Prosegue il dibattito sulle pensioni anticipate in vista del nuovo incontro Governo –sindacati che si terrà il prossimo 7 febbraio, tra le proposte sono due quelle che continuano a tenere vivo il dibattito sul nostro sito e sui social: la proposta recente del Prof, Raitano e la proposta ormai nota del Presidente Tridico. In estrema sintesi la prima prevedrebbe una penalizzazione sulla sola parte retributiva pari al 3% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 attuali, sebbene non sia stato ancora chiarito da quale età si potrebbe accedere alla quiescenza. La seconda prevedrebbe una sorta di pensione in due tranches, la prima dai 64 anni ove si percepirebbe solo la parte contributiva, a cui si aggiungerebbe dai 67 anni anche la parte retributiva.
Entrambe le proposte sono parse molto interessanti ai nostri lettori, che hanno lasciato tantissimi commenti positivi sulle due, partendo dal fatto che si tratterebbe comunque di opportunità aggiuntive ed opzionali che andrebbero nella direzione, tanto auspicata dai più, della flessibilità in uscita. Eccovi in dettaglio il parere di buona parte dei nostri lettori, vi è anche una minima parte che ritiene la proposta Raitano penalizzante per chi ha iniziato a lavorare prima, di questo aspetto tratteremo in un prossimo articolo per evitare di mischiare le due questioni.
Pensioni anticipate 2022: Ok anche alla proposta Raitano, da associare a quella Tridico?
Susanna: “A me piace la proposta Tridico, ma se non passa mi va benissimo anche la proposta Reitano. Basta che mi venga data una possibilità di andare almeno a 65 anziché a 67, senza passare interamente al contributivo, dato che rientro nel sistema misto e questo è un mio diritto acquisito. Le mie scelte altrimenti si sarebbero orientate in modo diverso”
Aldebaran: “La proposta di Reitano è decisamente penalizzante, quella di Tridico mi sembra invece sensata (ed anche conveniente per i conti dello stato). Dovrebbe essere un’opzione disponibile per qualsiasi lavoratore in regime misto, soprattutto per chi è attualmente disoccupato e vicino alla soglia dei 63/64 anni. Si legge di presunte contrarietà da parte delle organizzazioni sindacali.
Contrarietà a mio parere immotivate, dato che l’opzione sarebbe su base volontaria ed ognuno dovrebbe poter essere arbitro del proprio futuro, senza subire limitazioni per quello che riguarda le scelte disponibili”
Flavio: “Vorrei aggiungere che il 3% è una ovvia ed equa riduzione dell’assegno pensionistico e non una penalizzazione. Faccio un esempio: se vado in pensione a 67 anni con un assegno di 10.000 euro l’anno percepirò’ all’età di 82 anni un totale di 150.000 euro. Se vado in pensione a 62 anni con una decurtazione del 15% percepirò un assegno pensionistico di 8.500 euro per 20 anni e all’età di 82 anni avro’ percepito un totale di 170.000 euro”
Antonio: “La proposta Tridico separa quanto maturato a livello retributivo e quanto maturato a livello contributivo senza penalizzazioni per chi vuole andare prima in pensione e senza pesare su conti pubblici. Quest’ ultima proposta può essere affiancata alla proposta Tridico. Chi vuole andare in pensione anticipata con 41 anni di lavoro deve capire e accettare che la propria pensione è calcolata almeno per il 60% su una maturazione a livello retributivo e non contributivo, questo anticipo peserebbe sui conti pubblici e su noi tutti. Suddividere la quota maturata contributiva dalla quota maturata retributiva e la forma più corretta, se penalizzazioni sono da fare per anticipare la pensione vanno solo sulla parte maturata retributiva”.
Anna: “Sono pienamente d’accordo. Proposta accettabile e da sostenere. In quanto opzione viene lasciata al singolo lavoratore la scelta di accettarla o meno. Quello che mi auguro è che venga data possibilità di cumulo gratuito tra più gestioni. In caso contrario sarebbe una beffa”
Sergio: “Ecco una proposta ragionevole che si affianca a quella del Presidente Tridico, che potrebbe finalmente aiutare e liberare chi non ne può più, per anni che pesano sul groppone, per problemi di salute e cosi via– ora sta ai Sindacati discuterne e fare in modo che passi magari una soluzione che sia una via di mezzo tra le due proposte– cioè, per chi ha il misto magari anticipare la quota contributiva a partire da 63 anni ma con una penalizzazione del 2% sulla retributiva, ma solo fino a 67 anni, dopodichè si fa il calcolo di tutto quello che spetta tra retributivo ante 1996 e contributivo post 1996- solo cosi sarebbe meno penalizzante l’anticipo proposto e credo che non peserebbe tanto sulle casse statali- ma soprattutto sarebbe in linea col principio di equità nei confronti di chi ha superato i 62 anni e non è riuscito ad uscire con quota 100 e nemmeno 102- tra oggi 27 gennaio e il 3 febbraio quando si parlerà di flessibilità e poi il 7 febbraio quando si tireranno le somme………ASPETTIAMO CHE SI RISOLVA LA QUESTIONE , e che si faccia partire la riforma da aprile 2022- che senso ha farla partire da gennaio ’23 ? la Fornero fu fatta in poche settimane…..quindi DIAMOCI UNA MOSSA CARI SINDACATI!!!!!! l’attesa è durata pure troppo”.
Pensioni anticipate 2022: Meglio proposta Raitano o Tridico?
Laura M: “Che saggia proposta!!! …magari!!!…io non posso accedere ad opzione donna solo perché non viene considerata la gestione separata…e spero che venga considerata un’età anche di 59 anni!
Rosario: “Questa proposta, per altri versi appetibile, nasce con un vizio intrinseco: chi ha un maggiore numero di anni nel retributivo perderebbe in proporzione di più, da questo punto di vista la Tridico è più equilibrata”:
Parassita: “Ottima opportunità e mi augurerei che i sindacati, preso atto del favore dei lavoratori, la sostenessero vigorosamente. Con una controparte governativa caratterizzata da una impronta meramente tecnocratico-contabile si deve andare con la carta in mano della sostenibilità altrimenti il Dott. Draghi si alza e se ne va”
Emilio: “Sarebbe una ottima soluzione e ricordo, a chi soffrisse di crisi di panico, che la flessibilità è una opportunità a chi non conviene c’è sempre la strada ordinaria (anticipata e vecchiaia) naturalmente con il sistema misto”
Emilio63: “Questo non è certo il mio sistema pensionistico ideale ma data la situazione non mi sembra ci sia molto margine di manovra, soprattutto perché il presidente del consiglio Draghi mi pare sia stato chiarissimo su un punto, ovvero non ci sarà nessuna riforma se questa intaccherà i conti pubblici, in altri termini si potrà spendere o uguale o meno di quello che farebbe oggi la riforma Fornero. Detto questo, che quindi diventa un punto imprescindibile per qualsiasi riforma futura, cerco di fare un esempio semplice: Supponiamo che la signora Maria vada in pensione anziché con la legge Fornero con 41 anni e 10 mesi contributi versati, con una ipotetica quota 41 futura, ovvero 10 mesi prima, questo comporta un costo maggiore ipotizziamo di 10.000€ se la sua pensione fosse di 1.000€ al mese per le casse dello Stato. Poiché l’assunto è che la riforma non possa costare di più, bisogna in qualche modo recuperare quei 10.000€, e la proposta Tridico è forse una delle più ragionevoli attualmente disponibili, quindi per analogia, se per la pensione di vecchiaia viene anticipata a 62 anni dai 67 ovvero per 5 anni, si ottiene per un primo periodo l’assegno col contributivo e successivamente col misto, con la stessa analogia per 5 anni anche con quota 41 sarà pagata col contributivo per i primi 5 anni e poi col misto. Ipotizzando sempre il caso della signora Maria, per 5 anni percepirà 850€ e poi i suoi 1.000€. Questo comporta un taglio di 150€ per 13 mensilità (1950€ annui) per 5 anni ovvero circa i 10.000€. Considerato poi che molte donne aderiscono ad opzione donna dove il calcolo dura per sempre non mi pare una follia la proposta di avere il calcolo contributivo per un periodo limitato di anni rispetto ad averlo per tutta la vita.
Antonio: “L’unica proposta di flessibilità per tutti i lavoratori di uscita anticipata, che non penalizza nel dover accettare compromessi al ribasso e allo stesso tempo non aumenta il debito dello stato che andrebbe pa pesare su Tutti è la proposta Tridico. Le altre proposte o penalizzano troppo il lavoratore ( anticipare l’uscita dal lavoro accettando il ricalcolo della pensione al 100% con il contributivo ) o pesano troppo sul debito pubblico ( non si possono togliere anni di previdenza a tutti a carico dello stato che siamo noi ). La proposta Tridico è rivolta tutti i lavoratori con un minimo di 30 anni di contribuzione. Il lavoratore in difficoltà per l’età di lavoro a partire dai 63 anni, senza rimetterci di pensione effettivamente maturata, pur di uscire prima, accetta di percepire dai 63 anni la parte relativa ai contributi effettivamente versati ( si tratta di un anticipo di cassa per lo stato ma non di aumento del debito pubblico) e all’età di pensione di vecchiaia percepisce in aggiunta l’altra quota maturata sul retributivo ( in questo modo non perde nulla della pensione effettivamente maturata al 100% ). È l’unica proposta credibile e presentabile che non va a penalizzare alcuno e garantisce la necessità di non apportare altro debito a carico dello stato. Grazie molte per lo spazio dedicato”
Se non avete ancora avuto modo di commentare e vi va di farlo diteci la vostra opinione sui commenti altrui e l’eventuale preferenza, per noi resta molto importante al fine di comprendere i vostri desiderata e fare domande mirate poi nel corso delle interviste che sottoponiamo ai politici ed ai sindacalisti che gentilmente ci dedicano il loro tempo.
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Il Presidente del Consiglio a che età ha percepito la pensione?
I Parlamentari a che età maturano il diritto alla pensione e dopo quanto anni contributivi?
Allo stato chi ha maturato 38 anni contributivi va in pensione mentre chi ha 41 anni di contributi non ha diritto perché non ha l’età e quindi deve continuare a lavorare sebbene vanta un periodo lavorativo più lungo
Con le proposte che leggo dovrebbe essere anche penalizzato
Se ho cinque anni di contribuzione percepisco una pensione di circa 600 euro se ho ventuno anni di contribuzione percepiro una pensione di 900 euro
Dove è la proporzione
Caro Giovanni.
Ti fornisco la mia spiegazione sul loro concetto di proporzione o di peso.
Esiste un solo presidente del consiglio, esistono una manciata di ministri, esiste qualche centinaia di sottoposti e diciamo pure un migliaio di parlamentari, ora e da sempre. Non la faccio ulteriormente lunga la lista, ma ci capiamo benissimo lo stesso.
Poi, dall’altra parte, esiste un mondo variegato di pensionati il cui zoccolo duro è di milioni che a fatica e forse raggiunge i 1.000 euro al mese.
La loro calcolatrice funziona col principio della bilancia a due piatti, quella che per gli antichi greci era il simbolo di Themis, dea della giustizia ora raffigurata nei tribunali.
Su uno dei piatti i loro privilegi e dunque i loro costi, sull’altro piatto i nostri non privilegi e dunque i nostri costi.
Forse vuoi che non sappiano il principio della fisica delle due forze peso a confronto sui piatti? No lo sanno bene, ma ti dicono che alla luce del debito è il nostro che pesa troppo … e poi: “ Noi Siamo Noi e voi non siete un (BIP)” come diceva il marchese quando gettava al popolo le monetine.
Saluti
Buongiorno,
Ho già espresso qualche tempo fa la mia preferenza. Ad oggi confermo e spero per la proposta Tridico.
Non aggiungo altro
Sono due proposte che vanno nella direzione di una flessibilità in uscita e vanno bene soprattutto per chi non ha molti anni di contribuzione. Niente in contrario se l’anticipo valesse anche per la pensione di anzianità . Mi spiegate perchè io che avrò 42 anni e 10 mesi a 64 anni non debba poter usufruire di un anticipo pensionistico ? Per esempio al compimento di 41 anni di contributi o 62 anni potrebbero applicare la proposta Tridico o Raitano fino al raggiungimento di 42 anni e 10 mesi . Qui si parla giustamente solo di chi andrà con la pensione di vecchiaia. Ma chi ha più contributi deve necessariamente lavorare fino allo sfinimento?
Massimo, se ognuno guarda solo al proprio interesse.
Lavora sino ai 64 anni, tanto non fai un lavoro usuranti.
Claudio da Bologna
Ma la volete capire che con le nostre chiacchiere o con i conti dei Tridico e ora dei Reitano non si va da nessuna parte.
Sono le solite ciance insite nel capitalismo vigente sostenuto da economisti neoliberisti.
Se in Italia nei fatti disponiamo di un sistema previdenziale diffusamente a 1 Gamba.
Se in Italia gli occupati sono quelli che sono.
Se in Europa, in questi due ultimi anni sono stati spesi o buttati migliaia di miliardi in “debito” (300 solo da noi), denaro ricordo creato da polpastrelli che digitano su di una tastiera per poi dirvi che questo è “debito pubblico” da ripagare.
Allora a cosa ci servono BCE ed Euro. Solo per pagare interessi a qualcuno?
Questi miliardi inventati dal nulla e al computer; perché allora sempre al computer non possono essere disintegrati, annichiliti, vaporizzati, azzerati.
Altrimenti di questo modello economico, di questa Europa basata sul debito e sugli interessi fra italiani, francesi, spagnoli …fino ai tedeschi, la cosi detta gente comune cosa se ne fa!
Ricordo che quelli che consideravamo bravi, prima dell’arrivo dei nostri; i fu governanti tedeschi come Gerhard Schröder, un socialdemocratico, non uno di estrema destra, si vantava cosi: ”Abbiamo liberalizzato il nostro mercato del lavoro e ora abbiamo creato uno dei migliori serbatoi di lavoro a basso costo in Europa”.
E ora Voi cosa pensate o credete che potranno proporre quelli bravi, per meglio dire cosa esigeranno per elargire altro debito necessario al PNRR degli Italiani; al capostipite del club dei PIIGS se non:
Stipendi che non crescono. Licenziamenti ormai privi di tutele preceduti da lunghi periodi di casse integrazioni a carico dello Stato e a favore di fondi stranieri che fanno man bassa delle nostre aziende.
Forse una pensione pubblica che in 10 anni si è già ridotta per molti dall80% del reddito al 60% attuale con più anni di lavoro e, se va bene, nel giro dei 5/10 anni arriverà al 48% l’attuale valore della pubblica tedesca ormai tendente al 46%.
E’ un mantra: 48%,48%,48%,48%,48%,48%,48%,48%, quante volte ve lo devo scrivere perché lo capiate.
La grande Germania bene o male dispone da tantissimi anni di un sistema previdenziale a tre gambe. La pensione pubblica (ora al 48% lo ripeto) quella privata/aziendale e, chi può, chi ha la possibilità, si crea un ulteriore piano pensionistico.
Ma quelli a 1.000 Euro al mese tutto compreso, quelli che non solo qui da noi sono la massa, i tanti che vivono in un “medioevo pensionistico” in fase di smantellamento che fine faranno!
Il settore, il privato va bene per chi guadagna bene. Gli altri devono rinunciare alla liquidazione e poi fidarsi. Ma ricordo che le pensioni private hanno il difetto di poter fallire, di non garantire solo gioie ma di poter riservare anche possibili dolori (negli USA dopo crack del 2007 cosa è successo!). Tutto a differenza di uno Stato serio guidato da gente seria che però possieda almeno una Moneta Sovrana.
Raitano pardon
Spero di non annoiare nel raccontarvi la breve storia di una ragazzino di 17 anni, che dopo aver conseguito un diploma di qualifica, chiese al padre di trovargli un lavoro. Il padre lo sconsigliò ma lui insistè perché aveva una ragazzina da tempo e voleva comprarsi una macchina per assaporare la libertà insieme alla sua biondina. Il primo incarico di lavoro lo fece maturare come per incanto e ce la mise tutta per avere la stima dei genitori, della ragazza e dei titolari. Poi la smania di migliorarsi, per arrivare a 33 anni con 2 libretti di lavoro, si perché uno soltanto non poteva contenere tutti i timbri degli innumerevoli lavori svolti. A quell’età la decisione di mettersi in proprio. Dato che gli ultimi lavori erano stati buoni e ben retribuiti le persone a lui vicine lo sconsigliarono di fare un tale passo ma sorretto dalla moglie, si avviò per quella strada. Anni duri ma entusiasmanti, i primi collaboratori, il cambio della sede ma anche il crollo delle torri gemelle, il crollo della borsa, la crisi della 2008, il covid. Nonostante tutto mai un insoluto ai fornitori, mai un disservizio ai clienti ma soprattutto mai uno stipendio in ritardo ai collaboratori. Quel ragazzino adesso è stanco, non ha più i genitori da tempo, e soprattutto si è accorto che sono passati 43 anni durante i quali ha lavorato con impegno per se e per il suo paese. Si è anche accorto che in questo periodo, lui che tanto ha dato al suo paese, per contro si è visto cambiare le carte in tavola almeno mille volte. Il ragazzino sa che il bello della vita gli è scivolato dalle mani guardando l’orologio centinaia di volte al giorno per incastrare gli impegni e talvolta per trascurare la famiglia e sa anche che il tempo non è più tanto, perché statisticamente i tre quarti della sua vita sono passati e quello che rimane non è certo il più bello. Quel ragazzino ha deciso che adesso è il tempo di rispolverare quella Fiat 126 e insieme a quella biondina compagna di una vita, tornare a respirare quella meritata libertà. Al diavolo i calcoli, le finestre e i coefficienti, quando quelli che andranno a mettere per l’ennesima volta le mani sulle pensioni e che peraltro godono di privilegi a volte immeritati, tengano conto che molto spesso cancellano per sempre i sogni di persone per bene a cui non resta molto tempo per il bello della vita.
Una storia bellisima!
Grande, bellissimo e toccante commento, quasi mi ci riconosco. 3 anni di lavoro tra piume, kapok e tipografie, 14 mesi di marina militare e 42 anni di lavoro tra litografie e operatore nautico fanno la bellezza di 46,2 anni di vissuto in ambienti lavorativi. Bisogna sempre pensare da dove si è partiti ( io da un paesino sconosciuto della Sila piccola calabrese ) e quale e quanta strada si riesce a fare. La meta non è un posto ma quello che cerchiamo e non sappiamo dove e quando ci arriviamo.
Le due proposte (Tridico e Raitano )mi sembrano interessanti con una leggera preferenza alla proposta Tridico
f. de mitri
Proposte buone per dei disoccupati o per chi ha pochi anni contributivi che in numeri assoluti per loro sposta poco e poi forse neanche per loro perchè il poco è necessario a chi ha poco o nulla. Certo non buone per chi le propone visto che le propone per gli altri ma non per se. Molto buone per lo stato che con queste proposte mostra di non essere democratico (demos> popolo e Kratos> potere) visto che agisce in contrasto alle necessità del demo e i suoi attori politici, a parità di fattispecie, si regolano diversamente dalla generalità del demo.
Capisco che dei plurititolati, a volte in modo falso come riportato di recente per un deputato, fatichino a trovare soluzioni complesse ma la via è quella: non si affama il popolo per consentire sprechi, se altri stati con premesse peggiori delle nostre hanno situazioni ed indicatori migliori di noi paghi chi ha sbagliato, di certo non i pensionati, i pensionandi e i giovani. L’indigenza programmata e per decreto è irricevibile anche se la vuole l’Europa. I margini per una sostenibilità virtuosa cioè per tutti c’erano e ci sono e quindi niente antinomie artificiose. Diversamente quanto speso dai cittadini nelle istituzioni non è e non è stata spesa buona ma molto cattiva.
Bravo Stefano,
difficile non essere d’accordo con te!
Buongiorno a tutti.Ora si sono inventati che aiutano le pensioni per i giovani,popò di bugiardi i giovani purtroppo sono aiutati sì ma dalle loro famiglie. Abbiamo eletto una infinità di persone che a tutto pensano……ma non certo a chi veramente ha bisogno.
Si continua a fare enorme confusione: c’è gente che pensa che le riforme Tridico e/o Reitano sostituiscano le vie ordinarie (anticipata e vecchiaia), c’è gente che non ha capito che il 3% è solo sulla componente retributiva e non sull’intero importo e c’è sopratutto gente che, nel contesto economico attuale, vorrebbe andare in pensione con 41 anni di servizio senza penalizzazioni e con il misto (praticamente uno sconto di quasi 2 anni mediando M/F). Se vi piace illudervi fate pure ma forse non avete capito che quando si ci siede al tavolo di una trattativa con signori che fanno per mestiere e per vocazione i tecno-burocrati-contabili non si va a leggere i libri dei sogni ma si fanno proposte sostenibili. Per questo le proposte Tridico e Reitano a mio modo di vedere sono accettabili in quanto, quantomeno, consentono una scelta di vita.
E a quelli che hanno cominciato a lavorare a 14 anni e che a 58 possono andare in pensione con la Fornero, cosa gli dite visto che si troverebbero la pensione decurtato del 24% o più?
Buongiorno, in riguardo ai commenti favorevoli per penalizzare chi ha iniziato a lavorare presto li trovo assurdi e probabilmente fatti da persone che hanno cominciato a lavorare tardi e quindi non avranno grosse penalizzazioni. Vorrei inoltre ricordare che la riforma Fornero fu spacciata come riforma definitiva come la precedente riforma Dini, credete che questa sia l’ultima? Poveri illusi
Dopo 41 anni di lavoro e 60 di età bisogna poter scegliere, meglio con poca penalizzazione, 3%, ma dopo i60.
Infatti
64 per chi ha iniziato presto è un’indecenza.
matteo, credo di no; semplicemente non rinnovano i contratti; e rispetto alle pensioni credo che il loro gioco sia questo: se nell’arco di 3 anni con quota 100 sono andati in pensione solo con la quota 100 circa 400000 persone adesso faranno una stretta pazzesca; hanno calcolato che nel 2022 tra opzione donna, quota 102 e ape sociale saranno pochissimi; nei prossimi 2-3 anni sempre pochissimi; nel frattempo la gente muore sia sul lavoro e anche perchè sono diventati anziani; noi inc. del 1960 diventeremo famosi come i più inc. della storia; se qualcuno vorrà anticipare la pensione gli diranno: tutto contributivo; e i giovani? contano solo i giovani figli loro e degli amici e degli amici degli amici ; e sono capaci di modificare in peggio la legge fornero; poveri noi; saluti ai gestori del sito
Ho 64 anni e 24 anni di contributi, quando posso andare in pensione?
Buona giornata entrambe sono comunque proposte a decisione volontaria. Certamente l’età dovrebbe essere a 63 anni con le dovute penalizzazioni poi uno decide. Più opportunità si offre più si allarga la platea di coloro che ne possono eventualmente usufruire, a differenza di quota 100/102 etc… Grazie
Innanzitutto abbassare l’età di uscita da 67 a 65anni.
Riconoscere alle Donne 1anno x ogni figlio, poi…. per un uscita anticipata a 62/63 sia la proposta Tridico o Reitano potrebbero andare bene.
La proposta migliore è quella di Tridico con 63 o 64,anni e una contribuzione minima di 20 anni e l’unica che potrebbe andare bene per tutti .
Lo dico senza girarci troppo intorno perché sono stufa delle chiacchiere: fanno schifo tutte e due.
Sono d accordo con la proposta Trofico, a 63 anni si deve poter scegliere di andare in pensione con liquidazione in due momenti. Grazie per la vostra attenzione al problema e spero che anche il Governo ed i Sindacati trovano un accordo in tal senso.
Con quello che appare l’orizzonte, con proposte da Tagliagole e la VOGLIA palesata di farci uscire col totale contributivo…teniamoci ben stretta la Legge FORNERO, così com’è.
Per cambiare argomento, oggi il governo ha dato I numeri di quanto sia costata quota 100, ma non si parla mai di quanti soldi entrano nelle casse dello stato derivanti dalla tassazione del TFR che, aggiungo, per noi lavoratori risulta essere una vera rapina.
FLESSIBILITÀ E CONTRIBUTIVO FLESSIBILITÀ E CONTRIBUTIVO FLESSIBILITÀ E CONTRIBUTIVO
ECCOLA LA GRANDE FREGATURA, LA GRANDE TRUFFA .. LA RAPINA !
FATEVI FARE I CALCOLI DAL VOSTRO PATRONATO SULLA BASE DI UN’IPOTETICA PENSIONE TUTTA CON IL CONTRIBUTIVO E VI RENDERETE CONTO DEL VERGOGNOSO FURTO CHE CI STANNO ORGANIZZANDO !!! SVEGLIA !!!
Ne l’una Ne l’altra. Irricevibili. Il Dragone in pensione a 59 anni tutto retributivo, noi dopo 41 anni pure con penalità. Flessibilità dai 62, 41 a prescindere dall’età anagrafica e con i diritti acquisti. e basta. I sindacati non devono assolutamente mollare. Pensare ai giovani OK ma noi 41unisti non gliela facciamo più.
Concordo e anche questo è pensare ai giovani perché se perdono la pensione pubblica poi finiscono a rischio come negli altri paesi dove non c’è.
Non ce la fate più? Vi manca 1 anno e 10 mesi, ci andate a 63 anni, di cosa ti lamenti?
Inoltre retributivo sino al 2011.
Claudio
Che noia, che barba, che barba, che noia!
entrambe molto interessanti le 2 proposte; ci sono piccole differenze ma il succo purtroppo sta nelle azioni del presidente draghi: per il 2022 quota 102 con i 64 anni (gli inc. del 1960 nuovamente inc.); perchè quell’età: i nati nel 1958 moltissimi sono già in pensione e infatti i calcoli sono che questa riforma servirà a mandare in pensione 4 gatti; poi? discussione in questi mesi per il 2023 e li: apriti cielo: quota 104 che se si riesce con i 65 anni altrimenti 66 anni; ma potrebbero anche dire: quota 104 con i 65 anni: tutto contributivo; altrimenti aspetti i 67 anni; ma potrebbero anche dire: visto che per 4 anni non ho elevato l’aspettativa di vita è ora che la elevo: per il 2023 ritorniamo ai 43 anni e 3 mesi come nel 2019; e poi potrebbero dire: vedete cosa facciamo noi? a 74 anni siamo ancora attivi, che cosa volete? non siete felici che vi manteniamo attivi? intanto ieri 3 persone morte sul lavoro: non avevano nemmeno 60 anni tutti e tre; saluti ai gestori del sito
Nessuna delle due! Perché non diciamo a chiare lettere che uno stato industrializzato come L’Italia si occupi dei contributi dei lavoratori e lavoratrici dipendenti spremendoli come limoni: pensione con penalizzazioni del 3%/anno, pensione in due rate. Proprio una bella figura per un paese che fa parte del
G7! (UNA DELLE TANTE: MORTI SUL LAVORO, LAVORO NERO, STPENDI BASSI, WELFARE AL MINIMO). Scusate per l’eccessiva enfasi delle lettere maiuscole. Un saluto. Lilli Reolon
Buonasera a tutti.Egregia Lilli Reolon ,non parliamo di belle figure ,purtroppo il nostro Paese è piombato gia da anni in cattive mani , non badono alle figuracce , se ne fregano di chi a lavorato tanti anni eccetera .
Io sarei disposto anche a fare qualche ulteriore sacrificio ,ma devono spiegarmi perche’ sempre e solo i Lavoratori ,PERCHE’.Perche’ dopo 4 anni 6 mesi 1 giorno ,si prendono pensioni che si aggirano mediamente a 4900 Euro mensili ?Un Lavoratore dopo 41,42,43 e forse 44 anni deve avere una decurtazione non di poco dell’ assegno?Perche’ accadono queste cose senza menzionare altre schifezze e nessuno che sta’ ai vertici non interviene?Questa è istigazione sociale ,non si ha rispetto delle persone ,è gravissimo.
Buon Lavoro
io non capisco come si possa tenere al lavoro i 60enni e a casa i 30enni. Con la riforma Fornero sapevano tutti che sarebbe finita così, ora speriamo che abbassino i 67 anni in uscita (quello è il vero problema) e che non si preoccupino troppo di chi deve raggiungere quota 41 o 42 anni (un’utopia solo per pochi) che poi erano i raccomandati di un tempo. Stiamo parlando degli anni 80!
Buongiorno Anna Maria, concordo per la prima parte, ma perché questa acrimonia alla fine? Non eravamo tutti raccomandati, ma persone che hanno cominciato a lavorare a 20/21 anni nei primi anni 80,
adesso abbiamo tutti 61/64 anni ed abbiamo più di 40 anni di contributi. I raccomandati sono altri. Quaranta e più anni sembrano una pena detentiva per chissà quali crimini commessi!! Ed invece di solidarizzare ci diciamo cattiverie?? Un caro saluto. Lilli Reolon
Buongiorno Anna Maria, perché tutta questa acrimonia? Non se la prenda con chi lavora da 40 anni e più ed aspetta la Pensione Anticipata Fornero, siamo davvero così pochi? E soprattutto alla faccia dei raccomandati: ci siamo presi riforma 92 riforma 95 e riforma Monti Fornero-non è abbastanza?
Un saluto. Lilli Reolon
Le proposte Raitano e Tridico non mi piacciono!
Intanto perché parlano di penalizzazioni, e ripeto, per me le penalizzazioni devono essere inflitte a chi evade, a chi ha e gode di privilegi assurdi, a chi effettua infrazioni ecc. non a a persone che hanno, diciamo dai 62 anni in su e lavorano da una vita!
E poi, per la cosiddetta pensione anticipata a 42,10 mesi più 3 mesi di finestra per gli uomini e un anno in meno per le donne niente? Non togliamo neanche queste finestre che reputo perlomeno assurde?
Non ci siamo!
Infatti non mi è ancora chiaro se a prescindere dalle prossime e imminenti modifiche l ‘anticipata con 42 E 10 mesi calcolata con il sistema misto non verrà modificata mai o se rischia qualcosa.
A parte la pensione anticipata Fornero, che fino al 2026 non modifica i requisiti ma ti da la pensione dopo 3 mesi di “finestra” e che quindi fissa paletti rigidi ma certi, le proposte Reitano e Tridico sono così arzigogolate da sembrare farsesche: dov’è il rispetto per chi ha lavorato post 1996 e chi comincerà d’ora in poi? Con gli stipendi che non aumentano da anni bisognerà svenarsi per farsi un’assicurazione? o ai pensionati chiedere un prestito?. Un saluto a tutti. Lilli Reolon
Le volpi a guardia del pollaio…. chissa’ quale sara’ il loro intento.
61enne precoce del 60 se volete vi do il sangue tanto oramai mi avete tolto tutto rimaneva la pensione
1050 euri tra 3 anni con raitano al 3% per ogni anno forse mi rimangono 850euri dopo 43anni versati
MA ANDATE affanc……….
Non hai versato un granché, immagino tu sua partirà Iva….. pagate poco di inps e poi vi lamentate.
Non preferisco nessuna delle due proposte: fanno acqua da tutte le parti e non garantiscono equità a chi sta iniziando a lavorare o lavora da dopo il 1996. Per chi ha cominciato a lavorare prima tocca preferire la pensione anticipata Fornero che almeno salva il sistema misto e non la percepisci in due soluzioni: insostenibile dato il livello delle pensioni solo pensarlo. E chi come paragone utilizza Opzione Donna- che assicura l’OCSE provoca futura povertà- vuole vedere i pensionati chiedere prestiti!!.
Non si possono trattare tutti i lavoratori e lavoratrici giovani o meno come delle pezze da piedi!. Scusate, forse sono un po’ esagerata. Ma quando ci vuole ci vuole. Un saluto a tutti. Lilli Reolon
Due forme di flessibilità che, se veramente superano l’esame della sostenibilità, devono essere favorevolmente accolte dal Governo con l’impulso (spero) dei sindacati. Spererei che la risposta non sia: se vuoi flessibilità tutto contributivo! Sarebbe ingiusto e a questo punto immotivato.
A primo acchitto la proposta Reitano sembrerebbe economicamente più vantaggiosa e tecnicamente più semplice da attivare. Anche se ho molti dubbi circa un accoglimento da parte del Governo spero si realizzi a partire dal 1 gennaio 2023 con una età non superiore ai 64 anni e con non più di 34 anni di contribuzione richiesta. Ma tanto, ripeto, non se ne farà nulla.
Proposte Reitano e Tridico? E’ uscita in questi giorni sui principali quotidiani una notizia da brividi: il PNRR prevede fin dai prossimi mesi una spending review della spesa pubblica! Traduzione: tagli lineari a pensioni (altro che flessibilità in uscita!!) stipendi e servizi pubblici stile Monti, Cottarelli e compagnia cantante! Sindacati e partiti? Non pervenuti.