Pensioni anticipate 2023, oggi incontro Governo-Sindacati, Landini vuole quota 41

Il nuovo Ministro del lavoro del Governo Meloni, Marina Calderone ha convocato le parti sociali per un primo incontro per la giornata di oggi 4 novembre 2022. Il tavolo tra Governo e Sindacati è schedulato per le ore 15:00 e si inzierà a parlare di pensioni e come modificare l’attuale riforma. Sul piatto ci sarà sicuramente la proroga di quota 102, misura che non convince i sindacati.

Ultime news Pensioni anticipate: oggi 4 novembre tavolo Governo-Sindacati

Come abbiamo già ripetuto nei giorni precedenti, non c’è il tempo (e forse nemmeno la volontà) per mettere mano totalmente alla riforma delle pensioni, ma nella prossima legge di bilancio ci saranno alcuni correttivi e alcuni ritocchi per consentire una pensione anticipata anche nel 2023. Da quanto dicono i tecnici del Governo, le risorse stanziate saranno circa 2 miliardi di euro con i quali prolungare Opzione donna e l’Ape: Resta sul tavolo quota 102, anche se i sindacati proveranno a spingere per alcune alternative in modo da consentire anche l‘uscita con 41 anni di contributi (62 anni con 41 di contributi o a un 63 anni con 40 di contributi?).

IL segretario generale della CGIL Maurizio Landini, è stato intervistato sulla Stampa, e ha spiegato come il Governo Meloni non sia partito bene: “Un brutto Inizio. Penso all’innalzamento del contante deciso quando invece bisognerebbe mettere il contante nelle tasche di chi non arriva alla fine del mese e lottare contro evasione fiscale, corruzione, caporalato, lavoro nero e mafie.

Mi interrogo sui provvedimenti presi sui vaccini, su quale sia stata l’evidenza scientifica considerata, visto che il virus si diffonde ancora e il bisogno di vaccinarsi lo abbiamo. Senza dimenticare che la Sanità ha bisogno di assunzioni e investimenti per potenziare servizi territoriali”.

Pensioni anticipate 2023, Landini rilancia le proposte al Governo

Ovviamente Landini ha parlato anche di Pensioni, dicendo cosa si aspettano i sidnacati dal Governo Meloni: “Con Cisl e Uil abbiamo scritto una piattaforma per riformare il sistema pensionistico. La riconfermiamo per superare il precariato e introdurre la pensione di garanzia per i giovani. Occorre flessibilità di uscita da 62 anni, con regole diverse per gli impieghi più gravosi ed usuranti”. Poi aggiunge anche che “Si deve riconoscere la differenza di genere, perché le donne sono state più penalizzate dalla riforma Fornero. Dentro questo schema ribadiamo che con 41 anni di contributi sia possibile uscire, indipendentemente dall’età”.

Ovviamente nei prossimi giorni vi forniremo aggiornamenti sul questo primo incontro tra Governo e Sindacati, a cui sicuramente seguiranno altri tavoli per cercare di inserire in legge di bilancio delle modifiche alla Legge Fornero. Voi cosa fareste? Quale soluzione adottereste per consentire l’uscita anticipata dal mondo del lavoro e per non pesare troppo sui conti pubblici?

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24 commenti su “Pensioni anticipate 2023, oggi incontro Governo-Sindacati, Landini vuole quota 41”

  1. I sindacati hanno pienamente ragione 41 deve essere indipendentemente dall’età xche noi che abbiamo cominciato a 16 anni a lavorare ed ho 58 anni con la somma di 62 più 41io vado con 45 anni di lavoro ma a questo punto è meglio che resti la legge fornero che almeno vado con 42 e 10 mesi

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  2. Quando leggo qualche commento mi domando se sono desto.
    Sbaglio se dico che si sono scritti fiumi di post nel chiedere di separare assistenza da previdenza?
    Ora le pensioni qualcuno vorrebbe considerarle alla stregua del reddito di cittadinanza.
    41 anni di contributi erano necessari già per pensionarsi anche a fine 2011 per cui quello che vi attende può essere solo peggio.
    Dai contributi si passerà ad aggiungervi il paletto dell’età.
    La conferma che la musica è sempre quella la ricavo estrapolando dalle risposte che ci arrivano dall’Europa e dai suoi Paesi del NORD sul problema migranti.
    Cambiano i governi ma la minestra italiana è sempre la stessa, è solo riscaldata, e in fatto di pensioni o ti adegui o a breve avremo un nuovo governo.
    Non so se chi ci governa sarà questa volta capace di mostrare gli attributi, quando tutto e tutti gli altri ti remano contro.

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  3. Se vogliamo superare la cinica rigidità della legge Fornero dobbiamo considerare due fattori distinti :
    1 chi ha avuto lavori discontinui non arriverà mai a 41 anni di contributi
    2 chi ha iniziato a pagare contributi a 19 anni rischia di restare in servizio fino a 62-63 con 43-44 anni di contributi . Peggio che con la Fornero.
    Risultato : serve certezza sul numero di anni lavorativi (40, 41?) oppure sul numero di anni di età (61, 62, 63, 64?) richiesti per raggiungere la pensione SENZA RICHIEDERE LA SOMMA dei due dati che in molti casi risulterebbe
    incomprensibilmente penalizzante

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  4. 41 anni di contributi devono bastare per tutti senza altri limiti e senza decurtazioni…..
    Se non si sono i soldi sufficienti ….
    rivalutate abbassandole le pensioni assegnate con pochi anni di contributi e cifre percepite più alte del dovuto …..
    rivalutate i vitalizi diminuendoli in base ai contrbuti versati ……e limitate la loro reversibilità
    rivalutate le cifre delle pensioni d’oro impedendo che pochissimi prendano tantissimo …e moltissimi prendano pochissimo.

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  5. E ci risiamo. Landi ni vuole quota 41. Sono anni che i sindacati capiscono poco e fanno disastri. Bisogna privilegiare i disoccupati e focalizzarsi sul dato anagrafico. Impensabile o mostruoso che un sessantenne occupato vada in pensione e un 64enne inoccupato no. Si è persa la ragionevolezza. LE PENSIONI DEVONO ESSERE UGUALI PER TUTTI E PURE LE PENSIONI ANTICIPATE. Se le pensioni non sono utili a ridurre le povertà che cosa servono?

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  6. Di ipotesi per consentire l’uscita anticipata senza gravare troppo sui conti pubblici ne sono state formulate a iosa, anche negli ultimi tempi. Al ministero ne hanno in numero enciclopedico. Avrebbero solo l’imbarazzo della scelta!
    Per togliersi dall’imbarazzo, cosa faranno? Sceglieranno di non scegliere! Ovvero prorogheranno l’esistente (sulla falsariga di quanto già prospettato dal precedente governo), limitandosi tutt’al più a qualche piccolo adeguamento di facciata.
    Il buon Tomasi di Lampedusa, col suo Gattopardo, se la riderebbe alla grande!! Temo proprio che sia un dejavù!!

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  7. Bisogna tener conto di tutto ciò che e collegato ,le cose infatti sono apparentemente separate. in questo periodo storico e politico che l’Italia sta attraversando, Proporrei la modifica delle pensioni inserendo min. 41 di contributi e 62 anni di età.
    E poi formare i giovani percettori del RDC per procurargli lavoro.
    In primis si deve rafforzare la Sanità pubblica in quanto tutti i cittadini ricorrono da quando nascono su questa benedetta Terra.
    Quindi riaprire i pronti soccorsi chiusi e fare una grande assunzione nel settore della Sanità tassando i redditi medio alti, che son la maggioranza in questo paese.
    Hai redditi alti, come imprese o grandi professionisti, aumenterei le tasse molto di più.
    Tanto anche se guadagna 500mila euro di meno all’anno puo vivere bene lo stesso e nulla gli mancherebbe. 8Il problema vero lo hanno la povera gente che non ha niente o poco.

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  8. Bisogna adottare la proposta del gruppo UTP è la più giusta ed equa per tutti.
    Sicuramente 41 anni di contributi e flessibilità dai 62 anni.

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  9. la migliore soluzione secondo il mio modesto parere e’ quello di applicare la somma dell’eta’ con i contributi che deve fare 102 ,con un minimo di pensione di euro 1.500 nette e un massimo di euro 5.000 per tutti
    per chi ha versato di piu’ nell’arco lavorativo vuol dire che guadagnava bene ,e con 5000 euro un pensionato sta benissimo
    con questo sistema l’inps sarebbe sanato e i giovani avranno in futuro una pensione

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    • Sono d’accordo, ma poi inizierà la solita cantilena. Ma io ho diritto, ho versato tanti contributi. Non potete togliermeli. Ho diritto ad avere una vita agiata, di lusso e tante proprietà.

      Semmai per i redditi alti dovrebbero cambiare il tipo di calcolo per non fare uscire una pensione esagerata.

      Io penserei anche a quelli più sfigati che non arriveranno a 90 anni, ma hanno un’aspettativa di vita minore.

      A questi bisogna mandarceli prima, visto che la pensione non è reversibile se uno non è sposato, così oltre che sfigato, anche mazziato.

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  10. Bisogna rendere flessibile il sistema di uscita, e la proposta dei sindacati incontra questa esigenza!
    Vediamo cosa salterà fuori!
    Personalmente spero nella quota 41!

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  11. Partiamo da dove reperire le risorse: una revisione del reddito di cittadinanza,max. per un’anno e controllare a chi viene dato (conosco rom giovani e non, che non hanno mai lavorato ne cercato mai un lavoro; che senzo ha dargli il reddito?) poi una seria lotta all’evasione fiscale in Italia più di 100 miliardi l’anno a me operaio hanno fatto un accertamento fiscale per 18 euro, com’è possibile che si possano evadere milioni di euro?una seria revisione della spesa pubblica: abbiamo servizi inesistenti confronto agli altri paesi europei (ad ottobre sono andato a prenotare un ecodopler l’appuntamento me lo davano per novembre 2023),i nostri insegnanti sono i peggio retribuiti d’ europa e gli edifici scolastici cadono a pezzi ,mi chiedo dove vanno a finire i soldi.Si potrebbero anche ridurre gli sprehi della politica :stipendi,bonus vari i vitalizi etc.Dopodichè fare una rivalutazione delle pensioni non è accettabile che una persona dopo aver versato 43 anni prenda 1200/1300 euro al mese,infine dai 62 anni d’età o 41 anni di contributi ognuno deve poter essere libero di andare in pensione. saluti

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  12. Non vi è alcun dubbio che la proposta di quota 102 flessibile è la più rispondente alle esigenze di chi ha superato i 60 anni e per vari motivi vuole lasciare il lavoro alle nuove leve , che certamente hanno forza e mente fresca- direi che lo schemetto di Mauro è perfetto e lo farei arrivare ai vari Durigon, Salvini e alla stessa Calderone, in modo che oggi alle 15 hanno qualcosa di molto concreto su cui discutere coi Sindacati- speriamo che almeno la Ministra che è ferrata in materia , ragioni con le parti sociali, non come Orlando che faceva un’altro mestiere- il range 60- 66 anni e 36-41 anni di contribuzione è equo e logico e potrebbe essere inserito nella legge di bilancio subito, in modo da evitare le forche caudine che ci aspettano il 1′ gennaio- se proprio scattasse qualche piccola penalizzazione, spero che i sindacati non si mettano di traverso facendo slittare il tutto a chi sa quando- finora hanno dormito le forze sindacali, spero che arrivino sveglie all’incontro di oggi e guardino al bicchiere mezzo pieno, perche ‘ ormai siamo al limite della sopportazione e vogliamo soluzioni pratiche e democratiche e MAI PIU’ AMBI SECCHI .

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  13. oggi incontro governo sindacati; le risorse sono poche; partiamo dai fregati del 1960 che si sono visti chiudere la porta in faccia per 2 anni; la formula: 63 e 39; poi se rimangono risorse estendiamo; e magari invece di alzare il tetto a 10.000 euro di contanti teniamolo a 2000 massimo 3000; e magari lottiamo sull’evasione fiscale che allora i soldi ne escono; saluti ai gestori del sito

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  14. Non si può fare quota 41 fino ai 61 anni poi 102 flessibile? In questo modo la platea di coloro che possono andare in pensione si estende ad un numero superiore di aventi diritto.
    Grazie per l’ospitalità ai gestori del sito

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  15. Basta quote sono un terno al lotto. Bisogna partire da dati certi, 62/63 anni e si va in pensione una piccola penalizzazione, chi vuole restare, resta con un incentivo. Chi ha avuto la fortuna o l’opportunità di trovare un lavoro in età precoce è giusto che vada in pensione magari a partire dai 60/61 anni.
    un saluto alla redazione

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  16. Caro Landini e centrodestra ( e caro Durigon ) non cominciamo a parlare di quota 103 come da Voi menzionato ” Resta sul tavolo quota 102, anche se i sindacati proveranno a spingere per alcune alternative in modo da consentire anche l‘uscita con 41 anni di contributi (62 anni con 41 di contributi o a un 63 anni con 40 di contributi?). ”
    Vi ricordo che è stato promesso massimo 41 anni di contributi SENZA SE E SENZA MA. A me non dispiace nemmeno 41 anni di contributi con 61 anni di età ma senza penalizzazioni.
    Buon lavoro……… Vi stiamo vigilando e non dimentichiamo e non dimenticheremo……

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  17. Leggo; “Come abbiamo già ripetuto nei giorni precedenti, non c’è il tempo (e forse nemmeno la volontà) per mettere mano totalmente alla riforma delle pensioni, ma nella prossima legge di bilancio ci saranno alcuni correttivi e alcuni ritocchi per consentire una pensione anticipata anche nel 2023”. Commento; Non c’è il tempo ??? 5 minuti la legge già c’è quella della Fornero dal 1.01.2023 si abbassa la quota da 42,10 e 41,10 in 41 per tutti, non ci sono risorse? Dal 01.01.2023 42 e 41,6,
    Dal 2024 si abbassa a 41,6 per tutti
    Dal 2025 per tutti 41.
    Seconda ipotesi c’è già quota 102, altri 5 minuti basta tramutarla in per tutti dai 60/42.

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