Pensioni anticipate 2023, opzione donna: lo scempio é servito

Sembra proprio che tutte le promesse sulla riconferma di Opzione Donna fatte da tutti i partiti e dal centrodestra in particolare durante la campagna elettorale e dalla Premier Giorgia Meloni alla Camera in occasione del discorso programmatico del suo Governo siano state disattese. L’istituto che era il più sicuro della sua conferma e che anzi molti politici di tutti gli schieramenti ritenevano potesse diventare strutturale è stato in questa legge di bilancio completamente distrutto e stravolto al punto che ormai bisognerebbe cambiargli anche il nome. Non si può più, infatti, chiamare opzione quella non è più tale.

Opzione, infatti, è una scelta libera che una persona può compiere o meno ed era tale fino al 31/12/2022. Le donne, cioè, potevano scegliere in piena libertà se lasciare il mondo del lavoro accettando una decurtazione consistente dell’assegno previdenziale nell’ordine di circa il 30% o invece rimanere sul posto di lavoro fino al raggiungimento dei requisiti ordinari di pensionamento. Ora non sarà più così, a meno che, ma sarà altamente improbabile, in attesa della riforma previdenziale del prossimo anno non si inserisca la norma nel milleproroghe o si faccia un decreto ad hoc, perché si è destinato questo istituto solamente nei confronti di categorie svantaggiate assimilandolo ad un’Ape Sociale Donna.

Infatti, consentire il pensionamento solamente alle donne che assistano un convivente con handicap grave da almeno sei mesi, oppure siano loro stesse dichiarate invalide almeno al 74% o ancora siano state licenziate o siano dipendenti da imprese dichiarate in stato di crisi e per di più differenziando l’età di uscita al fatto di avere dei figlio o meno, con dubbi relativi alla costituzionalità della norma discrimina le possibili fruitrici e comprime e dismisura le donne che potrebbero usufruirne con numeri che dai 20.000 previsti per l’anno 2023 quasi si azzerano.

Opzione donna: Norma esistente dal 2004, distrutta dal Governo Meloni?

Una norma che esisteva fin dal 2004 e che aveva resistito anche durante l’avvento della famigerata legge Fornero distrutta da un governo che in campagna elettorale faceva della politica previdenziale il proprio cavallo di battaglia e non difeso a sufficienza dalle forze di opposizione che dopo un po’ hanno mollato la presa.

Eppure, con una riforma previdenziale che bussa alle porte e con un costo molto basso da parte dell’Erario, ricordiamo sempre che le donne devono accettare un calcolo dell’assegno previdenziale che comporta una riduzione di quasi il 30% e che poi dopo i primi anni l’Erario ne ha un beneficio economico perché questa decurtazione si protrae per tutta la durata dell’esistenza, sarebbe stato logico, intelligente e ovvio prorogare per un altro anno la norma alle stesse condizioni dell’anno precedente.

Ora, i politici che hanno attuato questo scempio, a loro giustificazione probabilmente diranno che è solo una questione di fondi mancanti, che per quest’anno con l’inflazione alta e perché i 2/3 delle risorse sono stati riservati a ristorare famiglie ed imprese dai costi esorbitanti delle bollette, non si è potuto fare di più e che nell’ambito della prossima riforma si terrà conto del problema e magari ci sarà la possibilità di attuare una nuova norma in proposito. Si potrebbe poi aggiungere che i due partiti di maggioranza che non hanno ottenuto un buon risultato elettorale hanno voluto posizionare le loro “bandierine” per non essere schiacciati mediaticamente dalla Premier e quindi Salvini ha puntato tutto su “Quota 103” e Berlusconi sull’aumento delle pensioni minime a 600 euro anche se solo per gli over 75 e solo per il 2023, ma temo, invece, che il discorso sia più complesso e che poi in fondo in fondo a parole siano tutti a favore delle donne e che poi nella realtà questo non si verifichi.

Lo sapremo molto presto all’inizio del 2023 quando, finalmente, dopo troppi anni si affronterà, spero con capacità e lungimiranza, la necessità di una nuova riforma previdenziale che oltre alla flessibilità in uscita, al riconoscimento dei lavoratori precoci, alla pensione di garanzia per i giovani e all’implementazione della previdenza complementare, tenga conto delle donne e del loro ruolo determinante nella società dal punto di vista economico e produttivo. 

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25 commenti su “Pensioni anticipate 2023, opzione donna: lo scempio é servito”

  1. Signore ma cosa speravate con sindacalisti come PANZERI e tutta
    La cricca di sx… Iniziate a chiedere la revisione di tutte le pensioni erogate a sindacalisti e parenti vedrete quanti soldi arrivano x tornare a opzione donna a 58anni x tutte senza paletti

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  2. Caro Francesco B,
    le tue incredibili affermazioni denotano, una volta di piu’, quanta strada in Italia si debba ancora percorrere.
    Un saluto

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  3. Non serve piangere sul latte versato ! Lo scempio non è iniziato oggi con lo stravolgimento di OD che messa così non serve più a niente. Lo scempio è iniziato quando è stata varata quota 100, con molti di voi esultanti e menefreghisti della sorte degli altri. Una norma iniqua e ingiusta ma che soprattutto è costata una intera finanziaria (22,3 miliardi di euro a suo compimento ). Non da oggi, qualcuno, sta pagando quello scempio economico e OD peggiorata è solo un’ altro tassello per ripagare quel debito e lo stanno ripagando proprio quei milioni di lavoratori/ lavoratrici, già fregati 4 anni fa e i prossimi che non rientreranno nemmeno in questa quota 103. Quello che pare demenziale è l’assoluta ignoranza di molti che ancora credono a certi politici che grazie alla nostra ignoranza vivono da nababbi, mentendoci e prendendoci pure in giro. E non bastano solo i politici ma anche alcuni di noi che hanno centrato i requisiti; Non dimenticherò mai, quando 4 anni fa criticavo ferocemente su questo sito la nascita della quota 100, quel lavoratore fortunato che mi ha augurato di ” fare una brutta fine “, a me che avrei dovuto raggiungere comunque la Fornero. Che pena, che miseria umana.

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  4. Buongiorno, che bisogno c’era di modificare Opzione Donna – foriera di futura povetrà secondo le stime OCSE?. Già le donne hanno un rilevante gap stipendiale ed uno ancora maggiore della pensione e l’Opzione Donna taglia la pensione ulteriormente: non serviva proprio ed ha favorito le donne sposate con uomini ricchi che non hanno certamente pensieri economici. Il mio caso è questo: lavoro come dipendente pubblica (carriera tecnica) dal 16/11/1981 mai un giorno senza lavorare ed avendo avuto due figli; andrò in pensione con la Pensione Anticipata (SIC) Fornero nel gennaio 2024 dopo 42 anni ed 2 mesi (10 mesi + 3 di finestra) (così diventano i 41anni +10 mesi +3 mesi). Vi sembra poco?. Un saluto Lilli Reolon.

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  5. Loro impegnati a posizionare le loro bandierine e noi ad assistere ed a subire questo spettacolo raccapricciante, messo in scena da giullari di infimo ordine , impegnati a creare uno spettacolino di pessimo gusto alle spalle di chi soffre e stenta a tirare avanti- ci vorrebbe la grinta del popolo francese per avere la meglio su questa feccia umana, incurante e imbarbarita dalla loro sete di potere e dalla soddisfazione che ricavano con le luride gesta di macelleria sociale messe in campo- basta….basta e basta……finitela con questo spettacolo indecente e lasciateci in pace una volta per tutte… prima o poi qualcuno perderà la brocca e si ritornerà agli anni delle rivolte e della guerriglia urbana…….e forse non sarebbe sbagliato tornare a quei tempi, potrebbe pure accadere che questi mascalzoni facciano tre passi indietro e inizino a ragionare con la testa e non con i piedi, attuando una equa e saggia riforma pensionistica che si basi sulla realtà del momento, laddove la durata della vita si è abbassata e non c’è più quota che tenga……età di uscita a 65 anni e quota 103 libera e basta…… basata solo ed unicamente sulla somma algebrica di età e contributi- i soldi ci sono e vanno messi in campo, così come stanno facendo per tante stronzate che è inutile elencare.

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  6. Ho 58 anni compiuti ieri 25 dicembre
    Lavoro da 35 anni e tre mesi con ragazzi portatori di handicap…
    Non capisco per quale ragione in pensione con opzione donna ci possano andare a 58 anni donne con 2 figli ..a 59 con un figlio…e a 60 le altre donne. Ma non mi sembra opzione donna….questa è una cosa non giusta ..tutte le donne dovrebbero avere lo.stesso diritto indipendentemente dal numero dei figli.

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    • vedi Mariella io ti permetterei di andare in pensione ma non perchè hai 58 anni ma per il lavoro che hai fatto; ma lo può capire solo una persona che ha lavorato nell’ambito dell’handicap, io l’ho fatto per 13 anni come ins. di sostegno; con i ragazzi mi trovavo bene; sai le baruffe con i colleghi? molti in gamba, qualcuno lasciamolo perdere; forza e coraggio e tieni duro, manca poco

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  7. Gent. Dr. Marino
    Anche quota 41, anzi 103 fatta con questi paletti dell’età e del taglio a 5 volte la minima fino a 67 anni secondo me è una beffa, come si fa a dichiarare ‘abbiamo fermato la legge fornero ‘ ? Con che faccia dopo le promesse elettorali che non contenevano paletti ?
    Secondo me Salvini ha perso credibilità e come molti lavoratori sono convinto che nel 2023 lui e Durigon non faranno nessuna vera riforma previdenziale, ben che vada introdurranno la possibilità di uscire prima ma con calcolo contributivo…una cosa che avrebbe fatto persino il governo Draghi, a mio avviso
    Lei che ne pensa, dr. Marino ?
    I lavoratori non ne possono più delle false promesse per ottenere voti, o per mantenere la poltrona …l’ultima promessa che ho letto è quella di Durigon che ha dichiarato che l’anno prossimo faranno la vera riforma…sempre l’anno prossimo !!!
    Il SUBITO si usa solo prima delle elezioni ??? (Vedere ad es. intervista a Durigon dello scorso settembre, PRIMA delle elezioni )

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    • luigi, ormai la traccia è quella; a parte legge Fornero tutti provvedimenti per far andare in pensione pochissime persone; perchè? sempre per il famoso debito pubblico italiano; ci aggiungiamo anche i soldi del pnrr ; sai quanto per le pensioni? credo il 3 per mille cioè niente; anzi stanno studiando come fregarci la parte retributiva della pensione; hai capito con chi abbiamo a che fare? saluti a te e ai gestori del sito

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  8. e magari ci ricordiamo anche dei fregati del 1960 visto che poi alla fine , ma non tutti per fortuna ma molti, ci siamo visti chiudere le porte in faccia dal 2021; e l’assurdo è che devo anche ringraziare Draghi visto che l’idea della RITA ne ha parlato proprio lui ; buone feste al dott. Marino e ai gestori del sito e a tutti

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  9. Di una buona riforma pensionistica ce n’è largo bisogno. Ma viste le premesse francamente più che da un senso di attesa in tal senso sono pervaso dalla quasi certezza che le istituzioni italiane in concorso con quelle europee non sapranno e vorranno fare altro che tagliare la spesa e creare indigenza. Del resto la privatizzazione della gestione dei capitali previdenziali è occasione troppo ghiotta per molti di quegli uffici lobbistici che determinano le scelte di Bruxelles. L’assoluta assenza di pressanti e vincolanti indicazioni eurpee in ordine al recupero dell’evasione, al raggiungimento di standard sanitari , nell’istruzione, nella natalità, nell’appetibilità per i cosiddetti cervelli ecc. è una chiara indicazione della realtà degli interessi delle istituzioni in gioco. Riceviamo raccomandazioni di fatto vincolanti solo per riduzione del debito e della spesa pensionistica senza vincoli qualitativi. Se deve andare come avete dimostrato francamente lasciateci la Fornero, che ha bisogno di miglioramenti senza dubbio ma sicuramente non di peggioramenti, e le speranze e gli auspici con cui da oltre 40 anni infinocchiate l’elettorato teneteveli voi.

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  10. Ho già inviato un precedente commento, ma ne aggiungo un altro: sarebbe possibile dare più visibilità all’articolo di Mauro Marino? Ne sono entusiasta per la chiarezza, per la correttezza e per il coraggio di dire le cose come realmente stanno!!!

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  11. Ho già inviato un commento, ma ne aggiungo un altro: sarebbe possibile dare all’articolo di Mauro Marino più visibilità? Ne sono davvero entusiasta per chiarezza, correttezza e coraggio di dire le cose come veramente stanno!

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  12. Grazie infinite, Mauro Marino, per questa magnifica riflessione e per il sostegno a noi tutte, 20.000 sconfitte, mortificate e deluse. E’ stato un voltafaccia vergognoso, nessuna/o se l’aspettava, dopo tante promesse e rassicurazioni in campagna elettorale e anche per un po’ di tempo dopo. La notizia dell’annientamento di O.D. è stata data all’improvviso, mascherandola con l’appellativo di “proroga, ma con vincoli in più” e sono sicura che “loro” già ci stavano meditando sopra, cercando anche le scuse adatte per farla passare in modo inevitabile…Adesso vogliono inzuccherare l’amara pillola promettendo qualche cambiamento/miglioramento attraverso il decreto milleproroghe. Ma chi li crede più???

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  13. Dr Marino
    concordo pienamente con Lei .
    E un altro scempio a mio avviso è questa quota 103 con il paletto dell’età e la soglia di 5 volta la minima fino (almeno) ai 67 anni .
    Cosa ne pensa di questa beffa ?
    E cosa ne pensa dei politici che prima del voto affermano che le coperture per le loro promesse elettorali ci sono e dopo il voto dicono che non ci sono ?
    E non pensano neanche lontanamente a dimettersi ?

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    • Grazie Luigi,
      mi sono gia’ espresso varie volte su quota 103 e sulle promesse elettorali di alcuni politici. Purtroppo la classe dirigente e’ molto carente.
      Un saluto

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  14. Speriamo in bene che gli incontri con i sindacati da parte del governo siano proficui, la paura mia è che questi riescano a peggiorare la Fornero… E noi che siamo alle porte di tali requisiti siano beffati per l’ennesima volta!

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  15. Forse sarebbe ora di avere il coraggio di dire che lo scempio è servito a tutti i lavoratori dipendenti e pensionati, uomini e donne, considerati degli inutili parassiti ai quali togliere diritti e reddito per continuare a mantenere farabutti, evasori e cricche di malaffare. Impressionante poi è l’odio e l’acredine nei confronti di chi ha osato studiare per acquisire cultura e professionalità. Davvero un bel regalo di Natale per gli Italiani onesti!

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  16. Il Presidente Meloni è stata fiera ed unica oppositrice di Draghi e adesso lo ringrazia. È stata orgogliosa sovranista e adesso è più europeista e atlantista dei governi precedenti. Salvini ha sempre detto che vengono prima gli italiani. La politica dei migranti non è cambiata, così come le armi all’Ucraina e gli sprechi di Stato. Si fanno regali agli evasori e scudi per i corrotti. I poveri continuano ad aumentare nel silenzio generale. L’inflazione galoppa e mette in ginocchio i ceti più esposti. MA CHE RIFORMA DELLE PENSIONI VI ASPETTATE DA SIMILI PERSONAGGI?
    ARRIDATECI I DEMOCRISTIANI DEL DOPOGUERRA! RIVOGLIAMO LA PRIMA REPUBBLICA!

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  17. Tutto vero e tutto chiaro quello che dice Marino e non sfugge più a nessuno, specie noi lavoratori, che la truffa perpetrata alle nostre spalle è ormai compiuta- la scellerata legge di bilancio ormai contiene i mostri creati da Meloni e Salvini, con la sfacciataggine di entrambi che spiattellano a destra e manca il loro capolavoro, cercando di far passare le loro malefatte come……abolizione della Fornero, aiuti ai più deboli, sostegno ai poveri etc…… -niente di tutto questo cari compagni di sventura, ormai è bella e compiuta la GRANDE RAPINA dello stato che non ha precedenti e non ha confini- questi pagliacci crudeli hanno calpestato completamente i diritti e le aspettative dei precoci, degli anziani e delle donne , posizionando le loro immonde bandierine , per marcare il loro sporco territorio- ma noi non dimenticheremo facilmente e colpiremo duro alle prossime elezioni e speriamo nelle manifestazioni che i sindacati, quando si decideranno, faranno per tentare di ostacolare la più grande scelleratezza della storia sociale- un saluto e un augurio di buon natale a tutti ed ai giornalisti del sito , sperando sempre anche nel loro aiuto.

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  18. Giustizia è stata fatta. Sarebbe stato oltremodo assurdo, discriminante verso gli uomini, anacronistico e ingiusto continuare a perpetuare un privilegio che non ha alcuna ragione di esistere. Le donne oggi hanno una stabilità lavorativa equivalente a quella degli uomini, tanto più che sono la stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici. In ambito familiare sono ormai tutte supportate dai propri compagni. Degli anziani non autosufficienti se ne occupano le badanti o le case di riposo. E via dicendo. Diciotto anni di un privilegio insopportabile, perché consentiva alle sole donne, ma non si maschi, di pensionarsi quasi un decennio prima di questi ultimi. Oltretutto, proprio le donne che hanno una aspettativa di vita di almeno 5 anni superiore rispetto a quella degli uomini e che generalmente svolgono le mansioni lavorative meno pesanti. Speriamo che il Governo abbia il coraggio di andare avanti nell’eliminazione di questa palese ingiustizia e non si faccia influenzare dai piagnistei delle femministe, le quali si preoccupano solo degli interessi e dei privilegi del genere femminile e non certo degli interessi dell’intera collettività. Ci voleva finalmente una Premier donna per avere il coraggio di eliminare questa legge che da diciotto anni nessuno aveva il coraggio di abrogare per paura di perdere il voto femminile. Brava Giorgia! Coraggio e sempre avanti!

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    • caro Francesco B; hai detto qualche cosa giusta ma tante ca…………….te; si, le donne vivono in media più degli uomini e allora? diciamo che dopo quota 100 hanno chiuso le porte e con questa opzione donna sono stati durissimi; l’aria che tira è questa; prima del 6….. non 4 gatte, 1 gatta e in condizioni veramente disagiate; tutto per il famoso debito pubblico italiano ed è un dato di fatto; cosa fare allora? è inutile dire finalmente giustizia è fatta; lottare affinchè la situazione migliori; buon anno in anticipo a tutte le donne e ai gestori del sito

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