Pensioni anticipate 2023, ultime su Quota 100/102 flessibile: L’intervista a Proietti

Molti lavoratori sul sito si sono mostrati interessati, lasciandoci il loro commento, sull’ipotesi di pensione anticipata circolata nei giorni scorsi, stiamo parlando di una quota 100 maggiormente flessibile. L’attenzione al riguardo è stata posta dalla Fondazione Consulenti del Lavoro che ha ipotizzato, attraverso stime e studi, quale impatto positivo potrebbe avere una misura di questo tipo che ricomprenderebbe anche quanti sono rimasti esclusi dalla quota 100.

Diversi non hanno gradito però l’ipotesi di fissare comunque dei paletti, sebbene in range sarebbe comunque decisamente più ampio rispetto alla precedente quota 100, si parla infatti di un limite anagrafico dai 61 anni ed un limite contributivo di 34 anni. Il problema resterebbe per i precoci che sarebbero nuovamente tagliati fuori non per gli anni contributivi ma per l’età anagrafica, essendo loro giovani. Di questa nuova ipotesi e dei suoi limiti ne abbiamo parlato con Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, che ci ha rilasciato questa interessante intervista in esclusiva.

Pensioni anticipate 2023: l’Intervista a Proietti sulla quota 100 flessibile

Pensionipertutti: In questi ultimi giorni è circolata l’ipotesi di una quota 100/102 flessibile cosa ne pensa al riguardo, come Uil condividete l’idea di lasciare al lavoratore facoltà di ritirarsi raggiunta come somma la quota 100? Anche se nell’idea originaria della Fondazione Consulenti del Lavoro le combinazioni sarebbero nel range che parte da un minimo di 61 anni o 34 anni di contributi.

Domenico Proietti: “L’ipotesi circolata in questi giorni di realizzare una vera “Quota 100” o “102” da una parte pone l’attenzione su quanto da subito dichiarato dalla UIL, ovvero che il meccanismo varato nel 2019 più che una quota rappresentava un “ambo secco” prevedendo paletti anagrafici e contributivi rigidi.

Il meccanismo delle quote per sua natura, invece, prevede una certa flessibilità nel raggiungere la cifra stabilità con la somma tra anzianità contributiva e anagrafica. Un’ipotesi, quindi, che si muove nella giusta direzione, ma che è ancora distante da quello che sarebbe necessario fare per rendere pienamente equo ed efficiente il sistema previdenziale“.

Pensionipertutti: Nello specifico cosa sarebbe necessario fare per rendere pienamente equo ed efficiente il sistema previdenziale come lo ha in mente la Uil?

Domenico Proietti: “In particolare, prevedere l’accesso alla pensione con una contribuzione troppo elevata penalizza i lavoratori e le lavoratrici che hanno avuto carriere precarie e discontinue o chi ha perso il lavoro negli anni prossimi alla pensione, ovvero, proprio coloro che hanno più bisogno di tutela.

Per la UIL il raggiungimento di una piena flessibilità di accesso alla pensione passa attraverso l’introduzione di ed il perfezionamento di più misure“.

Riforma pensioni 2023, quali misure andrebbero introdotte?

Pensionipertutti: Quali può farmi qualche esempio concreto?

Domenico Proeitti: “Certo, allora in primo luogo, bisogna prevedere la possibilità di andare in pensione intorno ai 62 anni, ma con un’anzianità contributiva inferiore a 40 anni e che sia più in linea con le medie dei lavoratori e delle lavoratrici. Parallelamente è necessario sancire che 41 anni di anzianità (che non è una quota, ma un requisito oggettivo) sono sufficienti per andare in pensione a prescindere dall’età anagrafica.

Equità che passa anche dal riconoscere a livello previdenziale che il lavoro ed i cittadini non sono tutti uguali“.

Pensionipertutti: Per riconoscerlo a livello previdenziale e dunque permettere un accesso differente a seconda del mestiere svolto cosa bisognerebbe fare?

Domenico Proietti: “Va utilizzato l’ottimo lavoro fatto dalla commissione istituzionale per la valutazione della gravosità delle mansioni perfezionando la normativa sul lavoro usurante, estendendola a tutte le categorie rilevate e semplificando il meccanismo di accesso per rendere pienamente esigibile questa possibilità a chi ne ha diritto. Questo primo passo in tema di lavori usuranti dovrà essere seguito da una revisione dei coefficienti di trasformazione per queste categorie affinché la quota contributiva della pensione sia opportunamente valorizzata“.

Pensionipertutti: Vi sono misure che a suo avviso hanno dato buoni frutti ed andrebbero rese strutturali?

Domenico Proietti: “A mio avviso l’ottima esperienza dell’Ape sociale deve essere convertita in una misura stabile a tutela di tutte le categorie identificate, ma anche in questo caso si rendono necessari dei correttivi in particolare sugli anni contributivi richiesti e sulle modalità di presentazione delle domande.

Dall’insieme di questi interventi potrà derivare una vera e piena flessibilità di accesso alla pensione, senza alcuna penalizzazione o taglio sugli assegni, che tuteli pienamente i cittadini dando il giusto ruolo solidale al sistema previdenziale italiano e improntando le regole di accesso su principi di flessibilità, libera scelta dei lavoratori e delle lavoratrici, ed equità“.

Ringraziamo per la solita disponibilità che lo contraddistingue il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che é tenuto a citare la fonte.

67 commenti su “Pensioni anticipate 2023, ultime su Quota 100/102 flessibile: L’intervista a Proietti”

  1. Dott Proietti,
    Cosa ne pensa di questa proposta:
    A tutti i lavoratori a cui mancano 3 anni dalla pensione gli diamo il reddito di cittadinanza (per questo periodo transitorio, poi la pensione).
    Alle persone che oggi percepiscono il reddito di cittadinanza gli diamo un lavoro, (sostituiscono il lavoratore pre-pensionando).
    Alle imprese diamo la possibilità a costo zero di ringiovanire l’ambiente lavorativo rendendolo + produttivo e vivace.
    Costo per l’inps “zero”
    Costo per l’inpresa “zero”
    Facciamo contente le persone stanche che hanno dato tanto.
    Facciamo contenti i giovani disoccupati che finalmente trovano un lavoro.
    Facciamo contenti i famigliari dei nonni che si ritrovano occupati con i nipotini.
    Controindicazioni?

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  2. Dott Proietti,
    non le sembra giunto il momento di una MOBILITAZIONE GENERALE.
    Sono almeno 3 anni che tiriamo il can per l’aia, nessuno ci ascolta, il ministro Orlando si nasconde, e dimostra ogni giorno che non si merita il compito che gli è stato affidato, farebbe bene a dimettersi e restituire lo stipendio.
    Ribadisco che 41 anni di lavoro sono un’eternità, chiediamo l’uscita immediata, senza vincoli di età, con decorrenza 1/1/2023. Io sono stanco, ho già lavorato per 43 anni ma ho contributi soltanto per 41,5 e la mia stanchezza non è solo fisica ma anche mentale. Ma la cosa peggiore è leggere e sentire le proposte di cambiamento che da 3 anni a questa parte lanciano speranze, sempre disattese.

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  3. Ci sono già buone proposte in giro, come quella Tridico e quella che prevede una minima penalizzazione percentuale per chi anticipa la pensione a partire dai 62 anni. Perché cercarne di nuove? Qui non servono nuove formule fantasiose, serve smuovere il governo con le buone o con le cattive, per riprendere il dialogo sulla riforma.

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  4. Buongiorno. Io propongo che per andare in pensione il governo metta il limite di età per tutti e cioè 62 anni di età indipendentemente dai contributi che uno ha.per andare in pensione. Ognuno prende la quota mensile in base ai contributi che ha versato fino a 62 anni. Penso che una persona dopo i 62 anni ne ha basta di lavorare. Vuole godersi gli ultimi anni della sua vita essendo libero di fare e andare dove vuole.

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  5. Ci sono due grossi problemi in italia uno è draghi e l’altro è orlando come risolverlo è un dilemma visto che i sindacati non si mobilitano sarà il popolo a farlo.

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    • È proprio così, sono d’accordo con Bruno ,perché questi due personaggi rappresentano il male assoluto e vanno messi fuori dalle istituzioni, prima che sia troppo tardi- le loro azioni sono contrarie ai principi costituzionali che mettono il popolo sovrano al primo posto- non esagero dicendo che ci vorrebbe una vera insurrezione per metterli alla porta.

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  6. Tutto sbagliato, chi ha 38 di servizio e 64 anni di età può andare in pensione, chi ha 62 anni e 40 di servizio no, ma come funziona il sistema. Quelli nati tra il 60-63 dovranno andare in pensione a 67 anni con 45 di contributi? È una vergogna

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    • A ragione come si fa così no ne giusto la anni 62anni basterà 30 anni di contributi
      La 64anni 35anni di contributi .
      Già il pensione poco non ti basta per vivere .
      Perché cheli sttatali sono differenti dei lavoratori normali .
      No ne legge giusto devi fare le leggi essere uguali con il sttatali.

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    • Vero come è vero che anche chi a 60 e 42 non può andare in pensione o 61 e 42.
      Ma il politico se ne va con 5 anni, questo non lo trova gusto e decoroso?
      Anche i sindacalisti se ne vanno presto in pensione.
      E che dire degli anni regalati alle forze dell’ordine, ai pompieri, agli aviatori, all’esercito ecc. ecc. mentre la plebe deve oltrepassare i 43 anni, per ora, poi chissa’ magari arrotondiamo a 45.
      E intanto io pagooooooooooo.

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  7. Continua il solito deludente refrain che si sta vedendo da parecchi mesi a questa parte.
    Il tavolo ancorchè sospeso, è vuoto…gli attori assenti…il fantomatico “accordo” sono pagine bianche…le ferie incombono…il Ministro lo cercano senza successo anche a “chi l’ha visto”…tra innumerevoli proposte di riforma presentate, in concreto, nessuno batte un colpo…le cose stanno pericolosamente languendo…
    Questo non è più accettabile per un paese serio. Tuttavia teniamo sempre accesa una fiammella di speranza.

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  8. Buongiorno a tutti. La presente per chiedere al Sig.Proietti il significato di QUOTA 41 PURA , è da un po’ di tempo che la vedo scritta su gli articoli.Forse si tratta di un’altra trovata?Di un altro regalo per i Lavoratori?visto che conosciamo quota 41 per i precoci cosa contiene per usufruirne e quota 41 richiesta dal Sindaco e qualche esponente Politico.Ringrazio anticipatamente il Sig Proietti e i Sig del Sito.
    Buon Lavoro

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  9. PER PORTUNA C’E’ QUESTO PORTALE
    E’ VERO 41 ANNI SONO TANTI, TROPPI
    SE NON VA IN PORTO 41 ANNI MOBILITAZIONE GENERALE PIENAMENTE D’ACCORDO
    GRAZIE A TUTTI
    MATTEO

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    • Basta non trovate sempre scuse adesso basta mandateci in pensione 40 di lavoro bastano fate lavorare i giovani finché i vecchi lavorano i giovani non inizieranno mai x le pensioni non ci sono i soldi, x i vitalizi si

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  10. Quali mobilitazioni, quali scioperi? In questo sito intervengono persone che sperano di essere prossime alla pensione. La verità è che non importa niente a chi è già in pensione e chi ha meno di 55 anni, almeno fra i miei colleghi, dice di non lamentarsi che loro nemmeno la vedranno, la pensione. Con questi presupposti siamo solo una goccia nel mare. Saluti ai gestori

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    • Buongiorno a tutti. Egregio Mimmo 60, saremo anche una goccia in mezzo al mare ,a volte anche una goccia può far scivolare la persona più grande con le relative conseguenze.Poi se ci sono persone che demordono o dormono sulla situazione mi dispiace per loro perché pagheranno il conto, salato,più avanti.
      Buon Lavoro

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  11. Ancora con ste cazzo di quote torniamo alle vecchie regole fatte da politici organizzazioni sindacali serie non questi beceri cafoni ignoranti stupidi che paghiamo noi Anni di contributi 41 vai in pensione.Avete. capito massa di capre che non siete altro altrimenti stanno meglio oggi in Ucraina che domani in italia

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  12. Buonasera dico a tutte le sigle sindacali e al sign. Proietti che stimo molto ,state perdendo troppo tempo a discutere e convincere al governo che l ‘unica forma giusta e quota 41 senza limiti di età…dico possono pur bastare tutti questi anni ad un lavoratore che ha versato tanti contributi e abbiamo visto gente negli anni passati sono andati in pensione con 25 anni di contributi.

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  13. DONNE perchè nei commenti vedo quasi esclusivamente uomini? Siete troppo impegnate, come sempre, anche solo per commentare? Per dire che se oggi avete, come me, 60 anni la vostra vita lavorativa (soprattutto se svolta sempre per privati, con stress, ritmi frenetici e orari impossibili) in combinazione con il lavoro di cura e in casa, ha creato una miscela che definire usurante è un eufemismo. Perchè non ci viene ricosciuto il lavoro usurante? Perchè nella proposta di Tridico come in altre che stanno circolando non si fa differenza per le donne? Anche se oggi per le lavoratrici forse qualcosina sta lentamente cambiando, io credo che TUTTE le attuali lavoratrici sessantenni abbiano alle spalle un passato molto pesante. L’uscita per le donne a max 62 anni (e senza finestre di 1 anno, tetti contributivi irragiungibili o penalizzazioni esageratamente inique) sarebbe un atto di giustizia che aspettiamo da troppo tempo.

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    • Ma gentile Viviana, le donne hanno un’aspettativa di vita di oltre 5 anni superiore a quella degli uomini! Piuttosto sono gli uomini, sempre più frequentemente sigles peraltro, a farsi spesso carico anche dei genitori ed è per loro che occorrerebbe pensare ad una riduzione di anni di contribuzione! Basta luoghi comuni da medioevo!

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    • Pienamente d’accordo Viviana!
      E invece ci mettono pure una contro l’altra pensando allo sconto pensionistico solo per le donne con figli!

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    • Hai ragione nessuno parla delle donne penalizzate come sempre. Opzione donna è una vergogna per le penalizzazioni che hanno previsto

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  14. Penso che sia ora di pensare alla MOBILITAZIONE GENERALE, 41 anni sono un’eternità, senza vincoli di età, io non ci sto più nella testa sono stanco!!!!!!!
    Filippo

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    • Buonasera a tutti. Egregio Filippo , a questo ci vogliono portare, alla stanchezza mentale ,in tal modo pur di porre fine a questa tortura accetteremo le loro proposte da quattro soldi.Tenga duro e vada avanti, ti parla un Lavoratore che ha quasi 42 di servizio.
      Buon Lavoro

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    • Non solo tu, io penso di finirla con questi giochetti politici e ora di svegliarci 41 anni sono più che sufficienti i soldi versati bastano e avanzano

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  15. Che la finiscano con tutte queste proposte propagandistiche se x una volta nella vita anno le palle che facciano 41 anni di lavoro a partire da 1/1/2023 e 63 anni di età x quella di vecchiaia

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  16. Tutti i sindacalisti di tutte le sigle ripetono sempre le stesse cose come un disco rotto senza mai specificare che iniziative intendono intraprendere per fare uscire il governo dal suo guscio.
    Non dico di arrivare allo sciopero subito ma almeno un sit-in davanti al parlamento , uno stato di agitazione, inventatevi qualcosa .

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    • Come scritto qualche giorno fa parlando con nostro delegato sindacale è in programma nei prossimi giorni un sit in d’ avanti al parlamento ma delle tre forze sindacali si presenterà una sola perche per le altre ci sono problemi più seri, guerra spred etc
      Per tanto scordiamoci un supporto da chi viene pagato da noi lavoratori.
      Sempre come detto quello che si può fare è disdire la tessera dal sindacato.
      Cosi aggiungiamo qualche migliaia di persone in lista per il reddito di cittadinanza

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  17. La vera riforma sarebbe una flessibilità in uscita a partire da 62/63 anni. Credo sia giusto considerare l’età anagrafica ,magari con un minimo di 35 anni di contributi. La pensione dovrebbe adeguarsi a questi due coefficienti. Se proprio dovesse esserci una penalizzazione, dovrebbe essere di un max 2% per ogni anno, fino z 67 anni. Credo che questa sia una soluzione equa per tutti.

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  18. Siamo quasi alla fine di tutte queste ipotesi . L’elezione sono immediatamente il centro destra vincerà è riformerà la Fornero sostituzione con la 41 di Durigon
    Distinti saluti

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  19. Ma il salario minimo sostituiranno le pensioni ? Bene cosi’ si puo’ andare in pensione da subito ! Perche’ sbattersi fino a 70 anni ?

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  20. Dico al Signor sindacalista Proietti : che cosa state aspettando che si arriva a dicembre con un nulla di fatto? Organizzatevi con le altre sigle e fatte quello che ad ogni intervista lei dichiara. 41 per tutti, che sono un’eternità, flessibilità dai 62 anni con un minimo di 20 anni. Queste sono le vostre richieste, siamo a giugno penso sia ora della mobilitazione perché questi del governo vogliono usare le vostre proposte alle prossime elezioni. Campa cavallo che l’erba cresce.

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  21. Tutti si lamentano e ciascuno ha la soluzione che ovviamente è cucita o almeno compatibile con la sua situazione. Tutti affermano che i politici sono disonesti e che i sindacati non servono.
    Però… tutti voteranno alle prossime elezioni per far rimanere al governo la sinistra con tutte le sue contraddizioni e le sue non-soluzioni dei problemi sociali, economici, ambientali, etc…

    Per una volta nella vita, poi magari non lo farete più, votate chi oltre alle promesse (che non mancano mai né da destra e né da sinistra) ha fatto qualcosa di concreto senza piegarsi alle logiche europee indotte dai partiti che supportano e avvallano provvedimenti contrari al benessere del loro stesso popolo.

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    • e chi sarebbero questi??
      Io in 40 anni non ho mai visto un partito che ha mantenuto le promesse. Forse una minima parte delle promesse fatte, ma mai per intero. Gli ideali politici del dopoguerra sono ormai spariti tutti e con loro le persone che hanno fatto grande a quei tempi l’italia, poi qualcun’altro ha pensato bene di rovinare ciò che si è costruito.

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      • Tra cui quelli per cui oggi, per sua stessa ammissione, sbava e fa campagna elettorale il ns Salvatore ( primo ), che si permette anche di dare, senza saperlo per certo, la patente di comunista o vaticanista a chiunque osa criticare il suo Dio padano.

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    • Il Sig. Salvatore (primo ) è l’emblema del cittadino-elettore italiano che ama farsi prendere per i fondelli e inoltre usa questo sito per fare propaganda politica. Probabilmente non avrà nemmeno letto l’intervista al dis-onorevole Durigon, gli sarà bastato guardare il suo faccione e avrà avuto il suo orgasmo quotidiano. Riporto le affermazioni del succitato personaggio: ” Abbiamo dovuto porre dei paletti affinchè fosse sostenibile ……. “. In campagna elettorale non si è mai parlato ne di paletti ne di sostenibilità. Sempre Durigon: ” Lei ben sa che la situazione non era idilliaca “. Ha detto proprio così !! Ora, è vero che ormai abbiamo nel parlamento italiano una moltitudine di ” Razzi “, ma offendere così l’intelligenza degli italiani !!!!!! Situazione non idilliaca ? Ma stiamo parlando della stessa Italia e dello stesso anno, il 2018 ? Qualcuno di voi mi sa ricordare le emergenze gravi che c’erano nel 2018 ? C’era qualche emergenza conti pubblici come nel 2011 o come oggi 2022 ? La verità è che non c’erano emergenze e i conti pubblici erano nettamente migliori e nonostante questo, sono riusciti a partorire una misera, iniqua e ingiusta quota 100. Falso inoltre che la loro quota sia costata “solo” 12 miliardi. Quella è la cifra che è costata fino al settembre 2021. Mancano i miliardi che costerà accompagnare mensilmente quei pensionati al raggiungimento del loro requisito Fornero ( 21 miliardi totali fonte CdS , non un giornale qualunque e nemmeno di sx. ). Si consoli il sig. Salvatore, non è l’unico in Italia ad essere disinformato. Certa gente ama gli sia buttato l’osso sotto il tavolo e per giunta senza polpa e se per gli altri cani non avanza niente …… che gliene frega .

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      • Ovviamente mi aspettavo la profusione retorica contro Quota 100 da parte sua. D’altra parte c’è a chi rode e parecchio.
        In quanto alla mia presunta disinformazione rimando la frase al mittente e aggiungo che oltre a leggere solo ciò che botteghe oscure e oltretevere impongono, abbia dignità per s stesso e aneli ad una visione più ampia della storia politica e della società italiana in generale.

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        • La sua visione politica l’abbiamo capita da un pezzo: Meglio qualcosa a pochi che niente a nessuno. Infatti i politici ne hanno fatto un principio esclusivo: Meglio aumentarsi lo stipendio loro di qualche migliaio di euro che dare qualche centesimo a tutti. Le famose leggi a personam di Guzzantiniana memoria: Ognuno fa un po come cazzo gli pare. Lei è stato un privilegiato usufruendo della quota 100 e si ricordi sempre che c’erano lavoratori che avevano una quota maggiore della sua che sono stati penalizzati. C’è una bella differenza tra chi “rode” per un’ingiustizia e chi invece “gode ” per un’ingiustizia. Ecco, Lei fa parte della categoria che ha sempre portato l’Italia in fondo alla classifica dei paesi più equi e giusti verso i cittadini e se ne vanta anche.

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  22. E non pensate che un lavoratore a 62 anni che diventa nonno di un nipote non possa andare in pensione? Proprio per aiutare il figlio?

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  23. Se i partiti e i Sindacati non cominciano a fare sul serio, Draghi tirerà diritto e farà finta di niente, tanto a lui cosa interessa dei problemi dei lavoratori che coi 67 anni della Fornero sono i più massacrati d’Europa! ma ci rendiamo conto che le proposte care per lo Stato , tipo quota 41, uscita a 62 , non saranno nemmeno discusse da Draghi che ha il solo obiettivo di attenersi alle indicazioni della Ue- allora mi domando, perchè mai siamo il paese con l’uscita più terribile tra gli stati europei, cioè 67 ? Vi sembra giusto che dobbiamo pagare noi la conseguenze di questo andazzo voluto e approvato dall’esecutivo, senza che nessuno faccia le barricate? Allora dico di nuovo ai Sindacati, è inutile combattere per cose impossibili, si tratti per la proposta Tridico di uscita in due tempi, anche se la proposta Marino con esigue penalità sarebbe la migliore- quindi cerchino l’appoggio di qualche partito, qualunque esso sia e si vada alla trattativa con Draghi e Orlando subito, senza perdere più tempo- se nemmeno quest’anno si fa almeno la mini riforma con l’uscita a 63 anni di Tridico, o quella a 64 di Marino, non si potranno più rimandare azioni di forza a tutti i livelli, con dure manifestazioni per mandare al diavolo questi illusionisti ipocriti, che ci stanno solo prendendo in giro .

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  24. Buona sera, ho più di 41 di contributi e credo che siano più che sufficienti per andare in pensione. Trovo ridicolo si usi l’aggettivo “anticipata” quando in realtà è “ritardata” visto che quando ho cominciato si poteva andare con 35 anni di contributi. E non mi vengano a fare proposte di andare con il contributivo. Saluti

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    • Un popolo guidato da un non eletto al servizio dei banchieri merita tutte queste cose. Preso in giro nella maniera peggiore senza nemmeno nessun commento. La gente è stanca di sentirsi presa in giro. Orlando il.ministro del pd che dovrebbe difendere i lavoratori è complice di tutto ciò. Popolo apri gli occhi

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  25. Buongiorno io vorrei poter andare in pensione con la legge Fornero 42 e 1 mese, si perché tra le ipotesi sentite non vorrei trovarmi ‘fregata ‘ perché avendo cominciato a lavorare a 19 e fortunatamente in modo continuativo corro il rischio se aboliscono la pensione anticipata ordinaria di lavorare 3/4 anni in più e sinceramente non ho più la voglia e la forza.
    Si parla di diritti che ogni tanto vengono messi in discussione…
    LEGGE FORNERO PENDIONE ORDINARIA SIIIII
    Caso mai si dovrebbero rivedere gli accessi a quelle persone più in là con gli anni e meno contributi.
    DANI

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    • Sig.ra Daniela, può stare tranquilla. Potrà andare in pensione con l’anticipata della Riforma Fornero, ovvero con 41 anni, 10 mesi più tre mesi di finestra (ovvero, con 42 anni e 1 mese, secondo la sua espressione).

      Mi permetta di segnalarle l’articolo pubblicato su Pensionipertutti in data 22 febbraio 2022 a firma di Erica Venditti dal titolo “Pensioni anticipate 2022-2023, Quota 41 e uscita 42+10 mesi: circolare 28 INPS chiarisce” (https://www.pensionipertutti.it/pensioni-anticipate-2022-2023-quota-41-e-uscita-4210-mesi-circolare-28-inps-chiarisce/).

      Nell’articolo sopra descritto viene citata la “Circolare Inps n°28 del 18/2/2022” in cui si afferma che dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2026 il requisito contributivo per la pensione anticipata per le donne sono 41 anni e dieci mesi (2.175 settimane).

      Si precisa anche che “Il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico anticipato si perfeziona trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei predetti requisiti” (la cosiddetta “finestra).

      Non si fa alcun riferimento al requisito anagrafico, e questo significa che le donne potranno andare in pensione anticipata a 41 anni, 10 mesi più 3 mesi di finestra indipendentemente dall’età anagrafica.

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      • E tutti zitti ad accettare questo scempio inaudito di 42 anni filati di lavoro per le donne! Governo, parlamento e sindacati collusi improponibili!

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  26. Personalmente NON sono d’accordo su NESSUN tipo di quota, se non altro per principio, ognuno di noi è un caso, e programmare ancora una quota pur “elastica” vuol dire lasciare fuori tante persone che per …. qualche millimetro non riescono a rientrare, e questo è SBAGLIATO. Senza considerare i costi di una nuova quota.
    Un P.S. avete letto l’articolo di Christopher Pissarides (Nobel dell’economia nel 2010) su “La Repubblica” mi viene la pelle d’oca solo a pensarci.
    Lo sgomento aumenta ogni giorno.
    saluti a tutti

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    • Sig. Pietro, incuriosito da quanto lei ci ha esposto, sono andato a leggermi l’articolo che ci ha segnalato e che si intitola: “Ai lavoratori italiani servirebbe il salario minimo. E le aziende devono formare di più”, pubblicato su La Repubblica a firma di Rosaria Amato in data 3 giugno 2022 (https://www.repubblica.it/economia/2022/06/03/news/intervista_pissarides-352347716/).

      L’articolo di fatto è un’intervista all’economista Christopher Pissarides, Premio Nobel dell’Economia nel 2010 per i suoi studi sul mercato del lavoro.

      Ci sono alcuni punti sui quali non sono d’accordo con il Nobel Pissarides.

      Alla domanda “Dobbiamo davvero avere paura dei robot?”, Pissarides risponde “ no”, perché anche se i robot dovessero sostituire il 47% dei lavoratori “non è detto che questo sia conveniente dal punto di vista economico”. Pissarides riporta il caso dell’India affermando che “ci sono Paesi, come l’India, in cui il costo del lavoro è inferiore a quello dell’automazione”.

      Per me è ovvio che in India la monodopera umana potrebbe essere meno costosa della manodopera robotica, se la tecnologia robotica viene importata e pagata in dollari americani, e se il rapporto di cambio Rupia/Dollaro (INR/USD) è di (appena) 0,01287 (in data 07/06/2022, ore 11:20). La manodopera in India ha costi bassissimi, ed è proprio per questo che una grossa banca italiana si avvale del lavoro di programmatori indiani ubicati in India e operanti da remoto (in “smart working”, come ci siamo oramai abituai a dire oggi). In Italia, invece, il costo del lavoro è relativamente alto, e questo potrebbe giocare a favore dell’impiego della manodopera robotica. Se anche in Italia la tecnologia robotica viene importata, e se il rapporto di cambio Euro/Dollaro (EUR/USD) è di 1,06839 (in data 07/06/2022, ore 11:24), è molto probabile che sia più conveniente sostituire un umano con un robot.

      Ma non è tanto questo il punto in cui mi trovo in disaccordo con Pissarides.

      Uno dei punti in cui mi trovo in disaccordo con Pissarides è quando egli afferma che i robot “ci sostituiranno per i lavori più noiosi e ripetitivi, ma non per quelli che richiedono interazione tra persone, o per quelli in cui bisogna prendere le decisioni”. DAVVERO? Ne è proprio convinto, Prof. Pissarides?

      Ma Prof. Pissarides, lei dove si trovava nel 2020 durante i lockdown? Non ha visto per televisione i robot-infermieri che prendevano la temperatura ai contagiati da Covid? Non è questa interazione robot-persone? Prof. Pissarides, lei si trovava giorni fa a Torino al Festival Internazionale dell’Economia di Torino. Non è andato a far visita all’Ospedale Mauriziano di Torino dove si trova il robot-farmacista che lavora H24 e non sbaglia mai e che con un ordine dai reparti dell’ospedale cerca la scatola e la confeziona, interagendo quindi necessariamente con il personale dell’ospedale? Inoltre, Prof. Pissarides, non ha mai visitato un Centro di Elaborazione Dati gestito interamente da computer mainframe, robot che montano e smontano nastri, automi software come l’operatore automatico che interagisce con l’operatore umano, e lo schedulatore automatico che interagisce con lo schedulatore umano, tutti gestiti dal Software System Resources Manager che persegue determinati obiettivi di produzione e quindi DECIDE CHI far lavorare, COME farlo lavorare e QUANDO farlo lavorare? Prof. Pissarides, I COMPUTER MAINFRAME IBM PERSEGUONO OBIETTIVI DI PRODUZIONE, E QUINDI PRENDONO DECISIONI SU COME RAGGIUNGERE TALI OBIETTIVI!

      Il Prof. Pissarides afferma: “Sessantadue anni è troppo presto adesso, che cosa fai dopo se vai in pensione a quell’età? Probabilmente cerchi un altro lavoro! Ormai si è in ottime condizioni di salute almeno fino a 70 anni”.

      Prof. Pissraides, NON È QUESTO IL PUNTO!

      NON SONO LE CONDIZIONI DI SALUTE IL PUNTO!

      IL PUNTO È CHE I SESSANTENNI DEVONO LASCIARE IL POSTO AI TRENTRENNI PER SOSTENERE CONSUMI, PRODUZIONE E OCCUPAZIONE!

      OCCUPAZIONE! prof. Pissarides!

      Lei, prof. Pissarides, ricorderà la battuta secondo la quale si dice che “si è in recessione quando gli ALTRI perdono il lavoro, mentre si è in depressione quando SEI TU a perdere il lavoro”. Ebbene, diciamo così: “gli altri perdono il lavoro a causa dell’automazione che sostituisce il dipendente che diventa disoccupato; tu perderai il lavoro a causa della disintermediazione fisica per la quale il tuo cliente sostituisce te dipendente, che diventerai disoccupato”.

      Prof. Pissarides, lei sa bene quanto me come è nato il self-service. Mi permetta di rinfrescarle la memoria.

      La distribuzione self-service è stata inventata negli Stati Uniti d’America negli anni Trenta, quando, in presenza di una severa crisi economica, le imprese di servizi si trovarono nell’impossibilità di equilibrare il loro conto economico a causa dell’incidenza crescente del costo del lavoro. Si pensò, quindi, di far lavorare il cliente.

      Al giorno d’oggi, con il passaggio dai “SERVIZI ANALOGICI” (erogati da personale di contatto come il cameriere umano del ristorante) ai “SERVIZI DIGITALI” (di tipo self-service, senza personale di contatto, che è stato fisicamente disintermediato da applicazioni software), la sostituzione cliente/dipendente si estenderà a macchia d’olio, e tutti i dipendenti delle aziende potrebbero essere sostituiti dai clienti. Si verrebbe a creare una enorme massa di disoccupati. QUESTA SI CHIAMA DEPRESSIONE ECONOMICA.

      Sig. Pietro, la pelle d’oca non dovrebbe affatto venirle per aver letto il pensiero di Christopher Pissarides, che mi sento di assimilare a delle banalità (pur riconoscendo e rispettando l’autorevolezza di un Premio Nobel per l’economia, ovvero per l’economia tradizionale).

      La pelle d’oca, sig. Pietro, dovrebbe venirle per il fatto che nessuno ha ancora capito che cosa ci aspetta dietro l’angolo, nel voltare dalla ECONOMIA TRADIZIONALE (mercati tradizionali che il Prof. Pissarides conoscerà molto bene) verso l’ECONOMA DIGITALE (mercati digitali che il Prof. Pissarides e altri Premi Nobel di economia come lui non conoscono affatto).

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      • Qualche domanda e qualche lettura.

        Ma i premi Nobel per l’economia assegnati ormai dalla fine degli anni 60, sono per caso conferiti soprattutto ai cultori della teoria neoclassica?
        A chi maggiormente si è dimostrato in linea con i “detentori del potere” o ad altri?
        Ma qualcuno di questi, oltre a dire la sua sui Robot, è mai stato capace di prevedere qualche crisi globale?

        Leggo che nell’arco di 20 anni avremo il 25% di posti di lavoro in meno nelle 5 maggiori economie europee.
        Si stimano 12 milioni di sostituzioni da robot e 9 milioni di ingressi per realizzare Robot e transizione Green.
        In definitiva il concetto sembra essere quello che: “ A farne le spese sarebbero principalmente le mansioni a media e scarsa specializzazione che rappresentano il 38% della forza lavoro totale in Germania, il 34% in Francia e il 31% in Regno Unito: di conseguenza i posti di lavoro a rischio sarebbero 49 milioni” cit. da: HDblog.it “I robot ci sostituiranno al lavoro, ma con quali diritti?”

        Basteranno le nostre discussioni sulla tassazione della forza lavoro dovuta ai Robot oppure mentre l’EU parla di salario minimo e a Davos discutono di reddito universale negli Stati Uniti già accade che si affittino braccia robotiche al costo di 8 dollari ora (il 50% della retribuzione oraria di un operaio umano americano).

        Povere Pensioni!
        Saluti.

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      • Se il Prof. Pissarides afferma che a 62 anni si sta bene in salute dovrebbe aver fatto un lavoro usurante o gravoso e poi ne possiamo parlare, forse…

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      • Secondo me è giusto che un lavoratore vada in pensione a 60 anni ,o 41 anni di contributi , almeno se li code x un po’ ,e no n mi vengono a dire che non si può , almeno si liberano dei posti di lavoro x i Giovani ,che i signori Politici si diano una mossa anche x i lavoratori Grazie

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  27. E’ ormai chiara la situazione, per quest’anno non succederà nulla. Da gennaio prossimo si torna pienamente alla Fornero perché questo è materiale da campagna elettorale e nessun partito si farà sfuggire l’occasione di prendere in giro i futuri pensionati per le prossime elezioni. Tutto il resto sono chiacchiere al vento.

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    • Buongiorno a tutti. Egregio Agostino, sento molte voci in giro di malcontento, non credo che alle prossime elezioni ci sarà un grande flusso di elettori che si recheranno alle urne.Le prese per i fondelli sono state tante e si continua senza ritegno.
      Buon Lavoro

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      • Buongiorno.

        Le giro il commento di una persona (donna) che dopo 41 anni e 7 mesi di lavoro e di contributi versati, senza mai assentarsi dal lavoro per un giorno di malattia (fortunatamente ma con sacrificio), questa settimana sarà posta in cassa integrazione a zero ore fino al raggiungimento della pensione anticipata.
        Fortuna è che esista ancora questa opzione!
        E’ solo un piccolo esempio di ciò che è ormai regola (tra i tantissimi casi peggiori) quando le PMI storiche di Famiglia, obiettivi naturali dei Fondi di private equity, nel libero mercato si riducono a dover cedere le loro attività a chi poi aggiusta i bilanci a spese del Welfare italiano; agli azionisti interessano gli utili e da subito!
        Nei fatti però nessuno si domanda quali siano le reali capacità imprenditoriali di costoro mentre i governi tecnici guardano troppo favorevolmente al mondo di questa finanza speculativa.

        Ma quello a cui siamo ormai ridotti è:
        Scioperi: NO!
        Recarsi al voto: NO!
        Sostenere la proposta sindacale: NO!
        Strano a dirsi: NO!
        Anche nel caso indicato si tratta di un Fondo straniero: SI!
        Anche ciascuno di noi desidera una proposta fatta su misura: SI!

        Raffaele, queste sono alcune delle ragioni, per cui la presa per i fondelli continuerà!

        Saluti.

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  28. sig. Proietti quando ho iniziato io nel 77 c era una legge che ti assumevano come apprendista per 5 anni
    negli anni 80 stipendi operai da fame.. quindi contributi RETRIBUTIVI MINIMI per chiudere dopo
    17 anni retributivi Ho un totale di 441 euro LORDI col retributivo a fonte inps ho un totale tra retrib. e Contr.
    di 1330 euro LORDI .. con la nuova proposta 41 tassando del 18% LA QUOTA RETRIBUTIVA mi
    rimangono 1,100 lordi QUINDI CHIEDO MA BISOGNA SEMPRE PENALIZZARE CHI HA LAVORATO
    FIN DA 15ENNE

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  29. Sentiamo sempre i pareri degli Esperti del settore o, talvolta , dei Sindacati; il Governo, sembra ormai ‘assorbito’ alla guerra (anche se vorrei capire con deve fare il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’on Orlando.
    Sarebbe però interessante sapere cosa ne pensano i partiti, di queste ipotesi di ‘pensioni anticipate’ (ormai la maggioranza converge su una età di 61-64 anni, con anzianità di 30/35), anche perchè sarebbero poi Loro a dover votare una possibile legge di modifica.

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  30. Sono d’accordo per 41 anni di versamenti per l’uscita dal lavoro, basta che si finisca di chiamarla “uscita anticipata” poiché non c’è niente di anticipato, lavorando 41 anni cosa altro cazzo volete dalla povera gente?

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  31. Grazie per i continui aggiornamenti, il problema è che passano i mesi e si fanno solo chiacchiere, non riesco a capire come mai non intervistate direttamente il ministro Orlando in maniera che ci possa dire le sue intenzioni e quando riprenderanno i tavoli . Per finire lavorare oltre i 41 è disumano da popolo incivile ,considerato che da ragazzi a molti non versavano i contributi, quindi gli anni reali di lavoro sono molto di più!!

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    • pinux; chiedi che intervistino Orlando? è perfettamente inutile; draghi è stato chiarissimo già nello scorso autunno; ha fatto uscire l’ordinanza per le pensioni dei professori a inizio ottobre quando di solito usciva 2 mesi dopo; i requisiti erano legge fornero; qualcuno disse: e se fanno modifiche entro il 31 dicembre? ha fatto apposta a lasciare nel dubbio la gente; tanto è vero che poi è uscita quota 102 con i 64 anni; e adesso? tante le proposte ma alla fine se andrà bene sarà quota 103 con i 65 anni; dimenticavo: se vuoi andare prima tutto contributivo e ti fregano gli anni di retributivo; e poi le promesse elettorali da adesso all’anno prossimo tanto per convincere la gente a dare il voto; siamo messi bene; saluti a te e ai gestori del sito

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  32. Dott. Proietti, apprezzo l’impegno e l’interesse che dimostra in queste discussioni ma è finito il tempo delle proposte, bisogna arrivare al dunque ai fatti.
    E’ necessario stabilire che dal 1/1/2023:
    – i lavoratori con 41 anni possono andare in pensione senza alcuna riduzione con il sistema di calcolo vigente.
    – i lavoratori con 62 anni di eta e 30 anni di contributi si possono ritirare con relative penalizzazioni.
    – i politici vanno in pensione con 41 anni di servizio – stesse condizioni dei lavoratori.
    Sostituire il ministro Orlando che non è all’altezza dei compiti affidatigli.

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    • Caro Amedeo purtroppo è necessario stabilire che il segnale che nulla cambierà è stato il richiamare la detestabile da parte di Draghi e Company che di diverso rispetto ai signori di cento anni fa vestiti di nero hanno solo l’abito. Il resto sono solo chiacchere da bar.

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