Pensioni Anticipate 2022: ultime novità su proroga Opzione donna e lavoro di cura

Opzione Donna e pensioni

Dopo la manovra del Governo, anche per l’anno 2022 è stata prorogata per 12 mesi l’ opzione donna, una forma di pensionamento anticipato che permette alle donne di uscire dal mondo del lavoro in anticipo, con il ricalcolo contributivo dell’assegno. Dal 31 dicembre 2021 le lavoratrici che hanno maturato almeno 58 anni di età (59 se lavoratrici autonome) e 35 di contributi possono così andare in pensione con l’assegno che verrà calcolato dall’Inps in maniera contributiva con tagli dal 20% al 30% dell’importo finale.

Pensioni anticipate 2022: proroga di Opzione donna: come funziona

Ricordiamo, come spiega l’INPS in una nota che ai fini del conseguimento della pensione è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma” Per quanto riguarda il perfezionamento del requisito contributivo “è valutabile la contributizione qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico”.

La domanda va presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si può fare la domanda tramite: il Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile. oppure recarsi alle enti di patronato e intermediari dell’Istituto attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Pensioni anticipate e proroga opzione donna 2022: è sufficiente?

A proposito del ruolo della donna, l’amministratrice del Comitato Opzione Donna Social, Orietta Armiliato, ha scritto un post sul suo gruppo facebook per ricordare ancora una volta quanto sia necessario riconoscere e valorizzare il lavoro di cura: «Occorre unità di intenti rispetto al superamento dei cliché sul ruolo che le Donne svolgono all’interno della famiglia così come nelle istituzioni o nei luoghi di lavoro in generale. È necessario porre rimedio all’impossibilità di accedere alla quiescenza per via della carenza di contributi necessari, causata dalle carriere discontinue cui le Donne sono sottoposte per colmare le insufficienze di un sistema di welfare che le penalizza. Riconoscere e valorizzare il “lavoro di cura domestico ordinario” che le Donne svolgono “gratuitamente” all’interno della famiglia ha per le lavoratrici un costo salatissimo che consuetudini e leggi in vigenza non scritte, impongono loro di sostenere».

Prosegue Armiliato: «Raggiungere la quiescenza per la platea femminile, diventa ogni anno più complicato e, spesso, l’assegno di pensione che poi percepiranno diventa sempre più piccolo e sempre più distante. La Riforma pensionistica auspicata e che oggi pare sia parte integrante dell’agenda Governativa e politica, deve tenere in debito conto gli aspetti ed i bisogni che connotano la sfera femminile. Ma, se le donne, per prime non acquisiscono queste consapevolezze, la strada per il raggiungimento di obiettivi di equità sarà sempre e solo un sentiero stretto ed impervio. Dunque, lavoriamo innanzi tutto su di noi e sulle persone che condividono il nostro percorso di vita terreno, incominciamo proprio a realizzare che NON esiste che il lavoro di cura sia esclusivamente “affare di donne” altrimenti non ci affrancheremo mai da comportamenti che inducono il nostro sfruttamento a tutti i livelli sociali».

8 commenti su “Pensioni Anticipate 2022: ultime novità su proroga Opzione donna e lavoro di cura

  1. “Opzione Donna” dovrebbe essere più opportunamente rinominata “Scippo Donna” stante la offensiva portata della penalizzazione nell’importo dell’assegno finale che la donna potrà percepire, dopo aver lavorato almeno 35 anni a contribuzione piena. Si tratta di una elemosina di Stato vergognosa per tutte quelle donne che si ritrovano, per condizione personale, di salute o familiare, a dovervi ricorrere come unica scelta.

  2. Salve lavoravo come domiciliare per motivi di salute sono stata dichiarata non idoneaho 60 anni percepisco la naspi e ho solo 33 di contributi cosa mi aspetta x la pensione .grazie

  3. Xche l Inps non riconosce come. Ontributi figurativi i corsi biennali di formazione lavoro ( ancifap anno 66 67 Napoli)

  4. Io sono del 56 a maggio faccio 35 anni di contributi perché non potrò andare in pensione? Ho perso 10 anni di lavoro per poter crescere i miei figli perché no potevo lasciarli a nessuno e adesso devo lavorare fino a 67 anni questa è una grossa ingiustizia anche perché il mio lavoro e pesante sono una oss domiciliare e troviamo di tutto e di più ma questa gente che decidono per noi sanno che cos’è il vero lavoro ho dei forti dubbi

  5. Vorrei sapere che differenza c è in questa proroga poiché il periodo resta 31/12/2021 come la precedente.

  6. Concordo pienamente con la Presidente Armiliato, io sono una donna lavoratrice che assiste da molti anni la madre ammalata, sono sfinita e mi auguro vivamente che opzione donna ,con questi requisiti, venga approvata in forma strutturata o comunque che venga confermata per diversi anni a venire. La donna non viene purtroppo ancora valorizzata per tutto ciò che fa, che almeno abbia la possibilità di ritirarsi prima dal lavoro visto che seguire i propri cari deve iniziare ad accuparsi anche dei propri acciacchi.Grazie

  7. buon giorno vorrei sapere se il mio lavoro di metal meccanico. e un lavoro usurante .e con 41 anni di contributi andrei in pensione.

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