Pensioni anticipate 2022, verrà mantenuta la riforma Monti-Fornero anche nel 2023?

Il dibattito sulle pensioni anticipate prosegue sui social,, sebbene pare che ormai il Governo abbia già svelato’ le sue carte’ per il 2022, consentendo solo la quota 102 e pochi altri correttivi alla Riforma Fornero. Ecco che allora il Dott Perfetto si interroga sul fatto se sarà possibile o meno procedere a qualche cambaimento nel 2023 data anche la situazione economica attuale. L’esperto ci spiega, anticipandoci i contenuti della seconda parte del suo elaborato, che ‘proprio a seguito dell’elevato indebitamento, e osservando come il Governo Monti e il Governo Draghi hanno affrontato il tema pensioni, si può facilmente immaginare come potrà essere trattato il tema pensioni nel 2022: verrà mantenuta la Riforma Monti-Fornero anche nel 2023 (accompagnata probabilmente dalla pensione anticipata Quota 104).  Per quanto riguarda il lavoro, il tasso di disoccupazione aumenterà nel 2022 (nonostante il procedere del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), mentre il lavoro stesso diventerà ancora più precario (bassi salari e saltuario). In sintesi: nel 2022 non verrà fatto nulla per le pensioni e nulla per il lavoro‘.

Poi conclude la sua sintesi dicendo: ‘Ci sarebbe tuttavia la possibilità, sebbene remota, di ribaltare le mie “previsioni”, qualora il Governo, i Sindacati e i nostri economisti analizzassero il modo in cui la Cina sta sperimentando sul campo (primo Paese al mondo) la moneta digitale. È mia personale convinzione che l’Italia potrebbe uscire dalla “trappola dell’indebitamento” se usasse la moneta digitale nazionale.    Se l’Italia usasse la propria moneta digitale nazionale (così come la Cina usa il proprio yuan digitale) parallelamente all’euro digitale (che la BCE farà circolare tra 5 anni), sia le pensioni che il lavoro ne trarrebbero vantaggio, e si potrebbe realizzare la Riforma Pensioni così attesa dai lavoratori che vorrebbero lasciare il lavoro e così necessaria per chi vorrebbe invece cominciare a lavorare”. Vi lasciamo alla seconda parte del suo elaborato:

Pensioni anticipate 2022, la soluzione per realizzare la Riforma pensioni? Eccola: parla Perfetto

“Sullo sfondo di uno scenario 2022 dominato da un pesante indebitamento e da una prospettiva di crescita economica (PIL) certa solo sulla carta, è possibile avanzare alcune previsioni riguardo a pensioni e lavoro:

1) nel 2011, quando entrò in carica il Governo Monti, il rapporto debito pubblico/PIL era al 115%. Dal Governo tecnico fu varata la Riforma Pensioni Monti-Fornero, la quale fu il risultato non già di libere scelte ma di scelte obbligate, dovendo ridurre il rapporto debito pubblico/PIL dal 115% al 60% e quindi dovendo ridurre la spesa pubblica, in primis la spesa pensionistica. Nel 2021, quando entrò in carica il Governo Draghi, il rapporto debito pubblico/PIL era al 155%. Dal Governo tecnico è stata mantenuta la Riforma Pensioni Monti-Fornero con l’introduzione della pensione anticipata Quota 102 (64 anni di età anagrafica e 38 anni di contribuzione) – che andrà in scadenza il 31/12/2022 – in sostituzione della pensione anticipata Quota 100 (62 anni di età anagrafica e 38 anni di contribuzione) che andava in scadenza il 31/12/2021. Anche il Governo Draghi non ha avuto alcun margine di scelta nel riformare il sistema pensionistico. Cosa accadrà nel 2022 per le pensioni? Nel 2021 il rapporto debito pubblico/PIL si è attestato ancora intorno al 155%. È facile prevedere che nel 2022 dovranno essere fatte altre scelte impopolari e obbligate. Per questo ci sarà ancora un Governo tecnico che manterrà anche nel 2023 la Riforma Pensioni Monti-Fornero con la possibile (anzi, probabile) introduzione della pensione anticipata Quota 104 (65 anni di età anagrafica e 39 anni di contribuzione) – che andrebbe in scadenza il 31/12/2023 – in sostituzione della pensione anticipata Quota 102 che andrà in scadenza, come già detto, il 31/12/2022;           

2) la Riforma Pensioni Monti-Fornero, forzando i lavoratori a rimanere più a lungo al lavoro, impedisce il ricambio generazionale. Se i giovani non potranno contare su un reddito da lavoro, stabile e ben retribuito, che consenta loro di formarsi una famiglia e stimolare nuovi consumi, non sarà possibile per le imprese investire, produrre e quindi aumentare l’occupazione. Al contrario, i consumi diminuiranno, le imprese ridurranno la produzione e la disoccupazione aumenterà. Nonostante lo stimolo proveniente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e visto il permanere dell’incertezza anche a causa della pandemia, nel 2022 bisognerà attendersi un aumento del tasso di disoccupazione, accompagnato da tipologie di lavoro sempre più a carattere precario (a tempo determinato, a chiamata)

Per il 2022 e il 2023 non si riuscirà a fare nulla per le pensioni e per il lavoro: nessuna riforma pensionistica, o del lavoro. Manca una visione, si procederà a vista, a tentoni, guidati dagli eventi, come con il Covid.

Pensioni anticipate 2022/23: dove dovrebbero guardare Governo e sindacati?

Il 2022 potrebbe segnare, però, l’anno della svolta: Governo, Sindacati, economisti potrebbero guardare ad Oriente, alla Cina.

La Cina è il Paese che più di ogni altro al mondo è avanti nella sperimentazione della moneta digitale. Tale sperimentazione avviene nelle città di Shenzhen, Souzhu, Pechino e coinvolge la popolazione locale. La trasformazione digitale che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza intende attuare è volta a trasformare la nostra società in una società digitale, in una economia digitale.

L’economia digitale si fonda sulla moneta digitale. Perciò, prima o poi, vedremo comparire nella nostra vita la moneta digitale. E infatti, la Banca Centrale Europea, come molti sanno, sta studiando l’euro digitale. Il nostro Governo potrebbe andare oltre l’euro digitale: potrebbe adottare una moneta digitale nazionale, gestita da una banca governativa (come la Cassa Depositi e Prestiti), circolante solo in Italia, parallelamente e complementare all’euro gestito dalla Banca Centrale Europea. Con enormi vantaggi.

Con la propria moneta digitale nazionale, l’Italia resterebbe nell’area euro, sarebbe meno dipendente dagli investitori esteri, meno dipendente dai prestiti della BCE, meno esposta a rischio di declassamento da parte delle Agenzie di Rating, meno guidata dallo Spread. Pensioni e lavoro ne gioverebbero: si potrebbe attuare una Riforma Pensioni non più vincolata all’indebitamento e alla denatalità, dando impulso all’occupazione”.

Per chi non avesse letto la prima parte dell’editoriale, qui il link di riferimento, per chi volesse, invece, riportare parte delle osservazioni del Dott.Perfetto, essendo in esclusiva, vi ricordiamo che é necessario citare la fonte. Cosa ne pensate delle sue considerazioni? Fateci sapere se le condividete o meno nel’apposita sezione commenti del sito.

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21 commenti su “Pensioni anticipate 2022, verrà mantenuta la riforma Monti-Fornero anche nel 2023?

  1. Il mio commento si riferisce al primo quesito ovvero se verra’ mantenuta la Legge Fornero anche nel 2023. Il Dott.Perfetto e’ scettico e mi auguro che sia cosi’, perche’ i rischi sono molto piu’ dei vantaggi.
    In primis la riforma sul tavolo del governo comporterebbe quasi sicuramente l’ eliminazione della componente RETRIBUTIVA della pensione, che corrisponderebbe ad un taglio delle pensioni di circa il 30%, che in uno scenario di Recovery Fund, suonerebbe come un’ atroce beffa per i futuri pensionati, ovvero mentre arrivano fondi dall’ Europa per finanziare progetti e favorire il lavoro, il governo andrebbe in senso opposto tagliando le future pensioni e mettendo in grave difficolta’ un’intera generazione di lavoratori che sono prossimi alla pensione con il SISTEMA MISTO.
    Cio’ non ha alcun senso strategico, perche’ la Legge Fornero ad oggi, gia’ indirizza una transizione verso il CONTRIBUTIVO PURO, riducendo progressivamente la componente RETRIBUTIVA per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. Quindi togliere questo meccanismo sarebbe un grave danno a chi vede il traguardo pensionistico a partire dal 2023 e sarebbe una terza mazzata ai danni della stessa generazione che ha subito il passaggio al sistema MISTO con la riforma Dini e che si e’ poi vista allungare l’ eta’ pensionabile dalla riforma Fornero. Ed ora anche Draghi vorrebbe aggiungere del suo e completare l’ opera con lo scippo della parte RETRIBUTIVA alle stesse persone ?
    Un secondo aspetto da considerare e’ la contingenza dei lavoratori (ora disoccupati) che in questi anni hanno lasciato forzatamente il lavoro tramite LICENZIAMENTI COLLETTIVI previo accordi sindacali, avvallati dal ministero del lavoro, con migliaia di persone che traguardano di raggiungere la Pensione Anticipata con piani che traguardano le scadenze dell’ attuale Legge Fornero (42 anni e 10 Mesi per gli uomini ed un anno in meno per le donne). Lo sa Draghi che riformare quella legge renderebbe “carta straccia” quegli accordi faticosamente digeriti da migliaia di lavoratori ora disoccupati ?
    C’e’ una gara a sbandierare il superamento della Legge Fornero per dare un valore aggiunto ad una nuova riforma, ma stiamo attenti, e’ lo slogan dei partiti, ma in realta’ e’ una presa in giro perche’ ormai ad oggi sono stati superati gli scaloni degli Esodati e tutti i danni che erano stati fatti innalzando l’ eta’ pensionabile sia quelli della Pensione Anticipata che qualla della Pensione di vecchiaia, inoltre e’ stato congelato il meccanismo dell’ aspettativa di vita fino al 2026. Quindi cio’ che rimane della Legge Fornero e’ solo per una rigidita’ in uscita, da risolvere semplicemente aggiungendo una forma di flessibilita’ in uscita come una Quota 104 composta in modo piu’ modulare (62+42 o 63+41) lasciando l’ impianto della Legge Fornero cosi’ com’e’ per evitare profonde ingiustizie sul piano economico e sulle aspettativa di chi possiede i requisiti di uscita Anticipata almeno fino al 2026.
    Ecco allora che cio’ che pensa il Dott.Perfetto sarebbe plausibile soprattutto da parte di un governo che deve eleggere il Presidente della Repubblica ed successivamente andare a nuove votazioni. Che senso ha fare una riforma delle Pensioni in questo scenario politico?

  2. Balle, hanno già deciso per il 2023, contributivo per tutti, anche per chi come me ha iniziato a lavorare a 14 anni e quindi sono altro che precoce ma a loro non gli frega niente, così me ritroverò con una pensione da miseria.
    LADRI

  3. Un essere umano, dopo 40 anni che lavora e versa contributi e lacrime, ha tutto il diritto di andare in pensione e lasciare il posto ai giovani. A 60 anni ci sono persone piene di acciacchi (come me) che non ce la fanno più. Draghi e combriccola, dovrebbero andare a lavorare in catena di montaggio per capire cosa vuol dire veramente “lavorare” …. altro che legge Fornero 😡

  4. Viviamo da decenni scelte impopolari, penso sia ora di fermarci !!! È come essere condannati più volte senza aver commesso nessun reato !!!! Le continue previsioni sul futuro previdenziale che ormai durano da mesi stanno logorando milioni di lavoratori, siamo persone non animali !!!! Abbiamo il diritto dopo una vita di lavoro di poter organizzare il nostro futuro con pensioni dignitose, non potete ora dirci che i nostri assegni verranno ridotti del 30 ..35 % !!! Queste scelte andranno a ricadere anche sui nostri figli e le loro famiglie perché da anziani poveri non potremmo permetterci di farci accudire e curare da badanti o strutture private !!!! Inutile offendere politici e finti sindacalisti penso sia giunto il momento di una profonda riflessione da parte di tutti !!!

    1. A quanto pare si, la Pensione Anticipata Fornero fa parte delle norme previdenziali strutturali ed è stato fatto con DL 4/2019 il blocco dei requisiti fino al 31/12/2026 .Per cambiarla dovrebbero riprendere in mano una questione assai complicata( /rapporto debito/Pil ecc).
      Quindi come dice il Dr. Perfetto rimarrà tutto come prima e ci sarà solo un nuovo pateracchio di consentire l’uscita a quota 104 65 anni di età e 39 di contributi fino al 31/12/2023, in sostituzione di quota 102 64 anni e 38 di contributi fino al 31/12/2022. E chi ha 61 anni e lavora da 40 e quando ne avrà 62 lavora da 41 e dovrà aspettare altri 10 mesi + 3 di finestra e per i lavoratori dovranno aspettare un anno in più, ma almeno ci salviamo la parte retributiva.
      Un saluto Lilli Reolon
      .

  5. Iniziamo prima di tutto ad eliminare i vitalizi ed i privilegi a questi politici, a ridurgli lo stipendio and uno stipendio ragionevole e già un bel pò di soldi li raccimoliamo, iniziamo a far paghare chi sbaglia, chi ruba ed a eliminare tutti gli sprechi dovuti anche alla loro corruzione e già altri soldi li recuperiamo e non credo che siano pochi.
    Per quanto riguarda la pensione, mi rivolgo a quelli che (come me fino a poco tempo fa) chiedevano una riforma per arrivare a 62 anni o 41 anni di contributi, sperate che non cambino niente perchè se cambiano qualcosa sicuramente sarà in peggio perchè non sanno più come fare a riempirsi le tasche e l’unica soluzione per loro è attingere dalle ns. pensioni.
    Meditate gente, meditate e poi eventualmente agite

  6. Interessante tutto il discorso sulla moneta digitale. Si vede che il Dott. Perfetto ha ancora voglia di mantenere la mente allenata e anche la speranza di un futuro migliore. Da parte mia, non ho più tutto questo entusiasmo. Ritornando al discorso Fornero, sono certo che rimarrà tale e quale anche nel prossimo futuro. Quando si sarebbe potuto fare qualcosa, non si è fatto. Qualcuno sostiene che l’Europa non ha concesso di fare di più. Ragionamento falso e sbagliato. Sono sicuro che anche il Dott. perfetto sia d’accordo con me: L’Europa NON voleva che fosse minimamente toccata e la quota 100 è stata una forzatura di quel governo. Alla fine ne è nata una norma pasticciata e inutile per lo scopo che si prefiggeva, una norma che ha scontentato i più per accontentare l’ego di qualche politico alla ricerca di voti facili con i soldi di tutti i cittadini, compresi quelli che ne sono stati penalizzati. Questo in un momento finanziario tranquillo. Oggi abbiamo la pandemia. Il debito pubblico è schizzato a limiti quasi insostenibili, debito in mano a cittadini e stati stranieri. Il PIL sta crescendo molto (6% ) ma è anche molto al di sotto di quello già perso ( 11% ). Non tutto il PNRR è a titolo gratuito, la stragrande maggioranza è a debito, con interessi da pagare nei prossimi anni. Non c’è da stare allegri. Tenetevi stretti la Fornero e l’APE social, il peggio deve ancora venire. E’ stato un grave peccato aver buttato tre anni e miliardi per ritrovarsi oggi in una situazione pensionistica che è un grande punto interrogativo. Bisogna che qualcuno renda conto di questo sfregio al mondo dei lavoratori. Tutti i lavoratori. Premiare qualcuno a danno di tutti gli altri è una politica schifosa.

  7. Mi immagino che la moneta digitale nazionale possa aiutare a risolvere diversi problemi, e se tra questi c’è la possibilità di pensionamento con 41 – 62 o quote simili, ben venga!
    Mi domando però cosa può succedere rispetto ai costi relativi alle materie prime da acquistare all’estero ( da pagare in euro), ai mutui cartolarizzati (che non si sa bene chi li detiene ) e rispetto all’introduzione della moneta digitale europea (che non sono così sicuro che possa essere indolore).
    Sarà mica meglio iniziare a mettere gli euro sotto il materasso?

    1. Vede, sig. Beppe, la moneta digitale nazionale di Stato (gestita dallo Stato e non dalla Banca Centrale Europea) può effettivamente risolvere i nostri problemi relativi alle pensioni e al lavoro. Purché si riesca ad utilizzare la moneta digitale come andrebbe usata, sfruttando la sua natura digitale.

      Un esempio che vale per tutti: usando la moneta digitale, tutte le transazioni di vendita e di acquisto sono tracciate e quindi l’evasione fiscale diventa pressoché impossibile.

      Quando sento che la BCE vuole garantire l’anonimato all’euro digitale, così come viene garantito l’anonimato all’euro cartaceo, rimango stupito. Sono proprio curioso di conoscere come la BCE riuscirà a fare ciò. Se ci riuscirà, sarà confermato il mio pensiero che gli economisti tradizionali considerano l’economia digitale alla stregua dell’economia tradizionale. Cosa, per me, impossibile.

      Per quanto riguarda Import/Export, si continuerebbe ad utilizzare l’euro, dal momento che la moneta digitale italiana non potrà uscire dall’Italia.

      In pratica, in Italia ci sarebbe la doppia circolazione della moneta.

      La doppia circolazione della moneta sono riuscito a sperimentarla “in vivo” nei Centri di Elaborazione Dati di grandi dimensioni, perché lì effettivamente è in vigore la doppia, anzi la tripla circolazione della moneta: l’euro per comprare le bevande alle macchinette automatiche ubicate in alcune zone dell’azienda; i ticket restaurant, da spendere nei locali convenzionati; le “service unit”, ovvero la moneta digitale per “consumare” le transazioni elettroniche che l’utente stesso “produce” a terminale per emettere documenti come polizze, estratti conto, carte di identità, ecc.

      Noi non ci rendiamo conto di cosa sia questa “moneta digitale”. Però sappiamo cos’è la moneta elettronica, che utilizziamo per pagare con bancomat o con carte prepagate. In effetti, anche la moneta elettronica è una “moneta digitale”, dal momento che si traduce in una rappresentazione di sequenze di bit sul conto corrente (o nei chip delle carte prepagate).

      A mio avviso, la moneta elettronica viene considerata in termini di “moneta digitale” solo nella forma, ma non nella sostanza.

      Il concetto di “moneta” (che le persone chiamano semplicemente “denaro”) è un concetto fondamentale in economia, permette lo scambio di beni. Quindi non bisogna soffermarsi alla forma, bisogna anche analizzare la sostanza della moneta digitale che è duplice: è “bit” più “coin” (ma non è assolutamente la criptovaluta bitcoin).

      La sostanza della moneta digitale viene studiata in “economatica” (economia+informatica).

      La definizione di economatica è la seguente: “l’economatica è la disciplina scientifico-sperimentale che studia la produzione e il consumo di beni e servizi digitali – es. informazioni e home banking – attraverso fattori di produzione digitali – lavoro digitale come smart working, e capitale digitale come computer e smartphone – ) utilizzando come mezzo di scambio la moneta digitale (es., bitcoin – giusto per dare un nome alla moneta digitale).

      Personalmente sono dell’opinione che le criptovalute che conosciamo dai giornali non vadano usate, perché il loro valore è fortemente fluttuante nel tempo, si basano su piattaforme distribuite, e non vengono garantite da alcuno. La moneta digitale deve essere stabile nel tempo, deve essere gestita da un sistema centrale, che la garantisca, e questo sistema centrale può essere soltanto una Banca centrale o uno Stato centrale.

  8. Buongiorno.

    Dottor Perfetto, ci potrebbe spiegare la differenza tra gli effetti positivi della sua idea di Moneta Digitale Nazionale (Economatica) e in particolare perché questa ci renderebbe meno dipendente dagli investitori stranieri e dalla BCE, mentre i concetti di “Moneta Sovrana” (ormai seppellita in Europa) ovvero quelli contenuti nella MMT “Money Modern Theory” non lo sarebbero o lo sarebbero stati?

    Che si tratti di una moneta digitale o non digitale ma nazionale come si confronterebbe all’interno di una economia Neoliberista, Globalista e Neomercantile che in Europa è ben stretta nelle mani di un governo non eletto, ignoto alla maggior parte dei cittadini il cui nome è “Commissione” stanziata a Bruxelles?
    Tutto questo quando gli stati europei oltre che ormai privi di propria moneta lo sono anche in quanto a sovranità legislativa nazionale!

    Non è che fottuti siamo e fottuti resteremo!

    Grazie.

    1. Noi tutti stiamo già usando la moneta digitale. Ma nessuno se n’è accorto.

      Usiamo la moneta digitale, per esempio, quando facciamo un bonifico tramite home banking: ci colleghiamo alla nostra banca, selezioniamo la voce “bonifico”, riempiamo i campi “beneficiario”, “importo”, ecc., e infine inviamo. In pratica abbiamo eseguito le stesse operazioni che farebbe un cassiere di banca.

      Il cassiere di banca, per il servizio che eroga nei nostri confronti nell’eseguire il bonifico, viene retribuito dalla sua banca in euro; noi, per il servizio che eroghiamo a noi stessi per eseguire il bonifico (self service), veniamo retribuiti dalla nostra banca in “moneta digitale”.

      Infatti, quando operiamo con il computer della banca, questo ci eroga una certa quantità di servizio, che si chiama “service unit” (questa è la metrica usata da IBM). Più service unit riceviamo dal computer della banca, più velocemente viene eseguita l’operazione che stiamo svolgendo, e quindi più rimaniamo soddisfatti. Se, invece, il computer è “lento”, vuol dire che per il nostro lavoro per eseguire il bonifico ci vengono erogate poche service unit, e quindi stiamo percependo una “paga bassa”. In definitiva, il nostro lavoro per eseguire il bonifico ci viene retribuito in service unit, ovvero in “moneta digitale”. Perché la chiamo “moneta digitale”? Perché il costo in euro del computer può essere convertito in service unit, ovvero in moneta digitale. Per esempio, un computer mainframe IBM che costa 700.000 euro eroga 70 milioni di service unit all’ora: il rapporto di cambio service unit/euro è: 70.000.000/700.000= 70 a 1 (in pratica occorrono 70 service unit per avere 1 euro).

      Conclusione: non c’è bisogno di “creare” la moneta digitale, essa è già insita nei beni reali. Bisogna solo “estrarla” dai beni reali (ma attenzione: non mi sto riferendo al concetto di “mining”, ovvero di estrazione tipico del bitcoin; quello è un altro tipo di processo, che andrà senz’altro in crisi con l’aumentare del costo di energia elettrica in quanto il processo di mining consuma molta energia –
      non è affatto “green”).

      Su questo mio concetto è possibile creare una nuova Teoria della Moneta, in cui la moneta è agganciata alle risorse reali (lavoro e capitale fisico) e non è soggetta al tasso di interesse (la moneta digitale non aumenta col tasso di interesse). Sotto questo aspetto, la moneta digitale non è interessante per le banche, le quali traggono profitto dal tasso di interesse.

      L’Italia potrebbe utilizzare una propria moneta digitale. Per evitare conflitti con la BCE, la moneta digitale nazionale italiana (o di Stato) deve circolare solo in Italia.

      Oggi l’economia reale è dominata dall’economia finanziaria. Poiché la moneta digitale è intimamente legata all’economia reale (l’economia della produzione di beni reali) viene da sé che concentrandosi sulla moneta digitale ci si concentra sull’economia reale, e la si pone quindi al riparo dalle turbolenze dell’economia finanziaria (che spesso non si interessa della “produzione” ma della “compravendita”).

      Nessun economista “tradizionale” conosce ancora l’economia digitale. Nemmeno gli ideatori della MMT. Piuttosto, gli economisti tradizionali tratteranno l’economia digitale alla stregua dell’economia tradizionale, tratteranno l’euro digitale alla stregua dell’euro cartaceo. Gli economisti tradizionali pensano di velocizzare la diligenza trainata da cavalli sostituendo cavalli lenti (fisici) con cavalli più veloci (digitali). Quello che va fatto, invece, è sostituire la diligenza trainata da cavalli con una macchina a vapore (contenente dentro di sé, questo sì, dei “cavalli vapore”. Ecco: i “cavalli vapore” sono ciò che io chiamo “moneta digitale”).

  9. Ma si ho 60 e 41 di contributi, mi trovo intrappolato in una rete di contraddizioni, ma ci posso andare ora in pensione di o no?!?!?!

  10. Fate schifo x gente che hanno lavorato x più di 41 anni di lavoro.E nonostante tutto nella riforma del ultimo momento cosa fanno c’è da aumentare un pochino lo stipendio dei dirigenti…BRAVI CONTINUATE COSI!!!RENY62..

  11. Buonasera a tutti .Speriamo che queste previsioni non si avverino , altrimenti il futuro sara’ talmente nero che non sara’ sufficiente nessuna manovra popolare o impopolare che dir si voglia, e nessun tipo di governo che possa tenere le briglie a una societa’ senza una giusta tranquillita’ e direzione. Speriamo che tutti tengano conto di quello che si sta formando , vedo come il formarsi di un ciclone ,inizialmente piccolo poi grande , incontrollabile e senza una direzione , con le persone che dovrebbero fare previsioni e dare indicazioni ,che altro non fanno che sottovalutare la cosa e pensare solo a loro stessi .
    Buon Lavoro

  12. Buonasera, vi sembra giusto che io del 63 con 41 anni di contributi è con quasi 3 annn versati prima dei 19 non si può andare in pensione? Vi sembra giusto che debba aspettare altri 4 anni come minimo? Questa è una truffa

  13. Finalmente un economista con lo sguardo rivolto al futuro e con il coraggio di uscire dalle logiche economiche del secolo scorso! Temo purtroppo che l’attuale sistema di potere (Governo, Partiti, Sindacati e lobbies varie) sia invece ferocemente ancorato allo status quo sia per interesse dei soliti noti sia per mancanza di coraggio e di capacità di visione del futuro. Straordinariamente interessente è quanto sta accadendo in Cina con l’uso della monete digitale!
    Grazie ancora Dott. Perfetto.

  14. Volevo augurare buona Befana a tutti. A me, povero 63enne, non mi ha portato niente. Mi sarei accontentato di una pensioncina, diciamo il 10% di quella di Draghi, che prende da quando ha 59 anni.
    La moglie del Capo della Protezione Civile,
    della Puglia, arrestato per corruzione, opportunamente intercettata, disse ” hai fatto bene a prendere i soldi….il mondo va così”.
    Ma se il mondo va solo così, probabilmente, sapendolo:
    – Enrico Toti avrebbe tenuto la stampella e sarebbe tornato nelle retrovie;
    – Impastasto, invece dei cento passi, ne avrebbe fatti un miliardo e sarebbe emigrato in Australia;
    – Pippo Fava, invece che scrivere secondo coscienza, avrebbe detto che la mafia non esiste e che i politici e i giornalisti sono dei Santi.
    Buona Befana a tutti!

  15. dott. perfetto: molto interessante ma sono un semplice ragioniere anche non più giovane; sarebbe fondamentale che glielo spiegasse a chi ha il potere; credo che Draghi ne capisca molto più di me; il problema è, secondo me, non vogliono perchè devono difendere i loro interessi, sfruttare all’inverosimile le persone, tutelare gli amici e gli amici degli amici; è come se, dovendo sollevare un quintale dicano ad un mingherlino: sollevalo da solo; potrebbero dirlo a 10 persone e la cosa si risolverebbe; speriamo ma la vedo dura grazie delle delucidazioni PERFETTO MINISTRO

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