Pensioni anticipate 2024, opzione donna, Ape sociale, Quota 103: chi ci rimette di più?

In questi giorni ho seguito attentamente il sempre preciso aggiornamento di Orietta Armiliato, fondatrice e amministratrice del CODS, sul profilo facebook, e solo estrapolando parti di articoli di giornali online o di dichiarazioni che ha ottenuto o recuperato da sindacalisti ne é emerso un quadro di insieme di assoluto pregio per fare il punto ai primi di febbraio sull’opzione donna. Le ultime modifiche in campo previdenziale apportate dalla Legge di Bilancio hanno certamente stravolto molte certezze e portato ad un irrigidimento dei paletti per accedere alle pensioni anticipate 2024 in generale. Quota 103, prevede finestre d’uscita più lunghe ed il calcolo dell’assegno interamente contributivo, mentre Ape sociale ed Opzione donna hanno visto dalla loro un inasprimento di 5 mesi sull’età anagrafica la prima e di 1 anno la seconda. Ma in tutto questo chi ci rimette magggiormente? Purtroppo le donne, di seguito alcune affermazioni che fanno comprendere questo ennemiso ‘attacco’ alle donne da parte del Governo in carica.

Pensioni anticipate 2023, le donne sotto attacco, Il Governo infligge l’ennesimo duro colpo

Le dichiarazioni della Cgil, riprese da Repubblica Online il 30 Gennaio, non lasciano dubbi sugli effetti nefasti di questa riforma pensioni: “Il prossimo anno sette donne su dieci non riusciranno ad accedere alla pensione anticipata. E dovranno restare più a lungo al lavoro, se ce l’hanno. È l’effetto combinato delle strette operate dalle due manovre Meloni su Ape sociale, Opzione donna, Quota 103. E da ultimo anche il taglio degli assegni di 732.300 lavoratori pubblici, dai medici alle maestre, dagli ufficiali giudiziari ai dipendenti degli enti locali”.

PierPaolo Bombardieri, Uil, sul suo profilo social, riassumento quanto detto ospite a ReSTar su Rai 1 due gg fa, sostiene: “Quando parliamo di pensioni la verità è netta: tutti i governi fanno solo cassa! Così si crea insicurezza nelle persone perché ogni volta che credono di aver maturato il diritto alla pensione ne vengono poi regolarmente privati. Addirittura, il Ministro Salvini che a lungo ha criticato la Fornero oggi potrebbe andarci a braccetto. Per non parlare di Opzione Donna. Si sono penalizzate migliaia di donne per un risparmio esiguo, ma la cosa paradossale è che dopo 5 anni lo Stato ci avrebbe guadagnato. Una decisione assurda assunta da due donne: la Ministra del lavoro e la Presidente del Consiglio!

Dello stesso avviso Ezio Cigna, Segretario generale Cgil:Così dal 2022 al 2025 il totale sarà una riduzione del 72% delle uscite anticipate per le donne. Ezio Cigna, responsabile delle politiche previdenziali della Cgil, spiega che “il taglio del governo Meloni, secondo le nostre stime, è clamoroso per le donne”

Anche su Collettiva.it il 30 gennaio é stato pubblictao un articolo molto esastivo: ‘Pensioni, il governo ce l’ha con le donne‘ , così si legge: “Con la Finanziaria 2024 solo 3.760 donne saranno esonerate dalla legge Fornero. La grande bugia del governo Meloni – quella di voler cancellare quelle norme – impatta con ancora maggior forza sulla popolazione femminile, come dimostrano anche i dati sui flussi di uscita dal mercato del lavoro resi noti in questi giorni dall’Inps che evidenziano come nel 2023 molte meno donne siano andate in pensione e spesso con assegni più bassi.

Pensioni anticipate, donne discriminate sempre

È l’ennesima conferma, dice Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil nazionale: “Discriminate e povere al lavoro e povere anche come pensionate: questa è la fotografia istantanea del nostro Paese”, Del resto, aggiunge la sindacalista, “sulle donne si è deciso di eliminare qualsiasi forma di flessibilità in uscita e di azzerare, nei fatti, Opzione donna su cui molte facevano affidamento”. Ezio Cigna, sempre sul numero di Collettiva, fa una dichiarazione importante, che ancor più spiega quanto questa finanziaria abbia elimiato ogni tipo di flessibilità in uscita, i paletti inseriti renderanno le misure praticamente non utilizzabili, anche per gli uomini sono assolutamente svantaggiose.

“La stima dell’Ufficio politiche previdenziali della Cgil è molto chiara Quota 103 nonostante i continui proclami è una misura praticamente inutile e che comunque riguarderà solo gli uomini. Non solo perché per una donna sarebbe già difficile raggiungere 41 anni di contribuzione, ma perché coloro che perfezionano 41 anni di contributi e 62 anni di età nel 2024, hanno già raggiunto i requisiti di Opzione donna (almeno 35 anni di contribuzione e 58 di età al 2021)”. Quindi di fatto nessuna donna “utilizzerà la nuova Quota 103 che prevede un ricalcolo contributivo come Opzione donna, a cui si somma l’incumulabilità con i redditi da lavoro e un tetto massimo al pagamento della pensione fino a 4 volte il trattamento minimo”.

In conclusione riportiamo una frase di Debora Serrachiani, Pd,: Dobbiamo fare da noi, perché le donne non sono tra le priorità della Presidente del Consiglio né in generale della politica di questo governo di destra conservatrice”.

Fateci sapere se eravate in procinto di andare in pensione e le nuove norme vi hanno impedito di procedere, le vostre testimonianze sono preziose.

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4 commenti su “Pensioni anticipate 2024, opzione donna, Ape sociale, Quota 103: chi ci rimette di più?

  1. Ma certo Prof . lasciamo tranquilli i maschietti. MAI saputo di un genero che cambiava abitualmente il pannolone alla suocera, non in caso d’emergenza, ma quante nuore lo fanno alla suocera….

  2. Sono marito di una donna da più di un anno disperata.
    Mia moglie iniziò a lavorare prestissimo, ben prima del dovuto: le esigenze di bilancio familiare lo imponevano.
    A dicembre 2022 era contentissima: aveva da poco compiuto 58 anni, i contributi necessari li aveva in sovrabbondanza, Meloni aveva testualmente detto alla TV “Manterrò Opzione Donna”.
    Vedeva il meritato riposo da una lunghissima vita di lavoro alle porte.
    Poi, nella Legge di Bilancio 2023, la tremenda delusione: Opzione Donna praticamente non più accessibile.
    Eppure era una misura a basso costo. Eppure era una misura giusta. Eppure…
    Adesso che la Legge di Bilancio 2024 ha confermato l’inaccessibilità, non posso non trarre almeno due conclusioni:
    la prima è che Meloni, nei fatti donna e mentitrice ai danni delle donne, merita di essere odiata dalle donne e soprattutto merita di non essere votata di nuovo dalle donne, a meno che non siano masochiste;
    la seconda è che nessuno, nè partito politico nè sindacato, si è mai impegnato DAVVERO per il ripristino di Opzione Donna. Solo dichiarazioni scontate, nessun gesto forte.
    Cosa intendo per gesto forte? Uno sciopero duro, interrogazioni parlamentari incisive, manifestazioni sull’argomento. La sconcezza perpetrata da Meloni avrebbe meritato questo.

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