Pensioni anticipate 2023, news: ecco dove prendere le risorse per cambiare la Fornero

Come anticipato nella giornata di ieri, di seguito contineremo ad esporvi la proposta individuale del Dott. Claudio Maria Perfetto che ci auguriamo quest’oggi sia stata presa in considerazione del Governo, visto il tavolo con i sindacati appena concluso in tema previdenziale. Il Dott. Perfetto nella sua propopsta individuale inviata all’inizio della settimana all’esecutivo ha altresì fornito gli strumeti ausiliari per poter aumentare la liquidità finanziaria senza dover ricorrere a prestiti. Insomma ha fornito le soluzioni allo spinoso problema delle risorse, potrete leggere le sue idee esposte dettagliatamente nell’art 2, domani presenteremo, invece, l’articolo 3 che riguarderà le ‘Misure in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita‘. Nell’elaborato di ieri, lo ricordiamo per chi lo avesse perso, invece, abbiamo esposto la parte concernente: le Misure in materia di trattamenti pensionistici. Vi lasciamo alle sue parole, ecco dove si potrebbero reperire le risorse per cambiare la Legge Fornero:

Pensioni anticipate 2023, news: strumenti ausiliari per aumentare la liquidità

Così il Dott. Perfetto: “Art. 2. Strumenti ausiliari per aumentare la liquidità finanziaria senza ricorrere a prestiti

1. Liquidazione del patrimonio immobiliare dello Stato. La necessità di garantire la stabilità economico-finanziaria del Paese, assicurare il consolidamento dei conti pubblici, rispettare i vincoli di bilancio, onorare gli impegni internazionali e con l’Unione europea spingono ad attuare misure impopolari in luogo di misure popolari le quali sono più vicine alle aspettative della gente. L’obiettivo di attuare misure popolari nonostante la presenza di rigidi vincoli di bilancio induce ad esplorare nuove modalità per espandere la dispo­ni­bi­li­tà finanziaria senza ricorrere a prestiti e quindi sen­za aumentare il debito pubblico: ciò potrà essere realizzato «liquidando» il patrimonio immobiliare pubblico di Comuni, Province, Regioni, Stato (ovvero, edifici pubblici, spiagge demaniali, caserme). Il termine «liquidare» non va inteso nel senso di «vendita del patrimonio immobiliare pubblico ai privati» (a cui talvolta si ricorre per ridurre il debito pubblico), bensì va inteso nel senso di «trasformare in moneta circolante ciò che per sua natura è immobile».

2. Emissione della moneta digitale di Stato. La moneta circolante nella quale trasformare l’immobile non può essere l’euro, in quanto, non essendoci lo scambio tra lo Stato-venditore e il privato-acquirente, lo Stato italiano si troverebbe nella condizione di assumere la funzione di «emettitore» di euro in maniera impropria, in quanto la funzione di «emettitrice» dell’euro è riservata alla Banca Centrale Europea e alle banche com­mer­cia­li mediate l’ero­ga­zio­ne di prestiti. La moneta circolante nella quale trasformare l’immobi­le deve essere necessariamente una moneta diversa dall’euro, avente corso legale limitato all’ambito nazionale, e non scambiabile sui mercati valutari. La nuova moneta non può che essere di natura digitale, conforme alla natura digitale delle tecnologie, fattori di produzione, servizi che caratterizzano la nostra società digitale. La nascita della moneta digitale sarà il riconoscimento a pieno titolo dell’«econo­mia di­gi­ta­le». La moneta digitale, provenendo dal­la «trasfor­ma­zio­ne» del patrimonio immobiliare di proprietà dello Stato italiano, è anch’es­sa di pro­prie­tà dello Stato italiano, e potrebbe essere battezzata (con poca fantasia) «lira italiana digitale» (Lid). La Lid, essendo una moneta di Stato, va gestita da una banca governativa: la banca candidata potrebbe essere la Cassa Depositi e Presti­ti, di cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze è l’azionista di maggioranza possedendo l’82,77% di azioni. Previa valutazione in euro del valore degli immobili da liquidare, la Cassa Depositi e Prestiti accredita sul conto corrente dello Stato il valore dell’immobile in Lid stabilendo il rapporto di cambio Lid/Eur pari a 1 (1 Lid = 1 Eur). L’accre­­di­to avviene mediante sempli­ce scrittura contabile, per cui la Lid è una «moneta scritturale», lo stesso tipo di moneta che le banche commerciali utilizzano per erogare mutui e prestiti. A differenza della moneta scritturale bancaria, che secondo l’opinione comune sarebbe denaro «creato dal nulla» (ma, più propriamente, è denaro «prelevato dal futuro» attraverso il credito, che è un serbatoio vuoto che viene riempito  con denaro versato dal debitore alla banca mese do­­po mese, anno dopo anno), la moneta scritturale digitale di Stato è denaro «non creato dal nulla», in quanto è già presente nell’im­mo­b­ile da liquidare, proprio come l’ener­gia (nel nostro caso la moneta) è presente nella materia (nel nostro caso l’immobile) nella relazio­ne Einsteniana di equivalenza tra energia e massa (nel nostro caso nella relazione Fisheriana di equivalenza tra moneta e beni prodotti). A differenza della moneta scritturale bancaria, la moneta scritturale di Stato non frutta interessi, non si accresce mediante il meccanismo dell’in­te­­res­­se composto, non può essere scambiata con titoli, non può fungere da riserva di valore, ma serve esclusivamente come mezzo di scambio per vendere ed acquistare beni reali e servizi. Inoltre, per la sua natura di moneta «scritturale» la Lid non è una criptovaluta (che, peraltro, viene classificata dalla Banca Centrale Europea come «asset finanziario» e non come «moneta»). Contestualmente alla tras­for­­ma­zio­­ne dell’im­­mo­­­b­i­­le in Lid, viene accesa un’ipoteca sull’immobile in modo che l’im­mo­b­ile non possa essere venduto a privati, oppure nuo­va­men­te liquidato in Lid. È consentita anche la trasformazione inversa, ovvero la riconversione delle Lid in immobili, attualizzando il valore dell’im­mo­bi­le in euro a cui corrisponderà l’equi­va­len­te in Lid. Contestualmente alla conversione di Lid in immobile viene anche estin­ta l’ipo­te­ca sull’immobi­le, il quale potrebbe essere successivamente destinato alla vendita a pri­va­ti, oppure nuovamente destinato alla trasformazione in Lid. La Lid, avrà corso legale (legal tender), andrà accettata per legge nei pagamenti, e circolerà parallelamente all’euro. Inoltre, con la moneta digitale di Stato si crea un circuito monetario isolato dal circuito finanziario e quindi si pone l’economia reale al riparo da fluttuazioni, turbolenze, speculazioni che caratterizzano l’econo­mia finanziaria, la quale continuerà ad essere alimentata in euro.  

Pensioni 2023, quale il canale di distribuzione della moneta digitale di Stato?

3. Canale di distribuzione della moneta digitale di Stato. La presente Proposta Individuale indica la banca governativa Cassa Depositi e Prestiti come emettitrice della moneta digitale di Stato la cui circolazione avverrà in un circuito diverso da quello dell’euro e parallelo a quello dell’euro. Le banche commerciali non saranno abilitate a gestire flussi finanziari in Lid e quindi occorreranno altre strutture abilitate alla sua gestione. La struttura candidata alla gestione dei flussi finanziari in Lid è Poste Italiane. La scelta cade su Poste Italiane perché è un’impresa pubblica i cui maggiori azio­ni­sti sono la Cassa Depositi e Prestiti (con il 35,00% di azioni) e il Ministero dell’Eco­no­­mia e delle Finanze (con il 29,26% di azioni). Inoltre, le filiali di Poste Italiane sono ubicate in maniera capillare sul territorio italiano e quindi facilmente accessibili a tutti i cittadini, a differenza delle filiali bancarie che diminuiscono progressivamente di numero a seguito di: fusioni tra banche, necessità di ridurre i costi (e quindi il personale), ricorso sempre più accentuato all’home banking (e all’home trading), necessità di non mantenere denaro fermo nelle ATM (Automated Teller Machine – di solito utilizzato per prelevare denaro contante, ma esistono anche ATM detti evoluti che offrono servizi aggiuntivi, come il versamento di assegni non trasferibili e contanti o il pagamento di bollette; in Italia la maggior parte degli ATM opera su circuito Bancomat) perché il denaro fermo non rende (anzi è un costo), perché le ATM stesse sono destinate ad essere progressivamente dismesse man mano che aumenterà la circolazione dell’euro digitale la cui fase di studio si è iniziata in luglio 2021 e avrà termine in settembre 2023, mese in cui la Banca Centrale Europea deciderà se passare alla fase di lancio dell’euro digitale. Le Lid verranno immesse nel circuito digitale attraverso pagamenti di pensioni, stipendi, Reddito di Cittadinanza che avverranno parte in euro e parte in Lid secondo un ammontare da quantificare (indicativamente, metà in euro e metà in Lid). Le Lid non potranno uscire dal circuito digitale attraverso il prelievo, per esempio, dalle ATM, ma potranno essere cambiate in euro. La conversione di Lid in euro potrà essere effettuata solo dalle filiali di Poste Italiane, in quanto Poste Italiane è la sola struttura abilitata a gestite il doppio circuito euro e Lid. La conversione di Lid in euro potrà avvenire solo in determinate circostanze (già individuate ma ancora da definire nei dettagli), al fine di evitare di immettere in circolazione una quantità in eccesso di euro il che si tradurrebbe in emissione impropria di euro. 

4. Modalità di utilizzo della moneta digitale di Stato. Le Lid potranno essere scambiate per acquistare beni e servizi (ma non prodotti finanziari come BOT e BTP) tramite tessera elettronica, tra cui la Carta di Identità Elettronica (CIE) e la Carta Nazionale Servizi (CNS, Tessera Sanitaria). Tali tessere elettroniche non sono carte prepagate e saranno collegate direttamente al conto corrente (tipo carta a debito del circuito Bancomat) che risiederà necessariamente presso Poste Italiane (essendo questa la sola struttura abilitata a gestire il doppio circuito euro e Lid).  Pertanto, pensioni, stipendi, Reddito di Cittadinanza verranno accreditati su conti correnti gestiti da Poste Italiane: lo Stato provvederà ad aprire per ciascun cittadino un conto corrente presso Poste Italiane che verrà gestito senza oneri per il correntista postale qualunque sia l’ammontare presente sul conto. Ciò renderà anche più agevole per lo Stato l’accre­di­to automatico di Lid a cittadini verso i quali si indirizzano gli aiuti di Stato in determinate circostanze (pandemie, alluvioni, terremoti). Qualora il correntista postale avesse la domiciliazione bancaria di bollette energetiche, telefoniche, o altro presso banche, e pertanto necessitasse di trasferire la quota euro del proprio stipendio o della spropria pensione, o del proprio Reddito di Cittadinanza presso la propria banca, sarà libero di farlo. I pagamenti di bollette energetiche, telefoniche, o altro, potranno avvenire ovviamente anche in Lid tramite eventualmente domiciliazione postale. I pagamenti di pensioni per pensionati residenti all’estero avverranno necessariamente in euro, in quanto la Lid non può uscire dai confini nazionali.

5. Doppia circolazione di moneta. Le misure riguardanti i trattamenti pensionistici cui si fa rifermento all’artico­lo 1, comma 2, potranno essere, in un primo tempo, finanziate in parte con i contributi dei lavoratori attivi e in parte con la «patrimoniale di Stato» (applicata non già al patrimonio immobiliare delle famiglie ma al patrimonio immobiliare dello Stato che poi a tutti gli effetti appartiene alle famiglie), ovvero, parte in euro e parte in moneta digitale di Stato (Lid). In un secondo tempo, quando il mercato del lavoro avrà ripreso vigore soprattutto grazie al ricambio generazionale (favorito dal pensionamento dei lavoratori anziani), le pensioni potranno essere finanziate integralmente con i contributi dei lavoratori attivi e quindi il loro pagamento potrà avvenire totalmente in euro (qualora si decidesse di abbandonare la moneta digitale di Stato). Tale idea ricalca nello spirito (sebbene venga applicata ad un contesto differente), l’idea di «euro flessibile» avanzata nel 2016 dall’eco­no­­mista statunitense Premio Nobel Joseph Stiglitz.

L’idea espressa da Stiglitz in breve è la seguente: ogni Paese dell’eu­ro­zo­na potrebbe avere il proprio euro, il cui valore potrebbe fluttuare entro limiti che verrebbero stabiliti dalle politiche della stessa eurozona, limiti che si potrebbero col tempo assottigliare fino a consentire di convergere verso l’obiettivo di una moneta unica enunciata nel Trattato di Maastricht del 1992. Similmente, tornando alla presente Proposta, si potranno uti­liz­za­re due monete (Eur e Lid) per raggiungere la convergenza non già tra due nazioni bensì tra due mondi, quello delle pensioni e quello del lavoro: quando si sarà raggiunta la piena «convergenza contributiva», così come esposto nell’ar­ti­co­lo 1, comma 1, lettera b), quando, cioè, tutte le pensioni potranno essere finanziate solo con i contributi dei lavoratori attivi, si potrà decidere eventualmente di tornare ad utilizzare una moneta unica, l’euro. 

6. Aspetti normativi. L’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana afferma che l’Italia «consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni», il che vuol dire che si accetta una «limitazione di sovranità monetaria» ma non per questo si accetta una «cessione della sovranità monetaria». Inoltre, l’articolo 117, se da un lato, al comma 1, afferma che «La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e degli obblighi internazionali», dall’altro, al comma 2, afferma che «Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: [omissis] e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari, tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie; [omissis]». In definitiva, in accordo con la Costituzione della Repubblica Italiana, e in accordo con i vincoli derivanti dall’or­di­na­men­to comunitario in base al quale solo la Banca Centrale Europea è autorizzata ad emettere la moneta euro, nulla osta che lo Stato italiano adotti una propria moneta nazionale sulla quale esercita sovranità monetaria e la cui circolazione è limitata entro i confini nazionali.

Domani esporremo la parte relativa all’articolo 3, nel mentre vi chiediamo cosa ne pensate dell’idea innovativa del Dott Perfetto, potrebbe essere questo un modo per trovare in tempi ragionevoli le risorse che occorrono per concedere la flessibilità in uscita ai lavoratori? Ditecelo, se vi va, come sempre nella sezione commenti del sito. Intanto ringraziamo l’autore del testo

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13 commenti su “Pensioni anticipate 2023, news: ecco dove prendere le risorse per cambiare la Fornero”

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  4. Buongiorno.

    Il dottor Perfetto indica la necessità di dover giungere a una: “moneta di digitale di Stato”.
    Il fatto vero è che l’Euro è stata una moneta prematura.
    Una moneta voluta da Francia e Inghilterra per tarpare le ali alla Germania dopo la caduta del Muro.
    Perché, se Francia e Inghilterra avevano l’atomica, la Germania possedeva il Marco, qualcosa di, economicamente parlando, dirompente.
    Ora l’Inghilterra è uscita dalla Ue e le immagini di ieri, quelle della prima manifestazione Francese mi sono sembrate diverse; si sono fatte piene di colore rosso e blu mentre il giallo del 2019 mi è parso scomparso.
    Significa qualcosa?
    Quello che rimane al momento rimane è la moneta prematura per delle economie che non erano pronte a competere tra loro in un mondo globalizzato.
    Di questi giorni è che la UE stia pensando a un fondo sovrano, Europeo.
    Ma il sistema rimarrà quello basato su debito che chiama debito per ripagare qualcosa di ormai perpetuo, inesigibile.
    Un Deserto dei Tartari nell’attesa, vana, di un ritorno alla crescita perpetua; consegnati alla legge della domanda e dell’offerta quando gli stipendi ormai non sono più reali.
    Non è neppure bastato che all’interno della Ue ci si mangiasse economicamente a vicenda, come dei perfetti cannibali privi di quella individuale sovranità perduta.

    Ma c’è un nuovo pericolo, almeno io credo, quello del continuo discutere di armamenti. Temo che questa UE non saprà garantirci quei 70 anni di pace trascorsi dall’ultima guerra.
    Keynes ci insegna purtroppo, che grazie alle guerre, al costruire armi e distruggere interi paesi, si può ricominciare a PRODURRE.

    Ed eccoci a quella parte del tema, a quello contenuto nella possibilità che una nuova moneta ci possa ridare una parte del potere ceduto.
    Perfetto pesa da tempo a qualcosa di più attuale, di digitale, di ammesso ma non sappiamo se concesso.
    Nel passato qualcuno ci ha provato, in modo diverso, ad esempio con i SEC.
    Altri avanzavano ipotesi liquidate velocemente come sovraniste, un parlare che, qui, ormai si dice essere quello delle promesse mai mantenute.

    Nel frattempo continueremo a dormire sonni tranquilli?
    Continueremo con le illusioni o i sogni che popolano il mondo moderno?
    Difficile saperlo in una situazione di mercato dove già la realtà scarseggia; dove le risposte faticano abbiamo visto che faticano ad essere date mentre, Perfetto che purtroppo suppongo sia di fatto estraneo al potere, ci illude si possa uscire da questo sogno che ci appare realistico al pari di Matrix.

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    • Caro sig. Wal52, è sempre un piacere per me conoscere i suoi pensieri.

      Spesso lei fa riferimento a Matrix. Ebbene, come Matrix, anch’io (si può dire) ho vissuto in un computer.

      Nell’Anno Domini 1980, IBM aveva introdotto una nuova tipologia di dischi che all’azienda nella quale lavoravo non andavano bene, perché si correva il rischio di sprecare spazio disco.

      Il problema era che i cosiddetti “metodi di accesso” allocavano lo spazio in cilindri, mentre noi volevamo che lo spazio venisse allocato in tracce, per evitare proprio di sprecare spazio disco.

      Occorreva modificare il Sistema Operativo di IBM! Un Sistema Operativo che ti gestisce centinaia di migliaia di transazioni al giorno e migliaia di utenti.

      L’azienda organizzò un team di lavoro (entro il quale c’ero anch’io naturalmente) fatto da megasuper-super-superesperti di sistemi operativi.

      Chiedemmo all’IBM di fornirci il codice sorgente della Supervisor Call (codice macchina decimale 10, esadecimale 0A, binario 0000 1010) di allocazione dei file MVS (Multiple Virtuale Storage) per poter modificare le istruzioni ivi codificate.

      IBM ci diede i sorgenti e io diventai un hacker buono, uno che modifica i Sistemi Operativi con il consenso sia dell’azienda che del Fornitore.

      Per fare questo genere di operazioni occorre conoscere i blocchi di controllo del Sistema Operativo e il linguaggio in cui sono scritti i programmi del Sistema Operativo (in Assembler e in esadecimale). Oggi, nessun ragazzo al disotto dei 70 anni conosce l’MVS e il linguaggio Assembler per mainframe.

      Ho visto molta intelligenza in quei programmi, l’opera di tecnici, di programmatori di sistema assai evoluti (esistono due tipi di programmatori: di sistema e di applicazioni – io appartengo ad entrambe le categorie di programmatori).

      Le posso dire senza ombra di dubbio che è pressoché impossibile hackerare un mainframe, e quando sento che alcuni sistemi vengono hackerati attribuisco la responsabilità non già all’hacker (che fa il suo mestiere) ma al Responsabile dei Sistemi Informativi che non si dota di un mainframe ma preferisce affidarsi ai meno costosi sistemi detti “dipartimentali” che si possono “bucare” come un pezzo di burro con un grissino (io non so farlo perchè non conosco, e nè mi interessano, i sistemi dipartimentali).

      Per fargliela breve, sig. Wal52, io ho vissuto dentro un computer, l’ho toccato con mano, da dentro, ho visto come si esprime l’intelligenza umana, quali obiettivi persegue (certamente, ci sono anche degli stralunati che nei commenti ai programmi scrivono “make me potent” – “rendimi potente” – ma sono comunque una ristrettissima minoranza).

      Ho vissuto quarant’anni fa quello che tra poco vivremo tutti noi. In un certo senso io provengo dal futuro. E pertanto io so già ora come evolveranno le nazioni digitali (altrimenti non avrei fatto la Presentazione dell’Economatica, non le pare?)

      La BCE arriva ora all’euro digitale! Tra poco invierò la presentazione sulla Economatica anche a Banca d’Italia e alla BCE. Non già per dire che la moneta digitale l’ho già vista nel 1980, ben 40 anni fa. Solo per far comprendere loro, tacitamente e indirettamente, che loro sono in ritardo di 40 anni.

      Mi domando, però, come mai nessuno dei nostri economisti, che si occupano di Econofisica, di Economia Computazionale e di Economia Sperimentale sia risucito con tanta suprema conoscenza di economia a prevedere la nascita della moneta digitale! (di questo, tra l’altro, ho già provveduto a informare la Prof.ssa Elsa Fornero, alla quale ho girato anche la mia Proposta Individuale – Non mi ha risposto – Non ancora).

      Sono sicuro che l’Italia avrà la sua moneta digitale di Stato. Non so dirle, però, quando uscirà, vista la velocità con cui si muovono i nostri governanti (consigliati da cime di economisti aspiranti a Premi Nobel) i quali hanno altro a cui pensare, tra cui la ratifica del MES che l’Europa obbligherà a firmare.

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  5. Non ho le capacità per comprendere tecnicamente la bontà di questa idea della moneta LID; mi sembra comunque possa essere un’opportunità in più per poter permettere di fare una riforma delle pensioni più equa e giusta.
    Sono tuttavia anche molto consapevole del fatto che sarà complicata e difficilmente realizzabile in un’Italia dove la politica non riesce neppure a scalfire i 100 miliardi di evasione annuale, che permetterebbero ben altro di una riforma giusta sulle pensioni.

    Rispondi
    • Non dubito della validità tecnica della proposta di LID che è contenuta nella relazione del dr. Perfetto, ma vivendo in Italia concordo con te per quanto hai scritto sulla situazione della capacità del governo di fare fronte al vero “problema” del nostro Paese: l’arbitrio di non pagare o eludere il fisco di non versare i contributi ai lavoratori e lavoratrici dipendenti e di non pagarli equamente, e dell’abitudine di criticare chi percepisce una prestazione sociale – simbolo di equità-. Un saluto a tutti. Lilli Reolon

      Rispondi
  6. l’idea del dott. Perfetto e la proposta mi sembra molto interessante anche se difficile da interiorizzare; speriamo che la interiorizzino i nostri politici ma nal breve perodo la vedo dura; saluti al dott. Perfetto e ai gestori del sito

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  7. In Francia c’è un sollevamento popolare a causa della ritentata proposta di alzare l’età pensionabile dai 62 anni attuali a 64 anni.
    Sì, avete capito bene: in Francia si va in pensione di vecchiaia a 62 anni! Poi dice che siccome siamo in Europa dobbiamo adeguarci alle sue regole…

    Venendo alle proposte del dott. Perfetto mi permetto di far osservare che per quanto riguarda il ricavare liquidità dai beni statali ci hanno provato praticamente tutti ma il ricavo per lo Stato è sempre risultato risibile; basta pensare alle aziende svendute agli “amici” (vogliamo parlare di Alitalia?) e poi ricomprate a prezzo doppio o ai tristi tentativi di adeguare le concessioni balneari e autostradali per non parlare delle fallimentari introduzioni di regole per taxisti, autotrasportatori e quanti altri si sentono “più uguali degli altri cittadini”?

    Sulla proposta della moneta di stato, tesi cara al dottor Perfetto, la trovo sia complicata che fantasiosa sopratutto per la logica conseguenza della nascita di un mercato nero di scambio con il dollaro/Euro come avviene in tutti i Paesi la cui moneta interna vale poco (tutta l’America Latina praticamente). I pensionati pagati in LID di fatto vedrebbero il loro potere di acquisto finire sotto i tacchi (già oggi la tendenza è comunque quella con il ridicolo adeguamento all’inflazione inficiato dal falso indice dei prezzi e dalle allegre sforbiciate alla percentuale al crescere dell’assegno).
    Vogliamo veramente che ci sia una economia sottostante dieci volte superiore a quanto avviene già oggi?

    Rispondi
    • Sig. Salvatore (primo), noi conosciamo le cose non perché le comprendiamo, ma perché ci sono familiari.

      Il meccanismo che io propongo per l’introduzione e la gestione della moneta digitale di Stato è di una semplicità così estrema che la si può definire persino “banale”.

      PUNTO UNO. “Moneta di Stato” significa che è lo Stato a gestire la moneta, non la Banca. In termini operativi, a gestire la moneta digitale di Stato sarà una banca governativa con azionista il Governo.

      PUNTO DUE. La moneta è “digitale” perché viviamo in una economia digitale.

      PUNTO TRE. Liquidare il Patrimonio statale non significa venderlo agli amici, non stiamo parlando di “azioni dello Stato”. Stiamo parlando di Palazzo Chigi, Palazzo del Quirinale, e quant’altro.

      PUNTO QUATTRO. La LID non può uscire dall’Italia, e quindi gli “amici degli amici” rimangono con un palmo di naso perché non possono trasferire le LID in Svizzera o altrove.

      PUNTO CINQUE. La LID non può uscire dall’Italia e quindi i furbetti che percepiscono il Reddito di Cittadinanza pur risiedendo all’estero non se ne fanno nulla delle LID, a meno che non le spendano in Italia (e questo comunque è un bene).

      PUJNTO SEI. Con le LID non si pone il problema se al tassista, al negoziante gli garba oppure no. Basta che loro non abbiamo spese aggiuntive nella gestione dei POS o in commissioni varie. E comunque almeno di un minimo di LID avrebbero bisogno perchè le tasse vanno pagate in LID.

      PUNTO SETTE. Non c’è alcun problema con il dollaro, l’euro e quant’altro, perché la LID non viene scambiata sui mercati valutari.

      PUNTO OTTO. L’Italia non è l’America Latina (che pur apprezzo dall’album “America Latina” di Lucio Battisti).

      PUNTO NOVE. I pensionati pagati in LID hanno una moneta a tutti gli effetti per comprare e pagare il necessario: alimentari, bollette, visite mediche, medicinali, quindi dov’è il problema? Se c’è una perdita del potere di acquisto della LID questa deriva dai costi più elevati delle materie prime, sui quali la BCE non ha nessun’arma per intervenire, nemmeno alzando il tasso di sconto (e quindi il problema lo avremmo sia con le LID che con l’euro).

      PUNTO DIECI. Le questioni sono “complicate” in virtù di quanto espresso al primo rigo: comprendiamo solo ciò che ci è familiare. Quando si va in banca a chiedere un mutuo, non c’è alcun problema per la banca nel dare il prestito di 100.000 euro. Basta una semplice trascrizione sul registro contabile. Quel prestito non deriva dal risparmio dei correntisti: quel prestito è “denaro prelevato dal futuro”, dal denaro che lei poi restituirà alla banca mese per mese. Lo Stato, invece, preleva il denaro dal presente, dal suo immobile, è come se lo “pignorasse”, proprio come abbiamo visto fare alla gente in occasione del lockdown. Se la banca può creare 100.000 euro in dieci giorni (perché deve verificare che esistano le dovute garanzie per la restituzione del credito), lo Stato può creare le LID in un solo giorno, con una trascrizione sul registro di Cassa Depositi e Prestiti perché la garanzia patrimoniale c’è l’ha già.

      PUNTO UNDICI. Se lei pensa che possa essere una “baggianata” applicare una patrimoniale ai beni dello Stato, dall’altro lato occorre dire che noi tutti non consideriamo affatto una baggianata la patrimoniale sulle nostre case, che ci piace poco, è vero, ma a testa china e con le mani strette dietro la schiena (come Calimero di “Ava come lava!)” l’accettiamo zitti e muti.

      PUNTO DODICI. Diamine! Esiste il Sardex “Moneta virtuale e complementare di scambio, utilizzata in alcuni circuiti di compravendita in Sardegna” (come recita l’enciclopedia Treccani), mentre a Roma vorrebbero lanciare il Tibex. Con la corsa all’autonomia regionale (Lombardia, Veneto, e quant’altro) andrà a finire che ogni regione si farà la propria moneta.

      Lo Stato è uno, una sola Costituzione, una sola bandiera, una sola moneta. Non è patriottismo, mi creda, è solo il tentativo di far funzionare quell’economia digitale che è sulla bocca di tutti ma che ancora nessuno sa che cosa sia (proprio come nessuno sa ancora che cos’è l’euro digitale).

      Ci sono altri 50 punti che potrei elencare. Ma, come dice la canzone, “Qui, io mi fermo qui”.

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  8. Lo dico a tutti i lettori e i sindacati: bisogna fare svelto perché i poveri non possono aspettare. Per parlare di pensioni i “non occupabili” e quindi i disoccupati ultrasessantenni devono avere una pensione anche minima.
    Io che ho quasi 65 anni,b ma perché mai dovrei avere il reddito di cittadinanza?
    Ragazzi io sono anche stufo di ripetere cose ovvie. Ma la stupidaggine maggiore l’ha sempre detta i sindacati.
    E cioè che le pensioni anticipate sarebbero troppo basse. Basse rispetto al nulla? Forse sto perdendo la ragione anch’io perché non riesco a comprendere troppe cose. E mi scuso se mi sono ripetuto tante volte.
    Qui non si tratta di avere opinioni ma di fare cose ragionevoli.

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