Pensioni anticipate 2024, dove trovare i soldi? Far versare i contributi ai robot

I due elaborati del Dott. Claudio Maria Perfetto hanno davvero destato molto interesse portando ad un bel dibattito costruttivo sul nostro portale, segno che la sua proposta, che in realtà parte da uno studio già portato alla luce da alcuni parlamentari europei nel 2017, come si evince dal  «Progetto di Relazione recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica, inizia a catturare l’attenzione anche degli stessi lavoratori. Lavoratori esausti probabilmente di sentirsi ripetere che per le misure previdenziali che vadano incontro ad una richiesta di riforma pensioni strutturale che tenga conto di uscite anticipate non vi sono risorse. Stando alla situazione economica ed anagrafica del nostro Paese in una certa misura é anche vero, ma spiega il Dott. Perfetto, tassare i robot, che già in molte aziende sostituiscono il lavoro umano, e far pagare loro i contributi, permetterebbe di risolvere il problema nel modo più immediato. Qui riportiamo un botta e risposta sintetizzato tra il Signor Alessandro ed il Dott. Perfetto, chi volesse rivedere i commenti per intero può leggerli alla sezione commenti, ci concentriamo poi sull’ ultima considerazione effettuata dal Signor Alessandro e la risposta davvero illuminante del Dott. Perfetto, che con termini chiari ed esempi concreti, come se svolgesse una lezione in aula, spiega, in maniera comprensibile a chiunque, la situazione attuale e quali soluzioni avrebbe l’Esecutivo per agire in tempi rapidi.

Riforma pensioni, equilibrio di sistema: aumentare età anagrafica o tassare i robot?

Alessandro scrive: “Ma finché non diciamo chiaramente che le pensioni attualmente erogate sono in totale squilibrio… soprattutto perche gli importi erogati non rappresentano i contributi pagati. (lasciamo perdere macchine e robot che porterebbe ancora piu aziende in Cina , India)
Dove finisce il diritto acquisito davanti alla disuguaglianza, dove finisce il diritto acquisito davanti ad un debito pubblico monstre.
La soluzione non e’ spostare il traguardo a chi fa fatica, di chi sostiene un sistema mentre qualcuno danza e si ingrassa sulla loro fatica. non e’ questione di quote ..e questione di uguaglianza, Ci propinano parita di genere etcc… mentre creiamo schiavitu’, mentre non permettiamo ad una persona onesta, corretta di poter decidere per la propria vita, mentre togliamo il sogno delle pensioni e un ultimo percorso di vita a molti.
Ho chiesto solo : siamo tutti disposti a contribuire a questo perche resti un sogno realizzabile per tutti?

Dott. Perfetto: “ La mia pensione è frutto di 41 anni di lavoro da impiegato e da quadro aziendale con mansioni direttive. L’importo della pensione è corrispondente ai contributi che ho versato. Sarei disponibile a rinunciare ad una parte della mia pensione per le persone che contribuiscono al sistema a ripartizione? La domanda che lei mi pone è sbagliata, in quanto non sono le pensioni a dover finanziare le pensioni, ma è il lavoro a dover finanziare le pensioni. Per questo motivo il mio impegno intellettuale è quello di fornire soluzioni all’occupazione al fine di evitare che ci siano decurtazioni sulle pensioni e impedimenti al pensionamento”.

Il Sign Alessandro, dalla sua aggiunge: ” Innanzitutto la ringrazio per l’onestà nella risposta. Cmq nel merito a …. La domanda che lei mi pone è sbagliata, in quanto non sono le pensioni a dover finanziare le pensioni, ma è il lavoro a dover finanziare le pensioni…. Dimostra il detto chi prima arriva meglio si accomoda. ci e’ stato propinato per mesi che non ci saranno abbastanza lavoratori.. che la FORNERO riequilibra proprio questi.. e che quindi i ns figli dovranno lavorare proprio per questo fino a 70/71 anni… mentre noi padri nonostante tutto a 59/60/61 anni se fortunati per continuita contributiva possiamo andare in pensione (e chi prima di noi ancora in vita con 35 anni). Mi spiace non voglio essere come chi e’ venuto prima, non voglio pensare di meritare anche un solo euro o meglio un solo minuti di piu di pensione se non e’ lo stesso diritto di chi e’ venuto prima o che verra dopo che come me ha lavorato e lavora per il paese ITALIA. Inoltre se e’ come dice lei perche con il contributivo costringere le persone ha lavorare fino a 70 anni e non dare il diritto di scegliere… L’aspettativa di vita cresce e qualcuno perche ce ne qualcuno che ne gode ..anche grazie a chi lavora. Prima delle macchina ci pensino gli UOMINI

Riforma pensioni 2024, Perfetto: denatalità e età media vita più alta incidono inevitabilmente

Sig. Alessandro, non bisogna perdere di vista gli elementi che sono in discussione.
Gli elementi in discussione sono 2:

  1. Nascono sempre meno bambini
  2. Si vive sempre più a lungo
    Facciamo un ragionamento estremamente semplice.
    Supponiamo che una nazione sia fatta di 10 persone: 5 lavoratori e 5 pensionati. L’economia è in equilibrio con il rapporto 1/1 = 1 (ovvero, 1 lavoratore per 1 pensionato), i 5 lavoratori producono beni per tutte le 10 persone e ci sono soldi per tutte le 10 persone per acquistare i beni prodotti.
    Supponiamo che 1 lavoratore vada in pensione, per cui ci sono ora 4 lavoratori e 6 pensionati. L’economia non è in equilibrio (rapporto lavoratori/pensionati = 4/6 = 0,67 < 1) e i 4 lavoratori non riescono a produrre beni per tutte le 10 persone, sebbene tutte le 10 persone abbiano i soldi per acquistare i beni.
    POSSIBILI SOLUZIONI:
    a) Soluzione 1: si riduce il consumo dei beni
    b) Soluzione 2: si importano i beni dall’estero
    c) Soluzione 3: si importano 2 lavoratori dall’estero in modo che ci siano 6 lavoratori e 6 pensionati
    (rapporto di equilibrio lavoratori/pensionati = 6/6 = 1)
    La soluzione 1 porta all’estinzione della società, in quanto man mano che i lavoratori vanno in pensione ci saranno alla fine 0 lavoratori e 10 pensionati, per cui nessuno produce, e tutti muoiono di fame.
    Le soluzioni 2 e 3 importano beni e lavoro dall’estero: per fare ciò occorre avere risorse interne richieste per pagare le importazioni (risorse tipo petrolio, oro, e cose del genere), oppure beni vari (auto, vestiti, ecc.) da poter esportare in modo da ricevere i soldi per pagare le importazioni. Ma come si possono esportare i beni se non si è in grado nemmeno di produrli per soddisfare il fabbisogno di 10 persone?

CONCLUSIONI: occorre adottare la Soluzione 1, facendo nascere più bambini oppure facendo lavorare le macchine, ma in modo tale che le macchine riescano a mantenere i pensionati dando loro i soldi per comprare i beni prodotti dalle macchine stesse. Se le macchine non versassero i contributi, i pensionati non potrebbero essere pagati e quindi non potrebbero acquistare i beni prodotti dalle macchine, per cui le macchine produrrebbero sempre di meno e si arriverebbe all’estinzione della società.

La soluzione che il Governo adotta per evitare il collasso della società è quella, in assenza di nuovi lavoratori (perché non ci sono bambini), di fa restare sempre più a lungo a lavoro i lavoratori che ci sono.
A mio avviso, ci vuole meno tempo per far versare i contributi alle macchine, piuttosto che far nascere bambini che diventeranno col tempo lavoratori che serviranno per pagare le pensioni ai pensionati che vivono sempre più a lungo. Perciò, in definitiva, per non essere fuorviati, occorre pensare in termini reali di persone fisiche (lavoratori/pensionati) piuttosto che in termini nominali (“euro versati con contributi” / “euro per pagare le pensioni”).

Il mio punto di vista è il seguente: rapporto (lavoratori + robot) / pensionati, dove i lavoratori robot sono trattati allo stesso modo fiscale con cui vengono trattati i lavoratori umani in quanto i robot fanno lo stesso lavoro degli umani.

Quando si dice che “non ci sono soldi per pagare le pensioni” si usa un’espressione sintetica per far capire a tutti che non si può andare in pensione, senza stare lì a fare ragionamenti come il mio che comunque non verrebbe accettato perché il ritornello di risposta è sempre lo stesso: “se si vuole, i soldi si trovano. È solo una questione di volontà politica”. E si ricomincia daccapo“.

Cosa ne pensate di questo scambio di opinioni verso quale vi sentite più in linea con Alessandro o col Dott. Perfetto? Crediamo che entrambe le considerazioni, seppur per aspetti differenti, possano portare ad un ulteriore confronto. Vi invitiamo come sempre al rispetto di tutte le opinioni espresse, e ringraziamo nuovamente il Dott. Perfetto per il suo gradito ritorno sul portale e soprattutto per il tempo che dedica ai nostri lettori, così come ringraziamo quanti ci leggono e intendono maggiormente approfondire porgendo domande di peso. Il portale, per noi della redazione, si prefigge proprio questi scopi ‘ informare in primis, fornire approfondimenti attraverso interviste/ elaborati di pregio, e consentire una dibattito costruttivo’.

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20 commenti su “Pensioni anticipate 2024, dove trovare i soldi? Far versare i contributi ai robot

  1. Dr. Perfetto la ringrazio per la sua gentile risposta.
    Sono convinta che tutti, cittadini e classe politica, concorrono a creare le cause che poi generano le ingiustizie che ricadranno sulle generazioni future (la nostra generazione sta pagando proprio quanto messo in atto in passato).
    A questo aggiungiamo una buona dose di incompetenza e di menefreghismo da parte di coloro che potrebbero invece fare la differenza.

    È vero che le cause a volte sono ineliminabili ma, tornando a uno dei due esempi fatti, se si è pensato a una norma (la pace contributiva) che permette di sanare gli effetti di una data causa, perché articolarla in modo da escludere solo una parte di danneggiati, nella fattispecie rendendo questa norma non fruibile per chi ha l’ammanco di contributi prima del 1996?
    È lì che si crea l’ingiustizia!

    Purtroppo non credo che le menti preposte si dannino per cercare di eradicare le cause che portano in essere le ingiustizie, semplicemente lasciano scorrere il tempo, nella serafica convinzione che poi qualcuno che segue se ne occuperà…d’altronde le ingiustizie per definizione le patisce chi non può difendersi, e il cerchio si chiude.

    Mi auguro vivamente che la proposta di cui lei si fa portavoce sia accolta come merita e attuata in tempi brevi, anche perché il progresso tecnologico comporterà una sempre maggiore perdita di posti di lavoro.

  2. Ho sempre condiviso la proposta del Dr. Perfetto sulla tassazione ai robot, temo però sarà arduo farla comprendere alla nostra classe politica.
    Accompagnerei la proposta con urgenti correzioni alla attuale normativa che sanerebbero subito alcune storture ancora in essere.
    Come l’incomprensibile veto di coprire i buchi contributivi antecedenti il 1996!
    È stata infatti ancora riproposta la pace contributiva solo se l’ammanco ricade nel periodo lavorativo post ’96:

    https://www.ilgazzettino.it/schede/pensione_pace_contributiva_come_riscattare_5_anni_contributi_2024-7822193.html

    Chiedo al Dr. Perfetto se non trova questo discriminatorio e anticostituzionale?
    La pace contributiva dovrebbe riguardare tutti, semplicemente adattandola alle diverse situazioni contributive.

    Altra stortura riguarda i caregiver che non possono più accedere alla pensione anticipata se il disabile che assistono decede prima che il cargiver acceda alla pensione (dopo magari decenni di assistenza), oltre poi a dover essere anche un lavoratore precoce, cioè avere iniziato a 18 anni!
    A parte il fatto che già uno solo di questi requisiti dovrebbe essere sufficiente ma, dal momento che oggi si inizia a lavorare più tardi, proporrei di considerare il lavoratore “precoce” quando non ha ancora compiuto i 20 anni.

    Pensa il Dr. Perfetto vi sia un margine di manovra per correggere queste ingiustizie?
    Ho fatto solo due esempi, ma altri possono essere presi in considerazione.

    Lo stato dovrebbe avere un occhio di riguardo per i lavoratori che hanno lavorato una vita, non solo per le banche o gli evasori fiscali.
    Dal momento poi che il posto fisso non esiste più e che, come già qualcuno sostiene, il conto previdenziale è già separato da quello assistenziale, perché non pensare seriamente a tornare al sistema a capitalizzazione, abbandonando quello a ripartizione?

    Non è umano restare ostaggi del lavoro, anche perché questo scoraggerà ulteriormente dal mettere al mondo un figlio.

    Ringrazio in anticipo il Dr. Perfetto se vorrà prendere in considerazione le mie riflessioni, e i gestori del sito per lo spazio concesso.

    1. Tra le tante cose dette dal dott. Perfetto una luce di speranza viene dalla considerazione di Bill Gates. Che ci sia un margine di speranza che la categoria degli imprenditori capisca che il continuo impoverimento della popolazione favorisce e porta all’impoverimento ed alla paralisi sociale e quindi dei mercati e quindi del loro busines? I problemi sociali e degli imprenditori non si risolvono strangolando il popolo anzi. Ricordo a tale proposito l’affermazione di un sindacalista di Lux Ottica, quelli che hanno assorbito anche Ray-Ban, che il welfare aziendale era anche parte integrante dei metodi aziendali per la creazione di valore, e sarebbe ora che si accendessero i riflettori su tale realtà ricca di spunti. Colgo poi l’occasione per far rilevare che eventuali incentivi alla natalità inciderebbero si tra circa 20 anni sulla disponibilità di nuova forza lavoro ma da subito inciderebbe sulla domanda e quindi sull’occupazione ed a seguire il resto. Le “new entry”, anche se involontariamente ed in forma indotta, sono dei consumatori notevoli già dalla loro prima comparsa nell’ecografia. Non è da sottovalutare.

    2. Sig.ra Veronica, se le storture che rileviamo fossero eliminabili, sarebbe state già eliminate.

      Il fatto che tali storture persistano, significa che persistono le condizioni che le rendono ineliminabili.

      Potrà sembrarle forse una frase da slogan pubblicitario, ma non bisogna rimuovere gli effetti indesiderati, bisogna rimuovere le cause che determinano gli effetti indesiderati.

      Ma anche le cause che determinano gli effetti indesiderati potrebbero essere ineliminabili. Penso, per fare un esempio, alla causa “evasione fiscale-contributiva” che determina come effetto la carenza di contributi utili al finanziamento delle pensioni.

      Il Governo non è in grado di eliminare l’evasione fiscale-contributiva. Punto.

      Quando anche le cause sono ineliminabili, occorre introdurre un nuovo elemento che permetta di compensare la causa da eliminare, in questo caso la mancata riscossione dei contributi evasi. Quest’approccio l’ho applicato nel mio lavoro ottenendo i risultati attesi.

      Il nuovo elemento cui faccio riferimento è la tassazione dei robot, che altro non è che un’idea che ho preso in prestito dalla letteratura esistente e l’ho impiantata nella realtà italiana.

      Io penso che chiunque vada in Parlamento o al Governo, in qualche modo tenti di rimuovere le ingiustizie, ma, ahimè, senza riuscirci. Con chi voglia prendercela?

      Sig.ra Veronica, lungi da me dal voler spegnere le speranze, già ridotte al lumicino, delle persone che anelano alla pensione, ma a mio avviso il Governo non riuscirà a togliere le ingiustizie di cui tutti siamo diretti testimoni. Non ci riuscirà nemmeno l’Opposizione, qualora dovesse andare al Governo.

      Questa è la realtà italiana che io vedo, e su questa realtà italiana io costruisco le soluzioni per l’Italia. Poi, spetta a chi ha ricevuto dal popolo italiano il mandato di governare l’Italia, e quindi al Governo italiano, attuarle.

  3. Buonasera….Le spese per le pensioni superano i contributi versati dai lavoratori. L’allarme è suonato anche per l’Inps, l’Istituto nazionale della previdenza sociale: nel 2022 dalle casse sono usciti 231 miliardi, il 5,6% in più del 2021 (218 miliardi), mentre, in base al rapporto sulle entrate del Mef (Ministero dell’economia e delle finanze), gli incassi contributivi si sono fermati a 230,5 miliard.
    Credo come scritto che solo un contributo di solidarietà nel sistema stesso potrà salvarlo permettendo un principio di uguaglianza. Un 10 /15% di trattenuta a scaglioni .. non permetterebbe la sostenibilita per la famosa spesa quota 41 o per permettete opzione donna/tutti contributiva e la tanto auspicata flessobilita anche solo contributiva? Non basterebbe forse per eliminare l odioso aumento per aspettativa di vita ?
    Serve davvero tassare robot.. e macchine nell immediato? No .. la prima soluzione e solo il condividere un sacrificioper uguaglianzav e per mantenere un minimo di competitività della ns economia. Poi nei prossimi anni si ripensi a modelli diversi…compreso una tassazione più che dei robot.. smdi quanto arriva dal mondo lavoro extra paese.

    1. In Italia la solidarietà è un’etichetta che fa presa. L’Europa dice che il debito è eccessivo e quindi propone tagli alle pensioni. Solidarietà in capo a chi? A dei super dotati finanziariamente. Non è certo il caso dei pensionati italiani. L’Europa non può dirci di governare meglio, se ne fossimo stati capaci l’avremmo già fatto. Vai a vedere che sostegno alla genitorialità c’è tra i frugali, tanto per fare un esempio. Vediamo se 25 mld di € servono per il ponte sullo stretto. Poi prima della solidarietà viene la giustizia e chi si presenta a 67 anni con pochi contributi va indagato come in Svizzera, in Germania ecc. I centri per l’impiego in Germania funzionano da noi si è fatto prima a sdoganare la logica della precarietà e della normalità dell’inefficenza per cui, il problema demografico che è un allarme per tutti anche per questo da noi è enorme. Comodo fare pressioni morali distribuendo etichette di solidarietà ma la prima solidarietà è la buona gestione dello stato e di certo non i tagli massimalisti a capocchia.

  4. Basterebbe combattere l’evasione seriamente, per avere le risorse per pagare le pensioni con 35 anni di contributi. Altro che 41!!!

  5. Ma come possiamo pensare che i giovani vogliano mettere al mondo dei figli con i venti di guerra che soffiano sempre più forti e su un pianeta che sta scivolando ormai irreversibilmente verso la catastrofe ambientale? A che punto i politici tutti, i fanatismi religiosi e l’avidità di denaro hanno ormai ridotto l’umanità!

  6. Quello della denatalità italiana è un problema nel problema…mettere al mondo nuove creature non è un problema soltanto economico/materiale…e per invertire il trend occorre anche una profonda inversione culturale in cui trovano radice aspetti molto importanti…e mi riferisco, per es., al mondo della “donna”, al suo ruolo nella società, nella famiglia e nel mondo del lavoro,…alle strutture per l’infanzia, i nidi e le scuole materne che certo non abbondano; alla paura del futuro e di perdere il proprio livello di benessere…e via di questo passo. Gli effetti di una politica che favorisca la natalità si comincerebbero ad avvertire tra almeno una ventina di anni, quando i nati di oggi dovrebbero iniziare a lavorare. Nel frattempo sarebbe bene seguire la proposta del dr. Perfetto e cominciare a “spremere” un po’ i robot!

  7. Con riferimento al mio commento di oggi sul blog precedente (2° parte Perfetto), ritengo abbastanza difficile che i proventi derivanti da una eventuale ‘Robot Tax’ siano sufficienti a coprire i costi per l’intera popolazione.

    Pur avendo un gettito minore, mettendo insieme politiche di contrasto alla denatalità e sostenibilità del sistema sociale-pensionistico, un’idea potrebbe essere quella di investire i proventi della (eventuale) ‘Robot tax’ per coprire interamente l’equivalente dello stipendio e contributi per uno dei genitori (maschio o femmina) per la durata di 6 anni, ovvero sino all’inizio dell’età scolastica.

    Con un incentivo di questo tipo molti sarebbero disposti a fare molti più figli!
    Potrebbe funzionare?

  8. “CONCLUSIONI: occorre adottare la Soluzione 1, facendo nascere più bambini…” [citazione Dott. Perfetto]; sono pienamente d’accordo con lei, ma il problema è proprio questo: il calo delle nascite. Bisognerebbe dirlo a certi politici, che la maggior parte delle persone non arrivano a fine mese, anche lavorando; come possono mettere al mondo dei figli senza prospettive di un futuro certo, di un lavoro stabile e soprattutto senza la pensione ???
    Ringrazio il Dott. Perfetto e la redazione

    1. cominciassero ad assumere più personale considerato che Il tasso di disoccupazione femminile in Italia è del 10,2%, esattamente due punti percentuali in più rispetto a quello degli uomini (8,2%).

      1. Senza tener conto del fatto che tali percentuali di disoccupazione sono del tutto fasulle, quello che conta è la buona occupazione e il tasso di occupazione assolutamente basso: siamo 60 milioni in Italia, ma lavorano poco più di venti!

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