Pensioni anticipate 2023, i lavoratori: inutile puntare su quota 41 e uscita dai 62 anni

Sono stati moltissimi i lavoratori che appresa la notizia dell’incontro ufficiale tra Governo e Sindacati hanno voluto lasciare un suggerimento agli stessi, enlla nostra sezione ‘commenti’ affinché ottengano qualcosa il 7 aprile giacché sono stati finalmente convocati da Draghi per riaprire il tavolo sulle pensioni. In realtà rende noto la Presidenza del Consiglio I segretari generali di Cgil. Cisl e Uil sono stati convocati giovedì 7 aprile a Palazzo Chigi per discutere della situazione economica attuale.”

Proprio per questa ragione l’incontro convince poco i nostri lettori che risultano , a dire il vero, anche molto sfiduciati nei confronti dei sindacati, che a detta loro hanno fatto davvero troppo poco per opporsi al silenzio imbarazzante del Governo. Ecco perché alla luce dei fatti vi è chi afferma che il 7 aprile il rischio sarà quello di parlare della crisi attuale, del conflitto bellico in atto e dei danni economici da Covid e dei loro effetti su lavoratori e pensionati e che dunque la riforma pensioni passi in secondo piano, vi è chi sostiene che comunque l’incontro per portare effetti significativi nel DEF avrebbe dovuto essere richiesto e ottenuto dai sindacati molto prima, in quanto ora è praticamente inutile, e ancora chi sostiene che dato il poco tempo a disposizione per ottenere qualcosa, sarebbe opportuno smetterla di optare su quota 41 e uscita dai 62 anni, che tanto il Governo non concederà mai, per cercare di ottenere almeno una flessibilità con lievi penalizzazioni dai 64 anni o un’uscita contributiva con qualche mese in meno: 42 anni per gli uomini e 41 per le donne.

Insomma una sorta di compromesso, al fine di non uscire nuovamente a mani vuote. Riportiamo alcuni dei commenti che riprendono quanto sopra.

Riforma pensioni 2022-2023, i lavoratori: Gli incontri portino a fatti, parole ne abbiamo sentite abbastanza

Franco: “Sono anni dove si fanno incontri dopo incontri, solamente per prendere tempo e fissare altri incontri che faranno seguito ad un altro incontro, per dire che ne parleremo nell’incontro successivo. FATTI E NON PAROLE!”.

Andrea:Per salvaguardare il futuro dei giovani non bisogna produrre altro deficit. Quindi giuste le proposte dei sindacati sulla flessibilità, ma chiaramente si va in pensione con delle penalità. È anche una questione di rispetto per le generazioni più giovani”

Jocelyne Deu, sfiduciato: Il 7 aprile non cambierà nulla se l’incontro si terrà sarà solamente per ribadire che per adesso non si può fare nulla per le riforme pensioni, i soldi servono per incrementare l’armamento militare non importa se noi italiani c’è la facciamo o meno a continuare a lavorare, io ho 63 anni il prossimo gennaio e lavoro in un panificio di carasau sardo e vi assicuro che per me non è pesante ma di più e il mio lavoro non rientra nemmeno tra gli usuranti e i gravosi. I sindacati? Io non ci credo più non servono più a nulla. Rassegnamoci e andiamo avanti fino a 67 sempre a arrivarci”

Marc dalla sua rincara la dose e cerca di spronare i sindacati affinché si impuntino per ottenere qualcosa di concreto e non solo promesse per il futuro: “Leggo da più parti che la presentazione del DEF è prevista per il 5- 6 aprile. Guarda caso il Governo ha tempo solo il 7 di parlare con i sindacati. Del resto mi pare che anche Ghiselli sia consapevole del fatto che nel DEF al massimo si dirà per le pensioni poi vediamo, quello che mi stupisce e mi rammarica e che questa la consideri una cosa “importante”. Se questo è il modo che il massimo che i sindacati possono fare cioè plasmarsi alle prese di posizione del Governo, tanto vale che abbandonino la partita perchè così non c’e storia!

Riforma pensioni 2022-2023: inutile chiedere quota 41 e via dai 62 anni d’età, non verranno concesse

Mauro punta ad una riduzione dei mesi, molti la pensano come lui e propongono di eliminare le finestre di decorrenza e di diminuire di almeno 10 mesi l’uscita contributiva per uomini e donne, Marco dalla sua punterebbe a scendere due mesi sotto i 42 anni: “E da qualche anno che hanno questa cosa in mente è il governo dice no allora perché non mediare ? Come ripeto da tempo tra 42 anni 10 mesi + 3 di finestra e i 41 per tutti ballano 2 anni possibile che non si possa mediare una 41 e 8 mesi per tutti?”. Ipotizziamo Marco per le donne abbia in mente trattamento analogo e dunque 40 anni e 8 mesi.

Fabio dalla sua è favorevole a portare a casa il  ‘piuttosto’ rispetto al nulla: Concordo, 42 anni uomini 41 donne”

Sergio è decisamente più diretto:  I sindacati la devono poi finire di mettere sul piatto solamente l’uscita a 62 anni e la quota 41, cose impossibili da ottenere, quindi si accontentino di portare a casa anche la proposta Raitano o Tridico, con uscita dai 63-64 anni con penalità, sempre che Draghi voglia discuterne e, nel caso si alzi e se ne vada, come già fatto in passato, inizino le azioni dure e indispensabili da fare per contrastarlo. Poi aggiunge “Considerata la notizia dell’ultima ora, cioè che Draghi ha convocato per giovedi 7 aprile i Sindacati, penso che ora o mai più debbano mettere in chiaro che la flessibilità in uscita va fatta a tutti i costi– non si capisce cosa ha in testa Draghi ,ma ora è il momento di agire con fermezza , strappando almeno l’uscita a 64 anni con la penalizzazione del 1,5% o 2% massimo sulla quota retributiva, che mi sembra la proposta più ragionevole, fatta da Raitano- come anche quella di Tridico con l’anticipo della quota contributiva-per non parlare degli invalidi che dal 74% in su , dovrebbero uscire a 64 anni massimo senza penalizzazioni e con 35 anni di contributi, non con la misera ape social– comunque sempre meglio queste ipotesi che la possibilità di uscire col calcolo contributivo, cosa assurda per chi ha il misto e età elevata, perchè questo vorrà concedere Draghi. Il mio sospetto è che li abbia convocati per dire che la situazione è critica per la guerra e il caro bollette e caro prezzi, quindi non ci saranno aperture- e allora dico ai Sindacati di non farsi prendere per i fondelli, giacchè i soldi come ci sono per le spese militari, per la riforma del catasto, per la riforma della giustizia e via dicendo, cosi devono essere tirati fuori per la riforma pensioni , di cui si sta discutendo da mesi ormai, diventando una barzelletta- i sindacati combattano affinché si facciano le cose serie ed eque- si perchè finora di equita non si è vista nemmeno l’ombra, considerato quello che stiamo pagando , con la condanna di uscire a 67 anni.

Cosa ne pensate delle considerazioni dei nostri lettori, sarebbe meglio portare a casa qualcosa piuttosto che continuare sulla richiesta quota 41 e uscita dai 62 per quanto riguarda la flessibilità in uscita, o i sindacati non devono affatto scendere a compromessi? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

43 commenti su “Pensioni anticipate 2023, i lavoratori: inutile puntare su quota 41 e uscita dai 62 anni

  1. la mia risposta a Franco giuseppe vedo che non l’avete pubblicata ; pazienza, allora andiamo a mettere i puntini sulle i………………………….; a scanso di equivoci e se non ricordo male , per chi santifica la legge fornero e bastona in continuazione quota 100, ricordo alcune cose: nel 2018 bastavano per andare in pensione 42 anni e 10 mesi più finestra; ricordo un collega che disse: andrò nel 2020 perchè hanno calcolato l’incremento dell’aspettativa di vita a 43 anni e 1 mese; solo che nel 2019 era aumentata a 43 anni e 3mesi; dissi a questo collega: vatti ad informare, può essere che vai quest’anno perchè quota 100 ha bloccato l’aspettativa di vita; andò in provveditorato e disse poi: hai ragione tu; vado quest’anno in pensione; non era contento, lui stava bene sul lavoro; tutto questo discorso per dire cosa: la legge fornero prevedeva aumenti continui se l’aspettativa di vita aumentava , mai cali se diminuiva; io avevo fatto un calcolo che con i continui aumenti e mai cali come minimo sarei andato nel 2025 con quasi 44 anni di contributi; qualcuno si faccia i suoi calcoli, magari deve ringraziare quota 100 se è andato in pensione 6 mesi prima ; cordiali saluti ai gestori del sito

  2. Buongiorno.
    Ormai siamo nel ridicolo con personaggi che dicono, no ai 62 facciamo 64, ma questi signori hanno idea cosa vuol dire lavorare per oltre 40 anni ? Gente demotivata, ormai sembra un sequestro di persona, perché non applichiamo le stesse regole per i nostri politici ? Almeno mi farebbe sentire meglio .
    Questi signori non hanno ancora capito che è importante il ricambio generazionale, perche un giovane a voglia di affermarsi di imparare, a differenza di chi ha lavorato per più di 40 anni come il sottoscritto che ha iniziato bel 1977 e ha 60 anni e garantisco completamente demotivato che aspetta solo la possibilità di lasciare il mondo del lavoro.
    Aggiungo solo che in questo modo ci avete rubato la vita .
    Fate pena voi politici seduti a decidere le sorti degli altri essendo voi esonerati dalle vostre decisioni .
    Ma x favore.

  3. Sono convinto che la riforma pensioni sarà possibile l’anno prossimo che il centro destra vincerà le prossime elezioni è riformerà la Fornero come sarà da programma la proposta Durigon 104(63anni di età con 41 di contributi) Chissà forse sarà una 104 ,6 (63 di anni è 41,6 di contributi) ma la riforma x la fine dell’anno prossimo il centro destra la farà

    Distinti saluti

  4. E ora che la gente si svegli i sindacati i politici le religioni vanno a braccetto , basterebbe una di queste istituzioni false dicessero la VERITÀ sulla moneta cioè si crea per legge dal nulla…tutto il classismo in cui viviamo crollerebbe, perché una volta capito che la moneta e nata per sostituirsi al baratto non per fare schiavitù umanitaria. Vi invito sempre alla visione del venus proget di Jacque Fresco. I soldi sono un invenzione sociale criminale con la complicità del popolo ignorante. Non come offesa ma che ignora.

  5. L’Italia andrà in default. E’ questo il suo destino. Del resto a chi ha progettato la cosa non riesce molto difficile perchè anche noi italiani ci mettiamo molto del nostro……basterà una piccolissima spinta……. Ma tranquilli arriverà il V° cavalleggeri a salvarci e dovremo persino ringraziarli. Da un punto di vista sociale sarà un autentico massacro compreso le pensioni. In ultimo mi viene però da dire che ognuno ha ciò che si merita……..Il popolo Italiano è diventato un popolo di pecore a cui piace essere sottomesso. La maggioranza degli Italiani sta con superman. Per ora il livello dell’acqua è arrivato alla vita e a protestare è sola una piccola minoranza che è derisa dalla maggioranza. Tra un pò l’acqua arriverà alla bocca anche della maggioranza.

  6. In questi commenti si parla sempre del nulla, debito pubblico come esistesse ,oppure 42 anni ,quota 100 ecc..possibile che a una certa età non si comprende la truffa della moneta creata dal nulla, che la causa di tutto questa idiozia che viviamo…non sono i politici i sindacati le religioni che non vogliono dire la verità. E la gente che non la vuole sentire, oggi con tutta la ricchezza che si può creare dal nulla, la povertà la schiavitù moderna ecc è un crimine contro l umanità.

  7. Basta bonus, benefici, RDC e altri agli ultrasessantenni! Quando capiranno che con la pensione contributiva anticipata risparmiano e/o incassano un sacco di soldi.
    Ognuno si paga il suo.
    Alle peggio si va pari con appositi coefficienti.
    Che viceversa si perdono con sussidi a fondo perduto.
    Un disoccupato, per esempio come me, 63enne, che vive di RDC e bonus vari, resta povero, ma al soldo dello Stato.
    Se divento pensionato torno ad essere un contribuente, un consumatore e mi vengono cancellati tutti i bonus e benefici. Non ci vuole un genio a capirlo.
    Ma visto che è una cosa intelligente e a costo zero, non la faranno.

  8. Cara Erica no non sono d accordo,non mi risulta che i lavoratori trovino inutile la misura dei 62/41,lavoro in una grande azienda e chi lavora in Fabbrica e ha sul groppone 40 anni di lavoro li sente tutti,e di questi giorni che sono stati pubblicati i dati della aspettativa di vita che si e ridotta di circa 3 anni,questa rende necessario ridurre anche gli anni per accedere alla pensione di oltre 2 anni e quindi si dovrebbe andare in pensione con 40 anni e non con 43,quindi smettiamola di scrivere che e inutile puntare a 41 per tutti ma bisogna ricordare ai sindacati che i lavoratori sono stufi di aspettare questa riforma e che invece devono accelerare e pressare il governo

    1. Giampietro non é che lo scrivo io, ho riportato, come avrà visto nel pezzo, le istanze, di alcuni lavoratori che preferirebbero dato il nulla di fatto in questi anni il ‘piuttosto’ rispetto al niente.

  9. A mio parere 41 anni di contribuzione sono una vita di sacrifici non è possibile abbandonare questa proposta magari si può mollare un pò su l’uscita a 62 anni ma non su 41 è una vita. Fare 64 anni di età 41 di contributi senza penalità mi pare una proposta più che ragionevole quindi invito il sindacato (se esiste ancora) a portare questa proposta ne vale della loro credibilità oppure sarà la fine anche del sindacato.

  10. lo volete capire che alla fine nei prossimi anni vogliono mandare in pensione 4 gatti; tra la fornero che dice che se uno è anziano ma in salute deve lavorare è come dire: se sei mezzo cadavere un paio d’anni li puoi fare; se sei in fin di vita allora ti mando in pensione a patto che muori entro l’anno; siamo a questi livelli; e allora? pensiamo alla salute, speriamo che qualcuno di quelli che comandano schiatti e magari arriviamo anche a 100 anni; saluti ai gestori del sito

  11. Ma ci rendiamo conto come siamo disposti ad accettare tutto?
    Solo per le pensioni non ci sono risorse, ma per le armi si trovano e anche per altre cose che non sto qui ad elencare.
    Apriamo gli occhi, e facciamoci convinti che non dobbiamo fare sconti a nessuno, perché di sconti ne abbiamo fatti abbastanza.
    Facciamola finita una volta per tutte, ne va il nostro futuro e delle generazioni avvenire.

  12. Buonasera, le molteplici difficoltà da parte di questo governo, ancora una volta non eletto dal popolo, riguardo a una riforma degna di nota, che cancelli la vergognosa riforma “Fornero”.. mi lascia totalmente perplesso. Un “Sindacato” pressoché inoperoso e privo di personalità ha spianato la strada a un manipolo di cosiddetti politici, che altro non hanno che da pensare ai loro interessi. Alibi la pandemia e purtroppo ora la guerra in Ucraina. Le sorti del paese sono nelle mani di nessuno..Il popolo è nelle mani di nessuno. I padroni hanno ripreso il sopravvento, e le lotte dei nostri Nonni, dei nostri Padri, sono un lontano ricordo. Roberto.

  13. Io sono convinto che non bisogna scendere a compromessi uscita dal 2023 con 41 anni di versamenti o 62 di età e basta! se non si è fermi su questa linea ci prenderanno sempre per i fondelli e tireranno fuori quelle quote che accontentano pochi. Per chi ha la fortuna di fare un bel lavoro ed è in salute può continuare a suo piacimento.
    Io personalmente ne ho piene le scatole……..
    Concordo con Carlo cl 1960 quando eravamo giovani noi, nessuno ci ha dato una mano ,e siamo ancora qui a lavorare.

    1. Grazie Valter. Vero. Purtroppo però noi continuiamo a fare il concerto per sordi (sindacati in primis). L’unica arma che a mio avviso abbiamo è quella di cominciare ad indire VERE proteste e manifestazioni (ovviamente assolutamente civili) e soprattutto SENZA SIGLE SINDACALI palesemente inermi ed INUTILI.
      Se non adottiamo iniziative concrete NESSUNO DARA’ ASCOLTO AI LAVORATORI ed i nostri giovani non avranno alcuna prospettiva del proprio futuro, considerando peraltro che quei “giovani” di cui tutti parlano, hanno già ben oltre i 30 anni !!!!!!! E’ semplicemente RISIBILE che facciano finta (governi e sindacati) di pensare al loro futuro ma non fanno NULLA per consentire loro un accesso al mondo del lavoro. Certo, preferiscono che CONTINUINO A LAVORARE gli ultrasessantenni !!!!
      Un saluto tra noi delusi e pregni di rabbia!!
      Carlo cl 1960

  14. Credo che un presidente del consiglio, eletto da nessuno, non si possa permettere di dire che le pensioni rappresentano il suo ultimo pensiero. Credo che il suo atteggiamento sbrigativo riguardo un problema che coinvolge tanti lavoratori che, per anni e anni, hannofatto il loro dovere sia offensivo. E credo infine che una donna che ha raggiunto la bella età di 64 anni, che avuto figli, che ha accudito anziani e che è rimasta a lungo intrappolata nelle secche della precarietà abbia il sacrosanto diritto di andare in pensione, anche se ha maturato solo 30anni di contribuzione. In conclusione ritengo che sia del tutto inutile che i sindacati si ostinino a chiedere la luna, sapendo benissimo che non verrà cocessa. Accontentiamoci di quel po’ di flessibilità che il signor Draghi è disposto a concederci, anche a costo di essere ancora una volta “defraudati”. Del resto, mai come di questi tempi si sente dire che la libertà non ha prezzo.

  15. Concordo con chi dice che il 7 Aprile non si parlerà delle pensioni ma chiedo ai sindacati che ottengano dei tavoli di discussione con delle date certe ed a breve, se questo non accadesse dovrebbero indire immediatamente degli scioperi, allora forse sarebbero un pò credibili.
    Concordo anche con quelli che dicono che 62 anni o 41 di contributi non sarà possibile perchè non interessa a nessun partito, non sono milioni quelli che andrebbero in pensione e quindi i voti sarebbero pochi, però che cerchino almeno di ottenere una minima riduzione (42 anni per gli uomini e 41 per le donne senza finestre), generalmente quando si deve trovare un’accordo si cerca di venirsi incontro.
    Non sono fiducioso ma spero che almeno questa volta i sindacati facciano il loro lavoro, ne va veramente della loro dignità

    1. Sig. Mauro Lastrucci, sarebbe senz’altro possibile togliere le finestre alla pensione anticipata “42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra”: basterebbe considerare “43 anni e 1 mese”.

      Si ricordi che la Fornero tolse proprio il “concetto” di finestra (aumentando, però, gli anni e i mesi – eh, non crederà mica, sig Mauro Lastrucci, che si toglie da una parte senza aggiungere dall’altra parte?).

      Salvini (quello di “Quota 100”) ha invece re-introdotto il “concetto” di finestra (lasciando inalterati gli anni e i mesi – che la Fornero aveva aumentato – ma aggiungendo altri mesi – eh, non crederà mica, sig Mauro Lastrucci, che si lascia invariato il grosso senza aumentare il piccolo?). Mia nota: sono certo che Salvini negherebbe che sia stato propio lui a reintrodurre le finestre. Dirà sen’altro che sono stati “gli altri”.

      Perciò, si è creato un precedente.

      Orlando potrà copiare Fornero togliendo nuovamente le finestre (così farà contenti Sindacati, lavoratori ed elettori), trasformando la pensione anticipata “42 anni, 10 mesi e 3 mesi di finestra” in pensione anticipata “43 anni, 1 mese” (non dimentichiamoci, inoltre, che dal 2026 i mesi si incrementeranno “grazie a” o “a causa di” aumento della speranza di vita perché il Covid ha deciso di sparire nel 2026 (a proposito, ma chi è che dice che la speranza di vita si è ridotta “grazie a” o “a causa di” Covid? Lo dicono le statistiche? Non ricordo chi, diceva: “esistono le verità, le mezze verità, le bugie e le statistiche”. Ma probabilmente a proposito del Covid le statistiche dicono la verità).

      E ora, sig. Mauro Lastrucci, guardiamoci negli occhi, senza parlare (o quasi sottovoce, tra noi): lei davvero crede che al Governo ci vadano degli ingenui (per non dire sprovveduti)?

      Io credo proprio di no.

      P.s.: poichè il termine “finestra” serve per far capire al “popolo”, cioè è rivolto al “volgo”, e quindi è “volgave” (con la “evve” moscia), l’INPS chiama la “finestra” col termine “meccanismo di differimento” (un intellettuale saprà certamente apprezzare questa espressione bellissima!)

      1. Se non mi sbaglio, direi: a parità di numeri meglio la finestra … almeno fino a quando si potrà parlare di cristallizzazione. Non vorrei che passando da un anno al successivo ti cambino i “diritti acquisiti”.

  16. Io non credo che le proposte sindacali siano irrealizzabili, credo semplicemente che non c’è nessuna volontà di attuarle. Ci hanno raccontato che quota 41 è infattibile perché costa circa 10 miliardi ma come d’incanto sono sbucati dal nulla 15 miliardi per armarci. Ci hanno detto che se vuoi la flessibilità te la devi pagare, quindi non vedo ostacoli a mettere una flessibilità dai 62 anni purché ci sia un piccolo taglio dell’assegno, ma volendo questa flessibilità potrebbe essere estesa anche a 60 o 58 anni visto che se me la devo pagare sono io che decido quando andare in pensione in base al taglio proposto.
    Questi banali esempi dimostrano che non è la sostenibilità del progetto il problema insormontabile su cui trovare un accordo ma piuttosto l’ottusità di un governo che vuole piantare “bandierine” sul risiko.
    Mi spiego meglio, l’europa dice che l’età media di pensionamento è 62 anni e quindi il nostro buon Grisù (il draghetto, almeno quello era simpatico) vuole dimostrare di essere ancora più bravo nei compiti a casa e mette come minimo 64 anni, infatti nella legge finanziaria di quest’anno siamo passati da una finta quota 100 (62+38) a una peggior finta quota 102 (64+38) e pensare che con soli 3 anni in più di età e ben 18 in meno di contributi si ha comunque diritto alla pensione, alla faccia delle giustizia sociale, il tutto per pagare i giovani a oziare sul divano mentre i nonni stanno al lavoro per mantenerli.

    1. Buongiorno Emilio 63.

      La differenza è che 10 miliardi in pensioni, senza ombra di dubbio, sono soldi che escono.
      I 15 miliardi investiti nel campo degli armamenti, per quanto sbagliato lo siano, dal punto di vista degli economisti sono un “effetto leva”, ovvero soldi che poi rientrano.
      Per quanto riguarda la flessibilità con quello che Lei dice un “piccolo taglio”; ma di che stiamo parlando quando già oggi chi arriva a 42/43 anni di versamenti, ovvero alla anticipata, ne ha più di 25 col metodo contributivo.
      A me pare che il solo esporre questi pensieri “favorevoli ai tagli” invogli la controparte a distribuire ai lavoratori ancor più bastonate.

      Saluti

    2. Concordo anche io che se voglio la flessibilità devo essere disposto a pagarmela assumendomi tutta la responsabilità in termini economici. Sono arrivato anche io a 58 anni, e per la mia storia personale purtroppo mi sento molto frustrato da un lavoro che non è certo stato fisicamente usurante, ma dal punto di vista psicologico mi ha devastato e alla mia età mi ha reso un rottame. (sono un pubblico dipendente)
      E cosa ci sarebbe di male se lo stato mi autorizza ad andarmene lasciandomi almeno la possibilità di scegliere quando? Non è forse peggio obbligarmi a continuare a stare in un contesto dove non sono più adeguato (ripeto, lasciamo perdere il motivo…), magari impedendo ad energie fresche di poter subentrare facendo la differenza?
      Quel che temo è che non solo l’attuale governo (in cui non credo e che mi sembra il meno adatto e predisposto a concedere una VERA flessibilità in uscita), ma anche altre possibili maggioranze non sapranno comprendere la delicatezza di questi temi. Poi non si lamentino se la percentuale dei votanti precipita.
      Concludendo, puntiamo in alto! Non si può chiamare flessibilità la possibilità di uscire a 64 anni. Sarebbe un’autentica presa in giro. Flessibilità è poter uscire dai 60 in poi, senza paura del contributivo puro, valutando liberamente l’importo proposto. E se invece uno sta bene, può lavoraree vuole maturare una bella pensione, che lavori finché vuole!

  17. ma in futuro chi potrà contare su 43 anni di contributi ,,ma dovranno prima o poi scendere con gli anni di contribuzione,, solo in Italia ,
    Paghiamo i Giovani per non Lavorare ,ma dove sta il ricambio generazionale sarà più logico fare entrare un giovane nel mondo del lavoro.
    A mio punto di vista la Legge Fornero non verrà toccata di un millimetro almeno fino al 2026,concordo noi saremo la Generazione che lavorerà più di tutti in assoluto .. 43 anni sono una eternità…

  18. speriamo nel 7 aprile ma vista l’aria che tira si andrà tutto nel 2023; magari faranno una quota 103 con i 63 anni e 40? pura illusione; più 65 e 38; (naturalmente questo a novembre 2022; saluti ai gestori del sito

    1. Buona sera Sig. PAOLO Prof, rifacendomi ad una sua recente risposta le dico sommessamente: “Il giorno che avrò bisogno che Lei mi spieghi meglio qualcosa che non capisco sarò io stesso a cercarla. Per adesso, riesco benissimo a vivere senza le sue spiegazioni, peraltro non vere” La invito pertanto a rinunciare a qualche minuto di commenti per informarsi meglio prima di scrivere falsità. Basterebbe digitare su google, questa semplice richiesta: “L’Europa non vuole la quota 100” e anche Lei si convincerebbe che la quota 100 non è stata una gentile e accettata concessione come Lei afferma, ma una forzatura del governo gialloverde invisa all’Europa. Addirittura molti paesi minacciavano di non concederci il recovery found se non veniva abolita quanto prima, il premier olandese Rutte in testa. Ci sono vari e specializzati siti di notizie che riportano i fatti dell’epoca e tutti rilevano che L’Europa voleva che la quota fosse cancellata quanto prima. Falso, quindi, quello che Lei ha riportato e cioè che l’Europa “ci ha concesso solo la quota 100”. Invero l’Europa voleva che fosse cancellata già dopo la sua approvazione, altro che concessione. Lei fa cattiva informazione non degna di un “Prof” seppur di educazione fisica. Che poi a 63 anni sono in ottima forma anche senza di Lei. “Un bel tacer non fu mai scritto” ( traduzione: La bellezza del tacere al momento opportuno. Jacopo Badoer poeta.)

      1. se ti rode che qualcuno è andato in pensione prima di te e che sei stato costretto ad andare con la legge fornero invece che qualche anno prima non prendertela con me; dici che invece di quota 100 potevano diminuire gli anni della legge fornero; è una utopia bella e buona; che l’europa non fosse d’accordo diciamo pure che ti posso dare ragione; cosa intendi per l’europa? i burocrati , i politici; si vede lontano mille miglia che a te rode che qualcuno, magari tuo conoscente o collega, che ti era antipatico, è andato in pensione prima di te e non te ne capaciti; e a distanza di 3 anni ancora porti livore; rilassati ; io ho appesa saputo che comunque dovrò farmi gli esami di maturità ; non volevo; me ne faccio una ragione; fattene una ragione anche tu; hai detto che sei del 1959; magari qualcuno del 1958 o del 1957 , che ti era antipatico, è andato prima di te e a te questo rode; e rode tuttora a distanza di 3 anni; fattene una ragione e rilassati; anche in queste risposte nei miei confronti vedo che non sei rilassato; rilassati; non lo dico per me, lo dico per te; in merito al termine falsità usane altri, faresti una migliore figura; anche se sei offensivo comunque cordiali saluti

  19. Il 7 aprile è vicino e il Sindacato sa bene che è sotto osservazione da parte di tutti noi- dico fino alla noia che è inutile chiedere la luna, ma spingere per proposte fattibili e concrete per noi lavoratori- quindi proposta Raitano con uscita già dal prossimo autunno a 63/64 anni con penalità 1,5/2 % massimo- proposta Tridico con uscita a 64 anni con la quota contributiva e poi a 67 quella retributiva- aggiungerei la proposta di Marino con uscita con piccole penalità già a 63/64 con pensione di vecchiaia a 66 anni, vista l’aspettativa di vita in calo- quindi cari Sindacati spendetela bene questa possibilità di incontro col burocrate e non cincischiate su cose irrealizzabili, ma andate al sodo con queste idee eque e giuste, senza rizzelarvi ma pronti allo scontro frontale, consci che se il burocrate scappa o prende tempo, noi siamo pronti alla lotta in piazza , costi quel che costi…. tanto ormai non abbiamo nulla da perdere…… siamo stanchi di tutto e tutti!!!!!

  20. NON RIESCO A CREDERE A QUELLO CHE LEGGO IN ALCUNI COMMENTI (fortunatamente solo un paio).

    Per salvaguardare il futuro dei giovani occorre dargli un lavoro (visto che ancora non sanno cosa sia), e non farli vivere con il reddito di cittadinanza !!!!!!!!!!!!!!!!!!!! …………….. Ed il futuro di quando eravamo giovani noi ????? Ce lo hanno garantito così come siamo conciati oggi ????????????? Cioè che con quasi 63 anni e 41 di contribuzione stiamo ancora pagandoci le baby pensioni e TANTE ALTRE PORCATE DI DECENNI ??????????????????????? IL DEFICIT LO HANNO CREATO TUTTI QUELLI CHE CI HANNO GEVERNATO IN TANTI ANNI DI IMMENSE SCELLERATEZZE, NEFANDEZZE, RUB…………. E MI FERMO QUI !!!!!!
    I sindacati ?????? Una delle parti più INDEGNE del nostro Paese ?????????????????

    DATE ASCOLTO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!! STRACCIATE TUTTE, E DICO TUTTE, LE TESSERE SINDACALI E DI PARTITO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! VEDRETE SE E COME INIZIERANNO A FARE QUALCOSA DI CONCRETO !!!!!!!!!!!!!! …………………………… che comunque sarà sempre MISERRIMA cosa, considerate le loro manifeste incapacità ………………… per non dire altro !!!!!!!!!!!!!!
    Saluti ai gestori del sito, in particolare alla Sig.ra Erica

    Carlo cl 1960 ……………………………….. e come dice l’inserzionista Sig. Paolo Prof. ……………………….. uno dei tanti inc ………… del 60

  21. Concordo! Lasciar fare una riforma delle pensioni a questi finanzieri ed ai loro lacchè politici e sindacali significa purtroppo peggiorare l’indecente Legge Fornero. Meglio proprio non cambiare nulla e attendere la prossima legislatura anche se è possibile che come al solito il potere resti in mano ai soliti oligarchi perché ormai è chiaro che in Italia non c’è più una democrazia ma una vera e propria immutabile oligarchia!

  22. Penso che l’uscita a 63/64 anni e anche eventualmente 41 ma con penalizzazioni siano le proposte piu’ sensate di questi tempi
    Saranno già quasi impossibile da ottenere , ma le altre sono fuori dalla realtà .
    Non verranno mai accettate , chi continua a proporle, non si rende conto della situazione.
    In piazza non ci va nessuno ed i sindacati lo sanno benissimo, devono ottenere il massimo con le forze a loro disposizione ( attualmente molto scarse)

  23. Buongiorno.
    “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova” A. Christie.

    Dalla presunta frase proferita dal Presidente del Coniglio:
    “La riforma delle pensioni 2022 è l’ultimo dei pensieri a cui al momento il Governo può pensare. Ci sono troppi rischi che l’Italia sta correndo e che deve immediatamente risolvere“.

    A quella quella più recente del presidente di Confindustria:
    “Il 16% delle imprese ha ridotto o interrotto le produzioni. Se continuiamo così si aggiungerà un altro 30% nei prossimi mesi. Se andiamo a scartamento ridotto è un problema per il Paese”.

    Frasi che nell’insieme ci raccontano di una possibile disoccupazione alle stelle.
    Il giorno 7 avremo la prova, non si parlerà di pensioni!

    Spererei di sbagliare ma … non siamo ancora in campagna elettorale ne so se mai ci si tornerà.
    Saluti

  24. Speriamo almeno in una proroga per ape sociale anche per il 2023,in sostituzione di opzione donna ,sia per gli uomini che per le donne

  25. …………….”Pensioni anticipate 2023, i lavoratori: inutile puntare su quota 41 e uscita dai 62 anni”, ma se anche i sindacati chiedessero 80 anni e 60 di contributi verrebbero ascoltati dal governo (Draghi il piccolo imperatore), siamo proprio alla frutta, sono sfiduciato, ci vorrebbe un MIRACOLO!!!!!!!
    Tanti saluti a tutti e complimenti al sito, almeno ci sfoghiamo un pochino …….. lo so magra consolazione!!!!!

  26. Lo dico da tempo. I sindacati avrebbero dovuto ascoltare la base e essere realistici. Lo slogan 62 anni o 41 è del tutto demagogico e irrealizzabile. Se i sindacati, invece di pensare alla loro visibilità, avessero sostenuto tesi realizzabili, a quest’ora, forse, avremmo potuto sperare in un accordo per una riforma delle pensioni a regime dal 2023. Le proposte su cui ragionare erano quelli Tridico o Reitano, inutile girarci attorno. Per colpa dei sindacati non otterremo un bel nulla. Tempo fa ironicamente ho scritto che c’era la fantastica notizia che probabilmente anche nel biennio 2025-26 la pensione di vecchiaia resterà ferma a 67 anni. Oggi tolgo l’ironia, resterà la sola buona notizia.

    1. Sig.ra Roberta, per rendere Opzione Donna strutturale (e magari con delle migliorie) occorrerebbe fare passi da gigante.

      E per fare passi da gigante occorrerebbe essere un Gigante (intellettualmente parlando, si intende).

      Con tutta franchezza: lei, sig.ra Roberta, vede qualche Gigante al Governo? (sempre in senso intellettuale, si intende).

      Il Governo è un Governo cauto (non incauto) e quindi fa passi brevi ma sicuri, di anno in anno (perché il Governo naviga a vista). Quindi, io credo, che il Governo prorogherà Opzione Donna anche per l’anno 2023.

  27. Buonasera,
    La mia preoccupazione è che le pensioni
    Peggiorino….
    Infatti, in tutte le riforme pensioni ci sono
    Stati tagli della rendite e inalzamento dell’età!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna su