Pensioni anticipate 2023, ultime al 17/1: quali le proposte presentate fino ad oggi?

Come anticipato ieri dalla giornata odierna e per più giorni proporremo in formato ‘articolo’ la proposta individuale che il nostro esperto previdenziale il Dott. Claudio Maria Perfetto ha presentato attraverso una lettera aperta al Governo, proposta lunga ed articolata dalla quale si evince una modalità per poter risolvere il ‘nodo’ risorse, spesso chiamato in causa quando si tratta di valutare le proposte che nonostante promesse in campagna elettorale vengono poi sempre disattese. Il Dott. Perfetto nella sua lunga analisi ha in primis ricordato, facendone un ottimo sunto, tutte le proposte presentate fino ad oggi, da cui già si potrebbe partire per lavorare sulla flessibilità in uscita.

Ieri abbiamo presentato il lavoro completo inserendo la possibilità di scaricare il documento inviato all’esecutivo, quest’oggi presentiamo la stessa proposta divisa in più parti per i meno avvezzi alla tecnologia, affinché tutti possano leggerla e commentarla. Eccovi di seguiuto la prima parte in cui si elencano le proposte presentate ad oggi 17 gennaio 2023: PdL 857 del 30 aprile 2013 a prime firme dei deputati Damiano-Baretta-Gnecchi, la PdL 1170 del 19 settembre 2018 di iniziativa del deputato Walter Rizzetto,a PdL 2855 dell’11 gennaio 2021 a prima firma del deputato Claudio Durigon, a proposta avanzata in luglio 2022 nel documento INPS dal titolo «XXI Rapporto Annuale» nota come Proposta Tridico, Proposta Collettiva» del «Comitato Opzione Donna Social (CODS), Proposta Collettiva» del Gruppo «Uniti per la Tutela del Diritto alla Pensione (UTP)

Pensioni anticipate 2023: Perfetto e la lettera al Governo: binomio lavoro-pensioni fondamentale

“SIGNOR PRESIDENTE, SIGNORI MINISTRI! –  Viviamo in una società la cui evoluzione verso il digitale avviene dinanzi ai nostri occhi e confermata dall’indice di digitalizzazione dell’eco­no­mia e della società (DESI) del 2022, che colloca l’Italia al 18° posto tra i 27 Paesi dell’Unio­ne europea, mentre nel 2019 occupava il 24° posto tra i 28 Paesi della Ue (quando la UK faceva ancora parte della Ue). Accanto alle caratteristiche emergenti dell’«Italia digitale», tra cui l’automazione e l’intermediazione digitale, ri­man­gono le caratteristiche dell’«Italia analogica», tra cui l’invecchia­men­to della popolazione e il calo delle nascite.

La presenza delle quattro caratteristiche citate (automazione, intermediazione digitale, invec­chiamento della popolazione, calo delle nascite) rappresenta una congiuntura particolarmente sfavorevole per la crescita economica (intesa come aumento del PIL pro capite) e per lo sviluppo economico (inteso come aumento del benessere sociale – BES).

A causa del calo delle nascite, diminuiscono i futuri lavoratori, e quindi, per poter finanziare le pensioni correnti con i contributi dei lavoratori attivi, occorre mantenere le persone al lavoro, ritardandone il pensionamento. Mantenere i lavoratori anziani al lavoro, in un’economia con bassi tassi di crescita come quella italiana, ostacola l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, i quali, non potendo contare su un reddito da lavoro, hanno scarse possibilità di formarsi una famiglia e quindi di allevare dei figli. Viene a crearsi un circolo vizioso per il quale quanto più si allunga la permanenza al lavoro tanto più calano le nascite, e quanto più calano le nascite tanto più si allunga la permanenza al lavoro.

Dall’altro lato, l’automazione (la sostituzione dell’uomo con la macchina nei processi di produzione di beni e servizi) e la intermediazione digitale (la sostituzione dell’uomo con l’uomo nei processi di produzione di servizi in cui l’applicazione software funge da intermediaria tra l’uomo e la macchina) erodono posti di lavoro, riducendo ulteriormente le possibilità di trovare un’occu­pazione da parte di giovani in cerca di lavoro. Infatti, se l’economia non cresce, oppure cresce poco, le aziende si ritrovano con una forza lavoro in esubero e pertanto tendono a non rimpiazzare i lavoratori anziani (che accedono alla quiescenza) con lavoratori giovani, nemmeno se il Governo offre loro «l’esonero dal versamento del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro», come si legge nel Disegno di Legge n° 442, Tomo I, comma 294 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023).

La presente Proposta Individuale si pone l’obiettivo di consigliare al Governo l’adozione di misure innovative di riforma del mercato del lavoro e di riforma delle pensioni, misure che la Proposta stessa ritiene essere in linea con l’evoluzione digitale della nostra nazione.

Il mercato del lavoro si sta trasformando celermente, e questo non può non attirare la nostra attenzione. Il lavoro robotico sta acquisendo una valenza alla pari del lavoro umano (basti pensare, per esempio, ai robot infermieri che abbiamo visto emergere con l’emergenza del Covid-19 che lavorano per prendere la temperatura dei contagiati da Covid sostituendo gli infermieri umani), mentre vanno diffondendosi sempre più i servizi digitali di tipo self-service (basti pensare, per esempio, all’Anagrafe Nazionale Popolazione Residente, in cui non è più il dipendente comunale a lavorare per produrre il certificato di matrimonio, ma è il cittadino stesso che lavora al posto del dipendente comunale per produrre il certificato che gli interessa). Tutto ciò non può non destare qualche preoccupazione, che fu già espressa nella PdL 4621 del 3 agosto 2017 d’iniziativa dei deputati Pastorelli, Locatelli, Marzano dal titolo «Agevolazioni fiscali per l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale nella produzione dei beni» in cui si fa presente, testualmente, che: «l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, unito ai costanti progressi nella robotica, ci pone di fronte a un concreto rischio di obsolescenza della forza lavoro umana [omissis]. L’impiego massiccio dei robot può, infatti, creare un’improvvisa e incontrollata contrazione della domanda di forza lavoro umano in ampi settori dell’industria e a farne le spese sarebbero, ovviamente, solo i lavoratori, i quali non potrebbero competere affatto con i sistemi produttivi robotizzati».

Occorre dunque fare in modo che il crescente utilizzo di lavoro robotico (includendo in tale espressione anche i vari software di interfaccia intermediari tra l’uomo e la macchina) venga armonizzato, «orchestrato», con il lavoro umano. Per farlo, è necessaria una riforma del mercato del lavoro che preveda misure orientate a colmare il vuoto contributivo (che impatterebbe negativamente sul finanziamento delle pensioni) che si verrebbe inevitabilmente a creare rimpiazzando forza lavoro umana con forza lavoro robotica.

Riforma pensioni e lavoro devono procedere insieme: parla Perfetto

La riforma del mercato del lavoro deve procedere dunque contestualmente con la riforma delle pensioni al fine di evitare vuoti contributivi che minerebbero la stabilità del sistema pensionistico. Occorre pertanto equilibrare le uscite con le entrate non solo in termini di flussi finanziari (importi pensionistici finanziati con i contri­bu­ti­ dei lavoratori attivi, che è un approccio più focalizzato sulle uscite e quindi meno espansivo), ma anche in termini di flussi reali (lavoratori che entrano nel mondo del lavoro ed altri lavoratori che ne escono, un approccio più focalizzato sulle entrate e quindi più espansivo). Se ci si concentra prevalentemente sui flussi finanziari (importi pensionistici) e non anche sui flussi reali (lavoratori), ci si incammina lungo un percorso fuorviante: basti pensare, per esempio, alla condizione limite che si verrebbe a creare qualora ci fossero sufficienti risorse finanziarie da poter finanziare le pensioni di un qualsivoglia numero di pensionati, ma nessun lavoratore per pro­durre beni e servizi (a meno che non si faccio ricorso all’impiego di lavoratori robot).

Lavoro-pensioni, dunque, è il binomio sul quale si concentra la presente Proposta: un binomio legato da causalità circolare, in quanto per fare le pensioni occorre il lavoro, e per avere lavoratori (che occupino un posto di lavoro) occorrono pensionati (che liberino un posto di lavoro). Poiché la crescita economica è determinata dai consumi, e quindi dalla produzione, e quindi dagli investimenti, e, in ultima analisi, dall’oc­cu­pa­zio­ne, la causalità circolare si risolve nell’in­divi­dua­re la soluzione per avere lavoratori in una società che cresce poco e nella quale i posti di lavoro vengono erosi da robot e da lavoratori «prosumer» (lavoratori che consumano servizi che essi stessi producono): questo conduce alla conclusione che occorre favorire il pensionamento dei lavoratori anziani per avviare quel ricambio generazionale che, grazie all’occupa­zio­ne di giovani orientati a formarsi una famiglia, può fungere da volano a nuovi consumi, nuova produzione, nuova occupazione e quindi crescita economica.

L’obiettivo del ricambio generazionale è spes­­so presente nell’agenda dei Parlamentari come obiettivo non più procrastinabile, ma è rimasto sempre allo stato embrionale di in­ten­to, di­chia­ra­to in Atti Parlamentari, ma mai tradotto in atto pratico. In merito a ciò può essere utile ricordare alcune Proposte di Legge da parte dei Parlamentari (che seguono l’approccio top-down, dal legislatore alla popolazione), e alcune Proposte Collettive da parte dei cittadini (che seguono l’approccio bottom-up, dalla popolazione al legislatore):

Pensioni anticipate 2023: elenco proposte presentate fino ad oggi per la flessibilità in uscita

  1. la PdL 857 del 30 aprile 2013 a prime firme dei deputati Damiano-Baretta-Gnecchi dal titolo «Disposizioni per consentire la libertà di scelta nell’ac­ces­so dei lavoratori al trattamento pensionistico», ove si fa esplicito riferimento al ricambio generazionale laddove si afferma, testualmente, «Ciò contribuirà ad agevolare anche un ricambio generazionale, che le recenti riforme pensionistiche hanno contribuito a disincentivare»;
  2. la PdL 1170 del 19 settembre 2018 di iniziativa del deputato Walter Rizzetto dal titolo «Disposizioni concernenti l’introduzione di un sistema flessibile per l’accesso al trattamento pensionistico» in cui si afferma, testualmente, «Non è più procrastinabile, dunque, un intervento legislativo volto a contrastare le criticità emerse rispetto al riconoscimento del diritto alla pensione e a garantire quel ricambio generazionale drasticamente rallentato con l’allungamento dell’età pensionabile»;
  3. la PdL 2855 dell’11 gennaio 2021 a prima firma del deputato Claudio Durigon dal titolo «Modifiche all’arti­co­lo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e altre disposizioni in materia di accesso anticipato al trattamento pensionistico», ove viene riportato, testualmente: «l’articolo 1, comma 1, lettera a), sostituisce integralmente le regole introdotte dalla riforma Fornero (comma 10 dell’articolo 24 del decreto legge n. 201 del 2011) prevedendo un nuovo e unico requisito contributivo pari a 41 anni per tutti». In riferimento al comma 10 dell’articolo 24 del decreto legge n. 201 del 2011 (riforma Fornero), l’articolo 1 della PdL 2855 aggiunge il comma 10-quater, specificando, testualmente: «Il nuovo comma 10-quater prevede, quindi, che la pensione anticipata debba essere liquidata con il sistema contributivo con la logica dell’opzione, cioè quella che fino ad oggi ha accompagnato l’evoluzione della cosiddetta «opzione donna» »;
  4. la proposta avanzata in luglio 2022 nel documento INPS dal titolo «XXI Rapporto Annuale»: in tale documento si fa riferimento a «tre punti di vista», in particolare all’«anticipo della quota contributiva della pensione», nota alla maggior parte dei lavoratori come «Proposta Tridico» (dal nome, chiaramente, del Presidente INPS Prof. Pasquale Tridico). Tale proposta asserisce, testualmente: «si permette ai lavoratori non appartenenti al sistema contributivo puro l’anticipo pensionistico della sola quota di pensione contributiva al raggiungimento dei seguenti requisiti: almeno 63 anni di età e 20 anni di contribuzione e un importo della quota di pensione contributiva superiore a 1,2 volte l’assegno sociale. Al raggiungimento dei requisiti di vecchiaia al lavoratore verrebbe riconosciuta anche la quota retributiva della pensione»;
  5. la «Proposta Collettiva» del «Comitato Opzione Donna Social (CODS)», di cui è fondatrice e coordinatrice la Sig.ra Orietta Armiliato, recepisce la legge 28 marzo 2019, n. 26 («Con­ver­sio­ne in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni»), articolo 16 (Opzione donna), comma 1, comma 2, e comma 3, e chiede al legislatore di sostituire nel comma 1 le parole «entro il 31 dicembre 2018» con le parole «entro il 31 dicembre 2022» e di sostituire nel comma 3 le parole «entro il 28 febbraio 2019» con le parole «entro il 28 febbraio 2023»:

1. «Il diritto al trattamento pensionistico anticipato è riconosciuto, secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180, nei confronti delle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2022 hanno maturato un’anzia­ni­tà contributiva pari o superiore a trentacinque anni e un’età pari o superiore a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per le lavoratrici autonome. Il predetto requisito di età anagrafica non è adeguato agli incrementi alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122».

Alla legge 28 marzo 2019, n. 26, la «Proposta Collettiva» del Comitato Opzione Donna Social chiede al legislatore di inserire dopo il comma 1 i seguenti:

«1-bis. Cumulo gratuito dei contributi versati in più casse»;

«1-ter. Valorizzazione a livello previdenziale del lavoro di cura».

3. «Per le finalità di cui al presente articolo, al personale del comparto scuola e AFAM si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2023, il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico»;

  • la «Proposta Collettiva» del Gruppo «Uniti per la Tutela del Diritto alla Pensione (UTP)», di cui è promotore il Sig. Mauro Marino – il quale si augura che tutti i politici possano averne visione e attingere ad essa a piene mani, perché, afferma, «una equa riforma previdenziale non è né di destra né di sinistra è semplicemente essenziale per i cittadini italiani e per il futuro dei nostri figli» – chiede al legislatore di prendere in considerazione con un maggior grado di attenzione l’attuazione di misure riguar­dan­ti:

1. Separazione tra previdenza e assistenza;

2. Mantenimento del sistema misto fino alla naturale conclusione;

3. Abolizione dell’aspettativa di vita e delle finestre sia per la pensione anticipata che per la pensione di vecchiaia;

4. Pensione anticipata per tutti, uomini e donne, con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età e senza penalizzazioni;

5. Per le donne con figli bonus di 9 mesi per ogni figlio con un massimo di due da valere sia per la pensione anticipata che per la pensione di vecchiaia;

6. Pensione di vecchiaia anticipata a 66 anni;

7. Flessibilità in uscita anticipata a partire da 62 anni di età, con penalizzazione del 1,5% per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni;

8. Analogamente alla flessibilità di uscita anticipata possibilità di restare al lavoro oltre i 66 anni e fino a 70 con un incremento del 1,5% annuo;

9. Rendere definitivi gli istituti di Opzione Donna e Ape Sociale;

10. Implementazione della pensione integrativa con benefici fiscali fino al 50% di quanto versato;

11. Pensione di garanzia per i giovani, donne e per chi svolge lavoro di cura;

12. Per i dipendenti pubblici erogazione del TFR/TFS entro sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro;

13. Flessibilità in uscita anticipata dal mondo del lavoro senza penalizzazioni per casi particolari di disoccupazione, lavori usuranti, malattia e invalidità;

14. Riscatto agevolato della laurea con costi dimezzati del 50% e benefici fiscali fino al 50% di quanto versato; oppure, in alternativa, contribuzione figurativa del corso legale degli studi universitari;

15. Coefficienti di trasformazione rivalutati in aumento;

16. Indicizzazione al 100% delle pensioni in seguito all’inflazione reale, estensione della no tax area fono a 10.000 €, minus tassazione IRPEF mediante detrazioni per redditi imponibili fino a 36.000 €.

Pensioni anticipate 2023, proposta individuale Perfetto: su cosa si basa?

Le Proposte di Legge dei parlamentari e le Proposte Collettive dei cittadini (che sono state riassunte nella presente Proposta Individuale) con­ten­go­no gli elementi chiave su cui si fonda la crescita economica, verso cui anche l’azione di Governo si protende. Tali elementi chiave sono:

(i) flessibilità nell’ac­ces­so anticipato al trattamento pensionistico;

(ii) moderata «penalizzazione» che renda tale flessibilità realisticamente attuabile;

(iii) ricambio ge­ne­ra­zio­na­le.

Le presente Proposta Individuale prevede tre interventi:

(a) attuazione di misure pensionistiche volte a favorire il pensionamento «anticipato» e il ricambio generazionale;

(b) introduzione della moneta nazionale digitale qui denominata «moneta digitale di Stato» circolante parallelamente all’euro;

(c) attuazione di misure riguardanti il lavoro, coerentemente con il programma nazionale denominato «Garanzia di occupabilità dei lavoratori» espres­so nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, armonizzato con adeguate misure pen­sio­nisti­che che ne assicurino il successo.

Domani il seguito, in cui si entrerà nel vivo della proposta. Nel mentre fateci sapere, nella sezione ‘commenti’ del sito, tra tutte le proposte qui brillantemente sintetizzate quella che sentite più in linea con i vostri desiderata.

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35 commenti su “Pensioni anticipate 2023, ultime al 17/1: quali le proposte presentate fino ad oggi?”

  1. Flessibilità in uscita e ricambio generazionale. Si deve partire da questo punto. Togliendo i precoci, che credo non siano tanti, per una riforma seria bisogna partire dall’età del lavoratore. Chi è nato nei primi anni 60 se è stato fortunato ha iniziato a lavorare non prima del compimento dei 25 anni di età. Se deve andare in pensione con 41 anni di contributi, dovrà aspettare almeno fino a 65/66 anni……così ci avviciniamo alla legge Fornero. Allora partiamo almeno dai 63 anni e magari penalizzare l’assegno pensionistico non più del 3%/4%. Penso che molti aderirebbero e si permetterebbe ai più giovani di iniziare a lavorare. Se si deve fare una vera riforma,bisogna partire da queste considerazioni, altrimenti rimaniamo con l’attuale sistema ed evitiamo di prenderci in giro con una riforma che potrebbe essere iniqua e discriminante

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  2. Rimango in attesa al quesito posto su opzione donna 2023, per capire se esistono licenziate di serie A e di serie B: il requisito è solo x le licenziate da aziende in crisi oppure anche la OSS che dopo 30 anni lavoro si ritrova con la schiena rotta e non ottiene, dal medico, il certificato di idoneità per quel lavoro, chiaramente viene licenziata perché la cooperativa non ha la possibilità di occuparla in altra mansione ? Qualora fosse possibile, inviare risposta alla seguente mail : galli.giovanni@inwind.it Grazie infinite

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  3. Mi viene il vomito personaggi che dettano leggi senza capire che le mansioni non sono uguali pretendere a occhi chiusi e facile, nel mio caso perso genitori a 18 anni maggiore di 5 figli mai visto enti statali in aiuto, oltre il fatto che i miei genitori anno lavorato ma a benefiare dei loro contributi chi?, nel mio caso io lavoro dal eta di 14 anni sono 43 lavorativi maturato 38 sono 4anni che il mio fisico e la mia mente sono in frantumi con figli diplomati ma lavorano a contratto oggi si e domani forse se questo e un paesecivile e democratico mi vine il VOMITO!!!!!

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  4. Senza grandi paroloni,la politica non ha fatto mai niente di concreto per pensioni o pensionati,se non riempire le casse dello stato sulla schiena dei lavoratori,solo per assicurarsi il loro stipendio che non è da poco,sia in termini economici che contributivi,5 anni di legislatura per ottenere il doppio se non il triplo di quello che ha lavorato per 43 anni

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  5. mi occupo dell’ufficio previdenza di un’azienda sanitaria.
    Dalla mia esperienza (sul campo e, pertanto, pratica) ho capito che il lavoratore dovrebbe essere messo nelle condizioni di lasciare il lavoro per essere collocato in pensione quando lo reputa opportuno.
    In troppi lavorano aspettando il giorno della pensione come un miraggio…ma altrettanti vorrebbero continuare a lavorare fino a 70 anni e anche più.
    Sono per la Flessibilità in uscita, ovviamente regolamentata, ma con più possibilità di scelta per il lavoratore.

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    • In questo paese in cui viviamo i ragionamenti intelligenti come il suo valgono poco. Prevalgono sempre interessi partitici e personali.

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    • certo Rosanna, ma è anche così nella scuola; io ho scelto la strada di andar via , anche se complicata, forse perchè ho sofferto nella vita lavorativa; altri non andrebbero mai in pensione; il problema è che non dipende da noi ma da scelte politiche; saluti a te e ai gestori del sito

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  6. Aforisma per aforisma.

    Esimio dottor Perfetto, questo è per Lei; con affetto, ovviamente.

    “Per quanto profonda sia la nostra saggezza individuale, essa non inciderà sul mondo reale, a meno che non si allei a qualche sorta di potere.”

    SUN TZU

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    • Sig. Wal52, non so in qual modo venga interpretato il testo “L’arte della guerra” di Sun Tzu (il maestro Sun).

      Personalmente l’ho interpretato non tanto in termini di strategia militare (quale comunque esso è) oppure in termini di competizione con altri per raggiungere il successo personale.

      Ho interpretato “L’arte della guerra” in termini più profondi, più interiorizzati.

      C’è un punto in cui Sun Tzu afferma che “la vita e la morte del nemico dipendono da te, perciò sei il padrone del suo destino”.

      Ho riflettuto a lungo su questa frase e mi sono domandato: ma chi è il mio nemico?

      Quando ho scoperto che sono io il nemico di me stesso, ho capito che vincendo me stesso potrò essere padrone del mio destino.

      Con un tale cambio radicale di paradigma, il libro “L’arte della guerra” di Sun Tzu diventerebbe “L’arte della pace”.

      Sarà senz’altro vero che per quanto profonda sia la nostra saggezza individuale, essa non inciderà sul mondo reale. Ma è sufficiente, io credo, che incida su noi stessi.

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      • Egregio dottor Perfetto, avendo praticato molti anni le arti orientali credo abbia tanta ragione sul fatto che la saggezza dovrebbe incidere principalmente su noi stessi.

        Tuttavia ho appreso anche che avere saggezza è un processo molto lungo, non facile che richiede spesso molti sacrifici e rinunce fin da giovani e questo si scontra con la realtà dei giorni nostri purtroppo fatta sempre di più di strane abitudini diverse da quelle di un tempo; quelle del tutto e subito, del facile, della competizione per il potere e la ricchezza come obiettivo di vita, del semplice egoismo e avidità, dell’opportunismo nel fare che non sono certo le abitudini dei veri grandi Maestri di saggezza orientali.

        Il vincere la battaglia con il proprio io nemico è una cosa da veri guerrieri, allenati fin da giovani da altrettanti Maestri capaci . Non è da improvvisati, perchè l’io nemico è stramaledettamente forte.

        Chi sono quei Maestri di veri valori oggi ? Sono tanti e possiamo trovarli ovunque?

        Forse sono quelli che ci hanno portato a creare una società dove:
        l’1% dell’umanità possiede quanto il restante 99% (report di Oxfam) e i due terzi della ricchezza delle persone più facoltose non è frutto del loro lavoro, ma di una rendita monopolistica, eredità o rapporti clientelari o dove il 30% occupati in Italia guadagna ad oggi meno di 800 euro lordi al mese (Forbes-World Economic Forum -Wef). Per non parlare della disponibilità di cibo nel mondo, di quanto noi che viviamo con l’elettricità, la sanità pagata, il benessere, consumiamo spesso solo per il piacere di consumare e di non annoiarci, delle guerre, dei diritti delle donne, delle disuguaglianze presenti, del commercio della droga ecc

        Io vedo, ma forse vedo solo il bicchiere mezzo vuoto, tanta poca saggezza in mano a pochi ma che comporta disastri enormi.

        E in questi casi non mi trova d accordo con l’ affermazione che “Sarà senz’altro vero che per quanto profonda sia la nostra saggezza individuale, essa non inciderà sul mondo reale”
        Potrebbe incidere e molto a mio avviso se quelle persone che fanno scelte per i molti avessero quella saggezza individuale ben cresciuta e consolidata.

        Comunque mi rimane sempre una speranza che tornino e vengano ascoltati tanti Maestri di quella saggezza che a mio avviso dovrebbe servire per creare persone utili, onorevoli, compassionevoli e soprattutto persone che con le proprie scelte che incidono su altri, creino valore vero e tanta equità.
        Cordialmente

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      • Buongiorno Perfetto e Alessandro.

        L’enunciato, rivolto a Perfetto, aveva quell’intento provocatorio insito nella sua parte terminale.
        Nel frammento in cui si afferma quanto sia difficile (nel nostro caso parlando di pensioni), che il singolo individuo, pur saggio, se avulso da: “qualche sorta di potere” possa con le sue idee o proposte, avere quel peso necessario per indirizzare le decisioni.

        Ero quasi certo che il testo fosse noto al dottore.
        Non perché l’antico scritto a carattere militare sia ampiamente conosciuto al di fuori di tale ambiente; ma perché, si dice, sia molto letto anche in ambito manageriale. Un ambiente di cui Perfetto ha fatto parte, presumo, con lo spirito (non comune o diffuso) contenuto nella riflessione che ci ha esposto.

        Se ricordo bene, in uno dei numerosi interventi passati, il dottor Perfetto esprimendo un suo pensiero, riconosceva in Gandhi la sola figura di peso o importanza dell’era moderna (o qualcosa di simile) e ne tragga un personale insegnamento che però esclude il possibile calarsi in ambito politico a sostegno delle proprie idee, quantunque necessarie a molti di noi.

        Saluti.

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  7. Come sempre ci rimettono i lavoratori che hanno iniziato presto a lavorare (da adolescenti).
    41 per tutti senza vincoli di età. Le promesse elettorali vanno mantenute.
    Basta con queste quote; sono solo proposte che servono a creare confusione e disparità tra lavoratori. 41 anni sono TANTISSIMI. BASTAAAA !!!

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  8. FLESSIBILITÀ , FLESSIBILITÀ ! Ora proprio BASTA !!! Noi al lavoro dai primi anni 80 abbiamo già dato ! A forza di essere “flessibili” in tutti questi anni ci hanno umiliato , mortificato e derubato , sottraendoci vita e denaro !!! Abbiamo pagato per tutti .. e di più di tutti !!! Vogliamo essere lasciati in pace da altre azioni miserabili e FURTI indecenti ! DOPO 43 ANNI e 1 MESE che nessuno provi a toccare l’ ANTICIPATA della FORNERO !!! Vogliamo essere lasciati fuori da “finte concessioni” e altre “rapine di Stato” mimetizzate dalle parole “flessibilità” e “paletti” !!! Abbiamo investito tutto il nostro futuro E NON SOLO legandolo come un agognato miraggio a un traguardo a una data !!! Chi all’ inizio del 2024 , chi alla fine e chi poco dopo arriverà con enormi sacrifici ai 43 ANNI e 1 MESE .. e andrà perciò in pensione con l’ ANTICIPATA DELLA FORNERO , senza se e senza ma !!! Ora proprio BASTA !!!

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  9. Ultime novità dal sito pensioni& fisco – pare che dalle stanze dei bottoni sia trapelata la notizia che vogliano introdurre una nuova quota 100 cosiddetta pura a partire da questo anno, che si baserebbe sulla somma età contributi, es . 60+40- 61+39-62+38-63+37-64+36-65+35-66+34- sarà vero? Intanto il sito si è esposto mettendoci la faccia e probabilmente c’è qualcosa che bolle in pentola- chiedo a questo sito ed a tutti la cortesia di capire quanto c’è di vero, potrebbe esserci la svolta sul serio.

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    • Sig. Sergio, occorre estrema cautela quando si dice di realizzare una misura pensionistica senza specificare con quali risorse si intende realizzarla.

      Il giornalista di https://www.pensioniefisco.it/pensione-2024-con-una-nuova-quota-100 resta, purtroppo, sul generico, perché dalla “stanze dei bottoni del governo” evidentemente non sanno ancora le risorse che avranno nel 2024.

      La mia osservazione è molto semplice.

      Tra poco ci saranno le elezioni regionali. Gli specchi per le allodole stanno per essere posizionati in posti strategici. Credo che le testate giornalistiche, ovvero i mass media in generale, siano proprio alcuni di questi posti strategici.

      Orbene: va bene che ci sono ancora molte allodole in volo, ma suvvia! andare a sbattere ancora contro tali specchi per le allodole vuol dire proprio farsi male da soli!

      O no?

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      • …….. ancora con ste quote da gioco del lotto ……ma basta!
        Ma quanti smemorati idioti pensano che ancora credono a promesse …… mai mantenute o mantenute solo per gli over 62 sia nel 2018 che nel 2022 ………….
        Fossero stati onesti invece che ….. creare pervicacemente quote divisive buone solo per gli over62…… avrebbero ridotto già dal 2023 almeno di qualche mese i contributi necessari per le pensioni raggiunte per anzianità contributiva ben oltre i 41 e per i maschi i 42 anni di contributi ……. ed invece ……..
        Pensionandi da “contributi” con 42 e 43 anni di contributi …… che chiamano “pensioni anticipate” non crederete ancora ai legaioli ed alla loro compagna di merende …….. ed all’ 86 enne ……. che promette soldi ….. che in maggioranza andranno ….. se andranno ……. a coloro che hanno pagato poco o nulla di contributi previdenziali ……. ?????

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        • Sicuramente non faccio parte di quelli che credono alle stronzate di questi mestieranti politici e sindacali , perché hanno dato prova di quanto sono falsi e ipocriti in questi anni- dubito che ci siano ancora folli o idioti che si bevono le chiacchiere di questi illusionisti ……o no ?

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      • I vecchi detti hanno sempre ragione: Non c’è due senza tre. Molti ci sono caduti nel 2018 ( si ricorda la foto di quei due lavoratori accanto a Salvini con la maglietta 41xtutti ? Ecco quei due sono andati sicuramente in pensione con la Fornero ). Altri ci sono caduti nel 2022, ( come si evince da molti commentatori di questo sito che lo affermano candidamente ). Dalle mie parti, ogni anno viene allestita una tonnara e risaputo che i tonni, ogni volta che incontrano un ostacolo, terra o rete, girano sempre a destra, si infilano direttamente nelle varie camere fino a che verrà chiusa l’ultima e fatta la mattanza che in politichese sono le elezioni. Molti lavoratori sono come questi tonni che indirizzati a dovere regalano non solo il voto ma anche la propria vita a Durigon e Salvini e li pagano anche per farsi catturare ben 180.000 euro l’anno cadauno. Italiani popolo di santi, navigatori e tonni, ( per le donne che hanno sperato in OD strutturale va bene allodole, suona più carino ed educato ). Non me ne vogliate, non vi sto prendendo in giro, sto cercando di ricordarvi che esistono falsi profeti. Il tema pensioni è una cosa che non riguarda il proprio orticello. Se l’orticello produce, produce per tutti indistintamente. Quando sento qualcuno esultare per le quote mi viene il voltastomaco.

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      • La mia era una provocazione Sig. Perfetto, dopo aver letto la notizia e ho dimenticato di mettere il punto interrogativo alla fine,volevo lanciare il sasso nello stagno per animare la discussione- io sono tra quelli che non credono più a nessuno e mi rifiuto di votarli perché ho le tasche piene di promesse e proclami e pertanto non mi faccio abbindolare da specchietti per le allodole.

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    • caro Sergio, non ho letto la risposta de l dott. Perfetto ma immagino quale sia; una nuova quota 100, credo che sia la ba………………a più grossa che potessero raccontare; secondo me è il sentore che la gente è arrabbiatissima per come hanno agito e alle regionali del lazio e della lombardia gliela faranno pagare salatissima; ; poi magari è anche vero ma………………….. saluti a te e ai gestori del sito

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    • Bravo sig. Lucky!

      Mi ha portato all’attenzione la Proposta di Legge n: 376 di iniziativa della deputata Serracchiani dal titolo “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di accesso flessibile e graduale al trattamento pensionistico”, presentata il 17 ottobre 2022.

      Mi era sfuggita.

      La PdL 376, articolo 4 (Opzione Donna), comma 1 riporta testualmente: “ 1. All’articolo 16 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, le parole: « il 31 dicembre 2021 » sono sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre di ciascun anno »; b) al comma 3, le parole: « il 28 febbraio 2022 » sono sostituite dalle seguenti: « il 28 febbraio di ciascun anno »”.

      Nota: le parole « il 31 dicembre 2021 » e « il 28 febbraio 2022 » non sono presenti “All’articolo 16 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26” (ma, data la mia poca familiarità con gli atti parlamentari, potrei sbagliarmi).

      Comunque, le parole “31 dicembre di ciascun anno” e “28 febbraio di ciascun anno” lascerebbero intendere che l’On. Serracchiani stia proponendo una Opzione Donna strutturale.

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      • Di questa proposta mi sembra anche interessante la modifica dell art 10 legge Fornero che prevederebbe per i 64enni di scappare con tutto contributivo anche quello prima del 1996, fatti salvi gli altri parametri di anticipo pensionistico previsti dalla stessa legge. Saluti

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        • bella questa proposta di legge; scappare a 64 anni con tutto contributivo; lo prevedevo: e gli anni di retributivo? a gratis; non c’è limite all’indecenza; saluti a te e ai gestori del sito

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  10. Caro Teo, illuminante! Tutti oramai sono fissati con il denaro che non ha più nessun legame con il mondo fisico delle materie prime poiché il denaro è “fiduciario” da tempo. E’ come un cane che si morda la coda. E’ per questo che abbiamo bisogno di governanti capaci e di una società che si ricordi di essere umana, ovvero basta sfruttamento del lavoro nero e del lavoro dei raiders, -confronta con quello che ha pensato il signor Andrea Bassi di Bussolengo VR, che all’arrivo del rider a casa sua ha capito che il ragazzo aveva fatto 50 Km in bici per consegnare quanto ordinato ed ha dichiarato che ciò è molto grave. Un caro saluto. Lilli Reolon

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    • Cara lilli, se conoscessi Jacque Fresco, Tutto il lavoro che ha fatto nella sua vita come ingegnere cioe creando progetti sostenibili, elaborando ideologie, orientamenti di valori in sostanza cercando idee che ci mettono in armonia con la natura, se vogliamo affrontare tutti i problemi del mondo, dobbiamo pensare in modo tecnico non attraverso partiti politici movimento di denaro. Stesso per il lavoro La tecnologia e più efficiente della manodopera, è ora di massificarla invece di sentire aziende che forniscono un servizio sociale per tenere le persone impegnate, dimentichiamo il sistema paralizzante del lavoro, siamo in un paradigma diverso, possiamo crea abbondanza su questo pianeta è acceso all ‘abbondanza. Ma come spieghi alla gente che viviamo in un illusione della mente, :il limite dei nostri pensieri è il limite del nostro mondo. Non pretendo di togliere dal equazione il denaro, ma per lo meno usarlo per quello che è nato, dando il giusto valore alle cose. Ricordiamoci che la vita è fatta di” tempo “con scadenza è sprecare 80% della vita in contesti lavorativi tossici, be, il lavoro dovrebbe essere passione. Sai come si dice: domani, non è un giorno in più..ma uno in MENO

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  11. Come disse Mark Twain la mancanza di denaro è la radice di ogni male . Il denaro nella civiltà moderna è la radice di tutti i mali. è la linfa vitale di una civiltà, e la mancanza di linfa, è una civiltà che viene impoverita.Quello che oggi definiamo denaro , non è affatto denaro, ma una condizione decretata dell’uomo; si tratta di un mezzo di controllo e schiavitù in mano a pochi, niente più . Non lasciatevi ingannare, è un mezzo di scambio, un invenzione sociale, nati per sostituirsi al baratto, dobbiamo riflettere sul ruolo che il denaro sta assumendo nelle nostre vite, un richiamo ad un’ etica dei soldi dimenticata, come disse il fisico Maurice Allais, premio Nobel per l’economia nel 1988, amava ripetere questa frase sulla moneta creata dal nulla dalle banche: “L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. Una volta capita la truffa, basta informarsi , possiamo dare una dignità e valore pensionistico a tutti, al di là del ruolo, è anni di lavoro, perché non è un problema di soldi si creano dal nulla. Come disse Jacque Fresco ingeniere futuristico sociale, abbiamo le risorse per dare una vita serena a tutti, non I soldi. Perche i beni e servizi case ecc non si fanno con I soldi ma con le materie prime, è logica. Immaginate se ci riuscite un vagone di carta colorata o soldi come volete chiamarli, ma nessuna risorsa a disposizione, cosa costruisci con la carta colorata il nulla. Vi invito alla visione del venus project di Jacque Fresco, troverete tutte le risposte a questo mondo capovolto. Un giorno capiremo che quello che avrà VALORE in futuro sono le risorse non il denaro.

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    • Sig. Teo, concordo con lei affermando che sono le risorse reali ad avere valore, non la moneta.

      Lei mi offre l’occasione per fare un distinguo tra denaro e moneta.

      Il denaro è ciò che è accettato dal mercato. Forse lei ricorderà quando negli anni Settanta scarseggiavano le monete metalliche (le 5 lire, le 10 lire, le 50 lire, le 100 lire) per cui i negozi davano come resto caramelle, gettoni telefonici, francobolli. Ecco, quelle caramelle, quei gettoni telefonici, quei francobolli fungevano da denaro. Per rimediare a questa forma di baratto, e sempre per far fronte alla scarsità delle monete metalliche, le banche emisero i cosiddetti “mini-assegni” (fatti con carta scadente per cui si consumavo molto velocemente).

      La moneta, invece, viene emessa dallo Stato (nell’Unione europea non sono gli Stati che ne fanno parte ad emettere moneta ma è la Banca Centrale Europea). La moneta euro ha valore di denaro perché viene accettata dal mercato. La lira italiana, per esempio, è una moneta che non ha valore di denaro perché non viene accetta dal mercato.

      La conclusione è che: il denaro non può essere creato dal nulla, mentre la moneta, invece, può essere creata dal “nulla” (nella mia Proposta Individuale viene specificato cosa significa che la moneta viene “creata dal nulla”).

      Per evitare di creare moneta dal nulla, e per ricondurre la moneta al valore di denaro, nella mia proposta aggancio la moneta (ovvero la moneta digitale) alle risorse reali, agli immobili pubblici. Quindi, la moneta digitale potrà espandersi solo se si espandono le risorse reali.

      Lei, sig. Teo, dice esattamente quello che dico io.

      Lei dice testualmente: “Immaginate se ci riuscite un vagone di carta colorata o soldi come volete chiamarli, ma nessuna risorsa a disposizione, cosa costruisci con la carta colorata il nulla”.

      Io dico (nell’articolo sopra riportato), testualmente: “basti pensare, per esempio, alla condizione limite che si verrebbe a creare qualora ci fossero sufficienti risorse finanziarie da poter finanziare le pensioni di un qualsivoglia numero di pensionati, ma nessun lavoratore per produrre beni e servizi”.

      Sia lei che io mettiamo l’accento sulle risorse reali. Quando io parlo di lavoratori, parlo di “risorse reali”, parlo di “fattore di produzione reale”.

      C’è anche un’altra osservazione che lei fa, sig. Teo, che coglie un aspetto di verità, quando dice che: “Quello che oggi definiamo denaro , non è affatto denaro, ma una condizione decretata dell’uomo; si tratta di un mezzo di controllo e schiavitù in mano a pochi, niente più”.

      Tornando al mio esempio sulla disponibilità di risorse finanziarie per pagare le pensioni senza però disponibilità di risorse reali (i lavoratori) per produrre, qualora avessimo una enorme disponibilità finanziaria, potremmo effettivamente fare come fanno i Paesi produttori di petrolio che hanno una enorme disponibilità finanziaria per cui i cittadini residenti non lavorano e fanno lavorare tutti gli stranieri riducendoli in condizioni di schiavitù.

      La mia Proposta, sig. Teo, agli occhi di un attento lettore, si rivela una sorta di Manifesto che potrebbe intitolarsi “Libertà dalla schiavitù”, libertà dalla schiavitù del sistema neoliberalista e libertà dalla schiavitù dell’economia finanziaria, e va in controtendenza al pensiero di Friedrich von Hayek (Premio Nobel per l’economia nel 1974) che nel suo libro “La via della schiavitù” metteva in evidenza che i pianificatori economici (lo Stato) non potevano conoscere la volontà degli altri e quindi finivano per comportarsi da despoti. Hayek è stato uno dei più influenti economisti del pensiero neoliberista, a lui si ispirarono Ronald Reagan e Margareth Tatcher della quale è famosa l’affermazione “Non esiste qualcosa chiamata società”.

      Infine, sig. Teo, mi lasci concludere con questa affermazione di Keynes che mi piacerebbe poter ricordare al Governo: “Non facciamo niente perché non abbiamo soldi, però è esattamente perché non facciamo niente che non abbiamo soldi”.

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      • Parole Sante: il cancro neoliberista in economia e liberale in politica sta distruggendo il mondo. Purtroppo i cosiddetti governanti nulla sanno e nulla capiscono di tutto ciò e, qualora intendano, hanno sepolto la loro coscienza sotto soffici coltri di “denaro”!

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        • Toro Seduto, capo Sioux Lakota: ” Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro”.

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