Pensioni anticipate 2022, Uil in pressing per quota 41 e uscita dai 62 anni

Riforma pensioni, intervista a Proietti: quali misure nella prossima legge di bilancio?

In questi giorni si é a lungo parlato dei dati che l’INPS e l’UPB (Ufficio parlamentare di bilancio) hanno presentato sull’efficacia dell’ uscita anticipata tramite Quota 100 nell’ambito dell’evento “Un bilancio di Quota 100”, si é appreso che molte meno persone rispetto a quelle che si immaginava hanno in realtà optato per questa misura di uscita anticipata. Questo se da un lato ha portato i critici di quota 100 a dire che la misura é stata ‘un disastro’ , visto che non ha portato al pensionamento del numero di persone sperate, dall’altro ha permesso un ‘tesoretto’, restano circa 10 miliardi rispetto ai 33,5 originariamente stanziati dal Decreto Legge 4/2019.

Allora in molti, soprattutto i nostri lettori, stanno spronando i sindacati a fare pressing al Governo per ottenere misure che erano considerate troppo dispendiose come la quota 41 indipendentemente dall’età anagrafica e l’uscita dai 62 anni. Dei dati e delle prospettive future reltivamente al comparto previdenziale ne abbiamo parlato con Domenico Proietti, segretario confederale della Uil. Eccovi l’intervista in esclusiva che ne é emersa:

Pensioni anticipate 2022, L’intervista a Proietti su dati quota 100 e alternative possibili

Pensionipertutti: In tanti si stanno chiedendo quali saranno le richieste del sindacato al Governo in termini di flessibilità ora che i dati di quota 100 hanno dimostrato che la misura ha sortito un effetto diverso in termini di pensionamenti anticipati da quello pensato dagli ideatori della misura?

Domenico Proietti: La flessibilità in uscita chiesta dai sindacati è un valore a doppio profilo. Quando chiediamo una diffusa flessibilità di accesso alla pensione intorno ai 62 anni, intendiamo semplicemente che lavoratrici e lavoratori devono poter scegliere quando andare in pensione, questo significa anche che chi non ha necessità di anticipare il pensionamento, o semplicemente chi ha voglia di restare in attività può farlo.  I dati sulle sperimentazioni come quota 100 ed ape sociale parlano chiaro non tutti i lavoratori che possono andare in pensione lo faranno esattamente alla prima finestra disponibile. La scelta di andare in pensione è soggettiva ed è legata a moltissimi fattori: la tipologia di mansione svolta, il reddito previdenziale atteso, la situazione familiare o personale, ma anche alle semplici aspettative e attese del pensionando.

Pensionipertutti: Ma Ape sociale e quota 100 sono state davvero così ‘disastrose’ o a suo avviso potrebbero essere prorogate se venissero apportate dei correttivi per migliorarle e renderle maggiormente fruibili?

Domenico Proietti: Certamente l’Ape e quota 100 sono misure perfettibili e presentano criticità e difetti che abbiamo spesso sottolineato, ma misurare la necessità di riportare la flessibilità in un sistema rigido come il nostro su dati econometrici, sterili e distanti dal valore sociale di queste misure, è una speculazione.

Pensionipertutti: Allora quali dati andrebbero tenuti in considerazione se si parla di bilanci delle misure e di pensioni?

Domenico Proietti: l dati oggettivi sono che in Italia abbiamo l’età legale di pensionamento più alta d’Europa, praticamente l’unica agganciata automaticamente ad un doppio meccanismo di incremento in proporzione all’aspettativa di vita, sull’età di accesso e sull’importo percepito, con una contribuzione obbligatoria che è largamente la più elevata di tutti i Paesi europei. Bisogna partire da queste considerazioni quando si parla di pensioni, ma soprattutto bisogna ricordarsi che i pensionati ed i lavoratori non sono numeri asettici ma sono milioni di persone e milioni di famiglie.

Valutare la previdenza italiana solo sulle tabelle è quello che ci ha portati a questo punto, quello che ha portato a vedere le pensioni come una cassa alla quale attingere per far quadrare i conti.

Pensioni anticipate 2022, Le proposte della Uil: quota 41, via dai 62 anni e tutela giovani e donne

Pensionipertutti: Le va allora di articolarmi la proposta che la Uil presenterà al Governo tenuto conto delle giuste considerazioni su esplicitate?

Domenico Proietti: La nostra proposta è articolata su più punti proprio perché non si può pensare di risolvere il tema pensioni con una misura panacea.

Chiediamo, quindi, una flessibilità diffusa intorno ai 62 anni di età e una pensione anticipata con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica. Parallelamente per i più giovani vanno superati i requisiti reddituali oggi richiesti per accedere alla pensione nel sistema contributivo; subordinare l’accesso alla pensione all’importo dell’assegno è un’ingiustizia che penalizza chi invece andrebbe tutelato, ovvero, coloro con carriere discontinue o con retribuzioni più basse costringendoli a lavorare fino a 71 anni.

Inoltre, la commissione istituzionale per la valutazione della gravosità delle mansioni ha ribadito, con dati scientifici, quello che tutti sapevamo, ma che alcuni tecnici ancora tendono a dimenticare, i lavori non sono tutti uguali e che da diversi lavori derivano differenti aspettative di vita e rischi per la salute.

Per questo la nostra idea di flessibilità non può prescindere dalla revisione della pensione usuranti, che preveda un ampliamento delle categorie e la piena esigibilità della misura. Così come, si deve riconoscere previdenzialmente la soggettività delle carriere lavorative con l’accesso anticipato per chi ha svolto o sta svolgendo lavoro di cura di un familiare con disabilità, che in Italia sono prevalentemente donne, valorizzando pienamente la maternità, anche con maggiorazioni contributive, tutelando le carriere discontinue e valorizzando anche i periodi di formazione.

In questo periodo di grandi crisi e di mutamenti sociali è il momento di riportare l’equilibrio sociale al centro del sistema previdenziale, come valore assoluto e come obiettivo da perseguire.

Non possiamo che ringraziare per la solita disponibilità al confronto Domenico Proietti, segretario confederale della Uil. Ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che è tenuto a citare la fonte.

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50 commenti su “Pensioni anticipate 2022, Uil in pressing per quota 41 e uscita dai 62 anni

  1. Io non capisco perché uno che ha un invalidità dell’87xcento è non può più lavorare non possa avere una pensione in base ai contributi anche una minima pensione

  2. Proietti, se vuole risolvere il problema delle pensioni si batta con pugno duro coinvolgendo anche gli altri sindacati non facendo più chiacchiere ma fatti concreti con la speranza che dal 1 gennaio 2023 si possa andare in pensione con i benedetti 41 anni che sono ” tantissimi”. Grazie.

  3. Non mi pubblicate mai ….. è possibile che i soldi per gli altri immigrati, reddito di cittadinanza,armi per l’ Ucraina ecc,i soldi li trovano invece per noi lavoratori che paghiamo le tasse e i contributi non ci lasciano andare in pensione dopo 40 anni di lavoro questa non è democrazia è sfruttamento di noi lavoratori saluti

  4. Fare lavorare una persona dopo i 60 anni …E omicidio di Stato .!! Già muoiono ogni giorno troppi lavoratori sul luogo di lavoro , quindi se vogliamo essere un paese serio e con dignità , una persona che ha raggiunto i 60 anni stop , via in pensione al di là dei contributi versati . Questo sarebbe democrazia e rispetto dei lavoratori. Senza contare che un pensionato con un po’ di salute …fa girare ancora l’economia …perché spende . 29 / 06 / 2022

  5. 41 anni senza limiti di età, una proposta giusta, grazie alla uil che se ne sta occupando, liberera’ tanti posti di lavoro a favore dei giovani che sono in giro in preda della malinconia perché vorrebbero realizzare il sogno di sistemarsi e formare una famiglia, che ormai in Italia scarseggiano, mentre aumentano sempre piu’ le persone non italiane

  6. Buon pomeriggio Dott. Proietti ho 55 anni di età e 35 di contributi, sono una docente e mamma di una quarta figlia disabile grave , art.3 comma 3. Andrei in pensione anche domani …sono molto stanca e mia figlia di 12 anni ha bisogno sempre più di me. Possibile che uno Stato civile come il nostro non abbia contemplato simili realtà? Mi dicono che sono giovane …certo, vengo penalizzata per essermi rimboccata le maniche e vinto un concorso a 20 anni! È inaudito! Mi dessero i 35 anni di contributi versati e mi lasciassero fare la madre in maniera dignitosa. Grazie se vorrà rispondermi anche in privato.

  7. 41 anni e 63 è più che sufficiente. Non abbiamo tutti la stessa vita. Rialziamo la testa sciopero ad oltranza. La vita è la nostra

  8. Sento chiacchiere a non finire. Ai perdenti al governo non arrivano queste chiacchiere, loro sono tutti d’accordo a sfruttare i lavoratori. Unica cosa da fare è sciopero ad oltranza e bloccare tutto, pazienza per un mese si mangia pane e cipolla tanto questi bravi uomini e donne che fanno finta di comandare non decidono nulla come non danno nulla i sindacati. Una volta il covid un’altra volta gli sbarchi clandestini, poi ancora la gierra, ora ancora sbarvhi, adesso il vaiolo delle scimmie ed i nostri contributi che fine hanno fatto???? Son finite iti i soldi? Scendere in piazza e bloccare tutto ma proprio tutto fin quando non fanno la riforma come dicono i lavoratori e non come stabiliscono loro. Blaccare tutto ed andare ad elezioni immediatamente. Flessibilità in uscita. Bello chiedere q. 41 ma per il nord mentre per il sud non basterebbe nemmeno quota 25. Siate responsabili per favore

  9. Speriamo davvero in un pressing assillante per quota 41 e uscita dai 62 anni…non soltanto da parte della UIL ma anche degli altri sindacati…ormai è ora di aumentare la pressione, contro la “melina” del governo occorre un pressing incessante per riaprire il tavolo e magari far approvare le suddette proposte…non c’è più tempo da perdere!

  10. Secondo me bisogna tornare al sistema delle quote, che esistevano già prima della legge Fornero (infatti si andava con quota 95, poi 96, 97 ecc…) ovviamente senza i paletti che vengono messi per farne degli impossibili ambi secchi.
    Se la quota è la somma degli anni di contributi con l’età anagrafica, fissati determinati equi parametri di accesso, a me sembrerebbe essere ancora la soluzione migliore e che può corrispondere al meglio alle più svariate situazioni.
    Forse mi sbaglio, ma la semplicità delle quote renderebbe superflui tutti i discorsi che stiamo facendo ormai da anni sulla pensione anticipata.
    Avendo però di fatto smantellato il vero sistema delle quote, una equa riforma pensionistica deve per forza tenere conto delle esigenze dei due gruppi: coloro che hanno già raggiunto un alto numero di contributi, ma che sono considerati ancora troppo “giovani” per pensionarsi e coloro che sono già avanti con l’età ma non hanno maturato l’enorme cifra dei contributi richiesti.
    Non è meglio e più semplice a questo punto ripristinare il vecchio sistema delle quote con correttivi bilanciati, cioè graduali, e non fuori dal mondo?
    Grazie per lo spazio.

    1. Le quote ci sono … infatti chi non ha raggiunto quota100 nel 2021 può illudersi di rientrare nella quota 102 del 2022 … perché si sa che i miracoli accadono …. E Se non arriva il miracolo ed è esodato aspetta il 2024 o oltre e nel frattempo imparare a vivere “sospeso “ per esempio può smettere le spese superflue come mangiare due o tre volte al giorno , o smettere i controlli che il medico consiglia per evitare di pagare i ticket , e pregare perché non si guasti qualche Elettrodomestico. Questa è la realtà che vivono le persone , ma per i politici siamo solo statistica..

  11. Stanca di chiacchiere , in attesa del dicembre 2026 – previo cambiamento per aspettativa di vita – in attesa di una pensione per oltre 30 di lavoro da precoce poi lasciato per cambiamenti organizzativi dovuti a malattie e lutti in famiglia -qualcuno doveva prendere mio figlio da scuola e mi è stato negato il partime … – attualmente non posso più permettermi di pagare tasse più semplici come la tari e neanche di fare il bollino alla caldaia , tremo ad ogni bolletta . Una piccola attività occasionale che inizialmente era il reddito aggiuntivo di famiglia ora – persi gli impieghi – è diventato l’unico sostegno che ci permette di sopravvivere … ma che ci ha negato la possibilità di ottenere isopensione , Naspi o altri sostegni statali come il rdc … dato che non mungi dallo stato devi fare con quello che hai … io esodata fornero certificata itl esclusa per paletti anagrafici , mio marito esodato da quota 100 per 3 mesi di ritardo .. se nasceva settimino forse ci rientrava … sono sempre stata precisa nell’ adempiere il dovere di cittadina ora dico basta … io sento che nulla devo ad uno stato che si è dimenticato di me …

  12. Leggo tanti commenti che ognuno tira l’acqua al suo mulino chi è vicino ai 41 commentano 41 per tutti pensando alla panza loro a 62 due anni sei già mezzo acciaccato e diciamocelo lasciare posto ai giovani che non hanno futuro….ho detto tutto!

    1. Salve, lei crede che chi ha lavorato per 41 anni e con lavoro considerato gravoso non abbia il sacrosanto diritto di andare in pensione! Senza sentirsi critiche ingiuste

  13. Bisogna approvare di andare in pensione a 41 anni di servizio a prescindere dall’età. Ma i nostri politici lo sanno cosa vuol dire lavorare 41 anni? credo di no….. è un diritto godersi la pensione dopo mezzo secolo di lavoro

  14. Per un rispetto dei diritti umani dei poveracci che hanno sempre faticato nella vita 35 anni di lavoro al servizio dei porci industriali credo che siano anche troppi. Di che cosa ancora discutiamo?

  15. Confermo quanto detto da il Sg. Rino.
    Da noi qualche settimana fa sono state disdette ~ 8 tessere sindacali ma voci di corridoio andranno ad aumentare nelle prossime settimane.
    Ribadisco e godo quando sento che si incomincia a disdire tessere perchè come detto a partire dal 2023 nei percettori del reddito di cittadinanza ci sarà qualche ex porta borse dei sindacati
    Conclude e parlo a tutti i prossimi 41unisti il giorno che staccate i 2132 bollini fregatevene di quello che sara il giorno dopo tanto come si suol dire se dobbiamo cadere noi cadiamo in piedi

    1. Caro Fausto, purtroppo da diversi anni il sindacato non vive più con l’entrate dei tesserati ma con i servizi che eroga attraverso i vari patronati. La tessera è un di più. Ed è per questo che si sono allontanati dal lavoratore. Oggi vivono con i servizi che erogano ai pensionati ed ai lavoratori. Le tessere non contano più nulla, o meglio conta il numero dei tesserati. Ma badate bene che quel numero si puo gonfiare velocemente e senza troppi costi….
      Cio’ detto sono decenni che tutti i sindacati si nascondono, non fanno nulla per noi lavoratori, basti pensare che fine ha fatto l’art. 18, per non dire l’entrata della legge Fornero. Hai visto mai uno sciopero? Su via chiediamoci se veramente servono ancora? Ho visto chiudere molte aziende con centinaia di lavoratori e il sindacato era inesistente, a volte si schierava da parte dell’impresa.
      Morale il vero sindacalista, che iniziava a lavorare in fabbrica e che poi veniva eletto dai suoi collaboratori e che poi difendeva i loro diritti non esiste più è una specie in estinzione.
      Sai quando vedi i sindacati, alle feste sull’aia a bere qualcosa e a farsi belli in cerca di consensi pre elettorali….

  16. non riesco piu’ ha trovare parole per tutte queste persone che gestiscono la nostra vita.Perche’ i politici con cinque anni di legislatura si fottono la pensione,e noi siamo qui ad aspettare,dopo aver versato contributi e tasse,e’ come se ci facessero un favore.Ringraziamo quella signora che ha portato la pensione a 67 anni,le auguro con tutto il cuore che il diavolo se la porti.

    1. Condivido il pensiero sulla signora, si fa per dire, che ha deciso il destino infame delle persone che lavorano da una vita

  17. Vada per i 41 anni di contributi (sono un’eternità). esempio pratico: io ho 59 anni (sono pieno di acciacchi) andrò in pensione tra 4 anni e 4 mesi, con la legge fornero: Dunque se tutto va bene, salute permettendo, poniamo il caso che riesca a vivere ancora 20 anni (che Dio m’assista)… vuol dire che ho versato 43 anni di contributi per usufruirne circa la metà (soldi miei). E’ un furto !!!

  18. SIGNOR PROIETTI È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO CHE CHI HA GIÀ 41 ANNI DI LAVORO ED È DISOCCUPATO DA TANTI ANNI POSSA “FINALMENTE” ANDARE IN PENSIONE SENZA PENALIZZAZIONI ! IL LAVORO NON LO TROVERÀ MAI PIÙ ! SIAMO DA DA SEMPRE DIMENTICATI DA TUTTI !!! (NON SIAMO STATI NEANCHE DEGNATI DEL BONUS DA 200 EURO POICHÈ ORMAI DA TROPPO TEMPO FUORI DAL MONDO DEL LAVORO ..) SIGNOR PROIETTI RIPETO : I DISOCCUPATI DA ANNI CON GIÀ 41 DI CONTRIBUTI ALLE SPALLE DEVONO POTER ACCEDERE ALLA PROPRIA PENSIONE SENZA PENALIZZAZIONI ! È URGENTISSIMO, VI SUPPLICHIAMO INTEVENITE SUBITO ! NON CE LA FACCIAMO PIÙ ! GRAZIE !

  19. Non mi stancherò mai di scriverlo
    41 anni di contribuiti sono più che sufficienti per una meritata e decorosa pensione, senza alcuna penalizzazione, senza finestre e artifizi vari.
    Provate vi a lavorare 41 anni veri.
    Tutto il resto sono dei bla’ bla’ bla’

  20. Parole, parole, parole soltanto parole……
    Vero è che 41 anni di contributi sono un eternità.
    Vero è che se ne parla tanto ma alla fine non se ne fa nulla.
    Vero è che chi aveva 40 anni quando abbiamo iniziato a discuterne su questo sito ora ne ha 42 e difficilmente usufruirà dei 41 x tutti.
    Vero è che il governo e il Ministro Orlando sono dormienti.
    Vero è che i sindacati sono immobili, non fanno nulla a favore dei lavoratori ormai da qualche decennio.

  21. Buongiorno ho 63 anni ad Ottobre e ben 38 anni di contributi, sono entrato tardi nel mondo del lavoro, quando andrò in pensione?
    Nella vita non siamo tutti fortunati nel lavoro (intendo trovarlo subito) come anche per la salute, ma nel mio caso con le leggi che i politici modificano anno per anno posso dire tranquillamente che sto inseguendo la pensione, salendo sul famoso “scalone”.
    Grazie

    1. Mauro, diciamo che sei in quella situazione di avere l’età ma per quota 100 non più; per 102 nemmeno visto che vogliono i 64 anni; e le evoluzioni future? bella domanda; proposta tridico? promesse elettorali? come sopra; forza e coraggio saluti a te e ai gestori del sito

  22. Ieri c’è stata una riunione sindacale nell’azienda in cui lavoro. I sindacati sono stati contestati per il loro immobilismo ( ma questo era evidente a tutti). La cosa che mi preoccupa è che tanti lavoratori dicevano di non rinnovare la tessera e di iscriversi al sindacato di base. È chiaro che se i sindacati non fanno qualcosa di serio lasciano il campo libero ai populisti. Dott. Proietti, questo è il rischio che si sta correndo. Buon lavoro.

  23. Sono d’accordo su quota 41. Si parla anche di agevolare le donne che hanno avuto figli, giusto. e quelle che non li hanno potuti avere e si sono presi cura dei genitori per oltre 10 anni ? Non andrebbe riconosciuto anche per loro un bonus? Da premettere che le mamme si prendono cura dei figli in giovane età ed in possesso di tutte le forze, invece i careviger si sono presi cura dei loro cari in età avanzata e curare un anziano è molto più complesso. Magari hanno avuto la sfortuna di perderli ed ora non avranno nessuna agevolazione.

  24. xche’dobbiamo pagare tutto x tenere questi mancioni al governo? e una vergogna io la pensione mela voglio godere adesso che sono vivo,

  25. quota 41 subito almeno per gli uomini che hanno un’aspettiva di vita di 5/6 anni inferiore a quella delle donne …. sicuramente sarebbe un passo avanti e una dimostrazione di civiltà del governo e altrettanto sicuramente non sarà una manovra costosa in quanto gli uomini che possono vantare 41 anni di contributi sono sempre meno.

  26. Sarebbe utile sapere il parere anche dei principali Partiti, oltre che dei Sindacati ….
    Il tempo stringe e bisogna svegliare un po’ tutti i ‘protagonisti’

  27. Buongiorno a tutti. Vedo che con insistenza si parla di quota 41 per tutti,benissimo era ora dopo anni di chiacchiere, ma no si faccia come quota 100 ,nel senso xhe la vera quota 100 doveva essere senza paletti,minimo 62 anni e 38 di contributi, con le vergognose conseguenze che chi aveva 40,41 anni lavora ancora.Se si pensa di fare quota 41 con il ricalcolo contributivo ,non credo sia onesto per i Lavori essere presi per i fondelli per l’ennesima volta.Finiamola.
    Buon Lavoro

  28. Il problema ché si fanno mille ipotesi ma la verità questo governo nn sé né frega nulla di riformare la Fornero.
    La cosa che mi domando se veramente è vero che 41 costa 4,5 miliardi ogni anno, lo stesso Proietti in una intervista sconfessasse tale somma .

  29. Sono mesi che Proietti dice le stesse cose ,ormai è un ritornello per non dire un disco rotto- la proposta dei 62 anni di uscita non sarà mai accettata da Draghi, a meno che non si usano i metodi alla francese, quindi è inutile propinarci queste proposte, ma si passi ai fatti- se volete cari sindacalisti spingete per la proposta di Tridico che non costa tanto rispetto a 41 e 62 anni – chi si accontenta esce ,altrimenti tira avanti fino a 67,almeno c’è una via di fuga per che vuole lasciare- finiamola col chiedere la luna e chiediamo una cosa fattibile e alla portata di noi sofferenti ultrasessantenni che siamo alla frutta.

    1. Sig Sergio 41 o 62 a differenza di quello che ci vogliono far credere è fattibilissimo. Ma lei pensa veramente che al Governo ci siano persone che pensano di fare il bene massimo ai pensionati? Per loro non sarà neppure fattibile a breve andare a 67 anni e diranno che non sarà sostenibile. Guardi che per loro è fattibilissimo andare in pensione a 65 anni , con circa 1400 euro al mese avendo fatto nella propria vita SOLO 4 anni 6 mesi e 1 giorno su quelle poltrone !
      Bisogna lottare per ciò che è giusto. E 41 anni di lavoro o 62 anni di età sono più che giusti. Elimino sprechi, mega stipendi , vitalizi , riformino il reddito di cittadinanza che lapida , fatto così, milioni di euro in truffe, trovino veramente e facciano pagare gli evasori che in Italia lapidano 100 milardi di euro all’anno. Non ci vengano a raccontare che non è fattibile .

    2. È proprio vero da quasi due anni non sento ripetere che le stesse parole, il governo se ne strainfischia e i sindacati gli reggono il moccolo! Facciano propria la proposta Tridico,con sconti per le madri lavoratrici, e soprattutto diano un out out al governo minacciando uno sciopero serio che blocchi il paese. Particolari complimenti al ministro del lavoro e a tutto il PD che dovrebbero fare loro questa battaglia anziché lasciarla in mano ai Durigon di turno che già di disastri ne hanno combinato abbastanza

  30. La povertà continua aumentare e siamo arrivati a quasi 6 milioni di indigenti. BASTA CON INUTILI SUSSIDI DI STATO CHE NON RISOLVONO IL PROBLEMA! Perché io che ho quasi 64 anni, devo sopravvivere col RDC, quando ho versato un sacco di imposte e contributi? Mandatemi in pensione e utilizzate i miei 22 anni di INPS. Ho pure 12 anni di Cassa Privata Obbligatoria che potrebbe essere utilizzata pro quota, come la pensione ordinaria. Ho pure militare e disoccupazione.
    Aggiungo anche non ho nemmeno la salute per lavorare faticosamente.
    SIAMO DIVENTATI FORSE L’UFFICIO COMPLICAZIONE AFFARI SEMPLICI?
    Noi italiani veniamo forse dopo immigrati e Ucraini, per i quali spende di più?
    Povera Italia, capisco anche che è più urgente mandare armi all’estero che aiutare i derelitti del Paese. Stiamo forse diventando tutti matti? Andiamo verso il baratro ridendo e scherzando, agli ordini di potenze straniere.
    Svegliamoci!

  31. Uso una metafora ci sono in un parcheggio contenente dieci posti auto tutti occupati quindi è ovvio che qualora ne arrivino altre dovranno aspettare che qualche autista esca per potervi accedere questo vale anche per il mondo del lavoro se teniamo le persone nelle aziende sino alla soglia dei settantanni stanche e demotivate i giovani rimarranno disoccupati a vita non potendo ne costruirsi una famiglia ne avere figli io proporrei al caro Draghi e Company una proposta basata a sessantatre e quarantuno di contributi facendo vedere un’apertura e una volontà di chiudere definitivamente la pratica PENSIONI qualora fosse bocciata scioperi generali ad oltranza e maggiore coesione sindacale.

    1. a 62 anni e 41 di contributi ci vai in pensione; e la pensione la vedi nel 2027 e intento ti mangi quella integrativa; poi se avvengono i miracoli ma i miracoli non avvengono; saluti a te e ai gestori del sito

    2. Buongiorno, il problema è che nel suo parcheggio ci sono suv e macchinoni che ocupano due stalli ciascuno. Pensioni d’oro vitalizzi ecc.. ecc..

    3. Infatti Luigi questa e’ stata la proposta che la lega aveva proposto in sede di governo.Ma di questo non se ne parla piu’?

  32. quota 41 subito almeno per le donne….sicuramente sarebbe un passo avanti e una dimostrazione di buona volontà del governo e altrettanto sicuramente non sarà una manovra costosa in quanto le donne che possono vantare 41 anni di contributi non sono certamente molte come gli uomini.

    1. Caro Gianni guarda che le donne sono più longeve rispetto agli uomini semmai il contrario cosa che non condividerei comunque non deve esserci disparità di sesso quindi quello che si mette in campo deve valere per entrambi i sessi

    2. ma chi li ha 41 anni di contributi scusa? la riforma vera è quella di dare la possibilità a chi vuole di uscire prima dal lavoro vale a dire a 62/63 anni!!

    3. Le donne hanno lottato per avere la parità di genere. L’ aspettativa di vita e superiore di 5 6 anni rispetto agli uomini. Anche i lavoratori partecipano attivamente alla cura della famiglia 👪. Penso onestamente alle donne che non hanno potuto avere figli, per loro allora che si fa? 41 anni sono un’eternità per chiunque! Noi precoci cosa dovremmo dire? I migliori anni della nostra vita a lavorare, non tutti purtroppo nascono in famiglie agiate. Fate questa quota 41 o chiamatela come volete per farci andare finalmente in PENSIONE!!!

  33. Buongiorno dottore.Proietti. Le chiedo di sollecitare un tavolo con il governo affinché si possa fare una vera riforma delle pensioni e che possa superare lo strazio della legge Fornero. Ho 63 anni compiuti. Turnista in un reparto di trafileria. È veramente duro. L’azienda ,con questo caldo insopportabile che si avverte nel reparto , ci sta aiutando con i sali minerali e con le pause. Ma è giusto tutto questo? Mi creda dottore ,a 63 anni , non si ha più il fisico per fare questo tipo di lavoro. La RSU interna ha chiesto al datore di lavoro di dare agli ultrasessantenni altre mansioni ma purtroppo la risposta è stata negativa( non hanno altre mansioni per noi) . Mi domando: è eticamente giusto presentare il certificato medico?a I ns politici lo sanno come si lavora in certe aziende? E non è il solo problema della mia azienda. Grazie

    1. Rino, fammi capire: ma quanti anni di contributi hai? perchè se hai già compiuto 63 anni tutto dipende dal numero di anni di contributi; se l’anno scorso ne avevi 38 fai la domanda per quota 100; altrimenti? ………………………………………………….forza e coraggio; saluti ai gestori del sito

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