prof. Pissarides. A valle di tutte le considerazioni fatte dal primo, che mi sento di approvare in pieno, mi pare che la posizione del secondo fotografi alla perfezione il carattere di arretratezza della classe dirigente, avanti negli anni, tipica del nostro paese. Gli anziani in posizione di potere non intendono cedere il passo e pretendono di dettare le condizioni a tutti gli altri, giovani e anziani (stanchi o meno fortunati o meno capaci). Ragionamenti che non si sposano con le nuove tecnologie e che non incontrano le nuove istanze economiche che nel resto del mondo invece si affermano prepotentemente aumentando il gap (generazionale ed economico) con l’Italia.
La “leggerezza” con la quale il Prof. Pissarides sentenzia circa il destino degli ultrasessanteni, come minimo, si deve tacciare di superficialità se non di presunzione rispetto alle esigenze dei lavoratori che rappresentano un universo variegato e non certo omologabile rispetto ad una unica tipologia.
Lodi al dott. Perfetto che ribadisce l’urgente bisogno di trentenni al lavoro che producano, investano, mettano su famiglia e…facciano figli senza tagliole a tradimento nel mondo del lavoro. La rivoluzione, in senso lato, dovrebbe essere copernicana perché al centro dovrebbero esserci i giovani e non gli anziani (come me che ho 62 anni, lavoro dal 1984 e che allo stato attuale dovrei lavorare altri 5 anni). La tendenza ad aumentare l’età pensionabile se nell’immediato potrebbe (?) mettere al sicuro i conti, nel futuro contribuirà irrimediabilmente ad allargare il baratro entro cui finiremo senza possibilità di recupero a meno di eventi catastrofici che riportino al punto zero …non voglio nemmeno chiamare questa cosa con il suo nome, ma penso si capisca…
Buongiorno Pissarides, prossima settimana ho il turno 22 – 6 . Per chi non è del mestiere significa dalle ore 22 alle 6 del mattino. Reparto trafile. Dottor Pissarides ti chiedo di stare con me solo una settimana e poi mi dirai se a 63 anni con 40 di contributi posso continuare a fare i turni fino a 70 anni. Se poi credi che tutti fanno il tuo mestiere è chiaro che puoi continuare fino a 80 anni. Datemi Tridico . Liberatemi. Non c’è la faccio più.
ho già fatto un commento ma non è stato pubblicato; caro Rino; con 63 anni e 40 di contributi esiste quota 100; quota 100 ti permette e forse ti permetteva anche l’anno scorso di andare in pensione se hai maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2021; che cosa aspetti? muoviti a informarti e fai la domanda se non ce la fai più; un saluto a te e ai gestori del sito
Dottore venga con me una settimana a fare il porta porta in mezzo al traffico con 40 gradi poi mi dirai?
Buongiorno.
per quanto mi riguarda il Prof. Pissarides potrebbe lavorare anche fino a 90 anni.
Chi lavora di concetti non fa certo grandi sforzi, Non si fanno sforzi per concetti corretti e di buon senso, figuriamoci per questi.
Ma chi lavora sul serio gli anni li sente eccome. E dopo 40 anni di lavoro e ripeto lavoro serio) penso si abbia anche il dirito di godersi la famiglia e/o i propi hobby.
Io ci manderei questi soloni a timbrare il cartellino tutti i giorni per 1500 euro al mese quando va bene.
Comodo stare seduti a sentenziare su ciò che dovrebbero fare gli altri. Bisogna provare per capire!
Grazie
Né Pissarodes né Perfetto ma una amplia flessibilità che copre dai 62 ai 70 anni con lievi penalizzazioni e lievi incentivazioni. È l’unica possibilità, è il futuro. Quando i nostri governanti lo capiranno sarà sempre tardi.
Un saluto
Concordo ed aggiungo anche di dare immediatamente la pensione al raggiungimento dei 40 anni di versamenti.