Relativamente al dibattito sulle pensioni anticipate 2023 é interessante il ‘botta e risposta’ che si è creato tra i nostri lettori ed il sempre disponibile Dott. Claudio Maria Perfetto a seguito di alcune considerazione su come il sistema previdenziale potrebbe risultare in equilibrio se solo si puntasse non unicamente al pensionamento ma anche ad investire nel lavoro e sui giovani.
Di seguito dunque le questioni poste da due nostri lettori e le risposte del nostro esperto da cui emerge chiaramente come il Governo, sebbene ancora non lo abbia detto in modo esplicito, al fine di mantenere un equilibrio di sistema, non avendo grandi carte da giocare, punterà purtroppo, ancora una volta ed a scapito dei lavoratori prossimi alla pensione, all’incremento dell’età anagrafica. I dettagli:
Pensioni anticipate 2023: Il Governo sbaglia prospettiva
Così Rino: Il ragionamento del dott. Perfetto è chiarissimo. Allora a questo punto se l’aspettativa di vita in Italia è 83 anni ( fonte Inps) a 63 anni con 40 anni di contributi si può andare in pensione. Il sistema è perfettamente in equilibrio.
Il Dott Perfetto spiega: “Sig. Rino, in linea di principio si può sempre fare in modo che il Sistema Previdenziale sia in equilibrio.
Per esempio, se i contributi versati dai lavoratori attivi non sono sufficienti a finanziare le pensioni di Quota 41 indipendentemente dall’età anagrafica applicando il sistema di calcolo misto, allora si potrebbe ridurre l’imposto pensionistico dei pensionandi con Quota 41 calcolando l’importo totalmente col sistema contributivo sul modello di Opzione Donna.
Il punto critico, a mio avviso, è che il Governo si focalizza sulle uscite, a fronte di determinate entrate. La domanda che il Governo si pone è la seguente: con queste entrate contributive (ovvero, con questo numero di lavoratori che guadagnano questo salario medio) quante pensioni con tali importi posso pagare?
Per rimuovere il punto critico, occorrerebbe che il Governo si focalizzasse sulle entrate, a fronte di determinate uscite. La domanda che il Governo dovrebbe porsi è la seguente: dovendo pagare questo numero di pensioni con tali importi, quante entrate contributive dovrei avere (ovvero, quanti lavoratori dovrebbero essere occupati e con quale salario medio)?
Va da sé che è più facile rispondere alla prima domanda, perché per rispondere alla seconda domanda il Governo dovrebbe rispondere prima alla domanda seguente: cosa devo fare per creare occupazione?
Su come creare occupazione, il Governo (io credo) non ha la minima idea, e perciò si affida al PNRR che, contrariamente alle aspettative del Governo, ridurrà (anziché aumentare) l’occupazione e i salari (questa è la mia personale opinione, qualora il Governo non cambiasse “mentalità”).
E nemmeno i Consiglieri e i Consulenti del Governo hanno la minima idea di come creare occupazione. E nemmeno i nostri economisti hanno la minima idea di come creare occupazione. Nemmeno se andassero a rileggersi la “Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta” di Keynes, il cui fine (come Keynes stesso afferma) era quello di “scoprire ciò che determina il volume dell’occupazione”.
Gli economisti dovrebbero porsi l’obiettivo seguente: “scoprire ciò che determina il volume dell’occupazione ai tempi del digitale” (cosa diversa dai tempi in cui Keynes ha vissuto, il 1936).
In conclusione, sig. Rino, con 63 anni e 40 anni di contributi si potrebbe anche andare in pensione, riducendo di molto gli importi pensionistici. Il Sistema Previdenziale potrebbe anche trovare il suo punto di equilibrio: più lavoratori con salari più alti, più pensioni e senza penalizzazioni; meno lavoratori e con salari bassi, meno pensioni e con penalizzazioni.
Ma il Governo punta invece all’innalzamento dell’età anagrafica, perché ha bisogno di lavoratori, ha bisogno che i lavoratori attuali restino al lavoro, in quanto il Governo non sa come creare occupazione ai tempi del digitale (perché le ricette economiche di Keynes andavano bene nel 1936, ma non sono sufficienti nel 2022).
Pensioni anticipate 2022-2023 oggi 3 giugno: come mantenere il sistema in equilibrio?
Il Signor Ezechiele chiede: “Dott.Perfetto Buongiorno, trovo sempre molto interessanti i suoi interventi e la ringrazio pubblicamente per questo suo costante impegno che ci arricchisce. Mi perdoni una precisazione: Ponendo il caso che un lavoratore versa contributi per circa 40 anni e che quando andra’ in pensione, percepirà la pensione per circa 20 Anni (62+20, raggiungiamo la vita media) significa che nella sua vita questo lavoratore paga la pensione a 2 pensionati (mediamente). Siccome però i contributi che versa sono circa la meta (nell’esempio da lei citato 594 euro mese) è come se alla fine pagasse lo stipendio intero ad un solo pensionato. Ragion per cui il rapporto tra lavoratore e pensionato è pari a 1. Trovo quindi sbagliato quanto riportato
“Questo significa che se 1 lavoratore attivo va in pensione, occorre assumere 2 nuovi lavoratori (in modo che il rapporto 2L/1P=4L/2P=8L/4P… rimanga costante, ovvero uguale a 2 ).” Grazie a Lei e ai gestori del sito”
La specifica del Dott. Perfetto: “Sig. Ezechiele, il rapporto 2lavoratori/1pensionato non va rivisto. Le dimostro perché.
Stando ai suoi dati iniziali, sig. Ezechiele, abbiamo 1 lavoratore che lavora per 40 anni e 1 pensionato che percepisce la pensione per 22 anni (per semplicità di calcolo consideriamo 20 anni, invece di 22 anni come lei suggerisce).
Il lavoratore A lavora 40 anni, ovvero (20+20) anni.
Il lavoratore B lavora 40 anni, ovvero (20+20) anni.
Durante i loro primi 20 anni di lavoro, il lavoratore A e il lavoratore B finanziano la pensione di 1 pensionato A per 20 anni.
Durante i loro secondi 20 anni di lavoro, il lavoratore A e il lavoratore B finanziano la pensione di 1 pensionato B per 20 anni.
Perciò, durante l’intero arco dei loro 40 anni di lavoro, i 2 lavoratori A e B finanziano:
– per i primi 20 anni, la pensione di 1 pensionato (pensionato A)
– per i secondi 20 anni, finanziano la pensione di 1 pensionato (pensionato B).
Conclusione:
– 2 lavoratori (A+B) che lavorano 40 anni ciascuno equivalgono a 4 lavoratori (A1+A2+B1+B2) che lavorano 20 anni ciascuno
– 4 lavoratori (A1+A2+B1+B2) che lavorano 20 anni ciascuno in parallelo finanziano 2 pensionati (A+B) che vivono 20 anni ciascuno in sequenza, uno dopo l’altro
– rapporto lavoratori/pensionati: 4L/2P=2L/1P”.
Ringraziamo il sempre gentile Dott, Perfetto per la dedizione che mostra nei confronti del nostro sito e dei nostri lettori e ringraziamo questi ultimi per seguirci da anni e per aiutarci a mantenere alto il livello del dibattito.
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Cosa dite, riusciamo a trovare un po’ di soldini per rinnovare il contratto dei Navigator . Poverini son due anni che lavorano come dannati, che si sudano lo stipendio. Potemmo pensare di toglierli dalle casse dell’inps, chiedendo ai lavoratori di rimandare la ploro pensione per un altro anno.
Voi cosa ne pensate?
I cari governicchi hanno capito che i lavoratori nati dal 1955/1965 sono i migliori allora cercano di spremerli come un limone, sono di una cattiveria infernale.
Vista l’aria che tira, c’è ben poco da sperare… Vorrà dire che è possibile che gran parte dei lavoratori anziani che non riescono ad accedere alla pensione in anticipo rispetto agli attuali termini, e in modo dignitoso, continueranno a lavorare lasciando (come qualcuno ha già detto proprio su questo sito) il “cervello sul comodino”, con tutte le conseguenze che ciò può comportare. Se va bene così….
Aspettativa di vita a 83? Ma state scherzando? Chi ci arriva e come? 41 anni di contributi bastano e avanzano per andare in pensione dignitosamente e senza togliere niente a nessuno, si è trovato I soldi per tutto, lasciare andare le persone in pensione e creare posti per giovani italiani per creare nuove famiglie italiane anziché andare all’estero
Perché il nostro governo invece di continuare a mangiare i soldi dei cittadini nn si toglie un po’ di soldi dai loro stipendi forse avremo meno problemi, chi studia queste riforme pensionistiche e farci lavorare fino alla fine dei nostri giorni dovrebbe provare andare a lavorare in certe aziende x capire che nn si può lavorare x 42 anni. N
Buongiorno a tutti. Sono molto preoccupato di tutta la situazione, premetto che sono una persona di natura ottimista e lavorativa mente sono tra due mesi con 42 anni di contributi. Sarò molto breve,credo che se non la finiscono di di sottovalutare la cosa tagliando solo per i Lavoratori e non creare subito una valvola di sfogo per la società, ma senza TAGLIARE, visto anche tutti gli aumenti che incalzano e non credo che durerà poco,il nostro paese può destabilizzanti. Sono disgustato e non approvo quello ché è successo in Ucraina però se fosse in minima parte vero , che le forze che governano i paesi hanno sottovalutato la cosa ,è hanno fatto finta di non vedere e sentire cosa stesse accadendo intorno ,e inutile poi voler correre ai ripari.Spero di sbagliare e che in merito alle pensioni si facciano le cose oneste .Un saluto ai Sig. Del Sito.
Buon Lavoro
PERCHE NN TOGLIERE IL RDC A CHI HA MENO DI 50 ANNI E NESSUNA PATOLOGIA ????
DOPOTUTTO IL RDC E STATO FATTO IN MOMENTO DI CRISI ADESSO MANCA LA
MANODOPERA O NO ???? VEDERE GIOVANI DI 35/ 40 ANNI A CASA E UN DELITTO
ULTIMA COSA XCHE NN AUMENTARE LE PENE A CHI PRENDE IL RDC NN SPETTANTE ?’
CHE S HO 5 ANNI IN GALERA OBBLIGATORI E PER GLI STRANIERI RIMPATRIO IMMEDIATO
Il reddito di cittadinanza non va tolto, va revisionato. Bisogna scovare i furbetti di turno; per il resto è utile per chi ha perso il lavoro ma anche per chi non riesce a trovarlo e si vuole dar da fare. Purtroppo avvolte senza raccomandazioni il lavoro non si trova
Non è detto che non ce la facciano!!!!
Anzi secondo me stanno già studiando il metodo.
(anch’io precoce come te)
D’accordissimo con Patrizia. Non solo le lavoratrici ma anche i lavoratori dopo 41 anni di lavoro devono poter andare in pensione per petersi godere la famiglia 👪. Avendo molti lavoratori insieme alle consorti collaborato attivamente alla cura della propria famiglia. Niente dei diritti acquisiti devono essere toccati in uno stato di diritti e doveri, altrimenti sarebbe un sacrilego furto perpetrato alle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. Quindi tutti gli studi e i calcoli del dottor Perfetto per noi precoci non gli trovo giusti per pura e semplice giustizia.
Innalzare ancora l età?
Ma questo vale per chi ha gia un lavoro…perche se lo perdi prima chi obbliga le aziende ad assumere?
E in piu le mansioni e ritmi dovrebbero essere dati in base all età stessa…
Ma non se ne parla di questi “particolari”…
Troppo comodo…
Quante chiacchiere solo per dirci che un altra volta vogliono fare cassa sulla pelle dei lavoratori, come successe con la legge Fornero,ma tanto cosa ne sanno della gente che lavora già da 40 anni,mentre i signori politici che ci siano o no “sul posto di lavoro” percepiscono sempre il loro vitalizio perché non si può chiamare stipendio non producendo nulla,nemmeno delle riforme coerenti per una struttura pensionistica,sono degli incapaci,per fortuna parlavano dell’ abbassamento dell’ età pensionistica per colpa della pandemia,ma è già acqua passata, trovare una soluzione per far tornare i famosi conti dell’ Inps che secondo me non ne hanno la più pallida idea,l’ importante è che abbiano i soldi per pagare pensioni d’oro di gente incapace e improduttiva,per non parlare dei sindacati dormienti,ormai inglobati nella politica della poltrona dalla quale è meglio non contraddire il padrone per non perderla,poi si chiedono come mai c’è disoccupazione giovanile! per forza ormai per arrivare alla pensione devi andare al lavoro con la badante e l’assistente sociale visto l’età e pensione che percepirai,senza parlare di tutti gli acciacchi che ti porti dietro da anni, perché produrre non è come stare seduti su di una poltrona a chiaccherare del nulla.
Buongiorno,ancora non si è capito che siamo stanchi di tante chiacchiere inutili.Andare in pensione senza nessuna decurtazione è un diritto di ogni persona avendo lavorato 41 anni a prescindere dall’ età. All’ età di 60 anni la donna deve cessare qualsiasi attività e godersi la famiglia e soprattutto salvaguardare la salute.
Hai ragione , io dopo 40 anni di lavoro a 59, non ce la faccio proprio più!
Bisogna andare in pensione a 60 anni col retributivo. Nell’altro modo si continua fino a 70 per pagare le pensioni a tutti coloro che sono andati a 40 , 50 , 55 anni, col retributivo avendo versato pochissimo rispetto a quello che hanno avuto. È assurdo con le vecchie leggi ci sono persone andate in pensione a 40 anni con pensioni doppierispetto a un lavoratore dipendente di oggi e sono in pensione da 20 , 30 anni! Inconcepibile!
Quota 41x tutti e basta forza salvini combatti x noi lavorstori io ,dal87,che lavoro e faccio turni di notti ho ,,,36di contributi ei sono stufato sentire le cazzate di un governo che noni appartiene …Fornero mi hai rotto i coglioni
Allora oltre quota 100 e lo scalone gratis… a Noi
Del 60 adesso vogliono tassarci
Anche la quota retributiva del 18% come proposta ultima ora
Del 4 giugno….. Ma perché non
Ci fanno una puntura di Covid
Così ci togliamo dai coglioni
Aooo. Mi fanno rimpiangere gli anni 70/80 e nn dico altro… Chi vuole capire capisca……
Loro non pensano alla nostra pensione ma bensì alla loro pensione quella da parassiti
Ci volete convincere con dei calcoli assurdi
Inutili , non esatti
Non potete far pagare a una sola generazione gli errori del passato
L’assistenza non la deve pagare la cassa dell’Inps
E chiudo per non essere incivile
Buongiorno, a tutti i lettori
quando ho letto l’articolo della dr.ssa Erica Venditti sono rimasto BASITO per essere educato, soprattutto il passaggio: “Ma il Governo punta invece all’innalzamento dell’età anagrafica, perché ha bisogno di lavoratori, ha bisogno che i lavoratori attuali restino al lavoro, in quanto il Governo non sa come creare occupazione ai tempi del digitale”.
Draghi, Orlando, Tridico, i sindacati e tutta la parte politica, cosa stanno facendo al governo se NON sono in grado di creare occupazione per i giovani che sono a casa a fare una beata fava……… per essere nuovamente educato, che se ne stiano a casa, non sarebbero nemmeno in grado di gestire un bilancio famigliare, dato che tutti i mesi IO devo fare i conti tra entrate e uscite, e decidere le priorità su cosa acquistare di necessario da quello non necessario o superfluo.
La generazione prima della mia, sono andati con baby pensioni o 35 anni di contributi con metodo RETRIBUTIVO, ora dovrò lavorare fino a 64/65 anni anagrafici lavorando 50 ANNI, per mantenere i giovani a casa, ma questi del governo sono degli emeriti DEMENTI, è una classe politica che impone “FATE QUELLO CHE VI DICO MA NON QUELLO CHE FACCIO” ripeto siete dei DEMENTI!!!!!!!!!!
A dicembre 2022 avrò realmente VERSATO 41 ANNI DI CONTRIBUTI, ho iniziato da BAMBINO 14 anni, soldi VERI non in cripto valuta BITCOIN, che tantissimi altri lavoratori/lavoratrici come me hanno già versato, prima criticavo la Legge Fornero, ma considerato le proposte pensionistiche che stanno avanzando, bé scusatemi non ne abbiate a male, ben venga la Fornero, almeno un punto di ARRIVO c’è.
Ora l’INPS ha aggiunto un bonus di 400 Euro al mese per le donne che hanno subito violenza, le rispetto e mi dispiace veramente per quanto subito, e VIAAAAAA!!!!! bonus su bonus, e via ad altri furbetti è si perché in Italia fatta la legge fatto l’inganno, regaliamo soldi a Go Go a tutti, dalle mie parti il detto è “Fin che ce né viva il RE” ma sanno che tutti questi miliardi dati a pioggia prima o poi DOVRANNO ESSERE RESTITUITI? E’ un debito che i nostri figli e nipoti dovranno subire e restituire.
L’altro giorno parlavo con un falegname che lamentava il fatto di non trovare operai anche non qualificati, ne ha trovato uno di 35 ANNI (non un ragazzino, un ADULTO) il quale accettava il lavoro solamente se veniva pagato in NERO per non perdere il reddito di cittadinanza A BERGAMO!!!!! NON NEL MERIDIONE.
Buona giornata e lettura a tutti.
Ringrazio il sito, la dr.ssa Erica Venditti, il dr. Perfetto e dr. Marino, per dare spazio e risposte alle ns. parole esprimendo le tematiche in modo diverso ma costruttivo,
intanto toglierei il reddito di cittadinanza a 3 milioni di fannulloni. sarebbero 3 milioni che versano contributi. quota 41 credo che sia la riforma più equilibrata per un sistema più etico. Domenico.
I tre milioni di fannulloni come dice lei, che poi sono molti di meno, non Hanno di che sfamarsi, forse non tutti hanno i posti di lavoro come lei, sono sfruttati e sottopagati, umiliati; lei sta togliendo un pezzo di pane ad un povero, se ne rammenti
Perché non si pensa a una piccola sempilce riforma ?
66 anziché 67 come età anagrafica.
42 anziché 42,10 mesi di contributi.
Per chi non ha questi requisiti, flessibilità con il 2 per 100 ogni anno prima dei 66
Partendo anche da 63 o 64 anni
E così difficile??
Si accontenterbbero molte persone,perché un anno in meno, dopo I 66 anni ,vuol dire molto .
Non ci vorrebbero troppi soldi come per i 41 anni,ed è meglio questo che niente.
Che ne pensate??
Come ho sempre detto, se vogliono innalzare l’età pensionabile, allora, lasciassero quella attuale, è ci alzassero la somma dell’assegno, uguale a quello che percepisce chi si inserisce nei palazzi dello stato li a Roma, cioè, 5 anni di politica, con unassegno sicuro netto da spendere da pensionato, pari a 3.300€ netti al mese, netti,vogliamo lo stesso trattamento che si sono garantiti loro lavorando una vita nei ministeri statali, belle pensioni , con pochi anni diciamo di lavoro, fisico e mentale.
E’ errato parlare di volontà dell’incremento dell’età anagrafica da parte del governo. Rispetto a cosa ? Rispetto alla quota 100 c’è già stato passando da 62 a 64 e rispetto alla Fornero non credo proprio che alzerà il requisito della vecchiaia fissato a 67 anni. In questo secondo caso sarebbe un aumento dell’aspettativa di vita non motivato. Preso atto che la vergognosa quota 100 è stato un regalo pensionistico per chi un lavoro e uno stipendio lo aveva ancora a scapito di chi aveva una quota ben maggiore ( 102-103-104 ), che io sono stato il primo su queste pagine ad affermare che non potrà mai più esserci una norma tanto favorevole come la quota 100 e che tutto ciò che verrà dopo sarà sicuramente peggiore, che se oggi parliamo di equilibrio dei conti innalzando i requisiti è come se si stesse affermando che la quote in genere di questi ultimi 4 anni non sono state sostenibili, cosa peraltro da me sempre sostenuto. Dott. Perfetto, si rende conto che se Lei oggi parla di innalzamento dell’età per consentire la sostenibilità del sistema pensionistico sta affermando che la quota 100 e la quota 102 non erano sostenibili ? Sta affermando che si sono spesi parecchi miliardi di euro causando un peso eccessivo sulle casse dell’INPS ? Sarà forse questo motivo a rendere difficile una nuova e seria riforma della Fornero davvero giusta ed equa per tutti i lavoratori ? Intanto una cosa è certa: Se e quando ci sarà una nuova riforma, i lavoratori di oggi pensionati di domani, dovranno recuperare i miliardi buttati al vento in questi 4 anni o con le penalizzazioni o con il tutto contributivo. Cari amici, domani avrete un assegno di pensione inferiore ad un quotista e dovete ringraziare il fautore di questa trovata, il dis-onorevole Durigon.
Sig. Franco Giuseppe, mi rendo conto che le parole possono essere fraintese, vuoi perché vengono male interpretate, vuoi perché vengono male espresse. Accolgo la seconda ipotesi, e cioè che abbia espresso male le mie parole.
Io non riporto il mio pensiero, ma riporto il pensiero (per quanto mi sia dato di comprenderlo) del Governo, della Prof.ssa Fornero, del Presidente Tridico e di chiunque affermi che occorre innalzare l’età di pensionamento per consentire la sostenibilità del sistema pensionistico.
Il nostro sistema pensionistico, per come è strutturato, si basa su: tasso di natalità, allungamento della speranza di vita, modello “a ripartizione” (pensioni finanziate con i contributi dei lavoratori attivi).
In base al modo di pensare corrente del Governo Draghi e dei nostri economisti, e in base alle Raccomandazioni del Consiglio europeo, alle Indicazioni dell’OCSE, ai suggerimenti della Corte dei Conti (che sorveglia attentamente i conti pubblici) è GIOCOFORZA INNALZARE L’ETA’ PENSIONABILE CHE TENDA VERSO I 67 ANNI E OLTRE.
NO WAY: NON C’È MODO DI RIFORMARE LA RIFORMA FORNERO (con il modo di pensare attuale).
Il mio pensiero è invece il seguente: cambiando il modo di pensare attuale (e l’ho espresso più e più volte in articoli e commenti) e procedendo con la Riforma Lavoro&Pensioni (in maniera unitaria) È POSSIBILE, ANZI, NECESSARIO ANDARE IN PENSIONE SENZA PENALITÀ DAI 55 ANNI IN POI.
Spero di aver chiarito, una volta per tutte, qual è la mia posizione sulla Riforma Pensioni.
Fate veramente schifo,non sapete proprio cosa significa lavorare in fabbrica x 40 anni.
Io penso che ognuno si paga la propria pensione , il problema sono gli statali che fino a qualche anno fa lo stato non versava i loro contributi , erano solo figurativi , e le pensioni le pagava un altro ente , poi hanno passato tutto all ‘ Inps , quindi facciano quello che è giusto fare , versargli i contributi , noi non possiamo pagargli le pensioni con i nostri contributi !!!
POSSIBILE CHE IN SACCOCCIA SE LA DEVE SEMPRE PRENDERE IL LAVORATORE?MASSIMO 65 ANNI CI DOVETE MANDARE TUTTI IN PENSIONE INVECE DI SPRECARE DENARO PUBBLICO IN BONUS VARI, REDDITI DI CITTADINANZA A 3/4MILIONI DI ITALIANI FANCAZZISTI CHE NON HANNO MAI LAVORATO E MAI LAVORERANNO. ADESSO BASTA CARI POLITICI, O FACCIAMO UN PO’ DI GIUSTIZIA O VI VENIAMO A STANARE NEI VOSTRI RIFUGI.
SIAMO MILIONI DI PERSONE CHE NON CE LA FANNO PIÙ E VORREBBERO GODERSI IL MERITATO RIPOSO, OGNUNO PAGATO PER QUEL CHE HA VERSATO. RISOLVETE QUESTA SITUAZIONE PRIMA DI ANDARE ALLE URNE SENNÒ SONO CAZZI VOSTRI.
CHIARAMENTE DEDICATO A TUTTI I POLITICI DI DX. E DI SX. ECC.
dott. perfetto, i suoi ragionamenti sono sempre chiari ed esaurienti ; il problema è che bisognerebbe tornare indietro diciamo di 30 anni quando permettevano a persone di 40 anni di andarsene in pensione anche con pensioni buone; e adesso ci troviamo nella m……………………a più totale; poi è arrivata la legge fornero che è tuttora attiva; e adesso si apre il baratro; le raccomandazioni dell’unione europea ti dicono chiaramente di far andare in pensione sempre più tardi, pensioni da fame o aspetti anni ; io so solo che oggi avevo il magone; la mia ultima giornata in palestra da docente; mi sono imposto una regola: l’ultima lezione non li porto mai; troppi infortuni negli anni precedenti; da adesso in poi apriti cielo saluti a lei e ai gestori del sito
Ormai abbiamo tutti capito che il problema è Draghi e che per risolvere la grana pensioni, bisogna solo mandarlo a casa a godersi le sue corpose pensioni- se volesse, risolverebbe con uno schiocco di dita la questione, imponendo innanzitutto all’Europa l’uscita a 65 anni per l’abbassamento dell’aspettativa di vita per le morti covid e per i miliardi risparmiati con quota 100- poi perché siamo quelli che vanno più tardi in pensione e la UE per questo non batte ciglio per le altre nazioni-poi potrebbe benissimo far passare almeno la doppia uscita di Tridico che costa solo 400 milioni all’anno e aprirebbe a chi decide, la via per pensionarsi prima- perché dobbiamo soffrire ancora con questo negriero che gode delle nostre sofferenze, nulla facendo e nulla dicendo, complici partiti e sindacati .
Approfittando della disponibilità del Dott. Perfetto, vorrei capire perchè …
se il numero dei lavoratori è così importante per le pensioni (oltre che per altri ovvi 100 motivi),
dato che ormai a tutti è chiaro che le PENSIONI sono un problema da affrontare e risolvere,
non venga fatta una legge che imponga un ricambio generazionale 1a1 (1 va ed 1 entra)
Se fatta bene (e forse qui sta il problema), tutti ne avrebbero dei vantaggi ed, immancabilmente, qualche (piccolo) svantaggio; ma se lo si fa per ‘amor di patria’ e tutti ne sono coinvolti, perchè NO ?
il LAVORATORE va in pensione qualche anno prima (diciamo 5/4 anni, a 62/63)
svantaggio- ci perde qualcosa sulla pensione: come detto da molti, un 2%/anno potrebbe essere fattibile
l’AZIENDA cambia un lavoratore stanco/demotivato e ne acquisisce uno più ‘fresco’ e SMART (nel senso tecnologico) e ne avrà anche un risparmio economico
svantaggio- per un periodo iniziale, renderà sicuramente di meno (tempo di apprendimento)
lo STATO avrà un ritorno sulle spese dei giovani, che finalmente lavoreranno e potranno mettere su famiglia (ed anche i PENSIONATI aiuteranno a far riprendere il turismo )
svantaggio- dovrebbe aiutare il PENSIONATO con le aliquote, in modo che ci perda il meno possibile
Tutto questo, nel medio/lungo periodo, dovrebbe far riprendere l’economia e quindi far aumentare le assunzioni ! (il famoso ‘circolo virtuoso’)
Egr. Dott. Perfetto, dove sbaglio ?
(perchè sicuramente sbaglio, altrimenti lo avrebbero già fatto 😉
Complimenti ai gestori del sito e a chi vi supporta
Sig. Luciano, lei non sbaglia affatto. Lei propone uno schema win-win, in cui tutti vincono: Lavoratori, Azienda, Stato.
Ma le mie esperienze di lavoro e di vita mi hanno fatto prendere coscienza del fatto che il più delle volte lo schema è a somma costante, win-lose: se qualcuno vince, qualcun altro perde. In tal caso, per minimizzare le perdite, occorre distribuirle su una massa di attori più ampia possibile (nel nostro caso gli attori sarebbero sempre gli stessi: Lavoratori, Azienda, Stato).
Lei si domanda perché “se il numero dei lavoratori è così importante per le pensioni… non venga fatta una legge che imponga un ricambio generazionale 1a1 (1 va ed 1 entra)”.
In linea di principio si potrebbe anche fare. Ma il Governo preferisce intervenire in altro modo, in maniera non “forzosa”.
Il Governo interviene sul lavoro, per esempio, tramite la decontribuzione (fiscalizzazione degli oneri sociali), ovvero riducendo le aliquote contributive a carico del datore di lavoro, allo scopo di contenere il costo del lavoro. Le aziende ci guadagnerebbero, perché avrebbero un costo del lavoro più basso, mentre il lavoratore non perderebbe la copertura pensionistica, perché i contributi verrebbero coperti dallo Stato (la società). Per poter fornire una tale copertura, il Governo dovrebbe recuperare i fondi dalla fiscalità generale (ecco perché si parla di “fiscalizzazione degli oneri sociali”) e quindi a contribuire alla “decontribuzione” sarebbe l’intera società (i cittadini).
Tuttavia, il Governo non può aumentare il carico fiscale, in quanto si è impegnato a conseguire “il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo e di ridurre gradualmente il carico fiscale, preservando la progressività e l’equilibrio dei conti pubblici.” (Documento PNRR, pag. 76). Quindi, il Governo non può intervenire sul fronte Lavoro attraverso la decontribuzione, ma dovrà intervenire in altro modo.
Per quanto riguarda le pensioni, invece, sembrerebbe esserci qualche possibilità di manovra che potrebbe effettivamente essere in grado di attuare la sequenza di benefici che lei, sig. Luciano, elenca a favore del Lavoratore, dell’Azienda e dello Stato.
Tale possibilità di manovra la fa emergere anche Mauro Marino nel suo editoriale del 28 maggio 2022 dal titolo “Pensioni 2022 l’editoriale: facciamo questa riforma previdenziale” (https://www.pensionipertutti.it/pensioni-2022-leditoriale-facciamo-questa-riforma-previdenziale/)
Nel suo editoriale Mauro Marino afferma che negli ultimi tempi “non si fa esplicito cenno alla situazione previdenziale. Quello che era da sempre il cavallo di battaglia della Commissione Ue nei confronti dell’Italia con continue interferenze e diktat ad operare in un certo modo sulla situazione previdenziale in quest’occasione non c’è stato”.
È vero, negli ultimi tempi la Commissione europea non fa più riferimento al sistema pensionistico italiano. E perché mai dovrebbe farlo? Le sue “Raccomandazioni” sono state ormai recepite in pieno nel PNRR: “Attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale e spesa pubblica” (pagg. 25-26).
Insomma, il Governo non ha alcuna possibilità di manovra sul fronte Pensioni, ed è costretto a muoversi entro un corridoio di libertà molto ristretto qualora volesse mettere in campo qualche Opzione di pensione anticipata.
Sul fronte Lavoro, invece, il Governo si affida alla Missione 5 “Inclusione e Coesione” del PNRR: “Potenziare le politiche attive del mercato del lavoro (ALMPs) e la formazione professionale: Sostenere l’occupabilità di lavoratori in transizione e disoccupati, mediante l’ampliamento delle misure di politica attiva del lavoro, nell’ambito del nuovo “Programma Nazionale per la Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL)”, e promuovere la revisione della governance del sistema di formazione professionale in Italia, attraverso l’adozione del “Piano Nazionale Nuove Competenze” (pag. 203).
Concludo, sig. Luciano: lei non sbaglia affatto. Il fatto è che il Governo ha già pensato che il suo programma non è realizzabile entro i ristretti margini in cui si trova a dover operare. C’è solo da sperare che la Missione 5 diventi una “Mission Possible Five”.
Attenzione lavoratori onesti ed anziani: Draghi con la complicita’ del Ministro Orlando e di Landini porrà dei paletti anche alla cosiddetta pensione anticipata Fornero! Ci vorranno almeno 64 o 65 anni di età per accedervi! E se uno a quel punto avrà 45 anni di contributi? Peggio per lui che ha lavorato per una vita come una bestia da soma! Intanto i deputati continueranno ad andare in pensione dopo 5 anni e i fortunati di quota 100/102 continueranno a farci marameo con i loro 38 anni di contributi ed il sistema misto……
Fate tutti VOMITARE, SIETE NAUSEbondi, ed IGNORANTI. BASTAAAAA AVETE ROTTO , INCAPACI DI RAGIONARE ,e di abozzare un ragionamento sensato, vivete TUTTI in un altro mondo che non è certo rispecchiabile con quello del lavoro. Dipendere da PARASSITI che non sanno minimamente cosa voglia dire LAVORARE è la cosa Peggiore, Inconcepibile e INGIUSTA che ci possa essere. È più di 5 anni che sentiamo ripetere le stesse IDIOZIE sulla riforma delle pensioni, ed è da allora che i lavotatori continuano ad andare in pensione con la Fornero. VERGOGNATEVI TUTTI!!!!!
Sig. Max, l’emotività altera la visione delle cose. Perciò, facciamo un respiro profondo, ripetiamolo per tre volte, abbassiamo la carica emotiva, e proviamo a vedere le cose come stanno realmente.
Le persone che sono al Governo ce la mettono tutta per mettere a posto i conti dello Stato. Per fare ciò, ragionano, e devono fare ragionamenti sensati, per avere i fondi dell’Unione europea. L’attività dell’Italia viene attentamente monitorata dall’Unione europea. Volendo usare un termine procedurale che è stato abolito nel 2006, l’Italia si trova in una sorta di “amministrazione controllata”.
Ci sono poi le Agenzie di rating, che monitorano l’Italia ed esprimono giudizi sulla capacità dell’Italia di restituire i prestiti che l’Italia riceve dagli investitori esteri per finanziare la spesa pubblica. Se le Agenzie di rating esprimono giudizi negativi sull’Italia, allora lo spread si alza, e ciò indica che l’Italia avrebbe difficoltà nel restituire i prestiti ricevuti e pertanto i prestatori chiedono un tasso di interesse più elevato e ciò va a peggiorare ulteriormente i conti pubblici. Per evitare di ricorrere ai prestiti degli investitori esteri, l’Italia potrebbe affidarsi alla BCE. Ma la BCE non potrà acquistare i titoli di Stato italiani all’infinito. E quindi, l’Italia è obbligata a tenere una condotta severa sui conti pubblici, a disciplinare la spesa pubblica, a contenerla.
Certo, si dirà “i soldi per le armi si trovano, mentre per le pensioni no”. Ebbene, se i soldi per le armi si trovano è solo perché vengono presi in prestito. Ma prendere in prestito oggi, significa aumentare le tasse domani. Per le pensioni di vecchiaia e anticipata i soldi non ci sono, perché tali pensioni non vengono finanziate con le tasse, ma con i contributi dei lavoratori attivi.
Se è da più di 5 anni che sentiamo che occorre riformare le pensioni, e se è da più di 5 anni che continua a rimanere la Riforma Fornero, che cosa significa ciò?
Si diceva di superare la Riforma Fornero, ma si faceva invece la Quota 100 (una opzione collaterale, e non una Riforma pensioni).
Si diceva di superare la Riforma Fornero, ma si faceva invece la Quota 102 (una opzione collaterale, e non una Riforma pensioni).
Si dice di superare la Riforma Fornero, ma si avanzano ancora opzioni collaterali, e non una Riforma pensioni che riformi la Riforma Fornero.
Per riformare la Riforma Fornero occorre riflettere sul fatto che solo applaudendo con due mani (pensioni e lavoro) si emette un suono (la Riforma pensioni).
Riformare la Riforma Fornero focalizzandosi solo sulle pensioni è come cercare di applaudire con una mano sola.
E qual è il suono di una mano sola? È la Riforma Fornero.
Si certo ,fate lavorare gli anziani i giovani gli diamo il reddito di cittadinanza e abbiamo risolto il tutto poi mi dite a chi dovrò insegnare il mio lavoro ,se le mani me le sporco sempre io .ce qualcosa che non và.
sono statale ho preso 2 anni 104 finisco il prossimo anno avendo 63 e arrivo 38 anni contributi vorei andare pensione anche possibile anche questo anno se possibile vedimo cosa mi dira l’inps perche’ho l’appuntamento il 15 giugno speriamo di risolvere il problema,perche’ho anche il mi compagno problemi di salute e anche io,speriamo di risolvere il problema.Aspetto una vostra risposta Grazie
Absddsye gli stipendi a quei pagliacci del governo basta soldi agli immigrati via rdc xchè ormai avete rotto dicendo che non vi soldi …io non vi mantengo
E’ inaudito come una classe politica che ha commesso errori su errori sulle pensioni debba fare pagare ad una sola generazione,e non a quelle precedenti,i propri errori,tra le altre cose io ho colleghi che andati a casa con il vecchio sistema pensionistico vengono a succhiare soldi in ospedale lavorando a posto dei giovani !
Grazie per le esaurienti spiegazioni.
Ezechiele