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Pensioni anticipate 2023, INPS conferma: calo uscite con quota 103, flop opzione donna

Secondo l’ultima rilevazione dell’Inps, nel primo trimestre del 2023 sono stati erogati complessivamente 174.610 trattamenti, segnando una diminuzione del 26,22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati mostrano una differenza di genere nell’importo degli assegni percepiti: le donne hanno percepito mediamente un importo inferiore del 33% rispetto a quello degli uomini. Emblematica la situazione dell’Opzione Donna: appena 151 richieste nei primi tre mesi del 2023.

Ultime novità Pensione anticipata 2023: uscite in calo del 26%, opzione donna scomparsa

l monitoraggio dei flussi di pensionamento dell’Inps mostra una tendenza alla diminuzione dell’effetto Quota 100 nel primo trimestre del 2023. In particolare, il ricorso alle pensioni anticipate, vincolate alla Quota 102 nel 2022 e alla Quota 103 quest’anno, si è rallentato. Complessivamente, nel periodo gennaio-marzo 2023 sono stati liquidati 174.610 nuovi assegni, di cui meno del 30% (51.583) sono riconducibili a forme di trattamento anticipato.

L’accesso alle forme di trattamento anticipato è risultato del 38% inferiore rispetto allo stesso periodo del 2022, quando erano stati liquidati 83.153 assegni. Numeri in calo vertiginoso per quanto riguarda le richieste di pensionamento con Opzione donna, che sono estremamente basse, con soli 151 casi nel primo trimestre del 2023, rispetto alle 4.185 dello stesso periodo del 2022. Questa tendenza è ovviamente influenzata dalla stretta introdotta dall’ultima legge di bilancio sulla Opzione donna che di fatto ha reso impraticabile questa opzione.

Pensione anticipata ultime news: quota 102-103 frena le uscite anticipate

La sostituzione della Quota 100 con la Quota 102 nel 2022, che richiedeva un’età di 64 anni e 38 anni di contributi, e l’introduzione della Quota 103 all’inizio del 2023, che richiede un’età di 62 anni e 41 anni di contributi, hanno prodotto una significativa diminuzione delle uscite anticipate. Nel primo trimestre del 2023, le uscite anticipate rappresentano meno del 30% del totale dei trattamenti erogati dall’Inps, con un calo del 38% rispetto allo stesso periodo del 2022.

In particolare, per la gestione dei lavoratori dipendenti, la percentuale di uscite anticipate è del 36%, mentre per la gestione dei dipendenti pubblici questa percentuale sale al 44%. Questi dati indicano che la Quota 103 ha avuto un impatto significativo sulla scelta dei lavoratori di prolungare la loro attività lavorativa, probabilmente a causa dei requisiti più stringenti richiesti per accedere all’uscita anticipata.

Infine il monitoraggio dell’Inps, guidato dal presidente Pasquale Tridico, ha evidenziato che nel primo trimestre del 2023 l’importo medio delle pensioni liquidate è di 1.111 euro al mese. Tuttavia, ci sono delle differenze significative tra gli assegni percepiti dagli uomini e quelli percepiti dalle donne. Infatti, l’assegno medio per gli uomini è di 1.357 euro al mese, mentre per le donne si attesta a 904 euro al mese, con una differenza del 33,38% in meno rispetto a quello degli uomini.

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49 commenti su “Pensioni anticipate 2023, INPS conferma: calo uscite con quota 103, flop opzione donna

  1. Caro Matematico hai pienamente ragione di conseguenza ci stanno prendendo proprio per il culo. E’ l’assistenza che pesa sulle pensioni, assistenza che dovrebbe essere a carico della fiscalità generale e non sui contributi versati dai lavoratoti. Purtroppo questo è il motivo perciò non separeranno mai l’assistenza dalla previdenza altrimenti i politici perderebbero l’alibi di non poterci mandare in pensione.
    Loro credono che siamo una banda di fessi ma queste le cose si sanno da anni e anni e quindi posso affermare con assoluta certezza che stanno facendo una porcheria per costringerci a stare al lavoro.
    Questo lo sanno bene anche i politici ed è per questo che la cosa mi fa arrabbiare ancora di più.

  2. Opzione donna con vecchi requisiti sarebbe da ripristinare assolutamente.
    questo governo non può permettersi di deludere TUTTE le donne che ci sono in Italia e che dovrebbero sentirsi toccate ( TUTTE quante, a partire dagli 0 anni fino alle centenarie ) .. è un diritto che sarebbe dovuto rimanere INTOCCABILE perché favorisce tutti (donne , stato e FAMIGLIE)

  3. mio marito ha fatto il camionista una vita e ha una pensione di 1200 euro, è stato fregato dalla legge fornero quando hanno abbassato le pensioni altro che mantenere la moglie a dire il vero sono io che ancora sto lavorando che mantengo lui!!

  4. Vorrei rispondere in merito alla domanda che si pongono in molti: qual’è l’andamento del numero dei pensionati negli anni ? Fonte osservatori statistici inps .
    pensioni lavoratori dipendenti privati anno 1998 : 10.415.381
    pensioni lavoratori dipendenti privati anno 2023: 8.480.022
    pensioni lavoratori autonomi e subordinati anno 1998 : 4.115.891
    pensioni lavoratori autonomi e subordinati anno 2023: 5.009.276
    prestazioni assistenziali anno 1998 : 684.840
    prestazioni assistenziali anno 2023 : 4.033.210
    pensioni totali anno 1998: 15.240.201 ( somma delle tre tipologie precedenti )
    pensioni totali anno 2023; 17.718.685
    picco massimo pensioni totali anno 2012 : 18.363.760 .
    Dall’ analisi di questi dati si può dedurre : 1-diminuzione lineare numero pensioni lavori dipendenti privati 2- forte aumento prestazioni assistenziali 3- intervento legge fornero con calo sul numero totale dei pensionati dal massimo del 2012.
    Per capire la sostenibilità del sistema si potrebbe porre questi dati vs numero di lavoratori dipendenti, autonomi e subordinati ma risulta evidente che il bilancio è compromesso dalle prestazioni assistenziali che rendono di immediata urgenza la separazione tra previsdenza e assistenza come sostenuto da anni da Itinerari Previdenziali di Alberto Brambilla .

    1. Ha completamente ragione. I numeri parlano da soli e parlano anche a chi deve prendere le decisioni. Per questo si guardano bene dal dividere assistenza e previdenza altrimenti dovrebbero/potrebbero aumentare da subito tutte le pensioni e fare una perequazione completa anziché mozza come la fanno da anni….Il problema è che poi devono trovare i soldi per l’assistenza e perderebbero consensi e quindi non lo fanno o tentennano

  5. Salve, ho raggiunto tutti i requisiti il 1 Aprile della legge 103, dovevo stare in pensione in questa data come citava la legge ma a tutt’oggi 28/4 l’inps mi dice che non ha ancora il programma per elaboare la mia domanda , ora sono senza stipendio e senza pensione ,ma vi pare un PAESE NORMALE questo?????

    1. Franco anche io sono nella tua stessa situazione. Uno stato che si comporta SEMPRE con queste modalità nei confonti dei propri cittadini non è degno di nessuna fiducia e non può che alimentare sfiducia e conflittualità.
      La mia percezione non è quella di essere un cittadino ma un suddito.
      I dati nell’affluenza alle ultime votazioni dovrebbero far riflettere ma nessuno se ne sta preoccupando avendo a cuore non l’interesse comune ma i propri singoli interessi (e questo vale per la quasi totalità dei nostri politici ed ancora di più per tutti i boiardi di stato che a differenza dei politici lavorano nell’ombra per lunghissimi periodi sconosciuti ed incontrastati). Preferisco autocensurarmi su quanto mi piacerebbe ancora dire …

      1. L’attuazione di quota 103 funziona come l’attuazione del PNRR, guarda caso. entrambe le questioni sono riferibili ad ambienti professionisti prevalentemente della retorica ma non della consistenza. Io sono fortunato perchè quest’anno centro sia quota 103 che, con qualche mese in più, l’anticipata ordinaria. Ho optato per quest’ultima perchè temevo le difficoltà di inplementazione ma le difficoltà gestionali generali non mi lasciano tranquillo e, non essendo a genesi fortuita, mi irritano pesantemente.

    2. Anch io ho cristallizzato il diritto ad aprile del 2022,per opzione donna intendo, e a quanto mi risulta una volta acquisito il diritto non si perde, nemmeno se dopo cambiano i requisiti, ma la mia domanda, presentata quest’anno a gennaio con decorrenza ad aprile, è stata reiterata con la spiegazione che al 31/12/2021 non avevo maturato il diritto. Questo lo sapevo. Infatti la domanda è stata fatta in base alla finestra 2022 / 2023 ma nessuno mi spiega come funziona la legge del principio di cristallizzazione del diritto.

    3. Ciao Franco, anche io ho raggiunto i requisiti, e superati, il 31/12/2022 per quota 103, ho fatto la domanda il 28/02/2023 per la pensione , il 10 marzo ho dato le dimissioni ed ho lavorato fino al 31, così ho fatto anche la finestra dei 3 mesi, dal 1/04/2023, secondo il governo, chi aveva raggiunto i requisiti entro il 31/12/2022 sarebbe andato in pensione, falso, siamo al 2/05/2023 e la mia domanda è giacente e come dici te mi è stato detto che non hanno il programma di gestione per questa nuova pensione, è falso anche questo, perchè che cambia tra quota 100, 102 o 103 ? per me nulla , è solo un modo per prendere altro tempo, evidentemente è questione di soldi, aspetterò un’altro pò , poi passerò per vie legali chiedendo i danni procurati per disagio economico, sono 2 mesi, per adesso, senza una entrata economica , avendo lavorato 42 anni e 3 mesi 🙁

  6. Confidavo in un governo nuovo di destra che portasse novità… nulla di nulla e quello che fa è pure peggio. Urne addio, basta votare, non serve a nulla. Buon proseguo a tutti e buona fortuna!

    1. Questo di destra è peggio di quello di sinistra e direi che è il peggiore di sempre per incapacità, ipocrisia e spietatezza- basti vedere i proclami fatti sulla riforma pensioni con là Calderone che assicurava sulla flessibilità in uscita con incontri settimanali coi sindacati- vergognatevi e si vergognino i sindacati che ancora sono fermi dando campo libero a questi aguzzìni che sono talmente pericolosi, che non meraviglierei se andassero pure a peggiorare la fornero- qua bisogna far saltare il banco, ora o mai più, senza perdere più tempo, scendendo in piazza per vendere cara la pelle, altrimenti lavoreremo fino alla morte per mantenere i cari pensionati che se la spassano da decine e decine di anni grazie a noi che li manteniamo con questo maledetto sistema a ripartizione.

    2. e te ne sei accorto adesso che votare non serve a nulla? sono tutti della stessa pasta. Tutti cialtroni che pensano solo alla poltrona

  7. Perché non ci fare sapere anche quante pensioni hanno cessato di essere erogate causa decesso ? Giusto per capirete quanta è la differenza…. Secondo me lo Stato sta risparmiando un sacco … vergogna

    1. No….non si vergognano. Non conoscono vergogna. Tante belle parole e promesse in campagna elettorale. Questi sono i risultati, questa è la realtà che chiunque di questi politicanti non appena siede sulle sedie del potere SE NE FREGA DI CHI HA DATO LORO FIDUCIA. I sindacati fanno sempre più schifo. Non contiamo nulla….non siamo nulla.
      Non possiamo godere di una pensione che ci spetta di diritto (aspettano che moriamo) così risparmiano! L’INPS è ferma. FATE QUALCOSA!
      Ci sono persone disperate. Ma cara Giorgia, tu e tutti i politici, non conoscete la disperazione.
      Siamo numeri…siamo trasparenti. Nono voterò mai più!

  8. Complimenti ai Governi Draghi e Meloni, hanno ottenuto ciò che volevano, far crollare i pensionamenti! Saremo incatenati per lungo tempo ancora. È di ieri la notizia del nuovo regolamento del Patto di Stabilità europeo, che purtroppo vedrà di nuovo l’Italia sotto la scure del debito, da cui dovrà rientrare in maniera rigida in tot anni. Pare che ci saranno tagli al bilancio dello Stato e si paventa una manovra aggiuntiva per fare quadrare i conti. Credo proprio che la riforma delle pensioni diventerà sempre più una chimera! Non abbiamo più lacrime.

    1. Marina, vero quello che dici ma andiamo anche indietro: ritorniamo al 2011; spread a 500, legge Fornero e tutto quello che ha prodotto; e qualcuno dice: era dura ma giusta; era dura e basta; sulla previsione per i prossimi anni ti do ragione: a parte legge Fornero, quasi nulla; vedremo le evoluzioni future; saluti a te e ai gestori del sito

  9. Andando sul sito inps in osservatori statistici in serie storica pensioni liquidate si può notare che il numero delle pensioni liquidate per lavoratori dipendenti privati è sostanzialmente immutato dal 1997 ad oggi ; circa 400000 pensioni erogate nel 1997 e circa 400000 erogate nel 2022. Dai grafici si può notare l’impatto delle quote 100,102 ma il numero massimo del 2021 coincide con il numero del 2002, 2004, 2006 . Quindi i dati dimostrano che le quote non hanno provocato un aumento significativo del numero delle pensioni liquidate .L’effetto della Fornero si può notare negli anni dal 2012 al 2018 ma il calo delle pensioni liquidate fino al 2018 parte dal 2005 prima della Fornero . IL VERO aumento numerico si può notare sulle prestazioni assistenziali che passano da 55000 del 1997 a 630000 del 2022. Quindi riassumendo il sistema a ripartizione potrebbe funzionare bene se esso fosse limitato alla previdenza e non all’assistenza . Anche se la domanda successiva è chi paga l’assistenza .

    1. Meravigliosa analisi. Aggiungerei solo una domanda successiva alla successiva: l’assistenza continuiamo a farla amministrare ” alla dea bendata” o questa partita, come altre onerose, iniziamo a governarle?

  10. Mettete in funzione quel cavolo di software che serve per calcolare le nostre pensioni con quota 103 e dateci la nostra meritata pensione ! Siete vergognosi, abbiamo già terminato il nostro periodo di finestra e ancora non abbiamo avuto nessun accredito. Cosa state aspettando a lavorare le nostre pensioni anziché tenerle in giacenza! Fannulloni

  11. Pensione q. 103 non è stata affatto erogata a nessuno. Chi aveva i requisiti a dicembre 2022 ed avrebbe dovuto avere accredito 1 aprile 2023, non ha ricevuto nulla. Idem a maggio. Le risposte sono che INPS non ha il software per il calcolo della pensione. Senza contare le risposte fantasiose che rilascia il numero verde.
    Questo articolo non è veritiero, in quanto parla di accrediti nel 2023,ma le assicuro che è tutto falso. Siamo in 300 iscritti al gruppo fb e nessuno ha percepito nulla. Risposte inaccettabili. Siamo senza stipendio e pensione. Come paghiamo le bollette? Di che viviamo? Inaccettabile dopo aver versato una vita intera.

  12. Su quali basi si dichiara che la richiesta di pensione anticipata103 è in diminuzione se al 27 aprile inps non ne ha lavorata neppure una. Che informazione fate?

  13. Come già evidenziato in altre sedi, con la quota 103 non è stata ancora liquidata nessuna pensione. Vale a dire che chi aveva diritto al l’accredito dal 1 aprile, non ha ancora percepito nulla, tantomeno la rata di maggio 2023. Questo articolo non è veritiero, in quanto non è stato stato erogato proprio nulla. INPS risponde che non hanno aggiornato il software. Siamo in molti ad attendere. Vogliate provvedere e verificare le notizie che scrivete.

  14. Mi associo ai commenti degli amici Roberto e Fabrizio è vergognoso che ad oggi l’ INPS non abbia i software per elaborare le nostre domande di pensione quota 103 c è gente che è rimasta senza stipendio e senza pensione. Incazzato

  15. È una vergogna, fatta domanda quota 103 il 28/02/23 perché non c’erano ancora i decreti attuativi. Ho maturato i requisiti al01/01/23 ma ha tutt’oggi rimane giacente o in elaborazione per mancanza software per i conteggi (così dicono).
    Di conseguenza slittano 730 (mancanza sostituto imposta), richiesta fondo pensionistico, tfr fermo al 199, ecc.
    Bisogna solo sperare che le nostre giustificate lamentele arrivino sul tavolo di qualcuno che possa intervenire.

  16. Calo di uscite con quota 103? Ho fatto domanda pensione anticipata flessibile alias 103 il 28 febbraio 2023 avendo raggiunto i requisiti il 2022 quindi uscita dopo finestra il primo aprile 2023……ad oggi Inps ancora non lavora una sola domanda pensione 103 ed ai nostri reclami e richieste di info rispondono che non hanno il software per i calcoli della 103 a quattro mesi da legge uscita su gazzetta ufficiale (non sono solo io ma un gruppo di 300 pensionandi che su fb ci teniamo in contatto x info)

    1. Buongiorno Roberto anch’io sono nella stessa situazione come si chiama il gruppo così posso iscrivermi e tenermi infornata. Grazie

    2. io credo che dobbiate scendere in strada e piazzarvi di fronte al palazzo del governo e non smuovervi di li fino a che non vi pagano le pensioni anche a costo di incaternarvi…

      1. “scendere in strada e piazzarvi di fronte al palazzo”??? … arrivano con gli idranti e “Nel nome del Popolo Italiano” vi intimerebbero di disperdervi… lo hanno già fatto!!! non vi ricordate?

  17. se anche nel decreto lavoro del primo maggio 2023 NON VERRANNO RIPRISTINATI I VECCHI REQUISITI DI OPZIONE DONNA ………SARA’ UNA GRANDE VERGOGNA…..UN GOVERNO VERGOGNOSAMENTE FALSO E CHE LE PROMESSE ELETTORALI SI MANTENGONO……..LE DONNE SONO LA CAVIA DI DI QUESTO GOVERNO . UN GOVERNO CHE FA CASSA SULLE POVERE DONNE …….non ci sono parole se non riportano OPZIONE DONNA CHE DA 18 ANNI ERA L’UNICA CERTEZZA E UNICA SCELTA DA PARTE DI TUTTE LE DONNE SE ANDARE O NON ANDARE IN PENSIONE…..
    SPERO TANTO IN UN RAVVEDIMENTO DA PARTE DEL GOVERNO MELONI.

    1. Mi dispiace Cinzia doverla contraddire ma Opzione Donna da 18 anni è riservata solo ad alcune donne. Sono in pochi a dirlo perché fa comodo far credere che sia per tutte le donne ma non è così. Tutte quelle donne, e non sono poche, che hanno 35 anni di contributi parte nel privato e altri nel pubblico si ritrovano escluse. Come vede Opzione Donna non è a vantaggio di tutte le donne

    2. Opzione donna non riconfermata sarebbe una delusione INCONCEPIBILE per tutti..
      Tornare ai vecchi requisiti di Opzione donne favorirebbe le donne che accettano di andare in pensione prima ma con una decurtazione , e questa decurtazione nel lungo periodo favorirebbe lo stato che avrebbe, su ogni donna che accetta ,un guadagno . Tutti contenti quindi.
      Nel breve periodo invece andrebbe a discapito del partito che governa perché avrebbe meno disponibili per “altre cose”. Questa riforma se non venisse rincormata sarebbe la DELUSIONE più grande perché capiremmo che forse non si guarda ne a favore dei cittadini e ne a favore dello stato?

  18. Non c’è da stupirsi che le pensioni maschili siano ancora mediamente più alte rispetto a quelle femminili. Infatti in molti casi gli uomini hanno anche le mogli a carico, per cui una pensione deve bastare per due persone. Le donne invece hanno tutte i loro mariti che percepiscono pensione o stipendio, per cui hanno un reddito familiare ben più alto.

    1. Vergognoso che al 27 aprile INPS non abbia ancora lavorato nessuna domanda per quota 103.
      Ci sono persone che hanno dato dimissioni ed ora sono senza stipendio e senza pensione.
      Finestra del 1 aprile ???
      Forse non hanno detto di quale anno.
      Cosa ci vuole per le disporre un software?
      Datevi una mossa all’INPS e al ministero

    2. Buongiorno Francesco,
      non penso che il motivo sia quello da te addotto, perché di donne che non lavorano ce ne sono veramente molto poche, io ad esempio non ne conosco nemmeno una.
      Penso piuttosto che, oltre alla differenza retributiva tra uomini e donne, ci sia anche il fatto che molte donne hanno una vita lavorativa saltuaria, dovuta a gravidanze, alla cura di famigliari ed altro, mentre gli uomini hanno una vita lavorativa lineare e quindi più contributi versati.
      Comunque, non credo che non le pensioni di oggi ci si possa vivere in due, tra non molto sarà tutto calcolato con il metodo contributivo e di conseguenza ci saranno pensioni da fame.
      Io spero solo di arrivare in salute ai 67 e con i miei 50 anni di lavoro (saranno 41 di contributi) potermi
      mantenere in modo dignitoso.
      cordialmente
      G.

    3. mio marito ha fatto il camionista una vita e ha una pensione di 1200 euro, è stato fregato dalla legge fornero quando hanno abbassato le pensioni altro che mantenere la moglie a dire il vero sono io che ancora sto lavorando che mantengo lui!!

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