Pensioni anticipate 2023, inizia pressing della Uil al nuovo Governo: parla Proietti

In questi giorni anche sul sito vi é gran fermento sul post risultato delle elezioni, ora molti si domandano se le promesse fatte in campagna elettorale in merito alla flessibilità in uscita, ci riferiamo alle ultime dichiarazioni di Salvini e Durigon, per la Lega, e a quelle dell’onorevole Rizzetto per Fratelli d’Italia, verranno mantenute. Tra le promesse vi era anche e soprattutto la quota 41, per la Lega da mettere in campo subito tra le misure prioritarie, per Fratelli d’Italia da associare prima o dopo alla flessibilità in uscita a partire dai 62 anni con leggera decurtazione dell’assegno per le uscite anticipate rispetto ai 67 anni. Ieri abbiamo pubblicato le considerazioni a caldo dei nostri lettori, oggi ci siamo permessi di comprendere le intenzioni dei sindacati che sul fronte pensioni non hanno mai smesso, dalla loro, di fare pressing al Governo. Nello specifico ci siamo confrontati con Domenico Proeitti, segretario confederale della Uil, eccovi le sue richieste al futuro Governo, emerse chiaramente nel corso di questa breve ma significativa intervista.

Pensioni anticipate 2023, l’intervista a Proietti (Uil): quali le richieste al nuovo Governo?

Pensionipertutti: Gentilissimo Proietti, ormai il dado é tratto, la coalizione di centro destra a vinto pienamente queste elezioni, cosa vi aspettate, date anche le promesse fatte in precedenza, venga subito preso in carico dal nuovo Governo in campo previdenziale, tema tanto caro agli italiani?

Domenico Proietti (Uil): Il nuovo Parlamento e il nuovo Governo devono affrontare i temi previdenziali introducendo una flessibilità di accesso alla pensione a 62 anni utilizzando le categorie dei lavori gravosi e usuranti. Inoltre, lo ribadiamo, 41 anni di contributi bastano per andare in pensione a prescindere dall’età.

Pensionipertutti: La Uil va dicendo da sempre che le altre categorie che andrebbero tutelate sono i giovani e le donne che più di tutti stanno pagando il prezzo della precarietà, insisterete con queste tematiche anche con il Governo che entrerà in carica?

Domenico Proietti (Uil): Certamente, bisogna prevedere da subito una pensione di garanzia per i giovani fortemente penalizzati dalla precarietà di questi anni. Occorre prevedere per le donne un anno di anticipo pensionistico per ogni figlio e valorizzare il lavoro di cura ai fini previdenziali.

Pensionipertutti: Vi sono altre questioni, a livello previdenziale, su cui farete pressing?

Domenico Proietti (Uil): È necessario riaccendere i riflettori sulla previdenza complementare. Mentre per le pensioni in essere bisogna continuare la rivalutazione attraverso anche il recupero di una parte del montante perso in questi anni e rafforzare ed estendere la quattordicesima per le pensioni fino a 1500 euro.

Ringraziamo Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, per averci dedicato del tempo in un momento così delicato, voi cosa ne pensate delle richieste della Uil, le condividete, a vostro avviso hanno speranze di essere attese?

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28 commenti su “Pensioni anticipate 2023, inizia pressing della Uil al nuovo Governo: parla Proietti”

  1. Due sessantenni compagni di banco Marco e Giulia. Marco dopo l’esame di maturità decide di cercarsi un lavoro e di non proseguire gli studi saranno anni di fatica ma che gli daranno un po’ di indipendenza, mentre Giulia sceglie di frequentare l’università per specializzarsi e dopo anni di duro studio, di esami sostenuti, di soldi spesi per le tasse universitarie, per i costosi libri di testo ecc, finalmente si laurea, poi deve affrontare un anno di pratica non retribuita per affrontare l’esame di stato per ottenere l’abilitazione alla professione (e lo Stato ringrazia)
    In breve tempo ormai 25enne per sua grande fortuna trova un lavoro.
    Giulia si sposa e diventa mamma di due bei bimbi. Sono anni faticosi dove il lavoro fuori casa si deve combinare con un secondo lavoro altrettanto impegnativo di cura dei figli, della famiglia compresi gli anziani e della casa. Giulia cerca di svolgere tutto e bene ma la stanchezza degli anni pian piano arriva.
    Marco raggiunti i 61 anni dopo 41 anni di lavoro potrebbe andare in pensione.
    Giulia raggiunti i 61 anni come Marco ma dopo solo ……..36 anni di lavoro per raggiungere i fatidici 41 dovrebbe lavorare ancora 5 anni prima della pensione a quasi 67 anni.
    Ecco perché è necessario tener conto non solo dei 41 anni di contributi ma anche dell’età soprattutto per le donne, accedere alla pensione a 67 anni è troppo, ci dovrebbero essere possibilità di uscita anticipata con anche lievi penalizzazioni in base all’entità dell’anticipo (non come opzione donna), oppure uscire prima con il contributivo integrandolo successivamente con la quota del retributivo.
    Perché non riconoscere per gli anni universitari i contributi figurativi, Marco e Giulia andrebbero in pensione alla stessa età chiaramente Giulia non avrebbe il corrispettivo in denaro relativo agli anni di università ma le servirebbero per raggiungere i 41.
    Penso che Giulia possa meritarsi ciò al pari di Marco e potrebbero meritarselo tutte quelle persone che hanno avuto carriere difficili e discontinue tra precariato e borse di studio e che i 41 anni non li raggiungeranno mai

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  2. Condivido pienamente con Antimo Lopresti. Il sindacato tutto non può farsi scappare questa occasione per far vedere che esiste ancora e che può e deve dira la sua.
    Quota 41 senza penalizzazione e poi il resto.
    Speriamo bene…… incrocio le dita, di certo non mi scorderò di come andrà a finire….. voterò e chiederò di votare di conseguenza per sempre.
    Saluti e grazie.

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  3. Mi chiedo ….. Ma cosa ne pensano gli industriali di doversi tenere i 63-64enni ancora sul posto di lavoro. Non si pronunciano mai. Siamo pieni di acciacchi cosa aspettano di dire anche la loro? Dove vivono?

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  4. Buongiorno,
    vorrei rispondere al Sig. Lorenzo Monachesi.

    Leggendo quanto da Lei postato, presumo Lei abbia 60/62 anni e circa 41 anni di contributi, pertanto una volta soddisfatte le sue esigenze gli altri pippaaaaa.

    La sua proposta di fissare quota 103 è ingiusta nei confronti di coloro che hanno iniziato, come me, a 14 anni da “BAMBINI”, in quanto per raggiungere 103 avrò 58,5 anni di età, (per il governo sono ancora giovanissimo) versando all’INPS 44,5 anni di contributi, a questo punto ancora meno penalizzante LA FORNERO con 43 e 1 mese.

    Quando ho iniziato a lavorare e versare i contributi, il NOSTRO Governo, garantiva la pensione versando 35 anni di contributi, questo fu valido fino al 2002, poi passo a 38 anni, successivamente a 41 anni e poi arrivò la Strega FORNERO con l’aspettativa di vita.

    Oggi siamo nel 2022 e dopo 20 anni l’aspettativa di vita è aumentata di 8 anni, dai fatidici 35 anni contributivi ad oggi 43.

    Dal 01.01.2027 riprenderà l’aspettativa di vita, attualmente congelata fino al 31.12.2026, e nel 2050 occorreranno ben 45 anni di contributi per raggiungere il traguardo pensionistico.

    Mi immagino coloro che hanno iniziato o inizieranno a lavorare a 28/30 anni, raggiungeranno il traguardo oltre i 70 anni, lavorando 45 anni e godendone 15 da pensionato regalando 30 anni di contributi all’INPS.

    Se l’avessi saputo prima, 41 anni fa, anziché rompermi la schiena e le mani in cantiere alzandomi alle 05:30 del mattino per tornare alle 19:30 di sera, mi sarei abbonato a PLAY BOY, sicuramente sarei diventato cieco e i calli alle mani li avrei avuti comunque, ma me la sarei GODUTAAAAAA!!!!!!!

    Grazie tutti

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  5. Vedo che qualcuno ha seri problemi a capire determinati concetti che sono in primis l’età anagrafica cosa significa? Che chiunque governi non vuole abbassare una determinata soglia il range sarà presumibilmente 64/65 ho scritto sarebbe già oro colato visti i tempi 63anni e 41 di contributi detto questo il debito lo paghiamo noi plebei quindi insistere con i soliti slogan tutti a 60/61/62 serve solo a perdere tempo. Se fossi un sindacalista preposto a interloquire con chi governa proverei a proporre una via di mezzo per dimostrare un piccolo passo avanti che ovviamente deve essere fatto anche da chi firma i decreti legge.

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  6. Trovo giusta la proposta di un anno di contributo in più a figlio per le mamme.
    Credo che non si dovrebbe parlare solo di uscita con 41 anni di contributi ma anche di uscita anticipata con l’età 61-62, soprattutto per le donne ma non con l’eccessiva penalizzazione di opzione donna che le costringerebbe ad affrontare gli anni della vecchiaia con mensilità pensionistiche alla soglia della povertà.
    In caso di un percorso di studi universitari è impossibile raggiungere 41 anni di contributi prima di 66 /67 anni di età (25+41=66). Perché non valorizzare l’impegno e i costi impiegati per un percorso di crescita professionale e attribuire contributi figurativi agli anni di laurea?

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  7. Dott. Proietti Lei ha perfettamente ragione quando dice” 41 anni di contributi bastano per andare in pensione a prescindere dall’età.” e trova un largo consenso da parte dei lavoratori. Ma la stessa cosa la dicono anche gli altri sindacati, DA MOLTI ANNI. Ricordo un intervento di Maurizio Landini in Tv di circa 10 anni fa dove, a gran voce e insistentemente, diceva:
    dopo 40 anni di lavoro un dipendente a diritto alla pensione. Orbene di anni ne sono passati tanti, di acqua sotto i ponti pure, ma di quel diritto non s’è visto nulla come pure di lotte sindacali e prese di posizione in tal senso. Ancora oggi gli uomini vanno in pensione con 42 anni e 10 mesi + i 3 mesi rubati della finestra. Che dire, forse è giunto il momento di prendere posizione!

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  8. Per cominciare non c’è un “nuovo governo”, almeno finora. Quando sarà approvato da Mattarella se ne può parlare, sempre ammesso che le pressioni dall’Europa consentano di fare un nuovo governo alla destra, cosa tutt’altro che scontata.

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  9. Le promesse di Durigon svaniranno nel nulla !!! Il flop elettorale ha messo sale e pepe nella casa del Senatùr !!!! Classico giochino elettorale !!!!

    CI SIAMO RICASCATI !!!

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  10. Tutti in pensione con 62 anni di età e minimo 20 di contributi,e 63 anni con ape sociale e 41 anni di contributi indipendentemente dall’età

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  11. Ma il sig. Proietti a che gioco sta giocando? ora dice “flessibilità di accesso alla pensione a 62 anni utilizzando le categorie dei lavori gravosi e usuranti”… non è questo che i sindacati chiedono, la flessibilità deve essere per tutti, non solo per i lavori usuranti e gravosi ogni lavoro lo è, sia quello fisico e sia quello mentale… classificare i lavori è un’altra grandissima ingiustizia…è l’età di accesso alla pensione che permette ai lavoratori quella serenità di programmare e decidere il proprio futuro, di questo abbiamo bisogno e non del terno al lotto.
    Se c’è stata una astensione importante al voto è proprio per questi atteggiamenti subdoli, non chiari, meschini dove si dice ma allo stesso tempo non si fa capire bene.
    Vergognatevi, avete distrutto un paese…

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  12. A Lorenzo 60 -43 non va proprio bene. Ma quanto tempo li vuoi tenere al lavoro.
    Con 41 anni ti devi ritirare, passi temporaneamente 42, ma 43 corrisponde alla FORNERO. Che diamine!

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  13. DOTTOR DOMENICO PROIETTI UN APPELLO !!
    FATE IN MODO DI LIBERARE DA UNA CONDIZIONE DRAMMATICA TUTTI COLORO CHE SONO DISOCCUPATI DA ANNI E HANNO GIÀ 41 ANNI DI CONTRIBUTI ALLE SPALLE ! DEVONO POTER ACCEDERE ALLA PENSIONE “ANTICIPATA” ANCHE SE NON HANNO LAVORATO PRIMA DEL 19° ANNO DI ETÀ !!! SIAMO DIMENTICATI DA TUTTI E IN QUESTE CONDIZIONI NON SI RIESCE PIÙ A VIVERE !!
    DOTTOR DOMENICO PROIETTI CI AIUTI !!! FACCIA IN MODO CHE DIVENTI PER TUTTI I SINDACATI UNA PRIORITÀ ASSOLUTA DA FAR INSERIRE NELLA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO !! SPERO CHE LEI POSSA RICEVERE E LEGGERE QUESTO MESSAGGIO ! GRAZIE !

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  14. Caro Lorenzo i 61 o 62 anni scordiamoceli mi sono già espresso visti i tempi di vacche magre sarebbe già oro colato 63 con 41anni di contributi che sommati insieme ri-propone quota 104 modulata in eccesso rispetto a quella pro tempore di quest’anno. Erica ritiene fattibile una proposta basata su questi termini da esporre a coloro che vengono intervistati da voi giornalisti sempre presenti e sul pezzo in maniera costante? Grazie per essere vicini a tutti noi.

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    • Luigi, non per contraddirti ma credi che tornino indietro di 1 anno rispetto ai 64 attuali? piuttosto aggiungono 1 anno o tolgono 1 anno (magari) ma sulla proposta tridico con 1 pensione a parti; oggi poi hanno intervistato Calenda che è stato molto disarmante sulle pensioni; ha detto che moltissima gente ha dato il voto sperando belle novità sulle pensioni; speriamo che abbia torto Calenda ma io la vedo bruttissima; spero tanto di sbagliarmi ma tra Novembre e Dicembre vedremo cosa verrà fuori; saluti a te e ai gestori del sito

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  15. il dott.Domenico Proietti ha perfettamente ragione quando dice” 41 anni di contributi bastano per andare in pensione a prescindere dall’età.” Ora sono i sindacati che devono far forza con notevole pressing sul governo. Sono la nostra speranza!!!
    Guido

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  16. Col governo Draghi i sindacati non hanno per niente rumoreggiato , facendo un solo sciopero a dicembre e poi un atteggiamento soft probabilmente perché c’era il PD al governo- ora che c’è la destra stiamo sicuri che inizieranno manifestazioni ,scioperi e la triplice tuonera’ come ai vecchi tempi- va bene anche questo,basta che si muova qualcosa e si tenga fede ai proclami fatti da Salvini, Rizzetto e poi c’è Tridico Damiano e dulcis in fondo la proposta Utp che è una spanna al di sopra delle altre e spero che Meloni abbia l’accortezza e il coraggio di studiarla e metterla in campo , così da inserirla in legge di bilancio e chiudere definitivamente questo sperpetuo che stiamo vivendo da anni.

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    • Concordo anche se i sindacati come i partiti e come tutte le istituzioni con una componente ideologica hanno una forma mentis di bandiera. Quello che mi colpiva in gioventù è come tutti, quando emergeva una proposta, la prima domanda era chi lo ha detto, poi se era della stessa bandiera avanti con l’enfasi e altrimenti, nella migliore delle ipotesi la proposta diventava invisibile, veniva ignorata, con buona pace della sua effettiva razionalità. Spero che non tocchi la stessa sorte anche alla proposta UTP.

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  17. dott. Proietti, visto che la riforma prima del 2023 non si farà, perchè non lottare per una immediata quota 103 aperta (62-41 / 61-42 / 60-43) in legge di bilancio giusto per tornare alla Fornero? cosa ne dice?

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    • parli di quota 103 aperta? è da più di 1 anno che aspettiamo risposte dai sindacati; quota 103 aperta è impossibile; forse te la fanno a partire dai 65 anni; e poi con i 43 anni è legge fornero aggiungendo 1 mese; questi sindacati attuali hanno dimenticato il loro ruolo; mi smentiscano con i fatti, di parole ormai siamo arcistufi; dott. Proietti, mentre voi sembrate dei dischi rotti la gente MUOREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE; SI SVEGLI; saluti a Lorenzo , al dott. Proietti e ai gestori del sito

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      • provi ad indire uno sciopero per vedere quanti vi partecipano e nelle realtà piccole nessuno il sindacato diventa forte con la partecipazione e i partecipanti chi sono? noi perciò il suo scritto non vale nulla .

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    • Lorenzo sarei in linea di principio d’accordo (anche io avrei bisogno di sapere forse come te che fine farò nel prossimo anno…) ma non credi che una quota 103 sarebbe un’altra “pezza a colori” come fatto fino ad ora (quota 100 e 102) solo per rinviare ancora una volta l’argomento?
      Ora non ci sono più attenuanti: devono metterci mano in maniera seria e non penalizzante! DA SUBITO!

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