Pensioni anticipate 2023, come uscire prima? Nuova proposta per riscatto dei contributi

Nell’articolo di oggi vogliamo portare all’attenzione pubblica una proposta lanciata da un nostro lettore che in una lunga lettera che ci ha inviato chiede “La vs. attenzione su un tema riguardante la ormai prossima revisione delle regole pensionistiche nella speranza che, dall’autorevolezza del vostro percorso professionale, possiate farne presente in qualche modo al legislatore. Riguarda la possibilità di colmare gli eventuali vuoti contributivi nella vita lavorativa con il riscatto oneroso, a prescindere dall’età anagrafica o  di prima contribuzione“. Ecco di seguito le sue parole e la sua proposta per il riscatto contributivo, in modo da permettere un uscita anticipata ai lavoratori a cui mancano pochi anni per raggiungere i requisiti pensionistici.

Ultime novità su pensioni anticipate e riscatto dei contributi, la lettera di un lettore

Scrive il nostro lettore che vuole rimanere anonimo: “L’apertura di questa facoltà dà vantaggio a tutte le parti coinvolte: il lavoratore coprendo a sue spese i periodi mancanti (penso soprattutto a quante donne che per seguire figli o genitori anziani hanno dovuto anche temporaneamente lasciare il lavoro o quanti, non per loro colpa, hanno perso il lavoro per qualche tempo) e lo Stato incasserebbe subito la contribuzione dovendola rendere solo in futuro e dilazionata nel tempo attraverso l‘assegno pensionistico: quindi nessun peso finanziario aggiuntivo da parte dell’INPS

Naturalmente il riscatto sarebbe tutto a metodo contributivo, quello più favorevole alla casse dello Stato, anche se si riferisce a periodi precedenti con sistema retributivo. Al limite si potrebbe mettere un tetto al numero di anni che si possono riscattare: ad esempio 3, 5 o altro  ma comunque conteggiati col solo calcolo contributivo. Anche per la deducibilità fiscale (se le casse dello Stato lo permettono): se non nulla anche solo parziale, a differenza ad esempio del riscatto della laurea o della prosecuzione volontaria che permettono la deducibilità totale. Tutto questo senza naturalmente andare ad influire sull’età minima di pensionamento di vecchiaia o sugli anni (circa 42 per le donne e circa 43 per gli uomini) per quella anticipata.

Pensioni anticipate, il riscatto oneroso dei contributi è una soluzione?

Mi permetto di fare una considerazione che peraltro vedo condivisa da tante persone ben più esperte di me: la cosiddetta pace contributiva, misura temporanea e rimasta in vigore fino all’anno scorso, non ha avuto successo perché aveva un limite notevole: riguardava solo i lavoratori più giovani, cioè quelli con contribuzione dopo il 1996. Ma in genere quelli più interessati al riscatto in questo caso sarebbero stati proprio i lavoratori più anziani, di età e di contribuzione, che coprendo a loro spese i periodi mancanti non dovrebbero aspettare tanti anni prima di raggiungere la pensione.

Oltretutto di solito i 50-60-enni sono anche la categoria che ha qualche possibilità economica in più di potere riscattare: invece di tenere fermi risparmi improduttivi è meglio girarli al sistema pensionistico che genera maggior redistribuzione dei redditi o venire utilizzati per diminuire di qualche punto percentuale i contributi delle aziende ai lavoratori più giovani. Insomma la pace contributiva di per sé era un’ottima idea ma in pratica le regole applicative (come spesso accade) l’hanno resa quasi del tutto inutile.

Questa proposta mi pare davvero ragionevole e di buon senso, non c’entra nulla il colore politico del governo e, ripeto, SENZA MAGGIOR CARICO DA PARTE DELLO STATO. Vi ringrazio se avete avuto la pazienza di leggere questa mail, per l’attenzione e  Vi porgo cordiali saluti. Voi cosa ne pensate di questa proposta? Il dibattito nei commenti è aperto, vi aspettiamo.

                                                                                                                                                                    

13 commenti su “Pensioni anticipate 2023, come uscire prima? Nuova proposta per riscatto dei contributi”

  1. mi sembra buona come proposta il possibile riscatto di periodi; bisognerebbe capire quanto costerebbe a una persona; a proposito di debito pubblico ieri ho sentito una notizia che mi ha raggelato: la BCE non intende sottoscrivere il debito pubblico italiano; speriamo in bene….. comunque speriamo che passi la proposta tridico…………….. saluti ai gestori del sito

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  2. Tutto condivisibile.. sensato.. logico..e forse anche troppo semplice…per un sistema contributivo equo e che finalmente garantirebbe flessibilita.
    Peccato che tutte le riforme ad oggi emanate hanno è creato il presupposto che matematicamente in tanti non devono raggiungere l età pensionabile…. in modo che si tengono i nostri soldi. Nel contributivo ancor più furto!

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  3. Buonasera,
    ritengo sia un ottima soluzione.
    Darebbe la possibilità a molti di valutare la propria situazione e decidere se riscattare pochi anni, del resto con quota 100 lo stato ha permesso di andare in pensione con meno anni (38)…. regalando degli anni di contribuzione, mentre ci sono donne e uomini che quest’anno compiono 62 anni ed hanno maturato più di 40 anni di contributi ma che purtroppo non bastano a fini dei requisiti della pensione anticipata.
    Grazie a tutti i gestori del sito per il supporto che ci date.
    Paola

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  4. Sarebbe la giusta soluzione per risolvere i problemi di tanti lavoratori che per carriere discontinue o per essere entrati tardi al lavoro per motivi di studio, non possono andare in pensione- con la pace contributiva l’INPS alimenterebbe anche le proprie casse dando a tanti la possibilità di recuperare e riscattare gli anni mancanti- chiaramente la pace contributiva per essere equa dovrebbe non solo essere riproposta-non si capisce perché è stata eliminata-ma allargata anche ai misti che ne erano esclusi- così facendo si darebbe una mano a chi non riesce più ad andare avanti e vorrebbe riposarsi per godersi il meritato riposo- il dramma è purtroppo sempre lo stesso, cioè chi ci ascolta? chi se ne fa carico? i sindacati nicchiano ed i politici pensano solo al loro tornaconto e noi stupidi a votarli- stavolta il voto lo vedono dal binocolo, a meno che non succeda il miracolo, cioè che qualche forza politica abbracci la proposta Utp o quella Damiano , o la Tridico, proponendo anche la pace contributiva – il 25 e vicino, avete i giorni contati per conquistare la nostra fiducia e per evitare il dramma Fornero.

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  5. Dottor Rodino’ vedo che difficilmente lei risponde a chi scrive avrà le sue ragioni le pongo comunque un quesito che potrebbe riguardare il sottoscritto ed altri ed è questo: qualora la proposta Tridico diventasse legge e un lavoratore accettando con 41anni e mezzo di contributi la proposta la seconda tranche verrebbe erogata sempre a 67 anni o avrebbe diritto ad una riduzione in termini di età intendo prima del compimento dei 67 anni ? La ringrazio se potesse essermi di aiuto

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    • Sig. Luigi, permette che io risponda alla sua domanda? Lo faccio perché la risposta è sempre nella domanda, ed è lei stesso a darsi la risposta con la sua stessa domanda.

      La risposta alla sua domanda è la seguente: “qualora la proposta Tridico diventasse legge e un lavoratore accettando con 41anni e mezzo di contributi la proposta la seconda tranche verrebbe erogata sempre a 67 anni”.

      Vede, sig. Luigi, come tutto è così lineare? Ma vediamo cosa dice l’INPS nel suo “XXI RAPPORTO ANNUALE Luglio 2022” a pag. 211 (https://www.inps.it/docallegatiNP/Mig/Dati_analisi_bilanci/Rapporti_annuali/XXI_Rapporto_Annuale/XXI_Rapporto_Annuale.pdf).

      Ciò che viene comunemente chiamata “proposta Tridico” è l’“anticipo della quota contributiva” che recita così:

      “anticipo della quota contributiva della pensione: si permette ai lavoratori non appartenenti al sistema contributivo puro l’anticipo pensionistico della sola quota di pensione contributiva al raggiungimento dei seguenti requisiti: almeno 63 anni di età e 20 anni di contribuzione e un importo della quota di pensione contributiva superiore a 1,2 volte l’assegno sociale. Al raggiungimento dei requisiti di vecchiaia al lavoratore verrebbe riconosciuta anche la quota retributiva della pensione”

      Come può notare lei stesso, sig. Luigi, non si fa alcun riferimento ai 41 anni di contribuzione.

      Chi ha raggiunto i 41 anni di contribuzione possiede già due requisiti: 1) è “non appartenente al sistema contributivo puro” e 2) ha “almeno 20 anni di contribuzione”. Per accedere all’“anticipo della quota contributiva” occorre avere maturato altri due requisiti: 3) avere “almeno 63 anni di età”, 4) avere maturato “un importo della quota di pensione contributiva superiore a 1,2 volte l’assegno sociale” (ovvero, superiore a 468,28 x 1,2=537,94 euro).

      Infine: “Al raggiungimento dei requisiti di vecchiaia al lavoratore verrebbe riconosciuta anche la quota retributiva della pensione”. Mia Nota: con il termine “requisiti di vecchiaia” si intende “67 anni di età anagrafica” (ma sarebbe sempre meglio scrivere i documenti specificando chiaramente i requisiti, anche col rischio di diventare pedanti).

      Perciò, sig. Luigi, riprendendo le sue stesse parole: “qualora la proposta Tridico diventasse legge e un lavoratore accettando con 41anni e mezzo di contributi la proposta la seconda tranche verrebbe erogata sempre a 67 anni”, e NON “avrebbe diritto ad una riduzione in termini di età intendo prima del compimento dei 67 anni”.

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      • Grazie Dottor Perfetto la ringrazio come tanti per essere di aiuto a tutti noi certo è come dico sempre almeno ridurre di un’anno i requisiti per accedere alla pensione nonostante i conti pubblici siano precari per usare un’eufemismo dovrebbe essere fattibile con un pò di buona volontà che pochi dimostrano di avere nel Palazzo che conta. Approfitto per ringraziare oltre a lei anche la dottoressa Erica sempre gentile e disponibile. Candidatevi e avrete sicuramente il voto di tutti gli scriventi perchè chi ha sale in zucca su questa materia ne ha anche per altri problemi da risolvere di questo paese alquanto malandato.

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